Stasi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Stasi (disambigua).
Ministero per la Sicurezza di Stato
Ministerium für Staatssicherheit
Emblema Stasi.svg
Simbolo della Stasi
Descrizione generale
Attiva 8 febbraio 1950 - 13 gennaio 1990
Nazione Flag of East Germany.svg Germania Est
Servizio Consiglio dei ministri
Ruolo Controspionaggio
Dimensione 68.000 - 91.000
Comandanti
Comandanti degni di nota Wilhelm Zaisser (1950 - 1953)
Ernst Wollweber (1953 - 1957)
Wolfgang Schwanitz (1953-1957)
Erich Mielke (1957 - 1989)

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Stasi è l'abbreviazione di Ministerium für Staatssicherheit, "Ministero per la Sicurezza di Stato", abbreviato in MfS o popolarmente in Stasi appunto, infatti essa era la principale organizzazione di sicurezza e spionaggio della Germania Est (RDT). Rimase famosa per avere arruolato numerosi tedeschi dell'Est per il controllo delle attività dei propri concittadini, in modo da poter impedire il sorgere di moti contro il governo autoritario della Germania Est.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Berlino, 15 gennaio 1990, la folla invade gli uffici della Stasi

Il Ministerium für Staatssicherheit (Ministero della Sicurezza di Stato) venne fondato l'8 febbraio 1950. Wilhelm Zaisser ne fu il suo primo direttore e Erich Mielke il suo vice. Venne modellato sul KGB sovietico, che lo reputava come estremamente leale ed efficace, tra i vari servizi segreti delle nazioni del Patto di Varsavia. L'influenza della Stasi su praticamente tutti gli aspetti della vita nella Repubblica Democratica Tedesca non deve essere sottostimata.

Nel 1955, Erich Mielke divenne capo della Stasi e Markus Wolf divenne capo del dipartimento di spionaggio all'estero. Fino a metà degli anni ottanta, la rete di spie crebbe all'interno della DDR altrimenti detta Germania Est. Nel 1989 venne stimato che la Stasi disponesse di 91.000 impiegati a tempo pieno e probabilmente più di 100.000 informatori, disponendo di fatto della percentuale più alta di spie pro capite di tutti gli Stati del patto di Varsavia.[1]

La Stasi monitorava i comportamenti politicamente scorretti di tutti i cittadini della Germania Est. Una volta definito il soggetto l'obiettivo era di costringere la persona ad abbandonare la propria posizione sociale, lavorativa o accademica.[senza fonte] Ad obiettivo raggiunto spesso la vittima veniva poi integrata come informatore a sua volta. Dopo la caduta del muro di Berlino del 1989 gli uffici della Stasi vennero invasi dai cittadini infuriati, non prima che un grande quantitativo di materiale compromettente venisse distrutto dagli ufficiali del servizio segreto. I documenti rimasti sono oggi disponibili per tutte le persone che erano spiate.

Dopo l'unificazione tedesca venne rivelato che la Stasi aveva anche aiutato in segreto dei gruppi terroristici di sinistra come la Rote Armee Fraktion. La perdita del supporto della Stasi fu uno dei fattori principali nel discioglimento di tutti questi gruppi terroristici, compresa la RAF.[senza fonte]

Verso la fine degli anni ottanta la Stasi non era più formata esclusivamente da agenti comunisti, convinti che il loro lavoro fosse necessario per salvare la Patria dalla reazione capitalistica. Anche a causa degli arruolamenti coatti per trovare spie, la base della Stasi divenne molto poco politica e decisamente molto legata al proprio potere e al timore della diversità.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Stasi-Bezirksverwaltung Leipzig, sede dell'Mfs del distretto di Lipsia
Sede della direzione centrale

Per quanto riguarda l'organizzazione interna dell'Mfs a tutt'oggi non sono disponibili molte informazioni in quanto praticamente tutte le attività della Stasi erano coperte dal segreto di stato e gli stessi membri di questa organizzazione non sapevano a loro volta esattamente i meccanismi che erano dietro a questo sistema, dal momento che loro stessi erano sotto controllo dell'Mfs. Basti pensare che fino alla pubblicazione del dossier Rosenholz nel 2004 lo stesso governo federale tedesco non era al corrente del numero esatto di spie dislocate in Germania occidentale e, ancor meno, del numero esatto di operazioni condotte.

Secondo alcune stime fatte negli anni novanta nel periodo immediatamente successivo alla caduta del muro di Berlino, si stima che il numero di dipendenti della Stasi si aggirasse intorno alle 91.000 persone, a capo delle quali c'era il Politburo. Unica eccezione era la commissione centrale di sicurezza, la quale poteva prendere decisioni riguardo alla promozione dei membri dell'Mfs indipendentemente dalle decisioni prese dal Politburo.[senza fonte]

Se pure ufficialmente l'Mfs rispondesse al Consiglio dei ministri della Repubblica Democratica Tedesca, di norma la Stasi non doveva rendere conto a nessuno e prendeva la maggiore parte delle decisioni in totale autonomia.[senza fonte]

Ai 91.000 dipendenti impiegati dall'Mfs si aggiungevano altri 100.000 informatori, cosiddetti collaboratori, che operavano perlopiù all'interno della DDR. Gli informatori, invece, che si trovavano all'estero in paesi non socialisti venivano anche detti Kundschafter des Friedens, che tradotto vorrebbe dire vedette della pace.

Complessivamente, tra dipendenti ed informatori, circa 200.000 persone lavoravano per conto della Stasi, che rapportato al numero di abitanti della DDR, che era di circa 16 milioni, vorrebbe dire che l'1,25 per cento della popolazione era stata reclutata dall'Mfs. Per quanto riguarda, invece, il numero di spie attive nella Repubblica Federale Tedesca, si stima, da quanto appreso dal Dossier Rosenholz, che il numero di spie si aggirasse, con buona approssimazione, intorno alle 1500 unità.

Sempre dal dossier Rosenholz, si è, infine, appreso che, per il supporto di gruppi terroristici quali la RAF, nella Repubblica Federale Tedesca era stata incaricata una sezione apposita del Mfs chiamata HA XXII. Sarebbe, quindi, stata la sezione HA XXII ad aiutare molti membri della RAF a scappare dalla Germania occidentale per rifugiarsi nella DDR dopo aver loro fornito nuove identità. Sempre la sezione HA XXII avrebbe, quindi, fornito sostegno all'OLP tramite l'HVA, la divisione dell'Mfs che si occupava esclusivamente dello spionaggio all'estero e dell'infiltrazione di organizzazioni internazionali.

Struttura interna[modifica | modifica wikitesto]

Sede principale a Berlino-Lichtenberg
Cella di detenzione presso la sede di Berlino-Hohenschönhausen
Ugello con getto ad aria calda utilizzato dalla sezione M per aprire le buste delle lettere

Internamente l'MfS era composto da varie sezioni e sottosezioni con competenze differenti. Per compiti che potevano riguardare l'area di competenza di più di una sezione venivano formate le cosiddette Arbeitsgruppen, gruppi di lavoro, che avevano mansioni ben definite al riguardo di un singolo compito. Le sezioni principali invece venivano numerate con numeri romani e chiamate Hauptabteilungen, mentre le sottosezioni venivano chiamate solamente Abteilungen.

    • Abteilung 26 – controllo linee telefoniche
    • Abteilung (BCD) - armi e servizio chimico
    • Abteilung Nachrichtendienst - Informazioni
    • Abteilung X – contatti internazionali
    • Abteilung XI – servizio di decodifica
    • Abteilung XIV- interrogatori e detenzione
    • Arbeitsgruppe (AG BKK) - coordinamento commerciale
    • Arbeitsgruppe (AGM) – servizio a disposizione dei ministri
      • Unità speciale AGM/U
      • AGM/S – „compiti speciali“ (Sky Marshal), integrato dal 1989 all'interno della sezione HA XXI.
      • Wachregiment Feliks Dzierzynski unità di guardia, con il compito di controllare il personale dell'Mfs stesso
    • Arbeitsgruppe E (funzione esatta ignota)
    • Arbeitsgruppe XVII – controllo passaporti e permessi di viaggio
    • Ufficio della direzione (BdL) – sicurezza interna dell'MfS
    • Ufficio della direzione centrale
    • Hauptabteilung I (HA I) – Controllo personale della Volkspolizei, polizia di frontiera e NVA
    • Hauptabteilung II (HA II) – Controspionaggio
    • Hauptabteilung III (HA III) – Controllo comunicazioni radio e disturbo comunicazioni radio nemiche
    • Hauptabteilung VI (HA VI) – Controllo Passaporti e turismo, controlli autostradali sulle arterie verso Berlino ovest e controllo delle stazioni di servizio
    • Hauptabteilung VII (HA VII) – Controllo del Ministero degli interni
    • Hauptabteilung VIII (HA VIII) – sezione investigativa, effettuava controlli sull'organizzazione di altri reparti dell'Mfs
    • Hauptabteilung IX (HA IX) – provvedimenti disciplinari
      • Hauptabteilung IX/11 - conduceva indagini su eventuali ex nazisti
    • Hauptabteilung XV – servizio ausiliario alla Hauptabteilung HVA
    • Hauptabteilung XVIII (HA XVIII) – economia socialista
    • Hauptabteilung XIX (HA XIX) – controllo traffico aereo navale e ferroviario
    • Hauptabteilung XX (HA XX) – controllo apparato dello Stato chiesa e unità investigativa per scovare organizzazioni sovversive
    • Hauptabteilung XXII (HA XXII) – antiterrorismo
    • Hauptabteilung (HA PS) - scorte
    • Hauptabteilung (HA KaSch) - Scuola e istruzione
      • Istituto di educazione dell'Mfs
      • servizio medico centrale (ZMD)
    • settore operativo tecnico (OTS)
    • Amministrazione (VRD)
    • Arbeitsgruppe (ZAGG) - protezione segreti di stato
    • Informationsgruppe (ZAIG) - reparto per la valutazione di informazioni
      • Abteilung XII – Archivi
      • Abteilung XIII – servizio di calcolo
      • Abteilung M – controllo postale
    • Zentrale Koordinierungsgruppe (ZKG) – Unità anti immigrazione illegale e fuga dalla DDR
    • Comando centrale (ZOS)
  • (HVA) Servizio spionaggio all'estero

Reclutamento[modifica | modifica wikitesto]

Camicia di forza utilizzata per alcuni detenuti

Uno degli aspetti più importanti dell'Mfs era il reclutamento di nuovi membri. Oltre a basarsi su criteri, quali capacità intellettuali, competenze tecniche e prestanza fisica, l'aspetto della affidabilità e dell'ideologia politica giocava un ruolo centrale. Non di rado si sceglievano per questo motivo figli di membri ed ex membri della Stasi, basandosi sul fatto che con buona probabilità questi fossero stati indottrinati politicamente in modo affidabile e che il contesto familiare li avesse influenzati in modo positivo. Un ruolo di primo piano aveva quindi l'educazione di stampo socialista.

I potenziali nuovi membri dell'Mfs venivano quindi sottoposti a loro insaputa per un periodo di due anni a continui controlli e in questo periodo veniva preparato un dossier al riguardo della loro vita privata. Non di rado succedeva che per ottenere ulteriori informazioni sia al riguardo del possibile candidato stesso che della famiglia, si interrogassero gli insegnanti che erano stati responsabili della educazione del candidato durante il periodo scolastico. Nella fase finale poi, prima di invitare il soggetto prescelto per un colloquio ufficiale, che rimaneva chiaramente strettamente confidenziale, si interrogavano vicini e conoscenti per avere ulteriori informazioni. Se entro questo periodo di due anni durante il quale si era osservata l'attività dell'individuo prescelto non si erano riscontrati comportamenti sovversivi, si procedeva a contattarlo invitandolo ad un colloquio presso una delle tante sedi di circondariato dislocate su tutto il territorio della DDR.

Se il colloquio dava esito positivo al candidato veniva offerto un posto di lavoro presso l'Mfs. Se pure ufficialmente potesse scegliere liberamente se accettare o rifiutare il posto offerto, per chi accettava si offrivano vantaggi economici e sociali non indifferenti, mentre chi rifiutava rischiava di subire nella vita lavorativa ripercussioni di tipo materiale, ricevendo posti di lavoro con salari più bassi e riscontrando maggiore difficoltà nel ricevere assegnata una abitazione.[senza fonte]

Ufficiali della Stasi dopo la riunificazione[modifica | modifica wikitesto]

Reclutamento[modifica | modifica wikitesto]

L'ex agente della Stasi Matthias Warnig (nome in codice "Arthur") è attualmente CEO della Nord Stream.[2] Le investigazioni tedesche hanno rivelato che alcuni managers chiave della Gazprom Germania sono ex agenti della Stasi.[3][4]

Lobbying[modifica | modifica wikitesto]

Gli ex ufficiali della Stasi continuano ad essere politicamente attivi nella the Gesellschaft zur Rechtlichen und Humanitären Unterstützung e. V. (Society for Legal and Humanitarian Support) (GRH). Ex Dirigenti e Ufficiali Stasi, incluso l'ultimo direttore della Stasi, Wolfgang Schwanitz, formano la maggioranza dei membri dell'organizzazione e ricevevano il supporto dal Partito Comunista Tedesco, tra gli altri.

Dopo la caduta del muro[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 dicembre 1991 venne approvata dal Bundestag la Stasi-Unterlagen-Gesetz anche detta legge StUG, che permise l'apertura di tutti i dossier in mano all'Mfs. I singoli cittadini poterono quindi per la prima volta nella storia della DDR accedere a dossier che l'Mfs aveva stilato al riguardo della loro vita privata. Se pure le autorità federali tedesche si fossero sforzate di mettere al sicuro molti dei dati e dei dossier che erano stati preparati dall'Mfs, molti di questi andarono irrimediabilmente persi nel caos che seguì i giorni immediatamente successivi alla caduta del muro, quando cittadini infuriati della Germania dell'est assaltarono le singole sedi dell'Mfs, distruggendo ogni singola cosa che trovavano. Infine non è da escludere che molti dossier compromettenti fossero stati distrutti o occultati dagli stessi agenti dell'Mfs in vista di quello che sarebbe successo da lì a poco.[senza fonte]

Museo nel vecchio quartier generale[modifica | modifica wikitesto]

Sede dell'attuale Stasimuseum

L'Azione Anti-Stalinista di Normannenstraße (ASTAK), un'associazione fondata da un comitato di ex cittadini della DDR, ha trasformato il quartier generale del MfS in un museo. Lo Stasimuseum è situato a ridosso della fermata di Magdalenstrasse della Linea U5 con 3 piani dedicati allo Stasimuseum, i cui ambienti e mobili degli anni sessanta sono stati mantenuti intatti, compreso l'ufficio personale di Erich Mielke. Tra le maggiori attrazioni ci sono gli oggetti tecnologici usati dalla Stasi: registratori, telecamere nascoste, e gli strumenti necessari per lo spionaggio dei dissidenti e dei cittadini sospetti.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stasimuseum.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ la stasi|www.bessarabia.altervista.org
  2. ^ Nord Stream, Matthias Warnig (codename "Arthur") and the Gazprom Lobby Eurasia Daily Monitor Volume: 6 Issue: 114
  3. ^ Gazprom's Loyalists in Berlin and Brussels. Eurasia Daily Monitor Volume: 6 Issue: 100. 26 May 2009
  4. ^ Police investigate Gazprom executive's Stasi past

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jürgen Aretz / Wolfgang Stock, Die vergessenen Opfer der DDR, Lübbe 1997, ISBN 3-404-60444-X,
  • Thomas Auerbach, Einsatzkommandos an der unsichtbaren Front, Ch. Links 1999, ISBN 3-86153-183-6,
  • Klaus Behnke / Jürgen Wolf (Hrsg.), Stasi auf dem Schulhof, Ullstein 1998, ISBN 3-548-33243-9,
  • Gianluca Falanga, Il Ministero della Paranoia. Storia della Stasi, Carocci editore, Roma 2012, ISBN 978-88-430-6502-8,
  • Günter Förster, Die Juristische Hochschule des MfS, Bundesbeauftragter für die Unterlagen des Staatssicherheitsdienstes der ehemaligen Deutschen Demokratischen Republik (BStU), Abteilung Bildung und Forschung; Berlin, 1996,
  • Karl Wilhelm Fricke, Akten-Einsicht, Ch. Links 1997 (4. durchges. u. aktual. Aufl.), ISBN 3-86153-099-6,
  • Anna Funder. C'era una volta la DDR (titolo originale Stasiland). Feltrinelli, 2005. ISBN 978-88-07-17107-9.
  • Stefan Gerber, Zur Ausbildung von Diplomjuristen an der Hochschule des MfS (Juristische Personen), Taschenbuch, BW-Verlag, ISBN 3-8305-0008-4,
  • Jens Gieseke: Das Ministerium für Staatssicherheit (1950-1990). In: Torsten Diedrich, Hans Ehlert, Rüdiger Wenzke (Hrsg.): Im Dienste der Partei. Handbuch der bewaffneten Organe der DDR, Berlin 1998, Seite 371 bis 422, ISBN 3-86153-160-7,
  • Jens Gieseke: Die DDR-Staatssicherheit: Schild und Schwert der Partei, Bonn: Bundeszentrale für Politische Bildung, 2000, ISBN 3-89331-402-4
  • Reinhard Grimmer, Werner Irmler, Willi Opitz: Die Sicherheit. Zur Abwehrarbeit des MfS, 2 Bde. edition ost im Verlag Das Neue Berlin, Berlin 2003, ISBN 3-360-01030-2.
  • Herbert Kierstein (Hrsg.): Heiße Schlachten im Kalten Krieg. Unbekannte Fälle und Fakten aus der Spionageabwehr. edition ost, 2007 ISBN 3-360-01085-X
  • Lusenti, Luigi - "State lasciando il settore americano", Comedit 2000, Milano 2004, ISBN 88-86751-54-0
  • Hubertus Knabe, West-Arbeit des MfS, Ch. Links 1999, ISBN 3-86153-182-8,
  • Hubertus Knabe, Der diskrete Charme der DDR, Ullstein 2002, ISBN 3-549-07137-X,
  • Hubertus Knabe, Die unterwanderte Republik, Ullstein 2001, ISBN 3-549-05589-7,
  • Henry Leide, NS-Verbrecher und Staatssicherheit, Vandenhoeck & Ruprecht 2005, ISBN 3-525-35018-X,
  • Michael Richter Die Staatssicherheit im letzten Jahr der DDR, Böhlau Weimar u. a. 1996, ISBN 3-412-04496-2
  • Claudia Rusch, La Stasi dietro il lavello. Keller Editore, 2009. ISBN 978-88-89767-13-9
  • Hans Joachim Schädlich (Hrsg.), Aktenkundig, Rowohlt 2001, ISBN 3-87134-057-X
  • Gabriele Schnell: Jugend im Visier der Stasi. Potsdam, 2001, ISBN 3-932502-31-0
  • Hannes Sieberer, Herbert Kierstein, Verheizt und vergessen. Ein US-Agent und die DDR-Spionageabwehr, edition ost 2005, ISBN 3-360-01065-5
  • Werner Stiller: Im Zentrum der Spionage, v. Hase & Koehler, Mainz 1986, ISBN 3-7758-1141-9
  • Walter Süß: Staatssicherheit am Ende. Warum es den Mächtigen nicht gelang, 1989 eine Revolution zu verhindern, Ch. Links, Berlin, 1999, ISBN 3-86153-181-X
  • Peter Wensierski: Die Rache der Rentner, in Spiegel 13/2006 S. 44 ff.
  • Yury Winterberg: Der Rebell, Lübbe 2005, ISBN 3-7857-2160-9
  • Erich Wollenberg: „Von der Gestapo zum SSD“, Bonn um 1950, 20 Seiten, Heft Nr. 4 der Schriftenreihe „Tatsachen und Berichte aus der Sowjetzone“ (BStU)
  • Hans-Eberhard Zahn: Haftbedingungen und Geständnisproduktionen in den Untersuchungs-Haftanstalten des MfS (PDF). 4., durchgesehene Aufl., Berlin 2005, ISBN 3-934085-01-6 (Schriftenreihe des Berliner Landesbeauftragten für die Unterlagen des Staatssicherheitsdienstes der ehemaligen DDR, Band 5)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]