Repubblica Democratica Popolare dello Yemen

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Yemen del Sud
Yemen del Sud – Bandiera Yemen del Sud - Stemma
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Yemen del Sud - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Democratica Popolare dello Yemen
Nome ufficiale جمهورية اليَمَنْ الديمُقراطية الشَعْبِيّة
Jumhūriyya al-Yaman al-Dīmuqrāţiyya al-Sha'biyya
Lingue ufficiali Arabo
Lingue parlate
Capitale Aden
Politica
Forma di Stato Repubblica socialista
Forma di governo
Nascita {{{inizio}}} con Qahtan Mohammed al-Sha'bi
Causa Proclamazione di indipendenza
Fine 22 maggio 1990 con Haydar Abu Bakr al-Attas
Causa Riunificazione dello Yemen
Territorio e popolazione
Bacino geografico Yemen centro-orientale
Massima estensione 332.970 km² nel 1990
Popolazione 1.590.275 ab. nel 1990
Economia
Valuta Dinar dello Yemen del Sud
Varie
Prefisso tel. +969
Sigla autom. ADN
Religione e società
Religioni preminenti Islamica
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of the United Kingdom.svg Colonia di Aden
Succeduto da Yemen Yemen

Per Repubblica Democratica Popolare dello Yemen (Repubblica Popolare dello Yemen Meridionale), o anche Yemen del Sud, si intende uno stato esistito nella Penisola Araba tra il 1971 e il 1990.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Repubblica fu proclamata il 1º dicembre 1971 a seguito dell'indipendenza concessa dal Regno Unito nello stesso anno. Fu l'unico paese musulmano (e lo è tuttora) in cui entrò in vigore una costituzione espressamente di stampo marxista. L'ala Marxista del Fronte di Liberazione Nazionale Yemenita aveva preso il potere già dal giugno del 1969, e dopo l'indipendenza divenne il partito di maggioranza. Durante il periodo di protettorato britannico la Repubblica Democratica Popolare dello Yemen era conosciuta come Federazione dell'Arabia Meridionale.

Tutti i partiti politici vennero riuniti all'interno del Partito Socialista Yemenita; la Repubblica strinse importanti relazioni con gli altri paesi socialisti come l'URSS, Cuba, e la Cina.

Iniziò in seguito uno sviluppo delle forze armate, accettando la proposta della Marina Sovietica di portare rinforzi all'organizzazione navale della RDP dello Yemen.

I due stati yemeniti rimasero in buoni rapporti, tanto che nel 1972 si parlò di una possibile riunificazione dei Paesi; tuttavia nei primi mesi del 1979 i rapporti cambiarono drasticamente natura e nacque il rischio di una guerra aperta, che fu evitata grazie all'intervento diplomatico della Lega Araba.

Nel marzo del 1979, durante un summit in Kuwait, si tornò a parlare di una possibile riunificazione. Intanto gruppi di ribelli nello Yemen del Nord iniziarono a ricevere fondi e armi dalla Repubblica Democratica Popolare.

Nel 1980, il presidente della RDP dello Yemen, ʿAbd al-Fattāḥ Ismāʿīl, si dimise e salì al potere ʿAlī Nāṣer Muḥammad, che attuò una politica estera più moderata nei confronti dello Yemen del Nord e del vicino Oman.

Il 13 gennaio del 1986 iniziò una violenta lotta ad Aden tra i sostenitori di ʿAlī Nāṣer e quelli di ʿAbd al-Fattāḥ Ismāʿīl; questi ultimi erano desiderosi di un ritorno al potere del loro leader. Tuttavia, dopo poco più di un mese di scontri, una serie di circostanze portarono alla morte di Ismāʿīl e alla deposizione di ʿAlī Nāṣer Muḥammad, che emigrò nello Yemen del Nord con altre 60.000 persone al suo seguito.

Nel maggio del 1988 si riprese a discutere della riunificazione dei Paesi, motivata anche dalla gestione degli impianti petroliferi presenti nella zona del confine tra i due Paesi, non ancora ufficialmente definito; inoltre vi era l'intenzione alla demilitarizzazione del confine, e alla libera circolazione dei cittadini tra i due stati, tramite la creazione di un'unica carta d'identità nazionale.

Nel novembre del 1989 il leader dello Yemen del Nord, 'Ali 'Abd Allah Saleh, e quello della RDP dello Yemen, ʿAlī Sālim al-Bayḍ, trovarono un accordo sulla riunificazione da tempo auspicata; e il 22 maggio 1990 nacque così lo Stato riunificato, sotto il nome di Repubblica Unita dello Yemen. ʿAlī ʿAbd Allāh Ṣāliḥ ne divenne presidente e ʿAlī Sālim al-Bayḍ vicepresidente.

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