Oman

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Oman
Oman – Bandiera Oman - Stemma
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Oman - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Sultanato dell'Oman
Nome ufficiale سلطنة عُمان
Lingue ufficiali araba
Capitale Mascate  (880.200 ab. / 2004)
Politica
Forma di governo Monarchia assoluta di carattere islamico (Sultanato)
Capo di Stato Sultano Qābūs dell'Oman
Indipendenza 1971 dal Regno Unito
Superficie
Totale 309.501 km² (70º)
 % delle acque 0 %
Popolazione
Totale 3.632.444[1] ab. (31 dicembre 2013) (135º)
Densità 9 ab./km²
Tasso di crescita 2,043% (2012)[2]
Geografia
Continente Asia
Confini Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Yemen
Fuso orario UTC +4
Economia
Valuta Riyal
PIL (nominale) 78 290[3] milioni di $ (2012) (66º)
PIL pro capite (nominale) 25 356 $ (2012) (30º)
PIL (PPA) 89 057 milioni di $ (2012) (75º)
PIL pro capite (PPA) 28 843 $ (2012) (33º)
ISU (2013) 0,731 (alto) (84º)
Fecondità 2,2 (2011)[4]
Varie
Codici ISO 3166 OM, OMN, 512
TLD .om, عمان.
Prefisso tel. +968
Sigla autom. OM
Inno nazionale Nashid al-Salām al-Sulṭānī
Festa nazionale 11 novembre
Oman - Mappa
 

Coordinate: 20°14′N 55°58′E / 20.233333°N 55.966667°E20.233333; 55.966667

Il Sultanato dell'Oman (‘Omān), pronuncia italiana "omàn" [ɔm'an][5], è uno stato asiatico situato nella porzione sud-orientale della penisola arabica. Confina con gli Emirati Arabi Uniti a nord-ovest, con l'Arabia Saudita a ovest e con lo Yemen a sud-ovest. Si affaccia sul mar Arabico a sud e a est, sul golfo dell'Oman a nord-est. All'Oman appartengono anche le exclavi di Madha e Musandam, che confinano con gli Emirati Arabi Uniti; la seconda è bagnata dallo stretto di Hormuz e dal golfo dell'Oman.

Dal XVII secolo l'Oman ha avuto un proprio impero coloniale, in competizione con Portogallo e Regno Unito per il controllo del Golfo Persico e dell'Oceano Indiano. Nel XIX secolo, periodo del massimo splendore, l'influenza politico-economica di questo impero arrivò in Iran, Pakistan e, a sud, Zanzibar[6]. Il Novecento vide invece il forte declino economico del sultanato, la cui prosperità si era basata sul fatto di essere un fiorentissimo mercato di armi e schiavi, attività entrate in crisi.
A causa di questa decadenza l'Oman cadde sotto la pesante influenza del Regno Unito, pur non diventando mai parte del suo Impero, né tanto meno un suo protettorato. Tradizionalmente il sultanato è vicino a Inghilterra e Stati Uniti, ma ha sempre conservato la sua sovranità e mantiene oggi una politica estera indipendente.

L'Oman è una monarchia assoluta governata da un sultano, ma il suo parlamento ha alcuni poteri legislativi e di controllo[7]. Nel novembre 2010 l'UNDP, su 135 paesi considerati, ha classificato l'Oman come lo Stato che ha avuto il maggior sviluppo socio-economico negli ultimi 40 anni[8]; il sultanato è considerato uno dei più sviluppati e stabili tra i paesi arabi[9].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nella lingua dei Sumeri l'Oman si chiamava Magan ed era noto per esportare rame. La sua annessione all'impero persiano achemenide avvenne in data imprecisata. Compare tra le province soggette nelle iscrizioni di Dario I con il nome di Makā, a partire dal 524 a.C. Intorno al I secolo a.C. alcune tribù arabe cominciarono a stanziarsi nel territorio. Nel 632 d.C., in seguito alle conquiste effettuate da Maometto e dai suoi seguaci, l'Oman venne sottratto al controllo persiano, entrando nell'orbita araba.

Nel 751 i musulmani ibaditi (considerati dal resto del mondo islamico come un ramo kharigita) vi fondarono un imamato che durò fino alla metà del XX secolo.

Importante centro commerciale per molti secoli, l’Oman fu poi oggetto delle mire espansionistiche portoghesi, i quali lo sottrassero al regno di Hormuz: nel 1508 rasero al suolo Qalhat e presero Mascate, il porto principale del paese, che tennero fino al 1659, anno in cui venne conquistato dagli Ottomani. Questi ultimi ne furono espulsi nel 1741 da Ahmed ibn Sa'id, fondatore della dinastia di sultani che governa il paese.

Nel 1698 l'Oman si impadronì dell'isola africana di Zanzibar e di una rilevante porzione della costa orientale africana. Nel 1840 la capitale fu trasferita da Mascate sull'isola, ma alla morte del sultano nel 1856 si accesero conflitti di successione fra i figli, che portarono alla divisione del sultanato in due principati separati. Se ne originò il sultanato di Zanzibar, che però fu presto sopraffatto dalle potenze coloniali europee, riducendo progressivamente la propria influenza.

All'inizio del XIX secolo, l'Oman riuscì ad espandersi, arrivando a controllare il Belucistan. Tuttavia, tali possedimenti vennero via via persi a causa dell'espansione delle potenze coloniali, tant'è che nel 1891 l'Oman stesso divenne un protettorato britannico. Nel 1970 al sultano Saʿīd ibn Taymur subentrò il figlio Qābūs bin Saʿī Āl Saʿīd; l'anno seguente il paese riuscì ad affrancarsi definitivamente dal controllo britannico. Sin dal suo insediamento, il sultano Qābūs ha fatto molto per migliorare la situazione economica del paese e mantenere buoni rapporti con tutti gli stati mediorientali. Nel 1996, inoltre, il sultano emanò un decreto con cui si stabilivano norme precise per regolare la successione reale, dotando inoltre l'Oman di un'assemblea bicamerale con limitati poteri legislativi, introducendo la figura del Primo Ministro e portando ad una prima concessioni di diritti civili agli abitanti. Nel 2001 le forze armate statunitensi si servirono di alcune basi in Oman per le operazioni in Afghanistan. Nel 2003 si tennero le prime elezioni per la Camera bassa dell'assemblea.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è tropicale arido, nel periodo estivo da maggio a settembre caldo torrido (fin oltre 45 gradi la temperatura massima media dei deserti) nelle zone più interne, tendente all'afoso man mano che ci si avvicina alla costa per via dell'intensa evaporazione dell'acqua marina e dell'assenza di piogge che stemperi l'estrema intensità dei raggi solari (un esempio è il clima estivo di Mascate). Qui si contemplano temperature massime medie tra i 35 ed i 40 gradi ma la percezione può arrivare anche a 60° C nel corso di alcuni mesi. L'inverno è ovviamente molto mite poiché il paese è latitudinalmente quasi interamente compreso nella fascia tropicale propria. Le precipitazioni atmosferiche sono quindi irrisorie ed il periodo fortemente consigliato per visitare il paese va da inizio ottobre a inizio marzo proprio nel momento delle pochissime piogge e del Sole meno intenso dell'anno.

Exclave[modifica | modifica sorgente]

La penisola di Musandam, situata in una posizione strategica sullo Stretto di Hormuz, è separata dal resto del paese da un tratto di costa appartenente agli Emirati Arabi Uniti: si tratta perciò di una exclave.

Un'altra exclave all'interno del territorio degli EAU è Madha, che si estende per 75 km² ed è situata a metà strada fra la penisola del Musandam e l'Oman propriamente detto. Madha, che appartiene alla wilāya di Musandam, si trova sulla strada costiera orientale tra Dibba e Fujairah ed è circondata dall'emirato di Sharjah.
All'interno della enclave omanita di Madha si trova inoltre una enclave degli EAU, nota come Nahwa, appartenente all'emirato di Sharjah e formata da un piccolo centro con una quarantina di case. Questi confini, così complessi, vennero definitivamente stabiliti solo nel 1969.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Capo sia dello Stato che del governo è il sultano (Qābūs), il quale nomina un gabinetto che lo assiste. Negli anni novanta, il sultano creò un'assemblea consultiva, il Majlis al-Shura, sebbene pochi cittadini godessero del diritto di voto. Il suffragio universale per i cittadini aventi più di 21 anni fu introdotto il 4 ottobre 2003: fu così che 190.000 persone (il 74% degli aventi diritto) votarono per eleggere 83 membri dell'assemblea (2 di questi erano donne).

Il sultano detiene comunque un potere di stampo assolutistico. Nonostante ciò, la gran parte degli abitanti sembra approvare il suo operato, visti sia lo sviluppo del sistema economico negli ultimi trent'anni, sia la graduale apertura alla democrazia. Tuttavia anche in Oman il vento della rivoluzione tunisina dei gelsomini si è fatto sentire. Il sultano Qabus ben Said è stato costretto a cedere i poteri legislativi a un consiglio consultivo, per frenare il malcontento esploso in alcune manifestazioni di protesta. Secondo quanto riporta l'agenzia ufficiale Ona il sultano ha conferito "poteri legislativi e di vigilanza" sull'azione di governo al "Consiglio d'Oman" che finora aveva solo funzioni consultive.[10]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni dell'Oman.

A scopo amministrativo l'Oman è diviso in 11 governatorati, a loro volta suddivisi in 61 province (Wilaya).

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'articolo 11 della Legge Fondamentale dell'Oman stabilisce che l'economia nazionale è basata sulla giustizia e sui principi dell'economia di mercato[11].

Nonostante la crisi economica mondiale, l'economia omanita negli ultimi anni ha continuato a mostrare tassi di crescita annua del PIL notevoli, il 5% nel solo 2012[12]. Lo stato dell'economia dell'Oman è più che buono, anche se meno florido di quello di quasi tutti i paesi vicini. Infatti il PIL pro capite (25.356 dollari annui nel 2012) resta tra i più bassi della Penisola Araba; anche l'Indice di Sviluppo Umano, indicatore della qualità della vita, è pari nel 2013 a 0,731, alto ma inferiore a quello di tutti i paesi della penisola tranne lo Yemen[13].

La borsa di Mascate

La popolazione gode generalmente di buone condizioni di vita, ma il futuro dell'economia è incerto a causa delle limitate riserve di petrolio che restano[14]. Le altre fonti di entrate economiche, l'agricoltura e l'industria, sono molto meno rilevanti ed alimentano meno del 1% delle esportazioni del paese, ma la diversificazione delle attività economiche è vista come una priorità dal governo dell'Oman. L'agricoltura, spesso di sussistenza, produce datteri, tiglio, cereali e verdure, ma meno del 1% del territorio nazionale è coltivato ed è probabile che l'Oman rimarrà un forte importatore di generi alimentari. Insieme all'agricoltura, l'altro tradizionale pilastro del settore primario del sultanato è la pesca.

Fin dal crollo del prezzo del petrolio nel 1998, l'Oman ha elaborato robusti piani per la diversificazione dell'economia e sta ponendo maggiormente l'accento su altri settori, come il turismo. Quest'ultimo costituisce una rilevante fonte di guadagni per il paese ed è in crescita[15]. Un evento popolare è il Khareef Festival che si tiene a Salalah, nel Governatorato di Dhofar, a 1.100 km dalla capitale Mascate, durante il mese di agosto. Questo festival è molto frequentato dai turisti anche per il clima fresco e la vegetazione rigogliosa, che è possibile trovare quasi soltanto in questa città[16].

Un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti è in vigore dal 1º gennaio 2009[17], ed ha eliminato le barriere doganali su tutti i prodotti di consumo e industriali, ma ha anche protetto e favorito gli investimenti stranieri in Oman.

In Oman è ingente la presenza di lavoratori stranieri asiatici ed africani, che annualmente inviano nei loro paesi d'origine circa 30 miliardi di dollari; più della metà guadagna meno di 400 dollari al mese[18]. La comunità più consistente è quella indiana, che da sola costituisce la maggioranza dell'intera forza lavoro del sultanato. I lavoratori provenienti dall'estero guadagnano meno degli omaniti, tali salari ad ogni modo sono da due a cinque volte superiori rispetto a quelli pagati per gli stessi lavori in India[18].

La valuta nazionale è il Riyal.

Industria petrolifera e del gas[modifica | modifica sorgente]

Il petrolio fu scoperto nel sultanato nel 1964, e la sua estrazione è iniziata 3 anni dopo.

Le riserve totali di petrolio dell'Oman ammontano a circa 5 miliardi e mezzo di barili, per dimensione le 24esime a livello mondiale[14]. L'Oman quindi ha risorse petrolifere nettamente inferiori rispetto a molti dei paesi circostanti come l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, ma la popolazione, molto modesta numericamente, ha potuto comunque beneficiarne in misura analoga. Quasi l'intero settore petrolifero e del gas è gestito dalla Petroleum Development Oman (PDO), società controllata per il 60% dal governo omanita ed incaricata dell'estrazione della lavorazione. Attraverso il Ministero del Petrolio e del Gas il governo cura direttamente i progetti di sviluppo e le infrastrutture del settore[19].
Negli ultimi anni l'estrazione di petrolio è diminuita ed anche per questo le riserve sono rimaste stabili[20][21]; tuttavia bisogna anche considerare la recente scoperta di nuovi giacimenti e, con l'avanzare della tecnologia, la possibile ricerca di nuove risorse, tutti fattori che hanno contribuito e contribuiscono tutt'oggi a mantenere sostanzialmente inalterate le riserve del sultanato.

Ben più recente è stata invece la scoperta del gas naturale, di cui l'Oman è dotato in quantità abbondante. L'estrazione è iniziata negli anni duemila e si profila all'orizzonte come una fondamentale risorsa economica per il futuro del paese.

Demografia[modifica | modifica sorgente]

In base al censimento del 2010, la popolazione totale del paese è di 2.773.479 abitanti, di cui 1.957.336 sono omaniti ed il resto proviene dall'estero; si deve ricordare che in Oman, proprio come in molti altri paesi della penisola arabica, vivono numerosissimi lavoratori stranieri che costituiscono una parte molto cospicua della popolazione complessiva. Questi ultimi in Oman superano quota 600.000 e provengono soprattutto da Pakistan, Bangladesh, Egitto, India e Filippine; gli omaniti invece sono arabi, anche se molti di loro hanno lontane origini dell'Africa Orientale e del Beluchistan[22]. I dati del 2010 evidenziano un notevole aumento demografico, infatti il precedente censimento del 2003 aveva riportato la ben minore cifra di 2,340,815 abitanti[23].

Circa il 50% degli abitanti vive a Mascate e nella regione di al-Batinah; l'altra principale concentrazione demografica è la regione di Dhofar con 200.000 abitanti. L'exclave della penisola di Musandam ha una popolazione di circa 30.000 unità.

La popolazione dell'Oman è molto giovane: il 43% ha meno di 15 anni[24].

Religione[modifica | modifica sorgente]

Il governo omanita non stila statistiche sull'appartenenza religiosa dei suoi abitanti, ma sicuramente la religione maggiormente professata è l'Islam[25], i cui fedeli costituiscono all'incirca il 75% della popolazione[26]. I musulmani sono per lo più Ibaditi, fatta eccezione per le regioni costiere dove si trova una comunità sunnita piuttosto consistente.
L'Oman è l'unico paese del mondo in cui gli ibaditi sono la maggioranza; peraltro, i seguaci di questo particolare ramo della religione islamica sono presenti solo in questo paese ed in poche regioni dell'Africa settentrionale.

Le confessioni non islamiche presenti nel paese sono molto varie: induismo, giainismo, buddismo, zoroastrismo, sikh, bahai e cristianesimo. Queste religioni sono professate in pratica soltanto da una parte degli immigrati, peraltro solo quelli che non vengono a loro volta da paesi islamici. Le comunità cristiane sono animate per lo più dai lavoratori indiani, filippini e del sudest asiatico; sono presenti soprattutto nelle maggiori aree urbane del sultanato, cioè quelle di Mascate, Sohar e Salalah. Nell'area metropolitana della capitale ci sono comunità cristiane di oltre 50 confessioni diverse, tra cui cattolici, ortodossi e varie congregazioni protestanti. Tra questi gruppi la differenza spesso è anche etnica, e si basa sui paesi di provenienza degli immigrati.

La Legge Fondamentale dell'Oman dichiara l'islam religione di stato e la sharia principale fonte della legislazione nazionale; tuttavia al suo interno è anche affermata la libertà di religione, unitamente al divieto di discriminazioni su base confessionale. Il governo ha generalmente garantito la libertà religiosa per tutte le numerose fedi presenti nel paese, anche se con qualche ufficiosa limitazione per i non islamici, specie in materia di proselitismo e luoghi di culto, questi ultimi spesso insufficienti per i fedeli. Comunque, l'apostasia non è un crimine e non si ha notizia di detenuti per motivi religiosi.

Lingua[modifica | modifica sorgente]

La lingua ufficiale è l'arabo. Le minoranze parlano inoltre le lingue del paese d'origine. Nel Dhofar si parlano lingue sudarabiche, come il Mahri, che appartengono ad un ramo delle lingue semitiche diverso da quello dell'arabo. Il balochi è diffusamente parlato[27]; molto ampia è anche la conoscenza dell'inglese, al punto che insegne ed indicazioni stradali sono riprodotti sia in arabo che in inglese[15].

Principali città[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista di città dell'Oman.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Oman - Population 2013. URL consultato il 3 agosto 2014.
  2. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  3. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  4. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  5. ^ Dizionario di Ortografia e Pronuncia: pronuncia italiana di Oman. consultato il 26/08/2013
  6. ^ The ethnic label Zinjibari: Politics and language choice implications among Swahili speakers in Oman
  7. ^ :Middle East Online::Sultan entrusts Oman ruling family council to choose successor :
  8. ^ Media | Latest News | Announcements | Human Development Reports (HDR) | United Nations Development Programme (UNDP)
  9. ^ 2010 Failed States Index - Interactive Map and Rankings | Foreign Policy
  10. ^ Oman: Sultano Cede Parte Poteri Dopo Proteste
  11. ^ http://www.mola.gov.om/basic_statute.pdf
  12. ^ The World Factbook
  13. ^ http://www.undp.org/content/dam/undp/library/corporate/HDR/2011%20Global%20HDR/English/HDR_2011_EN_Complete.pdf
  14. ^ a b The World Factbook
  15. ^ a b http://academians.org/articles/paper1september.pdf
  16. ^ Khareef Festival — Arabia Tourism
  17. ^ To Implement the United States-Oman Free Trade Agreement
  18. ^ a b Indian migrant workers in Oman speak to the WSWS - World Socialist Web Site
  19. ^ Ministry of Oil & Gas > Home
  20. ^ Oman Oil - proved reserves - Energy
  21. ^ Oman Energy Data, Statistics and Analysis - Oil, Gas, Electricity, Coal
  22. ^ http://www.regent.edu/acad/global/publications/ijls/new/vol6iss2/3_Common_pp215-229_jm.pdf
  23. ^ http://www.ncsi.gov.om/documents/Census_2010.pdf
  24. ^ Oman's Sultan Qaboos: a classy despot | Brian Whitaker | Comment is free | theguardian.com
  25. ^ Oman in World Factbook, CIA. URL consultato il 9 luglio 2010.
  26. ^ Oman Sultanate Culture
  27. ^ Welcome to Oman News Official Website

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • F. Owtram, A Modern History of Oman: Formation of the State Since 1920, I.B. Tauris, London, 2001

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Iran 89º posto Tonga
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