Omayyadi

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Califfato omayyade
Califfato omayyade – Bandiera
Califfato omayyade - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Califfato omayyade
Nome ufficiale in arabo: بنو أمية
Lingue ufficiali Arabo
Lingue parlate Arabo, Copto, Greco, Persiano, Aramaico, Berbero, Ebraico, Georgiano
Capitale Damasco
Altre capitali Cordova (col ramo omayyade di al-Andalus)
Politica
Forma di Stato Califfato
Forma di governo Monarchia assoluta teocratica ereditaria
Nascita 661 con Mu'awiya ibn Abi Sufyan
Causa autoproclamazione di Mu'awiya ibn Abi Sufyan
Fine 750 con Marwan II
Causa Battaglia dello Zab
Territorio e popolazione
Bacino geografico Vicino Oriente e Ifriqiya
Territorio originale Penisola Arabica
Economia
Valuta Dinar
Commerci con Vicino e Medio Oriente, India, Impero bizantino, Africa sub-sahariana
Religione e società
Religioni preminenti Islam sunnita, Islam sciita
Kharigismo
Religione di Stato Islam
Religioni minoritarie Cristianesimo, Ebraismo, Mazdeismo,
Classi sociali Nobiltà ( ashrāf ), élite dominanti ( khassa ), militari, artigiani e piccola borghesia (ʿāmma), schiavi
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of Afghanistan (1880–1901).svg Califfato dei Rashidun
Fíbula aquiliforme (M.A.N. Madrid) 02.jpg Regno visigoto (in al-Andalus)
Succeduto da Flag of Afghanistan (1880–1901).svgCaliffato abbaside
La facciata della moschea degli Omayyadi di Damasco, prospiciente la musalla
Affresco del Quṣayr ʿAmra (Pergamon Museum, Berlino)

Omayyadi è il nome di due distinte dinastie califfali arabe che fanno derivare il loro nome dal clan di appartenenza, i Banū Umayya (in arabo: بنو أمية), a sua volta parte della tribù dei Banū Quraysh (o Coreisciti) di Mecca.

All'epoca del profeta Muhammed il clan era uno dei più ricchi di La Mecca e, come tale, governava di fatto la città insieme ad altre potenti famiglie in quella che è stata definita una "repubblica oligarchica mercantile".

Il personaggio di maggior rilievo era Abū Sufyān, figlio di Ḥarb, che contrastò a lungo l'attività di Maometto e si sottomise al nuovo modello religioso e politico solo quando gli fu inevitabile. La sera prima della resa della città a Maometto, nell'anno 630, accompagnato dai figli Yazīd e da Muʿāwiya, probabilmente su pressione dello zio del "profeta" al-ʿAbbās ibn ʿAbd al-Muṭṭalib (eponimo degli Abbasidi), si recò nel campo armato di Maometto e fece dichiarazione di fede islamica, sancendo di fatto la fine delle ostilità fra musulmani e pagani di Mecca e la vittoria dei primi.

I vantaggi per la sua famiglia furono subito evidenti. Abū Sufyān poté mantenere intatto il suo patrimonio e i suoi figli furono completamente coinvolti nella conduzione politica della Umma. Il primogenito ebbe incarichi militari di spicco (che lo porteranno poi a comandare uno dei corpi di spedizione in Siria e al suo governatorato all'epoca di ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb), il secondo fu segretario del "profeta" trascrivendo alcune Rivelazioni coraniche per poi accompagnare il fratello come suo alfiere in Siria e raccogliendone l'eredità governatoriale quando morì di peste ad Emmaus (ʿUmwās) nel 639.

I califfi omayyadi di Siria[modifica | modifica wikitesto]

La prima dinastia califfale che guidò la Umma islamica dal 661 al 750 fu fondata da Muʿāwiya ibn Abi Sufyān, appartenente alla famiglia omayyade che aveva già espresso nel 644 un califfo nella persona di ʿUthmān ibn ʿAffān e che spostò a Damasco la capitale della Umma, precedentemente fissata a Medina (e poi ʿAlī ibn Abī Ṭālib l'aveva trasferita a Kufa). A Damasco, tuttavia, i califfi omayyadi spesso preferirono i loro palazzi o casini di caccia situati nella steppa (bādiya) siriana e transgiordanica: i cosiddetti "castelli omayyadi" di Quṣayr ʿAmrā, del Qaṣr al-Khayr al-Gharbī, della Mshatta e di molti altri, alcuni dei quali erano riadattamenti di precedenti strutture palaziali bizantine o ghassanidi oppure costruite ex novo.

I Califfi omayyadi di al-Andalus[modifica | modifica wikitesto]

Quando la dinastia – distinta in una prima branca, detta "sufyanide" e in una seconda, detta "marwanide" – crollò sotto i colpi degli Abbasidi ʿAbd al-Rahmān ibn Muʿāwiya, un membro della famiglia omayyade e nipote di un precedente califfo, riuscì a scampare alla strage operata dai vincitori ai danni della dinastia abbattuta. Costui riuscì a riparare in al-Andalus (la Spagna islamica) dopo essere stato accolto dalla famiglia berbera della madre in Nordafrica e lì si fece riconoscere emiro (amīr) dalla popolazione musulmana, ancora affezionata alla dinastia deposta, avviando una politica del tutto indipendente da quella dei suoi avversari abbasidi, fondando il califfato di Cordova.

ʿAbd al-Rahmān mantenne come sua capitale la vecchia sede governatoriale di Cordova e si fece promotore di una politica di forte contrasto del regno cristiano asturleonese, nato dopo la conquista islamica di buona parte della Penisola iberica, e di poderosa ascesa culturale che fortemente influenzò i confinanti regni cristiani.

Nel X secolo d.C. l'emirato si trasformò in califfato, anche per controbattere sul piano dell'immagine l'appena istituito (anti)califfato dei Fatimidi ismailiti, proponendosi definitivamente come legittima alternativa al sunnita califfato degli Abbasidi.

Il califfato omayyade andaluso finì alla fine del primo terzo dell'XI secolo e dopo di esso si aprì la stagione dei Reinos de Taifas (Mulùk al-tawàʾif), nome dato al vasto insieme di staterelli musulmani che si vennero a creare dopo la dissoluzione del califfato di Cordova.

Elenco dei Califfi omayyadi di Damasco (ramo sufyanide)[modifica | modifica wikitesto]

  1. Muʿāwiya ibn Abī Sufyān, 661-680
  2. Yazīd I ibn Muʿāwiya, 680-683
  3. Muʿāwiya II ibn Yazīd, 683-684

Elenco dei Califfi omayyadi di Damasco (ramo marwanide)[modifica | modifica wikitesto]

  1. Marwān I ibn al-Ḥakam, 684-685
  2. ʿAbd al-Malik ibn Marwān, 685-705
  3. al-Walīd I ibn ʿAbd al-Malik, 705-715
  4. Sulaymān ibn ʿAbd al-Malik, 715-717
  5. ʿUmar ibn ʿAbd al-ʿAzīz, 717-720
  6. Yazīd II ibn ʿAbd al-Malik, 720-724
  7. Hishām ibn ʿAbd al-Malik, 724-743
  8. al-Walīd II ibn Yazīd II, 743-744
  9. Yazīd III ibn al-Walīd, 744
  10. Ibrāhīm ibn al-Walīd, 744
  11. Marwan II (sposta la capitale a Harrān, Mesopotamia settentrionale), 744-750

Emiri omayyadi di Cordova[modifica | modifica wikitesto]

  1. ʿAbd al-Raḥmān I ibn Muʿāwiya, 756-788
  2. Hishām I ibn ʿAbd al-Raḥmān I, 788-796
  3. al-Ḥakam I ibn Hishām I, 796-822
  4. ʿAbd al-Raḥmān II ibn al-Ḥakam I, 822-852
  5. Muḥammad I ibn ʿAbd al-Raḥmān II, 852-886
  6. al-Mundhir ibn Muḥammad I, 886-888
  7. ʿAbd Allāh ibn Muḥammad, 888-912
  8. ʿAbd al-Rahmān III ibn Muḥammad, 912-929

Califfi omayyadi di Cordova[modifica | modifica wikitesto]

  1. ʿAbd al-Raḥmān III ibn Muḥammad, 929-961
  2. al-Ḥakam II ibn ʿAbd al-Raḥmān III, 961-976
  3. Hishām II ibn al-Ḥakam II, 976-1009
  4. Muḥammad II ibn Hishām II, 1009-1010
  5. Hishām II (secondo califfato), 1010-1010
  6. Sulaymān al-Mustaʿīn, 1010
  7. Hishām II (terzo califfato), 1010-1013
  8. Sulaymān al-Mustaʿīn (secondo califfato), 1013-1016
  9. ʿAlī ibn Ḥammūd (hammudide'), 1016- 1018
  10. ʿAbd al-Raḥmān IV ibn Muḥammad, 1018
  11. al-Qāsim al-Maʾmūn (hammudide'), 1018-1021
  12. Yaḥyà ibn ʿAlī (hammudide), 1021
  13. al-Qāsim al-Maʾmūn (hammudide, secondo califfato), 1021-1023
  14. ʿAbd al-Raḥmān V ibn Hishām, 1023-1024
  15. Muḥammad III ibn ʿAbd al-Raḥmān, 1024-1025
  16. Yaḥyà ibn ʿAlī (hammudide, secondo califfato), 1025-1026
  17. Hishām III ibn Muḥammad, 1027-1031
In verde sono indicati gli Omayyadi di Siria, in giallo quelli di al-Andalus

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]