Abd Allah ibn Muhammad

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ʿAbd Allāh ibn Muḥammad (in arabo: أبو محمد عبد الله بن محمد; Cordova, 11 gennaio 844Cordova, 15 ottobre 912) fu emiro indipendente di al-Andalus (888 - 912).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Muhammad I ibn Abd al-Rahman, degli Omayyadi dell'emirato di Cordova e di Ushar, divenne il settimo emiro di Cordova il 24 giugno 888, alla morte del fratello al-Mundhir ibn Muhammad I, all'assedio di ʿUmar b. Ḥafṣūn, a Bobastro (Malaga). Si dice che fosse presente anche lui nell'accampamento in cui il fratello moriva e che il dottore aiutò al-Mundhir a morire con una punta avvelenata.

Il governo di Abd Allah fu caratterizzato da continue guerre tra arabi, berberi e muladí. Il suo potere di emiro fu esercitato solo nella zona di Cordova, mentre per il resto di al-Andalus governavano famiglie ribelli che non accettavano la sua autorità.

In tutte le città si erano formate due fazioni: gli arabi e gli spagnoli (sia musulmani che cristiani), che si combattevano tra loro.

Per quanto non abiurasse alla religione islamica fino all'889, Ibn Ḥafṣūn costituì dunque il massimo pericolo per la dinastia omayyade, assai più di quello rappresentato dal pur bellicoso (ma, tutto sommato, meno preoccupante) regno asturleonese.
Dopo aver posto sotto il proprio controllo le province di Rayyo (dove si trovava Bobastro), di Elvira (dove sorgeva Granada) e di Jaén, Ibn Ḥafṣūn riuscì ad allearsi con le popolazioni di Archidona, Baeza, Úbeda e Priego.
Nell'891 Ibn Ḥafṣūn, fu sconfitto vicino al castello di Polei e perse diverse città; Abd Allah, dopo la vittoria, massacrò tutti i cristiani, mentre i musulmani delle città conquistate, venivano perdonati.

Già nell'892, Ibn Ḥafṣūn si era ripreso, e riconquistò le città che aveva perduto.

Abd Allah, nel 901, fece la pace con Ibn Ḥafṣūn, che si era alleato coi Banu Qasi e col re delle Asturie Alfonso III, ma nel 902 la guerra riprese e si protrasse sino alla morte di Abd Allah, che stava ottenendo dei successi e migliorava le sue posizioni.

Il figlio che aveva designato come successore, fu assassinato da un fratello, che fu giustiziato dal padre, che nominò come suo successore il nipote ʿAbd al-Rahmān, figlio del figlio assassinato.

Morì il 15 ottobre 912 e gli succedette il nipote ʿAbd al-Rahmān III.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rafael Altamira, "Il califfato occidentale", in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 477-515.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore emiro indipendente di al-Andalus Successore
al-Mundhir ibn Muhammad I 888– 912 ʿAbd al-Raḥmān b. Muḥammad b. ʿAbd Allāh