Dinastia hafside

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Vessillo di Tunisi in epoca hafside, secondo l'Atlante Catalano (ca. 1375)
Territori sotto il controllo hafside all'inizio del XV secolo

Gli Hafsidi furono una dinastia berbera islamica che governò l'Ifriqiya (moderna Tunisia, con alcune parti dell'Algeria orientale e della Tripolitania) dal 1229 al 1574, impostasi poco prima del tracollo finale della dinastia berbera degli Almohadi, essendone stati in un primo tempo vassalli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo governante hafside dell'Ifriqiya fu lo shaykh ʿAbd al-Wāhid b. Abī Hafs ʿUmar al-Hintātī e dalla kunya del padre la dinastia hafside avrebbe tratto il suo nome.

Moneta hafside coniata a Bijaya

La nomina era stata decisa dall'almohade Muhammad al-Nasir nel 1207.
Quando egli morì nel 1221, il nuovo califfo almohade Yusuf al-Mustansir fu rimpiazzato da Abū l-ʿAlāʾ Idrīs, nipote di ʿAbd al-Muʾmin ma nel 1226 egli fu sostituito a Tunisi da Abū Muhammad ʿAbd Allāh, che di ʿAbd al-Wāhid era figlio. Iniziava così la dinastia che avrebbe governato fino ai primi del XVI secolo.

In realtà gli esordi della dinastia furono piuttosto agitati, dal momento che Abū Muhammad ʿAbd Allāh fu deposto nel 1228 dall'almohade al-Maʾmūn e al suo posto regnò il fratello Abū Zakariyyāʾ Yahyà.

L'abbandono nel 1229 da parte di al-Maʾmūn della linea dottrinaria espressa da Ibn Tūmart e la conseguente rottura da parte dei berberi Hafsidi (che appartenevano al gruppo dei Banu Masmuda) con l'impero costituito dagli Almohadi indussero Abū Zakariyyāʾ Yahyà (1229-1249) a rivendicare per sé nel 1236 il titolo di amīr e a far pronunciare il proprio nome nella khutba dopo quello di Ibn Tūmart, rivendicando così in qualche modo il diritto alla dignità califfale che, tuttavia, fu esplicitamente reclamata dal figlio e successore Muhammad I al-Mustansir solo nel 1253. Abū Zakariyyāʾ Yahyà organizzò una sua propria amministrazione in Ifriqiya, sia sotto il profilo economico, sia sotto un profilo politico, facendo di Tunisi il centro culturale del suo dominio.
Quasi contemporaneamente numerosi profughi di al-Andalus trovarono ospitale accoglienza nei suoi territori, apportandovi le loro ricchezze economiche e quelle del loro ingegno.
Il suo successore Muhammad I al-Mustansir (1249-1277) assunse il pretenzioso titolo di "califfo".[1]

Nel XIV secolo il dominio hafside incontrò varie difficoltà.

Pur sottomettendo i domini degli Abdalwadidi di Tlemcen per un certo periodo, tra il 1347 e il 1357 lo Stato hafside fu conquistato due volte dai Merinidi la dinastia che governava il Marocco. Costoro peraltro non furono in grado di assoggettare le tribù arabe del sud della Tunisia, tanto che gli Hafsidi riuscirono a riprendere il potere. Allo stesso tempo epidemie di peste causarono anche in Nordafrica (come già avevano fatto in Europa) considerevoli morti e un sensibile decremento della popolazione, indebolendo conseguentemente il controllo efficace degli Hafsidi sui loro domini.

Sotto gli Hafsidi, la guerra di corsa contro gli Stati cristiani mediterranei si accrebbe nel medesimo secolo, in stretta connessione logica con le crescenti gravi difficoltà economiche della dinastia. Ciò avvenne in particolare sotto Abd al-Aziz II (1394-1434). I profitti derivanti da questa peculiare attività, in cui anche la dinastia era direttamente coinvolta sotto il profilo organizzativo e della divisione degli utili, permisero un imponente programma di costruzioni che si rifletté in una sensibile ripresa della cultura e della committenza artistica.

Tuttavia la guerra di corsa provocò anche dure risposte militari da parte del regno di Aragona e di Venezia, che a più riprese attaccarono le cittadine costiere tunisine. Sotto ʿUthmān (1435-1488) gli Hafsidi raggiunsero il loro zenith, sia nell'organizzazione del traffico carovaniero attraverso il Sahara e con l'Egitto, sia nel commercio marittimo con le stesse Venezia e Aragona. I rapporti tra beduini e cittadini divennero sempre più conflittuali, tanto che gli Hafsidi si ridussero di fatto a controllare le sole Tunisi e Costantina.

Nel XVI secolo gli Hafsidi risentirono negativamente del confronto fra la Spagna e l'Impero ottomano, che agiva per mezzo di suoi corsari lungo tutte le coste cosiddette "barbaresche". Istanbul conquistò infine Tunisi nel 1574 e depose la dinastia hafside, che era stata precedentemente obbligata ad accettare il dominio spagnolo per qualche tempo.

Cronotassi[modifica | modifica sorgente]

Stendardo dei territori sotto controllo hafside

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si deve ricordare che nel 1254 Baghdad era caduta sotto i colpi del mongolo Hülegü, che aveva messo fine al plurisecolare califfato degli Abbasidi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Robert Brunschvig, La Berbérie orientale sous les Ḥafṣides des origines à la fin du XVe siècle, 2 voll., Parigi, Adrien Maisonneuve, 1947.
  • Ulrich Haarmann, Geschichte der Arabischen Welt, München, C.H. Beck, 2001.
  • Claudio Lo Jacono, Storia del mondo islamico (VII-XVI secolo) - Il Vicino Oriente, Torino, Einaudi, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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