Idrisidi

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L'Emirato idriside (788–985) al momento della sua massima espansione. Lo Stato idriside è colorato in pieno arancione.

Gli Idrisidi (in arabo: الأدارسة , al-Adārisa ) furono la prima dinastia araba del Maghreb occidentale, governando dal 788 al 985.[1] La dinastia deriva il suo nome dal suo primo sultano, Idris I.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il fondatore della dinastia fu Idrīs b. ʿAbd Allāh (788-791) che fece risalire le sue origini ad Ali ibn Abi Talib e sua moglie Fatima, figlia del profeta Maometto. fu perseguitato dagli Abbasidi e fuggì nel Maghreb nel 786, dove fu preso dai Berberi. Fino alla sommossa dei Maysara contro la dominazione araba (739-742), l'autorità del califfato nel Nord Africa fu compromessa; il nuovo regno di Idris I rappresentò il primo Stato islamico autonomo del Marocco.

Dirham d'argento battuto ad al-Aliya nell'840

Suo figlio Idris II (791-828) sviluppò l'area del Fes, già colonizzata da suo padre, e la trasformò nella sua reggia e nella capitale del regno. Con l'insediarsi di rifugiati da Qayrawan e da al-Andalus, la città velocemente divenne il centro dell'islamizzazione e dell'arabizzazione del Nordafrica. Circa nello stesso periodo, venne costruita la capitale estiva di Basra.

Il regno fu anche esteso attraverso campagne nella catena montuosa dell'Atlante e contro Tlemcen, con il risultato che lo stato idriside divenne il potere più significativo del Marocco, davanti ai principati dei Bargawata, dei Salihidi, della tribù dei Miknasa e dei Maghrawa di Sigilmassa.

Sotto Muhammad (828-836) il regno venne diviso fra i sette fratelli, che formarono diversi staterelli nel nord del Marocco. Ciò portò a intensi scontri e all'indebolimento della dinastia idriside. Anche quando il regno si riunificò sotto Yahya IV (904-917), perse ancora importanza per i conflitti interni e gli attacchi della dinastia dei Fatimidi aiutati dai loro alleati locali della tribù Miknasa.

Dopo le sconfitte da parte dei Fatimidi, nel 917-920 gli Idrisidi furono cacciati dal Fez e il controllo del territorio passò in mano ai Miknasa. al-Ḥasan al-Ḥajām tentò di strappare il controllo del Fez per un paio di anni, ma fu l'ultimo della sua dinastia a detenere il potere in questo territorio.

Solo con il supporto del Califfato di Cordoba, la dinastia poté successivamente tendere contro i Fatimidi e i loro alleati. Dopo il 926, gli Idrisidi abbandonarono il Fez e si ritirarono nelle valli della montagne del Rif, dove possedevano la roccaforte di Hajar al-Nasar. Per certi versi, furono anche protetti dalla riluttanza degli anziani tribù di cacciare interamente i locali rappresentanti della famiglia del profeta Maometto.

L'ultimo Idriside fece l'errore di ritirare la fedeltà ai Fatimidi. Fu deposto e giustiziato nel 985 dal califfo di Cordoba. In Marocco, la dinastia fu seguita dal principato dei Maghrawa.

Reggenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I loro territori includevano le moderne enclavi di Spagna, Ceuta e Melilla.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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