Tunisi

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Tunisi
municipalità
تونس
Tunisi – Veduta
Localizzazione
Stato Tunisia Tunisia
Governatorato Tunisi
Delegazione Non presente
Amministrazione
Sindaco Seifallah Lasram dal 23/04/2011
Territorio
Coordinate 36°48′N 10°11′E / 36.8°N 10.183333°E36.8; 10.183333 (Tunisi)Coordinate: 36°48′N 10°11′E / 36.8°N 10.183333°E36.8; 10.183333 (Tunisi)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 212,63 km²
Abitanti 728 453[1] (2014)
Densità 3 425,92 ab./km²
Altre informazioni
Lingue Francese,Arabo
Cod. postale 1000
Fuso orario UTC+1
Targa T
Cartografia
Mappa di localizzazione: Tunisia
Tunisi
Sito istituzionale

Tunisi (in arabo: تونس, Tunis; giornalisticamente chiamata anche Cartagine) è una città di 728.453 di abitanti, 2.321.227 se si considera l'area metropolitana, dell'Africa settentrionale, capitale e massimo porto della Tunisia (di cui è la città più popolosa) e capitale del governatorato omonimo. Si trova sulle rive di una laguna presso l'antica Cartagine, unita al Mar Mediterraneo da un canale navigabile di circa 10 km che la collega all'avamporto della Goletta.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Tunisi vista dal satellite

La città di Tunisi è costruita su una serie di colline che degradano dolcemente verso il lago di Tunisi, ma con un ripido pendio in direzione opposta Queste colline, cui corrispondo le zone di Notre-Dame de Tunis, Ras Tabia, La Rabta, La Kasbah, e Montfleury e Manoubia hanno altitudini che non superano i 50 metri sul livello del mare. Il Lago è collegato al Golfo di Tunisi sul mar Mediterraneo da un canale che termina al porto di La Goulette / Halq al Wadi. L'antica città di Cartagine si trova appena a nord di Tunisi, lungo la parte costiera.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Tunisi ha un clima mediterraneo, caratterizzato da una stagione calda e secca e da una stagione fredda e piovosa. Il clima locale è influenzata anche dalla latitudine della città, dall'influenza mitigatrice del mare Mediterraneo e dal terreno collinare della città.

L'inverno è la stagione più piovosa dell'anno, quando cade più di un terzo della pioggia annuale; in media piove ogni due o tre giorni. Durante le giornate invernali, l'irradiazione solare può aumentare la temperatura anche di 9°. le gelate sono rare o inesistenti. In primavera, la pioggia diminuisce della metà. Il sole diventa dominante a maggio quando raggiunge 10 ore di luce al giorno. In estate, la pioggia è completamente assente e la luce solare è al suo massimo. Le temperature medie nei mesi estivi di giugno, luglio, agosto e settembre sono molto alte. Le brezze marine possono mitigare il calore, ma a volte i venti di scirocco invertire la tendenza. In autunno, comincia a piovere, spesso con brevi temporali, che a volte può causare inondazioni o anche inondare alcune parti della città. Il mese di novembre segna una rottura nel calore generale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini ed età antica[modifica | modifica wikitesto]

Tavola Peutingeriana

L'antica Tunisi fu costruita vicino alla località di Cartagine. Nella Tavola Peutingeriana è citata come Thuni, ed era indicata come mutatio, stazione di sosta.[2]

L'esistenza della città è attestata al IV secolo a.C.[3] Nel 146 a.C. i romani distrussero Tunisi (insieme a Cartagine). Tuttavia, la città fu successivamente ricostruita sotto il governo di Augusto e divenne una città importante sotto il controllo romano e al centro di un settore agricolo fiorente. Situata su una collina, Tunisi era un ottimo punto da cui si poteva controllare il traffico navale e carovaniero da e per Cartagine. Tunisi fu una delle prime città della regione a cadere sotto il controllo cartaginese, e nei secoli successivi Tunisi è stata menzionata nelle storie militari connesse con Cartagine.

Tunisi fu tenuta dai mercenari ribelli durante la rivolta dei mercenari, combattuta tra il 240 a.C. e il 238 a.C. contro Cartagine. I ribelli furono sconfitti, e la città conquistata dai cartaginesi.

Tunisi, come Cartagine, fu distrutta dai romani vincitori della terza guerra punica, ma Tunisi venne ricostruita prima di Cartagine.[2]

Tunisi, sempre più romanizzata, venne quindi cristianizzata e divenne sede di un vescovo. Tuttavia, Tunisi rimase sempre di dimensioni modeste rispetto a Cartagine.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Solo dopo la distruzione definitiva di Cartagine, avvenuta nel 698, Tunisi ha iniziato a crescere d'importanza sotto il controllo dei musulmani arabi. La medina di Tunisi, la parte più antica della città, risale a questo periodo, durante il quale la regione fu conquistata dalle truppe arabe guidate dal generale ghassanide Hassan ibn al-Nu'man. La città aveva il vantaggio di un naturale accesso, attraverso il Mediterraneo, ai principali porti dell'Europa meridionale.

Inizialmente Tunisi ha svolto un ruolo militare; gli arabi hanno valorizzato l'importanza strategica della sua vicinanza al Canale di Sicilia. Divenne un'importante base navale degli arabi nel Mediterraneo occidentale, e assunse una notevole importanza militare. Durante il dominio della dinastia Aghlabidi, durante il IX secolo, nonostante gli abitanti di Tunisi si fossero ribellati in diverse occasioni, la città profittò dei miglioramenti economici introdotti dagli arabi, diventando rapidamente la seconda città più importante del regno. Addirittura divenne capitale della regione dal 902, dopo la conquista della regione dell'Ifriqiya da parte dei Fatimidi.

L'opposizione locale alle autorità sciite Fatimidi iniziarono ad intensificarsi nel 945, quando gli insorti kharigiti occuparono e saccheggiarono Tunisi. Con l'avvento della dinastia Ziride Tunisi acquistò importanza, ma la popolazione sunnita tollerò sempre meno il dominio sciita, iniziando a massacrare le persone di questa comunità. Nel 1048 il sovrano al-Muizz ibn Badis si ribellò contro la dinastia fatimide, ristabilendo i riti sunniti in tutta la regione dell'Ifriqiya. Questa decisione causò la reazione del califfo al-Mustanṣir bi-llāh, che mando le tribù Banu Hilal a mettere a ferro e a fuoco la regione, radendo al suolo nel 1057 la capitale ziride Qayrawan. Solo alcune città, tra le quali Tunisi, si salvarono dal saccheggio.

Esposta alla violenza dalle tribù ostili che si erano insediate intorno alla città, nel 1059 la popolazione di Tunisi ripudiò l'autorità degli Ziridi e giurò fedeltà al principe della dinastia Hammadide Nasir ibn al-Nas. Ma il governatore nominato dal principe, dopo aver riportato l'ordine, non esitò ad affrancarsi dagli Hammadidi per fondare la dinastia Khurassanide, con Tunisi come sua capitale. Questo piccolo regno indipendente, grazie al commercio, riuscì a garantire a Tunisi un periodo di pace e prosperità.

Battaglia di Tunisi nel 1270

Nel 1159 Abd al-Mu'min, il fondatore della dinastia almohade, conquistò Tunisi, portando un nuovo governo nella regione. Per Tunisi fu un periodo di ulteriore sviluppo, che la portò a diventare la capitale provinciale prima, e capitale del regno nel 1228, quando il governatore Abu Zakariya prese il potere instaurando la dinastia hafside. La città si ingrandì e fu dotata di mura protettive. Nel 1270 la città fu assediata da Luigi IX di Francia, ma l'impresa fallì, anche per l'improvvisa morte per dissenteria del sovrano francese. In questo stesso periodo, spinti dalla riconquista della Spagna, i primi andalusi musulmani ed ebrei arrivarono a Tunisi, contribuendo notevolmente alla prosperità economica della capitale hafside.

Dominio ottomano[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso di Carlo V a Tunisi nel 1535

L'Impero Ottomano conquistò Tunisi nel 1534, il Barbarossa la strappò dal controllo del sultano Hassan Mulai, che si rifugiò alla corte di Carlo V, imperatore del Sacro Romano e Re di Spagna. Carlo V, che subiva grosse perdite a causa degli atti di pirateria dei corsari che operano delle basi di Djerba, Tunisi e Algeri, accettò di reintegrare Hassan Mulai, in cambio della sua accettazione della sovranità spagnola. Carlo V conquistò la città il 6 agosto 1535, imponendo il protettorato Hassfide.

L'ammiraglio ottomano Uluç Alì Pascià nel 1569 riconquistò una prima volta la città, che però appena due anni dopo, nel 1571, tornò sotto il protettorato spagnolo, in seguito alla battaglia di Lepanto. Ma il protettorato spagnolo durò solo fino 1574, quando la città fu riconquista dagli Ottomani. Dopo il 1591, i governatori di Tunisi governarono con relativa indipendenza dai sovrani Ottomani, riprendendo ad operare con i traffici commerciali, gli atti di pirateria e il traffico di schiavi, che garantiva ai governanti di Tunisi ingenti guadagni.

Tunisi nel 1690

Nell'aprile del 1655 l'ammiraglio inglese Robert Blake fu inviato nel Mediterraneo per ottenere il risarcimento dei danni sofferti dalle navi britanniche a causa degli attacchi di pirateria. Solo il Bey di Tunisi si rifiutò di risarcire i britannici, e per questo Tunisi dovette subire il bombardamento da parte delle navi inglesi.

All'inizio del XVIII secolo la dinastia degli Husaynidi subentrò nel governo della Tunisia, portando grandi progressi nello sviluppo della città e dei suoi edifici. Durante questo periodo, la città prosperò come centro di commercio. Nel 1756, approfittando delle divisioni all'interno della casa regnante, gli Algerini conquistarono Tunisi, e con la città, la sua provincia.

All'inizio del XIX secolo Tunisi subì un bombardamento da parte della flotta veneziana, e la città conobbe una ribellione nel 1811. Sotto il governatorato di al-Husayn II ibn Mahmud, dopo le sconfitte navali contro i britannici nel 1826, e i francesi nel 1827, Tunisi vide un incremento dell'attività commerciale dei francesi.

Il decreto del 30 agosto 1858 istituì il comune di Tunisi. L'uomo che fu alla base della creazione di questa istituzione, il generale Husayn, divenne il primo sindaco della città fino al 1865. Fu pertanto alla base della riorganizzazione urbana della città.

Mura e porte cittadine nel 1888

Nel corso della seconda metà del XIX secolo, Tunisi divenne sempre più popolato dagli europei, in particolare francesi, e l'immigrazione aumentò notevolmente le dimensioni della città. Ciò provocò la demolizione nel 1860 delle vecchie mura della città, per accogliere la crescita nei sobborghi. La città si espanse oltre gli antichi confini, ed i nuovi quartieri furono ammodernati con la distribuzione dell'acqua (1860) prima, del gas da illuminazione (1872), la raccolta dei rifiuti (1873), e la comunicazione con la periferia adiacenti e il centro della città poi. Con i nuovi arrivi, aumentarono gli scambi con l'Europa, e a Tunisi furono introdotte le prime industrie moderne.

Dominio francese[modifica | modifica wikitesto]

Baazar di Tunisi nel 1899

I francesi occuparono la città dal 1881 al 1956, tranne che per un breve periodo, dal novembre 1942 al maggio 1943, quando fu occupata dalle forze dell'Asse.

In questi anni ci fu un forte immigrazione dall'Europa (soprattutto dalla Francia e dall'Italia) tanto che si arrivò ad un punto in cui la metà della popolazione era di origine europea.[4]

La creazione del protettorato francese nel 1881 fu un punto di svolta nella storia di Tunisi, causando la rapida riqualificazione della città nel giro di due o tre decenni. La città si espanse rapidamente al di fuori dei suoi vecchi confini, articolandosi in una città vecchia, abitata dalla popolazione di origine araba, e una nuova città popolata da immigrati europei, con una struttura diversa da quella della medina tradizionale. Durante tutto questo periodo, Tunisi fu interessata da costati processi di miglioramento che portarono alla fornitura di acqua, reti del gas naturale e dell'energia elettrica, servizi di trasporto pubblico e altre infrastrutture cittadine.

Durante il periodo della Prima Guerra Mondiale la situazione a Tunisi rimase tranquilla, così che dopo la guerra, la città pote affrontare nuovi sviluppi in tutti i campi dell'economia e del commercio urbano.

Sfilata degli Alleati a Tunisi nel maggio del 1943

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Tunisi, fu brevemente occupata dalle forze dell'Asse che stavano rientrando in Italia, in seguito alla sconfitta subita ad opera degli alleati; di fatto Tunisi fu la loro ultima base in Africa. Il 7 maggio del 1943 le truppe e i mezzi della Prima Armata Britannica entrarono in città e il 20 maggio gli Alleati sfilarono per i viali della città per celebrare la fine dei combattimenti in Nord Africa.[5] In seguito Tunisi fu la base degli Alleati per la preparazione delle successivi operazioni contro l'isola di Pantelleria, la Sicilia, e quindi l'Italia.

Indipendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'indipendenza nel 1956, Tunisi ha consolidato il suo ruolo di capitale, in primo luogo con la creazione di una costituzione affermando che la Camera dei Deputati e della Presidenza della Repubblica devono avere la loro sede a Tunisi. In un tempo molto breve, la città coloniale trasforma rapidamente, con i nativi tunisini che gradualmente hanno sostituito l'ampia popolazione europea.

A causa della pressione demografica e il tasso di migrazione verso la capitale, la città ha continuato a crescere, anche con la creazione di nuovi quartieri in periferia. I vecchi edifici sono stati gradualmente rinnovati e nuove costruzioni hanno modificato il vecchio paesaggio urbano.

Tunisi è stata per undici anni la sede della Lega Araba, dal 1979 al 1990, dopo la firma da parte dell'Egitto dell'Accordo di pace di Camp David con Israele.

Anche l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina ha avuto anche il suo quartier generale a Tunisi, dal 1970 al 2003. Nel 1985, il quartier generale dell'OLP fu bombardato dall'aviazione israeliana; circa 60 persone morirono durante questo attacco.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Struttura urbana[modifica | modifica wikitesto]

La medina fu costruita su una collina dai morbidi pendii che scende verso la laguna di Tunisi, ad est, e il sebkhet Séjoumi, ad ovest. La città europea fu costruita successivamente tra la medina e la laguna. Da allora la metropoli si è estesa verso le colline del nord e verso il deserto del sud. La città è divisa in 19 zone:

  • Bab Alioua
  • Bab El Fellah
  • Bab Saadoun
  • Bab Souika
  • Belvédère: (vi si trovano il più grande parco della città e lo zoo)
  • Berges du lac: (zona nuova situata sulla riva nord della laguna di Tunisi)
  • Borgel
  • Cité Jardins
  • El Manar
  • El Menzah
  • El Omrane
  • Halfaouine
  • La Cagna
  • La Petite Sicile
  • Montfleury
  • Montplaisir
  • Mutuelleville (zona residenziale molto tranquilla, vi si trova l'istituto universitario francese Pierre Mendès France)
  • Mendès France
  • Ras Tabia

Il territorio del comune di Tunisi confina con i comuni di Ariana, del Bardo, di Ben Arous e di El Mourouj, entrati a far parte dell'agglomerato urbano.

Vi sono numerosi progetti, come quello della Società di studi e di promozione di Tunisi Sud, tesi a valorizzare zone occupate un tempo dalla laguna e oggi prosciugate.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Kouba (arabo qubba, ossia "cupola"), padiglione del XVIII secolo nel parco del Belvedere
Souk a Tunisi

La città è ricca di storia e di monumenti tipici della cultura araba:

  • Moschea degli Aghlabidi
  • La cinta muraria della città antica e le sue porte
  • Il Parco del Belvedere e la Kouba
  • Il suq
  • La medina (città antica)
  • L'antica città di Cartagine

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana leggera

Tunisi dispone di una rete di trasporti relativamente sviluppata:

  • Autobus: La città possiede una complessa rete di linee d'autobus (214 in totale).
  • Metropolitana: Vi si trovano molte linee di metropolitana leggera costruite durante gli anni ottanta. Si tratta in effetti di linee di tram di superficie, con alcune rare sezioni sotterranee. Questa rete continua ad estendersi in modo graduale per raggiungere anche le zone periferiche.
  • TGM: La capitale è collegata al suo sobborgo settentrionale dalla linea ferroviaria TGM, che attraversa la diga che divide la laguna in due.
  • Taxi: Numerosi taxi percorrono in lungo e in largo la città.
  • Louages: Tipo di taxi che trasporta, per una tariffa forfettaria abbastanza bassa, molti viaggiatori e che ha tragitti fissi tra due luoghi (ad esempio Tunisi-Sousse).
  • Aereo: La città possiede il più grande aeroporto del paese (aeroporto di Tunisi-Cartagine)
  • Treno: Tunisi è collegata con le ferrovie statali alle principali città del paese.
  • Automobile: Le infrastrutture stradali sono abbastanza sviluppate ed in costante miglioramento.
  • Nave: La città è collegata con i principali porti del Mar Mediterraneo da numerose linee di navigazione. Il porto è uno dei più grandi dell'intero continente africano.

I trasporti comunali della capitale sono gestiti della società dei trasporti di Tunisi (Société des transports de Tunis).

Personalità legate a Tunisi[modifica | modifica wikitesto]

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Alcune delle porte della Città Vecchia.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Istituto nazionale tunisino di statistica
  2. ^ a b (FR) Paul Sebag, Tunis : histoire d’une ville, Parigi, éd. L’Harmattan, 2000, p. 70, ISBN 2-7384-6610-9.
  3. ^ Paul Sebag, p. 60.
  4. ^ (EN) Albert Habib Hourani e Malise Ruthven, A History of the Arab Peoples, Cambridge (Massachusetts), Harvard University Press, 2002, p. 323, ISBN 0-674-01017-5.
  5. ^ (EN) Rick Atkinson, An Army at Dawn: The War in North Africa, 1942–1943, New York, Henry Holt & Co., 2002, ISBN 0-8050-6288-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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