Porto

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Un porto è una struttura naturale o artificiale posta sul litorale marittimo o sulla riva di un lago o di un corso d'acqua, atta a consentire l'approdo e l'ormeggio a imbarcazioni e mezzi marittimi, e la loro protezione dalle avverse condizioni del mare. Ha pure la funzione di consentire e facilitare il carico e lo scarico di merci e l'imbarco e lo sbarco di persone.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Il porto è da sempre fonte di scambi commerciali e crocevia di comunicazioni e ha storicamente favorito lo sviluppo delle civiltà: nell'antichità, come al giorno d'oggi, i porti hanno infatti rivestito un ruolo fondamentale negli scambi mercantili tra le popolazioni. Tracce notevoli di commerci marittimi si trovano infatti negli insediamenti costieri preistorici di isole del Mediterraneo tra cui Pantelleria, Malta, Isole Eolie.

Il più antico porto artificiale è quello di Wadi al-Jarf sulla costa del Golfo di Suez nel Mar Rosso, circa 120 km a sud di Suez, scoperto dall'archeologo francese Pierre Tallet nel 2011 - 2012, che risale all'epoca del faraone Cheope della IV dinastia egizia attorno al 2600 a.C.[1][2]

Strutture portuali si ritrovano a Micene e Creta e, in Italia, già negli insediamenti micenei, etruschi, fenici e, successivamente, nelle colonie greche: in Sicilia, un esempio è Zancle (Messina) il cui nome deriva proprio dal porto naturale a forma di falce (zancle in siculo, termine poi passato al greco).

Tra le più importanti opere portuali nell'antichità il famoso porto di Atene, voluto da Temistocle per aumentare la potenza ateniese e l'egemonia della città stato sul Mar Egeo, e il porto di Siracusa.

L'utilizzo dei porti ha avuto un notevole sviluppo al tempo delle crociate e, nell'Italia medievale, con la nascita delle Repubbliche marinare. L'incremento e lo sviluppo maggiori si hanno tuttavia nel XV secolo con l'inizio della colonizzazione e, in seguito, con la rivoluzione industriale degli ultimi secoli.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Stazione Marittima del Molo Beverello di Napoli

Esistono vari tipi di porti:

  • Porti commerciali e industriali
  • Porti turistici
  • Porti fluviali
  • Porti militari

Porto commerciale[modifica | modifica sorgente]

Un porto commerciale è di regola costituito da molte strutture:

  • I moli esterni, in genere protetti da blocchi di cemento o da grandi pietre frangiflutti sul lato verso il mare, per proteggere l'interno dalle onde. La protezione può essere fornita in alternativa da una diga foranea.
  • I moli interni e le banchine per attraccare le navi e consentire di salire e scendere o caricare e scaricare.
  • I fari, uno bianco visibile da lontano con una sequenza luminosa caratteristica per identificare il porto dal mare aperto di notte, e due fanali, uno rosso e uno verde, rispettivamente a sinistra e a destra dell'ingresso nel porto.
  • Eventuali gru per caricare le merci sulle navi o per posare le navi nell'acqua
  • Eventuali magazzini o piazzali per lo stoccaggio delle merci o dei container
  • Eventuali terminal delle compagnie di navigazione
  • Le strade e eventualmente le ferrovie per raggiungerlo.

Nei porti di maggior rilevanza sono istituite delle Corporazioni di Piloti dei Porti, utilizzando dei professionisti scelti fra coloro i quali hanno i requisiti di accesso in base al vigente codice della navigazione . Il Pilota sale sulla nave e presta obbligatoriamente la propria consulenza al fine di dirigere le manovre in entrata o in uscita dai porti . Si diventa Pilota del Porto attraverso un pubblico concorso .

Adeguamento e dragaggio dei porti[modifica | modifica sorgente]

Livorno: il porto industriale e mercantile; sullo sfondo, al centro, si staglia la bianca mole della Torre del Marzocco.

La corsa al varo di navi sempre più grandi e con maggiore capacità di carico ha reso necessarie operazioni di adeguamento delle strutture esistenti, tra cui riveste particolare importanza il dragaggio.

Il dragaggio dei fondali è un intervento di rimozione di fanghi, sabbie e altri materiali depositati nei fondali di un fiume o di una zona marina e avviene tramite imbarcazioni che mediante compressori aspirano i materiali dal fondale, filtrandoli delle acque e reimmettendoli al largo.

Considerando che, nel traffico mercantile, il 75% delle navi portacontainer in costruzione è tarato per trasportare 25.000 tonnellate di merci, bisogna prevedere fondali marini profondi almeno 14 metri per poter consentire loro di attraccare nei porti.

Il dragaggio assume quindi una rilevanza strategica per il settore della logistica e degli spedizionieri, per non restare esclusi dalla quota più consistente di tale mercato: quello delle super-portacontainer.

Tale intervento può avere un rilevante impatto ambientale per la qualità delle acque, con ricadute nel turismo, nella pesca, sulla flora e sulla fauna ittiche in genere.

Se sui fondali dragati confluisce una notevole quantità di rifiuti tossici o di scarichi fluviali non a norma, il dragaggio di questi materiali potrebbe diffonderli e spostarli altrove, oltre a ostacolare il corretto funzionamento dei meccanismi di filtraggio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pierre Tallet, Ayn Sukhna and Wadi el-Jarf: Two newly discovered pharaonic harbours on the Suez Gulf in British Museum Studies in Ancient Egypt and Sudan, vol. 18, 2012, pp. 147-68. ISSN 2049-5021. URL consultato il 21 aprile 2013.
  2. ^ Cinzia Dal Maso, Egitto - scoperto il porto di Cheope è il più antico del mondo in La Repubblica, 22 aprile 2013, pp. 47.

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