Porto di Trieste

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Porto di Trieste
Il porto vecchio
Il porto vecchio
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
Provincia Trieste Trieste
Comune Trieste
Mare Mare Adriatico
Tipo merci, container, passeggeri, traghetti, petrolifero, industriale, pesca, turistico
Gestori Autorità portuale di Trieste
Profondità fondali 18 m
Coordinate 45°39′32″N 13°45′49″E / 45.658889°N 13.763611°E45.658889; 13.763611Coordinate: 45°39′32″N 13°45′49″E / 45.658889°N 13.763611°E45.658889; 13.763611
Mappa di localizzazione: Italia

Il porto di Trieste è situato a Trieste, a nord del mare Adriatico, è il primo per traffico in Italia, il secondo è quello di Genova.

È suddiviso in cinque aree, tre delle quali adibite a fini commerciali:

  • Il Punto Franco Vecchio (già Punto Franco "Vittorio Emanuele III")
  • Il Punto Franco Nuovo (già Punto franco "Duca d'Aosta")
  • Il terminal del legname, detto scalo legnami

le due rimanenti sono utilizzate a scopi industriali:

  • Il terminal industriale
  • Il terminal petroli che serve l'oleodotto Trieste-Ingolstadt

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1850 la Società del Lloyd Austriaco commissiona all'architetto danese Christian Hansen il progetto per una sede del nuovo arsenale visto che quello vecchio era stato espropriato a favore della Marina Militare Austriaca. Ora è sede dell'Autorità portuale di Trieste.

Nascita e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La storia del porto di Trieste ha inizio nel XVIII secolo a seguito dell'emanazione della patente di porto franco da parte dell'imperatore asburgico Carlo VI, uno status che si è conservato fino ad oggi.

Da allora il porto cominciò ad occupare un posto sempre più di rilievo nel crocevia tra i trasporti marittimi e via terra che sfruttavano il corridoio del Mare Adriatico.

Nella seconda metà del XIX secolo l'importanza del porto triestino continuò ad aumentare grazie all'arrivo del collegamento ferroviario con Vienna e alla costruzione di nuovi complessi (attualmente indicati come Porto vecchio).

Dopo l'apertura, nel 1869, del Canale di Suez ci si rese conto che il porto di Trieste necessitava di un ulteriore ampliamento che si concluse, dopo diverse fermate, verso la metà degli anni venti.

Gli ampliamenti non si fermarono all'inizio del secolo ma continuarono anche durante gli anni sessanta con l'apertura dell'oleodotto transalpino e nei settanta con il completamento del terminal contenitori.

Ai sensi del Trattato di Parigi (1947), al porto franco di Trieste è riconosciuta l'extraterritorialità: dal 1947 vi si accede passando una dogana, appunto in quanto zona "internazionale". Nel 2014 l'Autorità portuale ha presentato uno studio sul punto franco di Trieste e sui suoi vantaggi, rilevando che lo scalo giuliano ha il 73% delle agevolazioni in più rispetto agli altri porti.[senza fonte]

Il porto oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito dei traghetti, il Porto di Trieste possiede la più grande autostrada del mare tra la Turchia e l'Europa operata con dieci traghetti della compagnia U.N. Ro-Ro che possiede anche il 60% delle quote di Samer Seaports & Terminals, cioè la società che gestisce il terminal dove attraccano i traghetti che collegano il porto giuliano a quelli di Istanbul e Mersin. Dal molo VI partono invece altri tre traghetti della Ekol Logistik che collegano Trieste ad Haydarpasa (Istanbul). Per quanto riguarda l'Albania, ogni martedì parte da Trieste un traghetto della compagnia Adria Ferries con destinazione Durazzo. Da dicembre 2012 Grimaldi Lines attraverso la controllata Minoan Lines, ha attivato un servizio tra i porti di Trieste, Ancona, Gomenizza e Patrasso con i traghetti più veloci e lussuosi del Mediterraneo: Cruise Europa, Cruise Olympia e Europalink.

Per quanto riguarda il traffico container, il porto di Trieste è utilizzato dalle maggiori compagnie mondiali, come Maersk, CMA CGM, MSC, Evergreen, ZIM, Safmarine e Cosco, ed è il secondo porto container in Adriatico dopo Capodistria e prima di Venezia.

Il porto di Trieste possiede inoltre un moderno terminal passeggeri che ha più che raddoppiato il suo traffico fra il 2010 e il 2013 e che nell'ambito della diminuzione del passaggio delle grandi navi a Venezia si propone alle compagnie crocieristiche come porto passeggeri di riferimento per l'Alto Adriatico con collegamenti sia via terra che via mare con la città lagunare.

Destinazioni[modifica | modifica wikitesto]

Piano Regolatore Portuale[modifica | modifica wikitesto]

Il Porto di Trieste sta procedendo[quando?] con l'iter di un nuovo Piano Regolatore Portuale che interviene con varie modifiche, anche significative, del suo assetto:

  1. Potenziamento del Terminal Passeggeri al molo Bersaglieri finalizzato all'ormeggio delle moderne navi da crociera di lunghezza oltre i 300 metri (il molo verrà allungato da 220 metri a 370 metri e i fondali arriveranno ad essere profondi fino a 11 metri).
  2. Realizzazione di un moderno terminal general cargo dotato di oltre 35 ha di piazzale, magazzini e accosti per navi di dimensioni medio-grandi con la previsione di integrare i moli V e VI.
  3. Raddoppio del molo VII, terminal container, con conseguente previsione del raddoppio della capacità fino a 1,5 mln di TEU.
  4. Costruzione della piattaforma logistica che si sviluppa su un'area di circa 247000 m² e prevede la realizzazione di 140000 m² di nuove banchine, un terminal ferroviario e nuovi edifici tra cui un magazzino a temperatura ambiente, un magazzino frigorifero, aree dedicate al deposito container, palazzina uffici e parcheggi. Con la delibera ufficiale e definitiva del 6 settembre 2013 del Cipe di €32mln per la piattaforma logistica (132 mln di cui 70 Autorità Portuale, 32 mln Cipe, 30 mln privati) l'opera è stata approvata il 12 maggio 2014 con l'assegnazione dell'opera a I.CO.P. spa, Cosmo Ambiente srl, Parisi Casa di Spedizioni spa, e Interporto Bologna spa invece di Mantovani spa, Venice Green Terminal srl, e Samer Seaports and Terminals srl. L’aggiudicazione in favore del raggruppamento “ICOP” è stata formalizzata a seguito dell’esclusione, all’esito delle verifiche di legge effettuate sulle dichiarazioni sostitutive ex art. 38 del D.Lgs. 163/2006, del raggruppamento temporaneo di Imprese con capogruppo l’Impresa di Costruzioni Ing. E. Mantovani S.p.A., che era stato dichiarato aggiudicatario provvisorio.
  5. Costruzione del nuovo molo VIII che sarà adibito principalmente al traffico container, che costituisce lo stralcio successivo a quello della piattaforma logistica, dove potranno attraccare le meganavi di ultima generazione con pescaggio fino ai 18 metri.
  6. Realizzazione di un nuovo terminal ro-ro nella parte sud del porto che avrà una struttura in grado di accogliere quattro navi ro-ro contemporaneamente e che sarà dotato di ampi piazzali e ottimi raccordi stradali e ferroviari.
  7. Approvazione dell'uso dell'area del porto vecchio nel settore turistico e cittadino, con il conseguente ok al restauro dei magazzini di alto pregio soprattutto nell'ambito architettonico e con conseguente abbandono dell'area dalle attività logistico-portuali.

Il Porto Vecchio[modifica | modifica wikitesto]

Il legame tra città e porto, legati insieme in un unico processo di sviluppo urbano e storico, diventano evidenti nella zona del Porto Vecchio, con un patrimonio architettonico di grande valore storico e artistico. Il Porto Vecchio, situato nel cuore della città, si estende su una superficie di circa 600.000 mq e rappresenta un gioiello per essere rilanciato attraverso l'individuazione di nuove funzioni.

I capannoni, i più antichi edifici del porto, sono stati eretti seguendo il modello della Lagerhäuser, una parola che si riferisce a quelle parti della città che vengono utilizzati per la movimentazione di merci e comprendono magazzini per lo stoccaggio delle merci, dal loro arrivo in porto alla spedizione e distribuzione.

La classificazione dei magazzini e hangar (inizialmente 38 corpi principali) comprende tre gruppi di edifici :

  • edifici ad un piano fuori terra
  • due o tre piani fuori terra edifici, con cantine e soffitte, con gallerie che collegano le avanguardie cadaveri e sono supportati da colonnine in ghisa
  • edifici di quattro piani fuori terra, con cantine, piano terra e quattro piani superiori con gallerie

I magazzini sono stati inizialmente dotati di gru, ascensori, montacarichi e altre attrezzature di sollevamento utilizzate per il carico e scarico merci. Gli edifici del primo e del secondo gruppo hanno una scalinata (una piattaforma rialzata, circa 1 metro di altezza, utilizzata per eseguire le operazioni di carico e scarico con vagoni), mentre quelli del terzo gruppo, eretti negli anni più recenti (all'inizio del 1900) hanno porte d'ingresso a livello del suolo.

L'architettura di questi edifici monumentali è caratterizzata da linee verticali e orizzontali lungo le facciate. Le linee orizzontali (i marcapiani, per esempio) danno agli edifici un aspetto longitudinale, mentre le linee verticali (lesene e avancorpi) creano interruzioni. Attraverso l'armonizzazione delle linee, gli elementi strutturali acquisiscono un valore architettonico.

L'uso di diversi materiali di finitura, attraverso il lavoro di maestri decoratori e scalpellini, ha fornito a questi edifici una serie di elementi decorativi. Cornicioni, modiglioni, capitelli, basamenti, davanzali producono un effetto che attraverso i colori naturali crea una impressione cromatica uniforme.

Le colonnine in ghisa sono una caratteristica distintiva dei piani terra degli hangar.

Cantieri navali[modifica | modifica wikitesto]

  • Bacini 1 e 2: Nuovo Arsenale Cartubi
  • Bacino 3: Arsenale San Marco - ex Lloyd Triestino ora bacino carenaggio yacht Fincantieri
  • Bacino 4: Arsenale San Marco - ex Lloyd Triestino ora bacino carenaggio grandi navi Fincantieri
  • Cantiere San Rocco

Compagnie di navigazione che operano nel porto[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Il porto nuovo

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]