Trattati di Parigi (1947)

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Trattati di Parigi
I rappresentanti del Canada alla firma dei Trattati di Parigi.
I rappresentanti del Canada alla firma dei Trattati di Parigi.

Data 10 febbraio 1947
Luogo Parigi
Esito Venne ampiamente ridisegnata l'Europa
Alle nazioni sconfitte venne imposto di pagare i danni di guerra
Modifiche territoriali Vedi qui
Parti contraenti
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I trattati di Parigi furono dei trattati di pace firmati nella capitale francese il 10 febbraio 1947 dopo la fine della seconda guerra mondiale.

La sottoscrizione dei trattati fu preceduta da una conferenza di pace che si svolse parimenti a Parigi, tra il 29 luglio e il 15 ottobre 1946.

Stati firmatari[modifica | modifica sorgente]

I trattati vennero firmati tra:

L'esclusione della Germania dalle nazioni firmatarie ebbe una chiara valenza di diritto internazionale, avendo subito la nazione tedesca il fenomeno della debellatio in seguito all'occupazione totale del suo intero territorio e alla conseguente soppressione di qualsiasi governo germanico.

La Germania non era dunque più un soggetto di diritto internazionale e pertanto non poteva firmare alcun trattato, le sue sorti anche territoriali essendo affidate a semplici ordinanze militari delle quattro potenze occupanti.

Trasferimenti territoriali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trattato di Parigi fra l'Italia e le potenze alleate.

L'Italia, oltre a restituire i territori francesi, jugoslavi e greci occupati durante la guerra, cedeva:

L'Italia cedeva inoltre tutte le sue colonie:

  • l'arcipelago del Dodecaneso passava alla Grecia;
  • la Concessione italiana di Tientsin passava alla Cina;
  • la Libia passava sotto occupazione inglese (divenne indipendente nel 1951);
  • la Somalia Italiana passava sotto occupazione inglese, poi sotto amministrazione fiduciaria ONU sotto controllo italiano fino al 1960;
  • l'Eritrea diventava parte dell'Etiopia;
  • l'Etiopia ritornava ufficialmente indipendente, anche se i territori sotto amministrazione britannica, come la regione dell'Ogaden, venivano ceduti solamente nel 1954.
  • l'Albania ritornava indipendente nei confini del 1940 (lo era già dal 1943).

L'Ungheria veniva riportata ai confini del 1938, ed in particolare:

La Romania:

La Bulgaria:

  • manteneva la Dobrugia Meridionale, sottratta alla Romania già nel 1940;
  • restituiva i territori greci e jugoslavi occupati durante la guerra.

La Finlandia dovette riconoscere le perdite territoriali già stabilite nell'Armistizio di Mosca del 1944, cedendo all'Unione Sovietica:

Riparazioni di guerra[modifica | modifica sorgente]

A tutte le nazioni sconfitte venne imposto di pagare delle compensazioni monetarie come risarcimento dei danni provocati durante la guerra (le cifre sono in dollari americani del 1938):

  • all'Italia 360 milioni, di cui:
    • 125 alla Jugoslavia;
    • 105 alla Grecia;
    • 100 all'Unione Sovietica;
    • 25 all'Etiopia;
    • 5 all'Albania.
  • all'Ungheria 300 milioni, di cui:
    • 200 all'Unione Sovietica;
    • 100 a Grecia e Jugoslavia.
  • alla Romania 300 milioni, tutti all'Unione Sovietica.
  • alla Bulgaria 70 milioni, di cui:
    • 45 alla Grecia;
    • 25 alla Jugoslavia.
  • alla Finlandia 300 milioni, tutti all'Unione Sovietica.

Clausole politiche[modifica | modifica sorgente]

Le nazioni sconfitte si impegnarono a prendere tutte le misure necessarie per garantire alle persone al di sotto della loro giurisdizione, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione, il godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali, compresa la libertà di espressione, di stampa e pubblicazione, di culto, di opinione politica e di pubblica riunione; nessuna sanzione poteva essere presa contro cittadini che, fin dall'inizio della guerra, avevano appoggiato gli Alleati o avevano svolto azioni partigiane.

I Governi delle nazioni sconfitte si impegnarono inoltre a prevenire il riemergere di organizzazioni fasciste o di qualunque altro tipo, sia politiche che militari o semi-militari, il cui obiettivo sia quello di privare le persone dei loro diritti democratici.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]