Friuli-Venezia Giulia

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Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia
Regjon autonome Friûl Vignesie Julie
Avtonomna dežela Furlanija Julijska Krajina
Autonome Region Friaul Julisch Venetien
regione autonoma a statuto speciale
Friuli-Venezia Giulia - Bandiera
Friuli-Venezia Giulia - Stemma
Stato: bandiera Italia
Zona: Italia nord-orientale 
Capoluogo: Trieste
Superficie: 7.845 km²
Abitanti: 1.232.520  (30-06-2009)
Densità: 157 ab./km²
Province: stemma Gorizia
stemma Pordenone
stemma Trieste
stemma Udine
Comuni: Elenco dei 218 [1] comuni
Politica
Presidente: Renzo Tondo (PdL)
(dal 15/04/2008)
Giunta: PdL,Lega Nord,UDC
Consiglio
(60 seggi):
PdL
Lega Nord
UDC
Partito Pensionati

Partito Democratico
Italia dei Valori
La Sinistra Arcobaleno
Slovenska Skupnost
Cittadini per il Presidente
Ultime elezioni: 13 e 14 aprile 2008
Prossime: 2013
Note:

Map Region of Friuli Venezia Giulia.svg

Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il [[Portale:{{{portale}}}]]

Il Friuli-Venezia Giulia (Friûl Vignesie Julie in friulano, Friaul Julisch Venetien in tedesco, Furlanija Julijska krajina in sloveno), è una regione a statuto speciale dell'Italia Nord-Orientale di oltre 1.232.000 abitanti [1], con capoluogo Trieste.

Indice

[modifica] Geografia

La regione Friuli-Venezia Giulia è formata dal Friuli, che costituisce circa il 96% del territorio (con capitale storica Udine), e dalla parte di Venezia Giulia rimasta all'Italia dopo la seconda guerra mondiale. Tuttavia, non si può stabilire una demarcazione precisa tra queste due zone, in quanto per alcuni il confine sarebbe costituito dal fiume Timavo (confini del Friuli Storico), mentre per altri, residenti soprattutto nel goriziano, questo passerebbe lungo il fiume Isonzo.

I confini sono i seguenti:

La regione è prevalentemente montuosa (il Monte Coglians con i suoi 2.780 metri è la vetta più alta), infatti le montagne occupano il 42,6% del suo territorio, le pianure il 38,1%, mentre le colline il 19,3%.

Le sezioni e sottosezioni alpine che interessano la regione sono:

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Zone Altimetriche d'Italia.

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia del Friuli, Venezia Giulia e Storia di Trieste.

La regione sorge in parte delle terre occupate in epoche passate dal Patriarcato di Aquileia che fu nel età medievale uno degli stati più estesi ed importanti dell'Italia settentrionale. Il patriarcato di Aquileia si dotò, molto precocemente, di una propria Costituzione e di un Parlamento, ritenuto, da alcuni studiosi, il più antico d'Europa[2].

Il Friuli-Venezia Giulia raggiunge l'attuale conformazione nel dopoguerra. Il 10 febbraio 1947, alla fine della seconda guerra mondiale, l'Italia, sconfitta, aveva firmato a Parigi il Trattato di Pace con le potenze alleate (e associate) vincitrici, perdendo gran parte della Venezia Giulia. Il 15 settembre 1947 era stato istituito il TLT (Territorio Libero di Trieste), diviso in due zone. La prima (Zona A) comprendeva Trieste e zone limitrofe, la seconda (Zona B) parte dell'Istria nord-occidentale (fra cui i comuni di Capodistria, Umago e Cittanova). Il Territorio libero di Trieste era destinato a costituire un nuovo stato sotto il diretto controllo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il progetto, avversato sia dall'Italia che dalla Jugoslavia, non riuscì però a realizzarsi. Il 26 ottobre 1954 la zona A del TLT ritornò all'Italia; la zona B restò invece alla Jugoslavia. Lo Stato italiano decise, nel 1963, di unire la parte del Territorio Libero di Trieste, assegnato all'Italia, al Friuli, formato all'epoca dalle sole province di Udine e Gorizia (la Provincia di Pordenone sarà istituita solo nel 1968 per distacco dalla Provincia di Udine), fornendo anche una certa autonomia alla nuova regione, che, oltretutto, era situata in prossimità della Cortina di ferro.

La scelta di Trieste come capoluogo regionale fu fatta per dare alla città giuliana, privata dei propri tradizionali mercati di sbocco e della propria zona di influenza fin dalla fine della prima guerra mondiale e del proprio immediato entroterra subito dopo la seconda, un ruolo amministrativo importante. Trieste, dalla storia recente importante e travagliata, fu nel XIX secolo il principale porto dell'Impero Austro-Ungarico ed uno dei maggiori empori del Mediterraneo, nonché polo culturale di indiscussa importanza. Per tali ragioni godeva di prestigio internazionale. La città che, dalla fine dell'Ottocento, era divenuta anche uno dei simboli del nazionalismo italiano, risultava però al momento del congiungimento essere estranea alla regione storica e geografica del Friuli.

[modifica] Natura

Le zone altimetriche del Friuli-Venezia Giulia
Parte della regione comprendente Udine, Gorizia e Trieste, vista dal satellite
  • ZPS - Zone di Protezione Speciale

Questi sono, per quanto concerne la Regione Friuli-Venezia Giulia, i siti delle Zone di Protezione Speciale.[3]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Aree naturali protette del Friuli - Venezia Giulia.

Provincia di Gorizia

Provincia di Pordenone

Provincia di Trieste

Provincia di Udine

[modifica] Demografia

Come si è già accennato, Il Friuli-Venezia Giulia è formato da due entità distinte per tradizioni culturali, storiche e produttive (il Friuli vero e proprio, con Pordenone, Udine e Goriza, e la Venezia Giulia, con Trieste). Inoltre, mentre in passato era ben evidente la differenza tra il grande porto di Trieste, città che godeva di un relativo benessere e il Friuli, zona agricola depressa, oggi la situazione è molto mutata. Le provincie di Udine e Pordenone raccolgono il 70% degli abitanti, possiedono un elevato tenore di vita e vantano altissimi ritmi di sviluppo economico, condizioni similari si sono create nella provincia di Gorizia. Il capolluogo regionale, Trieste continua a godere di un reddito pro capite fra i più alti d'Italia[4]. Per quanto riguarda la distribuzione della popolazione sul territorio, un terzo della popolazione è concentrata nelle aree urbane di Udine (l'agglomerato conta circa 172.000 abitanti in 312 km², e comprende il capoluogo friulano e gli 11 comuni che lo circondano) e di Trieste (considerando come area metropolitana triestina l'intera provincia di Trieste, che conta circa 236.000 abitanti in 212 km²), mentre per i restanti due terzi la popolazione regionale principalmente vive ancora in piccoli e medi comuni, e poco popolata è la montagna.
La regione è stata una delle zone che più ha risentito dei fenomeni migratori, causati da fattori quali l'economia depressa, le varie vicende belliche, i cambiamenti territoriali e il terremoto del 1976. Tra la fine dell'Ottocento e la fine della seconda guerra mondiale, salvo la breve parentesi della Grande Guerra, i flussi si sono diretti soprattutto verso l'Argentina e gli Stati Uniti. Con il secondo dopoguerra il fenomeno si invertì momentaneamente visto l'afflusso di migliaia di profughi dall'Istria e da Zara, per poi riprendere quasi contemporaneamente verso l'Europa centrale (Svizzera, Germania, Francia, Belgio), oltreoceano (Stati Uniti, Canada, Australia) e verso la zona del triangolo industriale (Piemonte, Lombardia, Liguria). Solo con gli anni settanta il Friuli-Venezia Giulia si trasformò da terra di emigrati in regione ricettrice di flussi migratori provenienti sia dal resto d'Italia, sia, soprattutto, dall'estero. Fra le cause di tale inversione di tendenza vanno segnalate lo sviluppo industriale, profilatosi in forma netta e inequivocabile proprio in quegli anni, e la ricostruzione di parte della regione a seguito del terremoto del 1976, che richiamò in patria anche numerosi friulani.

Le zone urbane di Udine e Trieste viste dal satellite
Alpi Carniche, Monte Coglians
Laguna di Grado


A partire dagli anni ottanta del Novecento la forte flessione del tasso di natalità che ha colpito con particolare forza il Friuli-Venezia Giulia e, più in generale, tutta l'Italia centro-settentrionale è stata così compensata da un vigoroso flusso di immigrati. Tale flusso ha consentito alla regione una dinamica demografica positiva che, seppur molto modesta, non solo non si sarebbe prodotta in assenza degli immigrati, ma sarebbe stata sicuramente di segno negativo.
Nel 2006[5] i nati sono stati 10.355 (8,6‰), i morti 13.676 (11,3‰) con un incremento naturale di -3.321 unità rispetto al 2005 (-2,7%). Le famiglie contano in media 2,2 componenti. Il 31 dicembre 2006 su una popolazione di 1.212.602 si contavano 72.462 stranieri (6,0‰).


Provincia Popolazione (31-12-2008) Superficie (km²) Densità (ab/km²) Incidenza %
GO 142.461 466 306 11,57
PN 312.359 2.178 143 25,38
TS 236.393 212 1.115 19,25
UD 539.723 4.905 110 43,85
Friuli-Venezia Giulia 1.230.936 7.845 157 100,00

I primi 20 comuni del Friuli-Venezia Giulia (dati al 30-06-2009)[2]

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Provincia
Trieste-Stemma.png Trieste 205.493 TS
Udine-Stemma.png Udine 99.316 UD
Pordenone-Stemma.png Pordenone 51.517 PN
Gorizia-Stemma.png Gorizia 35.946 GO
Monfalcone-Stemma.png Monfalcone 28.041 GO
Sacile-Stemma.png Sacile 20.259 PN
Cordenons-Stemma.png Cordenons 18.479 PN
Codroipo-Stemma.png Codroipo 15.675 UD
Azzano Decimo-Stemma.png Azzano Decimo 15.369 PN
10° Porcia-Stemma.png Porcia 15.321 PN
11° San Vito al Tagliamento-Stemma.png San Vito al Tagliamento 14.836 PN
12° Tavagnacco-Stemma.jpg Tavagnacco 14.273 UD
13° Latisana-Stemma.jpg Latisana 13.789 UD
14° Muggia-Stemma.gif Muggia 13.436 TS
15° Cervignano del Friuli-Stemma.png Cervignano del Friuli 13.431 UD
16° Spilimbergo-Stemma.png Spilimbergo 12.102 PN
17° Ronchi dei Legionari-Stemma.png Ronchi dei Legionari 12.059 GO
18° Maniago-Stemma.png Maniago 11.930 PN
19° Cividale del Friuli-Stemma.png Cividale del Friuli 11.583 UD
20° Fiume Veneto-Stemma.svg Fiume Veneto 11.324 PN

[modifica] Economia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Economia del Friuli.

[modifica] Dati economici

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite[6] prodotto nel Friuli - Venezia Giulia dal 2000 al 2006:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
27.255,0 28.908,9 29.938,7 30.384,4 31.411,3 32.739,2 34.306,3
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
23.101,4 24.449,3 25.209,4 25.428,4 26.143,4 27.135,7 28.342,9

Nel 2004 la regione Friuli - Venezia Giulia si è collocata al quindicesimo posto nella classifica del reddito pro-capite di tutte le regioni dell'Unione Europea[7].

Di seguito la tabella che riporta il PIL[8], prodotto in Friuli - Venezia Giulia ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 487,6 1,42% 1,84%
Industria in senso stretto € 6.638,2 19,35% 18,30%
Costruzioni € 1.355,7 3,95% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 6.882,1 20,06% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 8.496,2 24,77% 24,17%
Altre attività di servizi € 6.861,4 20,00% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 3.585,0 10,45% 10,76%
PIL Friuli-Venezia Giulia ai prezzi di mercato € 34.306,3

[modifica] Agricoltura

La morfologia della regione costituisce un ostacolo per l'agricoltura che, anche se qua e là modernamente organizzata, resta peraltro nel complesso un settore debole. Discreto ruolo hanno in pianura la produzione di mais e di barbabietole da zucchero, mentre nell'area collinare una viticoltura molto specializzata garantisce vini e grappe di alta qualità. Anche l'allevamento del bestiame, bovino in prevalenza, ormai nettamente superiore al consumo locale e quindi destinato al commercio con le altre regioni, è al servizio di un'industria rinomata.

  • Prodotti agroalimentari tradizionali

Il ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la regione Friuli-Venezia Giulia, ha riconosciuto 120 prodotti del Friuli-Venezia Giulia come "tradizionali".

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Prodotti agroalimentari tradizionali italiani.

[modifica] Industria

L'industrializzazione del Friuli-Venezia Giulia iniziò con lo sviluppo del settore dell'industria di base, con pochi grandi impianti, concentrata sulla costa. L'industria pesante è, oggi, in fase di generale declino. Si è invece sviluppato con successo il modello dell'azienda manifatturiera medio-piccola, a struttura generalmente familiare, derivante dall'esperienza dell'artigianato e diffusa in ogni parte della regione. È fiorente ormai in molti settori, come quello meccanico, soprattutto a Pordenone, quello tessile e quello dell'arredamento. In provincia di Udine, soprattutto nell'hinterland udinese, ha grande peso il settore terziario che rappresenta circa due terzi dell'occupazione totale. Presenti numerosi centri commerciali e centri di distribuzione, concentrati soprattutto a nord di Udine. Le industrie pesanti, un tempo presenti nel capoluogo friulano (acciaierie Bertoli, SAFAU) si sono trasferite nell'hinterland udinese (ABS di Cargnacco) oppure lontano dal capoluogo (Danieli di Buttrio e Pittini di Osoppo). Particolare impulso all'industria manifatturiera è stato dato dall'istituzione dei distretti industriali (distretto della sedia a Manzano, distretto del mobile a Brugnera, i prosciuttifici di San Daniele del Friuli).

Per ulteriori dettagli vedere Friuli, Economia.

[modifica] Cultura

Il Friuli-Venezia Giulia é una terra di confine e di incontro di popoli. Questi popoli sono i romani, i bizantini, i longobardi e i veneziani.

[modifica] Lingue

Nel Friuli-Venezia Giulia l'italiano, lingua ufficiale dello Stato, lingua di cultura e principale lingua d'uso, è parlato dalla quasi totalità degli abitanti. Gran parte della popolazione, tuttavia, ha altri idiomi come propria lingua vernacolare, sia neolatini che di altre famiglie linguistiche. Fra i primi possiamo annoverare (in ordine di consistenza numerica):

  • Il friulano, un idioma retoromanzo diffuso nella maggior parte dei comuni appartenenti alle province di Gorizia, Udine e Pordenone (nonché, fuori dal Friuli-Venezia Giulia, nel Veneto Orientale). Dal 1996 il friulano gode in regione di un livello minimo di tutela con la legge reg. 15/96. Dal 1999 con la legge statale 482/99 lo Stato italiano ha riconosciuto ai friulanofoni lo status di "minoranza linguistica storica" ai sensi dell'art. 6 della Costituzione italiana. La L.482/99 prevede la tutela della lingua friulana, e in particolare il suo insegnamento a scuola anche come lingua veicolare.
  • Il veneto. Varietà di veneto (triestino, bisiaco, graisàn ecc.) sono parlate in tutta la provincia di Trieste, nella parte orientale di quella di Gorizia e in quella occidentale di Pordenone. Dialetti di tipo veneto si erano anche diffusi presso la borghesia urbana delle città di Gorizia, Udine e Palmanova, ma a partire dal secondo dopoguerra sono praticamente scomparsi a Udine e Palmanova, mentre presentano ancora una certa vitalità a Gorizia.

Fra le lingue non romanze, parlati in regione fin da età medievale, vi sono:

  • Lo sloveno (circa 61.000 parlanti[9]) che è diffuso sia nelle province di Gorizia e Trieste (dov'è tutelato per legge) che in quella di Udine (Slavia friulana e Val Canale). Nell'udinese lo sloveno viene parlato in alcune zone in una sua varietà arcaica (il resiano) percepita da alcuni dei suoi stessi parlanti come una lingua a sé stante.
  • Il tedesco, insediato in Val Canale (dove convive con il gruppo linguistico friulano e con quello sloveno) e in due piccole "isole" linguistiche in provincia di Udine, cioè il comune di Sauris e la frazione di Timau appartenente quest'ultima al comune di Paluzza. Mentre in Val Canale e a Timau si parlano dialetti di tipo carinziano, il tedesco parlato a Sauris è imparentato con le parlate tirolesi. Non esistono statistiche ufficiali sul numero dei parlanti. Dal 1999 il tedesco gode in regione di un livello minimo di tutela.

Sia la lingua slovena che le parlate germanofone sono tutelate dalla legge statale 482/99 al pari della lingua friulana. La lingua slovena è ulteriormente tutelata dalla L. 38/99.

Va segnalato che la diglossia costituisce praticamente la norma presso i friulanofoni e i venetofoni e (friulano/italiano, veneto/italiano). Gli sloveni sono spesso bilingui e trilingui (sloveno/friulano/italiano in provincia di Udine - e in buona parte di quella di Gorizia - e sloveno/veneto/italiano in quella di Trieste e in alcune zone del goriziano) e lo stesso si può dire per i tedeschi di Sauris e a Timau (tedesco/friulano/italiano). Nella Val Canale non è raro trovare persone che possono esprimersi correttamente in ben quattro idiomi: tedesco, italiano, friulano e sloveno.

La targa in tutte le lingue della regione al Consiglio Regionale, Trieste
Lingua [10] Percentuale
italiano 53,5%
friulano 43 %
sloveno 4,7 %
tedesco 0,4 %

Divisi per provincia:

Provincia Italiano Friulano Sloveno
Pordenone 53,8 % 37 % 2,5 %
Udine 21,7% 74,9% 3,3%
Gorizia 70,3 % 24,6% 7,4%
Trieste 91 % 1,7 % 7,1 %
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Lingua friulana, Diffusione dello sloveno in Italia, Lingua Saurana, Timau, Dialetto resiano, Dialetto triestino, Dialetto tergestino e Dialetto bisiaco.

[modifica] Sport

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sport in Friuli-Venezia Giulia.

[modifica] Politica

Presidente

Vice Presidente

Giunta regionale

  • Elio De Anna (PdL) - ambiente e lavori pubblici, delegato alle attività ricreative e sportive
  • Alessia Rosolen (PdL) - lavoro, università e ricerca, delegato alle pari opportunità e politiche giovanili
  • Claudio Violino (Lega Nord) - risorse agricole, naturali, forestali e montagna
  • Federica Seganti (Lega Nord) - pianificazione territoriale, autonomie locali e sicurezza, delegato alle relazioni internazionali e comunitarie
  • Roberto Molinaro (UDC) - istruzione, formazione e cultura, delegato alle politiche per la famiglia
  • Andrea Garlatti (tecnico) - organizzazione, personale e sistemi informativi
  • Vladimiro Kosic (tecnico) - salute e protezione sociale
  • Riccardo Riccardi (tecnico) - mobilità, energia e infrastrutture di trasporto, delegato alla protezione civile
  • Sandra Savino (tecnico) - risorse economiche e finanziarie, patrimonio e servizi generali


Presidente del Consiglio Regionale


Il Consiglio regionale della X legislatura è stato eletto con le elezioni del 2008.


Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Presidenti del Friuli-Venezia Giulia, Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia e Elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia.

[modifica] Amministrazioni

Le province della regione

La regione autonoma Friuli-Venezia Giulia è suddivisa in 4 province e 218 comuni.

Province Capololuoghi Comuni
Provincia di Gorizia-Stemma.png GO Gorizia-Stemma.png Gorizia 25 (elenco)
Provincia di Pordenone-Stemma.png PN Pordenone-Stemma.png Pordenone 51 (elenco)
Provincia di Trieste-Stemma.png TS Trieste-Stemma.png Trieste 6 (elenco)
Provincia di Udine-Stemma.png UD Udine-Stemma.png Udine 136 (elenco)

Sul territorio regionale operano 4 comunità montane, le province di Gorizia e Trieste ricoprono anche le funzioni delle comunità montane.

Comunità montana Sedi Comuni Provincia Sito web
Comunità Montana della Carnia Tolmezzo 28 UD [3]
Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale Pontebba, Gemona del Friuli 15 UD [4]
Comunità Montana del Torre, Natisone e Collio San Pietro al Natisone, Cormons, Tarcento 25 UD-GO [5]
Comunità Montana del Friuli Occidentale Barcis, Meduno, Polcenigo 27 PN [6]

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Fino al 31-12-2008 vi erano 219 comuni, a partire dal 1-1-2009 i comuni di Campolongo al Torre e di Tapogliano si sono uniti
  2. ^ Pubblicazione edita e distribuita gratuitamente dalla Provincia di Udine il 3 aprile 2006, ove testualmente è scritto:
    « Per avere un quadro più preciso in cui si colloca tale avvenimento, vi proponiamo qui di seguito un testo tratto dal libro "La nestre storie" - ed. ass. storie dai Longobarts, 1990 - che raccoglie le conferenze sulla storia del Friuli tenute da Pre Checo Placerani nell'inverno del 1978 »
    Questa è solo una piccola parte del testo proposto dalla brochure e tratto da questo libro di Placerani:
    « [...] dal 1077 in poi il Friuli è uno Stato indipendente da avere addirittura un suo Parlamento. Un esempio: abbiamo documenti relativi a una riunione del Parlamento friulano precedenti di ben 20 anni rispetto ad analoghe testimonianze del Parlamento inglese [...] »
    Il libro "La nestre storie" è edito dalla "Associazione storie dai Longobarts" che ha sede a Cividale del Friuli (UD)
  3. ^ Le località - definite Zone di Protezione Speciale, e spesso indicate con l'acronimo ZPS - sono state proposte sulla base del Decreto 25 marzo 2005 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 168 del 21 luglio 2005 - predisposto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ai sensi della direttiva 79/409/CEE
  4. ^ , sotto il profilo della ricchezza prodotta la sua provincia continua a presentare redditi molto elevati ed in alcuni anni (1991 e 2005) primi in assoluto non solo in ambito regionale, ma anche nazionale. Per quanto riguarda i redditi provinciali degli anni 1991 e 2005 cfr.
    La popolazione del Friuli-Venezia Giulia (1/1/2007) ripartita per provincia
    Sito del Corriere della Sera e Sito del Comune di Bologna/Articolo de Il Sole 24 Ore
  5. ^ Fonte dal sito: demo.istat.it
  6. ^ Dati Istat - Tavole regionali
  7. ^ Elaborazione della Camera di commercio di Milano, attraverso il Lab MiM, su dati Eurostat tratti dal rapporto "Regions: Statistical yearbook 2006. Data 1999-2004" (ottobre 2006) e relativi a 167 regioni europee (UE12, comprese le regioni dei paesi neo-ammessi dell'Est Europa: Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Ungheria e Romania; tra le regioni italiane non ci sono i dati per il Trentino-Alto Adige)
  8. ^ Fonte Istat
  9. ^ Non c'è accordo sulla reale consistenza della comunità slovena in regione. La cifra di 61.000 unità è fornita dal Ministero dell'Interno. Notizia tratta da: Raoul Pupo, Il lungo esodo. Istria: le persecuzioni, le foibe, l'esilio, Milano, serie Rizzoli storica, RCS ed., 2005, pag. 304
  10. ^ Fonte: L'Aménagement Linguistique dans le Monde

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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