Messina

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Messina
comune
Messina – Stemma Messina – Bandiera
(dettagli)
Messina – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
Sindaco Renato Accorinti (Renato Accorinti Sindaco - Cambiamo Messina dal basso) dal 24/06/2013
Territorio
Coordinate 38°11′00″N 15°33′00″E / 38.183333°N 15.55°E38.183333; 15.55 (Messina)Coordinate: 38°11′00″N 15°33′00″E / 38.183333°N 15.55°E38.183333; 15.55 (Messina)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 213,75[2] km²
Abitanti 240 890[3] (30-06-2014)
Densità 1 126,97 ab./km²
Frazioni Altolia, Briga Marina, Briga Superiore, Castanea delle Furie, Catarratti,Cumia, Curcuraci, Faro Superiore, Gesso, Giampilieri Marina, Giampilieri Superiore, Massa San Giorgio, Massa San Giovanni, Massa Santa Lucia, Mili San Marco, Mili San Pietro, Molino, Pezzolo, Salice, Tipoldo
Comuni confinanti Fiumedinisi, Itala, Monforte San Giorgio, Rometta, Saponara, Scaletta Zanclea, Villafranca Tirrena
Altre informazioni
Lingue greco[1]
Cod. postale 98121-98168
Prefisso 090
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083048
Cod. catastale F158
Targa ME
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona B, 707 GG[4]
Nome abitanti messinesi
Patrono Madonna della Lettera
Giorno festivo 3 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Messina
Posizione del comune di Messina nella sua provincia
Posizione del comune di Messina nella sua provincia
Sito istituzionale

Messina (IPA: [mesˈsiːna] ascolta[?·info], Missina in siciliano[5], Μεσσήνη/Μεσσήνα in greco) è un comune italiano di 240 890 abitanti[3] capoluogo dell'omonima provincia in Sicilia, nonché tredicesimo comune italiano e terza città non capoluogo di regione più popolosa d'Italia.

Detta anche "porta della Sicilia" e anticamente Zancle e Messana, sorge nei pressi dell'estrema punta nordorientale della Sicilia (Capo Peloro) sullo Stretto che ne porta il nome.

Il suo porto, scalo dei traghetti per il Continente, è il primo[6] in Italia per numero di passeggeri in transito e sesto per traffico crocieristico.

Antica città, Messina ha raggiunto l'apice della sua grandezza fra il tardo medioevo e la metà del XVII secolo quando contendeva a Palermo il ruolo di capitale siciliana[7][8].

Messa a ferro e fuoco nel 1678 dopo una storica rivolta antispagnola che comportò l'annientamento della sua classe dirigente, venne gravemente danneggiata da un terremoto nel 1783. Fu assediata nel 1848, durante una storica rivolta contro Ferdinando II di Borbone, subendo gravi danni. Nel 1908 un disastroso terremoto distrusse la città quasi per intero, provocando la morte di circa metà della popolazione cittadina.

Ricostruita a partire dal 1912, la città moderna si presenta con una maglia ordinata e regolare con vie ampie e rettilinee in direzione nord-sud. Negli ultimi anni, sono in corso progetti mirati alla riqualificazione della città attraverso opere come il waterfront ed una nuova sede per la stazione ferroviaria.

Importante e storica sede universitaria, fondata nel 1548 da Sant'Ignazio di Loyola, Messina è una città con un'economia basata sui servizi, i commerci, il turismo e una rilevante attività industriale nella cantieristica navale da diporto.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Messina Strait.jpg
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Veduta panoramica di Messina e dello Stretto

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Lo stretto di Messina, visto dalla zona nord della città
Lo stretto di Messina visto dal Santuario di Montalto

Situata nell'angolo nord est della Sicilia, sulla sponda occidentale dello Stretto di Messina (Mar Ionio)— altitudine 3 metri s.l.m. — ha una superficie comunale di 211,23 km².

A circa 90 km da Catania e 220 km da Palermo, stretta tra le coste ionica e tirrenica ed i monti Peloritani, si affaccia con il suo grande porto naturale (militare e commerciale), chiuso dalla penisoletta a forma di falce di San Raineri, di fronte a Villa San Giovanni e poco più a Nord rispetto a Reggio Calabria. Capo Peloro, nella zona nord della città, è invece dirimpettaio a Scilla. In queste acque è localizzato il mito di Scilla e Cariddi, i cui gorghi sono paragonati alla pena delle anime dell'inferno che girano in tondo e si urtano in eterno ("qui la gente riddi").

« Come fa l'onda là sovra Cariddi, che si frange con quella in cui s'intoppa, così convien che qui la gente riddi. »
(Dante Alighieri, Divina commedia, VII canto dell'Inferno)

Dal livello del mare, all'interno dello stesso Comune, è possibile salire sino a 1130 metri s.l.m., tramite i colli che sovrastano la città, al monte Dinnammare (dal latino "bimaris", due mari). Da qui la vista spazia sui due mari della città, lonio (sullo Stretto di Messina) e il Tirreno. A est, è possibile vedere l'intera città di Messina sottostante, mentre al di là del mare la Calabria dal suo punto più meridionale sino alla provincia di Vibo Valentia. A sud, l'imponente vista dell'Etna. A nord ovest, le isole Eolie e la costa tirrenica con Capo Milazzo, Capo Tindari e Capo Calavà di Gioiosa Marea.

La città si sviluppa prevalentemente in senso longitudinale lungo la costa dello Stretto senza soluzione di continuità da Giampilieri Marina a Capo Peloro per 32 kilometri nella fascia jonica. La fascia tirrenica, di 24 km, si estende da Capo Peloro a Orto Liuzzo. L'area urbana centrale, che può essere racchiusa tra i torrenti Annunziata e San Filippo — oggi coperti dal piano stradale, — è lunga circa 12 km, con scarsa propensione verso ovest dovuta ai contrafforti collinari dei Peloritani, che impediscono lo sviluppo di un ampio reticolato urbano geometrico in detta direzione. L'estrema vicinanza dei monti conferisce alla parte occidentale della città una certa pendenza, superata con scalinate e attraversata dalla panoramica circonvallazione a monte. Sono presenti numerose "intrusioni urbane" verso l'interno collinare in corrispondenza delle brevi pianure dei torrenti, che tendono a inglobare come quartieri alcuni dei più antichi casali del territorio cittadino (i cosiddetti "Villaggi", che sono 48).

Messina è al centro di una zona agricola, con la produzione di agrumi (tra cui il limone Interdonato, l'arancio, il mandarino e il mandarancio o clementina), frutta, ortaggi e dei vini D.O.C. Faro e Mamertino. La città è sede universitaria dal 1548, dell'Arcidiocesi Protometropolitana di Messina - Lipari - Santa Lucia del Mela ed Archimandritato del Santissimo Salvatore e di un'antica Fiera Internazionale. Il porto è anche sede di un antico Arsenale militare e di cantieri navali civili (Rodriguez e Palumbo).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi stazione meteorologica di Messina.

Secondo la classificazione dei climi di Köppen la città fa parte della fascia climatica Csa, un clima caldo e molto secco in estate e mite e piovoso nel semestre invernale. Detto anche clima mediterraneo, con escursioni termiche decisamente contenute in ogni stagione.

L'inverno, piuttosto breve, presenta rari episodi di freddo che in sparuti casi può portare anche la neve, se pur di breve durata e appena una spolverata, sulle coste. L'ultimo episodio nevoso risale all'inverno del 2000, preceduto dall'episodio dell'inverno 1999.

L'estate è moderatamente calda e non particolarmente afosa. Infatti il valore medio di umidità tende ad essere più basso durante le ore più calde della giornata.[9] Inoltre la presenza di frequenti brezze di mare tendono a contenere i valori massimi di temperatura; soltanto in presenza di venti meridionali (durante le maggiori ondate di calore) è possibile raggiungere i 40 °C, ma in questi casi i tassi di umidità divengono molto bassi precipitando sotto il 20%.[10]

Le precipitazioni sono consistenti e infatti Messina è, tra i comuni medio-grandi isolani, la città costiera più piovosa della Sicilia. Una media pluviometrica annuale di 846,9 mm[9] che pone la città dello stretto oltre le medie italiane. Le precipitazioni sono concentrate prevalentemente tra l'autunno e l'inverno ma nella stagione estiva non mancano alcuni temporali. Le abbondanti piogge messinesi derivano da diversi fattori e in particolare ai rilievi relativamente alti prossimi alla zona su cui sorge la città (in Sicilia i Nebrodi orientali e i Peloritani, in Calabria l'Aspromonte) che provocano frequenti fenomeni da stau e alla presenza di due mari, lo Ionio e il Tirreno, che creano frequenti condizioni favorevoli alle precipitazioni.[11]

MESSINA
(1971-2000)[9]
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 14,4 14,7 16,1 18,3 22,5 26,8 30,0 30,5 27,5 23,2 18,8 15,8 15,0 19,0 29,1 23,2 21,6
T. min. mediaC) 10,1 9,8 10,9 12,5 16,4 20,4 23,4 24,2 21,5 17,8 14,1 11,6 10,5 13,3 22,7 17,8 16,1
T. max. assolutaC) 24,6
(1979)
25,8
(1979)
23,2
(1989)
29,0
(1985)
32,4
(1994)
40,1
(1982)
43,6
(1998)
40,2
(1994)
38,2
(1988)
36,4
(1999)
26,8
(1985)
26,6
(2010)
26,6 32,4 43,6 38,2 43,6
T. min. assolutaC) 2,0
(1999)
3,0
(1986)
0,7
(1987)
6,0
(1997)
10,0
(1987)
13,4
(1971)
16,0
(1974)
16,8
(1972)
12,8
(1971)
8,8
(1974)
5,2
(1975)
4,0
(1991)
2,0 0,7 13,4 5,2 0,7
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0 0 0 0 3 12 16 20 10 0 0 0 0 3 48 10 61
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Precipitazioni (mm) 102,9 100,2 83,4 68,3 33,8 12,7 20,0 25,6 63,9 113,7 119,5 102,9 306,0 185,5 58,3 297,1 846,9
Giorni di pioggia 11 10 9 9 4 2 2 3 6 9 11 11 32 22 7 26 87
Giorni di nebbia 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Umidità relativa media (%) 73 71 69 68 67 64 64 66 69 71 74 73 72,3 68 64,7 71,3 69,1

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Messina.
Lo Stretto di Messina in una antica incisione.
Tarì d'argento di Ferdinando il Cattolico, re di Spagna e Sicilia (1479-1516) coniato nella zecca di Messina
(LA)

« Messana nobile Siciliae caput »

(IT)

« Messina, nobile capitale della Sicilia »

(antico motto della città[12])

Messina, prima colonia greca in Sicilia[senza fonte], fondata dai Greci (coloni Calcidesi provenienti da Messini del Pelloponisos) nel 757 a.C., con il nome di Zancle, (dal greco Ζὰγκλης, Falce, dalla penisola di San Raineri somigliante a una falce che forma il suo porto naturale). I Romani la conquistarono nel 264 a.C. e dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente fu prima in possesso dei Bizantini e quindi degli Arabi. Nel 1060 venne conquistata dai Normanni.

Sotto i dominî svevo-angioino-aragonese, Messina raggiunse grande prosperità, divenendo capitale del Regno di Sicilia assieme a Palermo (il Regno di Sicilia comprese per lunghi periodi anche tutta l'Italia meridionale) e, grazie al suo porto, uno tra i primissimi centri commerciali e tra le più grandi, fiorenti ed importanti città del mar Mediterraneo. Fu, per lunghi secoli, la città siciliana più ricca, seconda nel Mezzogiorno d'Italia solo a Napoli.

Nel 1674 si ribellò alla Spagna e ne subì successivamente la repressione. Fu toccata da un grave terremoto nel 1783. Entrò a far parte del Regno d'Italia dopo la spedizione dei Mille garibaldina del 1860.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terremoto del 1908.

Nel 1908 subì le distruzioni di un altro terribile terremoto e ancora dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Una pagina significativa dell'amicizia fra la città ed il popolo russo è legata al tragico: il terremoto del 1908. I primi soccorritori giunti a Messina furono proprio i marinai della flotta imperiale russa, che si trovava nel porto di Augusta per delle esercitazioni.[13] Il terremoto di Messina è considerato uno degli eventi più catastrofici del XX secolo. Si verificò alle ore 05:21 del 28 dicembre 1908 e in 37 "lunghissimi" secondi danneggiò gravemente le città di Messina. A Messina, maggiormente sinistrata, rimasero sotto le macerie ricchi e poveri, autorità civili e militari. Nella nuvola di polvere che oscurò il cielo, sotto una pioggia torrenziale ed al buio, i sopravvissuti inebetiti dalla sventura e semivestiti non riuscirono a realizzare immediatamente l'accaduto. Alcuni si diressero verso il mare, altri rimasero nei pressi delle loro abitazioni nel generoso tentativo di portare soccorso a familiari ed amici. Qui furono colti dalle esplosioni e dagli incendi causati dal gas che si sprigionò dalle tubature interrotte. Tra voragini e montagne di macerie gli incendi si estesero, andarono in fiamme case, edifici e palazzi ubicati nella zona di via Cavour, via Cardines, via della Riviera, corso dei Mille, via Monastero Sant'Agostino. Ai danni provocati dalle scosse sismiche ed a quello degli incendi si aggiunsero quelli cagionati dal maremoto, di impressionante violenza, che si riversò sulle zone costiere di tutto lo Stretto di Messina con ondate devastanti stimate, a seconda delle località della costa orientale della Sicilia, da 6 m a 12 m di altezza. Lo tsunami in questo caso provocò molte vittime, fra i sopravvissuti che si erano ammassati sulla riva del mare, alla ricerca di un'ingannevole protezione. Improvvisamente le acque si ritirarono e dopo pochi minuti almeno tre grandi ondate aggiunsero al già tragico evento altra distruzione e morte. Onde gigantesche raggiunsero il litorale spazzando e schiantando quanto esistente. Nel suo ritirarsi la marea risucchiò barche, cadaveri e feriti. Molte persone, uscite incolumi da crolli ed incendi, trascinate al largo affogarono miseramente. Alcune navi alla fonda furono danneggiate, altre riuscirono a mantenere gli ormeggi entrando in collisione l'una con l'altra ma subendo danni limitati. Il villaggio del Faro a pochi chilometri da Messina andò quasi integralmente distrutto. La furia delle onde spazzò via le case situate nelle vicinanze della spiaggia anche in altre zone. Le località più duramente colpite furono Pellaro, Lazzaro e Gallico sulle coste calabresi; Briga e Paradiso, Sant'Alessio e le altre località fino a Riposto sulle coste siciliane. Gravissimo fu il numero delle vittime: Messina, che all'epoca contava circa 140.000 abitanti, ne perse circa 80.000.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Messina.

Lo stemma ed il gonfalone della città di Messina hanno conformazione indicata nel decreto di riconoscimento del 1º maggio 1942 ed adeguato al successivo D.L. 26 ottobre 1944 № 313. Lo stemma della città di Messina è araldicamente così descritto: « Scudo a testa di cavallo, di rosso alla croce d'oro, circondato da due tralci di vite al naturale fruttati d'oro, timbrato dalla corona di città ».

Antichi nomi della città[modifica | modifica wikitesto]

  • Dankle o Zankle (Ζάγκλης), termine siculo che designa la "falce" che caratterizza la singolare forma del porto naturale, in età pre-greca e greca fino ad Anassila;
  • Messene (Μεσσήνη), nome che fu dato alla città in età greca da Anassila, tiranno di Reggio, quando vi insediò dei profughi provenienti dalla Messenia agli inizi del V secolo a.C.;
  • Messana, in età romana;
  • Massinah, durante la dominazione araba in Sicilia[14].

Infine Messina, dall'età bizantina ad oggi.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

La città di Messina ha ricevuto per la sua storia ben tre medaglie d'oro; inoltre, è stata la settima tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale".

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«Per commemorare le azioni eroiche della cittadinanza messinese nei gloriosi fatti del 1848, che iniziarono il risorgimento nazionale e la conquista dell'unità. Messina partecipò a tutti i moti rivoluzionari siciliani, da quelli del '20-'21 a quelli del 22 marzo 1821 e 1º settembre 1847. Nel 1848, unitasi a Palermo nell'azione rivoluzionaria Repubblicana, quindi antiborbonica, la città fu terribilmente bombardata per otto mesi, facendo meritare a Ferdinando II l'appellativo di "Re Bomba"[15]»
— 22 maggio 1898
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«nobile e antica città della Sicilia duramente provata da calamità naturali e da eventi bellici, con impavida tenacia e sublime abnegazione da parte di tutta la sua popolazione, due volte risorgeva dalle macerie, mantenendo fiero ed intatto il suo amore di Patria. 1941 - 1943[16]»
— 3 ottobre 1959
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«già duramente provata dall'immane disastro tellurico del 1908, risorta, è stata, durante la guerra 1940-43, dapprima obiettivo d'incessanti bombardamenti aerei, poscia, nel periodo dell'invasione dell'Isola, campo d'aspra e lunga lotta che la martoriò e distrusse. La sua popolazione, affamata, stremata, dolorante, sopportò stoicamente la più dura tragedia ben meritando dalla Patria. - Sicilia, guerra 1940-43[17]»
— 31 gennaio 1978

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei secoli vari eventi distruttivi, sia ad opera umana che naturali, hanno devastato la città, che oggi presenta un aspetto moderno, frutto soprattutto delle ultime ricostruzioni dopo il terremoto del 1908 ed i bombardamenti dal 1940 al 1943. Molte delle opere d'arte e degli edifici realizzati nei secoli sono andati perduti, ma la città conserva ancora esempi monumentali di assoluta rilevanza.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Il Duomo della città
  • Basilica Cattedrale Protometropolitana, dedicata a Santa Maria Assunta, bizantina, ricostruita alla fine del XII secolo e con numerosi altri rifacimenti. Conserva numerose opere d'arte. La sua fondazione è antecedente all'invasione araba, fu profanato dai musulmani e riconsacrato nel 1192 alla presenza dell'arcivescovo Berzio, dell'imperatore Enrico VI e della moglie Costanza d'Altavilla. Lo splendido tetto ligneo, con rare raffigurazioni astronomiche, fu distrutto nel 1254 da un incendio divampato durante i funerali di Corrado IV di Svevia, figlio di Federico II di Svevia. Dal 1300 si susseguirono alcune modifiche sostanziali, che se da una parte arricchirono la cattedrale con i mosaici delle absidi, il portale e la facciata, dall'altro snaturarono l'originario aspetto normanno. Danneggiato nel prospetto dai terremoti del 1638 e del 1783, fu invece quasi interamente distrutto dal sisma del 1908, che lasciò in piedi la sola parte absidale, rimettendo tuttavia in luce molti elementi della costruzione normanna. La ricostruzione degli anni venti ripristinò l'aspetto originario e recuperò parte delle opere d'arte e dei mosaici. Un altro duro colpo alla millenaria struttura venne inferto dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale che distrussero parte dell'interno. L'edificio attuale, che si è voluto il più possibile vicino all'originale, mantiene all'esterno parti pregevoli. Sul prospetto il portale in stile gotico ed i bassorilievi, sulla parte destra, le finestre quattrocentesche ed un portale attribuito a Polidoro da Caravaggio. All'interno del Duomo di Messina, tripartito da una doppia fila di 13 colonne, si possono ammirare i mosaici, alcuni monumenti funebri, tra cui quello di Guidotto de Tabiatis, arcivescovo di Messina nel XIV secolo, ed alcune statue di santi, pregevole il San Giovanni Battista di Antonello Gagini del 1525. Inoltre è più che degno di nota l'organo al suo interno: il secondo più grande d'Italia (il primo è quello del Duomo di Milano), e il terzo in Europa, con 5 tastiere, 170 registri, 16.000 canne distribuite nei due lati del transetto, dietro l'altare, sulla porta maggiore e sull'arco trionfale. È opera della ditta Tamburini di Crema del 1948. Il campanile, alto 90 metri e con una base di circa 10 metri, ha all'esterno il più grande ed il più complesso orologio meccanico ed astronomico del mondo, realizzato da una ditta di Strasburgo, fratelli Ungerer: inaugurato nel 1933, tutti i giorni a mezzogiorno le varie statue si muovono in modo spettacolare al suono dell'Ave Maria di Schubert. Le figure del campanile ricordano la Guerra del Vespro del 1282: Il Leone in cima rappresenta il Popolo Siciliano vittorioso su Carlo d'Angiò e l'esercito guelfo inviato dal papa contro la Sicilia; Dina e Clarenza rappresentano le donne di Messina che aiutarono gli uomini a difendere la città; il galletto in mezzo alle due statue femminili rappresenta l'esercito franco-papale; la chiesa che scompare ricorda il Colle della Caperrina, luogo della battaglia del 6 e 8 agosto 1282, ultimo tentativo di Carlo d'Angiò di entrare in città dalle colline a ovest. Ancora chiusa al pubblico, purtroppo, la splendida cripta. È stata aperta nelle giornate del Fai, ma necessita ancora del restauro della pavimentazione normanna e dell'illuminazione, cui sta lavorando la Soprintendenza, in cerca del finanziamento.
  • Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani, il primo nome di questa chiesa fu quello di S. Maria di Castellamare ed alcuni storici sostengono che la chiesa fu fondata nel XII secolo sulle rovine di un antico tempio di Nettuno. Un crollo avvenuto nel XIII secolo ne arretrò la facciata di 12 metri. In età aragonese fu cappella reale e sul finire del Quattrocento fu ceduta a cortigiani e ricchi mercanti catalani da Pietro d'Aragona, da qui il nome di Santissima Annunziata dei Catalani. La chiesa, visto il progressivo sollevamento della città dovuto ai terremoti ed alle ricostruzioni, si trova oggi ad oltre tre metri sotto il livello stradale. La pianta della chiesa è a basilica di tipo bizantino divisa in tre navate con un'alta cupola. L'esterno è incorniciato da due ordini di colonne con eleganti capitelli ed archi intarsiati a due colori. Sui lati della navata due camminamenti conducono sopra il transetto passando attraverso eleganti bifore. All'interno sono visibili le influenze arabo-bizantine. Si trova in via Cesare Battisti, di fronte a piazza Lepanto.
  • Chiesa concattedrale del Santissimo Salvatore, sede dell'Archimandritato, in via San Giovanni Bosco.
  • Basilica Santuario di Sant'Antonio di Padova, custodisce le spoglie di Sant'Annibale Maria Di Francia. Si trova in via Cesare Battisti, all'incrocio con via Santa Cecilia.
  • Sacrario di Cristo Re, possiede la "Campana di Cristo Re" posta in cima alla torre ottagonale (XII secolo) del santuario. Venne fusa a Padova (fonderia Colbachini) e inaugurata nel 1934. Ha un diametro di 2,66 m, pesa oltre 13 tonnellate ed è la terza campana d'Italia per grandezza. Ha suonato fino a qualche tempo fa a mezzogiorno, per poi far sentire i suoi rintocchi al tramonto (varia l'orario a seconda dei periodi dell'anno) in memoria dei caduti messinesi della prima e seconda guerra mondiale le cui spoglie sono conservate nel sacrario; ultimamente per via di alcuni guasti nel sistema elettromeccanico non esegue i rintocchi. Si trova sul viale Principe Umberto.
  • Santuario della Madonna di Montalto, sul colle della Caperrina, ricostruito dopo il terremoto. Questo Santuario è legato alla tradizione messinese; i suoi confini sono stati tracciati dal volo di una colomba bianca immediatamente dopo la cacciata da Messina degli Spagnoli.Si trova in via Dina e Clarenza.
  • Chiesa di Sant'Elia, del XVI secolo, a navata unica. Si trova nella via omonima nelle vicinanze della chiesa di Santa Maria Alemanna. Presenta pregevoli stucchi interni.
  • Chiesa di San Francesco all'Immacolata, del XIII secolo, la seconda chiesa per dimensioni della città, in viale Boccetta.
  • Chiesa di San Giovanni di Malta, opera di Giacomo Del Duca, allievo di Michelangelo. Si trova nella via omonima.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie a Grotte, costruita nel XVII secolo su progetto di Simone Gullì. Distrutta dal terremoto, è stata ricostruita, ma sono in corso lavori di ristrutturazione che si concluderanno a giugno 2011.
  • Chiesa di Santa Maria della Valle, detta "Badiazza", chiesa-fortezza di epoca normanna, nell'alta valle della frazione di Ritiro.
  • Chiesa di San Tommaso il Vecchio, raro esempio di architettura prenormanna, in via Romagnosi.
  • Chiesa Santa Maria del Carmine progettata dall'architetto Cesare Bazzani (1873 – 1939), dopo che il terremoto del 28 dicembre 1908 aveva distrutto la città, venne inaugurata il 15 luglio 1931. In stile eclettico e neo-barocco, e a forma di croce greca, la Chiesa ha un vano centrale dalla forma ottagonale ed è coperta da una cupola, affrescata dal pittore messinese Adolfo Romano (1894 –1972). La Chiesa, elevata alla dignità di Santuario nel 1956, contiene sette cappelle con relativi altari. Nell’altare maggiore si trova la statua del Settecento che raffigura la Madonna del Carmelo nell’atto di porgere il Santo Abitino a San Simone Stock.
  • Chiesa di Santa Maria Alemanna, si ritiene fondata dai Cavalieri Teutonici, ordine voluto a Messina da Federico II di Svevia, risale al XIII secolo. Si tratta d'un esempio di architettura gotica siciliana. Una cronaca locale ci informa che già nel 1606 la chiesa giaceva in stato di abbandono e che nel 1612 fu quasi distrutta da un fulmine che la centrò durante un violento temporale. Il terremoto del 1783 ne continuò il disfacimento. Usata per anni come magazzino, fu risparmiata dal terribile sisma del 1908 che la lasciò quasi indenne. Il suo restauro è stato completato di recente. Da ammirare sono gli eleganti archi a sesto acuto e i capitelli scolpiti con motivi floreali e figure mostruose. I portali originali si trovano al Museo cittadino che si trova in via Sant'Elia.
  • Chiesa ed ex monastero basiliano di Santa Maria di Mili in Mili San Pietro, fondata nell'XI secolo e quindi allungata nel XVI. Nel sito fu sepolto il figlio di Ruggero d'Altavilla, morto in combattimento a Siracusa. La Chiesa è di proprietà dello Stato, in affidamento alla Curia, mentre il Monastero è di proprietà di un privato.
  • Chiesa di Gesù e Maria del Buonviaggio
  • Chiesa dello Spirito Santo

Altre chiese sono state distrutte dal terremoto del 1908:

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzi di Messina e Eclettismo-liberty messinese.
Palazzi di Messina

Alcuni Palazzi cittadini

sede del municipio, in piazza Unione Europea, una volta era posto al centro della Palazzata che faceva da continuum di edifici del XVII secolo che faceva da cornice al porto falcato. L'edificio subì gravi danni dal terremoto del 1783, e distrutto dal terremoto del 1908, venne arretrato nella posizione attuale. I lavori di ricostruzione iniziarono il dicembre del 1914 sotto la direzione dell'architetto palermitano Antonio Zanca e si conclusero nel 1924. La costruzione è in stile neoclassico e si estende per una superficie di circa 12.000 m². Sulla facciata si possono vedere alcune sculture legate alla simbologia cittadina e numerose lapidi che ricordano gli eventi più importanti. Nel prospetto di via San Camillo sono collocati due bassorilievi raffiguranti Dina e Clarenza, mentre sul lato opposto, in via Consolato del Mare, si un ingresso porticato con antistante la fontana Senatoria del 1619. Il lato posteriore si affaccia su Corso Cavour e su piazza Antonello con un portico ornato da bassorilievi eseguiti da maestranze locali.
uno dei pochi esempi di architettura con uso del ferro del Sud Italia, l'unica con Napoli, Galleria Umberto I. Realizzata nel 1929 da Camillo Puglisi Allegra per completare piazza Antonello. Il portico che dà sulla piazza è caratterizzato da un grande arco che segna l'accesso alla Galleria, riccamente decorata al suo interno con bellissimi stucchi ed un pavimento a mosaico bianco e nero. Due rampe di scale da una parte ed un portico dall'altra, conducono ad uscite secondarie.
la sua costruzione venne ordinata il 2 ottobre del 1838 da Ferdinando II di Borbone ed ebbe inizio solo il 23 aprile 1842. Fu progettato dall'architetto Pietro Valente ed inaugurato il 12 gennaio del 1852, venne intitolato a Sant'Elisabetta, in onore della madre del sovrano. Il 13 settembre del 1860 con l'Unità d'Italia assunse l'attuale nome. La facciata del teatro presenta un portico che consentiva il passaggio delle carrozze che accompagnavano gli spettatori. Sul loggiato d'ingresso un gruppo scultoreo del 1847 realizzato da Saro Zagari, raffigurante Il tempo che scopre la verità. L'esterno in pietra siracusana è in stile neoclassico, ed e ricco di decorazioni, sculture e bassorilievi dello Zagari che rappresentano scene della vita di Ercole e ritratti di sedici drammaturghi e musicisti famosi. La sera del 27 dicembre 1908 fu rappresentata l'Aida di Giuseppe Verdi, e poche ore dopo il terremoto distruggeva la città risparmiando il perimetro dell'edificio e le parti decorative. Nel 1982 cominciò un restauro finito nel dicembre del 1985, l'inaugurazione avvenne il 25 aprile del medesimo anno con un concerto diretto dal maestro Giuseppe Sinopoli. La decorazione interna del soffitto porta il nome di Renato Guttuso, il Mito di Colapesce. Si trova in via Garibaldi.
opera dell'architetto Marcello Piacentini, sito in piazza Maurolico di fronte a quello dell'Università, fu realizzato nel 1927 sulla zone del vecchio Grande Ospedale. Si compone di tre edifici collegati da gallerie che mettono in comunicazione le tre grandi sale terranee di invito. L'architettura è fortemente caratterizzata dall'impiego dei materiali siciliani. La pietra, di caldo colore giallo-ocra, è quella stessa che era stata adoperata anticamente per i templi di Selinunte e di Agrigento, mentre in marmo di Cinisi sono alcune parti ornamentali. La scelta di queste pietre isolane, specie di quelle della facciata, è stata fatta per accentuare l'aspetto grecizzante dell'insieme a ricordo dei templi greci in Sicilia. Il prospetto, sopraelevato da grandi scale, è caratterizzato da grosse e scanalate mezze colonne doriche che inquadrano i muri, ove s'aprono finestroni rettangolari, e sorreggono una trabeazione. Le finestre sono sormontate da rosoni e medaglioni a bassorilievo. Le facciate, principali e laterali, l'interno si ornano di opere di vari artisti, intonate tutte allo stile a cui è improntato il palazzo, che riflette l'orientamento dell'atto ufficiale del primo ventennio del secolo. I grandi tondi dell'attico, rappresentanti Il diritto e La legge sono dello scultore Giovanni Prini, le quattro aquile romane sono di Cloza e di Bonfiglio; ancora di Cloza e Ricciardi[non chiaro] sono i medaglioni raffiguranti alcuni giuristi messinesi (Dicearco di Messina, Guido Delle Colonne, Giacomo Macrì, Antonio Fulci, Francesco Faranda e Andrea Di Bartolomeo); le teste di Minerva sulle porte laterali sono di Monescalchi. Sul grandioso attico troneggia infine la grande quadriga condotta dalla dea Minerva realizzata da Ercole Drei in lega di bronzo e alluminio, probabilmente ispirato dalla tradizione architettonica ottocentesca del Nord Europa. Nel vestibolo, in fondo al quale si eleva lo scalone di onore, di marmo con inserti in bronzo, si apre il portale marmoreo che dà accesso alla Corte d'Assise. Nelle sale di udienza vi sono bassorilievi allegorici e nelle altre sale di rappresentanza, nella biblioteca, camera di consiglio, gabinetti dei presidenti e dei giudici, i soffitti sono decorati con tempere grasse.
edificato nel 1581 dall'architetto Natale Masuccio in seguito ad una bolla papale di Leone X che incentivava la costruzione di opere pie, nel 1741, su progetti e disegni dell'architetto Antonio Basile e del pittore Campolo fu edificata la scalinata che conduceva alla chiesa di Santa Maria della Pietà, un tempo ornata da preziosi quadri e oggi quasi del tutto distrutta, mentre parte della cripta è al momento inaccessibile e in stato di totale abbandono. A metà della gradinata fu inserita una fontana marmorea con la statua dell'Abbondanza, opera di Ignazio Buceti. L'edificio, dal prospetto settecentesco, si affaccia su via XXIV Maggio. Dal pregevole portale d'ingresso si arriva in un atrio con volta a botte. A destra è situata la porta che conduceva ai piani superiori, di fronte, una fontana monumentale del 1732, raffigurante un putto che cavalca un delfino. L'edificio è stato ristrutturato nel 1979 ed attualmente è di proprietà dell'Arciconfraternita degli Azzurri, viene spesso utilizzato per ospitare manifestazioni culturali.
  • Palazzetto Coppedè, opera dell'architetto fiorentino Gino Coppedè, in via Garibaldi dall´angolo arrontondato all'incrocio con la via Cardines.
  • Palazzo Magaudda, anch'esso opera del Coppedè, all'incrocio tra via Cesare Battisti e via Garibaldi.
  • Palazzo Calapaj - d'Alcontres, nella via S. Giacomo, edificio settecentesco.
  • Palazzo Cerruti - Bisazza, nella via Lepanto, all'incrocio della via Cesare Battisti e riconoscibile dall'inconfondibile Maghen David o "stella di Davide" inserita nelle inferriate dei balconi.
  • Palazzo Trevi - Palazzo del gallo, all'angolo con le vie Centonze e Saffi, realizzato da Gino Coppedè nel 1913.
  • Palazzo Arcivescovile, in via San Filippo Bianchi, 10, fu più volte distrutto e ricostruito, l'ultima volta nel 1924.
  • Palazzo della Cassa di Risparmio, opera dell'architetto siciliano Cesare Bazzani, nel 1926, tra via Garibaldi e piazza Fulci.
  • Palazzo Api, del Coppedé, tra le vie Garibaldi, Castellammare e Cesare Battisti.
  • Palazzo dell'Università
distrutto e raso al suolo dal sisma del 1908, fu ricostruito nel 1920 ed occupa una superficie di circa 20.000 m². Il complesso edilizio universitario è stato progettato dall'architetto Giuseppe Botto. Dopo l'ultima guerra, in relazione al piano di espansione degli atenei, l'amministrazione universitaria dispose la sopraelevazione di alcuni padiglioni e la costruzione, su progetto dell'Ing. prof. Francesco Basile, di un moderno edificio con fronte su via dei Verdi. I prospetti delle tre palazzine che danno su piazza Salvatore Pugliatti rivelano caratteri neoclassici con decorazioni floreali. Accanto ai padiglioni che - sotto il livello stradale - si affacciano sulla via Giacomo Venezian è murato il bel portale dell'antico collegio dei Gesuiti, primo ateneo messinese e primo degli organismi religiosi siciliani dei seguaci di Sant'Ignazio di Loyola.
  • Palazzo delle Poste
progettato da Vittorio Mariani nel 1915, di chiara matrice Liberty presenta al suo interno ricche decorazioni floreali, simboli della città, anche contemporanei come i ferry boat, ed un fregio in stucco raffigurante angeli postini e telefonisti, sorge a piazza Antonello. È oggi una delle sedi decentrate dell'Università.
  • Palazzo del Governo
costruito nel 1920 su progetto dell'architetto Cesare Bazzani. Occupò quasi per intero l'area della cinquecentesca chiesa di S. Giovanni dei Cavalieri di Malta, della quale rimane soltanto, sul retro del Palazzo, la magnifica Tribuna. È di gusto post-floreale con evidenti inserti di elementi rinascimentali ed è valorizzato da un dosato plasticismo.
  • Palazzo della Camera di Commercio
costruito dopo il terremoto del 1908 su progetto dell'architetto messinese Camillo Puglisi Allegra. Questo palazzo si articola su tre piani di impianto classicheggiante, con un gioco di corpi avanzati sulla facciata ritmata da paraste che si elevano, su un altro basamento bugnato, a sorreggere una modulata trabeazione. Il terzo piano, realizzato al disopra di essa, ha alterato l'impianto che, nonostante il verticalismo dei finestroni, era marcatamente orizzontale.
  • Palazzo della Provincia, o "Palazzo dei leoni"
costruito nel 1914, sorge nel medesimo luogo che occupava prima del 1908, in precedenza area dell'antica chiesa di San Nicolò dei Gentiluomini. Iniziati nel 1914 i lavori proseguirono durante la Prima guerra mondiale, e, seppur in immaginabili difficoltà, furono diretti dall'architetto Alessandro Giunta. L'edificio fu inaugurato nel 1918, con una cerimonia consona al grave momento dell'Italia dopo Caporetto, e cioè con l'intervento dell'eroe milazzese Luigi Rizzo, reduce dalla "beffa di Buccari" e dall'affondamento della corazzata "Szent Istvàn". L'edificio ha due prospetti: su quello di Corso Cavour si apre l'ingresso di rappresentanza preceduto da un portico, sulla piazza Antonello la facciata - pure porticata a pianoterra - segue con la sua concavità la forma della piazza su cui affaccia. Gli ambienti interni sono decorati dalle cariatidi e dagli stucchi lucidi dell'aula consiliare di D'Arrigo e Loverti e dai pannelli dipinti da Corsini sopra le grandi vetrate di Di Stefano e Bonsignore.
  • Stazione ferroviaria
costruita nel 1939 dall'architetto Angiolo Mazzoni, dopo che per ordine di Benito Mussolini fu demolita la precedente, demolizione a cui partecipò lo stesso duce picconando la vecchia stazione. Fu inaugurata il 28 ottobre 1939. In stile razionalista, costruita utilizzando il travertino, la pietra lavica, la pietra di Siracusa e la pietra rossa di Taormina. La stazione è divisa in due corpi la stazione "Marittima" e "Centrale", la centrale ha un grande loggiato che immette in una olle, ha un grande sottopassaggio che porta agli 8 binari più altri 2 commerciali. Dopo la stazione centrale si trovano gli uffici delle Ferrovie dello Stato dopo gli uffici si trova la grande stazione Marittima, questa ha un forma ad arco, al piano terra si trovano il bar la biglietteria e la tabaccheria e da scale mobili e scale in muratura si può salire sul salone panoramico sul porto e sulla parete opposta si trova un grande mosaico opera di Michele Cascella, di recente restaurato, e rappresenta il discorso di Mussolini a Palermo. Dal salone si aprono i varchi pedonali per le 5 invasature. Da alcune rampe si può salire sopra la nave con le automobili. Un'altra struttura caratterizzante è la torre dell'acqua con la scala ad elica intorno alla struttura. La stazione ha anche il compiti di interscambio con: il tram di Messina, Autobus e stazione Pullman fra la Sicilia ed il continente. All'esterno della stazione vi è piazza Repubblica ove sorge una fontana del 1905, posizionata lì dopo la venuta di Mussolini in città.

Molti palazzi sono stati distrutti dai terremoti del 1783, del 1908 e dai bombardamenti del 1943:

Davanti al Porto di Messina, dal 1589, è stata realizzata una grande palazzata, visibile all'arrivo in città dal mare. È stata distrutta dal terremoto del 1783, ricostruita e distrutta dal terremoto del 1908, ricostruita ed oggi presente solo in parte:

Della Palazzata di Samonà sono oggi presenti:

opera di Giuseppe Lo Cascio dopo il terremoto del 1908, in stile liberty., con magnifiche decorazioni, pensiline in ghisa, cancelli in stile floreale. Sito sul luogo ove, fino al 1783, sorgeva il grande Palazzo Reale, sede prima dei re e dopo dei viceré di Sicilia, alla pari del palazzo reale di Palermo.
  • Palazzo del Banco di Sicilia
costruito nel 1926 con norme antisismiche su progetto di V. Vinci, si ricollega ad una marcata struttura rinascimentale così come appare evidente nelle paraste che delimitano il portale d'ingresso affiancato da colonne tuscaniche e sovrastato da un balcone. All'interno dell'edificio, suggestiva è la "sala degli sportelli", ove si ammira lo stile floreale.
  • Palazzo della cultura o Palacultura, inaugurato nel giugno 2009, in viale Boccetta. Attualmente ospita tra l'altro la Galleria di Arte contemporanea inaugurata la sera del 25 febbraio 2012 in occasione della Notte della Cultura edizione 2012.

All'interno vi è un ampio auditorium in cui spesso si esibiscono tra i migliori interpreti di musica classica, vi si organizzano infatti i cicli di concerti sia della Filarmonica che della Ass. Laudamo.

Altri monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai Caduti
Monumento alla batteria siciliana Masotto
Il monumento a Carlo III di Borbone.
Statua di Messina
Porta Grazia, porta d'accesso dell'antica Cittadella
Il monumento a Don Giovanni d'Austria.
Si trova in piazza "Unione Europea" (Municipio), eretto nel 1936, dallo stile sobrio ed essenziale ma severo. Sul podio, davanti ad una stele, l'imponente gruppo bronzeo raffigurante un aviere, un marinaio ed un fante.
  • Monumento alla batteria siciliana Masotto
Ricorda la batteria Masotto, caduta ad Adua nella campagna eritrea; il gruppo in bronzo, raffigurante tre soldati in atteggiamenti epici, fu modellato da Salvatore Buemi nel 1897.
  • Porta Grazia
Monumentale porta d'accesso alla Cittadella (XVII secolo), opera di Domenico Biondo e figli. Nel 1961 fu ricollocata nella centrale piazza "Casa Pia".
  • Statua di Messina riconoscente per la concessione del Portofranco
Raffigura la Città riconoscente verso Ferdinando II di Borbone per la concessione del Porto Franco. È opera del 1859 del messinese G. Prinzi e si trovava, prima del 1908, all'interno del Municipio. Oggi si trova al centro della piazzetta "G. Minutoli", di fronte al porto con l'imponente mole del Municipio per sfondo.
Scultura in marmo bianco del messinese Ignazio Buceti (1758), posta su un alto basamento nella piazzetta "Immacolata di Marmo", a lato del Duomo.
monumento bronzeo commissionato dal Decurionato messinese al celebre scultore Pietro Tenerani, allievo di Bertel Thorvaldsen. Fu scolpita a Monaco di Baviera nel 1839. Il nuovo re era stato accolto favorevolmente dalla popolazione che nutriva grandi speranze sul suo operato. L'artista realizzò alcuni bozzetti dell'opera (la statua era alta oltre tre metri) che poi sarebbe stata collocata, con cerimonia solenne, in Piazza del Duomo il 30 maggio 1845. La statua venne fusa per farne dei mortai durante l'Assedio di Messina del 1848, in cui il re diede ordine all'esercito di bombardare la città, ed infatti, proprio per questo fu soprannominato dai messinesi il Re Bomba. Il Decurionato messinese deliberò il 20 novembre 1852 di rifare le statue dei re Borboni, su ordine dello stesso Ferdinando II, che andarono distrutte. Il Tenerani fornì una copia simile alla precedente, il re era raffigurato nell'abito cerimoniale di Gran Maestro dell'Ordine di San Gennaro. La statua venne nuovamente rifatta a Monaco, nel 1856, e trasferita a Messina nel novembre 1857. Dopo il terremoto del 1908 la statua fu sistemata nel Museo Nazionale. Nel 1973 fu riconsegnata al Comune di Messina che l'ha posta in Villa Garibaldi, situata sull'omonima via.
la Statua di Carlo III del 1757, opera in bronzo del messinese Giuseppe Buceti era stata costruita su modello di Jean Jacques Caffièri su basamento del Vanvitelli. L'attuale statua fu scolpita a Roma dal messinese Saro Zagari allievo del Tenerani; fu l'ultima ad essere completata e venne sistemata agli inizi del 1860 nel quartiere San Leone. Quello stesso anno, con l'entrata in città dei Garibaldini, furono nuovamente distrutte le Statue di Francesco I e Ferdinando I. Fortunatamente le altre due statue, quella di Ferdinando II e quella di Carlo III furono poste in salvo per ordine del generale Medici e sistemate nell'allora Museo Civico Peloritano e successivamente nella filanda Mellinghof trasformata in Museo Nazionale. Nel 1973 la Statua di Carlo III di Borbone è stata restituita alla città e collocata sul suo basamento originale in Piazza Cavallotti, sulla Via Primo Settembre, di fronte alla Camera di Commercio.Il piedistallo è di forma cilindrica e presenta una decorazione, molto gradevole, a festoni in stile neoclassico.
in Via Cesare Battisti, Largo Seggiola, si erge il monumento alla Regina Elena del Montenegro, inaugurato il 26 giugno 1960 a ricordo della sua impegnativa opera assistenziale svolta nel gennaio del 1909 a favore della città terremotata. Fu scolpita a Firenze da Antonio Berti e realizzata con i fondi raccolti dal giornale "La Settimana Incom illustrata", si eleva su un piedistallo marmoreo dove ai quattro lati del basamento, bassorilievi in bronzo attestano l’opera umile e il prodigarsi generoso della regina con i messinesi, duramente colpiti dal terremoto. La sovrana è raffigurata in un provvisorio ospedale allestito sulla nave regia, mentre sorregge la testa di un ferito con accanto una suora, una crocerossina ed un ufficiale medico; nell’atto di accarezzare alcuni bambini feriti che si avvicinano a lei; mentre tiene in braccio un bambino appena estratto dalle macerie ed in mezzo a numerose vittime (anche se, quest’ultima raffigurazione, è frutto di fantasia poiché, per espresso divieto del re Vittorio Emanuele III, suo consorte, la regina non sbarcò dalla nave essendo la città soggetta ancora a crolli e scosse di assestamento).
sorge nell'omonima piazza, all’incrocio con Via Santa Cecilia e Via Cesare Battisti. Consiste una statua in bronzo su basamento di marmo, opera dello scultore messinese Mario Lucerna e collocata nel 1968. L’opera raffigura il Santo Annibale Maria di Francia, fondatore nel 1882 delle Figlie del Divino Zelo, dei Rogazionisti del Cuore di Gesù nel 1886, e di molti Orfanotrofi Antoniani. Padre Annibale volse la sua opera a Messina nel quartiere Avignone, il più povero e il più malfamato della città ed è rimasto vivo, nei messinesi, un forte senso di devozione nei suoi confronti.
situata in Via Garibaldi, adiacente alla piazza Unione Europea, in una piazzetta intitolata al medesimo Gaetano Martino. Inaugurata il 24 novembre 2000, in occasione del centenario della sua nascita, alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, della vedova del grande statista e dei figli. Fu realizzata, a Roma, dallo scultore Rocchi.
sorge in Via XXIV Maggio nei pressi del Monte di Pietà. Inaugurato l’11 giugno 1988, a ricordo della venuta a Messina di Papa Giovanni Paolo II, il monumento bronzeo, opera dello scultore Sgaravatti di Padova, rappresenta il Pontefice che, rivolto verso una stele, prega con le braccia aperte Sant'Eustochia Calafato. Nella stele sono raffigurati episodi salienti della vita della Santa messinese.

Fontane monumentali[modifica | modifica wikitesto]

Fontane Monumentali di Messina

Alcune fontane cittadine

La monumentale fontana di Orione
La fontana di Orione con sullo sfondo il Duomo
Sita in Piazza Duomo è opera di Giovanni Angelo Montorsoli (1553).
Seconda opera messinese di Giovanni Angelo Montorsoli (1557), si trova in piazza Unità d'Italia.
  • Fontana Senatoria
È collocata sul lato sud del Palazzo Municipale; si compone di una grande vasca circolare con al centro una stele che sostiene una grande tazza buccellata del 1619 a sua volta sormontata da una pigna, la grande vasca è sorretta da tre gradini e presenta sul bordo esterno sette targhe a rilievo, i nomi dei Senatori del tempo, Don Franciscus Marullo, Bernadus Moleti, Thomas Zuccarato, Marcellus Cirino, Vincentius De Celis e Franciscus De Judice. La sua collocazione originaria è sconosciuta, però fino al 1935 si trovava in Piazza Palazzo Reale (accanto alla Dogana), nel 1937 viene collocata in Via Consolato del mare accanto al municipio per la venuta a Messina di Benito Mussolini.
  • Fontana Falconieri
Fu eretta in piazza Ottagona (oggi piazza Filippo Juvara) nel 1842 per i festeggiamenti secolari in onore della Madonna della Lettera dall'architetto messinese Carlo Falconieri. Oggi si trova al centro di piazza Basicò.
  • Le Quattro Fontane
Eseguite su disegni del romano Pietro Calcagni, poste ai quattro angoli tra via Austria (oggi via I settembre) e via Cardines, nuove arterie volute dal Senato di Messina nel 1572 per congiungere il Duomo al Palazzo Reale, furono eseguite in epoche diverse. La prima, nel 1666, da Innocenzo Mangani, la seconda, nel 1714, da Ignazio Buceti, le ultime due da ignoti artisti nel 1742. La decorazione è ispirata al mare; gli stemmi imperiali spagnoli e di Messina sormontano ciascuna fontana. Distrutte dal terremoto del 1908, solo due sono state ricomposte nel sito originario; le due mancanti sono custodite al Museo Regionale.
  • Fontana Bios
alla Passeggiata a Mare, realizzata dal pittore e scultore messinese Ranieri Wanderlingh. Inaugurata nel 2005 è stata donata alla città dal quotidiano Gazzetta del Sud. Raro esempio di arte moderna a Messina, l'opera si ispira alle forme originarie ed archetipiche della natura vivente. Simboleggia il maschile ed il femminile ed il ciclo della vita e dell'energia vitale rappresentato dall'acqua. Il sottotitolo dell'opera è :"la vita che sempre ricomincia". La collocazione sul lungomare è stata voluta dall'autore al fine di segnare l'importante confine fra spazio urbano e spazio naturale che caratterizza la città di Messina.
  • Fontana dei 4 cavallucci
in largo San Giacomo, alle spalle di Piazza Duomo. Secondo lo storico Caio Domenico Gallo fu eretta nel 1742 in occasione della festa della Madonna della Lettera, scolpita dal catanese Giovan Battista Marino.
  • Fontana del Brugnani
all'interno della Fiera campionaria, scolpita nel 1738 dal messinese Ignazio Brugnani. Fino al 1908 si trovava nel cortile del monastero di S. Gregorio Magno, sotto Montalto. I gravi danni subiti sono stati restaurati nel 1980.
  • Fontana in ghisa
opera di artigiani fonditori messinesi di fine '800.
  • Fontana della Pigna
in piazza Seguenza, è di stile settecentesco, sormontata da una grossa pigna da cui prende il nome. Si pensa provenga da un cortile del seminario arcivescovile.
  • Fontana di Piazza Repubblica
è del periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale e sfrutta i resti di una fontana del 1902, poi andata distrutta, realizzata da Leandro Caselli in occasione della realizzazione dell'acquedotto cittadino.
all'incrocio tra Corso Cavour e via T. Cannizzaro, sarebbe opera del 1590 di Rinaldo Bonanno; quest'opera venne edificata grazie al volere dei senatori di quel tempo che furono: Paolo Adornetto, Antonio Cesare Aquilone, Pietro Arena, Pietro Del Pozzo, Giuseppe Stagno D'Alcontres, Carolus Ventimiglia. I loro nomi e la data di costruzione furono incisi su di una lapide, distrutta dal terremoto, che era posta sul fronte del vicino palazzo Brunaccini. La fontana dell'Acquario, intesa popolarmente di Gennaro (viene chiamata Gennaro perché sembra che sia il nome della famiglia messinese che finanziò l'opera, o anche chiamata Innaru o Gennaro, nome derivante da Jannò o Giano, divinità pagana a cui si dedicavano, in epoca romana, le porte della città.), fu sistemata nel 1602 all'incrocio tra il Corso e la via del Collegio: era accostata alla testata di un irregolare fabbricato e volta verso Mezzogiorno e l'inizio del Corso. Caio Domenico Gallo negli "Annali della città di Messina" scrive in proposito che "[…] nell'entrare del nuovo anno 1602 si eresse il bellissimo fonte di marmo nella piazza della parrocchiale di S. Antonio dettà di Jannò con la statua ragguardevole dell'Acquario seduto sul Zodiaco […]". Per diversi anni fu ospitata dal Museo di Messina e nel 1931 fu posta nel nuovo slargo all'inizio del Corso, conservando comunque una posizione non molto diversa dall'originale. Di semplice e classica fattura, la fonte si eleva su un basso basamento e si compone di una vasca ottagonale in marmo rosa, dalla quale si erge un piedistallo che regge la statua di un giovane acquaiolo (Acquario) seduto su un globo decorato da una fascia con i segni dello zodiaco. Il segno zodiacale è, quindi, raffigurato sotto forma di giovane nudo dalle fattezze atletiche che regge due anfore; l'acqua fuoriusciva, fino al 1870, da quattro mascheroni posti alla base del globo e dalle due brocche sostenute da Acquario. La statua in marmo bianco appare non del tutto rifinita, a causa dell'erosione del tempo e dei danni riportati per il terremoto ancora leggibili nelle parti restaurate, ma, malgrado tutto, il modellato si presenta robusto e vibrante e la figura denota sincronia di movimento. Da taluni attribuita a Rinaldo Bonanno, essa fu, probabilmente, opera di un suo allievo, essendo quell'artista morto nel 1590.
  • Fontanella Arena
si trova nel largo "Fontana Arena", un grazioso puttino in bronzo modellato dallo scultore messinese Antonino Bonfiglio. Questa fontanella decora un piccolo angolo di verde a forma triangolare posto tra via Boccetta e via G. Longo. Dagli abitanti del luogo la chiamano "Fontana Arena", dal nome della famiglia Arena che, nel secolo scorso, in un periodo di enorme siccità diedero al popolo la possibilità di servirsi delle acque. Il Comune, per ricordare l'avvenimento, commissionò l'opera un puttino orciaiolo in pietra artificiale che, successivamente, a spese dei cittadini del quartiere, fu modello per una fusione in bronzo, l'originale in pietra andò poi perduto, versante acqua da un panciuto vaso a forma d'anfora, rappresentando una delle opere "minori" e meno importanti di Bonfiglio, ma può considerarsi, malgrado, tra la foltissima schiera di sculture da lui eseguite, l'opera più gioiosa e genuina, pervasa di semplicità, allegria e spensieratezza, tipica del mondo felice dell'infanzia.
  • Fontana di Piazza Cairoli
inaugurata con la ristrutturazione della piazza, nel 2003.

Cimitero monumentale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cimitero monumentale di Messina.

Il Cimitero monumentale è il secondo maggior cimitero d'Italia, dopo quello di Genova.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Forte Gonzaga

Castello del Santissimo Salvatore[modifica | modifica wikitesto]

Fu fatto edificare da Carlo V nel 1540 circa, sul braccio estremo della falce portuale, nel luogo in cui un tempo esisteva l'antica sede dell'Archimandritato del Santissimo Salvatore. Sulla torre "Campana", posta all'estremità, si trova una stele di 60 metri di altezza, che sostiene una grande statua benedicente della Madonna della Lettera in bronzo dorato (alta 6 metri), opera di Tore Edmondo Calabrò. La stele fu illuminata per la prima volta nel 1934 da papa Pio XI, che azionò dal Vaticano un radiocomando di Guglielmo Marconi; essa appare a chi giunge dal mare e in atto benedicente verso la prospiciente città.

Castel Gonzaga[modifica | modifica wikitesto]

È una delle fortificazioni di pregio di Messina, progettato dal Antonio Ferramolinoda Bergamo, regio ingegnere militare, nel 1540 e costruito in posizione dominante, a Montepiselli, nell'ambito del progetto di costruzione di nuove possenti mura e fortificazioni per la città di Messina, voluto da Carlo V, che resero la piazzaforte la più munita del bacino del Mediterraneo. Prese il nome dal viceré dell'epoca don Ferrante I Gonzaga.

Real Cittadella[modifica | modifica wikitesto]

Imponente costruzione militare a pianta stellare (5 baluardi), situata all'imboccatura della falce del porto. Fu costruita dal 1678 al 1681 dagli spagnoli, per controllare la città dopo la rivolta del 1674. È un simbolo della resistenza dell'esercito del regno delle Due Sicilie contro l'esercito del regno di Sardegna, in quanto fu l'ultimo presidio della Sicilia ad arrendersi all'esercito regolare italiano il 12 marzo 1861. Essa è nota però specialmente per i lunghissimi bombardamenti compiuti sulla città durante l'Assedio di Messina del 1848, quando la città insorse contro il dominio borbonico e fu semidistrutta dal fuoco delle artiglieri dell'esercito del regno delle Due Sicilie nel corso della repressione. Gran parte di essa è in stato di abbandono.

Forti Umbertini[modifica | modifica wikitesto]

I Forti detti Umbertini sono così chiamati perché costruiti durante il regno di Umberto I di Savoia per la difesa dello Stretto. Sono 22 in tutto (13 sulla costa siciliana e 9 sulla costa calabra) e in genere sono posizionati su alture.

  • Forte Cavalli, su Monte Gallo nei pressi di Larderia, ancora in ottimo stato di conservazione, che domina la città dal un'altezza di quasi 500 m s.l.m. Da essa si gode una vista ottima sullo Stretto, che servì negli anni a controllare le avanzate francesi via mare, impegnati in quel periodo in una campagna di attacco alla Tunisia. Deriva il suo nome dal generale piemontese Giovanni Cavalli. È sede del Museo Storico della Fortificazione Permanente dello Stretto.
  • Forte Campone, in posizione molto elevata e in ottime condizioni.
  • Forte Dinnammare, situato all'interno del Ponte Radio Interforze, accanto all'omonimo santuario dedicato alla Madonna.
  • Forte dei Centri, a Salice, in buone condizioni.
  • Batteria Polveriera o Masotto (dal nome del comandante), a Curcuraci. Dalla fine della II guerra mondiale fino al 1986 è stata utilizzata dalla Marina Militare come deposito; da allora è in stato di abbandono.
  • Forte Serra la Croce, fra Curcuraci e Faro superiore, in buone condizioni.
  • Forte Puntal Ferraro sui Colli Sarrizzo, gestito dall'Azienda Foreste Demaniali, in buone condizioni; vi è un centro veterinario importante oltre ad ospitare una piccola colonia di daini
  • Forte Menaja Crispi a Campo Italia; è stato in parte distrutto dai bombardamenti del 1943 e la parte restante è in stato di abbandono.
  • Forte San Jachiddu, che prende nome da un eremita basiliano vissuto in epoca bizantina; situato a 330 metri di altitudine tra le vallate dell'Annunziata, di San Licandro e di Giostra-San Michele e utilizzato oggi come centro di un Parco Ecologico.
  • Forte Ogliastri, a Tremonti, in buone condizioni; da qualche anno vi si organizzano importanti eventi d'estate oltre ad ospitare il centro VTS per il controllo del traffico marittmo dello Stretto di Messina
  • Forte Petrazza, tra Camaro e Bordonaro, in buone condizioni.
  • Forte Schiaffino o Monte Giulitta, a Santa Lucia sopra Contesse, costruito nel 1889-1890 per difendere la zona da Gazzi a Mili Marina, è privo di gestione.
  • Forte Mangialupi, demolito per far posto all'eliporto del Policlinico; ne restano solo la caponiera e qualche vano in stato di abbandono.
  • Forte Spuria, nei pressi del cimitero di Granatari, ricostruito alla fine dell'800 sui resti del Forte Inglese.

Altre strutture[modifica | modifica wikitesto]

  • Castellaccio: fortificazione in stato di abbandono di Gravitelli. È il più antico dei forti messinesi ed ha subito nel tempo vari rimaneggiamenti.
  • Castello "Matagrifone" o "Roccaguelfonia": di esso resta solo una torre ottagonale, sulla cui sommità è stata installata una delle campane più grandi d'Europa. Esistono ancora alcuni baluardi, nonché le strutture sottostanti e circostanti, insieme ad uno degli ingressi del XVI secolo.
  • Resti della cinta muraria:
    • Torre della Lanterna;
    • Torre di Contesse;
    • Torri Martello di Ganzirri e Faro;
    • Torre di Capo Peloro;
    • Torre di Marmora;
    • Torre Umbertina;
    • Stazione semaforica Spuria (anni trenta).
  • Sistema costiero - contraereo "f.a.m." (fronte a mare): edificato a partire dal 1936 e costituito da una rete di batterie costiere, osservatori, direzioni del tiro ed altro, utili alla difesa costiera, antisommergibile e contraerea del territorio della città.
  • Sistema terrestre "f.a.t." (fronte a terra): edificato tra il 1942 ed il 1943, costituito da una serie di fortificazioni (bunker, piazzole, eccetera) che cingono il perimetro della città, difendendolo da tentativi di penetrazione nemica

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Messina vista dal mare
Il centro città visto dal mare
  • Villa "Giuseppe Mazzini", nome originario "la Flora", fu progettata dall'ingegnere svizzero Enrico Fehr. Si trova al centro della città tra la Prefettura, la chiesa di S. Giovanni di Malta, la sede del Comando interregionale dei Carabinieri, il viale Boccetta e la via Garibaldi un tempo Strada Ferdinanda. Ricca di vegetazione mediterranea ed esotica, è uno dei luoghi preferiti dai messinesi per il tempo libero, all'interno vi è l'Acquario di Messina, ed una voliera che ospita uccell esotici.
  • Passeggiata a mare, lungo spazio attrezzato sul waterfront del centro cittadino dal viale Boccetta sino al viale Giostra, compresa la sede della Fiera Internazionale, bellissima la vista sul porto e sulla colonna votiva della Madonna della Lettera.
  • Villa "Dante", di fronte al Cimitero monumentale ed al centro del viale San Martino, la principale arteria commerciale della città. È il vero grande "polmone verde" di Messina, realizzato negli anni settanta e della estensione di alcuni ettari. Include anche una grande arena all'aperto per spettacoli(auditorium), una piscina, un centro ricreativo per anziani, campi da calcetto e numerosi spazi ludici per i bambini.
  • Villa "Albert Sabin", sul viale della Libertà di fronte al Museo Regionale ed al capolinea Nord della tramvia, grande spazio verde attrezzato affacciato sullo Stretto.
  • Colli Sarrizzo", immenso polmone verde naturale della città con numerose aree attrezzate.
  • Piazza "Cairoli", grande spazio alberato sul viale S. Martino, il "cuore giovane" della città attraversato dalla tramvia. È il più frequentato luogo di ritrovo di Messina.
  • Orto Botanico "Pietro Castelli", dell'Università di Messina, in piazza XX settembre, comprendente piante provenienti da varie parti del mondo; vi si svolgono attività di educazione naturalistica.

Esistono poi villette molto più piccole:

  • Villetta " Quasimodo", nei pressi della Stazione ferroviaria
  • Villa "Ettore Castronovo", in piazza Castronovo, luogo di partenza della celebre "Vara" di Mezzagosto.
  • Villa "Giuseppe Garibaldi", situata di fronte alla più grande villa Mazzini lungo la via Garibaldi, alberata a pini. In loco si trova la statua di Ferdinando II di Borbone, da anni tenuta in abbandono ed ivi posizionata solo qualche decennio fa.
  • Villetta "San Francesco di Paola", dalle alte palme, situata di fronte alla rada S. Francesco dove hanno sede gli imbarcaderi per il Continente delle compagnie private. In stato di totale abbandono.
  • Piazza "Santa Caterina Valverde", minuscola villetta sita lungo Via Garibaldi, davanti alla Chiesa di Santa Caterina. Ivi è posta un monumento in stile moderno dedicato ad Antonello da Messina.

Necessitano di lavori per essere dati alla pubblica fruizione due importanti aree della città:

  • Parco "Aldo Moro", situato sulla circonvallazione, in viale Regina Margherita, è sede dell'istituto nazionale di geologia e vulcanologia con sezione sismologica. A novembre 2009 sono stati consegnati lavori di ristrutturazione che sarebbero dovuti durare nove mesi e dei quali non si ha notizia.
  • Foresta di Camaro", in attesa di essere affidata alla Forestale. Il 7 ottobre 2010, la Regione ha dato il via libera alla stipula della convenzione per la gestione della foresta di Camaro ed è ora possibile firmare l'accordo. All'interno si nasconde un vero e proprio tesoro: ci sono 7 specie di piante rare, 33 specie di uccelli (al Wwf ne risultano addirittura 110); si trovano siti storici quali gli antichi mulini plurisecolari, il santuario della Madonnuzza, il torrente di Camaro, la casa del Re e la colonia del principe di Piemonte. La foresta di Camaro, inoltre, gode di specifiche misure di protezione speciale, in quanto sito di interesse comunitario.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Greci di Messina.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione cittadina ha raggiunto un massimo di 274.000 abitanti alla fine degli anni ottanta, dopo di che è diminuita al ritmo di 1000 abitanti l'anno. Il primo motivo del fenomeno è la cronica crisi occupazionale, il secondo il trasferimento verso i comuni limitrofi. Il censimento del 1911 registrò una drastica contrazione per il terremoto del 1908. Le vittime furono in realtà molto più numerose di quanto appaia da una semplice sottrazione tra i dati di quel censimento e quello precedente, perché la città, quasi interamente spopolata, fu ripopolata da abitanti di altre zone della Sicilia e della Calabria, attratti dalla ricostruzione e dai larghi vuoti apertisi negli impieghi pubblici e nel commercio. Le famiglie messinesi che abitavano la città da prima del 1908 sono oggi pochissime.

Abitanti censiti[18]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

I cittadini stranieri residenti a Messina sono 8.743[19], così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 100 unità):

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Statua della Madonna della Lettera sul Forte del Santissimo Salvatore

Secondo una pia tradizione, San Paolo, nel corso delle sue peregrinazioni per il Mediterraneo alla volta di Roma per diffondere la Buona Novella, sarebbe approdato nell'anno 41 d. C. a Messina, città già allora molto fiorente dal punto di vista economico grazie al suo porto.

Qui egli, predicando la dottrina cristiana, avrebbe infiammato subito i cuori di molti messinesi e, tra essi, dei Senatori cittadini del tempo, i quali, saputo dall'Apostolo delle Genti dell'esistenza, a Gerusalemme, della Madre del Signore, decisero subito di recarvisi per chiedere la sua benedizione sulla Città.

La Madonna scrisse di suo pugno e consegnò agli ambasciatori messinesi una Lettera, in cui Ella benediceva la Città ed i suoi abitanti e si costituiva sua perpetua Protettrice. L'8 settembre del 42 d.C. la nave recò gli ambasciatori nella città dello Stretto con la Lettera di Maria, che la stessa Celeste mittente aveva arrotolato e legato con alcuni dei suoi capelli. Tale missiva risulterebbe essere conservata presso i Musei Vaticani a Roma. Secondo una leggenda, Maria avrebbe scelto di essere la patrona dei messinesi e non il contrario. Questa tradizione ha contribuito molto a radicare nella città il culto mariano.

(LA)

« Vos et ipsam Civitatem benedicimus »

(IT)

« Benediciamo voi e la vostra Città »

(Dalla Lettera di Maria ai messinesi)

Da allora Messina divenne città mariana per eccellenza, vantando come credenziale l'essere stata scelta "direttamente dalla sua Patrona". Tale scelta sarebbe attestata da un'affermazione di Flavio Lucio Destro, del II secolo. Nel Duomo è custodita la reliquia del capello della Madonna, che viene portata in processione su un artistico vascelluzzo d'argento il giorno del Corpus Domini. Si racconta che a seguito di una pestilenza la popolazione di Palmi era ridotta notevolmente e il Senato Messinese decise di portare parte della Ciocca dei Capelli in processione a Palmi, quando arrivarono alle porte della cittadina calabrese la peste finì immediatamente. Per riconoscenza la domenica dopo il 15 agosto viene replicata a Palmi la processione della Vara (assunzione in cielo di Maria)

Messina celebra la festa della Madonna della Lettera il 3 giugno, con una partecipata processione del fercolo d'argento cesellato con la statuetta argentea della Madonna, modellata da Lio Gangeri nel 1902 e la reliquia del Capello di Maria contenuta in un prezioso ostensorio (la Lettera è andata perduta in uno dei tanti incendi che devastarono il Duomo nel corso della sua travagliata storia). La città di Messina ospita molte minoranze religiose i Pentecostali sono i più numerosi, ci sono anche testimoni di Geova, Mormoni e una forte concentrazione Islamica per via delle forti emigrazioni.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il Venerdì Santo si snoda per le principali vie della città la processione delle Barette (Varette), risalente al 1610 e composta da undici gruppi statuari raffiguranti episodi della Passione di Cristo. Tale processione si è svolta a più riprese da più di 150 anni e deve il nome di Barette al fatto che nelle prime edizioni vi era solo il simulacro della Madonna Addolorata e un fercolo con il Cristo morto e cinque barette rappresentanti i misteri. Tra le ultime interruzioni quella durata qualche anno per il terremoto del 1908 ed il periodo della seconda guerra mondiale. Nel corso degli anni si sono via via aggiunti altri simulacri fino ad essere i ventuno odierni. Tra i più rappresentativi l'Ultima Cena, che risulta la più pesante delle barette, e certamente la Madonna Addolorata. La processione segue sempre lo stesso percorso segnato oramai da circa un secolo tranne alcune rarissime modifiche per eventi eccezionali come l'anno che si rese omaggio alla Santa Eustochia. Le barette rimangono custodite nell'Oratorio della Pace che ha un portale risalente al periodo preterremoto.

Il giorno della festa del Corpus Domini, dalla Cattedrale si snoda una lunga processione preceduta da fedeli incappucciati detti "Babaluci" e da tutte le associazioni, congregazioni ed arciconfraternite religiose della città. Assieme all'ostensorio con il SS. Sacramento, portato sotto un ricco baldacchino in seta dall'Arcivescovo, viene portato a spalla il "Vascelluzzo" (piccolo vascello), fercolo in argento cesellato adornato di piccoli drappi rossi e spighe di grano. L'opera è un ex voto fatto dai messinesi in segno di ringraziamento verso la Madonna della Lettera che, in occasione di varie carestie, miracolosamente fece giungere nel porto della città alcuni vascelli carichi di grano. Il Vascelluzzo viene conservato presso la Chiesa dei Marinai ed è esposto dietro un vetro di sicurezza oltre a due pesanti grate di ferro sovraesposte. La mattina del Corpus Domini viene portato a spalla da 16 persone, con un'andatura tale da far sembrare che il Vascelluzzo navighi nel mare, ed entra nel Duomo allo scoccare del mezzogiorno. Una volta arrivato all'altare maggiore viene posta al centro del vascelluzzo la reliquia della Ciocca di capelli della Madonna. Alla sera dopo la S. Messa il Vascelluzzo privo della reliquia viene riportato in processione alla Chiesa dei Marinai dove viene accolto con lo sparo dei fuochi d'artificio.

La processione di Ferragosto
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vara di Messina.
Processione della Vara
I giganti Mata e Grifone

La festa più importante è, però, quella che si svolge a Mezzagosto di ogni anno: viene portata in processione da quasi duemila fedeli, vestiti di bianco ed a piedi scalzi, un'antica macchina votiva: la Vara, raffigurante le fasi dell'Assunzione della Vergine Maria al cielo. La processione richiama, ogni anno, numerosi visitatori.

La Vara, alta circa 13 metri e mezzo, poggia su grandi scivoli metallici e presenta numerose figurazioni in materiali diversi di angeli, le due grandi sfere rotanti del Sole e della Luna e, in cima, la statua del Cristo che, con una mano, sorregge Maria, in atto di portarla all'Empireo; i fedeli la trascinano tirando le lunghe gomene (230 m ciascuna, spessore 5 cm) che vi sono attaccate alla base lungo il selciato precedentemente bagnato del corso Garibaldi, da piazza Castronovo a via I settembre e poi da via I settembre, arteria storica della città, fino a Piazza Duomo, dove la processione si conclude a sera. Dalle 23.00 un grande spettacolo pirotecnico, visibile da tutto lo Stretto, chiude l'intera giornata di festa.

La Vara è una macchina trionfale, costruita per la prima volta nel 1535, in onore dell'imperatore Carlo V, in quell'anno in visita a Messina. Nel giugno del 1575 scoppiò a Messina una epidemia di peste che durò circa trent'anni anni procurando la morte di oltre 40.000 persone. Il morbo fu portato da Levante dopo la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) ed in breve tempo si propagò anche a Reggio Calabria e nelle altre coste della Calabria, tra cui Palmi (anche se in modo minore). I cittadini di Palmi, accolsero quanti fuggirono dalla città peloritana ed inoltre, tramite i suoi marinai, mandarono aiuti tramite generi di vitto e olio. Superata la calamità, la città di Messina in segno di riconoscenza verso la cittadina calabrese, con delibera del Senato cittadino volle donare alle autorità ecclesiali di Palmi, in segno di ringraziamento per gli aiuti prestati, uno dei capelli della Madonna che furono portati nella città siciliana nel 42 d.C. unitamente ad una lettera di benedizione e di protezione da parte della madre di Cristo. L'11 gennaio 1582, accompagnata durante la traversata da una moltitudine di barche palmesi "vestite a festa", la barca di Giuseppe Tigano portò da Messina alla Marina di Palmi un reliquiario contenente il Sacro Capello.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giganti (folclore).

Nei giorni precedenti il 15 agosto, le vie della città sono percorse dalla processione festante dei due Giganti e del Cammello, assieme a numerosi gruppi folkloristici. In particolare, le due colossali statue a cavallo raffigurano i leggendari fondatori della città, la messinese Mata ed il moro Grifone (detti "u giganti e a gigantissa").

Le statue derivano dai giganti processionali dell'antica tradizione spagnola, ancora oggi presenti in molte zone della Spagna e usati in occasione di varie festività, come Tarragona per la festa di Santa Tecla, o durante la fiesta Mayor de Reus che si svolge il giorno di San Pietro Reus. Il contatto con la dominazione catalana fece pervenire la tradizione dei giganti processionali che si è diffusa anche in Sicilia ed oggi è legata al culto della Vergine Maria, come nel caso dei giganti Mata e Grifone della festa della Assunta a Messina e dei giganti Kronos e Mytia della festa della Madonna della luce di Mistretta, mentre il Cammello ricorda l'ingresso trionfale a Messina, all'inizio della conquista della Sicilia sottratta agli Arabi, del normanno Conte Ruggero d'Altavilla, che secondo la tradizione avvenne proprio a dorso di cammello.

Istituti, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Messina è sede di:

copre la parte del territorio provinciale da Giardini Naxos ad Oliveri oltre alle Isole Eolie
fondata nel 1548, incardinata su undici Facoltà
la più antica del mondo (XIII secolo)
già sede del Comando Marittimo Autonomo in Sicilia della Marina Militare
  • Comando 6ª Squadriglia della Guardia Costiera
  • Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) dell'Arma dei Carabinieri, nella frazione di Tremestieri
competente ad eseguire le indagini tecniche di prassi nell'ambito dell'Italia meridionale e della Sicilia (in fase di trasferimento nei locali dell'ex intendenza di finanza di fronte alla sede del Comando Interregionale Caserma Culquater)
  • Gruppo aeronavale della Guardia di Finanza, in via Tommaso Cannizzaro 34.
  • Centro militare di medicina legale (CMML) in viale Europa
già ospedale militare (dal 1962 al 1988)
tra i primi cinque in Italia
  • Ospedale "Piemonte" in viale Europa
  • Ospedale "Regina Margherita" in viale della Libertà (ormai chiuso)
  • Ospedale "Papardo", sul viale omonimo
  • IRCCS Centro per lo studio ed il trattamento dei Neurolesi lungodegenti, sulla strada per i Colli.
di rilevanza nazionale [5]
  • Consorzio per le Autostrade Siciliane, in contrada Scoppo, nei pressi dello svincolo Messina Boccetta.
  • CNR - IAMC (Istituto per l'Ambiente Marino e Costiero), in via San Raineri.
  • CNR - IST (Istituto sperimentale talassografico), in via San Raineri.
  • CNR - ITAE (Istituto di Tecnologie Avanzate per l'Energia) "Nicola Giordano", nella frazione di S. Lucia sopra Contesse.
  • CNR - INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - gruppo collegato)
  • CNR - IPCF (Istituto per i Processi Chimico-Fisici), in viale Ferdinando Stagno d'Alcontres 37
  • CNR - ITS (Istituto di Tecniche Spettroscopiche), in via Comunale Sperone
  • CNR - ISMN (Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati), in contrada Papardo località Sperone
  • CNR - ICTPN (Istituto di Chimica e Tecnologia dei Prodotti Naturali), in contrada Papardo località Sperone

Lotta alla Mafia[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni, dopo le guerre di mafia che hanno insanguinato la città negli anni ottanta e novanta, sono nati, per opera soprattutto di giovani messinesi, movimenti che intendono opporsi al fenomeno mafioso come il Comitato di Addiopizzo Messina[20], che ha sede in via Roosvelt, nel quartiere Provinciale, in un locale confiscato alla Mafia[21].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Archivio Storico Comunale, fondato nel 1936. L'Archivio conserva oltre 14.000 volumi riguardanti la città, con copie risalenti al Cinquecento ed al Seicento; una interessante emeroteca con oltre 1600 testate ed alcuni giornali risalenti al 1815; un'importante collezione di antiche stampe con oltre 420 esemplari, foto e cartoline d'epoca. Ha sede al palacultura.
  • Biblioteca comunale "Tommaso Cannizzaro", fondata nel 1917. Custodisce circa 50.000 volumi. Sia l'archivio storico, sia la biblioteca comunale si trovavano provvisoriamente nei cantinati di una scuola media cittadina, recentemente sono state trasferite nel Palazzo della cultura di viale Boccetta.
  • Biblioteca del Gabinetto di Lettura, all'incrocio tra viale San Martino e via Sacchi, custodisce oltre 45.000 volumi.
  • Biblioteca Regionale Universitaria di Messina, fondata nel 1731. Il suo patrimonio bibliografico ammonta a circa 400.000 unità suddivise in: 1.307 manoscritti, 423 edizioni del XV secolo, 3.637 edizioni del XVI secolo, 107 pergamene sciolte, una collezione iconografica ricca di 363 stampe e una ricca collezione di fotografie storiche. Notevoli per importanza le raccolte pervenute alla Biblioteca per acquisto o donazione. Aperta tutte le mattine e i pomeriggi, tranne la domenica e il lunedì mattina. È suddivisa in quattro sedi: via primo settembre 117, via dei verdi 71, via la farina 237 e via consolare pompea 59.
  • Archivio di Stato di Messina[22], istituito nel 1843. Gravemente mutilato nei suoi fondi archivistici nei bombardamenti del 1943 (quando perse oltre 100.000 volumi), oggi custodisce oltre 50.000 volumi. Aperto dal lunedì al sabato tutte le mattine, e nei pomeriggi di martedì e giovedì fino alle 17.30, con accesso libero e consultazione gratuita, si trova in via Avellino n.1(angolo via La Farina).
  • Biblioteca Camera di Commercio Industria ed Agricoltura in piazza Cavallotti 1.
  • Biblioteca del Museo Regionale, nata intorno alla metà del XIX secolo. Custodisce circa 9.000 volumi
  • Biblioteca Painiana del Seminario Arcivescovile "San Pio X"[23], fondata nel 1927 dall'Arcivescovo di Messina mons. Angelo Paino nei locali del Seminario. Custodisce circa 175.000 volumi. Si trova in via Seminario, zona Giostra, ed è aperto tutte le mattine dal lunedì al venerdì e nel pomeriggio di giovedì fino alle 18.
  • Biblioteca dell'Istituto Teologico San Tommaso dell'Università Pontificia Salesiana, una delle biblioteche più belle del sud Italia, ricca di volumi anche introvabili. È specializzata in scienze religiose e antropologiche: teologia, filosofia, sacra Scrittura, diritto canonico, storia ecclesiastica. Possiede ampie raccolte di letteratura classica e moderna, storia civile, diritto civile, scienze, arte, musica. Un reparto speciale di oltre 5.000 volumi è riservato a opere riguardanti la Sicilia. Una sezione particolare raccoglie, in edizione originale o in fotocopia, un rilevante numero di Sinodi di varie Diocesi d'Italia e di Spagna, e particolarmente delle Diocesi di Sicilia, celebrati tra il 1500 e il 1700. Il patrimonio contiene anche opere antiche a stampa, 'opera omnia', fondi, collezioni, microfiches, all'interno vi è anche una mediateca e un'emeroteca. Aperta tutte le mattine e i pomeriggi tranne la domenica e il lunedì mattina, si trova in via del Pozzo 43.
  • Biblioteca "Giorgianni-Macrì" del Liceo Classico "Francesco Maurolico", aperta al pubblico dal 2002. Custodisce circa 16.000 volumi. Aperta tutte le mattine dal lunedì al sabato e nei pomeriggi di lunedì, martedì e giovedì fino alle 18, si trova in corso Cavour 63.
  • Biblioteca dell'Istituto di studi storici "Gaetano Salvemini", aperta nelle mattine di lunedì, mercoledì e venerdì, si trova in via Lepanto 7.
  • Biblioteche dell'Università degli Studi[24]. Tutte le facoltà universitarie di Messina hanno nel tempo realizzato delle biblioteche, molto rilevanti sia dal punto di vista numerico che qualitativo. Tra di esse, riunite in un sistema bibliotecario d'Ateneo[25], spicca per ampiezza la Biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia, con sede negli ampi locali del polo universitario dell'Annunziata, che custodisce quasi 1.000.000 di libri e che è, per ampiezza, la seconda nel Meridione d'Italia dopo quella di Napoli. Aperta tutte le mattine dal lunedì al venerdì e nei pomeriggi di lunedì e mercoledì.
  • Biblioteca Provinciale dei Frati Cappuccini di Messina, istituita nel 1963, rappresenta la continuazione di quella che, agli albori del XVII secolo, fu una delle biblioteche più ricche dell'ordine. L'attuale patrimonio ha una consistenza di 71.500 volumi. Il fondo antico comprende incunaboli, edizioni appartenenti ai secc. XVI-XIX, manoscritti e pergamene. La collezione moderna raccoglie testi concernenti teologia, patrologia, storia della Chiesa, diritto canonico, agiografia, storia, filosofia, letteratura italiana e straniera, arte, scienze del libro, storia e cultura locale. Una sezione speciale è dedicata al francescanesimo e alla storia e alla spiritualità dell'ordine dei Frati Minori Cappuccini. La Biblioteca dispone di una sala di consultazione a scaffale aperto e un'emeroteca dotata di 820 periodici di cui 180 correnti. La Biblioteca è adiacente al Santuario "Madonna di Pompei" sito in viale Regina Margherita 25. Si accede da via delle Mura, una stradina che costeggia il lato sinistro della facciata della Chiesa.
  • Biblioteca della Provincia Regionale, sita al piano terra del Palazzo Provinciale (Palazzo dei Leoni), sul Corso Cavour. Si caratterizza per la ricchezza e completezza delle raccolte relative alle Gazzette Ufficiali Nazionali (dall'Unità d'Italia ad oggi), Regionali, Europee (serie L e C) nonché per alcuni volumi relativi alle primissime sedute del Consiglio Provinciale. È ricca di oltre 4000 volumi (tra monografie, saggi, pubblicazioni, dizionari, enciclopedie, romanzi). La Biblioteca inoltre conserva e continua a raccogliere diverse pubblicazioni e riviste, prevalentemente di carattere giuridico-amministrativo, ma anche letterarie, storiche e tecnico scientifiche, tra cui numerose sul territorio provinciale. È aperta il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 12, e il martedì dalle 16 alle 17.
  • Biblioteca "Padre Egidio Lo Giudice", sita presso il Santuario dedicato alla Madonna del Carmine, inaugurata nel luglio del 2013, e gestita dai giovani della Parrocchia, possiede oltre 3000 volumi, divisi in 22 sezioni, fra le quali alcune di natura religiosa, come Teologia, Scrittura, Spiritualità, Patristica, Storia della Chiesa, Carmelo, Mariologia, ma anche altre di diversa natura come Letteratura, Storia, Arte, Filosofia e Messina.

Università[modifica | modifica wikitesto]

L'Università di Messina, fondata nel 1548 da S. Ignazio di Loyola come "primum ac prototypum collegium Societatis Jesu", ovvero primo Collegio al mondo della Società di Gesù, conta oggi circa 52 000 iscritti ed è la terza università siciliana per numero di studenti (Palermo e Catania contano circa 62 000 iscritti).

L'attività didattica è divisa in 11 facoltà, che offrono oltre 110 corsi di laurea:

  • Economia
  • Farmacia
  • Giurisprudenza
  • Ingegneria
  • Lettere e Filosofia
  • Medicina e Chirurgia, c/o Policlinico Universitario "Gaetano Martino"
  • Medicina Veterinaria
  • Scienze della Formazione
  • Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  • Scienze Politiche
  • Scienze Statistiche

L'attuale rettore è il prof. Pietro Navarra. Tra i docenti più illustri della sua storia troviamo Giovanni Pascoli, Vittorio Emanuele Orlando, e tanti altri nomi di spicco della cultura nazionale e internazionale.

La sede centrale si trova in piazza Pugliatti, di fronte al tribunale, ma occupa il quadrilatero delle vie Cesare Battisti, dei Verdi e Giacomo Venezian. Proprio all'angolo di quest'ultima con piazza Pugliatti, è presente il portale storico progettato da Natale Masuccio nel 1608. Alla espulsione dei Gesuiti, operata dal governo borbonico nel 1767 – come si legge anche nel pannello collocato nei pressi dell'incrocio di via Giacomo Venezian – ospitò l'Accademia Carolina e la Biblioteca. Restaurato dopo il sisma del 1783, vi fu allocato il Museo Civico e di nuovo alcuni istituti dell'Università, ripristinata da Federico II nel 1838. Il grandioso elemento architettonico, poco valorizzato dall'attuale collocazione sotto il livello stradale, è esemplare dell'ispirazione dell'architetto messinese ancora debitrice nei confronti della tradizione manieristica di ascendenza michelangiolesca. Sormontato dall'aquila simbolo dell'impero asburgico, reca la lapide che ricorda la bolla di Paolo III emessa nel 1548 per l'istituzione del Collegium Prototypum che coincise con la fondazione del Messanense Studium Generale.

L'Ateneo di Messina possiede un campus universitario con all'interno una delle cittadelle sportive universitarie più grandi e all'avanguardia d'Italia che comprende:

  • Campo di baseball in erba naturale, con illuminazione;
  • 3 palestre polifunzionali;
  • Campi di calcio, rugby ed hockey in erba sintetica, con illuminazione;
  • Piscina coperta;
  • Piscina scoperta;
  • 3 campi da tennis coperti, in sintetico, con illuminazione;
  • 2 campi polivalenti da tennis-calcetto, in sintetico, con illuminazione;
  • Anfiteatro con circa 1000 posti.;
  • Foresteria con 133 residenze per atleti.

In Provincia ha sede a Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, Patti e Taormina.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del polittico di S. Gregorio di Antonello
Particolare degli spazi espositivi del Tesoro del Duomo
Museo Regionale
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo regionale (Messina).

Il Museo Regionale di Messina, già "Museo Nazionale", passato alla Regione Siciliana in applicazione dell'autonomia isolana, fu concepito dopo il 1908 nei locali di un'antica filanda di seta, nella spianata di San Salvatore dei Greci (all'incrocio tra viale della Libertà e viale Annunziata) per accogliere quanto di artistico era stato possibile recuperare dalle macerie della città.

Le sezioni museali sono organizzate in modo da offrire, attraverso le testimonianze artistiche, un quadro cronologico della ricca storia culturale di Messina attraverso i secoli. Ospita, tra le opere più importanti, quelle dei numerosissimi artisti messinesi, Girolamo Alibrandi e poi Il Polittico di San Gregorio ed un'altra tavoletta bifronte di Antonello da Messina e due tele di Michelangelo Merisi da Caravaggio, la Resurrezione di Lazzaro e l'Adorazione dei Pastori, opere di Alonso Rodriguez, Mattia Preti, Guercino, Onofrio Gabriello, Mario Minniti, Antonino Barbalonga Alberti, Colijn de Coter, Giovan Battista Quagliata, Matthias Stomer, Domenico Marolì.

Il Museo ospita inoltre una ricca mostra permanente degli argenti messinesi, a testimonianza delle straordinarie capacità artistiche degli argentieri messinesi. Dal 2010 è in corso il trasferimento nei moderni locali del nuovo Museo, adiacenti ai vecchi.

Museo della Cultura e Musica popolare dei Peloritani

Il Museo della Cultura e Musica popolare dei Peloritani[26], inaugurato nel 1996 nella frazione "Gesso" della zona Nord della città. È aperto ogni domenica, oppure durante la settimana su prenotazione. Unico nel suo genere in Sicilia, basa l'allestimento museale sul criterio della multidisciplinarità: video, ipertesti, ascolto digitale, animazione con suonatori e cantori della tradizione, supporti letterari, fotografici, iconici, didascalici e didattici. Custodisce tutti gli strumenti musicali della tradizione peloritana, tra cui le zampogne (ciarameddi in dialetto), i flauti in canna (friscaletti), tamburi e tamburelli, scacciapensieri, conchiglie ed una ricca documentazione fotografica.

Archivio - mostra permanente su Salvatore Quasimodo "La vita non è un sogno"

Raccoglie in una mostra permanente manoscritti, documenti, fotografie, pubblicazioni, onorificenze provenienti dall'Archivio Quasimodo, acquisito dalla Provincia regionale di Messina. La mostra, finalizzata ad esaltare gli aspetti fondamentali della vita e delle opere di Salvatore Quasimodo (che visse gran parte della sua vita nella città dello Stretto), si articola in nove sezioni dove sono esposte alcune opere significative del poeta ma anche del traduttore, del critico d'arte, del critico teatrale e perfino del librettista di opere musicali. A corredo dell'importante patrimonio artistico vi sono numerose fotografie, autografi ed illustrazioni. Si trova all'interno dei locali della Galleria provinciale d'arte moderna e contemporanea di via XXIV maggio.

Galleria provinciale d'arte moderna e contemporanea

Aperta nel 1998, si trova presso la sede della Provincia Regionale di Messina (con ingresso da via XXIV maggio) la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea nella quale sono esposte opere di noti artisti come Renato Guttuso, Giuseppe Migneco, Felice Casorati, Lucio Fontana, Giò Pomodoro, Max Liebermann, Franco Angeli, Agostino Bonalumi, Mimmo Rotella, Corrado Cagli, Giuseppe Santomaso, Toti Scialoja, Howard Hodkin, Mario Mafai, Alighiero Boetti, Felice Canonico, Giuseppe Mazzullo, Carlo Morganti, Giuseppe Santomaso, Jonathan Togo, Mario Calandri, Victor Pasmore, Concetto Pozzati, Corrado Cagli.

Mostra dei tesori della Cappella Palatina in San Giovanni di Malta

Allestito nei locali della chiesa di San Giovanni di Malta, nella via omonima, storica sede dell'ordine dei Cavalieri di Malta, custodisce numerosi esempi di arte sacra negli ambiti soprattutto dell'argenteria e dell'oreficeria (campi in cui Messina fu tra le principali città d'Italia in passato) e dei paramenti liturgici in seta, riccamente ricamati. All'interno vi sono le tombe di San Placido, San Martino e Francesco Maurolico, con relativi affreschi, e il crocifisso che parlò a Sant'Annibale Di Francia.

Tesoro del Duomo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Messina.

Il Tesoro del Duomo di Messina, custodito ed esposto nel corpo aggiunto sulla fiancata Sud del tempio, è una ricchissima raccolta di preziosi oggetti di culto appartenuti alla Cattedrale sin dal Medioevo, in massima parte argenteria opera della rinomata scuola orafa messinese. Il pezzo più prezioso del Tesoro è la cosiddetta "Manta d'oro", preziosissimo rivestimento del quadro della Madonna della Lettera nelle grandi feste, tutta d'oro finemente cesellato con motivi floreali e geometrici; è opera dell'orafo fiorentino Innocenzo Mangani, che la eseguì nel 1668. Il Tesoro custodisce inoltre una ricchissima collezione di paramenti e oggetti sacri; anche qui spiccano i lavori di orafi ed argentieri messinesi.

Museo "Sant'Annibale Maria Di Francia"

Realizzato nei pressi del Santuario-Basilica di S. Antonio di Padova, nell'annesso Istituto dei Padri Rogazionisti, è stato realizzato su progetto dell'architetto Livio Lucà Trombetta e inaugurato nel 2000 da mons. Ignazio Cannavò, Arcivescovo emerito di Messina. Il museo riproduce, in scala 1/2, il quartiere "Avignone", il più malfamato della Messina preterremoto, luogo d'azione del messinese Sant'Annibale Maria Di Francia, canonizzato nel 2004. Il Museo custodisce anche oggetti provenienti dal quartiere, tutti i ricordi e le vesti del Santo. Si trova all'incrocio tra la via Santa Cecilia e la via Cesare Battisti.

Acquario comunale

Sito sul lato settentrionale della centrale "villa Mazzini", fu costruito verso la fine degli anni cinquanta dall'Istituto talassografico del CNR di Messina. L'acquario, successivamente passato alla proprietà comunale, oggi ospita in 22 vasche mediterranee ed 8 acquari che riproducono ambienti acquatici del mondo circa 100 specie ittiche. Vi è annesso un museo della fauna marina. Nasce da un'idea, del 1868, del naturalista tedesco Anton Dohrn per osservare e studiare la fauna dello Stretto. L'acquario di Messina, unica struttura di tal genere in Sicilia, fa parte, insieme a Milano, Napoli, Livorno e Trieste, del ristretto gruppo di Acquari storici d'Italia. Al suo interno vi sono presenti specie endemiche dello Stretto di Messina, uniche al mondo.

Museo zoologico "Cambria"

Il museo zoologico "Cambria", di pertinenza del Dipartimento di Biologia animale ed ecologia marina della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Ateneo messinese, è sito nei locali del dipartimento nel polo universitario di contrada Sperone, nella zona Nord della città. Di notevole interesse naturalistico, conserva ricche collezioni di vertebrati, insetti e molluschi, con particolare riferimento alla fauna dello Stretto di Messina.

Osservatorio sismologico

Dati di osservazione sismologia e rilevazione meteorologica, consultazione biblioteca. Si trova in via Osservatorio.

Orto botanico "Pietro Castelli"

Fondato nel 1638, è uno dei tre orti botanici siciliani. Si trova all'incrocio tra la circonvallazione e la via Pietro Castelli.

Museo storico della fortificazione permanente dello Stretto di Messina

Il Museo storico della fortificazione permanente dello Stretto di Messina, fondato nel 2003 con il patrocinio del Comune di Messina e dell'UNESCO, è ospitato nei locali del Forte Cavalli uno dei tanti costruiti su entrambe le sponde dello Stretto intorno al 1890 per difendere il braccio di mare da una paventata invasione francese. Il percorso espositivo, partendo dagli studi balistici del generale Giovanni Cavalli, inventore della rigatura dei cannoni, racconta la storia della difesa dello Stretto dal periodo post-unitario alla seconda Guerra Mondiale mediante tavole iconografiche ed oggetti appartenenti alla struttura. Il forte custodisce anche il più grande cannone italiano della Seconda guerra mondiale (16 tonnellate per 10 metri di lunghezza), donato dal Ministero della Difesa e dichiarato Monumento ai Caduti di tutte le Guerre.

Mostra di Pupi

Sono esposti centinaia di Pupi e manoscritti di fine '800 inizio Novecento, teste e tele di Vasta e Marino, una serie di attrezzi atti alla costruzione dei "pupi", scenografie, foto degli spettacoli. Teatro "Rosario Gargano" c/o Istituto "Angelo Pajno" di Messina, a Gravitelli.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Antenna dello Stretto
  • Radio Messina Uno Special
  • Radio Street Messina
  • Radio Messina International
  • Radio Messina Quartiere
  • Radio Messina Sud
  • Radio Zenith Messina

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Quotidiani

Riviste

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco dei film girati nella Provincia di Messina.
Anna Magnani in una scena del film Vulcano di William Dieterle (1950)

Messina, città del mito e tragico scenario del terremoto del 1908 che rase al suolo la città, è una delle più «gettonate» città del cinema siciliane.

I primissimi filmati girati a Messina risalgono alla fine dell'Ottocento e sono stati girati da un operatore della casa Lumière:

  • L'uscita dell'ultima messa dalla Chiesa dell'Annunziata del 6 novembre (1898);
  • Lo sbarco dei passeggeri dal Ferry-Boat (1898);
  • il Convegno dei ciclisti messinesi allo Chalet (1898)

Il terribile cataclisma del 1908 colpì la fantasia di scrittori e registi:

  • Dalla pietà all'amore (Luca Comerio, 1909)
  • Amore e Morte, (Luca Comerio, 1909)
  • L'Orfanella di Messina (Arturo Ambrosio, 1909)

Dopo il terremoto, vengono girati a Messina alcuni film a soggetto e storici:

Numerosi anche i film del regista messinese Francesco Calogero:

  • La gentilezza del tocco (1987)
  • Visioni Private (1989)
  • Nessuno (1992)
  • Cinque giorni di Tempesta (1998), vincitore del festival di Annecy, rassegna francese dedicata al cinema italiano.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Internet[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Molti scrittori hanno ambientato le loro opere letterarie a Messina, tra questi:

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina messinese.
Pidoni

Le specialità della cucina messinese sono i piatti a base di pesce e frutti di mare: pesce spada, pesce stocco, cozze, costardelle, neonata e tonno. A base di carne, le braciole (taglio unico e diverso dal resto d'Italia) e il falsomagro. Dolci tipici messinesi sono: la pignolata glassata, il bianco e nero, i cannoli di ricotta con la variante al cioccolato, la cassata siciliana. Tipici anche la focaccia messinese (scarola riccia, acciughe dissalate pepe nero e formaggio tuma), il pane alla disgraziata[27][28] i rustici (arancini, i pidoni, mozzarelle in carrozza e sfoglie) e la granita, dai gusti vari (fragola, limone, mandorla, gelsi, cioccolato, pistacchio e, molto apprezzata, la granita al caffè con panna) accompagnata dalla famosa brioche, molto diversa dalle brioches settentrionali sia nella forma che nel sapore. I piatti della tradizione legati alle varie ricorrenze liturgiche sono: i pidoni (una specie di calzoni ripieni di scarola bianca riccia, acciughe sotto sale e scamorza venivano preparati il giorno dell'annunciazione il 25 marzo, ma anche in molte altre occasioni per esempio il giorno di san Giuseppe, il lunedì di Pasqua, il giorno dell'immacolata, la vigilia di natale, il giorno di santo Stefano). U ciusceddu (piatto a base di carne bovina tritata, ossi di vitello, ricotta fresca, uova, pangrattato formaggio maiorchino, pomodori, cipolla sedano e prezzemolo), era d'uso prepararlo il giorno di Pasqua e la pasta 'ncacciata (gli ingredienti per la preparazione sono: carne bovina, un pollo novello, fegatini, carne magra bovina tritata, uova, salame sant'Angelo di Brolo, scamorza, formaggio pecorino stagionato, pangrattato, melanzane, salsa di pomodoro, cipolla, pasta del tipo corta liscia, prezzemolo, basilico, strutto, sale e pepe nero macinato). Questo piatto tipico era consuetudine preparalo il 15 agosto festa dell'Assunta una festa molto sentita nella città di Messina dove viene portata in processione la Vara, una maestosa macchina votiva di forma piramidale, alta circa 14 metri e dal peso di circa 8 tonnellate.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Evento religioso molto sentito dalla popolazione autoctona: processione della Vara il giorno dell'assunzione di Maria al cielo (15 agosto)

Fiera Internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fiera Internazionale di Messina.
Insegna della Fiera Internazionale di Messina

Presso il quartiere fieristico si è svolta fino al 2012 la grande campionaria internazionale (ogni anno, dal 1 al 15 agosto) e numerose altre manifestazioni fieristiche di settore nel corso dell'anno.

La Fiera di Messina è la più antica del mondo[29]: fu fondata il 2 aprile 1296 da Federico II d'Aragona il quale consentì che i messinesi, per quindici giorni l'anno, aprissero una fiera sgravata dagli obblighi tributari.

Con l'ultima campionaria nel 2012 si è conclusa la fiera che a più ripresa ha avuto più di settecento anni di vita. Il quartiere fieristico dal 2013 è di competenza amministrativa dell'Autorità Portuale che sta provvedendo a compiere dei lavori di messa in sicurezza aprendo di contempo le porte per fare usufruire per tutto l'anno l'intera area.

Altre manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Per tutta l'estate, il cartellone Messinestate raccoglie centinaia di eventi culturali, musicali, teatrali su tutto il territorio cittadino, suddivisi in decine di rassegne tematiche. Al suo interno, Messinafest comprende i principali eventi di richiamo nazionale ed internazionale, in particolare concerti (che si svolgono solitamente presso lo Stadio San Filippo o a Piazza del Duomo). Messinafest raccoglie l'eredità del famoso Mezzagosto messinese, storica rassegna di spettacoli e manifestazioni di vario genere che ravvivano l'Agosto peloritano in prossimità delle grandi celebrazioni religiose e profane di Ferragosto. In agosto la città ospita anche il Galà Internazionale del Folklore, organizzato dall'Associazione "I Canterini Peloritani", che accoglie in città gruppi folkloristici provenienti da ogni parte del mondo con le loro esibizioni.

Persone legate a Messina[modifica | modifica wikitesto]

"Ritratto d'uomo" di Antonello, ritenuto suo autoritratto
Salvatore Mittica
Salvatore Todaro
Pietro Gori

Poeti e scrittori[modifica | modifica wikitesto]

Filosofi ed artisti[modifica | modifica wikitesto]

Scienziati[modifica | modifica wikitesto]

Attori e registi[modifica | modifica wikitesto]

Produttori cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Politici[modifica | modifica wikitesto]

Giuristi[modifica | modifica wikitesto]

Diplomatici[modifica | modifica wikitesto]

Militari[modifica | modifica wikitesto]

Santi[modifica | modifica wikitesto]

Religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Modelle[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del territorio comunale suddiviso nelle sei circoscrizioni
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Circoscrizioni di Messina.

Il territorio del comune di Messina è suddiviso in sei circoscrizioni[33].

Fino al 2005, anno in cui sono state accorpate dal commissario prefetto Bruno Sbordone, le circoscrizioni erano 14.

Area metropolitana di Messina[modifica | modifica wikitesto]

L'Area metropolitana di Messina, ad oggi ancora inattuata, è stata istituita nel 1986 dalla Regione Siciliana e delimitata con un decreto del 1995. Essa includerebbe 51 comuni su una superficie di 1.135 km² e sarebbe caratterizzata da una ininterrotta conurbazione costiera nastriforme di 150 km compresa tra Furnari sul Tirreno e il fiume Alcantara sullo Jonio passando per Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Lipari, Taormina e Giardini Naxos.

Questo sistema urbano conta 479.764 abitanti, 310.425 dei quali risiedono sulla costa ionica e 169.339 in quella tirrenica.[34]

Una tale futuribile struttura interregionale, sezione di una formazione a scala più vasta detta Sistema lineare della Sicilia orientale (Censis, Megacities) o Arco etneo (OCDE), risulterebbe una delle più popolose ed estese del Sud.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura e allevamento[modifica | modifica wikitesto]

Particolarmente rilevante in passato, quando annoverava pregiatissime produzioni derivate come la seta ed i derivati agrumari, ancor oggi l'agricoltura riveste un ruolo importante nell'economia messinese.

Le attività agricole e d'allevamento sono ancor oggi praticate nelle campagne dei villaggi del Comune di Messina. Tra le produzioni agricole, spiccano:

  • Ulivo, da cui si ha un ottimo olio DOP, di colore dorato, aspetto limpido e sapore dolce, mediamente fruttato;

Diffuso è anche l'allevamento di vari tipi di animali da carne rossa in particolare di ovini, di cui è tradizione in città mangiarne le carni cotte in forno a legna, ma soprattutto di bovini le cui interiora vengono arrostite sulla brace e vendute anche per strada, piatto che in dialetto messinese viene chiamato "tajuni" ed il latte, venduto fresco o utilizzato per la caseificazione, con la produzione di:

Artigianato e industria[modifica | modifica wikitesto]

Il settore secondario non è particolarmente sviluppato in città, dove è imperniato sulle industrie di medie dimensioni, in diverse sedi:

  • Zona Industriale Regionale (ZIR), nella zona Sud della città, con attività come molitura del grano, produzione di caffè, birra e generi alimentari, prefabbricati, mobili, ecc.
  • Polo per lo sviluppo artigianale di Larderìa, sempre nella zona meridionale della città. Vi trovano sede numerose attività artigianali di medie dimensioni, dalle produzioni di alta qualità (mobili, materiale prefabbricato e per l'edilizia.).

Un capitolo a parte è invece il settore della cantieristica navale, vivo e presente nella zona falcata del porto cittadino (storica sede della Rodriquez, dove fu costruito il primo aliscafo al mondo e di altri grandi cantieri).

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Il terziario è, storicamente, il "settore trainante" dell'economia cittadina. Ciò è dovuto in parte alla presenza del porto, che in passato era un'importante scalo d'esportazione per i prodotti locali (vino, seta, e, su tutto, i derivati agrumari) e ancora oggi è un'importante scalo merci (in particolare, materie prime e materie lavorate da/per le industrie di trasformazione del territorio).

Altissime sono le percentuali dei cittadini impiegati nei servizi, specie in quelli pubblici con istituzioni quali gli enti locali e l'università. Il settore commerciale è particolarmente vivo sia nelle zone del centro cittadino, specie nell'area del viale San Martino, frequentatissimo "centro commerciale naturale" della città, sia nella periferia sud lungo la Strada Statale 114, dove insiste il centro commerciale Tremestieri, con 72 negozi ed altre piccoli centri come la galleria La Via Lattea e la galleria Today.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Messina vista dal mare

Il settore turistico si è sviluppato negli ultimi anni con la presenza annuale in città dei croceristi, risollevando Messina da una grave crisi nel settore dovuta alla vicinanza dei grandi poli di attrazione di Taormina e delle Isole Eolie (che fanno della provincia la seconda più visitata del Meridione d'Italia dopo Napoli e la prima in Sicilia). Nel 2012, si è calcolato che sono stati oltre 500 000 i croceristi che sono sbarcati al porto della città. A ciò va sommato almeno lo stesso numero di presenze non legate al crocerismo.

Con le dovute distinzioni tra turisti e non turisti, le statistiche danno il settore turistico in netta crescita rispetto agli anni passati, soprattutto per quanto riguarda le presenze di turisti stranieri, attratti dalle bellezze artistiche (centro storico e monumenti, Museo Regionale con le famose opere di Antonello e Caravaggio) e da quelle naturalistiche (Capo Peloro, laghi di Ganzirri, monti Peloritani).

Particolarmente vivo il settore balneare, che registra un notevole interesse da parte di cittadini e turisti, in particolare per le coste della zona Nord, intorno a Capo Peloro (il punto più vicino alla costa calabrese, in cui sorge il famoso faro), che si affacciano sul Mar Ionio (e dunque sullo Stretto) e sul Mar Tirreno. Anche qui è necessaria una netta distinzione tra turisti ed i cittadini che risiedono fuori per motivi di lavoro e che ritornano in città per le vacanze estive, aumentando certamente i consumi, ma non potendo essere definiti turisti nel senso tecnico della parola.

La "riscoperta" turistica di Messina apre la via ad un possibile ma mai attuato sviluppo nel campo, soprattutto in considerazione della gamma di paesaggi che la stessa sola città può offrire: dal mare della zona portuale a quello di Capo Peloro, alla città con i suoi storici monumenti, dalle riviere alle colline, costellate dai numerosi villaggi del Comune, fino alle vette dei monti Peloritani, che giungono proprio sopra la città ai 1127 m d'altezza di Antennammare o Dinnammare, sede di un santuario mariano dal quale è possibile ammirare la sottostante città di Messina e la costa calabra dal giro meridionale sino a Capo Vaticano (distanti 75 km in linea d'aria) sul lato jonico e da Capo Peloro a Capo Calavà di Gioiosa Marea (distanti 65 km in linea d'aria) sul lato tirrenico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

l'Autostrada A18

La tangenziale autostradale di Messina è parte della A20 Messina-Palermo che attraversa il territorio urbano da sud alla zona centro-nord. Ci sono 5 svincoli: Messina Tremestieri, Messina San Filippo, Messina Gazzi, Messina Centro, Messina Boccetta. Un sesto, quello di Giostra-Annunziata, è in costruzione dal 1997 ed è entrato in funzione il 15 maggio 2013 (solamente l'accesso in tangenziale nelle due direzioni). La città è servita anche dalla A18 Messina-Catania.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Le stazioni ferroviarie principali sono quelle di Messina Centrale (seconda in Sicilia per traffico passeggeri) e Messina Marittima (per i collegamenti con la linea ferroviaria del continente); è inoltre presente la stazione di Messina Scalo, dedicata al traffico merci.

Lungo la tratta della ferrovia Messina-Catania è svolto un servizio ferroviario suburbano con corse che servono le stazioni i centri di Santa Cecilia, Gazzi, Contesse, Tremestieri, Mili Marina, Galati Marina, Ponte Santo Stefano, Ponte Schiavo, Briga Marina e Giampilieri.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porto di Messina.
Ingresso del porto
Veduta del porto di Messina con la caratteristica falce e di parte della città

Messina, sede di Autorità portuale, possiede il più grande porto naturale attrezzato della Sicilia, utilizzato sia come porto commerciale che militare (nel porto ha sede uno storico arsenale militare). Messina è collegata al continente con servizi di traghetti e aliscafi sia per Villa San Giovanni che per Reggio Calabria. I collegamenti con Villa San Giovanni permettono il trasporto dei convogli ferroviari. A Messina fanno capo servizi Ro-Ro denominati commercialmente "autostrada del mare".

Il porto di Messina è il nono in Italia (dopo Civitavecchia, Venezia, Napoli, Livorno, Savona, Genova, Bari e Palermo) per attività crocieristica, con traffico crescente. Dai 112.675 passeggeri del 2001 si è passati ai 253.519 del 2006, ai 500.636 del 2011.[35]

Dal 2006 la città si è dotata di un secondo porto, costituito da due invasature per le navi traghetto che trasportano camion verso la Calabria. Il nuovo porto sorge nella periferia meridionale, nel sobborgo di Tremestieri, ed è agevolmente raggiungibile grazie al collegamento con lo svincolo Messina Sud - Tremestieri della tangenziale di Messina. Il nuovo porto mira ad assorbire la gran parte del traffico gommato pesante in attraversamento liberandone il centro cittadino. In progetto è anche il trasferimento nel nuovo approdo, opportunamente ampliato, delle Autostrade del Mare. Tuttavia, nonostante le ipotesi fatte finora, il problema dell'attraversamento urbano risulta ancora critico.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La città dispone di una rete di autoservizi urbani gestiti dalla società ATM. La città dal 3 aprile 2003 è servita per circa 7,7 chilometri dello sviluppo longitudinale del centro urbano da una linea tranviaria. Il servizio tram è integrato dal parcheggio a raso Annunziata al capolinea nord e dal parcheggio a raso Gazzi Zir al capolinea sud.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tranvia di Messina.

Dal 1917 al 1951 era presente una rete di tranvie urbane realizzata a partire dall'elettrificazione delle due linee tranviarie a vapore Messina-Giampilieri e Messina-Barcellona.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Messina e Elezioni comunali a Messina.

Il 24 giugno 2013 è eletto sindaco al turno di ballottaggio Renato Accorinti, sostenuto dalla lista civica Cambiamo Messina dal Basso, influenzata da movimenti politici quali il Movimento Nonviolento, la Rete Lilliput e la Rete No Ponte.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Messina fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.5 (Montagna litoranea di Messina)[37].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Sport di squadra[modifica | modifica wikitesto]

La Curva Sud dello stadio San Filippo di Messina
  • Nell'Hockey in-line la Fontenoce Kings Messina milita nella serie B e disputa le gare casalinghe presso il PalaTenda CEP
  • Nell'hockey su pista il CUS Messina milita nella serie B e disputa le gare presso il polo sportivo dell'Annunziata.
  • Nella pallacanestro la città dello Stretto ha avuto con la Pallacanestro Messina una breve apparizione nella serie A, nella stagione 2003/2004. Il campionato si è però concluso con una retrocessione e la società è stata costretta a chiudere per fallimento. Oggi l'Amatori Messina milita nel campionato nazionale di serie C. In campo femminile, la Rescifina ha militato per diversi anni in serie A1, arrivando sino alle semifinali scudetto. Oggi milita in serie B1. E infine, la Lions Basket Messina squadra femminile, milita in Serie C.
  • Nella pallamano Messina è rappresentata nei campionati nazionali femminili dall'Handball Club Messana, che milita con la prima squadra in serie A2.
  • Nella pallavolo la Pallavolo Messina è tornata in B1 dopo 23 anni di assenza. In B2 femminile milita il Pgs Savio
  • Nella pallanuoto la Waterpolo Fontalba Messina, dopo la promozione avvenuta il 13 giugno 2010, milita nel campionato di A1 Femminile. La sezione maschile è invece rappresentata dal Cus Messina che milita in serie B. Ossidiana Messina e Leones Messina disputano invece il campionato di serie C.
  • Nel rugby il Clan Messina Rugby ha disputato diversi campionati di B, sfiorando più volte la A2. Oggi esercita solo attività giovanili, mentre l'Amatori Messina Rugby disputa il campionato di serie B. Il campo di gioco è situato a Sperone, nella zona nord della città.
  • Nel tennistavolo maschile il Body Center Messina si è laureato campione d'Italia nel 1999. Nella stagione 2007/2008 il Club 99 è retrocesso in A2, ma è ritornato in A1 nella stagione successiva. Il CUS Messina mantiene una squadra maschile e una femminile, entrambe militano in serie A2.
    • Nel calcio a 5, lo Sporting Peloro Messina ha perso i play off per la promozione in A2 nella stagione 2010-2011, oggi milita in serie C2. La Sicania disputa i play off per la promozione in serie C1. In campo femminile, l'Associazione Parrocchia Ganzirri è promossa in serie A al termine della stagione 2010/2011 ma retrocede in serie C perdendo i play out;ripescata in A ottiene la salvezza sul campo nella stagione 2012/2013 ma per vicissitudini societarie oggi riparte dalla serie C regionale.

Maratona[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni si è sviluppato un interesse crescente per le maratone al punto che ora sono presenti due importanti appuntamenti in città. La Maratona vera e propria che si disputa nella seconda metà di aprile, l'edizione 2012 ha visto partenti circa 1000 atleti, che si disputa lungo il percorso della riviera nord; ela maratonina di mezzagosto che si disputa in notturna nel circuito ricavato nelle strade del centro

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Messina è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Motori[modifica | modifica wikitesto]

L'ACI Messina organizzava annualmente il Rally Internazionale di Messina, valido per il campionato nazionale. La corsa automobilistica si snodava su percorsi interamente asfaltati, per un totale di oltre 500 km, su strade della città e della provincia. Altre gare automobilistiche che si sono svolte nell'ambito comunale sono state lo slalom Kalonerò nella strada che sale al villaggio di San Placido Calonerò, e lo slalom dei Colli Sarrizzo che ricalca la storica Coppa Sarrizzo. L'unica gara di auto rimasta è la "Ronde dei Peloritani" che si svolge, verso la fine dell'anno, su un'unica "prova speciale", ripetuta più volte, ricavata lungo le strade dei Colli Peloritani appunto, ma non richiama più gli spettatori dei mitici rally organizzati negli anni 80 e 90.

Vela[modifica | modifica wikitesto]

A Messina vengono svolte diverse regate veliche più o meno importanti tra cui sono stati organizzati per esempio nel 1982 i campionati mondiali di windsurf. Nel corso degli ultimi anni si organizzano regate di classe e manifestazioni come lo è stata "Vento dello stretto" del tipo Barcolana triestina che raduna diversi tipo di imbarcazioni a vela. Esiste un discreto movimento tra i circoli nautici messinesi che ha prodotto diversi campioni italiani nelle classi Optmist e Sunfish. I circoli nautici messinesi, tra cui il Circolo Tennis e Vela Messina, Lega Navale Messina, Circolo Nautico Paradiso, Motonautica Peloritana, e Circolo Vela Mare 83 di Briga Marina, assicurano durante tutto l'anno delle basi d'appoggio per poter praticare lo sport della vela

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio San Filippo, polo sportivo San Filippo, inaugurato nel 2004, capienza 40.200 posti
  • Stadio comunale "Giovanni Celeste", 12.000 posti
  • PalaRescifina (già PalaSanFilippo), polo sportivo San Filippo, inaugurato nel 2000, capienza 5500 posti
  • PalaTracuzzi, Roccaguelfonia (circonvallazione), inaugurato nel 1983, capienza 3000 posti
  • Palestra "Juvara", via Placida. Inaugurata nel 1976, capienza 350 posti
  • Centro Sportivo Universitario "Primo Nebiolo" (CUS Messina), c.da Conca d'Oro - Annunziata alta (il più grande del Meridione d'Italia):
    • PalaNebiolo, inaugurato nel 2001, capienza 1000 posti
    • piscina scoperta
    • stadio di baseball
    • campi polivalenti scoperti in erba sintetica
  • Piscina comunale, pista d'atletica e campo in erba CONI "Cappuccini", via Trapani
  • Palestra comunale di Ritiro
  • Pista d'atletica e campo ex GIL "Salvatore Santamaria"
  • Piscina comunale "Graziella Campagna", viale S. Martino
  • PalaMili, Mili San Marco inaugurato nel 2005
  • Palazzetto di Gravitelli, ultimato nel 2006
  • Palestra "Evemero", Ganzirri, 500 posti, inaugurata nel 2005

Personalità sportive legate a Messina[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nell'agosto 2011 il consiglio comunale di Messina ha deliberato di concedere la cittadinanza onoraria post-mortem a William Shakespeare, i cui natali, secondo alcune ipotesi, sarebbero avvenuti proprio a Messina[38].
  • Secondo una tradizione locale, riportata in un antico manoscritto della città dal titolo Τον πράξις βασιλέυων (leggi: ton praxis basileuon), Messina fu dall'imperatore Arcadio, nel 407 d.C., insignita del titolo di principale città del'Impero Romano d'Oriente, in pari grado con la città di Costantinopoli e le fu concesso di assumere come proprio stemma civico lo storico vessillo dell'Impero: l'attuale croce d'oro in campo rosso.
  • Messina è una delle poche città al mondo (insieme a Lione in Francia e Santiago di Compostela in Spagna) ad avere un proprio "Anno Santo" speciale. Viene celebrato nel villaggio di Zafferìa ogni qual volta nel corso di un secolo il Sabato Santo coincide con l'Annunciazione (25 marzo)
  • Nel XVII secolo, con una popolazione di oltre 120.000 abitanti, Messina fu tra le dieci più grandi città d'Europa.
  • Dal porto di Messina sono partite due importantissime spedizioni militari: per la terza crociata (1189-1192) e per la battaglia di Lepanto (1571) guidata da Don Giovanni D'Austria.
  • Un asteroide, scoperto nel 1936, porta il nome di Messina.
  • Un'epoca del Neogene, frazione del Miocene superiore, periodo noto come quello in cui il Mediterraneo aumentò la sua salinità in seguito alla chiusura dello Stretto di Gibilterra, prende il nome di Messiniano dal ritrovamento a Messina delle sue rocce caratteristiche, le evaporiti.
  • La città è famosa per:
    • Il faro ancora integro più antico d'Italia nella Cittadella Della Madonna
    • L'orologio astronomico di Messina, il più grande del mondo, nel campanile della Basilica Cattedrale;
    • il secondo organo più grande d'Italia, anch'esso nel Duomo;
    • la seconda più grande campana d'Italia, presso il Sacrario di Cristo Re dopo San Pietro in Roma.
    • le sue due chiese Cattedrali, il cosiddetto "Duomo" per l'Arcidiocesi e la Concattedrale del SS.mo Salvatore per l'Archimandritato;
    • il primo porto italiano per trasporto di passeggeri, con un traffico annuo di oltre 10 milioni di passeggeri, nonché tra i primi d'Italia per estensione;
    • la sua estensione sulla costa (58 km dalla costa di Giampilieri a sud a quella di Orto Liuzzo a nord), che ne fa la città d'Italia più "lunga" e più "marittima";
    • l'Università degli Studi, nata nel 1548 come primissimo Collegio al mondo della Compagnia di Gesù su impulso dello stesso Ignazio di Loyola e frequentata da decine di migliaia di studenti provenienti soprattutto dalla Sicilia e dalla Calabria;
    • la Fiera Internazionale di Messina, la più antica nel mondo, istituita nel XIII secolo da Federico II di Svevia;
    • le sue numerose frazioni, circa cinquanta;
    • il Teatro Vittorio Emanuele II, il primo moderno in Sicilia, il cui vero nome è Santa Elisabetta, cancellato dopo l'unità d'Italia: fu infatti costruito non dai Savoia ma dai Borbone tra il 1842 e 1852
    • la Biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia, tra le più grandi d'Italia con circa 1.000.000 di libri;
    • aver ospitato, dal 1º al 3 giugno 1955, la cosiddetta "Conferenza di Messina", alla base del trattato di Roma e della moderna Unione Europea;
    • possedere, più di ogni altra città in Europa, apparati festivi come la grandiosa "Vara" dell'Assunta (alta 13,50 metri e pesante numerose tonnellate), i "Giganti" ed il "Cammello" portati in processione a Mezzagosto;
    • il secondo Cimitero monumentale d'Italia per grandezza, dopo quello di Genova;
    • essere la prima tra le città del Mezzogiorno d'Italia a dotarsi di un moderno sistema di tramvia, a regime dal 2003;
    • uno tra i più nuovi stadi di calcio italiani, il "San Filippo", inaugurato nel 2004, con la capienza di 40.200 spettatori, il più grande in Sicilia;

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Delimitazione ambito territoriale della minoranza linguistica greca di Messina. URL consultato il 2 marzo 2012. (PDF)
  2. ^ Dati Istat 2011. URL consultato il 22 maggio 2014.
  3. ^ a b Dato Istat al 30-04-2014
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 392.
  6. ^ [1] fonte dati passeggeri
  7. ^ Annali Della Citta Di Messina, Capitale del Regno di Sicilia
  8. ^ Storia di Messina
  9. ^ a b c 420.xls
  10. ^ Giornata estiva tipo di Messina
  11. ^ Medie termo-pluviometriche e valori storici di Messina e di altre città siciliane
  12. ^ fonte
  13. ^ fonte
  14. ^ M. Amari, Biblioteca Arabo-Sicula, vol. 2, pag. 669
  15. ^ Motivazioni della Medaglia d'Oro sul sito della Presidenza della Repubblica
  16. ^ Motivazioni della Medaglia d'Oro sul sito della Presidenza della Repubblica
  17. ^ Motivazioni della Medaglia d'Oro sul sito della Presidenza della Repubblica
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Dato Istat al 31/12/2009
  20. ^ "Il fenomeno mafioso. Il Caso Messina". Addiopizzo presenta il libro di Marcello La Rosa - ANTIMAFIA
  21. ^ Finalmente una sede per “Addiopizzo Messina” - MessinaWebTv - La tua WebTv
  22. ^ [2]
  23. ^ [3]
  24. ^ |- Università degli Studi di Messina -|
  25. ^ SBA Messina
  26. ^ Museo Cultura e Musica Popolare dei Peloritani
  27. ^ Prodotti Agroalimentari tradizionali Italiani e di Sicilia
  28. ^ Pagnotta alla disgraziata - prodottitipici.com
  29. ^ fieramessina.it - fieramessina Resources and Information. This website is for sale!
  30. ^ [4] fonte su C. Falconieri
  31. ^ Brigata Pescara
  32. ^ Biography of Major-General Alfredo Agnesi (1896 – ), Italy
  33. ^ Circoscrizioni di Messina. URL consultato il 06-12-12.
  34. ^ *L'area metropolitana di Messina
  35. ^ "Il traffico crocieristico in Italia nel 2011" a cura dell'"Osservatorio Nazionale del Turiscmo"
  36. ^ 2014 Gemellaggio Messina-Assisi
  37. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 21 maggio 2014.
  38. ^ Delibera di consiglio. URL consultato il 18 maggio 2012.

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