Riposto

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Riposto
comune
Riposto – Stemma
Riposto – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Sindaco Enzo Caragliano dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 37°44′00″N 15°12′00″E / 37.733333°N 15.2°E37.733333; 15.2 (Riposto)Coordinate: 37°44′00″N 15°12′00″E / 37.733333°N 15.2°E37.733333; 15.2 (Riposto)
Altitudine 7 m s.l.m.
Superficie 12,88 km²
Abitanti 14 932[1] (30-04-2011)
Densità 1 159,32 ab./km²
Frazioni Altarello, Archi, Carruba, Quartirello, Torre Archirafi
Comuni confinanti Acireale, Giarre, Mascali
Altre informazioni
Cod. postale 95018
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087039
Cod. catastale H325
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti ripostesi
Patrono san Pietro
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Riposto
Posizione del comune di Riposto nella provincia di Catania
Posizione del comune di Riposto nella provincia di Catania
Sito istituzionale

Riposto (Ripostu in siciliano) è un comune italiano di 14.932 abitanti della provincia di Catania in Sicilia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Riposto sorge sul mar Ionio, sulla costa che va da Catania a Messina, e rappresenta uno dei più storici e caratteristici paesi marinari dell'area jonico-etnea. È praticamente congiunta alla cittadina di Giarre, con cui condivide anche la stazione ferroviaria. Possiede un grande e moderno porto turistico denominato "Marina di Riposto" o "Porto dell'Etna" per la sua posizione.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Contea di Mascali e Giarre-Riposto.

La storia di Riposto è strettamente connessa a quella di di Mascali, della cui Contea faceva parte come suo scalo commerciale: il suo nome deriva infatti dal siciliano u ripostu ovvero il ripostiglio o la cantina. Sino al tardo Seicento il sito, soggetto alle incursioni dei pirati e dei corsari musulmani, fu popolato solo stagionalmente per motivi commerciali e militari, e solo a fine secolo cominciarono a fabbricarsi le prime case di pescatori che diedero vita ad un insediamento stabile a macchia di leopardo lungo la costa. La zona venne presto popolata da famiglie provenienti dall'area messinese, ma soprattutto da enfiteuti acesi che stavano trasformando il territorio ancora brullo e boschivo in vigneti, frutteti e semineri. Indizio dell'esistenza di una piccola comunità stabile è la fondazione della chiesetta di S. Maria della Lettera con atto notarile del 12 gennaio 1710 da parte di don Giovanni Calì di Acireale. Nel 1750 lo storico siciliano Vito Maria Amico nelle annotazioni alle « Deche » del Fazello scriveva: "...Est non longe a Mascalis repositorium, vulgi vocabulo riposto promptuariis sedibusque ad vinum condendum accomodatis, cuius ingens fit quaestum ab incolis..." Nel secolo XVIII una potente famiglia veneziana, i Pasini, s'era stabilita ad Acireale ed in poco tempo aveva accumulato un'immensa distesa terriera a sud-ovest del “torrente Jungo”. I Pasini, illuminati amministratori, operarono nella zona una politica di popolamento e svilupparono l'insediamento sparso, attirando manodopera e favorendo la formazione di piccole fattorie. Costruirono nel 1725, a sud dello “Jungo” una loro casa di campagna a cui doveva far capo il secondo nucleo dell'antica Riposto, che prese nome “Scariceddu” (piccolo scalo) per distinguerlo da quello già esistente (il grande scalo era quello del quartiere dei «Pagliai»). Man mano che l'area collinare e sub-montana veniva trasformandosi in vigneto, Riposto divenne il luogo dove venivano depositate le ingenti quantità di vino e i prodotti agricoli raccolti nelle vicine città, che cominciarono a essere esportate in tutta Europa. Allo scopo di proteggere gli ingenti traffici ripostesi dalle scorrerie dei pirati turchi nel 1751 il viceré di Sicilia Duca de Laviefuille volle che sulla spiaggia fosse edificato una massiccia torre di difesa che portava il suo nome, forse l'ultima opera difensiva sorta in Sicilia contro la pirateria, che nel 1923 sarà distrutta per disposizione dell'Amministrazione comunale. Nel 1763, coll'approvazione dell' arcivescovo di Messina, la chiesa della madonna della Lettera fu eretta in chiesa sacramentale coll'elezione del cappellano (Notar don Pietropaolo Fichera d'Aci, nel giorno 7 febraro 11 Ind. 1763). Il borgo comincia ad avere una sua qualificata rappresentanza e ottiene nel 1765 da Mascali un avvicendamento di "officiali" per l'amministrazione ordinaria. Nel dicembre del 1784, in vista di trovare alleato il piccolo quartiere di Riposto nella lotta per l'autonomia da Mascali, Giarre ottiene l'apertura della strada che dalla piazza Duomo scende in linea retta verso il mare: "Fuit in mense dicembris anni 1784 noviter aperta pro beneficio et commodo pubblici huius civitatis Mascalarum quaedam lata et spatiosa via, quae ex quarterio, vulgo nominato delle Giarre directa linea percursum milliarij unius, circiter, ducit ad maritium litus alterius quarterii, vulgo ditto del Riposto" (A.S. Contea, n. 3849). Si costruì un ponte per oltrepassare il letto del torrente "Rio Canalai", che intersecava la strada. La chiesa di S. Pietro, iniziata nel 1808, aperta al culto nel 1818, completata nel 1865, venne eretta a parrocchia nel 1869. sorse con l'antistante "piano di San Pietro" in un luogo intermedio ai primi due nuclei abitati. La chiesa, di stile neoclassico fu ultimata, in parte nel 1818. Dopo l'abolizione del feudalesimo e la Costituzione del 1812, gli abitanti di Giarre, appoggiandosi anche alle aspirazioni espresse da Riposto, chiesero di potersi staccare da Mascali, e il 15 maggio Lord William Bentinck in assenza del re firmerà, il decreto di separazione di Giarre-Riposto da Mascali. Ma Riposto aveva desiderato subito l'autonomia anche da Giarre, che ottenne dopo decenni di continue polemiche il 27 aprile,1841. Nel frattempo la cittadina era diventata "la più commerciale e doviziosa terra di Sicilia", come scrisse L. Vigo nel 1836. Nel 1820, grazie ad un decreto reale di Ferdinando I di Borbone venne costruita proprio a Riposto una delle primissime scuole pubbliche in Sicilia, la seconda scuola nautica dopo quella di Camogli, poi intitolata all'ammiraglio siciliano Luigi Rizzo, l'attuale "Istituto Tecnico Nautico Luigi Rizzo" e nel 1906 venne iniziata la realizzazione del porto. Alla fine del secolo XIX si verificò il boom economico di Riposto. A Riposto vi erano le sedi consolari di Svezia, Romania, Norvegia, Uruguay, Francia, Brasile, Grecia, Gran Bretagna. Nel 1885, vi si pubblicava la rivista settimanale "La Sicilia Vinicola". L'espansione coloniale verso la Libia, avvenuta sotto il governo da Giolitti nel 1911-12 prima, e la prima guerra mondiale dopo, impoverirono Riposto in conseguenza della chiusura dei suoi mercati di esportazione-importazione, che costituivano sino al 1919 una delle principali ricchezze del paese. Oltre a ciò l'arruolamento e la morte durante il conflitto bellico di molti dei suoi marinai contribuirono al declino commerciale e sociale.

La grande conurbazione che costituiscono oggi i centri di Giarre e Riposto

Nel 1939 Riposto fu riunita nuovamente al comune di Giarre con il nome di Giarre-Riposto[2]; dalla fusione appunto dei due centri vicini il nuovo comune prese nel 1942 la denominazione di Jonia. Numerose polemiche conseguirono all'accentramento dei servizi pubblici a Giarre, soprattutto in considerazione delle differenti origini e vocazioni delle popolazioni dei due comuni (marinara e commerciale la ripostese, contadina la giarrese) e della differente estrazione sociale. Pertanto nel 1945 i due comuni, specie per le pressioni dalla parte ripostese furono nuovamente separati, riprendendo le rispettive denominazioni.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il duomo di Riposto, dedicato a San Pietro

Basilica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica di San Pietro (Riposto).

La Chiesa Madre di Riposto, magnifico ed imponente edificio, a tre navate e a croce latina in stile neoclassico, risale al periodo tra la fine del XVIII ed il XIX secolo ed è dedicata al santo protettore dei marinai San Pietro. Nel progetto originario era prevista la collocazione di nove statue marmoree e un campanile,quest'ultimo non realizzato. Il 9 aprile 2010 sono state collocate sul frontespizio cinque statue in pietra di Comiso raffiguranti S. Giovanni Evangelista, S. Pietro, S. Paolo, S. Andrea e Gesù Redentore. La Chiesa Madre ripostese presenta all'interno una lavorazione elaborata, particolarmente di pregio è l'altare maggiore con gli scranni in legno di metà Ottocento, i pilastri con capitelli corinzi, l'altare dell'Addolorata in marmo e legno. Al suo interno, nelle cappelle laterali, sono esposte numerose tele di illustri pittori siciliani del Settecento e dell'Ottocento. La facciata, in pietra bianca di Comiso, è ispirata alla Basilica di San Giovanni in Laterano, e all'interno sono custoditi un organo a canne francese di fine Ottocento e un pulpito di scuola siciliana.

Chiesa della Lettera

Chiesa della Madonna della Lettera[modifica | modifica sorgente]

L'odierna Chiesa della Madonna della Lettera è stata la prima chiesa di Riposto; tuttavia l'odierna struttura è solo la quarta ricostruzione. La prima fu costruita durante la dominazione arabo-normanna, la seconda durante spagnola, la terza nel Settecento e l'ultima nel 1868.

Al suo interno sono custoditi un dipinto di Giuseppe Zacco raffigurante la Madonna della Lettera che sostituisce un'icona bizantina ormai perduta, un organo settecentesco ed una cripta con l'ossario dove si trovano un pozzo d'acqua marina ed i colatoi utilizzati per il trattamento delle salme, dove ancora oggi, durante l'alta e la bassa marea, l'acqua si alza e si abbassa.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Lungomare

Altre attrattive sono:

  • Il Porto detto anche Porto dell'Etna.
  • Il lungomare.
  • Il Palazzo Comunale, risalente agli anni venti.
  • La Villa Edoardo Pantano, che fu sede dell'accampamento inglese durante l'occupazione Alleata.
  • Il Parco delle Kentie, un museo didattico botanico.
  • Scuola Nautica "Luigi Rizzo" fondata con Regio Rescritto nel 1820.
  • Chiesa della "badia", dedicata alla Madonna dell'Addolorata e l'orfanotrofio annesso (oggi Centro Servizi alla persona Maria ss. Addolorata).
  • Le pomelie " Riposto città delle Pomelie" REI 10/06/2011

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Torre Archirafi è la frazione storicamente più legata a Riposto (il borgo fa parte di questo comune dal 1841, cioè dalla secessione da Giarre). Prende nome una delle sette torri difensive della Contea di Mascali.

Altre frazioni sono Altarello (in buona parte amministrata da Giarre), Archi, Carruba (in parte amministrata da Giarre), Praiola e Quartirello.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia ripostese è basata sull'agricoltura (uva da vino, agrumi, patate novelle), sul commercio (importante è l'esportazione dei vini), sulla pesca (è presente un grosso mercato ittico) e l'artigianato. Ultimamente sta acquistando importanza anche il turismo, grazie al completamento del porto turistico e alla presenza di attrezzature ricettive e balneari.
Presenti poi alcune industrie come la dolciaria Dolfin, attiva a livello nazionale.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La stagione più viva, da un punto di vista culturale, è l'estate. Da anni nel centro rivierasco si organizzano una serie di eventi che attirano un pubblico numeroso. Da segnalare la rassegna di musica "Musiche Migranti" che si tiene sul finire dell'estate e che vede esibirsi gruppi provenienti da tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo e "l'Atelier Internazionale della Musica" che nasce a Riposto nel 1999 e da Riposto si sviluppa quale manifestazione concertistica regionale in 20 Comuni della Sicilia. In Particolare l'Atelier Internazionale della Musica ha visto a Riposto personalità del concertismo internazionale. Ricordiamo Paolo Bordoni, Marcella Crudeli, Salvatore Accardo, Giovanni Allevi, Arnoldo Foà.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Il patrono di Riposto è San Pietro, protettore dei pescatori. Tuttavia è importante anche il culto della Madonna della Lettera, patrona di Messina.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Il noto cantautore Franco Battiato ha girato nella cittadina ionica, a cui è rimasto sempre profondamente legato, parte del suo film Perduto amor con la partecipazione di Gregorio Alicata anche lui originario di Riposto.

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Ne I Malavoglia di Giovanni Verga, Riposto, col suo fiorente porto, rappresenta uno spiraglio di speranza e di dignità per la famiglia trezzota; in tal senso, l'annegamento di Bastianazzo a seguito del naufragio della propria nave, che trasportava un carico di lupini, simboleggia il fallimento del progresso umano e sociale e la vittoria del fato.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Riposto ha un forte legame con la musica. Infatti essa fu visitata nel 1882 dal compositore tedesco Richard Wagner, e inoltre è la città natale del cantautore Franco Battiato. La città dispone anche di una banda, il Gran Complesso Bandistico Filarmonica Jonica Etnea, fondata nel 1990 diretta dal maestro Leonardo Giuffrida.

Persone legate a Riposto[modifica | modifica sorgente]

Tra i ripostesi celebri ricordiamo:

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

La città è servita da un porto turistico moderno, dalle Ferrovie dello Stato e dalla Ferrovia Circumetnea. All'interno del comune, in un breve tratto del lungomare Edoardo Pantano, è presente una pista ciclabile separata che collega la piccola frazione Torre Archirafi con il porto turistico. L'Aeroporto di Catania-Fontanarossa è a circa 30 km ed è facilmente raggiungibile a mezzo dell'autostrada Messina-Catania.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Riposto fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Colline litoranee di Acireale)[4].

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2011
  2. ^ Regio Decreto 9 novembre 1939, n. 1790
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 5 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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