Mascali
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 18 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 37 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 299 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Carrabba, Fondachello, Montargano, Nunziata, Portosalvo, Puntalazzo, Sant’Anna, Sant'Antonino, Santa Venera, Tagliaborse | ||||||||
| Comuni contigui: | Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Piedimonte Etneo, Riposto, Sant'Alfio | ||||||||
| CAP: | 95016, 95010 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 095 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 087023 | ||||||||
| Codice catasto: | F004 | ||||||||
| Nome abitanti: | mascalesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Leonardo di Noblac | ||||||||
| Giorno festivo: | 6 novembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Màscali (così anche in siciliano) è un comune di 12.498 abitanti della provincia di Catania. L'attuale centro urbano, sorto negli anni '30 del '900, alcuni anni dopo la distruzione del precedente abitato, a seguito dell'eruzione lavica del 1928, è attraversato dalla Strada Statale 114 in posizione centrale rispetto a Giarre e Fiumefreddo, circa 30 km a Nord da Catania.
Indice |
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Contea di Mascali. |
[modifica] Dalle Origini al Medioevo
Il nome "Mascali" sembra derivare dal greco bizantino Μασχάλη, che significa "ascella", ma anche "ramo" e ciò può riferirsi ai burroni o ai fitti boschi che un tempo coprivano per intero il versante orientale dell'Etna. Non si conosce con precisione a quando risalga il primo abitato, certo è che papa Gregorio Magno in una sua epistola al vescovo di Taormina, nell'anno 593 d.C., riferendosi ad un antico monastero, probabilmente ubicato nei pressi dell'attuale paese di Vena, nominò Mascali scrivendo: "...Quod est super Maschalas..." (Che è sopra Mascali).
Assoggettata dagli Arabi in epoca poco posteriore al 900, fu conquistata da Ruggero I il Normanno nel 1082.
Il viaggiatore arabo Al-Edrisi nella sua massima opera geografica conosciuta come "Libro di Ruggero" la descrive come un villaggio adagiato su di un colle, lodandone la fertilità dei terreni e l'abbondanza d'acqua. Egli cita inoltre la presenza di una località costiera denominata "Qurtil Masqalah", ricadente pressappoco nel territorio delle odierne frazioni marittime di S. Anna o Fondachello.
Dapprima assegnato alla diocesi di Troina, il vasto e fertile territorio di Mascali, divenuto feudo nel XII secolo, delimitato a sud dall'attuale torrente Mangano, a nord dal torrente delle Forche, ad est e ad ovest rispettivamente dal mare e dal vulcano, passò nel 1124 in pieno periodo normanno al potere temporale della diocesi di Catania a seguito di una donazione del futuro re Ruggero II al vescovo di Catania Maurizio. La giurisdizione ecclesiastica fu invece riservata all'arcivescovo archimandrita di Messina mediante una bolla pontificia di papa Eugenio III del 1151.
Durante il XIV secolo, Mascali fu protagonista della lunga guerra angioino-aragonese soffrendo nel 1357 un lungo assedio ad opera dei Calatabianesi alleati dei francesi, con la successiva messa a ferro e fuoco della città a causa della sua fedeltà alla Corona d'Aragona.
[modifica] Età Moderna
Nel 1543, il vescovo di Catania Niccolò Maria Caracciolo ottenne da Carlo V il "mero e misto imperio", ossia la giurisdizione civile e criminale sul territorio, istituendo così ufficialmente la Contea di Mascali, di cui i suoi successori continuarono ad essere proprietari per circa due secoli, assumendo il titolo di "Comites Mascalarum" (Conti di Mascali). È chiaro però che la nuda proprietà di terreni boschivi, incolti e talora paludosi a poco sarebbe valsa alla diocesi etnea se non ad inutili dispendi economici. Fu così che l'abile vescovo Caracciolo pensò bene di convocare in assemblea il 5 ottobre 1558 nella chiesa di Santa Maria degli Angeli gli abitanti di Mascali, per offrire loro in enfiteusi (cioè dietro pagamento di un canone periodico in denaro o in natura) ma a infimi censi le terre della contea. Questa data segnò dunque l'inizio del progressivo disboscamento e popolamento del territorio che ben presto, avendo attratto gli investimenti in massima parte di acesi e messinesi oltre a parecchia manodopera contadina, dal mare alla montagna si riempì di lussureggianti vigneti e di nuovi piccoli e sparsi centri urbani dipendenti dal centro di Mascali economicamente e giuridicamente.
Per tutto il XVI secolo ed oltre, a causa della sua collocazione su un'altura che la rendeva ben visibile dal mare, Mascali rimase però spesso vittima, come la maggior parte delle città costiere, degli attacchi dei pirati turchi che infestavano il Mar Mediterraneo, tanto che restò più volte quasi del tutto disabitata. Le cronache del tempo ci indicano come nel 1524 i turchi riuscirono a depredare il paese e a rapire "circa octanta pirsuni infra homini donni e pichulilli" per rivenderli a Costantinopoli come schiavi. Durante uno di questi attacchi perse la vita lo stesso vescovo Caracciolo.
Per proteggere dunque la città dalle incursioni turche furono innalzate alcune torri di avvistamento, ben sette secondo la leggenda, disseminate su tutto il territorio della contea.
Il XVII secolo fu caratterizzato da un consistente aumento demografico, ravvisabile soprattutto nella crescita dei nuovi borghi della contea e determinato dalle donazioni enfiteutiche del vescovo conte Michelangelo Bonadies, che difese strenuamente il diritto alla gestione del territorio, contro le intromissioni da parte dei regnanti.
Nel 1693 il terremoto del Val di Noto lasciò Mascali semidistrutta; già in tale epoca si pensò di ricostruirla più a valle, ma il terreno acquitrinoso della piana sottostante scoraggiò l'insediamento. Fu però spostato a valle il tratto dell'antica via consolare valeria che fino ad allora aveva attraversato il centro abitato.
Nel XVIII secolo la Sicilia, e dunque anche il territorio di Mascali, passò in mano borbonica. Questo segnò però la fine della vecchia e gloriosa contea di Mascali, che fu ceduta dai vescovi catanesi alla casa reale nel 1757. La città di Mascali, tagliata fuori dai traffici commerciali e ormai in posizione periferica iniziò così il suo lento ma inesorabile declino.
A causa dell'eccessiva fiscalizzazione a cui i terreni erano sottoposti, sempre più insistenti si fecero inoltre le richieste di autonomia amministrativa da parte dei numerosi borghi sorti sul territorio della vecchia contea, primo fra tutti il "Quartiere delle Giarre", l'odierna Giarre, divenuto ben più grande e ricco della stessa Mascali e che ottenne la secessione nel 1815, anno in cui la contea di Mascali passava dall'amministrazione diretta della Corona a quella del Principe di Capua.
[modifica] Età Contemporanea
Data cruciale per la storia di Mascali è quella del 6 novembre del 1928, ricorrenza di San Leonardo, ancora oggi protettore di Mascali, quando la lava dell'Etna, fuoriuscita da una bocca apertasi ad appena 1150 m di quota, incanalandosi nel torrente Pietrafucile che attraversava l'abitato, seppellì Mascali per intero lasciandone integra solo una piccola porzione periferica, l'odierna frazione di Sant'Antonino.
Fu negli anni immediatamente seguenti che se ne prospettò una ricostruzione in pianura. L'allora ministro ai Lavori Pubblici Giovanni Giuriati, su disposizioni dello stesso Mussolini decise di dare inizio alla costruzione di due tre centinaia di case come primo nucleo della Nuova Mascali. A causa di interessi economici che sarebbero derivati dalle concessioni edilizie sui terreni sorsero questioni in merito all'ubicazione del nuovo centro che fu impiantato sulla Strada Statale 114, non lontano dal mare, a metà strada tra Fiumefreddo e Giarre. Secondo una leggenda popolare esso fu completato in una sola notte, per essere pronto all'arrivo di Mussolini in città.
L'aspetto del nuovo centro di Mascali è dunque caratterizzato da strade ortogonali ed imponenti edifici in stile fascista, alcuni dei quali opera dell'ingegnere siciliano Camillo Autore.
[modifica] Economia
[modifica] Turismo
Il turismo mascalese è principalmente estivo. Durante la bella stagione infatti le spiagge della frazione di Fondachello vengono invase da turisti, e nella piazza principale vengono organizzate interessanti manifestazioni. Ogni anno, il primo giorno di novembre, si svolge a Mascali la secolare fiera del bestiame.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Ferrovie
La stazione ferroviaria di Mascali è stata in parte riconvertita in caserma dei vigili urbani.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Filippo Monforte (lista civica Autonomia per Mascali) dal 30/06/2008
Centralino del comune: 095 7709111
Posta elettronica: inserire da inserire
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Frazioni
Il territorio del comune di Mascali si estende dal mare all'alta montagna, ed è dunque caratterizzato da una grande varietà di climi, paesaggi e colture. Le svariate frazioni ricadenti al suo interno risentono dunque della loro posizione geografica. Dalle frazioni di Fondachello e Sant'Anna in riva al mare si passa a Carrabba ormai congiunta al centro di Mascali a seguito dell'espansione edilizia; Sant'Antonino, ciò che resta dell'antica Mascali, Tagliaborse, Nunziata, Santa Venera e Portosalvo si trovano a quote collinari, mentre sono Puntalazzo e Montargano le località pedemontane.
[modifica] Galleria
L'antica città di Mascali sepolta dalla lava nel 1928
[modifica] Bibliografia
- Francesco Fichera, Mascali la città sepolta, Giarre, 1988.
- Sebastiano Fresta, La Contea di Mascali, Giarre, 1988
- AA. VV., La Contea di Mascali, Un lungo cammino per la riscoperta, a cura della Società Giarrese di Storia Patria e Cultura, Giarre, 1996.


