Mascalucia

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Mascalucia
comune
Mascalucia – Stemma
Etna in eruzione vista da Massannunziata
Etna in eruzione vista da Massannunziata
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Sindaco Fulvio Manno( (Commissario straordinario) dal 04/01/2013
Territorio
Coordinate 37°34′0″N 15°3′0″E / 37.56667°N 15.05°E / 37.56667; 15.05 (Mascalucia)Coordinate: 37°34′0″N 15°3′0″E / 37.56667°N 15.05°E / 37.56667; 15.05 (Mascalucia)
Altitudine 420 m s.l.m.
Superficie 16 km²
Abitanti 31 259[1] (09-01-2013)
Densità 1 953,69 ab./km²
Frazioni Massannunziata, Mompilieri
Comuni confinanti Belpasso, Catania, Gravina di Catania, Nicolosi, Pedara, San Pietro Clarenza, Tremestieri Etneo
Altre informazioni
Cod. postale 95030
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087024
Cod. catastale F005
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 271 GG[2]
Nome abitanti mascaluciesi
Patrono san Vito
Giorno festivo 15 giugno
Localizzazione
Mascalucia è posizionata in Italia
Mascalucia
Posizione del comune di Mascalucia nella provincia di Catania
Posizione del comune di Mascalucia nella provincia di Catania
Sito istituzionale

Mascalucia (Mascalucìa in siciliano) è un comune italiano di 31.259 abitanti [2] della provincia di Catania in Sicilia.

Indice

Geografia fisica [modifica]

Il comune di Mascalucia è situato sul versante meridionale dell'Etna a 550 m s.l.m..

Distante da Catania 9.5 km, per la sua posizione geografica è sede di Tribunale ed abbraccia i comuni di Tremestieri Etneo, Gravina di Catania, Sant'Agata li Battiati, San Giovanni la Punta e San Gregorio di Catania.

Mascalucia fu probabilmente fondata dai popoli denominati ombri[3], probabilmente originari della penisola italiana, ed affini agli umbri, e coi siculi che sospinsero i sicani nella parte occidentale della Sicilia. Il nucleo più antico di Mascalucia è da identificarsi con la contrada Ombra, anche se non ci sono evidenti prove storiche di ciò. Comunque alcuni ritrovamenti fanno supporre che la città esistesse già in epoca romana. Si narra infatti la leggenda che vorrebbe che nel 324 d.C. l'imperatore Costantino, tra le molte terre siciliane concesse in dono alla Santa Sede, avesse incluso anche il territorio di Mascalucia indicandolo con il nome Massalargia (dal latino, villaggio-dono); il termine Massa infatti indicava generalmente un insieme di persone. Nel corso dei secoli questi territori furono più volte confiscati all'autorità Pontificia per essere accorpati alle terre della Corona. Finalmente, nel 1645 gli antichi terreni di Mascalucia con tutti i suoi quartieri furono venduti a Giovanni Andrea Massa e successivamente a Placido Branciforte, principe di Leonforte e di Butera. In quel periodo era al trono Filippo IV di Spagna e tutto il regno viveva in condizioni di diffusa povertà. Fu lo stesso Filippo IV ad assegnare il titolo nobiliare di Duca di Mascalucia al potente proprietario. Questo portò notevoli vantaggi e privilegi, i magistrati del Municipio del nuovo ducato di Mascalucia indossavano una toga simile a quella indossata dai senatori della vicina città di Catania. Il ducato si profilava a condurre una nuova via di sviluppo commerciale che avrebbe portato un'importante crescita demografica ed economica. Tuttavia le antiche contrade di Mascalucia dovettero fare i conti prima con il vulcano Etna, che proprio nel 1669 avviò la più imponente e distruttiva eruzione della storia, annunciata dai terremoti dell'attività pre-effusiva del vulcano. Le economie agricole dei territori di Mascalucia subirono pesanti conseguenze e gli sforzi sostenuti dagli abitanti per riprendere le loro attività e le loro abitazioni furono immani. Solamente ventiquattro anni dopo, alle ore 4 dell'11 gennaio del 1693, il vulcano mise nuovamente in ginocchio l'economia ancora fragile, con il più devastante terremoto della storia del vulcano, che sconvolse l'intera Sicilia orientale. Nel 1819 re Ferdinando I innalzò Mascalucia a Capo Circondario, mentre è datata 1840 l'annessione del piccolo Comune di Massannunziata (con R.D. del 15 maggio 1839) che diventa frazione di Mascalucia dipendendo così dalla sua amministrazione.[3]


Sviluppo edilizio recente [modifica]

Negli ultimi 20 anni ha sestuplicato i suoi abitanti, passando da circa 4.000 a oltre 29.000. Il paese, come altri dell'hinterland catanese, ha assorbito, parzialmente, gli oltre 100.000 abitanti che nello stesso periodo hanno abbandonato la caotica Catania per trasferirsi nei paesi etnei circostanti. Ciò ha dato luogo ad una intensa attività costruttiva nel settore dell'edilizia che ha reso Mascalucia assai simile ad una città con palazzi ad alta densità abitativa, facendole perdere quella caratteristica di paese tranquillo. Altre costruzioni sono peraltro sorte sotto forma di villette singole espandendo così l'abitato su una superficie molto vasta. Fa parte del comune di Mascalucia la piccola frazione di Massannunziata e quella di Mompilieri.

Simboli [modifica]

Mascalucia-Stemma.png
« Partito di uno e troncato di due da tre filetti d’argento: nel primo, d’oro, alla croce diminuita, di azzurro, accantonata da quattro tortelli, dello stesso; nel secondo, inquartato in decusse, nel I e nel IV d’oro, a quattro pali di rosso, nel II e nel III di verde; nel terzo d’azzurro a due gruppi posti in palo, di tre foglie lanceolate, poste a ventaglio, di verde; nel quarto, d’azzurro, a tre bisanti d’oro, due uno; nel quinto, d’oro, a quattro sbarre d’azzurro; nel sesto, di nero, a quattro bande di oro. Ornamenti esterni del Comune »
(Descrizione araldica dello stemma[4])


Il centro storico [modifica]

Monumento ai Caduti della Grande guerra

Il centro storico di Mascalucia si snoda lungo la via Etnea e risale al XVIII secolo. Sulla strada sorgono la chiesa di San Vito (patrono della città), la chiesa Madre dedicata a Maria SS. della Consolazione e la chiesa di San Nicola da tempo sconsacrata, oggi Auditorium Comunale.

Poco prima della Chiesa di San Vito, lungo la via Etna, si trova il Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale edificato nel 1929.

Notevoli alcuni prospetti di palazzetti gentilizi quali Palazzo Rapisardi e Palazzo Cirelli. Anche nelle stradine circostanti si possono notare antichi portali costruiti con la nera pietra lavica dell'Etna. La via principale, via Etnea, insieme al corso San Vito, possiede numerosi negozi caratteristici.

Chiesa Madre
Le origini del nome

Sin dall'epoca di Diocleziano (III secolo) i toponimi latini rappresentano in Sicilia un gruppo consistente; si tratta per lo più di Massae o di Stationes, cioè aggregazioni di persone.

Intorno al 324 Mascalucia era forse chiamata Massalargia dal latino Massa (villaggio) e largia (dono), cioè data in dono dall'Imperatore Costantino alla Chiesa. San Gregorio Magno Papa, nel 590, in una sua Epistola ad Cyprianum fa menzione delle Massae esistenti nel territorio di Catania e fa inoltre riferimento al tempio di Sant'Antonio Abate. Dopo una lunga serie di vicissitudini, i Normanni nel 1088 assegnarono al Vescovo di Catania un vasto territorio che comprendeva il Monte Etna con tutte le sue campagne, i boschi e le Massae di San Giovanni Galero, Mascasia, Praci, Sampietro, Camporotondo, Rapisardo, Malpasso, Mompilieri, Nicoloso, Lapidara, Tricastagni, Via Grande, San Giovanni le Punte, San Gregorio, Santa Maria Belvedere.

Nel 1169 un terremoto arrecò danni a Mascalucia, ma la popolazione si riprese ben presto, e continuava a pagare la sua decima al Vescovo di Catania, perché aveva un terreno molto fertile che produceva ottimo vino e cereali. Nel 1308 negli Archivi Vaticani si legge "San Nicola di Mascalcia".

La dicitura di contrada della Maniscalchia è presente in due pergamene del 1349 e del 1351,dal Tabulario di San Nicolò ai Benedettini.

Mascalucia con tutti i suoi quartieri,il 22 dicembre 1645, fu venduta a Giovanni Andrea Massa, ricco Signore genovese, il quale poi la donò a Niccolò Placido Branciforte che il 4 luglio 1651, con privilegio del re Filippo IV, venne nominato Duca di Santa Lucia o Mascalucia, ovvero il paese fu insignito del titolo di Ducato. Del privilegio di Ducato ne goderono i suoi cittadini sino ai primi decenni del 1800.


Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]

Chiesa Madre, oggi Santuario della Madonna della Consolazione [modifica]

L'impostazione architettonica della chiesa è in stile normanno siculo, come molte chiese della zona pedemontana etnea. Il prospetto principale, in muratura intonacata di colore chiaro, è tripartito da due lesene centrali in pietra lavica. Nei partiti laterali, in basso, due grossi torrioni, al centro, due finestre. Il portale è protetto da due colonne lavorate in pietra lavica ed è sormontato da una finestra litica al cui interno è posta una statua della Madonna

L'interno è a pianta basilicale, a tre navate, ed è stato realizzato, nella forma attuale, agli inizi del secolo scorso ad opera del vicario, sacerdote Don Vito Longo e del successore sacerdote Don Arcangelo Longo.

Al suo interno si possono ammirare diverse opere d'arte di un certo pregio tra cui la balaustra in marmo dell'altare, il cancelletto in legno dorato della balaustra, il pulpito e l'organo lignei, un altare della Esposizione, realizzato in legno dorato, ubicato nella Cappella del Sacro Cuore, un quadro sopra tavola raffigurante la "Madonna delle Grazie", posto nella Cappella del Santissimo Sacramento, ed il fercolo, realizzato su progetto dell'architetto mascaluciese Alfio Sapienza nella seconda metà del XX secolo. Nel 1700 i Padri Benedettini, che soggiornavano nel Convento di Sant'Antuneddu dei Plachi, al confine con Mascalucia, arredarono gli interni della sacrestia, realizzarono i confessionali e il coro ligneo, tutti in stile rococò. La sacrestia conserva gli armadi monumentali in legno scolpito ed intarsiato che, appoggiati ai muri, ricoprono tutte le pareti della stanza.

Un campanile cuspidato si erge sulla torre campanaria, incastonata nella facciata principale, ed acquista rilievo plastico e spessore prospettico grazie alla scansione ritmica degli archetti che lo rifiniscono. Tre porte bronzee, una ubicata sulla facciata principale e le altre due sulle facciate laterali, fatte realizzare dal sacerdote Don Pasqualino Distefano, contribuiscono ad impreziosire l'esterno del Santuario.

Chiesa di San Vito Martire [modifica]

Chiesa San Vito

A sud del paese sorge la chiesa dedicata al martire San Vito, eletto Santo Patrono del paese nel 1767. Costruita dopo il terremoto del 1693 era originariamente ad una stanza, ma nel 1784 si diede inizio alla costruzione di un tempio a tre navate. Il terremoto del 1818 danneggiò la chiesa ed il vicario don Vito Maria Somma ne iniziò il restauro che fu completato nel 1839. Anche il terribile terremoto del 28 dicembre 1908 recò danni. L'attuale chiesa di stile romanico è tripartita da una doppia coppia di lesene con capitello ad alto basamento. Nei partiti laterali, due aperture achitravate sono sormontate da una finestra litica ovale. Il campanile è a tre archi. Sulla facciata sono state poste nel 1938, a cura della Commissione per i festeggiamenti di San Vito presieduta da Antonino Reina (a cui è stata intitolata la Caserma dei Carabinieri), le statue di San Modesto e Santa Crescenzia. Poggiati sugli spigoli esterni del timpano triangolare del portale d'ingresso, troneggiano un cane ed un leone che stanno a simboleggiare fedeltà e nobiltà contro le insidie avverse. L'intonaco esterno è di color rosa intenso. La chiesa, elevata al rango di parrocchia il 14 giugno 1944, custodisce la preziosa statua di San Vito ed il suo storico argenteo fercolo.

Chiesa della SS. Trinità [modifica]

Chiesa della SS. Trinità

Nel punto di unione tra la via Trinità e la via degli Alpini sorge la chiesa dedicata alla SS. Trinità, edificata nella seconda metà del XVII secolo è di appartenenza all'omonima Confraternita. La Chiesa è a pianta longitudinale, ad unica navata con abside semicircolare, coperta con una volta a botte; il pavimento è in mattonelle di cemento bicrome ed in cemento decorato nel presbiterio. Il prospetto principale è racchiuso tra due coppie di lesene, su di esse vi è un cornicione con modanature, sopra questo vi sono le tre celle campanarie ultimante da un timpano triangolare. Due portali in pietra lavica primeggiano sulla facciata principale, da uno si accede al cortile che porta alla Sacrestia ed uno alla navata principale della chiesa; al di sopra dell'ingresso principale vi è una finestra tonda con due cornici: quella interna è in pietra lavica con modanature, quella esterna in pietra bianca e nera alternate; la finestra è sormontata da una croce di Malta in pietra lavica. La stessa croce si può ammirare sulla pavimentazione antistante la Chiesa.

Tempio di Sant'Antonio Abate al Cimitero [modifica]

Un monumento che dimostra le vetuste origini di Mascalucia è un antico tempio, la cui data risale ai primi secoli del Cristianesimo. Esso tuttora resiste alle ingiurie del tempo della natura e degli uomini e conserva il nome di "Sant'Antonio Abate" ed è situato al centro del cimitero centrale. In un sepolcro di argilla, situato proprio nei dintorni di questo tempio, fu rinvenuta una gemma incisa, essa presenta il dio della guerra presso i romani, la sua destra impugna una lunga lancia, sulla sinistra si vede la vittoria ed a terra giace lo scudo, la testa di Marte è coperta da un elmo il tutto è disegnato con una certa finezza caratteristica dei romani.

Antico Palazzo Municipale,oggi biblioteca comunale

Antico Palazzo Municipale [modifica]

L'antico Palazzo Municipale, oggi sede della Biblioteca Comunale, sorge su via Etnea ed ammira dal suo balconcino la Chiesa San Vito, l'Etna, la Chiesa Madre ed i palazzotti ottocenteschi che si affacciamo sulla via principale. Edificato nell'Ottocento, nel piano terra vi erano le prigioni in quanto sede di Mandamento, oggi quelle celle, debitamente restaurate, ospitano e conservano le antiche carte dell'Archivio Storico Comunale. Un'ampia scala di marmo porta al primo piano dove un tempo era ospitata la sala consiliare.

Targa che commemora l'assedio societario [modifica]

Targa commemorativa dell'assedio societario
Targa commemorativa della vittoria

18-NOVEMBRE-1935-XIV "A ricordo dell'assedio perché resti documentata nei secoli l'enorme ingiustizia consumata contro l'Italia alla ovale tanto deve la civiltà di tutti i continenti"

La targa di marmo, che commemora le sanzioni economiche promulgate dalla Società delle nazioni contro l'Italia fascista nel 1935, è stata collocata sulla facciata dell'attuale biblioteca comunale in occasione della conquista dell'impero d'Etiopia. Sui lati della targa sono presenti i fasci, questa targa era affissa in tutte le piazze d'Italia e in tutte le sedi municipali, oggigiorno non ne restano che pochissime.

Targa che commemora la vittoria nella Grande guerra [modifica]

"Nel giorno in cui Roma consacra Con rito austero e solenne La Vittoria Esaltando la forza e la gloria d'Italia nel Milite Ignoto Mascalucia a memoria de' suoi umili eroi a conforto delle madri delle spose dei figli questa lapide pone IV Novembre MCMXXI

Anche la targa commemorativa della vittoria è situata sul facciale della biblioteca comunale.

Chiesa di San Nicola o San Nicolò, oggi Auditorium comunale [modifica]

Chiesa di San Nicola,oggi Auditorium comunale

Questo tempio nato per scopo religioso, è situato lungo la via Etnea, frontistante la via Roma(una volta denominata via Cittadella), in posizione equidistante dalla Chiesa Madre e dalla Chiesa di San Vito. Questa Chiesa era di proprietà della Confraternita di San Nicola, lo si evince dall'iscrizione riportata al centro dell'arco del presbiterio"Societas Divi Nicolai-1882". Costruita nella seconda metà del 1700, dai sodales (i confratelli) la struttura risultava massiccia, a navata unica, con tetto a botte e due porte laterali, una per la sagrestia e la torre campanaria e l'altra per i fedeli: un altare centrale con tabernacolo e residenza del Santo e due laterali, le cui alcove dovevano essere coperte da due tele. Custodiva le due statue di San Nicola e di Santa Lucia. Quella di San Nicola, antichissima, si presume che sia stata la stessa che un tempo si trovava nella Chiesa Madre prima che cambiasse titolo. Oggi la statua lignea dorata di San Nicola si trova all'interno della Chiesa San Vito. La Curia, intorno agli anni quaranta, per mancanza di manutenzione dichiarò la chiesa non idonea all'uso religioso e pertanto cessarono le attività sacre. Il sacerdote don Vito Spampinato, finita la guerra, la fece riaprire al culto e così si ripresero a svolgere le funzioni religiose. Il periodo di ripresa duro poco e di nuovo la Chiesa sprofondò nel più profondo abbandono fino a quando il vice parroco di San Vito Padre Giuseppe Padalino la riaprì per utilizzarla come sala da riunione dell'Azione Cattolica dei parrocchiani di San Vito. Il parroco Padre Nicola Pappalardo fece in tempo a trasferire nella chiesa di San Vito, di cui in quel momento era parroco, i simulacri, gli oggetti sacri e quanto si trovava nella chiesa di San Nicolò. La Chiesa anno dopo anno andò alla deriva, poi, nel 1978,per pericolo di caduta, venne rimossa la croce che sovrastava il pennacchio del frontone. Il primo atto di una incipiente demolizione. Solo negli ultimi anni l'edificio è stato restaurato e trasformato in Auditorium comunale, dove si svolgono numerose mostre e convegni, e vengono celebrati matrimoni civili.

Società [modifica]

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere [modifica]

Alla data del 1 gennaio 2011 a Mascalucia risultano residenti 302[4] cittadini stranieri[5] , pari al 1,0% della popolazione. Le comunità nazionali più numerose sono le seguenti:

Tradizioni e folclore [modifica]

Le feste religiose sono molto numerose, gli spettacoli pirotecnici sono quasi sempre presenti come le bande musicali. Il Patrono San Vito viene festeggiato il 15 giugno e la prima domenica d’agosto; si festeggia anche San Giuseppe, San Michele Arcangelo, la Madonna Addolorata, la Madonna della Sciara. Nel periodo natalizio si svolge la tradizionale novena all’alba; nel periodo pasquale si svolgono varie processioni, il venerdì Santo il Cristo morto viene portato in processione lungo le vie del centro storico la statua dell’Addolorata viene portata a spalla da devote, vestite a lutto, della Santa Congregazione, la statua di San Giovanni è compito dei ragazzi più giovani, la bara in vetro tempestata di camelie, con il Cristo morto, viene affidata a chi desidera ardentemente portarla.

Festeggiamenti di San Vito
Festeggiamenti di San Vito

Anticamente il Santo Patrono di Mascalucia era San Nicola di Bari, ma dopo varie vicissitudini il suo posto fu preso da San Vito. Il 3 marzo 1771 avvenne la proclamazione ufficiale di San Vito quale Patrono di Mascalucia. Il culto di San Vito è datato molto anteriormente alla Sua proclamazione ufficiale, infatti si ha notizia che, durante l'eruzione del 1669, il santo simulacro, per precauzione, fu trasportato a Catania nella Cattedrale. I festeggiamenti, in Suo onore, si svolgono due volte l'anno: il 15 giugno a ricordo della sua nascita e la prima domenica di agosto.

Eventi estivi

L’Amministrazione Comunale nel periodo estivo organizza numerose manifestazioni: a luglio: Etna Blues Festival e Festival Sete Sóis Sete Luas;[6] L' Etna Blues Festival è entrato di diritto nel circuito della Blues Foundation, una rete di festival a livello internazionale organizzati in tutto il mondo. Oltre Al distretto Taormina Etna, partner prestigiosi quali Fondazione D'Arrigo, Amnesty International e AIRC, hanno voluto onorarci della loro collaborazione. Il Festival ha ospitato artisti internazionali, la cui fama ha dato il prestigio di cui gode l'Etna In Blues: il grande John Mayall, Willy Deville, Joe Bonamassa, Marcia Ball, Solomon Burke, solo per citarne alcuni. Il Festival Sete Sóis Sete Luas, è promosso da una Rete Culturale di 25 città di 10 Paesi del Mediterraneo e del mondo lusofono: Brasile, Capo Verde, Croazia, Francia, Grecia, Israele, Italia, Marocco, Portogallo e Spagna. Promuove una programmazione dedicata alla musica popolare contemporanea e alle arti figurative, con la partecipazione di grandi figure della cultura mediterranea e del mondo lusofono. Tra gli obiettivi del Festival: il dialogo interculturale, la mobilità degli artisti della Rete, la creazione di forme originali di produzione artistica con la partecipazione degli artisti dei Paesi della Rete.

Mascalucia è l'unica città sede del Festival Sete Sóis Sete Luas in Sicilia.

Mostra dell’artigianato nelle tre piazze principali. Nel paese si possono trovare abili artigiani che lavorano il ferro battuto utilizzando ancora oggi antiche metodologie; viene inoltre praticato il prezioso ricamo a mano e, con i telai, vengono tessuti i tappeti multicolori. Paese di antiche tradizioni pittoriche quasi ogni mese si svolgono mostre di pittura e pittori estemporanei invadono il centro e la periferia.

Personaggi di Mascalucia [modifica]

  • È originaria di Mascalucia la famiglia Fortebracci, protagonista della fiction L'onore e il rispetto, trasmessa su Canale 5 nel 2006.
  • Nativi di Mascalucia sono i Sugarfree, un gruppo italiano che ha esordito qualche anno fa.
  • È di Mascalucia anche Giuseppe Pappa, giovane astrofilo amatoriale scopritore di alcune comete SOHO.
  • Giovanni Verga ambienta parte del racconto " Storia di una capinera " a Mascalucia.
Manifesti in occasione del passaggio del Giro d'Italia nel 2011

Amministrazione [modifica]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 novembre 1999 12 giugno 2004 Giuseppe D'Urso Somma Forza Italia Sindaco
13 giugno 2004 6 giugno 2009 Salvatore Maugeri Movimento per l'Autonomia Sindaco
7 giugno 2009 20 settembre 2012 Salvatore Maugeri Movimento per l'Autonomia Sindaco [7]
20 settembre 2012 4 gennaio 2013 Nunzio Li Rosi Commissario straordinario [8]
4 gennaio 2013 in carica Fulvio Manno Commissario straordinario

Sport [modifica]

Molto attiva a livello sportivo per quanto riguarda la pallamano raggiungendo la serie A con l'Aetna Mascalucia.

Il comune è stato attraversato dalla nona tappa del Giro d'Italia 2011, la Messina-Etna vinta da Alberto Contador.

Il Calcio Catania nel 2011 ha inaugurato il centro sportivo all'avanguardia "Villaggio Torre del Grifo" in località omonima nei pressi di Mascalucia. Vi risiede la squadra e la società.
Precedentemente i calciatori del Catania si allenavano nel centro sportivo di Massannunziata.

Galleria fotografica [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 9 gennaio 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
  3. ^ Fonte dal sito san.beniculturali.it. URL consultato in data 08-01-2013.
  4. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato in data 20-03-2012.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ I 58 Comuni » Il Territorio » Turismo Catania
  7. ^ Secondo mandato
  8. ^ Eletto commissario straordinario il 20 settembre 2012 in seguito alle dimissioni del sindaco

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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