Branciforte

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Stemma della famiglia Branciforte

I Branciforte, o Branciforti, sono una famiglia siciliana che la leggenda fa discendere da un ceppo francese e piacentino, e che la tradizione leggendaria fa iniziare con Obizzo, cavaliere che militò sotto Carlo Magno[1].

La leggenda[modifica | modifica sorgente]

Secondo il racconto epico della famiglia Branciforti, Obizzo, il capostipite, era uomo di grande valore e forza fisica. In una delle battaglie combattute nell’armata di Carlo Magno contro i Longobardi, il cavaliere si trovò a difendere da solo le insegne del Re e la bandiera “orofiamma” contro tre avversari. Alla fine rimase con entrambe le mani mozzate, ma continuò a tenere alta l’insegna. Da quel momento Obizzo ebbe il cognome Branciforte, divenne Alfiere generale dell'esercito del Re e ottenne come compenso la città di Piacenza, secondo il Mugnos, “che indi fu ricambiata in terre, castelli ed altro nel piacentino[2].

Lo storico e genealogista Filadelfo Mugnos scrive che “In Francia un Guido Branciforte fu gran maestro dell'Ordine di Malta, derivato da Pier Guido Branciforte secondogenito del 1° Obizzo, progenitore de' duchi di Criqui”.

In Sicilia[modifica | modifica sorgente]

Il primo a insediarsi definitivamente da Piacenza[3] sul suolo siciliano fu Guglielmo Branciforti sotto Re Federico II, ma già la famiglia era ritenuta importante in Sicilia[4]. Fu preceduto alcuni anni prima solo da Aloisia Branciforte, andata in sposa nel 1275 a Orlando I Grifeo, V Barone di Partanna e Stratigò di Messina. Guglielmo morì a Catania nel 1347 durante uno scontro. Lasciò i possedimenti piacentini ai fratelli Bosso e Gaspare. Le terre in Sicilia andarono invece ai nipoti Raffaello e Ottaviano, figli di un terzo fratello, Stefano, incaricato di riscuotere i dazi e controllare il traffico delle merci nel porto di Licata e maestro razionale del Regno.

Giovanni, figlio di Raffaele, uomo d'armi, sotto Federico il semplice "ridusse alla regia ubbidienza", la città di Piazza Armerina (allora solo Piazza) e così la ebbe in dono dallo stesso Sovrano, ottenendo anche il titolo di Barone. Dal Re Martino ebbe anche la fortezza ed il feudo di Grassuliato, oltre i feudi di Condrò e Gatto.

La potenza e il prestigio conseguiti, consentirono alla famiglia di fregiarsi dei titoli di primo signore e di primo Pari di Sicilia.

Nel XVII secolo da Nicolo Plàcido Branciforte principe di Leonforte (città che aveva fondato) ebbe un'unica figlia ed erede, Stefania, che sposando Giuseppe Lanza e Branciforte principe della Trabia, trasmise in quella famiglia tutti i titoli e stati dei Branciforte.

Da Fabrizio Branciforti, primo Principe di Butera molti degli appartenenti alla famiglia hanno ricoperto cariche di rilievo del Regno di Sicilia, a cominciare da Giuseppe Branciforti, nel 1671 vicario generale del Regno per l'annona frumentaria, supremo prefetto della cavalleria di Sicilia, decorato del Toson d'Oro e della SS. Annunziata, la massima onorificenza di Casa Savoia.

Fra gli esponenti più vicini della Famiglia, il sen. Giuseppe Lanza Branciforte e Ottavio Lanza Branciforte, senatore del Regno d'Italia dal 6 aprile del 1934 che partecipò alla guerra italo-turca, alla I guerra mondiale, e alle campagne libiche (1922 - 1925); Luigi Lanza Branciforte ( 1812-1892), Militare, Generale del Regno d'Italia.

Arma[modifica | modifica sorgente]

Blasonatura: campo azzurro con un leone coronato d'oro, che sostiene con tronchi delle zampe una bandiera di rosso caricata da tre gigli d'oro, svolazzante a sinistra e due zampe mozze dello stesso situate in croce di S. Andrea al lato destro della punta.

Divisa: Dominus Fortitudo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Enciclopedia storico-nobiliare italiana di V.Spreti
  2. ^ vd. anche Memorie historiche di diverse famiglie nobili di Biagio Aldimari.
  3. ^ «I Branciforti, di origine piacentina, facevano parte del gruppo di famiglie "lombarde" trasferitesi in Sicilia al seguito dei Re normanni» da Annie Lo Bue Frate Angelo da Mazzarino e la sua custodia, p. 196 in Francescanesimo e cultura nelle province di Caltanissetta ed Enna: atti del Convegno di studio, Caltanissetta-Enna, 27-29 ottobre 2005, Volume 22 di Collana Franciscana, a cura di Carolina Miceli, Officina di Studi Medievali, Palermo 2008.
  4. ^ Dalla Stamperia Amatina, 1767

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Corona della nobiltà d'Italia, overo Compendio dell'istorie delle famiglie illustri, di Giovanni Pietro de' Crescenzi Romani - Parte prima - seconda - In Bologna: per Nicolò Tebaldini: ad instanza de gli Eredi del Dozza, 1639-1642
  • V. Palizzolo Gravina, Barone di Ramione, Il Blasone in Sicilia, pag 113 e tavola XXII.
  • D. Filadelfo Mugnos, Teatro Genologico delle Famiglie Nobili, Titolate, Feudatarie, & Antiche Nobili, del Fidelissimo Regno di Sicilia, viventi ed estinte, stampato a Palermo, per Domenico d'Anselmo MDCLV - Imp. Salernus V. G. Imp. de Denti Pref.
  • Vittorio Spreti,Enciclopedia Storico Nobiliare Italiana,1931, "L" pag 54/55," Matrimonio di Giuseppe Lanza e Branciforte con Stefania Branciforte e Branciforte, nacquero, tra gli altri, Luigi Lanza e Branciforte, n.1812,+1892, fu 9º principe di Trabia, sposò Maria Lanza Spinelli, erede dei titoli di principe di Scalea, marchese di Misuraca, predicati di Morano, Saracena e Aieta, e fu padre di Cipriano Lanza e Branciforte, n. in Palermo 30 aprile 1854, fu 10º principe di Trabia, ecc; e primo capo dei Lanza Trabia in Argentina, con successione...."
  • Archivio di Stato di Palermo. Archivio Trabia- Serie E " Gli Lanza di Trabia in Argentina"
  • Archivio Centrale dello Stato. Direzione Generale per gli Archivi. Servicio Araldico. Registro di Trascizione di Decreti Reali. Decreti Reali ( nomine personale) 1.Lettera di concessione/titoli nobiliari di: Luigi Lanza e Branciforti, 9º principe di Trabia, ecc; 3 ottobre 1855./ 1.1.-Lettera di concessione/titoli nobiliari di: Luigi Lanza Branciforti: 10º principe di Villafranca, 10º duca della Sala di Paruta; 8 aprile 1876. 2. Lettera di concessione/titoli nobiliari di: Cipriano Lanza e Branciforte, 10º principe di Trabia, ecc; 6 maggio 1896
  • Notizie della famiglia Branciforte (sec. XVI), I manoscritti della Biblioteca comunale di Palermo, Volume 1
  • Nino Pisciotta, I Branciforti, dalle remote origini a Nicolò Placido. Storia, miti e leggende... Un pezzo di storia europea e della Sicilia, Barrafranca, Bonfirraro Editore, 2008, ISBN 9788862720083.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]