Lanza (famiglia)

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Stemma della famiglia Lanza, ramo di Trabia

Lanza (in alcuni documenti Lancia fino al XVII secolo) è una famiglia della nobiltà siciliana, tra le più antiche e importanti delle Due Sicilie, che discenderebbe dalla Famiglia Reale dei Duchi di Baviera, sebbene alcuni storici ne abbiano sostenuto l'origine Aleramica.

Nei secoli la famiglia ha accumulato in Sicilia tantissimi feudi, per citarne qualcuno: le signorie di sette principati, almeno tre ducati, molti marchesati e diverse decine di contee e baronie, come riportano insigni studiosi come: Palizzolo Gravina, Casalgerardo, Spreti, de Spucches, Villabianca[senza fonte].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del cognome Lancia o Lanza è variamente dibattuta. Come riferisce lo storico seicentesco Filadelfo Mugnos[1], i più datati autori, tra cui Rocco Pirri[2], sostengono che il cognome derivi dai duchi di Baviera, ipotesi sostenuta anche da studiosi più recenti[3][4]. Secondo questo filone, la principale prova sarebbe rappresentata da un privilegio di Roberto il Guiscardo datato 16 dicembre 1080, nel quale si legge:

(LA)
« Ideo ad humilem supplicationem nobilis consanguinei nostri, fidelis dilecti Conradi Lanza, militis, ad praesens unius ex capitaneis nostrae militiae et descendentis ex ducibus Bavariae, nobis perrectam et suis maiorumque suorum consideratis servitiis et benemeritis... »
(IT)
« Perciò all'umile supplica fatta a noi da parte del nostro nobile consanguineo, il fedele e diletto milite Corrado Lanza, attualmente uno dei capitani della nostra milizia e discendente dai duchi di Baviera, e considerati i servigi e le benemerenze sue e dei suoi avi... »
(Privilegio di Roberto il Guiscardo[5])

Per il Dizionario Biografico degli Italiani[6], esso deriverebbe, invece, dal primo loro esponente di cui si ha notizia con questo nome, Manfredi I Lanza (o Manfredo I, marchese di Busca, morto intorno al 1214): questi, secondo una ricostruzione mitica dei tardi commentatori come Iacopo d'Acqui e Antonio Astesano, avrebbe dovuto il nome per essere stato lancifero (o capitano della grande lancia) dell'imperatore Federico Barbarossa, ma un suo servizio all'imperatore non è confermata dalle fonti. Secondo alcuni genealogisti Manfredi era figlio di Guglielmo del Vasto, primo marchese di Busca e discendente di Aleramo del Monferrato, signore anche di terre nei pressi Loreto (Asti).

Altri storici, come il Villabianca, il Pirri e Vittorio Spreti, sostengono, invece, che i Lanza fossero duchi di Baviera: da un Ernesto di Wittlesbach ( Duca di Baviera), trae origine la nobilissima famiglia Lancia o Lanza, e valeroso condottiero qual egli era verso l'anno 970 fu suprannominato il capitano della grande lancia di là il cognome Lancia o Lanza, trovato per il Wittlesbach. (Pirri, Chronolo.Regum, f 46). E di questo Ernesto Lanza, derivò Corrado Lanza, suo figlio.

Lanza di Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Il ramo originario è quello dei Baroni di Longi di Galvano Lanza, Signore di Longi (1200). Nel XVII secolo la famiglia Lanza si divise nei rami principali dei duchi di Brolo e dei principi di Trabia. Dai primi provennero i Marchesi Lanza (dal 1814), dei Duchi di Brolo, Baroni di Piraino, Baroni di Longi, Baroni di Marcatobianco, di Butti e Mangaliviti, Baroni di Malaspina e Baroni dei Supplementi di Trapani,Sciacca e Mazara; dai Principi di Trabia, invece, provennero i principi e i duchi Lanza e i principi di Mirto, come ci riferisce il Marchese Vittorio Spreti nell' Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Ed. Enciclopedia storico-nobiliare italiana, 1968.[senza fonte]

In Sicilia tutto inizia con Bonifacio conte d'Agliano[7] figlio di Corrado I (dei Duchi di Baviera) d'Agliano e fratello di Manfredi. Il nobiluomo ebbe quattro figli da Costanza Maletta: Bianca che andò in moglie all'imperatore Federico II; Galvano che fu giustiziato con Corradino di Svevia nel 1268; Galeotto.

Da Galeotto, I Barone di Longi (1255, figlio di Galvano, Conte del Principato, Principe di Taranto e forse di Salerno, Signore di Longi), nacquero: Blasco, II Barone di Longi e I Barone di Ficarra e Corrado, III Barone di Longi e II Barone di Ficarra, che fu Gran Cancelliere del Regno di Sicilia nel 1297, Signore di Castemainardo e capostipite dei baroni di Ficarra e Brolo e dei baroni di Trabia, e Federico, Viceré del Regno di Sicilia nel 1258, durante il Regno di Manfredi di Sicilia, figlio di Bianca Lancia. Nel 1256 Manfredi Lancia fu regio castellano e straticoto di Messina[8] da identificarsi forse con lo stesso che fu capitano giustiziere di Malta e Gozo.[9]

Il primo a possedere il feudo di Trabia è Blasco (Catania 1466 - Palermo 1535), dei Baroni di Longi (suo nonno Blasco fu il VII Barone di Longi), celebre giurista, giudice della Gran Corte del Regno nel 1507 (carica conferita da re Ferdinando II di Aragona “il cattolico” e successivamente dall'imperatore Carlo V), deputato del Regno nel 1508, vicario generale in Sicilia nel 1514 e altre cariche ancora. Grazie al matrimonio con la figlia di Leonardo di Bartolomeo, protonotaro e presidente del Regno di Sicilia, ottiene il territorio di Trabia. Con privilegio del 14 novembre 1509 reso esecutivo dall'11 giugno 1510, questo territorio diviene feudo nobile. Il figlio di Blasco, Cesare Lanza è il primo barone di Trabia, oltre che di Castanea, feudo ereditato dalla madre: nel 1564 è anche primo conte di Mussomeli.

Trabia passa presto a Principato e Ottavio Lanza ne è il primo principe nel 1601. Giuseppe Lanza, duca di Camastra, è noto per essere stato il fautore della ricostruzione di Catania e del Val di Noto dopo il terremoto del 1693. Passano gli anni e i componenti della famiglia, quando Ignazio principe di Trabia, diventa consigliere aulico di stato dell'imperatore Carlo VI d'Asburgo, accostando la carica a quella di capitano giustiziere di Palermo nel 1717 e di pretore nel 1737.
Giuseppe Lanza di Trabia (1750-1855), archeologo e collezionista siciliano, gentiluomo di camera e cavaliere dell'Ordine di San Gennaro, ministro degli affari ecclesiastici, fece un ottimo e redditizio matrimonio unendosi con Stefania Branciforte dei principi di Leonforte e principessa di Butera: in questo modo vennero riuniti tutti i titoli e beni dei due casati.

Nel 1658, Pietro Maria Lanza, XV Barone di Longi (figlio di Baldassarre II Lanza, XIV Barone di Longi), fu l'ultimo maschio dei Lanza a possedere la Baronia di Longi, infatti non volle rispettare la cosiddetta "Successione Agnatizia" a favore del ramo secondogenito di suo fratello Giuseppe Lanza, Barone di Malaspina, per favorire la sua unica figlia, Flavia Lanza, che sposando Gaspare di Napoli, portò di fatto la prima e storica baronia dei Lanza di Sicilia nella famiglia di Napoli.

Ci furono aspre lotte in famiglia (morti i fratelli Pietro Maria e Giuseppe), tra i cugini Flavia e Filippo Lanza, tra il 1658 e il 1665. Ci fu una tregua descritta da Federico Lancia e Grassellini (nella sua opera: Dei Lanza di Brolo albero genealogico e biografie, ed. Gaudieno, 1879).

Da Filippo Lanza, nacque Michele Lanza Barone di Malaspina, dei Duchi di Brolo, dei Baroni di Longi, dei Baroni di Ficarra, Barone dei Supplementi di Trapani, Sciacca e Mazara (1722), che sposò l'erede della famiglia Spinotto, Maria Rosalia. Nacquero, Corrado Lanza, Barone di Malaspina, dei Duchi di Brolo, dei Baroni di Longi e di Ficarra, Barone dei Supplementi di Trapani, Sciacca e Mazara( nel 1751) e Flavia Lanza che sposò Il Conte Francesco Piromallo, Barone di Montebello(dall'unione nacque Giacomo, che sposò Beatrice Capece Piscicelli e si sviluppò così il ramo dei Piromallo - Capece Piscicelli).

Da Corrado Lanza e Spinotto che sposò la Baronessa Eleonora Morello e Colnago di Santa Venera, nacquero: Michele e Ferdinando Lanza (e Morello);

il primo diede vita al ramo Primogenito Siciliano ed ereditò i titoli paterni: dei Duchi di Brolo, dei Baroni di Longi e di Ficarra, Barone dei Supplementi di Trapani, Sciacca e Mazara (1791) e Barone di Malaspina e quelli materni: Barone di Marcatobianco e Barone di Butti e Mangaliviti. Fu nominato Marchese nel 1814 (Protonotaro del Regno, Enciclopedia storico-nobiliare italiana del Marchese Vittorio Spreti, Ed. Enciclopedia storico-nobiliare italiana, 1968, vol. 4).

Il Secondogenito, Ferdinando Lanza dei Duchi di Brolo, dei Baroni di Longi e di Ficarra, dei Baroni dei Supplementi di Trapani, Sciacca e Mazara, dei Baroni di Malaspina, fu Colonnello del Real Esercito delle Due Sicilie, Comandante della Val Demone, Cavaliere di Diritto del Real Militare Ordiine di San Giorgio della Riunione(1819), si sposò a Messina con la Contessa del Sacro Romano Impero, Donna Maria Santa Testa, si trasferì a Napoli e diede vita al Ramo Napoletano dei Lanza di Sicilia, oggi ancora fiorente; è estinto, invece, il Ramo Primogenito Siciliano come ci spiega il de Spucches nella sua Storia dei feudi di Sicilia.

ll Colonnello Lanza, ebbe molti figli e tra questi: Corrado primogenito (senza figli maschi), Gaetano, secondogenito, con prole.

Da Gaetano si sviluppa il ramo legittimo dei Lanza fino ai nostri giorni, in sequenza cronologica: Ferdinando, Corrado, Michele, Corrado (con i suoi figli Michele e Francesco), Eduardo (con suo figlio Salvatore) e Ferdinando.

Al Ramo Secondogenito Napoletano del Colonnello e Cav. Ferdinando Lanza, spettano i seguenti titoli: Marchesi Lanza sul cognome, dei Duchi di Brolo, dei Baroni di Longi e di Ficarra; Baroni dei Supplementi di Trapani, Sciacca e Mazara, Baroni di Mercatobianco, Baroni di Butti e Mangaliviti e Baroni di Malaspina.

Corrado Lanza (e Spinotto), figlio di Michele (di Filippo, di Giuseppe, di Baldassarre II, XIV Barone di Longi), dei Duchi di Brolo, dei Baroni di Longi e di Ficarra, Barone dei Supplementi di Trapani, Sciacca e Mazara e Barone di Malaspina, fu un grande uomo delle istituzioni Siciliane, fu Senatore di Palermo (negli anni 1751-52 e 1760-61), fu Sindaco del Senato di Palermo più volte tra il 1770 e il 1790, fu Maestro Razionale dei Patrizii del Senato di Palermo, fu il capostipite dei Lanza dei Baroni di Longi e di Ficarra, dei Duchi di Brolo e dei Baroni di Marcatobianco per Successione Siciliana dalla madre, Maria Spinotto (figlia del Console di Genova a Palermo, Barone di Marcatobianco, di Butti e Mangaliviti), Fonti: La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalla loro origine ai nostri giorni di Francesco de Spucches San Martino, Ed. Boccone del Povero, 1941 e i Diari della città di Palermo dal secolo XVI al XIX. Gli Atti ufficiali dell’ Illustrissimo Senato di Palermo. Biblioteca storica e letteraria di Sicilia,  a cura Gioacchino Di Marzo, Ed. Arnaldo Forni, 1974). Morì a Napoli nel settembre del 1791 e fu sepolto nella storica Chiesa di S. Anna di Palazzo Reale.

Fra gli altri esponenti storici dei Lanza, Francesco Girolamo Lanza di Scalea che combatté nelle file dei Mille di Giuseppe Garibaldi: Francesco divenne poi senatore del Regno. Curiosità della famiglia è che sullo stesso fronte, ma opposto ai Mille, era presente il Tenente Generale dell'esercito borbonico, Ferdinando Lanza (solo omonimo dei Lanza, non appartenente al ramo storico dei Lanza di Sicilia, fatto riferito da Federico Lanza e Grassellini, storico della Famiglia Lanza, nella grande opera: " Dei Lancia di Brolo albero genealogico e biografie", editore G.B. Gaudieno, 1879), che nel 1860 non riesce ad arginare, per un errore di valutazione, l'arrivo della spedizione garibaldina a Palermo, con le conseguenze storiche ben conosciute sull'avvio alla conclusione del regno borbonico.

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

La più suggestiva parla di un Corrado, nipote di Ernesto di Wittelsbach, Duca di Baviera e di Pomerania, che va in Terra Santa e li, con l’aiuto del prete Orione, ritrova la punta della Lancia con cui Longino colpì il costato di nostro Signore Gesù Cristo.

La più verosimile, tratta “da gravi Autori Germani”: parla di un Ernesto fratello minore del Duca di Baviera che risolve un conflitto, nato tra suo fratello e il Duca di Sassonia, vincendo in un torneo con la Lancia;

La più affascinante, rifacendosi a Flaminio Rossi, a Guglielmo Paradino e a Filippo Cirni, racconta che un Ernesto dei Duchi di Baviera e Duca di Pomerania, in un torneo vince cento cavalieri germani battendoli tutti con la Lancia.


I Lanza nella politica e nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

  • Galvano Lanza, possedette sotto gli Svevi la Terra di Longi(1200), fu Conte del Principato e di Fondi, Principe di Taranto e di Salerno;
  • Galeotto Lanza fu il Primo Barone di Longi ( nel 1255 e sposò Cubitosa d’Aquino);
  • Federico Lanza dei Baroni di Longi fu Viceré di Sicilia sotto re Manfredi, suo cugino;
  • Corrado Lanza, III Barone di Longi e II Barone di Ficarra, Gran Cancelliere e Maestro Giustiziere del Regno di Sicilia;
  • Corrado Lanza, V Barone di Longi e IV di Ficarra, Primo Signore di Brolo;
  • Blasco Lanza VII Barone di Longi, da suo figlio secondogenito Manfredi e poi da suo nipote Blasco parte il ramo dei Baroni poi Principi di Trabia;
  • Pietro Lanza X Barone di Longi, fu il primo Barone di Verbumcaudo;
  • Baldassarre II Lanza, XIV Barone di Longi nel 1622-36, occupò l’ Ottavo Seggio del Parlamento Siciliano;
  • Corrado Lanza dei duchi di Brolo, dei Baroni di Longi e di Ficarra, Barone dei Supplementi di Trapani, Sciacca e Mazara, Barone di Malaspina, fu Senatore di Palermo nel 1751-52 e 1760-61 e Sindaco di Palermo più volte nel ventennio 1770-1790, Maestro Razionale del Senato, Capostipite dei Baroni di Marcatobianco per Successione Siciliana dalla madre a favore del figlio primogenito, il Marchese Michele Lanza (e Morello);
  • Michele Marchese Lanza (e Morello), dei duchi di Brolo e dei baroni di Longi e di Ficarra, Barone di Marcatobianco per Successione Sicliana dalla nonna, Maria Spinotto, Senatore di Palermo nel 1806-1807;
  • Corrado Marchese Lanza, dei duchi di Brolo e dei baroni di Longi, Barone di Marcatobianco, di Butti e Mangaliviti, illustre letterato, tra le sue opere: Un lauro al vero, slancio entusiastico del Marchese Corrado Lanza Marcatobianco, ed. Borel e Bompard, Napoli, 1837;
  • Ferdinando Lanza (e Morello), dei duchi di Brolo e dei Baroni di Longi e Ficarra, dei Baroni dei Supplementi e di Malaspina, Colonnello del Real Esercito delle Due Sicilie, Cavaliere di Diritto del Real Militare Ordine di San Giorgio della Riunione nel 1819;

Arma[modifica | modifica wikitesto]

-Blasonatura: d'oro, con un leone coronato di nero, armato e lampassato di rosso e bordura composta d'argento e di rosso.
Corona di principe e mantello di velluto scarlatto foderato d'ermellino (Linea Lanza di Trabia).

-Inquartato al 1° e 4° di Lanza che è di nero, al leone coronato, d’oro, linguato di rosso; al 2° e 3° di Baviera che è rombeggiato d’argento e d’azzurro (Linea Lanza di Brolo).

-Di nero al leone coronato d’oro e linguato di rosso, stemma originario del Lanza di Sicilia, Baroni di Longi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Filadelfo Mugnos, Teatro genologico delle famiglie del regno di Sicilia volume II pagina 63, Arnaldo Forni Editore (rist. anast.), 2007.
    «Li più gravi e più comuni autori vogliono, che derivasse dai duchi di Baviera».
  2. ^ Filadelfo Mugnos, Teatro genologico delle famiglie del regno di Sicilia volume II pagina 64, Arnaldo Forni Editore (rist. anast.), 2007.
    «E così dicono molti autori Germani, che seguita l'eruditissimo abbate Pirri nella sua cronologia dei Re di Sicilia».
  3. ^ Giuseppe Testa, Volume 2 di Storia e cultura pagina 57, S. Sciascia, 1989.
  4. ^ Antonino Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia, A. Reber, Palermo 1912.
  5. ^ Carlo Merkel, Manfredi I e Manfredi II Lancia. Contributo alla storia politica e letteraria italiana nell'epoca sveva, Loescher, Torino 1886, p. 177.
  6. ^ LANCIA (Lanza), Manfredi (Manfredo) (I), Dizionario Biografico degli Italiani, Vol LXIII, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani
  7. ^ (Agliano è un castello nei pressi di Loreto)
  8. ^ Straticoto, stratigoto o straticò, carica che sotto i bizantini era l'equivalente di capo militare e che con i normanni rappresentò anche l'esecutore e il garante dell'applicazione delle leggi
  9. ^ Antonino Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia, A. Reber, Palermo 1912..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marchese Corrado Lanza Marcatobianco, Un lauro al vero, slancio entusiastico, ed. Borel e Bompard, Napoli, 1837;
  • Federico Lancia e Grassellini, Dei Lancia o Lanza di Brolo albero genealogico e biografie, ed. Gaudieno, 1879;
  • Mango di Casalgerardo A., Il nobiliario di Sicilia, Palermo, 1915, voll. 2, passim;
  • Giuseppe Sorge, Mussomeli dall'origine all'abolizione della feudalità, vol. II, Catania 1916, poi Edizioni Ristampe Siciliane, Palermo 1982.
  • San Martino de Spucches F., La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia, Palermo, 1924, voll. 10, passim;
  • Ganci M., I grandi titoli del Regno di Sicilia, Palermo - Siracusa, 1988, 209;
  • Cumbo, G., Il dominio dei Lanza in AA.VV., Signori e Corti ne cuore della Sicilia, Caltanissetta, 1995;
  • Palizzolo Gravina V., Dizionario storico-araldico della Sicilia, II ed., Palermo, 1991, 227;
  • Sinesio P., Trabia e i Lanza, Caltanissetta, 1995.
  • Vittorio Spreti, Enciclopedia Storico Nobiliare Italiana,(?) 1931, "L" pag 54/55,"
  • Archivio Centrale dello Stato. Direzione Generale per gli Archivi. Servicio Araldico. Registro di Trascizione di Decreti Reali. Decreti Reali ( nomine personale) 1.Lettera di concessione/titoli nobiliari di: Luigi Lanza e Branciforte, 9º principe di Trabia, ecc; 3 ottobre 1855./ 1.1.-Lettera di concessione/titoli nobiliari di: Luigi Lanza Branciforte: 10º principe di Villafranca, 10º duca della Sala di Paruta; 8 aprile 1876. 2. Lettera di concessione/titoli nobiliari di: Cipriano Lanza e Branciforte, 10º principe di Trabia, ecc; 6 maggio 1896.
  • Archivio di Stato Roma - Consulta Araldica- vol. XII fasc. 4578.
  • LANCIA (Lanza), Manfredi (Manfredo) (II), Dizionario Biografico degli Italiani, Vol LXIII, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani
  • Vincenzo Palizzolo Gravina, Il blasone in Sicilia: ossia, Raccolta araldica, editore Visconti & Huber, 1875 consultabile online
  • Ligresti Domenico, Leonforte: un paese nuovo, «Archivio Storico per la Sicilia Orientale» a. LXXIV, 1978, I pp. 89-118

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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