Barrafranca

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Barrafranca
comune
Barrafranca – Stemma
Barrafranca – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Enna-Stemma.png Enna
Amministrazione
Sindaco Salvatore Lupo (centro) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 37°22′00″N 14°12′00″E / 37.366667°N 14.2°E37.366667; 14.2 (Barrafranca)Coordinate: 37°22′00″N 14°12′00″E / 37.366667°N 14.2°E37.366667; 14.2 (Barrafranca)
Altitudine 450 m s.l.m.
Superficie 53,64 km²
Abitanti 12 929[1] (30-05-2012)
Densità 241,03 ab./km²
Frazioni nessuna frazione
Comuni confinanti Mazzarino (CL), Piazza Armerina, Pietraperzia, Riesi (CL)
Altre informazioni
Cod. postale 94012
Prefisso 0934
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 086004
Cod. catastale A676
Targa EN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 344 GG[2]
Nome abitanti Barresi
Patrono Sant'Alessandro - Maria SS. della Stella
Giorno festivo 3 maggio - 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Barrafranca
Posizione del comune di Barrafranca nella provincia di Enna
Posizione del comune di Barrafranca nella provincia di Enna
Sito istituzionale

Barrafranca (IPA: ['bar:a:'fraŋka]) è un comune italiano di 12 929 abitanti[1] della provincia di Enna in Sicilia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Barrafranca dista 39 chilometri da Enna, 25 km da Piazza Armerina,10 km da Pietraperzia, e 11 km da Mazzarino. È situata su un territorio collinare a Sud-Ovest del capoluogo, sul versante sud-ovest dei monti Erei, fra i fiumi Tardara e Braemi (37°23' di latitudine e 1°45' di longitudine dal meridiano di Roma). Ha un'estensione di circa 53,64 km² e un'elevazione dal livello marino di 448 mt. Nella carta topografica edita dall'I.G.M. ricade tra le tavolette Barrafranca 268 III SE e Monte Navone 268 II SO.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Barrafranca risale probabilmente all'antica Hibla Heraia (o Galeota o Galatina), poi romanizzata con il nome di Callonania.[senza fonte] In epoca normanna l'abitato si chiamò Convicino e divenne feudo della famiglia Barresi, intorno al 1330. Duecento anni dopo, nel 1529, Convicino assunse l'attuale nome di Barrafranca. Il nome del comune, molto probabilmente, deriva da Francesco Barresi che, nel XIII Sec., propiziò la costruzione delle prime case del comune. Secondo altri, invece, da "barriera franca" in quanto, per far incrementare la popolazione e i commerci, Matteo III Barresi, marchese di Barrafranca, aveva esentato dalle franchigie che si dovevano pagare per attraversare il paese ai nuovi arrivati ed ai commercianti di passaggio. In seguito, grazie a un clima di pace e di libertà garantita ai cittadini, Barrafranca iniziò un periodo di costante aumento della popolazione residente, sia per l'ottima accessibilità del paese, sia per l'ampia possibilità di trovare un lavoro nelle miniere di sale. Il paese cominciò ad espandersi attorno al castello dei Barresi, estendendosi prima ad ovest verso il quartiere Sopra Canale poi verso le terre del Convento a est e successivamente a nord.

Stemma comunale[modifica | modifica wikitesto]

Il primo Stemma ufficiale di Barrafranca, anche se non approvato dal Governo, fu ideato dal signor Santo Scarpulla, mastro muratore, alla fine degli anni ’20 quando fu restaurata la facciata del Palazzo Municipale. Esso era costituito: Scudo ovale, celeste, all’aquila al naturale, poggiata su una fascia verde caricata dalla scritta in nero “Barrafranca”, e una torre bianca, merlata alla guelfa, poggiata a sinistra sulla fascia sotto l’ala dell’aquila; corona marchionale e scritta in oro.

Il 10 febbraio 1953 il Consiglio comunale, con propria deliberazione, ritenendo non confacente alle origini di Barrafranca lo Stemma comunale sino a quel momento adottato, propone di adottare lo Stemma preparato dal dottor Angelo Ligotti, così costituito: Scudo inquartato, sormontato dalla corona argentea dei Comuni e circondato in basso da due fronde d’albero, una di ulivo e una di alloro, tenute insieme da un nastro tricolore. Il I quarto, di azzurro, all’aquila al naturale, dal volo semiabbassato, poggiata su di una trangla convessa di argento, caricata della divisa in nero “BARRAFRANCA OLIM CONVICINUM”, ad una torre di argento, merlata alla guelfa e finestrata, poggiata sulla sinistra della trangla e sotto l’ala dell’aquila; il II di argento, al leone rampante di rosso, sostenente un guidone di azzurro, ondeggiante in fascia, manicato di legno (Branciforti); il III fasciato in nebulosa, di sei pezzi di oro e di rosso (Barresi); il IV di rosso, alla banda doppio scaccata, di oro e di argento (Altavilla). Il Gonfalone doveva essere costituito da un drappo rettangolare dai colori bianco e rosso ugualmente ripartiti in senso perpendicolare, caricato dell’arma civica.

Il 15 luglio 1986, la Giunta municipale, presieduta dal sindaco prof. Giovanni Nicolosi, con propria delibera, dà incarico al dottor Salvatore Licata di riprendere lo studio per l’adozione dello Stemma civico che avesse riconoscimento ufficiale. Ma quando tutto era pronto ed occorreva la sola delibera di adozione da parte del Consiglio comunale, il progetto si arenò.

Nel 1996, sotto la spinta del sindaco Gaetano Giunta venne ripreso con maggior successo il progetto iniziato dal dottor Licata e finalmente, l’11 settembre 1996, il Presidente della Repubblica firma il decreto di approvazione dello Stemma comunale. Il 10 ottobre viene trascritto nel Registro Araldico dell’Archivio Centrale dello Stato e il 25 dello stesso mese nel Registro dell’Ufficio Araldico.

Il Comune di Barrafranca finalmente ha lo Stemma civico ufficiale, che è così rappresentato: nel I, di azzurro, all’aquila con il volo abbassato, d’oro, afferrante la lista svolazzante, dello stesso, caricata dal motto, in lettere maiuscole, OLIM CONVICINUM, essa aquila sormontata dalla corona marchionale d’oro; Nel II, d’oro, alla torre di rosso, mattonata di nero, chiusa dello stesso, finestrata di due in fascia, di nero, merlata alla guelfa di quattro, fondata sulla pianura di verde.

Nel febbraio 1997 il nuovo Stemma viene adottato ufficialmente.

Persone legate a Barrafranca[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Madre di Barrafranca
  • Chiesa Madre del 1728. Edificata sulla preesistente chiesa di San Sebastiano, ha stucchi dei fratelli Signorelli. Importante la statuetta del Santissimo Crocefisso, una acquasantiera con lo stemma dei Barresi. Tele: la Madonna della Purificazione di Filippo Paladino, la Mercede e la Consolata.
  • Chiesa di Santa Maria dell'Itria del XV secolo. All'interno è custodita l'Annunziata di Mattia Preti.
  • Chiesa Sacro Cuore, in stile moderno.
  • Chiesa San Giovanni
  • Chiesa Madre della Divina Grazia. Costruita intorno al 1650, vanta un portale in pietra intagliata e un quadro di vaste proporzioni raffigurante Maria Santissima delle Grazie.
  • Convento delle Benedettine e chiesa di San Benedetto del tardo barocco siciliano. Ha un altare ligneo scolpito, incorniciato da colonne a tortiglione.
  • Chiesa di Maria SS. della Stella. Antecedente al 1598, è la chiesa più antica di Barrafranca. All'interno sono custoditi i quadri raffiguranti San Isidoro agricola di Pietro d'Asaro e Sant'Alessandro di Francesco Vaccaro. Bello anche il Cristo Deposto ovvero il "Signore dell'Urna", realizzato in cartapesta. La figura di Cristo è in scala naturale, con il collo e gli arti inferiori piegati, di lunghezza pari a 1,40m. Il corpo è posto in posizione tale da essere facilmente adagiato all’interno dell’urna per un allestimento in Chiesa, e per essere trasportato in processione.
  • Chiesa di San Francesco. Anteriore al 1694, all'interno ospita le statue dell'Immacolata e di San Pasquale Baylon. L'altare maggiore è realizzato in legno scolpito e intarsiato.
  • Chiesa Santa Famiglia di Nazareth, in stile moderno, edificata nei primi anni '80 e ristrutturata nel 2007.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

  • Canale, Costa, Convento, Grazia, Itria, Madonna (Batìa), Silvia, Poggio, Punta Terra, Centrale, Serra, Villaggio Unra, Canalicchio, Gurretta, Portella d'Argento, Zotta, Setica.

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenica prima del Martedì Grasso - I Pignatuna. Un re, una regina e 12 cavalieri (rappresentanti i 12 mesi dell'anno), recitano le loro parti a cavallo. La recita è seguita dalla rottura dei Pignatuna, vasi in terracotta riempiti con caramelle e monete.
  • 19 marzo - Festa del Patriarca San Giuseppe, celebrata con la sacra rappresentazione della "fuga in Egitto" dell'abate Giuseppe Nicolò Baldassare Russo.
  • Mercoledì Santo - A Vasacra, passione, morte e resurrezione di Cristo, rappresentazione in vernacolo barrese sotto forma di teatro itinerante che va di scena il .
  • Venerdì Santo - Il Venerdì Santo, inizia con la Processione della Vergine Addolorata vestita in nero, che attraverso un congegno di fili e pesi, alza il braccio per asciugarsi le lacrime. La Madonna è accompagnata da San Giovanni, un santone alto tre metri, che si inclina verso la Vergine ogni qual volta ella si terge le lacrime. È una delle processione più lunghe dell'anno (10.00 14.00) e più commuoventi, alla processione partecipano tutte le confraternite di Barrafranca e i lamentatori, un gruppo di anziani che in dialetto barrese canta la faticosa e dolorosa cerca del figlio.U Trunu. I fedeli portano il fercolo del Crocifisso lungo la "Via dei Santi", c'è molta partecipazione, infatti parecchi emigrati tornano in paese in tale occasione.
  • Pasqua - La Giunta. È l'incontro tra la Madonna e il Cristo Risorto; caratteristiche sono le figure degli apostoli, alti santoni con le teste di legno scolpito che animano la sacra pantomima.
  • 1 maggio - Festa della Santa Famiglia di Nazareth, processione per la tradizionale " Via dei Santi" e giochi pirotecnici.
  • dall'1 al 3 maggio - Fiera del Bestiame, dell'Artigianato e dell'Agricoltura.
  • 3 maggio - Festa di Sant'Alessandro, Patrono di Barrafranca.

L' ultima domenica d' Agosto è la festa di Maria Madre della Divina Grazia, i festeggiamenti iniziano tre giorni prima con la sfilata di cavalli e stendardi, che dalla piazza principale, sfilano verso la chiesa della Grazia dove, all'arrivo tra il clamore e l' emozione dei fedeli, si assiste alla "scinnuta" della Vergine dal suo altare in mezzo alla gente. Il sabato dopo, i solenni vespri viene rappresentata la sacra rappresentazione di Maria di Nazareth, opera teatrale recitata in dialetto barrese. La domenica verso le 9, inizia la processione della Vergine per le vie cittadine, che rientrerà in chiesa dopo 4 ore circa. Durante il tragitto, si susseguono degli eventi scenici come, il saluto dei tre arcangeli alla Vergine, e il canto del Magnificat in piazza Regina Margherita.

  • 8 settembre - Festa di Maria Santissima della Stella, compatrona di Barrafranca. Assumono particolare interesse i ritini: il trasporto delle offerte in grano con carri e muli riccamente bardati.
  • Settimana Santa - Presepe della Passione, Il Presepe esaminato come insieme unitario di statuine, si narra la passione, morte, resurrezione e ascensione di Gesù.
  • 4 ottobre - I palloni di San Francesco. Piccole mongolfiere in carta velina che vengono realizzate dai soci dell' Associazione Turistica Pro Loco di Barrafranca in occasione della festa del Santo Patrono d'Italia. Al termine della messa vengono benedetti tutti gli animali presenti in piazza Regina Margherita.
  • 13 dicembre - Festa di Santa Lucia con degustazione della "Cuccìa" in Piazza Regina Margherita, (la sera prima ossia il 12, si accendono i falò in vari quartieri del paese che ricordano la tragica fine della Santa).
  • 25 dicembre- Il Presepe Vivente - Natale tra fiaba e realtà, rappresentazione in vernacolo barrese della nascita di Gesù Cristo.
  • dal 16 al 25 dicembre - Le Novene. A Natale in tutto il paese vengono realizzate le tradizionali novene: sono delle edicole, musicate dalla banda cittadina, nelle quali si rappresenta con molti attori il presepe.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale è la Barrese, partecipa al campionato di Prima Categoria e gioca le partite interne allo stadio comunale.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia è prevalentemente agricola (con produzione di ortaggi (particolarmente apprezzate le cipolle), frumento, mandorle, olio d'oliva, uva, agrumi) con allevamenti. Sono presenti cinque frantoi ed uno stabilimento di lavorazione della mandorle (quest'ultimo non più operativo). È sviluppato anche l'artigianato (lavorazione del marmo e consimili, ceramica, ferro e alluminio, legno, cornici in gesso, statue in cementizio ecc.), il comparto sartoriale e il commercio. Sono presenti miniere di zolfo (ormai in disuso) e farine fossili.

Barrafranca nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Dall'esperienza di Giuseppe Guido Lo Schiavo come magistrato a Barrafranca nasce il romanzo "Piccola pretura", che verrà trasposto cinematograficamente in "In nome della legge", uno dei primi film sulla mafia, diretto da Pietro Germi e vincitore di tre Nastri d'argento. Giovani scenografi del film, Mario Monicelli e Federico Fellini.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di Bronzo al Merito Civile[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina durante il secondo conflitto mondiale subì i bombardamenti aerei, prima americani e poi tedeschi, che provocarono numerosi morti e feriti e la distruzione quasi totale delle abitazioni. La popolazione sopportò gli avvenimenti bellici con coraggiosa determinazione e generosa solidarietà, prodigandosi in aiuto dei superstiti. Chiaro esempio di spirito di sacrificio ed elette virtù civiche. Luglio 1943 - Barrafranca (EN)

Note

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 maggio 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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