Gela

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Gela
Panorama di Gela
Gela - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Sicilia
Provincia: Caltanissetta
Coordinate: 37°4′0″N 14°15′0″E / 37.06667, 14.25Coordinate: 37°4′0″N 14°15′0″E / 37.06667, 14.25
Altitudine: 46 m s.l.m.
Superficie: 276 km²
Abitanti:
77.145 30-11-2008
Densità: 279,5 ab./km²
Frazioni: Manfria 
Comuni contigui: Butera (CL), Mazzarino (CL), Niscemi (CL), Acate (RG), Caltagirone (CT), Licata (AG)
CAP: 93012
Pref. telefonico: 0933
Codice ISTAT: 085007
Codice catasto: D960 
Nome abitanti: gelesi 
Santo patrono: SS. Maria dell'Alemanna 
Giorno festivo: 8 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Gela (IPA: ['geːla], Gèla in siciliano) è un comune italiano di 77.145 abitanti[1] della provincia di Caltanissetta in Sicilia. La città, da cui prende nome la vasta pianura circostante e l'ampio golfo su cui si affaccia, è un importante centro agricolo industriale e balneare. Gela, oggi città simbolo delle contraddizioni vissute dal Mezzogiorno, è ricca di testimonianze di quella che fu una delle più influenti polis della Magna Grecia. È nota pure per il complesso petrolchimico dell'ENI costruito nelle sue immediate vicinanze.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Il comune di Gela nella provincia di Caltanissetta

Il territorio di Gela è in parte pianeggiante e costituito dalla Piana di Gela, la seconda della Sicilia per estensione, e in parte collinare; è compreso tra la fascia costiera meridionale e i territori di Butera, Mazzarino, Niscemi ed Acate. La costa, bassa e sabbiosa, presenta a tratti delle pareti e rocce di formazione argillosa o calcarea sempre precedute dall'arenile. Il Golfo di Gela, ampio e poco pronunziato, è il più vasto della Sicilia. Lungo la costa sono presenti tre formazioni collinari di un certo rilievo di cui le prime due sono quasi "gemelle": quella su cui sorge la città storica, quella di Montelungo e quella di Manfria. La prima è quasi completamente invasa dalle costruzioni mentre le altre due soltanto parzialmente.

[modifica] Idrografia

La Piana di Gela è attraversata da numerosi corsi d'acqua, quasi tutti a carattere torrentizio, ad esclusione del Gela (fiume) un tempo navigabile nel suo tratto finale. Questi sin dal periodo arabo, sono stati sfruttati per l'irrigazione dei campi con la creazione delle cosiddette "prese" (dighe). I corsi d'acqua che sfociano sulla costa gelese sono:

  • il torrente Comunelli che nasce a nord di Butera, viene deviato nell'omonima diga e va a sfociare ad ovest di Manfria;
  • il torrente Rabbito, che nasce nei pressi di Butera e sfocia nei pressi di Femmina Morta;
  • il torrente Gattano, che nasce nei pressi di Butera e sfocia ad ovest del quartiere Macchitella;
  • il torrente "Cavo di bonifica" che lambisce la piana sino alla periferia nord della città dove si interra per essere canalizzato verso il fiume Gela;
  • il fiume Gela che sgorga nelle montagne a nord-ovest di Piazza Armerina, riceve numerosi affluenti lungo il suo corso (tra i quali il fiume Maroglio che a sua volta riceve le acque del torrente Cimia deviato nell'omonima diga) e va a sfociare ad est di Gela nei pressi della zona industriale. Il Gela è deviato nel grande bacino artificiale denominato Lago Disueri.
  • il fiume Dirillo (confine provinciale con Ragusa) che ha origine nell'altopiano ibleo e dopo essere deviato nella diga Ragoleto e aver riempito il lago Biviere di Gela sfocia ad est di quest'ultimo.

Per quanto riguarda i laghi, l'unico naturale è il Biviere di Gela (riserva naturale) mentre sono stati creati a servizio della piana ben tre grandi bacini artificiali: il lago Comunelli, il Lago Disueri' e la lago Cimia. Gli ultimi due dal 2008 oltre ad essere sfruttati per l'irrigazione lo sono anche per gli usi civili della città di Gela. Piccoli stagni ed acquitrini si formano inoltre alla foce dei torrenti e in località Piana del Signore.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce stazione meteorologica di Gela.

La città e la corrispondente fascia costiera godono del tipico clima mediterraneo, con inverno piuttosto mite ed estate calda ma non afosa (tranne in qualche caso) e ventilata grazie alle brezze marine. Le precipitazioni sono piuttosto scarse (circa 350 mm annui), in gran parte concentrate tra l'autunno e l'inverno e sono frequenti lunghi periodi di siccità estiva. Il territorio gelese risulta quello con il più alto tasso di giornate soleggiate in Europa.

[modifica] Storia

Gela è una delle più antiche città siciliane; i primi insediamenti risalgono al V° millennio a.C. Il nome attuale della città è storicamente legato a quello della potentissima colonia dorica fondata nel VII secolo a.C.. Decaduta dopo la distruzione risorse con il nome di Terranova nel periodo federiciano con la fondazione di una nuova città sui ruderi di quella ellenica. Tra XVII e XIX secolo la città attraversò vicende alterne sempre lontana dai fasti di un tempo. La scoperta archeologica delle fortificazioni greche di Capo Soprano nel 1948 e quella dei giacimenti petroliferi nel 1956, unita alla costruzione del Polo petrolchimico ENI la posero in una nuova fase di espansione economica e demografica non scevra tuttavia di drammatici problemi.

Per approfondire, vedi la voce Storia di Gela.

Gela è una città che nel corso dei secoli ha cambiato nome più volte:

  • Lindioi:è il nome del primo insediamento coloniale risalente al secolo VIII a.C.
  • Ghelas: è il toponimo della gloriosa colonia dorica fondata nel 689 a.C. e distrutta definitivamente nel 288 a.C. Deriva dal nome indigeno del fiume Gela che sfocia ad est e che significa probabilmente “vorticoso” o gelido
  • Massa Ghelas: uno degli appellativi attribuito dai romani alla zona dell’antica Gela
  • Colonnario: nome dato alla località perché caratterizzata dai ruderi dei templi
  • Eraclea o Heraclea: nome del borgo arabo-medievale fondato prima dell’anno 1000 nella parte centrale della collina gelese
  • Terranova (Terra nuova): denominazione della città fondata nel 1233 dal re Federico II di Svevia detta anche Eraclea (Registri Vaticani);
  • Terranova di Sicilia: nel 1862 venne aggiunta la specificazione “di Sicilia” per differenziare questo dagli altri centri italiani col medesimo nome;
  • Gela: il toponimo restituito nel 1927 alla città per ricordare i fasti dell’antica città classica.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Emigrazione

Sin dai primi anni del 1900 a causa della estrema indigenza, anche un gran numero di gelesi, come in altre aree della Sicilia sono stati costretti ad emigrare. Le mete principali, comuni a tanti altri emigranti meridionali, sono state tre: l'Italia settentrionale, la Germania e l'America. Decine di migliaia di persone hanno cambiato definitivamente residenza e hanno creato la loro famiglia altrove aggregandosi ad altre della medesima origine gelese, cosa comune in genere a tutti gli emigrati, in vere e proprie comunità gelesi sia in Italia che nel mondo. Basti pensare alla città di Busto Arsizio in Lombardia dove su circa 80.000 abitanti oltre 20.000 sono di origine gelese [senza fonte]. Altre consistenti comunità di gelesi si trovano a: Verona, Parma, Bergamo, Sannazzaro de' Burgondi, Torino, Alessandria, Mestre.

Numerosi gruppi di gelesi si trovano in Germania, Belgio, Francia e negli Stati Uniti. In America meridionale esiste addirittura una cittadina dove sono residenti moltissimi gelesi che, in ricordo della loro città, hanno costruito una chiesetta in legno che ricorda il duomo di Gela e dove festeggiano ogni anno la sentita festa della Madonna delle Grazie.

L'attivazione nei primissimi anni '60 del Petrolchimico di Gela nonostante abbia fatto affluire in città numerossimi lavoratori forestieri non è riuscita ad eliminare il problema.

[modifica] Tradizioni e folclore

Gela è una città ricca di manifestazioni religiose e folcloristiche che affondano le proprie radici nei secoli passati o addirittura nei millenni. Basti pensare al culto della Madonna di Betlemme che si rifà a quello di Kore e Demetra risalente all’epoca greca. Nonostante lo sconvolgimento del tessuto urbano causato dalla recente industrializzazione della città, i gelesi seguono ancora oggi con grande partecipazione molte delle antiche feste tradizionali:

Festa della Madonna delle Grazie

È l’evento religioso più sentito dalla popolazione locale. La festa è caratterizzata dalla processione a piedi nudi dei devoti per le vie della città alta al seguito del simulacro ottocentesco che sosta per le offerte in denaro e preziosi e dalla cerimonia della svestizione dei bimbi graziati dalla Madonna. Il tutto è accompagnato dai grandi ceri inghirlandati portati a mano dai fedeli. L’evento si conclude col rientro del simulacro e i giochi pirotecnici a mare. Eventi collaterali sono il mercatino di via Mare del 2 luglio.

Settimana Santa (in particolare Venerdì Santo)

Anche a Gela come in altre località siciliane si svolge l'antica e caratteristica manifestazione della Settimana Santa con particolare riguardo al Venerdì. Elemento tipico gelese è “u lamentu”, triste canto dialettale eseguito da anziane donne e accompagnato dal suono di un tamburo nella quiete della via Crucis seguita da una moltitudine di fedeli. Nella tarda mattinata l’antico simulacro ligneo del Cristo viene posto sulla croce e vi rimane sino al tardo pomeriggio esposto alla venerazione dei fedeli che riempiono la piazza. Poi viene tolto e deposto nell’urna in legno decorato d’oro zecchino rientrando in processione nella Chiesa Madre di Gela. La rappresentazione della Settimana Santa di Gela si svolge in maniera semplice e rievocativa della Passione di Cristo; è una delle manifestazioni più partecipate, sentite e ricche di folclore in Sicilia.

Festa della Patrona Maria SS. dell'Alemanna
L'icona bizantina della patrona Maria SS. d'Alemanna

La festa patronale di Gela, che si svolge l'8 settembre, è legata all'antico ritrovamento, da parte di un contadino, di una tavola bizantina raffigurante la Madonna dell’Alemanna (su un fondo dorato) nella zona della collinetta di Betlemme dove venne eretto un piccolo santuario. La festa è caratterizzata dalla processione del dipinto per le vie principali della città alta, accompagnata da altri eventi tradizionali tra cui: la cuccagna a mare o “iocu do palliantino” che chiude simbolicamente la stagione balneare gelese; la rassegna d’artigianato e arte locale “Sperone Arte” , tornei sportivi, concerti, il mercato di via Mare e concorsi artistici e fotografici.

Festa di San Giuseppe

La seguita festa di San Giuseppe viene festeggiata due volte: il 19 marzo e la prima domenica di maggio. Nella prima vengono organizzate le tradizionali “tavole di San Giuseppe”, grandi altari imbanditi con ogni bontà gastronomica frutto della questua iniziata da una famiglia devota organizzatrice alcuni mesi prima. La festa è caratterizzata da un particolare rito: per ognuna delle tavole organizzate in giro per la città vengono chiamati tre poverelli del quartiere a impersonare i componenti della Sacra famiglia (Gesù, Giuseppe e Maria). Il giorno della ricorrenza, vestiti con candide tuniche e ghirlande di fiori sul capo, i tre accompagnati da una moltitudine di bambini che gridano “U patriarca! U patriarca!” raggiungono l’ingresso della casa decorato con palme bussando tre volte all’uscio e rispondendo al “cu è?” “semmu Gesù, Giuseppe e Maria!”. Al chè tra gli applausi vengono accolti in casa a godere delle bontà della tavolata dopo il digiuno rituale dei giorni precedenti.

La festa di maggio, detta u iocu do iaddruzzu (gioco del galletto o della pentolaccia) si svolge in piazza Sant'Agostino (antistante l’omonima chiesa). Il gioco consisteva una tempo nel far rompere con un lungo bastone, da un povero della città, un vaso di terracotta, contente un gallo vivo, fatto traballare appeso a una corda; il gallo spettava a chi rompeva il vaso. Oggi al posto del gallo vengono posti un pupazzo e altri doni.

Antiche tradizioni religiose gelesi come quella di San Rocco, San Francesco di Paola ed altre sono quasi del tutto scomparse.


[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

La biblioteca comunale è una delle più ricche tra quelle minori della Sicilia. Vanta quasi 30.000 testi, fra i quali si distinguono oltre mille manoscritti risalenti al 1500 e al 1600. Essa è dotata di: aula informatica, spazio giornali e riviste, grande archivio, sala lettura e conferenze. La sede, in via Butera angolo largo San Biagio, è ospitata presso un ex Monastero del XI secolo utilizzato nei secoli come ospitium (centro di accoglienza per pellegrini).

Il Comune di Gela possiede un ricco Archivio storico non accessibile al pubblico in cui sono contenute pubblicazioni e testi riguardanti la storia della città.

Altre biblioteche scolastiche sono: quella del Liceo Ginnasio “Eschilo” e quella della scuola media “Ettore Romagnoli”, entrambe con testi ottocenteschi e novecenteschi.

[modifica] Scuole

Nonostante il numero di abitanti Gela ha un numero limitato di istituti di istruzione superiore: mancano indirizzi come il tecnico agrario, il nautico e l'informatico, i Licei linguistico e artistico.

[modifica] Università

La città di Gela non è sede di Università pur possedendo un vasto numero di studenti universitari che, in assenza di un proprio Ateneo, sono distribuiti nei quattro poli universitari siciliani (Catania, Palermo, Enna e Messina) nonché in tutto il resto d'Italia. Nel 1999 la Provincia Regionale di Caltanissetta era riuscita ad attivare tre corsi di laurea decentrati con polo didattico in città, (facoltà di Economia) e nel 2002 un corso di Scienze della Comunicazione (facoltà di Lettere e Filosofia), dipendenti dall'Università degli Studi di Catania. L'iniziativa ha riscosso successo attirando studenti anche dai comuni limitrofi; nel 2007 tuttavia il rettore dell'ateneo catanese Antonino Recca ha disposto la chiusura del polo gelese a nuove iscrizioni, mentre non sono andati a buon fine neanche altri progetti universitari, nel territorio gelese, tentati dall'Amministrazione comunale.


[modifica] Media

[modifica] Cinema

[modifica] Teatro

[modifica] Musica

  • Banda "Giuseppe Verdi"

[modifica] Eventi

[modifica] Estate Gelese

Si tratta di un cartellone annuale promosso dall'Amministrazione Comunale comprendente una serie di iniziative tese ad allietare la stagione estiva in città. Tra le manifestazioni più importanti si segnala la stagione teatrale estiva (solitamente tra Agosto e Settembre) comprendente una serie di spettacoli di danza, teatro popolare, lirica, musica, operette, concerti che vengono organizzate in parte presso il parco archeologico delle Mura Timoleontee, in parte nelle varie piazze cittadine (San Giacomo, Roma, San Francesco, Umberto I°, ecc...). Inoltre per allietare le caldi notte estive nel cartellone vengono inserite altre manifestazioni quali il piano-bar in vari punti di ritrovo dei giovani (Caposoprano, Macchitella, Lungomare), concerti dei cantanti più in voga del momento, schiuma-party in spiaggia, ecc...

[modifica] Personalità legate a Gela

[modifica] Antica Gela

La Gela greca (Ghelas), una delle più grandi e ricche poleis del Mediterraneo, fu un rilevante centro culturale ed artistico. Numerose sono le grandi personalità che qui ebbero i natali, così come i grandi personaggi che vi soggiornarono attirati dalla fama e dall’opulenza della corte dei Dinomenidi. Tra gli altri vennero al mondo a Gela:

Inoltre Gela fu meta dei più grandi filosofi, letterati e retori greci, fra i quali Pindaro, Bacchilide e Simonide. Eschilo, il più grande tra i drammaturghi classici, si stabilì a Gela intorno al 460 a.C. dove probabilmente scrisse e rappresentò alcune delle sue opere (il teatro greco non si è ancora trovato) per poi morirvi nel 456 a.C. Sulla sua tomba, scomparsa, pare che si ricordassero le sue doti militari (stranamente non quelle drammaturgiche) e che egli morì colpito da una testuggine lanciata in volo da un’aquila che scambiò la sua testa (calva) per un masso!

[modifica] Personaggi Terranovesi

Terranova, città federiciana fondata nel 1233, fu anch’essa, almeno nel primo secolo di vita, un fiorente centro artistico e culturale. Tra i personaggi nati fra 1200 e 1900 si ricordano:

  • il Beato Agostino Novello (1235-1310);
  • Guido delle Colonne (1273-1345): esimio rimatore della Scuola Siciliana di Federico II di Svevia amava definirsi “geloo di Eraclea”;
  • Giuseppe Giurato (1706-1772): avvocato, ministro e ambasciatore con grandi doti oratorie;
  • Antonio Maria Panebianco: Cardinale influentissimo alla corte di Roma;
  • Padre Innocenzo Arancio, scienziato e docente universitario;
  • Benedetto Maria Candioto, storico;
  • Padre Cherubino Gello: teologo e poeta;
  • Mario Aldisio Sammito (1835-1902): grande promotore dei Fasci Siciliani, autore di opere di carattere politico, amico di Mazzini e Garibaldi;
  • Giuseppe Di Bartolo: esimio architetto, docente universitario in Torino, autore dei progetti della Chiesa Madre di Gela e di numerosi palazzi ed edifici pubblici cittadini;
  • Angelo Corrao (1864-1926): predicatore, letterato, docente universitario
  • Angelo Ortisi, tenore di fama internazionale
  • Girolamo Iozza (1890-1968): inventore, Generale all’Aeronautica, docente accademico;
  • Salvatore Aldisio (1890-1964): politico, ministro della Repubblica per ben quattro volte, Alto commissario per la Sicilia, prefetto, padre dell'Autonomia Siciliana.
  • Emanuele Morselli (1899-1975): docente universitario, autore di numerose opere di carattere finanziario;
  • Giuseppe Di Menza (1822-1896): giurista e magistrato.
  • Onofrio Presti (1865-1941): amministratore, studioso di storia e archeologia classica.

A Terranova, ridiventata Gela dal 1927, soggiornarono per brevi periodi: Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo, Ettore Romagnoli, Paolo Emiliani Giudici, Enrico Mattei, Giovanni Falcone.

[modifica] Personaggi attuali

  • Gaetano Giordano, commerciante ucciso nel 1990 per essersi ribellato al racket delle estorsioni .
  • Gianni Virgadaula: regista.
  • Giovanni Cacioppo: cabarettista e attore.
  • Guglielmo Moscato, già Presidente dell'Agip e dell'Eni.
  • Crocifisso Moscato, personaggio-chiave per la realizzazione del Polo oncologico di Gela.

[modifica] Urbanistica e monumenti

[modifica] La città

Gela è uno dei più estesi centri urbani, a livello demografico, della Sicilia. Il tessuto urbano presenta un impianto a scacchiera di derivazione ippodamea che ricalca il sottostante impianto della polis greca. I nuovi quartieri residenziali sorti ad ovest della collina (Macchitella e Scavone) presentano invece lo schema urbano della “città-giardino”. La cittadina arabo-medievale di Eraclea (o Heraclea) costituì il primo nucleo urbano fondato dopo la distruzione greca del 282 a.C.. Posizionata nella zona compresa tra il cimitero Monumentale e la chiesa di San Giacomo Maggiore, pare che fosse dotata di numerose chiese e perfino di rete fognaria. Nel 1233 il re Federico II di Svevia decise di fondare sui ruderi della città greca il nuovo centro di Terranova che sarebbe diventato punto di riferimento per l’economia circostante. Il primo nucleo terranovese, di forma quadrata, presentava un’estensione di oltre 20 ettari, un possente sistema di fortificazioni con castello all’angolo sud-est ed un porto caricatore. Lo schema urbano si rifaceva a quello romano in quanto incentrato su due assi principali ortogonali (il corso e l’attuale via Marconi) che collegavano le quattro porte (più una quinta verso il mare) e dividevano la città in quattro rioni. Tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 Terranova vide raddoppiare la propria estensione, espandendosi verso ovest con uno schema urbano conforme al precedente e con mura. Infatti il corso principale venne prolungato mentre l’asse nord-sud venne sostituito dall’attuale via Bresmes (già Marina). La città contava ben 22 chiese e perciò appariva dall’alto ricca di campanili e cupole, come emerge chiaramente dalle raffigurazioni dell’epoca. Sino al 1800 la città rimase entro le mura.

L’esigenza di nuove abitazioni portò all’espansione verso ovest con la creazione del “Borgo” e del “Rabatello”. Più tardi vennero creati i quartieri “Orto Buget” (sud-est), “Mulino a vento” (est) e “Stazione” (nord-est). Fino alla prima metà del ‘900 vennero creati ulteriori quartieri verso ovest (San Giacomo, Pignatelli, Loco Barone), verso sud (Bastione, Toselli e Ospizio Marino), lungo la via Nazionale (oggi G. Cascino), la via Verga e la via Tevere. A partire dagli anni ’60, in corrispondenza dell’attivazione del Petrolchimico, la città venne sconvolta da una disordinata e abnorme espansione urbana in tutte le direzioni che minacciò perfino la parte storica. I quartieri più grandi oggi sono: Caposoprano (zona occidentale della collina), Macchitella e Scavone, Fondo Iozza, villaggio Aldisio e la grande periferia abusiva di Margi e Settefarine (nord).

Al di fuori del centro urbano di una certa dimensione sono gli insediamenti urbani sulla costa occidentale compresa tra la collina di Montelungo e la foce del Comunelli, e la zona industriale col Petrolchimico e i due nuclei dell’Asi (Azienda di Sviluppo Industriale).

[modifica] Archeologia

Gela è considerata uno dei più importanti siti storici, archeologici e culturali del Mediterraneo, essendo stata tra VI e V secolo a.C. la maggiore città-stato siceliota e la fondatrice di Akragas. Qualunque scavo nell'area per lavori pubblici spesso subisce interruzioni a causa di ruderi e reperti di ogni epoca. In epoca medievale per l’edificazione della città vennero sfruttati i maestosi ruderi della polis causando la perdita di numerosi templi e lunghi tratti delle possenti fortificazioni greche. Già durante il XVIII secolo Terranova divenne meta di tombaroli che, attirati dall'importanza del sito, molto spesso compravano a basso prezzo un terreno ed eseguivano le loro ricerche clandestine) per poi rivenderlo e fuggire via con reperti inestimabili che sistematicamente finivano nelle vetrine dei più prestigiosi musei del mondo. Lo stesso Evans fu a Terranova. Le prime indagini legali risalgono al 1900, condotte dal celebre archeologo Paolo Orsi sotto incarico della Sovrintendenza di Siracusa. Egli individuò l’Athenaion presso l’Acropoli ed eseguì indagini sulla vastissima necropoli greca compresa tra l’Orto Pasqualello e il Cimitero Monumentale, dalla quale provengono alcune fra le più raffinate ceramiche al mondo classico. La grande stagione dell’archeologia gelese è comunque quella compresa tra il 1948 e tutti gli anni ’60 durante la quale tornarono alla luce numerose e importantissime testimonianze sia greche che di altri periodi. La città e il territorio sono costellati di siti archeologici che, nella maggioranza dei casi, sono stati esplorati e nuovamente interrati.

l'acropoli in contrada Molino a Vento

Le zone oggi visitabili sono tre: Capo Soprano, l’Acropoli e il sito di Bosco Littorio. Presso Capo Soprano si ammira l’esempio meglio conservato al mondo di architettura militare greca: le fortificazioni greche (Mura Timoleontee) di Gela. Il tratto messo in luce (quasi 400 m) risale al IV secolo a.C. Dell’originario complesso sono ancora visibili: il basamento di un torrione d’avvistamento, le gradinate d’accesso ai camminamenti di ronda, l’impianto di scolo delle acque meteoriche, i possenti contrafforti della fiancata sud-est. Ma la particolarità che rende unico il monumento è il materiale utilizzato per la sua costruzione: grossi blocchi squadrati di pietra arenaria nella parte inferiore e uno spesso strato di mattoni d’argilla crudi o “cotti al sole” che si sono perfettamente conservati e necessitano di un’adeguata protezione dall’azione delle intemperie e del tempo. Dal 2009 le Mura sono state attrezzate con una moderna e funzionale struttura di protezione in hi-tech. Nel parco si possono visitare: due forni di epoca medievale, i ruderi di un accampamento militare e quelli di un vasto quartiere residenziale del IV secolo a.C.

Poco distante dal parco, alle spalle dell’ospedale Vittorio Emanuele, si trovano i resti del complesso delle Terme Ellenistiche (IV secolo a.C.), l’impianto termale più antico finora scoperto in Italia. Questo era composto da una quarantina di vasche ed era dotato di un sofisticato impianto di riscaldamento sotterraneo e di scarico delle acque. Le terme andarono probabilmente distrutte in un incendio durante la distruzione della città nel 282 a.C.

Nella parte opposta della città, in località Mulino a Vento e adiacente alla sede del Museo Archeologico, si estendono gli scavi dell’Acropoli arcaica. La parte scavata rappresenta solo una minima porzione della città arcaica, estesa tra la foce del Gela e il vallone Pasqualello. Dalla passeggiata archeologica si ammirano verso nord ruderi di case, sacelli, botteghe e mura, con chiare tracce del sistema viario ippodameo (con la plateia e gli stenopoi).

La colonna dorica presso l'Acropoli

Verso nord si estendeva la zona sacra: oggi sono visibili solamente i basamenti di tre templi. Del più grande, il tempio C o Athenaion, è rimasta in piedi una colonna in stile dorico (alta quasi 8 m) che è uno dei simboli cittadini. A sud dell’Acropoli, all’interno del Bosco Littorio, è stato rimesso in luce e restaurato recentemente il complesso dell’Emporio Greco Arcaico (VII-VI secolo a.C.). Molto esteso e collocato nei pressi del sito portuale (foce del Gela), l’Emporio cittadino comprendeva officine, magazzini e botteghe. Anche in quest’ultimo monumento è riscontrabile la particolare tecnica costruttiva a mattoni crudi. Numerosi altri siti sono chiusi al pubblico ma interessantissimi per lo storico e l’archeologo; tra questi si ricordano: il Tesmophorion di contrada Betlemme; il quartiere residenziale ellenistico della Stazione vecchia; i quartieri ellenistici di Capo Soprano (via Meli); la necropoli di Piano Notaro; il santuario di via Istria; la necropoli di Mànfria; la grandiosa villa ellenistica di via Romagnoli (predio Iacona). Gli scavi continuano anche all’interno dei tre siti archeologici aperti.

Tra le ultime scoperte nel territorio gelese si segnalano: il completamento del recupero del relitto greco più antico (500 a.C.) che dopo il restauro a Portsmouth verrà esposto nel Museo della Navigazione Greca di Gela, unico nel suo genere; la scoperta delle fondazioni di altri due templi greci: il primo, molto grande, accanto alle cripte della Chiesa Madre; il secondo nei pressi del nuovo parcheggio multipiano di via Istria. Nei primi sei mesi del 2009 altre scoperte nel territorio gelese hanno riempito le prime pagine dei quotidiani nazionali: una quarta imbarcazione antica in prossimità della foce del Dirillo, un sito archeologico sottomarino davanti alla costa di contrada Bulala e altri reperti che sono venuti alla luce davanti le coste di Montelungo durante una campagna di pulizia dei fondali; una villa monumentale di epoca ellenistica sul promontorio di Capo Soprano con panorama sul golfo.

[modifica] Musei

Gela è sede dell'importante Museo Archeologico Regionale di Gela. Il museo concerne l’arte greca, quella preistorica, la ceramica normanna (“tipo Gela”) e la numismatica antica. Il Il Museo ha sede in un edificio in stile razionalista del 1958, sito in corso Vittorio Emanuele 1, ampliato nel corso dei decenni. Vi sono custoditi numerosi reperti preziosissimi, tra i quali: le antefisse di Sileno e di Gorgone, le ceramiche della collezione Navarra, i reperti recuperati nelle tre navi greche affondate sulla costa gelese nel V secolo a.C. , i reperti scoperti nelle necropoli preistoriche e greche di Gela ed hinterland.

Museo Archeologico, ingresso

Alcuni pezzi, unici al mondo, sono: le tre arule fittili scoperte presso il sito di Bosco Littorio e le quasi 1000 monete del Monetiere di Gela considerato il più ricco del mondo greco occidentale.

In attesa del ritorno della prima nave greca di Gela, dal 2003 in Inghilterra per un complesso lavoro di restauro, è in corso di realizzazione a Bosco Littorio il Museo della Navigazione Antica che esporrà in maniera adeguata le tre navi greche gelesi, importantissimi esemplari al mondo per datazione, dimensioni, tecnica costruttiva e per l’eccezionale stato di conservazione. Il Golfo di Gela è ancora pieno di relitti antichi dati gli intensi traffici commerciali e le grandi battaglie dell'antichità.

In città sono attivi altri piccoli musei di livello scolastico o amatoriale: il museo dell’arte contadina presso la scuola di 1° grado “Enrico Solito” e il museo mondiale della scarpa in miniatura.

[modifica] Centro Storico

L'arco d'ingresso dell'antico tempio di San Giacomo, recuperato per la sistemazione della piazza. Alle spalle si vede l'ingresso di San Giacomo Maggiore (1951).

Il centro storico di Gela, seppur vittima della caotica espansione edilizia dell’ultimo cinquantennio, è ricchissimo di monumenti e testimonianze storiche.

In piazza San Giacomo è esposto il portale con arco ogivale dell’antica chiesetta di S. Giacomo (XIV secolo). Lungo corso Aldisio prospetta il neoclassico Ex Convitto Pignatelli (1878). A sud della Villa Garibaldi (1878) si trova la Chiesa dei Cappuccini, risalente al 1300 ma rimodulata e ampliata nel corso del 1900. Presenta un prospetto in stile neo-gotico e, al suo interno, un pregiato polittico in legno intarsiato. Tutt’attorno il centro storico federiciano e secentesco (1233-1578) sopravvivono le vestigia dell’antico sistema difensivo con tratti di mura, torrioni e porte incastonati nei prospetti delle moderne abitazioni. In particolare risultano interessanti: i tratti di mura cinquecentesche di via Matteotti angolo via Verga (ex carcere) e via Miramare con tre torrioni (di cui uno in via Colombo); il tratto duecentesco di viale Mediterraneo con il bastione di Porta Marina e almeno due torrioni; i ruderi del Castello federiciano o Palazzo ducale in piazza Calvario (coi ex granai); altri tratti di mura in via Porta Vittoria. In piazza Roma è sita la Chiesa del Carmine risalente al ‘700 che custodisce un crocifisso ligneo quattrocentesco ritenuto miracoloso dai gelesi. Sul corso Vittorio Emanuele, la via più elegante della città, si erge la Chiesa del Rosario (1796-1838) che esternamente presenta un’alta torre campanaria con cuspide maiolicata e tre bei portali, mentre l’interno si presenta in linee tardo-barocche. Nel cuore cittadino, piazza Umberto I°, spicca con la sua imponente ed elegante mole la Chiesa Madre (1766-1844), bellissimo esempio di neoclassico. Il prospetto è caratterizzato dai due ordini di colonne doriche e ioniche (due delle quali provenienti dall’Athenaion). Interessanti anche la torre campanaria e la cupola. L’elegante interno a schema basilicale con croce latina, conserva bei dipinti, tra cui: quello bizantino che ritrae la patrona Maria SS. dell’Alemanna, e poi il Transito di Maria e l’Assunzione della Madonna, opere rispettivamente di Deodato Guinaccia e del Tresca. Elementi degni di nota sono anche il prezioso altare principale in marmo policromo misto a vetro e il monumento funerario marmoreo al Mallia, opera di Filippo Pennino. Sotto la chiesa è stata scoperta la cripta trecentesca appartenente alla precedente chiesetta di S. Maria dè Platea.

piazza Umberto I° (sud-ovest)

Alle spalle della chiesa Madre è ubicato l’ex Monastero di clausura femminile con annessa chiesa di S. Benedetto (XV secolo). Il complesso ha ospitato sino al 1969 l’Ospedale civile. La chiesa prima di essere parzialmente distrutta da un incendio conservava una stupenda cantoria lignea ornata d’oro zecchino e recante l’aquila sveva, stemma di Gela. Il Monastero è sorto sul sito di un antichissimo palazzo nobiliare di cui rimane un grande torrione con stemma nobiliare all’angolo sud-est. Accanto al moderno Palazzo di Città (1951), sorto dove un tempo vi era il convento quattrocentesco dei padri Francescani, c’è la chiesa di San Francesco d’Assisi (1659) che vanta nell’interno un ricchissimo soffitto a cassettoni lignei ornati d’oro zecchino e dipinti. Nella piazza S. Agostino, la più bella della città e un tempo ornata da ben cinque chiese d’epoche diverse, si possono oggi ammirare: la chiesa e il convento di S. Agostino (1439-1783); il Teatro Eschilo (1931); la chiesa di San Francesco di Paola con l’annesso convento dei padri Minimi poi divenuto Educatorio, entrambi in stile tardo-barocco. Infine, poco distante dal centro, si può visitare un esempio d’arte medioevale: la chiesetta di San Biagio (1099) con l'annessa ex Commenda dei Templari, la più antica rimasta in città dopo la distruzione della vicina chiesetta di S. Ippolito sempre dell'XI secolo. Alle spalle di San Biagio si trova un'altra piccola chiesa, San Nicola da Tolentino (XIX secolo), il cui campanile neoclassico è crollato alcuni anni addietro. Nelle adiacenze si trova l'ingresso del Cimitero Monumentale nel cui viale principale si possono ammirare diverse cappelle e mausolei ottocenteschi e novecenteschi negli stili neoclassico, barocco, gotico e liberty.

[modifica] Il liberty Gelese

Particolare del centro storico.

Un aspetto caratteristico dell’assetto urbanistico ed architettonico della vecchia Gela fu l’ampia diffusione dello stile liberty o “floreal” protagonista nella progettazione dei più importanti palazzi signorili della città. Sino ai primi anni ’60 dello scorso secolo le principali piazze e vie cittadine erano adornate da queste architetture semplici e al contempo eleganti che donavano alla cittadina del Golfo un aspetto civile ed ordinato, oggi purtroppo andato perduto.

Se a Palermo e in altre realtà dell’Isola primeggiava l'opera l’architetto Ernesto Basile, a Gela viene ricordato Giuseppe Di Bartolo, docente in Architettura presso l’Università di Torino.

La città di Terranova (Gela) tra il XVIII° e i primi anni del XX secolo andò incontro ad un rinnovamento urbanistico ed architettonico che vide la sistemazione del corso principale, la ricostruzione di numerose chiese e la realizzazione di nuovi sontuosi palazzi signorili. In questo preciso disegno di miglioramento estetico della città (collegato anche ad una discreta crescita civile e sociale rappresentata dalla nascita nello stesso periodo di un teatro e del Liceo Ginnasio) rientra la progettazione dei prospetti dei nuovi edifici che dovevano apparire coordinati tra di loro in modo da assicurare un'architettura unitaria a tutto il centro. Elementi caratterizzanti della nuova architettura furono: timpani, archetti ribassati e cornicioni, tutti contenenti un piccolo fregio, posti nella parte superiore delle finestre a volte delineate da colonnine in stile corinzio; balconi con mensoloni in pietra intagliata nei palazzi più ricchi o in ferro battuto; lesene e cornicioni con andamento rettilineo regolare a volte ornati da festoni e altri ornamenti; portali in pietra arenaria con raffigurazioni in corrispondenza della chiave di volta e portoni in legno massiccio con anelloni decorati in ferro battuto. Tali elementi sono presenti negli esempi più significativi, qui di seguito elencati:

  • Palazzo Rosso, via Bresmes angolo piazza Umberto I°
  • Palazzo Giusto Nocera*, piazza Umberto I°
  • Palazzo Tedeschi, corso Vittorio Emanuele
  • Palazzo De Maria, corso Vittorio Emanuele
  • Palazzo Presti, corso Vittorio Emanuele
  • Palazzo Giunta, corso Vittorio Emanuele
  • Palazzo Damaggio, corso Vittorio Emanuele
  • Palazzo Ventura, corso Vittorio Emanuele angolo via Marconi
  • Palazzo Ex Sottoprefettura, via Marconi angolo via Cairoli
  • Palazzo Vella, piazza San Francesco angolo via Cairoli
  • Palazzo Moscato, via Bresmes angolo via S. Damaggio
  • Palazzo Vella, via Bresmes angolo via Cairoli
  • Palazzo Aliotta-Papotto, via Cairoli
  • Palazzo Di Bona, via Trieste angolo corso V. Emanuele
  • Palazzo Maida, corso Vittorio Emanuele angolo vc. Ingurdo
  • Palazzo Mattina, corso Vittorio Emanuele
  • Palazzo Guccioni, corso Vittorio Emanuele angolo via Fischetti
  • Palazzo S. Maria di Gesù, via Ventura angolo via Matteotti
  • Ex Convitto Pignatelli Roviano, corso S. Aldisio
  • Palazzina della Dogana, viale lungomare Federico II°
  • Villa Panebianco, via Ettore Romagnoli
  • La Casina, contrada Settefarine
  • Ex Ospizio Marino, piazza Trento

Altre facciate molto belle si possono notare lungo la via Aretusa, in via Navarra, in via Rossini, in via Ventura, in via Pisa angolo via Morello, in via Colombo, ecc…

Questo patrimonio poco conosciuto della città, spesso degradato o distrutto, andrebbe recuperato e valorizzato.

[modifica] Monumenti nei dintorni

La torre di Mànfria

Il territorio gelese oltre ad essere costellato di siti archeologici, lo è anche di torri, castelli e altri monumenti. In località Manfria, zona balneare della costa occidentale ad 8 km da Gela, sorge sulla cima dell’omonima collina, la torre d’avvistamento risalente al XVI secolo e progettata da Camillo Camilliani.

Su uno sperone roccioso visibile dalla strada statale Gela-Catania si erge il Castelluccio di Gela, maniero risalente al XII secolo, rimaneggiato nel 1230 e ancora dopo. Durante lo sbarco in Sicilia subì danni a causa dei bombardamenti alleati.

Nelle vicinanze del Castelluccio si trovano in contrada Grotticelle due interessantissimi monumenti: la diga delle Grotticelle (XVI secolo) che coi suoi contrafforti rappresenta la prima opera d’ingegneria idraulica in Sicilia; la Catacomba paleocristiana con tombe poste in un ambiente a raggiera scavato nella roccia calcarea di una grotta. Interessanti infine risultano i casali sparsi nelle zone adiacenti la città, come: quello dei Principi Pignatelli sulle rive del lago Biviere di Gela e quello dei Mattina presso il parco di Montelungo.

[modifica] Architettura moderna

Piazza e Chiesa San Giacomo

Nonostante il carattere abusivo predominante dell’espansione edilizia a Gela, in qualche caso, la città ha visto anche qualche bell'intervento d’architettura moderna. Fra questi:

Di un certo interesse anche: La parrocchie San Domenico Savio (1951) ideata da Giuseppe Caronia al villaggio Aldisio e la razionalista S. Antonio di Padova (1989) a Caposoprano, il Palazzo di Giustizia e il Palasport provinciale, entrambi progettati da un architetto gelese e in corso di completamento.

In progetto due opere di riqualificazione: il Parco della Gorgone firmato da Enzo Mari per il quartiere abusivo di Settefarine e il progetto di recupero Una via, tre piazze a Gela disegnato da Roberto Collovà e associati. Quest'ultimo progetto nasce da un concorso nazionale bandito dal Comune di Gela nel 1990 per il recupero di alcuni dei punti focali del centro storico cittadino.

[modifica] Mercati e Fiere

A Gela ogni martedì si svolge quello che è considerato il più grande mercato all’aperto della Sicilia: le bancarelle allestite lungo la via Recanati e parte della via Pozzillo sono circa mille e formano un serpentone lungo oltre un chilometro. Il mercato attira acquirenti anche dai comuni limitrofi per le possibilità di risparmio e assortimento.

Si svolgono anche tanti mercatini rionali, etnici o nei periodi festivi.

  • Mercato settimanale del martedì: via Recanati;
  • Mercatino di via XXIV° maggio (Centro)
  • Mercatino di piazza Valsè (Macchitella)
  • Mercatino di piazza Quasimodo (Caposoprano)
  • Mercatino etnico: Lungomare Federico II°
  • Mercatino della rotonda Est: piazza delle Tre Porte (Macchitella)
  • Mercato delle festività (Patrona, Madonna delle Grazie): via Mare
  • Sperone Arte”, mercatino artigianale ed artistico: via Pisa (Festività patronali).
  • Fiera di Gela (senza scadenza fissa): cittadella direzionale ASI presso la zona industriale.

[modifica] Ambiente

Il territorio di Gela dal punto di vista ambientale è molto variegato e va considerato come parte della più vasta regione coincidente con la Piana di Gela. La zona risente fortemente dei danni di un'industria, come quella petrolchimica, invasiva ed inquinante e del carattere caotico dell’edilizia abusiva degli ultimi decenni oltre che da diffuse discariche abusive di rifiuti di ogni genere. Le maggiori emergenze naturalistiche del territorio individuabili nelle zone umide costiere tra le formazioni dunali, e nei paesaggi dei dintorni tutelati da vincoli Sic e Zps che in questo territorio hanno la loro maggiore estensione nel quadro della Regione Siciliana.

[modifica] Siti naturali

Lo stagno del Biviere di Gela situato tra dune ricoperte di macchia mediterranea, con il suo micro-clima eccezionale della fascia costiera, consente a milioni di volatili che si spostano nelle migrazioni tra il continente africano e quello europeo di trovare, durante il loro lungo viaggio, dei luoghi in cui possano riposarsi trovando al contempo cibo e acqua a sufficienza. La Convenzione di Rasmar ha dichiarato per tale motivo il Lago Biviere di Gela sito di interesse comunitario e nel 1997 la LIPU, per tutelare questo eccezionale patrimonio naturale, ha istituito la Riserva naturale orientata Biviere di Gela.

In questo sito, piccolo ma importante, sono state registrate ben oltre 200 specie diverse di volatili, molte delle quali in via di estinzione, nonché numerose specie vegetali molto rare. Stretto e lungo, il lago Biviere si dispone parallelamente alla costa sabbiosa ed è separato da questa da una fascia di dune ricoperte di macchia mediterranea. È alimentato dal torrente Valletorta Monacella e, attraverso uno sbarramento mobile, dal fiume Dirillo che permette nel suo tratto finale, quando rimane asciutto, l’ingresso di acqua marina nel lago. Piccole formazioni lacustri si formano alla foce di altri torrenti che sfociano nel Golfo di Gela come il Comunelli e il Rabbìto: anche in questi siti molti volatili trovano ristoro. Accanto alla foce del Rabbito si trova la collinetta Poggio Arena interamente ricoperta di vegetazione che costituisce un vero e proprio paradiso per volatili, insetti e altri tipi di animali. La collina di Manfria, a poca distanza dalla foce del Comunelli, invece, costituisce un sito dalle peculiari caratteristiche climatiche e geo-morfologiche; nel 2007 il Dipartimento di Botanica dell’Università degli Studi di Catania vi ha scoperto una nuova specie vegetale non riscontrabile in nessuna altra parte del pianeta e altre specie rarissime. Altra zona interessante sono gli acquitrini di Piana del Signore, a nord della Strada Statale 115 per Vittoria. Questi si formano durante la stagione delle piogge e costituiscono un importante zona non solo per la sosta di volatili ma soprattutto perché costituiscono un vero e proprio nido per vari tipi di insetti e anfibi. Lungo la costa gelese sono da notare i cosiddetti “macconi”, cioè le dune di sabbia . Queste, alte sino a circa 5 metri e sempre più rare, sono ricoperte dalla tipica vegetazione appartenente alla macchia mediterranea. Di particolare bellezza alcune piante che producono dei fiori veramente belli di varie tonalità (fuxia, viola, bianco) a dispetto dell'ambiente arido e salmastro.

[modifica] Paesaggio

Il paesaggio di Gela ha subìto forti trasformazioni, e non in positivo, in seguito alla disordinata e abusiva espansione a nord e all'installazione della enorme distesa di impianti e ciminiere del petrolchimico. Prima che la città si espandesse verso nord, dai due belvedere cittadini di piazza Mercato e del Parco delle Rimembranze era possibile ammirare gli estesi Campi Geloi intensamente coltivati, soprattutto, a grano e cotone contornati dal profilo dei monti su cui insistono Butera e Niscemi. Tale panorama è oggi godibile solo dalle zone più elevate della città (Piano Notaro). Il panorama gelese che più colpisce per la sua bellezza è quello costiero soprattutto al tramonto descritto da un poeta con queste parole: “una palla di fuoco che coi suoi infiniti raggi fa splendere le onde spumeggianti del golfo, dipinge d’arancio ogni contrada apprestandosi a svanire infondendo calma e meraviglia col misterioso fascino della natura”.

Gela al tramonto

. La costa è caratterizzata da ambienti diversi, a volte stridenti fra loro; procedendo da est verso ovest si incontrano un grande stagno circondato da canneti e protetto da una fascia di dune che precedono la spiaggia seguito dall'enorme sito industriale del Petrolchimico che preclude alle attività turistiche un lungo tratto di fascia costiera. Di seguito si incontra la foce del fiume Gela e da un boschetto di eucalipto che nasconde la città, grande e urbanisticamente compatta, le cui case si allontanano dalla battigia proseguendo verso il porticciolo. Da qui in poi la costa ritorna selvaggia e ricca di dune naturali, attraversata da un Lungomare con alle spalle il parco archeologico di Capo Soprano, un altro boschetto di eucalipto e poi il moderno e verdeggiante quartiere residenziale di Macchitella. Segue la collina gemella di Montelungo con le sue alte pareti argillose che sovrastano una sottile lingua di sabbia quindi scende sino alla pianura sottostante con la laguna del torrente Rabbito e l’adiacente collinetta di Poggio dell’Arena ricca di vegetazione. Poi Roccazzelle, con tante case oltre la spiaggia, e la collina di Manfria con la torre circondata da terreni riarsi dal sole. Oltre la collina, ancora pianura con case sparse e infine il confine comunale segnato dalla foce del Comunelli .

[modifica] Inquinamento

Il territorio ricadente nei comuni di Gela, Butera e Niscemi è stato dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “ad alto rischio di crisi ambientale” per la presenza del Polo petrolchimico di Gela. Questo infatti ha arrecato al territorio gravi guasti in grado di compromettere seriamente l'ambiente e la salute degli abitanti. Chi entra a Gela non può fare a meno di notare le enormi ciminiere fumanti che, quando il vento soffia verso occidente, ammorbano l’aria rendendola irrespirabile. Gela, prima che arrivasse l’industria, era una graziosa cittadina che stava lentamente sviluppando il settore turistico come centro balneare ed archeologico.

Oggi il tasso di tumori e malformazioni tra gli abitanti di Gela è molto più elevato rispetto a quello dei comuni viciniori e della media nazionale [senza fonte] e ciò è oggetto di indagini e ricerche da parte della locale Procura della Repubblica. A tal proposito sono state installate in città alcune unità mobili di rilevamento dei gas nell’atmosfera ad opera dell’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente). I primi dati derivanti dalle misurazioni non sembrano confortanti dato che le emissioni superano spesso i limiti massimi di legge. L'inquinamento non risparmia nemmeno le falde acquifere come testimonia la presenza di elementi chimici o il fondale marino antistante il petrolchimico con un altissimo tasso di ferro, […] (CNR).

Nei tempi più recenti le aziende operanti nel Polo petrolchimico si sono caratterizzate per una maggiore attenzione nei confronti del problema ambientale realizzando dei doppifondi nei serbatoi e attivando un impianto di trattamento delle acque di falda. Ma è indispensabile anche la bonifica delle aree esterne al petrolchimico e dei fondali marini antistanti, ancora non iniziate. Occorre al riguardo un sistema di rilevamento stabile dei gas nell’atmosfera, un piano di Protezione civile di evacuazione della città in caso di gravi incidenti alla zona industriale e un registro ufficiale dei tumori e delle malformazioni neonatali.

L'inquinamento da traffico negli orari di punta riguarda la più trafficata arteria cittadina (via Venezia, attraversamento urbano della SS 115) e altre strade principali della città.

Per quanto riguarda l’inquinamento delle acque la situazione risulta decisamente migliorata, rispetto a qualche decennio addietro, da quando il petrolchimico si è dotato di un grande impianto di depurazione che tratta le acque derivanti dai processi di raffreddamento degli impianti che vengono scaricate nel fiume Gela. I reflui fognari della città vengono invece depurati in due distinti impianti, in attesa di potenziamento, perché sottodimensionati.

[modifica] Economia

[modifica] Gela preindustriale

L’economia gelese, prima dell’avvento dell’industria pesante, era basata principalmente su agricoltura e pesca. Attive erano anche le attività artigianali e il turismo balneare. Gela possedeva una flotta peschereccia di tutto rispetto a livello nazionale seconda solo a quella di Mazara del Vallo e un attivissimo porto caricatore per l’esportazione di prodotti agricoli, artigianali e minerari tanto da essere sede di decine di Consolati stranieri; Basilare era la sua alta produzione di grano duro e la massima produzione di cotone d'Europa; ciò in virtù del clima caldo ed asciutto; era inoltre sede di una delle più grandi cantine vitivinicole siciliane che esportava vini in tutto il mondo (cantine Bruccoleri, chiuse da decenni);

Era inoltre stata scelta come sede del primo villaggio turistico Mediterranèe in Sicilia, ubicato dov’è sito oggi il Petrolchimico.

Le antiche produzioni artigianali (scope di palma nana, tegole in terracotta, lavorazione della liquirizia e della soda, etc…) e industrie “leggere” (cotonifici, oleifici, mulini, pastifici, la cartiera di Piana del Signore, etc…) che esportavano i propri prodotti via mare nel Mediterraneo, sono oggi letteralmente scomparse.

[modifica] Agricoltura

L'entrata in crisi del complesso petrolchimico, con il conseguente drastico calo di manodopera, ha rinvigorito il settore dell’Agricoltura che ha riacquisito il primato per numero di addetti nel quadro dell’economia gelese. La realtà produttiva agricola più vivace riguarda la cosiddetta “fascia trasformata” compresa tra Gela e Vittoria (piana di Gela) ricca di impianti serricoli dove si producono primariamente ortaggi (carciofi, peperoni, pomodori, etc…) e verdure. Negli ultimi anni sono sorte delle cooperative di produzione, confezionamento e commercializzazione dei prodotti agricoli. La maggiore produzione di carciofi al mondo proviene proprio dalla Piana di Gela, particolarmente presente nei territori comunali di Niscemi e Gela.

Di antichissima tradizione è la produzione di vini, corposi e ricchi. Nella zona di Gela si producono: Nero d'Avola ("u calabrisi"), Cerasuolo di Vittoria, Chardonay e altri vitigni. La produzione vinicola gelese risente fortemente della sua posizione geografica e del clima e dipende dal particolare tipo di coltivazione della vite, ad alberello. Significativa anche la produzione di grano, olive e frutta in genere.

[modifica] Industria

Gela è uno dei più importanti centri industriali siciliani. La sua realtà produttiva gelese è costituita dal Petrolchimico col suo indotto e dalla zona industriale Asi.

Il Polo petrolchimico di Gela, attivato nel 1963 dall’ENI, è uno dei più grandi d’Europa. La forza lavoro è andata riducendosi nei decenni ed oggi conta solo circa 1500 dipendenti. Le produzioni ancora attive riguardano: la raffinazione del petrolio, la produzione di benzine e gasoli, l’imbottigliamento di gas metano, la dissalazione per usi civili e industriali, la produzione energetica per fini industriali, la produzione di materie plastiche (Polimeri Europa).

La zona industriale ASI (azienda di sviluppo industriale) di Gela conta numerose aziende di piccole e medie dimensioni attive nei vari settori della produzione: alimentare, edilizia, riciclaggio dei rifiuti, elettronica, chimica, metalmeccanica, cantieristica navale e falegnameria.

Molto consistente l'attività del trasporto merci su strada con imprese di grosso livello industriale.

[modifica] Terziario

Il settore terziario nella città di Gela vede un considerevole numero di piccole aziende di carattere familiare (attività commerciali) e un numero di addetti ai servizi pubblici (uffici) e privati (uffici, alberghi, etc…) non eccezionale che ha comunque dimostrato tendenze positive negli ultimi anni.

[modifica] Disoccupazione

Il tasso di disoccupazione nel comune di Gela si aggira attorno al 25% della forza lavoro totale [senza fonte]. Risulta comunque una delle città italiane con il tasso più alto di disoccupazione e uno dei più bassi per tenore di vita determinato soprattutto dalla crisi del Petrolchimico e del suo indotto che rimane tuttavia la maggiore realtà economica cittadina con circa 1500 addetti.

Significative realtà sono l’Azienda Ospedaliera e il pubblico impiego. Grandi speranze vengono riposte nello sviluppo di settori quali l’agricoltura, il commercio e il turismo in relazione alle potenzialità del territorio.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Gela è raggiungibile principalmente per via stradale o ferroviaria:

[modifica] Strade

Gela è baricentrica rispetto ad alcune principali strade statali siciliane. È attraversata dalla lunga statale 115 che unisce Siracusa a Trapani attraversando Ragusa ed Agrigento. È raggiungibile da Catania tramite la Strada Statale 417 di Caltagirone, da Enna e Piazza Armerina attraverso la Strada statale 117bis Centrale Sicula "nord-sud" che, una volta completata, la collegherà a Santo Stefano di Camastra sul versante tirrenico. L'attuale capoluogo di provincia di Caltanissetta è raggiungibile seguendo la Strada Statale 626 della Valle del Salso che si innesta sulla SS 115, tra Gela e Licata, in contrada Burgio (Butera) o attraverso Riesi e Mazzarino tramite la Strada statale 190 delle Solfare. Alcune strade provinciali la collegano a Niscemi, Scoglitti e Butera. Gela è termine dell'itinerario europeo E45 e sarà punto d'arrivo dell'autostrada in corso di costruzione da decenni, Siracusa-Gela. La Tangenziale cittadina, ancora incompleta, è stata costruita soltanto per un tratto di circa 6 chilometri nelle contrade Farello e Piana del Signore e, nei progetti, bypasserà interamente la città sgravandola del traffico di attraversamento (evitando così il traffico urbano), collegando meglio le zone est, ovest e connettendo tra loro le varie strade statali e provinciali.

La città è collegata attraverso servizi di autolinea a tutti i capoluoghi siciliani (ad esclusione di Trapani e Messina) e con le principali località delle province limitrofe e dell'hinterland. I collegamenti più frequenti sono quelli con Catania, Palermo, Caltanissetta, Enna ed Agrigento. I capolinea cittadini, in assenza di una vera e propria stazione degli autobus, sono: il piazzale della stazione ferroviaria (attrezzato con pensiline e biglietteria); via Palazzi, di fronte all'ingresso dell'Ospedale Vittorio Emanuele; viale Cortemaggiore, nei pressi dei "muretti" (quartiere Macchitella). Una stazione degli autobus in contrada Cantina Sociale, costruita anni addietro e non utilizzata è oggi abbandonata al vandalismo.

[modifica] Ferrovie

Gela è dotata di una grande e moderna stazione ferroviaria oggi interessata solo da treni regionali ma fino alla fine degli anni ottanta aveva anche un treno diretto per Roma Termini. È una stazione intermedia della linea a binario unico ferrovia Siracusa-Canicattì e stazione terminale della ferrovia Catania-Caltagirone-Gela.
Un tempo intensamente utilizzata, soprattutto per traffico pendolare, ma anche per treni merci di prodotti petroliferi, oggi in seguito alla mancata razionalizzazione dei servizi ferroviari regionali offre soltanto pochi servizi utili e con percorrenza troppo elevata che ne ha determinato un drastico calo dell'utenza. Adiacente alla stazione è il terminal cargo di Gela.

[modifica] Porti

Per approfondire, vedi le voci Porto Isola di Gela e Porto Rifugio di Gela.

Gela è dotata di due strutture portuali: il porto-isola, ad uso esclusivamente commerciale, e il porto rifugio ad uso turistico-peschereccio). Una terza risulta abbandonata da decenni (il pontile sbarcatoio). Non vi sono tuttavia collegamenti stabili ad uso passeggeri. Il porto-isola è attrezzato per accogliere navi mercantili di grossa stazza; altre categorie di mezzi navali, in casi di emergenza, sono ammesse solo con esplicita autorizzazione della locale Capitaneria di Porto. Il porto rifugio avendo un'imboccatura con fondali molto ridotti (meno di 2 metri) permette solo il traffico delle imbarcazioni più piccole; è comunque oggetto di investimenti pubblici e privati che ne dovrebbero aumentare l'agibilità.

[modifica] Aeroporti

L'area è priva di aeroporti: quelli più vicini alla città di Gela sono quello di Catania a 110 km e quello di Palermo a 220 km di distanza. È tuttavia imminente l'attivazione dell'aeroporto di Comiso distante solo 45 km per cui è probabile che parte dei viaggiatori gelesi troverà più conveniente utilizzare quest'ultimo. In contrada Ponte Olivo esisteva, durante la seconda guerra mondiale, una pista aeroportuale militare. Da diverso tempo sono state avanzate richieste per un aeroporto a servizio della Sicilia sud occidentale da realizzare nella Piana di Gela,

Il territorio è dotato di un'eliporto privato nel centro direzionale Enimed di contrada Ponte Olivo e di un Campo di Volo in contrada Femmina Morta.

[modifica] Mobilità urbana

Il servizio di trasporto urbano in città è gestito dall’AST (Azienda Siciliana Trasporti). La linea più frequentata è la n. 1 che collega la stazione ferroviaria al centro cittadino, a Caposoprano (Ospedale) e a Macchitella. Per il collegamento dei vari rioni cittadini sono utilizzate 12 linee “navetta” con autobus di piccole dimensioni più adatti alla circolazione nelle vie del centro storico. Il collegamento con la frazione di Manfria è gestito da una ditta locale. In occasione di festività vengono istituite corse straordinarie di collegamento con il centro cittadino e con il cimitero extra-urbano di Farello. Nei mesi estivi speciali corse di autobus servono il Lungomare cittadino.

[modifica] Turismo

La costa Gelese

Gela è l'unico accesso al mare della provincia di Caltanissetta e pertanto l'unico porto; e inoltre un interessante centro archeologico.

[modifica] La Riviera Gelese

Il territorio comunale comprende un litorale esteso per oltre 20 chilometri dalla foce del Dirillo a quella del Comunelli ma la costa ad oriente della città è esclusa dalle attività turistico-balneari per la presenza del complesso petrolchimico e della foce del fiume Dirillo; la costa occidentale, compresa tra il centro cittadino e il confine comunale ovest, è invece aperta alla balneazione incentivata peraltro dalle annuali indagini con esito positivo di Goletta Verde (Legambiente). Gela è una delle più frequentate stazioni balneari siciliane; attrae bagnanti dalle province limitrofe con la sua costa, costituita di sabbia fine e dorata e caratterizzata dalle, sempre più rare, formazioni dunali ricoperte di macchia mediterranea. Numerosi stabilimenti balneari, sparsi lungo tutta la costa sono stati creati nell’ultimo decennio.

Le principali spiagge aperte alla balneazione (da est verso ovest) sono:

  • Lungomare Federico II° di Svevia (compreso tra via Vespucci e il Giardino “Poseidon”): la spiaggia antistante il centro cittadino, protetta negli anni '70 con la creazione di barriere frangiflutti e aggiunta di sabbia di provenienza non gelese.
  • Lungomare Ovest (compreso tra il Club nautico e Piazza delle Tre Porte): costa con le tipiche formazioni dunali e preceduta da un boschetto di eucalipto (parco archeologico di Capo Soprano);
  • Viale Fontanarossa (Macchitella): la spiaggia antistante il verdeggiante quartiere residenziale di Macchitella, preceduta da un boschetto di eucalipto;
  • Puntasecca e Femmina Morta: la prima zona balneare raggiungibile dalla statale 115 Gela-Licata, preceduta in parte dall’argillosa collina di Montelungo che digrada sino alla pianura sottostante e all’interessante sito naturalistico di Poggio Arena, poco distante dallo stagno del torrente Rabbito;
  • Roccazzelle: vasta zona residenziale sviluppatasi alle spalle della costa sabbiosa;
  • Mànfria: la spiaggia simbolo della costa gelese, dominata dalla mole cinquecentesca della torre d’avvistamento sulla sommità dell’omonima collina. La zona riveste grande interesse paesaggistico ed archeologico.
  • Piana Marina: la spiaggia adiacente al confine comunale con Butera, preceduta anche questa da una vasta zona residenziale, nei pressi della foce del Comunelli.

[modifica] Siti archeologici

Gela è un importante sito archeologico siciliano; numerose e importanti sono le aree archeologiche anche se moltissimo rimane da esplorare e spesso non è possibile procedere a causa dell'intensa urbanizzazione dell'area. Necropoli della Cultura di Castelluccio sono presenti nel gelese a Manfria, Milingiana, Priorato, a Gela in località Mulino a vento e Borgo, nei pressi della diga del Disueri, a Lavanca Nera, Priolo e a Sabbuci tra i fiumi Gela e Dirillo. Necropoli e insediamenti dell'età del rame a Piano Notaro, e Settefarine con ceramiche dello stile di Sant'Ippolito. [2]

La presenza annua registrata dagli uffici regionali presso i botteghini del museo e dei parchi si aggira attorno alle 25.000 unità. Frequenti sono le scoperte, i convegni e le esposizioni che attirano storici, archeologi o semplici appassionati da ogni dove.

[modifica] Aree naturalistiche protette

Il territorio gelese risulta quello con la maggiore estensione di zone sottoposte a vincoli naturalistici e paesaggistici nell’intera regione Sicilia. Ciò è da ascrivere soprattutto alla posizione geografica di Gela: il centro del Mediterraneo.

Il porticciolo turistico o "rifugio"

La zona di maggiore interesse naturalistico è la Riserva Naturale Orientata Biviere di Gela, gestita dalla LIPU. Numerosi sono gli amanti della natura che si recano in questa importante riserva per l’attività di birdwatching. Altre zone d’interesse sono: gli acquitrini di Piana del Signore, Poggio Arena e le colline che orlano la Piana di Gela.

[modifica] Strutture ricettive

Negli ultimi 4 anni la città di Gela ha registrato un incremento superiore al 150% circa del numero di posti letto alberghieri ed extra-alberghieri.[senza fonte] Sino al 2004 infatti, Gela presentava solamente 230 posti letto distribuiti in due strutture alberghiere. Oggi in città sono attivi cinque alberghi, di cui tre di categoria 4 stelle, e diversi sono di prossima apertura. Oltre ai nuovi hotel e a quelli recuperati, numerosi sono gli esercizi extra-alberghieri (bed&breakfast, affittacamere, residence, camping) di nuova apertura. Il numero complessivo di posti letto che attualmente Gela è in grado di offrire è di quasi 600 unità.[3]

[modifica] Media e telecomunicazioni

Quotidiani Regionali Periodici Locali TV regionali o locali Radio locali
  • Corriere di Gela (settimanale fondato nel 1985, anche online)
  • Vision (mensile)
  • La Ragione (mensile)
  • La Fionda di David (trimestrale)
  • Sette Giorni (settimanale cattolico) - (Corrisp. Gela)
  • Canale 10 (anche d.t.)
  • Video Uno (Redazione di Gela)
  • Video Golfo Gela
  • Radio Gela (ascoltabile anche via web)
  • Radio Gela Express (ascoltabile anche via web)

Frequenze radio ascoltabili a Gela:

  • FM 100,3 – [Radio Gela Express] [4]
  • FM 102,5 – [Radio Gela] [5]

[modifica] Sport

Lo sport ha sempre giocato un ruolo fondamentale, basti pensare agli atleti dell'antica Gela che più volte hanno vinto le Olimpiadi. Oggi risulta un importante elemento di convivenza e ricreazione per giovani e meno giovani della città e si articola in molteplici attività agonistiche: calcio, basket, pallavolo, tiro al piattello, canoa, surf, vela, tennis, nuoto, kart, ginnastica artistica, spinning, aerobica, attrezzi, ciclismo, atletica, deltaplano, bocce, beanch volley, beach soccer, danza e ballo, ecc... Negli ultimi anni vi è stato un miglioramento considerevole delle strutture sportive pubbliche e private; tra le nuove realizzazioni: campi di calcetto in quasi tutti i rioni cittadini, un Kartodoromo, due palazzetti dello sport in corso di collaudo, due nuove piscine private, il Campo di volo, il nuovo club velistico, una nuova palestra presso l'O.P. Pignatelli, due nuovi maneggi. Sono inoltre in progetto il nuovo stadio comunale e la piscina semi-olimpionica.

Per quanto riguarda associazioni, squadre e atleti, Gela si attesta come una delle realtà più dinamiche in Sicilia. La più importante nel panorama sportivo gelese e provinciale è la squadra locale, il Gela Calcio Spa, sorta nella prima metà del 1900 col nome di Terranova. Attualmente il Gela Calcio rappresenta un'importante realtà calcistica siciliana. Negli ultimi anni a Gela è cresciuto anche l'interesse verso altri sport come la pallavolo, il basket, il kart, l'equitazione, il ciclismo e la vela. Gela è stata più volte attraversata dal Giro d'Italia ciclistico (l'ultima nel 1999 lungo la tappa Agrigento-Modica) e della Targa Florio; e più volte sede di tappe provinciali o regionali della Festa regionale dello Sport, di Campionati di mountain bike, di corsa campestre e di tiro al piattello. Inoltre è sede di gare nazionali di Kart, di raduni regionali di ciclismo, moto e autoturismo d'epoca).

[modifica] Squadre e associazioni

  • Gela Calcio Spa, squadra di calcio militante nel campionato professionistico di Seconda Divione (ex serie C2)
  • Virtus Gela, squadra di basket femminile in serie B regionale
  • ProGela, squadra di calcio a 5 neopromossa in serie C1
  • Enviroil Basket Gela, squadra di basket militante nel campionato di serie C nazionale
  • Studentesca Gela , squadra di basket militante nel campionato di serie D
  • Lucauto Heraclea Gela, squadra di pallavvolo militante nel campionato di serie B1 maschile
  • Eurotec Top Volley, squadra di pallavolo neopromossa in serie B1 maschile e detentrice della coppa italia della serie B2
  • Ass. Gimnastyc Club, ginnastica artistica

[modifica] Strutture sportive

La città di Gela rispetto alla sua considerevole popolazione ha goduto di poche e malandate strutture sportive assolutamente non sufficienti per le esigenze. Negli ultimi anni la situazione sta migliorando soprattutto grazie a molte strutture private, principalemente campi di calcio e e alcetto prevalentemente nel quartiere Macchitella.

Strutture sportive pubbliche:

  • Stadio Comunale "Vincenzo Presti": campo sportivo realizzato intorno alla metà degli anni '40 dello scorso secolo, è stato nel corso dei decenni modificato sino ad assumere l'aspetto attuale; circondato da gradinate su due lati e con una grande tribuna verso sud può ospitare 4200 spettatori. È dotato di spogliatoi, palestra, campetto di tennis (chiuso), impianto di illuminazione notturna e di irrigazione automatica. Si prevede l'impianto di un manto erboso artificale.
  • Campo sportivo "Enrico Mattei" : campo regolamentare in terra battuta con piccola gradinata e spogliatoi. Si trova nel quartiere di Macchitella.

Principali strutture sportive private:

  • Piscina "di Mar.Ca": piscina semi-olimpionica con spogliatoi e riscaldamento, situata nella periferia di Gela
  • Campo di calcio "Punto juve": campo di calcio regolamentare con spogliatoi e illuminazione, situato all'ingresso del quartiere Macchitella.
  • Campo di calcetto "ENI": Campo di calcetto regolamentare con spalti, spogliatoi ed illuminazione alogena notturna, situato nel quartiere Scavone
  • Campo di calcetto "Ludo Village": Campo di calcetto regolamentare con spalti, spogliatoi, bar, pizzeria ed illuminazione. Situato a Macchitella
  • Vari campi di calcio, calcetto, badmington e tennis gestiti dal dopolavoro ENI con spogliatoi, spalti e attrezzature

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Rosario Crocetta (centrosinistra) dal 15/05/2007 (2º mandato)
Centralino del comune: 0933 906211
Posta elettronica: staff@comune.gela.cl.it

[modifica] Frazioni

La popolazione risiede quasi totalmente nel centro urbano di Gela. Una minoranza di cittadini, dell’ordine del migliaio dipersone vive in località distanti dal centro, peraltro prive di alcuni servizi fondamentali quali poste e rete idrica. Nel 2006 è iniziato l’iter per l’istituzione della frazione comunale di Manfria, località balneare di villeggiatura distante circa 8 chilometri dal perimetro urbano. Per quanto riguarda le circoscrizioni comunali, previste dalla legislazione nei comuni con una popolazione di oltre 40.000 abitanti (Gela ne conta il doppio), queste sono oggetto di discussione da diverso tempo ma non si è mai arrivati ad atti concreti per la loro attivazione a servizio dei vasti e poco curati quartieri cittadini. Le circoscrizioni previste dovrebbero essere tre.

Principali località abitate al di fuori del centro urbano:

  • Poggio Blasco: collinetta a nord della città
  • Medica: zona a ridosso della statale 117 bis nei pressi del Castelluccio
  • Priolo: vasta contrada agricola ad nord-est del centro
  • Ponte Olivo: importante contrada lungo la SS 117 bis (centro direzionale ENI)
  • Femmina Morta: zona di villeggiatura sulle pendici occidentali del Montelungo
  • Puntasecca: zona balneare tra Montelungo e Poggio Arena
  • Roccazzelle: importante località balneare ad est di Mànfria
  • Manfria: la più famosa località comunale
  • Piana Marina: zona costiera a ridosso della foce del Comunelli
  • Borgo Mànfria: zona agricola a nord della SS 115
  • Settefarine: contrada a nord della città oltre la provinciale del Castelluccio
  • Piano Mendola: contrada a nord della città e a nord-ovest di Settefarine

[modifica] Mànfria

È la principale località al di fuori del centro urbano. Durante l'anno conta meno di 1000 abitanti ma nei mesi estivi arriva ad ospitare circa 20.000 persone. È una stazione balneare con interessanti siti archeologici, scorci panoramici ed una caratteristica torre del XVI secolo.

[modifica] Il patrimonio archeologico

  • Navi Greche: i tre relitti greci scoperti nei fondali gelesi costituiscono un patrimonio inestimabile per il loro eccezionale stato di conservazione, le dimensioni, la tecnica costruttiva e per la datazione.
  • Fortificazioni greche: sono un mirabile esempio d'architettura militare greca e per il loro eccezionale stato di conservazione sono state proposte per il riconoscimento Unesco.
  • Monetiere del Museo Archeologico: è uno dei più ricchi del mondo greco occidentale.
  • Terme ellenistiche: esempio antico e sofisticato di impianto termale greco in Italia.
  • Emporio arcaico da cui provengono i tre altari fittili, un'importanti scoperta del XX secolo; furono esposte al Louvre di Parigi come simbolo della Sicilia per un'esposizione temporanea in una sala loro dedicata.
  • Auriga di Delfi: la maestosa opera oggi esposta nel museo di Delfi fu commissionata dal tiranno geloo Polizelo.
  • Molti dei migliori reperti archeologici scoperti clandestinamente a Gela tra XIX e XX secolo sono esposti nelle vetrine dei 30 musei più importanti del mondo.
  • In località Manfria è venuto alla luce il più grande e meglio conservato villaggio capannicolo preistorico della Sicilia[6].
  • La Necropoli protostorica di Disueri con le sue 2000 tombe è la seconda della Sicilia per importanza dopo quella di Pantalica [7] .

[modifica] Primati storici

  • A Gela si svolse il primo congresso della storia: il Congresso della Pace del 424 a.C.
  • A fondare l'antica Agrigento furono abitanti di Gela.
  • Il primo gastronomo della storia era un geloo: Archestrato di Gela [8].
  • Gela è stata la prima città europea ad essere stata liberata dal Nazifascismo nel luglio del 1943.
  • La più antica opera di ingegneria idraulica in Sicilia ancora esistente venne realizzata a Gela (quando era ancora chiamata Terranova) durante il XVI secolo (Diga delle Grotticelle).
  • In anni di grave carestia per la città di Roma (V secolo a.C.), il tiranno geloo Gelone inviò numerose navi cariche di grano prodotte nei Campi Geloi da allora definiti "Graraio di Roma".[senza fonte]
  • Gela fu una delle maggiori polis della Sicilia e influì molto sulle tirannidi di Siracusa (difatti Dinomene, padre dei principali tiranni della città aretusea era gelese).
  • Gela sino agli anni '60 del secolo scorso costituiva la seconda marineria a vela d'Italia (tanto da essere sede di circa quindici consolati stranieri).
  • Il primo Liceo musicale della Sicilia aveva sede a Gela.

[modifica] Altri primati e curiosità

Nave inglese colpita da un bombardiere tedesco durante lo sbarco Alleato a Gela l'11 luglio 1943
  • Nel 1956 a Gela fu scoperto il più vasto giacimento petrolifero d'Italia.
  • Sino agli anni '70 del secolo scorso Gela risultava la città europea col più alto tasso di natalità annuo.
  • Gela è oggi la città meridionale dove si denuncia di più il racket del pizzo.
  • Il Golfo di Gela è il territorio italiano più ventilato (tanto da essere stato scelto per la creazione di uno dei più vasti parchi eolici off-shore d'Europa).
  • Assieme a Pachino, Gela è la città italiana più soleggiata.
  • Il dissalatore di Gela è il più grande d'Italia (ed uno dei più vecchi).
  • La piana di Gela è la maggiore zona di produzione di carciofi nel mondo.
  • La piana di Gela sino agli anni '60 costituiva la zona di maggiore produzione di cotone in Europa.
  • Il pontile più lungo d'Italia è quello del Porto Isola di Gela (2,8 chilometri).
  • Il territorio più vincolato della Sicilia (vincoli Sic e Zps) è quello di Gela.
  • Pare che il simbolo della Sicilia (la Trinacria) derivi da un reperto archeologico ritrovato a Gela che riportava tale raffigurazione mitologica.
  • Il primo esempio di zappa è stato scoperto nel territorio di Gela.
  • Nella zona di Manfria è stata recentemente scoperta una nuova specie vegetale riscontrabile solamente in questa zona dalle particolari condizioni geo-climatiche.
  • Il Lago Biviere di Gela, oltre ad essere uno dei pochi naturali rimasti in Sicilia, è il più grande lago costiero dell'isola.
  • Il mercato settimanale di Gela (martedì) coi suoi circa 2 chilometri di percorso e i quasi 1000 venditori è il più grande della Sicilia ed uno dei più grandi d'Europa.
  • Gela è una delle città italiane che, rispetto al numero di abitanti, ha contribuito maggiormente ai finanziamenti dell'8 per mille della Chiesa Cattolica.
  • Gela è il punto d'arrivo della strada europea E45 proveniente dalla Svezia.


[modifica] Primati negativi

  • Sino al 2008 Gela era la più grande città italiana priva di librerie.
  • Dal 2005 Gela è la città italiana con meno sale cinematografiche rispetto al numero d'abitanti.


[modifica] Film girati a Gela

  • L'Italia non è un Paese povero (1960) di Joris Ivens
  • Gela antica e nuova di Giuseppe Ferrara (1964) - documentario
  • Il caso Mattei (1972) di F. Rosi con G. M. Volontè
  • Il ladro di bambini (1992) di G. Amelio con E. Lo Verso
  • Il mio paese (2006) di D. Vicari
  • Lemuri, il bacio di Lilith (2008) di G. Virgadaula
  • Mu'afah - Ceneri di uomini(2008) di Ottavio Mussari


[modifica] Opere letterarie ambientate a Gela

[modifica] Gemellaggi

Le città di Gela ed Eleusi sono gemellate dal 1976 in nome del grande tragediografo greco nato nella cittadina greca, vissuto e morto nella cittadina del golfo.

[modifica] Note

  1. ^ Dati ISTAT al 30/11/2008.
  2. ^ Giuseppe Montemagno, Stazionamenti preistorici in Sicilia. Mascalucia, Centro grafico etneo, 1988
  3. ^ hotel e alberghi a Gela
  4. ^ Radio Gela express
  5. ^ [1] Radio Gela
  6. ^ Archeologia del Mediterraneo,Studi in onore di E. De Miro.Editore L'ERMA di Bretscneider Roma.2003
  7. ^ sito della provincia di Caltanissetta:elenco monumenti
  8. ^ Silvana Grasso, Archestratus/Archestrato di Gela, I piaceri della mensa. Frammenti, 330 a.C., Edit.Flaccovio, 1987

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