Eliporto

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Eliporto di Tires, in provincia di Bolzano

Un eliporto, o elidromo o eliscalo, è un'area progettata e attrezzata per il decollo e l'atterraggio di soli elicotteri. È costituito da uno o più punti di atterraggio, detti piazzole, e può disporre di impianti di servizio e di manutenzione come edifici per il personale e i passeggeri, strutture per il rifornimento di carburante, illuminazione, una manica a vento per la misurazione della forza del vento e, negli eliporti di maggiori dimensioni, rimesse per il parcheggio degli aeromobili. La presenza di eliporti in aree urbane è spesso resa difficile a causa del rumore causato dal traffico elicotteristico. Un eliporto minore o destinato all'elisoccorso è chiamato elisuperficie.

Scopo[modifica | modifica wikitesto]

L'eliporto di Molinicos.

In una grande metropoli, un eliporto può servire il bisogno dei passeggeri di muoversi rapidamente tra punti diversi della città o tra le regioni limitrofe. Generalmente l'eliporto, può essere situato più vicino ad una città o al centro cittadino di un aeroporto, grazie alle sue dimensioni relativamente contenute. Il vantaggio dei viaggi via elicottero è rappresentato dalla velocità, considerevolmente superiore rispetto a quella ottenibile con altri mezzi utilizzabili per lo spostamento all'interno di grandi città o comunque su distanze medie o brevi. Gli spostamenti in elicottero possono in questi casi essere utili come metodo rapido per muoversi dal centro di una grande città ad un aeroporto situato in periferia.

Numerazione[modifica | modifica wikitesto]

Le piazzole degli eliporti in genere non hanno orientazione e non hanno numerazione come le piste di atterraggio o di decollo per gli aerei anche se esistono casi di eliporti maggiori con piazzole rettangolari orientate e numerate secondo i venti predominanti. Di solito le piazzole sono marcate con una H al centro ma qualche eliporto degli ospedali è contrassegnato da una croce al centro di un cerchio mentre in altri casi la piazzola è contrassegnata da un cerchio o quadrato con al centro un triangolo.

Illuminazione[modifica | modifica wikitesto]

L'illuminazione degli eliporti consiste generalmente in un cerchio o un quadrato di luci poste tra la superficie chiamata TLOF (Touchdown and Lift-Off Area, area di atterraggio e partenza) e un'altra attorno alla intera area di atterraggio chiamata FATO (Final Approach and Takeoff Area). L'ultima racchiude anche il TLOF e le luci possono essere incastonate a terra o elevate. Entrambi i gruppi di luce devono essere verdi, dietro raccomandazione della International Civil Aviation Organization e della Federal Aviation Administration. La luce gialla (ambra) era il precedente standard, tuttora preferito in molte località. Ci sono molte varianti nei colori a seconda del proprietario dell'eliporto e della sua giurisdizione. Queste luci erano tradizionalmente incandescenti ma ultimamente sono sempre più utilizzate quelle a diodi luminosi alternati con controllo di luminosità. Le luci del TLOF e del FATO possono essere ampliate con quelle che illuminano la superficie. Una manica a vento illuminata è necessaria.

Orientamento[modifica | modifica wikitesto]

Per l'orientamento a terra, è sovente usata una fila di luci indirizzate nella direzione preferenziale di approccio alla base. L'uso di un sistema luminoso di avvicinamento (come HAPI o PAPI) è raccomandato sia dalla ICAO che dalla FAA, ma è raramente installato a causa del costo elevato, rispetto al resto del sistema. Per queste luci, mentre gli aeroporti usano comunemente 6,6 A(corrente continua), gli eliporti utilizzano la corrente alternata. È comune il controllo delle luci di avvicinamento da parte del pilota tramite un radiocontrollo.

Definizioni[modifica | modifica wikitesto]

Sono definiti eliporti quelle aree che prevedono strutture, geometrie, e requisiti tecnici che rendono possibile l'atterraggio e il decollo di elicotteri. Riferendoci alla sola pista di atterraggio (decollo), gli eliporti necessitano delle seguenti superfici:

  • TLOF (Touchdown and Lift-Off Area) che è la zona di toccata;
  • FATO (Final Approach and Take Off area) che è la zona dove si eseguono le ultime manovre prima della toccata.

Di norma la TLOF (che è l'area delimitata da una circonferenza di diametro 15-16 m nella quale è indicato il segnale orizzontale a forma di H) è contenuta all'interno della FATO. Solitamente la FATO è definita come un'area quadrata di 30 m di lato.

A sua volta la FATO è contenuta in un'area di rispetto quadrata di 90 m di lato. Da questa ultima superficie di sicurezza si parte per dimensionare tutti i volumi che servono per l'avvicinamento e che devono essere mantenuti liberi.

Gli eliporti sono strutture particolarmente costose, e la loro costruzione deve essere giustificata da una preventiva analisi economica. In Italia i veri e propri eliporti sono pochi, è invece frequente trovare aeroporti nei quali sono allocati gli eliporti, questi infatti ne sfruttano superfici, ingombri e servizi.

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Normativa italiana[modifica | modifica wikitesto]