Acate
| Acate comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Giovanni Mario Caruso (PdL) dal 17/06/2008 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 37°1′0″N 14°30′0″E / 37.01667°N 14.5°ECoordinate: 37°1′0″N 14°30′0″E / 37.01667°N 14.5°E | ||||
| Altitudine | 199 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 101,4 km² | ||||
| Abitanti | 10 145[1] (30-11-2011) | ||||
| Densità | 100,05 ab./km² | ||||
| Frazioni | Marina di Acate | ||||
| Comuni confinanti | Caltagirone (CT), Chiaramonte Gulfi, Gela (CL), Mazzarrone (CT), Vittoria | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 97011 | ||||
| Prefisso | 0932 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 088001 | ||||
| Cod. catastale | A014 | ||||
| Targa | RG | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Cl. climatica | zona C, 1 006 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | acatesi (viscarani dall'antica biscari) | ||||
| Patrono | san Biagio | ||||
| Giorno festivo | Seconda domenica di ottobre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Acate nella provincia di Ragusa |
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| Sito istituzionale | |||||
Acate (Vischiri in siciliano) è un comune italiano di 10.145 abitanti della provincia di Ragusa in Sicilia.
Fino al 1938 il suo nome era Biscari: il cambio fu proposto dallo studioso locale Carlo Addario.
La città è conosciuta per un episodio accaduto durante la seconda guerra mondiale e passato alla storia come il massacro di Biscari.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
Acate si trova sul bordo della piana di Vittoria che si affaccia dalla sponda sinistra del fiume Dirillo a 34 chilometri da Ragusa. È il comune più occidentale della provincia.
Un tempo il fiume Dirillo veniva chiamato dai Romani Achates, per i ritrovamenti di pietre d'agata nel suo corso superiore.
[modifica] Storia
Nell'acatese sono presenti tracce di vita preistorica con ritrovamento di reperti archeologici, come a Poggio Biddine relativi all'età del Bronzo.
Nella zona ci sono tracce di siculi, greci, romani, saraceni e bizantini, affonda in quel periodo la nascita del centro di Odogrillo, probabilmente di origine saracena.
Il paese entrò a far parte del feudo dei Chiaramonte con il nome di Biscari e fece parte della Contea di Modica. Biscari sarebbe stata fondata da Raimondo Castello nel 1478, ma si trattò certamente di una rifondazione, perché il paese esisteva da molto tempo. Lo storico Fazello lo descrive, intorno al 1555, come un piccolo centro fortificato.
Secondo lo storico Gianni Morando, Biscari nel 1308 aveva due chiese (S. Biagio e S. Nicola) e nel 1593 era solo un villaggio di 620 persone. Il quartiere più grande era Casi novi con 39 case, seguito da S. Antoni (30 case), Canalicchio (26 case), Castello (25 case), Piazza (15 case), S. Nicola (14 case) e poi Ruga grandi, Bucheria, Mandraza ed altri quartieri minori. Con il disastroso terremoto del 1693, Biscari fu distrutta completamente e risorse nell'attuale sito, poco distante da quello originario.
Nel suo territorio, a seguito dello sbarco in Sicilia, dopo la conquista del centro da parte delle forze armate statunitensi perpetrarono nel luglio 1943 il massacro di Biscari a danno di prigionieri di guerra italiani e tedeschi, che furono fucilati sommariamente dopo la loro resa.
[modifica] Toponomastica
In lingua siciliana il nome è Vìschiri e gli abitanti sono detti Viscaràni. Fino al 1938 il nome del paese era infatti "Biscari", di origine non ricostruibile, che comincia ad essere registrato nel 1299 con la concessione come feudo da Carlo II d’Angiò a Gualtiero Pantaleone: il cambio di nome fu proposto dallo studioso locale Carlo Addario. Il nome odierno[3] si riferisce all'antico nome del fiume Dirillo, ricordato da Plinio, che scorre in loco, denominato in passato "Acates amnis", derivando dal greco "Achates". L'etimologia di Dirillo potrebbe anche provenire dall'arabo "Wayd-Ikrilu" ovvero "fiume di Acrilla" che trasformandosi lasciò il suo nome alla valle del Dirillo[4].
Un'altra ipotesi si basa sul fatto che il nome attuale fosse l'antica denominazione di quest'insediamento, provenendo proprio dal personaggio virgiliano dell'Eneide, Acate[5], che l'autore fa passare da queste parti e si immagina fu sepolto, per l'appunto, nei pressi delle rive del suddetto fiume.
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
Fu distrutta e ricostruita in seguito ai due terremoti del 1693 e 1846. Ha solo resti dell'edificio originario, tra cui gli archi della volta del coro, parte dell'abside e del transetto.
La costruzione del castello di Acate, voluta da Guglielmo Raimondo Lo Castello, ebbe inizio nel 1494. Il castello sorse sul bordo del lato sud della valle del fiume Dirillo. Ha aver subito varie modifiche e ampliamenti nei successivi tre secoli, che ne hanno modificato la fisionomia. Il suo prospetto principale oggi si affaccia a Piazza Libertà. Nella seconda metà del ventesimo secolo subì l'abbandono quasi totale, ma è stato successivamente acquistato dal Comune e restaurato, per cui oggi si presenta in tutto il suo splendore originario.
Annessa al castello, le sue navate sono ricche di stucchi; conserva il corpo di San Vincenzo, protettore della città, e un organo di squisita fattura.
Altri monumenti sono la Chiesa di Sant'Agata o del Sacro Cuore presso il Collegio di Maria, la Chiesa dei frati Minori Cappuccini e la Chiesa del Carmine. CErca in un altro sito per saperne di più.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Lingue e dialetti
| Per approfondire, vedi la voce Lingua siciliana. |
Oltre alla lingua ufficiale italiana, ad Acate si parla la lingua siciliana nella sua variante metafonetica sud-orientale. La ricchezza di influenze del siciliano, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, deriva dalla posizione geografica dell'isola, la cui centralità nel mar Mediterraneo ne ha fatto terra di conquista di numerosi popoli gravitanti nell'area mediterranea.
[modifica] Cultura
[modifica] Acatesi illustri
Il professore universitario Enzo Maganuco è forse il figlio più illustre di Acate. A lui la cittadina ha dedicato la biblioteca comunale ed il plesso scolastico di via Neghelli.
[modifica] Eventi
[modifica] Festa di San Giuseppe
In occasione della festa di San Giuseppe (19 marzo), che coincide la festa del papà, alcune famiglie preparano "u patriarca", ovvero un altare ricoperto da lenzuola bianche ricamate su cui vengono poste le portate. Il Pranzo Sacro viene offerto alla Sacra Famiglia, impersonata da tre persone bisognose del paese.
[modifica] Festa di San Vincenzo
La festa di San Vincenzo, che dura quattro giorni fino alla terza domenica dopo Pasqua, continua un'antica tradizione cominciata nel 1722. Rivestiva un ruolo centrale nella festa il Palio di San Vincenzo, che si svolgeva in Corso Indipendenza, una delle vie principali del paese, ma da tre anni è stato abolito. A completare l'aspetto folcloristico della festa la presenza di sbandieratori, gruppi siciliani e il corteo storico, formato da giovani del paese in abiti del Settecento.
[modifica] Il Venerdì Santo
Il Venerdì Santo a mezzogiorno, in Corso Indipendenza, all'incrocio con Via Roma, la statua del Cristo con la croce sulle spalle incontra la Veronica, la quale deterge il suo viso con un fazzoletto; subito dopo, all'incrocio con Via XX Settembre, presso i quattru cantuneri (i "quattro canti", cioè il centro geografico del paese), avviene l'incontro tra la statua della Madonna in lutto per la perdita del figlio e la statua del Cristo che la saluta portando in alto il braccio.
Sempre il Venerdì Santo, dopo il tramonto, la compagnia teatrale "Hobby Club" mette ogni anno in scena "I setti parti", dramma sacro in atto unico che rievoca la crocifissione e morte di Cristo. Impressionante la puntuale partecipazione di tutta la popolazione acatese, che nella tanto attesa "sera delle parti" gremisce la Piazza Calvario.
[modifica] Altri eventi
- Carnevale con carri allegorici.
- Festa del patrono San Vincenzo
[modifica] Economia
L'economia si basa prevalentemente sull'agricoltura: vigne, olivi ed agrumi. La parte vicina al mare ospita serre specializzate in primizie. Ultimamente l'economia si basa anche sulle pizzerie e sugli autosaloni.
[modifica] Amministrazione
[modifica] Gemellaggi
È gemellata con il comune francese di Chambly.
[modifica] Personalità legate ad Acate
- Edwige Fenech, attrice e produttrice cinematografica, è di origini siciliane-acatesi (Infatti il 1º settembre 2007 è stata insignita della cittadinanza onoraria di Acate)[6]
- Salvatore Licitra, tenore apprezzato in tutto il mondo, era anch'egli di origini acatesi.[7][8]
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ G. Coria, Viaggio negli Iblei, Provincia Regionale di Ragusa, Avola 1997, p. 33.
- ^ Si è creduto per molto tempo che "Odogrillo" fosse l'antica Biscari. Si deve allo storico Gianni Morando l'individuazione esatta del sito di Odogrillo che si trovava sulla riva opposta del fiume Dirillo rispetto al centro abitato di Biscari.
- ^ Più volte citato nell'Eneide di Virgilio sin dal primo libro, viene indicato come uno dei fedelissimi di Enea, sempre al suo fianco in tutte le sue peripezie, ed è il capitano di una delle navi con cui Enea e i suoi lasciano Troia. Enea è tanto sicuro della fedeltà di Acate da arrivare ad affidargli le proprie armi.
- ^ Acateweb.it - La cittadina onoraria Edwige Fenech con il bisnonno acatese
- ^ Salvatore Licitra, erede di Luciano Pavarotti: 1968-2011 | Acateweb.it-Acateweb.it
- ^ Salvatore Licitra: Il Nuovo Pavarotti Di Origini Acatesi - Ragusaoggi
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