Acate

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Acate
comune
Acate – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Ragusa-Stemma.png Ragusa
Amministrazione
Sindaco Francesco Raffo (Lista civica) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 37°01′00″N 14°30′00″E / 37.016667°N 14.5°E37.016667; 14.5 (Acate)Coordinate: 37°01′00″N 14°30′00″E / 37.016667°N 14.5°E37.016667; 14.5 (Acate)
Altitudine 199 m s.l.m.
Superficie 101,4 km²
Abitanti 10 527[1] (31-12-2013)
Densità 103,82 ab./km²
Frazioni Marina di Acate
Comuni confinanti Caltagirone (CT), Chiaramonte Gulfi, Gela (CL), Mazzarrone (CT), Vittoria
Altre informazioni
Cod. postale 97011
Prefisso 0932
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 088001
Cod. catastale A014
Targa RG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 006 GG[2]
Nome abitanti acatesi (Viscarani dall'antica Biscari)
Patrono san Biagio
Giorno festivo Seconda domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Acate
Posizione del comune di Acate nella provincia di Ragusa
Posizione del comune di Acate nella provincia di Ragusa
Sito istituzionale

Acate (Vìschiri in siciliano) è un comune italiano di 10.527 abitanti della provincia di Ragusa in Sicilia.

Il paese è conosciuto per un episodio accaduto durante la seconda guerra mondiale e passato alla storia come il massacro di Biscari.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Acate si trova sul bordo della piana di Vittoria che si affaccia dalla sponda sinistra del fiume Dirillo a 34 chilometri da Ragusa, ad un'altezza di 199 m s.l.m. È il comune più occidentale della provincia.

La cittadina possiede un impianto urbanistico a vie ortogonali. A 13 km dal paese sorge la frazione marinara Marina di Acate, sulla zona costiera chiamata Macconi, che va da Scoglitti alla foce del fiume Dirillo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La storia di Acate affonda le sue radici in età preistorica. Alcuni scavi a Poggio Bidine, nel territorio acatese, hanno portato alla luce una serie di capanne ed un'ara funeraria risalenti all'età del Bronzo.

In zona sono stati anche rivenute tracce di siculi, greci, romani, saraceni, bizantini, arabi e normanni, fino al periodo aragonese.

Il casale di Odogrillo rappresentò il primo nucleo abitativo della zona. Di questo casale, di probabile origine saracena, resta oggi solo una muraglia, chiamata 'u casali, in Contrada Casale. Importanti documenti risalenti al 1278 e al 1283 testimoniano la sua esistenza. Successivamente, Odogrillo entrò a far parte del feudo dei Chiaramonte, con il nome di Biscari, ed entrò a far parte della Contea di Modica. A questo punto iniziò un periodo di declino, probabilmente dovuto alla modesta popolazione e alle insalubri condizioni paludose in cui versava la campagna circostante.

Al declino di Odogrillo corrispose l'ascesa di Casale di Biscari, che sotto la famiglia dei Castello assume sempre più importanza come centro abitato. Biscari sarebbe stata fondata da Raimondo Castello nel 1478, ma si trattò certamente di una rifondazione, perché il paese esisteva da molto tempo. Sotto i Castello, Biscari visse un periodo di crescita e benessere, dovute a un discreto sviluppo agricolo e demografico, fino ad assumere una certa importanza come centro abitato. Lo storico Fazello lo descrive, intorno al 1555, come un piccolo centro fortificato.

Secondo lo storico Gianni Morando, Biscari nel 1308 aveva due chiese (S. Biagio e S. Nicola) e nel 1593 era solo un villaggio di 620 persone. Il quartiere più grande era Casi novi con 39 case, seguito da S. Antoni (30 case), Canalicchio (26 case), Castello (25 case), Piazza (15 case), S. Nicola (14 case) e poi Ruga grandi, Bucheria, Mandraza ed altri quartieri minori. Con il disastroso terremoto del 1693, Biscari fu distrutta completamente e risorse nell'attuale sito, poco distante da quello originario.

Intorno al 1824 la città divenne libero comune. Nel 1938, su iniziativa di Carlo Addario, uno studioso locale, il nome della città fu cambiato da Biscari in Acate.

Nel luglio 1943, a seguito dello sbarco in Sicilia, le forze armate statunitensi, dopo la conquista del centro, perpetrarono nel suo territorio il massacro di Biscari a danno di prigionieri di guerra italiani e tedeschi, che furono fucilati sommariamente dopo la loro resa. Fra loro, anche Carl Ludwig Long (Lutz Long), 30 anni, il campione di corsa tedesco, arrivato 2º alle Olimpiadi di Berlino del 1936, dopo Jesse Owens, e di questi grande amico.

Toponomastica[modifica | modifica sorgente]

In lingua siciliana il nome di Acate è Vìschiri e gli abitanti sono detti Viscaràni. Fino al 1938 il nome del paese era infatti "Biscari"[3], di origine non ricostruibile, forse araba, che fu registrato nel 1299 con la concessione come feudo da Carlo II d’Angiò a Gualtiero Pantaleone. Il cambio di nome fu proposto dallo studioso locale Carlo Addario. Il nome odierno[4] si riferisce all'antico nome del vicino fiume Dirillo, denominato dai romani Acates amnis, e dai greci Acathes. Il nome del fiume è legato ai ritrovamenti di pietre d'agata nel suo corso superiore, come testimoniano Plinio il Vecchio[5] e, ancor prima, Teofrasto. L'etimologia di Dirillo potrebbe anche provenire dall'arabo Wayd-Ikrilu (ovvero "fiume di Acrilla"[6]) che, trasformandosi, lasciò il suo nome alla valle del Dirillo[7].

Un'altra ipotesi si basa sul fatto che il nome attuale fosse l'antica denominazione di quest'insediamento, provenendo proprio dal personaggio virgiliano dell'Eneide, Acate[8], che l'autore fa passare da queste parti e si immagina fu sepolto, per l'appunto, nei pressi delle rive del suddetto fiume.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Facciata sinistra del Castello dei Principi di Biscari - Acate

Fu distrutta e ricostruita in seguito ai due terremoti del 1693 e 1846. Ha solo resti dell'edificio originario, tra cui gli archi della volta del coro, parte dell'abside e del transetto.

La costruzione del castello di Acate, voluta da Guglielmo Raimondo Lo Castello, ebbe inizio nel 1494. Il castello sorse sul bordo del lato sud della valle del fiume Dirillo. Ha subito nei successivi tre secoli varie modifiche e ampliamenti, che ne hanno mutato la fisionomia. Il suo prospetto principale oggi si affaccia su Piazza Libertà. Nella seconda metà del ventesimo secolo subì l'abbandono quasi totale, ma è stato successivamente acquistato dal Comune e restaurato, per cui oggi si presenta in tutto il suo splendore originario.

Annessa al castello, le sue navate sono ricche di stucchi; conserva il corpo di San Vincenzo, protettore della città, e un organo di squisita fattura.

Altri monumenti sono la Chiesa di Sant'Agata o del Sacro Cuore presso il Collegio di Maria, la Chiesa dei frati Minori Cappuccini e la Chiesa del Carmine.

Costruita nel 1737 Vincenzo Paternò, uomo molto religioso, l'opera fu molto apprezzata dai fedeli, ma durò appena cinquant'anni, a causa della soppressione degli enti religiosi il convento fu abbandonato e rimase disabitato fino al 1997, data in cui è stato restaurato ed adibito alla Biblioteca Comunale.

Completato nel 1739 dopo che l'edificio era andato in rovina a causa del terremoto del 1693, il principe Vincenzo ricostruisce il Collegio per l'assistenza, l'educazione e la formazione principalmente religiosa e culturale nonché artigianale (scuola del ricamo) delle fanciulle, figlie dei vassalli.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]


Distribuzione del gruppo siciliano

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua siciliana.

Oltre alla lingua ufficiale italiana, ad Acate si parla la lingua siciliana nella sua variante metafonetica sud-orientale. La ricchezza di influenze del siciliano, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, deriva dalla posizione geografica dell'isola, la cui centralità nel mar Mediterraneo ne ha fatto terra di conquista di numerosi popoli gravitanti nell'area mediterranea.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Acatesi illustri[modifica | modifica sorgente]

Il professore universitario Enzo Maganuco è forse il figlio più illustre di Acate. A lui la cittadina ha dedicato la biblioteca comunale ed il plesso scolastico di via Neghelli.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Festa di San Giuseppe[modifica | modifica sorgente]

In occasione della festa di San Giuseppe (19 marzo), che coincide la festa del papà, alcune famiglie preparano "u patriarca", ovvero un altare ricoperto da lenzuola bianche ricamate su cui vengono poste le portate. Il Pranzo Sacro viene offerto alla Sacra Famiglia, impersonata da tre persone bisognose del paese.

Festa di San Vincenzo[modifica | modifica sorgente]

La festa di San Vincenzo, che dura quattro giorni fino alla terza domenica dopo Pasqua, continua un'antica tradizione cominciata nel 1722. Rivestiva un ruolo centrale nella festa il Palio di San Vincenzo, che si svolgeva in Corso Indipendenza, una delle vie principali del paese, ma da tre anni è stato abolito. A completare l'aspetto folcloristico della festa la presenza di sbandieratori, gruppi siciliani e il corteo storico, formato da giovani in abiti del Settecento.

Il Venerdì Santo[modifica | modifica sorgente]

Il Venerdì Santo a mezzogiorno, in Corso Indipendenza, all'incrocio con Via Roma, la statua del Cristo con la croce sulle spalle incontra la Veronica, la quale deterge il suo viso con un fazzoletto; subito dopo, all'incrocio con Via XX settembre, presso i quattru cantuneri (i "quattro canti", cioè il centro geografico del paese), avviene l'incontro tra la statua della Madonna in lutto per la perdita del figlio e la statua del Cristo che la saluta portando in alto il braccio.

Sempre il venerdì Santo, dopo il tramonto, la compagnia teatrale "Hobby Club" mette ogni anno in scena "I setti parti", dramma sacro in atto unico che rievoca la crocifissione e morte di Cristo. Impressionante la puntuale partecipazione di tutta la popolazione acatese, che nella tanto attesa "sera delle parti" gremisce la Piazza Calvario.

Altri eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Carnevale con carri allegorici.
  • Festa di San Vincenzo

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia si basa prevalentemente sull'agricoltura: vigne, olivi ed agrumi. La parte vicina al mare ospita serre specializzate in primizie.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

È gemellata con il comune francese di Chambly.

Persone legate ad Acate[modifica | modifica sorgente]

  • Edwige Fenech, attrice e produttrice cinematografica, è di origini acatesi (il 1º settembre 2007 è stata insignita della cittadinanza onoraria di Acate).[10]
  • Salvatore Licitra, tenore apprezzato in tutto il mondo, era anch'egli di origini acatesi.[11][12]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT statistiche demografiche
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ R.D. 17 maggio 1938, n. 806
  4. ^ G. Coria, Viaggio negli Iblei, Provincia Regionale di Ragusa, Avola 1997, p. 33.
  5. ^ Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, XXXVII, 54 (traduzione in inglese) dal Perseus Project
  6. ^ [Acrilla fu un insediamento greco antico situato circa 15 km a monte lungo il corso del fiume.]
  7. ^ Si è creduto per molto tempo che "Odogrillo" fosse l'antica Biscari. Si deve allo storico Gianni Morando l'individuazione esatta del sito di Odogrillo che si trovava sulla riva opposta del fiume Dirillo rispetto al centro abitato di Biscari.
  8. ^ Più volte citato nell'Eneide di Virgilio sin dal primo libro, viene indicato come uno dei fedelissimi di Enea, sempre al suo fianco in tutte le sue peripezie, ed è il capitano di una delle navi con cui Enea e i suoi lasciano Troia. Enea è tanto sicuro della fedeltà di Acate da arrivare ad affidargli le proprie armi.
  9. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Acateweb.it - La cittadina onoraria Edwige Fenech con il bisnonno acatese
  11. ^ Salvatore Licitra, erede di Luciano Pavarotti: 1968-2011 | Acateweb.it-Acateweb.it
  12. ^ Salvatore Licitra: Il Nuovo Pavarotti Di Origini Acatesi - Ragusaoggi

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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