Monterosso Almo

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Monterosso Almo
comune
Monterosso Almo – Stemma Monterosso Almo – Bandiera
Panorama di Monterosso Almo
Panorama di Monterosso Almo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Ragusa-Stemma.png Ragusa
Amministrazione
Sindaco Paolo Buscema (lista civica) dall'08/05/2012
Territorio
Coordinate 37°06′00″N 14°46′00″E / 37.1°N 14.766667°E37.1; 14.766667 (Monterosso Almo)Coordinate: 37°06′00″N 14°46′00″E / 37.1°N 14.766667°E37.1; 14.766667 (Monterosso Almo)
Altitudine 701 m s.l.m.
Superficie 56,3 km²
Abitanti 3 174[1] (02-07-2012)
Densità 56,38 ab./km²
Frazioni Monterosso Almo
Comuni confinanti Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Ragusa, Licodia Eubea (CT)
Altre informazioni
Cod. postale 97010
Prefisso 0932
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 088007
Cod. catastale F610
Targa RG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 591 GG[2]
Nome abitanti monterossani
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monterosso Almo
Posizione del comune di Monterosso Almo nella provincia di Ragusa
Posizione del comune di Monterosso Almo nella provincia di Ragusa
Sito istituzionale

Monterosso Almo (Muntirrussu in siciliano) è un comune italiano di 3.174 abitanti[1] della provincia di Ragusa in Sicilia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Monterosso Almo dista 28 chilometri da Ragusa ed è uno dei tre comuni montani della provincia. È il comune più a nord della provincia di Ragusa, inoltre è il secondo comune meno abitato della provincia dopo Giarratana. Sorge sui Monti Iblei a pochi chilometri dalla vetta di Monte Lauro. Dista 163 km da Agrigento, 114 km da Caltanissetta, 71 km da Catania, 118 km da Enna e 67 km da Siracusa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Monterosso affondano nella notte dei tempi: la necropoli di Calaforno e l'abitato di monte Casasia, scoperti negli anni '60, dimostrano infatti come il territorio sia stato abitato da popolazioni sicule. L'ipogeo di Calaforno è stato inizialmente usato come luogo di sepoltura, poi come luogo di abitazione e, nel periodo romano come luogo di rifugio dei cristiani.

Queste popolazioni in seguito alle incursioni dei greci si ritirarono sui monti interni, dando vita ad altri centri. Non esistono documenti che risalgono al periodo greco-romano. In una zona situata sulla strada Vizzini-Monterosso si trovano le grotte dei Santi con alcuni affreschi bizantini, che sono state abitate nel periodo delle persecuzioni cristiane.

Nel 1168 il paese appartenne a Goffredo figlio del Conte Ruggero. Già il paese aveva una fisionomia e un certo numero di abitanti e prese il nome di Monte Jahalmo. Successivamente il paese appartenne al conte Enrico Rosso che costruì un castello presso la contrada Casale del quale si è persa ogni traccia. In seguito alle nozze di Enrico con la figlia di Federico Chiaramonte, il paese entra a far parte della Contea di Modica e in questo periodo prende il nome di Monterosso.

Dopo la caduta dei Chiaramonte, intorno all'anno 1393, la contea, e quindi anche Monterosso, passò in mano di Bernardo Cabrera. Il Cabrera, assetato di potere, portò il paese alla rovina, dopo che fallite le sue ambizioni di ottenere la corona di Sicilia fu costretto a pagare un forte debito vendendo il paese. In seguito, nel 1508, il paese fu ricomprato dagli eredi del Cabrera, i quali vi costruirono due castelli.

Nel 1649 ebbe inizio la costruzione del nuovo convento di S. Anna, l'edificazione del monastero fu finanziata da Donna Marcella dell'Albani, originaria di Biscari, e dal marito Don Giovanni Francesco Distefano; nella chiesa conventuale trovò sepoltura Don Angelo Distefano. L'11 gennaio del 1693 anche Monterosso fu colpito dal tremendo terremoto che distrusse la Sicilia orientale, vi furono circa 200 morti e solo pochi ruderi rimasero quali la cappella di Sant'Antonio e il Mulino Vecchio. Da allora il paese è stato ricostruito sempre più in cima al monte, assumendo l'attuale topografia.

Veduta di Monterosso Almo

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

La Basilica di San Giovanni Battista.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Cocuzza, palazzo tardo barocco;
  • Casa palazzata Barone Burgio.
  • Fontana pubblica del 1894.
  • Palazzo Barone Noto (o Palazzo Noto), antico palazzo appartenuto alla famiglia Noto di Monterosso Almo parzialmente distrutto dal terremoto del 1693, ricostruito tra il XIX e il XX secolo con un diverso stile.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Distribuzione del gruppo siciliano

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua siciliana.

Oltre alla lingua ufficiale italiana, a Monterosso Almo si parla la lingua siciliana nella sua variante metafonetica sud-orientale. La ricchezza di influenze del siciliano, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, deriva dalla posizione geografica dell'isola, la cui centralità nel mar Mediterraneo ne ha fatto terra di conquista di numerosi popoli gravitanti nell'area mediterranea.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Concorsi[modifica | modifica sorgente]

Sono diverse a Monterosso Almo le manifestazioni di cultura: il Concorso di poesia "Luigi Blundo" organizzato dalla Biblioteca Comunale "Giorgio La Pira" di Monterosso Almo; il Concorso "Questa storia la racconto io" organizzato dalla Biblioteca Comunale.

Editoria, radio, TV[modifica | modifica sorgente]

A Monterosso Almo nasce, nel dicembre 1979, Tele Monte Lauro, una piccola emittente televisiva. L'emittente monterossana, nonostante fosse molto locale, prese subito la strada nell'affiliarsi ad un circuito nazionale quale poi fu quello nascente di Canale 5, facendosi apprezzare molto al di fuori del raggio d'azione locale e seguitissima nelle province del nisseno, del ragusano e del siracusano.

Tele Monte Lauro cesserà le sue trasmissioni nel gennaio 1982, quando gli impianti verranno ceduti alla società "Retesicilia S.r.l." di Palermo facente capo alla Fininvest di Silvio Berlusconi.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • 17 gennaio: festa in onore di Sant'Antonio Abate, poi un tradizionale falò in piazza Sant'Antonio e fuochi pirotecnici.
  • Martedì dopo Pasqua:-- Festa in onore dell'Addolorata
  • Domenica in Albis: tradizionale processione a spalla di Maria Santissima verso Sant'Antonio u Viecchiu.
  • Riti della Settimana Santa: domenica delle Palme processione con Gesù e l'asinello; Mercoledì Santo tradizionale processione con il Cristo alla colonna; Venerdì Santo caratteristica processione con Scisa ra Cruci e Svelata ra Bedda Matri; Domenica di Pasqua tradizionale 'Ncrinata del Cristo Risorto e della Vergine Maria e processione per le vie del paese.
  • 2 maggio: Sagra dei Cavatieddi Monterossani.
  • 3 maggio : Festa degli Angeli in onore di Maria Santissima Addolorata.
  • 24 giugno: natività di San Giovanni Battista.
  • Prima domenica di settembre: festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista, Patrono e Protettore del Comune[4].
  • Terza domenica di settembre: festa in onore di Maria Santissima Addolorata, Regina e Patrona Principale del Comune.
  • Quinta domenica di settembre o prima domenica di ottobre: festeggiamenti in onore di Maria Santissima Bambina.
  • 8 dicembre: Solennità dell'Immacolata Concezione nella Chiesa di Sant'Anna.
  • 8 dicembre anniversario Santuario Diocesano Maria Santissima Addolorata.
  • 26-28 dicembre e 1, 4, 6 gennaio: presepe vivente.

La Festa Patronale di San Giovanni Battista[modifica | modifica sorgente]

(concessa autorizzazione da www.sangiovannimonterosso.it fonte originale)

La prima testimonianza riguardante la festa di S.Giovanni a Monterosso è rappresentata da un atto notarile del 1559 in cui un abitante del posto si impegna a pagare, entro tempi certi, dei debiti contratti, citando tra le scadenze la “ festa di Santo Joanni”. In più documenti si accenna alla festa nel Seicento: il 16 agosto del 1699 i procuratori e i rettori della chiesa di S.Giovanni chiedono al Tribunale del Sant’Uffizio l’autorizzazione “ come è stato solito ogni anno di solennizzare la festività di Maria SS.ma delli Pericoli con farsi la processione dell’immagine di detta Madonna e del Glorioso S.Giovanni Battista ”. In una supplica, del 1755, al vescovo di Siracusa, i confrati descrivono la festa e fanno presente che nella loro chiesa “ ab immemorabile è stata sempre solennizzata (una festa) particolare al culto e venerazione del Santo Precursore in ogni ultima domenica d’agosto d'ogni anno, facendosi doppo detta festa in detto giorno non solo la processione ma solennizzandosi anche tutta la seguente Ottava al detto Santo, stando esposto il suo simulacro, con messe cantate ogni giorno ed esposizione del Divinissimo Sacramento per tutta l’Ottava, canto di compieta e altri esercizi spirituali e tutto ciò a spese delli divoti che concorrono colle loro limosine per far ossequio al detto Santo.” Mentre in un memoriale del 1766 si parla dei predicatori che venivano invitati a tenere i loro sermoni durante l’Ottavario. S.Giovanni si festeggiava il 24 giugno (nascita) ed il 29 agosto(martirio). Nel 1795, “ occorrendo che il dì 29 agosto è giorno di lavoro, non si può affatto la detta processione eseguirsi giacché manca tutta la gente necessaria per condurre il simulacro di S. Giovanni Battista, i ricorrenti (i procuratori della chiesa di S. Giovanni) chiedono che, restando ferma la risoluzione del Governo di incominciare la festa di detto Santo il giorno in cui lo celebra la Chiesa, sia permesso soltanto di farsi la processione nella prima festa (giorno festivo) che incontra nell’Ottavario”. Da allora la processione si svolse la prima domenica di settembre. La festa di S.Giovanni era un evento atteso tutto l’anno e l’intero paese si metteva in moto e contribuiva, prevalentemente con doni in natura, essenzialmente frumento, alla sua organizzazione. Addirittura veniva acquistato un asino, che consentiva gli spostamenti a chi si incaricava di raccogliere i fondi nelle campagne, un tempo molto abitate e frequentate per motivi di lavoro, ragion per cui tale raccolta durava più di un mese. Un momento particolare era la questua, il venerdì e il sabato, la commissione accompagnata dalle note della banda musicale passava per i forni e le botteghe dove “ si scassavunu i carusedda ”, i salvadanai in cui si raccoglievano le offerte per la festa date dalle massaie mentre facevano il pane o mentre si faceva la spesa. Venivano chiamate di anno in anno, insieme alla banda musicale cittadina, le più rinomate bande del circondario ai cui componenti si forniva vitto e alloggio, visto che dovevano rimanere per gli ultimi tre giorni della festa. Per quanto riguarda il giorno della festa vera e propria, la domenica mattina veniva celebrata una Messa ogni ora, a partire dalle 5. Durante la processione del mattino, il simulacro veniva portato sulle nude spalle dei fedeli, che sanguinavano, e molto suggestivo doveva essere il momento in cui i bambini con una veste rossa venivano presentati al Santo e poi spogliati e la veste legata al percolo. I più anziani ricordano i palloni illuminati, specie di mongolfiere in miniatura che, all’uscita del simulacro, si libravano nell’aria con grande stupore e gioia dei bambini che le inseguivano per accaparrarsele una volta cadute a terra, il pallone più bello era, naturalmente, quello con l’effigie di S. Giovanni.

LA FESTA OGGI...

A Monterosso Almo, la festa di San Giovanni Battista, che si tiene tradizionalmente la prima domenica di settembre, è un momento un po' speciale. Monterosso, uno dei più piccoli Comuni della provincia di Ragusa, sito ai confini con le province di Catania e Siracusa, vive intensamente questi momenti particolari della festa, con gioia genuina fatta di piccole, antiche e tradizionali cose e ricordi; tipico della gente di montagna (che ha nel suo passato una vita fatta di lavoro e di stenti), aggrappata alla sua terra, alla sua storia e alle sue tradizioni, ma con uno sguardo rivolto verso il futuro, verso un domani migliore. Dicevamo momento particolare perché man mano che si avvicina il giorno della festa del Santo Patrono arrivano gli emigrati dall'Australia, dall'Argentina e dall'Europa, gente che non ritorna nel suo piccolo Monterosso da decine di anni, o figli di monterossani che vengono per conoscere le proprie origini, la vita del paese assume un ritmo crescente direi quasi frenetico che riesce a coinvolgere grandi e piccini nella sua preparazione. In questo periodo tutte le case che durante l'anno restano chiuse, vengono riaperte e abitate anche se per pochi giorni; non è più un paesino di circa 3.500 anime, ma di più. Proprio per questo la festa viene preceduta da alcuni giorni di spettacoli che hanno il culmine con la festa dell’emigrato e con il Premio Aquila d’oro, dove vengono valorizzati e posti all’attenzione quegli emigrati che si sono contraddistinti in Italia e nel mondo con il loro impegno e la loro laboriosità. La festa di San Giovanni Battista, a Monterosso Almo, ha origini molto antiche, da alcuni documenti in archivio si può dedurre che risalga al XII sec., certo però che la tradizione si perde nella memoria degli antichi. Questa festa, a differenza di molte altre, riesce ad essere particolare per il suo connubio molto semplice tra spiritualità e folklore che non si disturbano a vicenda, ma anzi rendono più armoniosa e gioiosa la festa stessa. Questo è il motivo principale che attira, la prima domenica di settembre a Monterosso migliaia di turisti. Chi viene in quel giorno non si sente estraneo, ma ospite gradito e coinvolto in nell'aria di festa. Le processioni con il Simulacro del Santo Patrono restano il momento principale della giornata. Particolare e molto emozionante è la tradizionale "nisciuta" alle ore 11.00. Gli squilli di 8 trombe egiziane richiamano l'attenzione di tutta la gente in piazza e allo scorgere del Simulacro dal portale della Chiesa portato a spalla dai fedeli, tra pianti di commozione e applausi, lo scoppio dei fuochi d'artificio e il lancio di una nebbia di 'nzaiarieddi, il tutto fa da cornice all'abbraccio del Santo Patrono con la sua Monterosso. Finemente ricamato in oro e lavorato a mano è lo stendardo della confraternita dedicata al Santo che fu fondata nell'agosto del 1257. Di particolare splendore è il fercolo del Santo, scolpito a mano e ricoperto tutto con foglia d'oro zecchino, alla fine del Settecento risale la sua manifattura; molto più antica è la statua, restano ignoti gli autori, molto probabilmente artigiani locali. Particolarmente artistiche sono le luminarie per le strade del paese, con un gioco di luci e di colori che si incastonano molto bene nell'aria di festa del paese. Due sono i corpi bandistici che accompagnano le processioni, nella prima processione del mattino numerosissimi sono i pellegrini a piedi nudi e con la cera in mano che precedono la statua del Santo Patrono, pellegrini in gran parte venuti dai paesi vicini a piedi scalzi durante la notte tra il sabato e l'alba della domenica, arrivando in Chiesa prima delle ore 6.00 per assistere alla prima Santa Messa in onore del Santo dedicata proprio ai pellegrini. Tipico e tradizionale nel pomeriggio la "cena ", cioè la vendita all'asta dei dolci tipici preparati dalla gente e offerti al Santo, oltre ai dolci si possono notare le tradizionali forme di pane che raffigurano il volto del Santo Patrono. Apprezzati e graditi per la loro bellezza e grandiosità, sono lo spettacolo pirotecnico che si tiene in c.da Casale e a conclusione dei festeggiamenti in p.za S. Giovanni lo spettacolo Piro-Musicale, tali spettacoli sono divenuti ormai un appuntamento fisso per gli appassionati e non, di tutta la provincia e del circondario.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia monterossana si dedica quasi esclusivamente sull'agricoltura e sull'allevamento. Il territorio presenta una buona produzione di cereali, mandorle, noci, fichi, olive e ciliegie. Dall'allevamento di bovini e ovini, si ricava una buona produzione di formaggio pecorino.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 2 luglio 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Sito ufficiale dei festeggiamenti per san Giovanni.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Schembari, Monterosso e S. Giovanni, sette secoli (XIV-XX) tra storia e devozione, Avola, 2005.
  • S. Distefano, Ragusa Nobilissima: una famiglia della Contea di Modica attraverso le fonti e i documenti d'archivio, contributo alla Historia Familiae Baronum Cutaliae, Ancilae et Fundi S. Laurentii in Ricerche, 2006, pp. 109-160.

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