Provincia di Ragusa

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Provincia di Ragusa
provincia
Provincia di Ragusa – Stemma Provincia di Ragusa – Bandiera
Il Palazzo della Provincia, attuale sede dell'amministrazione provinciale.
Il Palazzo della Provincia, attuale sede dell'amministrazione provinciale.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Amministrazione
Capoluogo Ragusa
Presidente Carmela Floramo (Commissario straordinario) dal 2/1/2014
Data di istituzione 1927
Territorio
Coordinate
del capoluogo
36°55′30″N 14°43′50″E / 36.925°N 14.730556°E36.925; 14.730556 (Provincia di Ragusa)Coordinate: 36°55′30″N 14°43′50″E / 36.925°N 14.730556°E36.925; 14.730556 (Provincia di Ragusa)
Superficie 1 614 km²
Abitanti 318 249 (31-12-2013)
Densità 197,18 ab./km²
Comuni 12 comuni
Province confinanti Caltanissetta, Catania, Siracusa
Altre informazioni
Lingue italiano, siciliano
Cod. postale 97100-97010-97019
Prefisso 0932
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 088
Targa RG
Cartografia

Provincia di Ragusa – Localizzazione

Sito istituzionale

La Provincia di Ragusa (pruvincia di Rausa in siciliano), amministrativamente denominata "Libero Consorzio Comunale di Ragusa"[1], è una provincia della Sicilia di 318.249 abitanti (dato di dicembre 2013)[2].

Ha una superficie di 1.614 km² e una densità abitativa di circa 193 abitanti per km². Vi sono compresi dodici comuni: oltre al capoluogo Ragusa, Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria[3].

Assieme a quella di Siracusa è la provincia più meridionale della Sicilia e confina con le province di Siracusa, Catania e Caltanissetta, mentre la sua parte meridionale si affaccia sul mar Mediterraneo.

L'istituzione della provincia risale al 1927, durante il ventennio fascista[4].

La Provincia di Ragusa ospita tre siti, precisamente le città di Ragusa, Modica e Scicli, dal 2002 insigniti del titolo di Patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO, insieme con la Val di Noto.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

La provincia di Ragusa

Monti e pianure[modifica | modifica sorgente]

Circa due terzi del territorio provinciale sono formati da colline, con la parte centrale costituita dall'altopiano ibleo, ad un'altitudine media compresa tra i 400 e i 600 metri s.l.m.. I picchi più elevati della provincia si trovano ai confini settentrionali della provincia. I monti maggiori sono il Monte Lauro (1010 m), il Monte Casale (910 m) e il Monte Arcibessi (906 m)[5][6].

Le uniche pianure presenti si trovano sulla parte occidentale della provincia, dove si sviluppa la piana di Vittoria, ed all'estremità orientale, nel territorio comunale di Pozzallo e parzialmente in quello di Ispica.

La geomorfologia dell'altopiano ibleo è molto variegata. Il territorio spesso degrada verso il mare con un progressivo terrazzamento e con incisioni profonde delle colline, dette "cave", disposte generalmente in direzione sud. Tali cave, che sono il risultato dell'erosione dei fiumi nel lungo corso delle ere geologiche, presentano frequentemente delle improvvise variazioni di livello, rispetto al fondo (anche di 200 m), come si riscontra nel caso del fiume Irminio. Andando verso la costa, si alternano falesie calcarenitico-sabbiose e piccole pianure alluvionali marnose o argillose, che spesso formano paludi costiere (quasi tutte prosciugate), delimitate da dune sabbiose. In altre località (Marina di Ragusa, Cava d'Aliga e Pozzallo) si protendono invece sul mare, con scogliere di modesta elevazione[7][8].

La parte centrale, nota come "Tavolato ibleo", è costituita da formazioni vulcanitiche come il Monte Lauro, che ne è la massima elevazione, segmentate da un complesso sistema di faglie[9].

È in questo sistema che si inquadrano le strutture geologiche che, nell'area attorno a Ragusa, determinano affioramenti di petrolio, con concentrazioni asfalto-bituminose. In passato la pietra scura presente in tali aree, meglio conosciuta come "pietra-pece", veniva utilizzata come caratteristico materiale da costruzione e decorazione. Fino alla seconda guerra mondiale tale pietra veniva estratta in grandi quantità e trasportata con i treni merci della ferrovia a scartamento ridotto dell'Anapo al Porto di Siracusa; trasportata via mare agli impianti di trattamento, era oggetto di lavorazione per estrarne gli idrocarburi in essa contenuti[10].

Fiumi e laghi[modifica | modifica sorgente]

Lago di santa Rosalia.
La foce dell'Irminio.

Non vi sono fiumi di grande portata, ma solo "cave" a carattere torrentizio. A essere definiti "fiumi" sono soltanto l'Irminio, il Dirillo, il Tellaro e l'Ippari. Un altro corso d'acqua degno di nota è il Tellesimo[11].

 
Fiume lunghezza Provincia
Irminio 55 km RG
Dirillo 54 km RG - CL - CT
Tellaro 45 km RG -SR
 
Fiume lunghezza Provincia
Ippari 28 km RG
Fiumara di Modica 22 km RG
Tellesimo 14 km RG - SR

Gli unici laghi della provincia sono due bacini artificiali costruiti a cavallo degli anni settanta ed i primi anni ottanta. Il lago Santa Rosalia[12], che si trova nel comune di Ragusa, ed una piccola porzione del lago Dirillo, che ricade sul territorio di Monterosso Almo.

Anticamente, lungo la costa ragusana, esistevano numerose paludi e pantani che vennero prosciugate a seguito dell'intervento dell'uomo con varie bonifiche occorse tra gli anni trenta e sessanta.

Sul territorio di Ispica sono ancora presenti diversi pantani, che sono le uniche superfici lacustri naturali rimaste in provincia. I pantani salati più importanti sono il pantano Longarini, il pantano Bruno ed il Gorgo Salato, mentre il pantano Gariffi ed il pantano Arezzi sono di acqua dolce[11]. Tra il promontorio di Kamarina e Scoglitti si estendeva la Palude di Kamarina, formatasi al riparo dalle dune di sabbia alla foce dell'Ippari e prosciugata dai coloni greci della città nel III secolo a.C.

Coste e isole[modifica | modifica sorgente]

La linea costiera della provincia si affaccia sul Mar Mediterraneo, a sud, tra la foce del fiume Dirillo e il Pantano Longarini. La spiaggia, detta "I Macconi", tra la foce del Dirillo e la foce dell'Ippari, è sabbiosa e lunga[11]. Più oltre, in direzione di Punta Secca, la costa diventa rocciosa, alternando piccole spiagge e scogliere. Tra Marina di Ragusa e Cava d'Aliga il litorale è prevalentemente sabbioso e riprende ad essere roccioso fino a Punta Religione, intervallando falesie e piccole spiagge come quella di Sampieri, costituita da finissima sabbia dorata. Tra Pozzallo e Punta Ciriga tornano nuovamente a prevalere le spiagge sabbiose. In corrispondenza di Punta Ciriga si trovano, l'isola di Iannuzzo e l'isola dei Porri[11].

 
Isola lunghezza max località
Scoglio di fuori 18 m Scoglitti
Scoglio della secca 180 m Punta Secca
Isola dei Porri 140 m Santa Maria del Focallo
Isola di Iannuzzo 20 m Marza

Clima[modifica | modifica sorgente]

La varietà orografica comporta la presenza di differenti tipologie climatiche.

Nelle aree più meridionali e costiere la piovosità è in genere scarsa: una media dei rilevamenti del trentennio 1961-1990, registrati dalle due stazioni di rilevamento di Gela[13], e di Cozzo Spadaro[14][15] evidenzia, per il trimestre giugno-agosto, precipitazioni di appena 2–3 mm di pioggia. In inverno la piovosità sale a 45–60 mm (ottobre-febbraio), con una punta di 71 mm nel mese di ottobre, soltanto nella seconda località. L'umidità relativa media è invece significativa e risulta maggiore nelle aree pianeggianti del vittoriese, dove per tutto l'anno si mantiene a una media del 72-79%. Sostanzialmente simile, salvo una flessione al 66-69% nel trimestre giugno-agosto, quella dell'area tra Ispica, Pozzallo e Marina di Ragusa.

Diversa invece è la quantità di pioggia che cade sulle zone elevate dell'altopiano, dove in autunno, inverno e primavera i livelli di piovosità sono più elevati. Nella zona di Acate la quantità di pioggia annua varia tra i 205 mm dell'anno meno piovoso e i 588 mm dei picchi, mentre nell'area di Chiaramonte Gulfi l'oscillazione è compresa tra 377 e 1481 mm complessivi[16].

I venti si mantengono in genere moderati, al disotto degli 8,5 nodi con prevalenza da ovest-sud-ovest. I mesi meno ventosi sono giugno per l'area occidentale e settembre per quella orientale[14].

Anche la temperatura media annua è correlata, in linea di massima, con la quota altimetrica: si va dai 13°-14° dell'area montana (tra Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo e Giarratana) ai 14°-15° del capoluogo provinciale, per finire con i 18°-19° delle aree in prossimità della costa. Per quanto riguarda la media delle temperature massime del mese più caldo, il valore è simile in tutta la provincia: 30°. Unica eccezione la zona di Vittoria, che riporta un valore leggermente inferiore. Le temperature medie del mese più freddo sono invece differenti: 2°-4° nell'area montana, 4°-6° nel ragusano e 6°-8° nel rimanente territorio. L'escursione termica è notevolissima nell'area montana: la sua media annua raggiunge i 17°[17].

Nelle aree più a sud e in quelle costiere non sono presenti stazioni meteorologiche, ma un'indicazione di massima può venire dai dati rilevati dalle stazioni presenti nelle limitrofe province di Siracusa e Caltanissetta (Gela e Cozzo Spadaro): i valori e i dati statistici possono essere assimilati a quelli dei territori confinanti, dato che le stazioni rilevatrici sono ubicate a pochi chilometri dai confini con la Provincia di Ragusa.

COZZO SPADARO (51 metri s.l.m.)[14][15] Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 15 15 17 19 22 26 30 30 28 24 20 17 21,9
Temperatura minima media (°C) 9 9 10 12 15 19 21 22 21 17 14 11 15
Piogge (mm) 61 43 33 18 13 27 2 5 25 78 51 71 427
GELA (33 m s.l.m.)[13][14] Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 15 15 16 18 21 24 28 27 26 23 19 18 20,8
Temperatura minima media (°C) 9 9 9 11 15 18 20 21 20 16 13 10 14,3
Piogge (mm) 46 36 29 24 17 3 3 11 20 56 54 55 354

Riserve naturali[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio provinciale sono state istituite alcune riserve naturali e aree di interesse naturalistico[18]; altre sono ancora in fase propositiva:

Denominazione Zona geografica Comuni interessati Sito istituzionale
Riserva naturale Pino d'Aleppo comune di Vittoria Vittoria, Ragusa Regione Siciliana
Riserva naturale macchia foresta del fiume Irminio area costiera tra Marina di Ragusa (Ragusa) e Donnalucata (Scicli) Ragusa, Scicli
Riserva naturale integrale Cava Randello[19] area costiera tra Cozzo Campisi e Passo Marinaro Ragusa
Parco forestale Calaforno[19] area montana boscata Chiaramonte Gulfi, Ragusa
Riserva naturale orientata Pantani della Sicilia Sud-Orientale area costiera Ispica

La Riserva naturale Pino d'Aleppo, presso Vittoria, è stata istituita[20] con lo scopo «di salvaguardare le formazioni residue autoctone di Pinus halepensis e di ricostituire la pineta nelle aree a gariga degradata per azione dell'uomo». La Riserva naturale macchia foresta del fiume Irminio si trova sulla costa, tra Marina di Ragusa e Donnalucata[21][22], mentre la Riserva naturale integrale Cava Randello è sita nel tratto di costa prospiciente la zona archeologica di Kamarina.

Aree boschive demaniali della provincia:[senza fonte]

  • Complesso boscato Canalazzo in comune di Monterosso Almo.
  • Complesso boscato Mangiagesso tra i comuni di Modica e Scicli.
  • Area attrezzata Mangiameli a Monte Arcibessi in comune di Chiaramonte Gulfi.
  • Complesso boscato Sampieri nel Comune di Scicli.
  • Complesso boscato Santa Maria del Focallo in comune di Ispica.
  • Complesso boscato "Pineta Monte Renna" nel comune di Giarratana

È in corso di attuazione l'iter di realizzazione del Parco Nazionale degli Iblei, previsto dall'art. 26, comma 4 septies, della Legge 222 del 29 novembre 2007[23][24]. Si tratta del primo parco nazionale della Sicilia e anche della più grande area naturale protetta dell'isola, che abbraccia i territori di Siracusa (60%), Ragusa (30%), Catania (10%). L'8 febbraio 2011 il consiglio provinciale ha approvato una proposta di perimetrazione del parco[25]. Tale proposta, che esclude le principali aree di interesse del biotopo ibleo e addirittura alcune aree SIC, è stata ritenuta insoddisfacente da larga parte dell'opinione pubblica e dalle associazioni naturalistiche della Provincia di Ragusa, che hanno manifestato a tutti i livelli il proprio dissenso. La Regione ha quindi chiesto a queste ultime (riunitesi nel Coordinamento delle Associazioni Naturalistiche e Ambientaliste) di presentare una propria proposta di perimetrazione, spiegandone le ragioni[26].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Modica, Storia di Ragusa, Contea di Modica e Contea di Ragusa.
Panorama di Ragusa Ibla

I confini ufficiali e l'autonomia amministrativa della provincia di Ragusa sono stati definiti nel 1927, durante il fascismo.

Il territorio provinciale corrisponde grosso modo all'antica Contea di Modica, nata il 25 marzo 1296, quando Federico III di Aragona conferì la concessione a Manfredi Chiaramonte, investendolo del titolo di conte di Modica e signore di Ragusa, Caccamo, Scicli, Gulfi, Pozzallo e Spaccaforno.

In seguito il feudo dei Chiaramonte divenne un'entità amministrativa del tutto autonoma rispetto al Regno di Sicilia: aveva tribunali con tre gradi di giudizio (compreso quello delle II Appellazioni, che non esisteva neppure a Palermo), un governatore, amministratori per le singole "università" (cioè gli attuali comuni) e forze di polizia municipale e comitale. Rispetto al territorio della provincia moderna quello del feudo includeva i comuni di Acate (detta Biscari fino al 1930), Comiso, Ispica e Santa Croce Camerina nel periodo dal 1392 al 1457, essendo Conti Bernat Cabrera e suo figlio Giovanni Bernardo. Quest'ultimo, a causa di un debito di 60.000 fiorini, fu costretto ad alienare alcuni feudi per far cassa. Fu così che, fra il 1453 e il 1457, Comiso fu ceduta ai Naselli, Giarratana ai Settimo, Ispica ai Caruso-Statella, Santa Croce al modicano Pietro Celestre, Acate ai Paternò-Castello. Per lungo tempo, invece, il feudo comprese anche Caccamo, Calatafimi e Alcamo, città della Sicilia occidentale, queste ultime due fino all'annessione al regio demanio, avvenuta nel 1802, delle terre della Contea di Modica.

Con l'istituzione delle province borboniche nel 1817, il territorio fece parte della Provincia di Noto che con il Regno d'Italia, nel 1865, divenne provincia di Siracusa.

Nel 1927, in seguito all'attività politica di Filippo Pennavaria, (esponente locale di rilievo del fascismo), Ragusa venne eretta a capoluogo della provincia istituita[27] a scapito delle aspirazioni di Modica, che per seicento anni era stata la quarta città della Sicilia, per importanza e popolazione, dopo Palermo, Catania e Messina[senza fonte]. All'atto dell'istituzione della provincia Ragusa aveva una popolazione di poco inferiore a quella di Modica ed era divenuta un importante centro industriale ed economico.

Durante la Seconda guerra mondiale la vita della provincia venne scossa dai bombardamenti alleati, a partire dal 1942 e per tutto il 1943, anche a causa della presenza di vari aeroporti militari (Comiso, Vizzini e Gela), dalle cui piste partivano i cacciabombardieri dell'Asse. Nel luglio 1943 la provincia fu uno dei teatri dello Sbarco in Sicilia degli Alleati.

Con lo Statuto speciale siciliano del 1946 furono soppresse le provincie siciliane. Furono ricostituite nel 1963, recependo la normativa nazionale e furono trasformate in "provincie regionali"" nel 1986[28].

Il 28 marzo 2014 è stata prevista la soppressione delle 9 provincie regionali, sostituite temporaneamente da nove "Liberi Consorzi comunali" e 3 aree metropolitane in seguito all'entrata in vigore della legge approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana il 12 marzo 2014[29]. Una ulteriore legge regionale disciplinerà compiti e funzioni di questi nuovi enti, mentre ogni provincia è, nel frattempo, retta da un commissario straordinario nominato dalla giunta regionale.[30].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma concesso nel 1930

Il primo stemma della Provincia venne concesso con regio decreto del 17 aprile 1930 e lettere patenti del 15 febbraio 1932:

« d'azzurro, alla banda scaccata di due file d'argento, e di rosso, il tutto caricato di un'aquila dal volo abbassato, rivolta con la testa a destra, tenente fra gli artigli un fascio littorio d'oro e sormontata da una stella, il tutto d'oro »

insieme ad esso venne concesso un gonfalone consistente in un "drappo di azzurro".[31]

Successivamente alla caduta del Fascismo dallo stemma venne eliminato il fascio littorio. Lo stemma e il gonfalone vengono così descritti nell'articolo 4 dello Statuto provinciale:[32]

« scudo araldico inquadrato con fondo azzurro, banda scaccata di due file d’argento e di rosso caricata da un’aquila dal volo abbassato rivolta con la testa a destra, tenente fra gli artigli una corona di alloro e quercia nastrata in rosso.La testa dell’aquila è sormontata da una stella d’argento, a cinque punte.Lo scudo è fregiato dalla corona di Provincia
Il Gonfalone che misura cm. 87×195 è di tessuto raso in seta di colore azzurro bordato in oro; termina in tre bande, la centrale più lunga, rifinite con frangia dorata; al centro reca lo stemma, come descritto circondato da decoro a tralci di acanto ricamate in oro. Il Gonfalone come sopra descritto è sorretto da bastone lanciato e completo di due fiocchi che scendono lungo i lati»

Fonetica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto siciliano metafonetico sudorientale.

Come per altre aree italiane, quella che nel parlato di tutta la Sicilia, in generale, permane indelebile è la traccia romana o meglio del latino popolare o volgare. La quasi totalità delle popolazioni che facevano parte dell'ex contea di Modica hanno in comune l'evoluzione[33] dei nessi cl e pl, che nel territorio ragusano sono resi in /t∫/, quando nel resto della Sicilia l'esito è espressi in /K/[34]. Mentre difatti di clavis (chiave), plangere(piangere) e plenus (pieno) gli altri isolani ne fanno "chiavi", "chianciri" e "chinu", il ragusano ne fa "ciavi", "cianciri" e "cinu".

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade ed autostrade[modifica | modifica sorgente]

La provincia non è stata dotata di tratte autostradali sul proprio territorio nonostante, dalla fine degli anni sessanta, esista il progetto di un'autostrada Siracusa-Gela i cui lavori sono stati realizzati lentamente e con lunghi periodi di interruzione. L'autostrada citata è stata realizzata solo tra Siracusa e Rosolini, fermandosi a poco meno di un chilometro dal confine provinciale. Il II tronco da Rosolini a Ragusa è solo parzialmente finanziato.

La SP 25 Ragusa Mare.

L'asse principale della rete viaria ragusana è la strada statale 115, che proviene da Siracusa, attraversa i maggiori centri urbani e prosegue poi per Gela. La trafficatissima e pericolosa[35] strada statale 514 convoglia il traffico automobilistico da e per Catania; sulla stessa direttrice – ma attraverso i centri di Monterosso Almo e Giarratana – si snoda anche la tortuosa ed altrettanto pericolosa[36] strada statale 194. L'intero sistema viario della provincia necessita di interventi radicali[37], anche in considerazione del fatto che si tratta di uno dei poli produttivi agro-alimentari più importanti d'Italia[38]; non avendo un sistema ferroviario efficiente, è costretto ad un intenso uso del trasporto su gomma. La strada provinciale 25 collega il capoluogo ibleo a Marina di Ragusa.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovie siciliane, Ferrovia Siracusa-Gela-Canicattì, Ferrovia Siracusa-Ragusa-Vizzini, Stazione di Ragusa e Stazione di Modica.
Ferrovie della Provincia di Ragusa
La stazione di Ragusa

Il territorio provinciale è attraversato dalla ferrovia Siracusa-Gela-Canicattì, gestita da RFI, per poco più di 119 km di binari; la tratta per molti decenni rimase in condizioni precarie che non permettevano velocità commerciali adeguate ai tempi[39]. Un ammodernamento e un potenziamento delle opere d'arte (ponti e viadotti), tra Vittoria e Siracusa, venne eseguito nell'ambito del Programma integrativo FS con i fondi stanziati dalla legge 12 febbraio 1981[40][41] ma le strategie economiche attuate in seguito alla "riforma delle ferrovie" nel corso degli anni duemila ne hanno prodotto la progressiva sottoutilizzazione[42]. La linea, pur tortuosa e con elevate pendenze, attraversa e collega direttamente alcuni tra i più grandi centri urbani ragusani con le province confinanti (Siracusa e Caltanissetta) e le grandi aree metropolitane di Palermo e Catania. Il traffico merci su rotaia è quasi inesistente (al 2014)[42], nonostante l'alto potenziale[43] costituito dalle aree di grande produzione ortofrutticola di Vittoria, Scicli e Ispica.

Fino alla fine degli anni cinquanta fu attivo un collegamento ferroviario più breve, tra Ragusa e Siracusa, mediante la ferrovia a scartamento ridotto, Ragusa-Bivio Giarratana-Siracusa la cui stazione di Ragusa era a fianco dello scalo FS. Raggiungeva il capoluogo costiero attraversando la Valle dell'Anapo e il sito archeologico di Pantalica. Era potenzialmente anche il più breve e diretto collegamento ferroviario con Catania, tramite il bivio Giarratana, raggiungendo la stazione FS di Vizzini, sulla ferrovia Catania-Caltagirone-Gela, nella propria stazione di Vizzini Scalo[44].

Il porto di Pozzallo.

Porti[modifica | modifica sorgente]

Lo scalo marittimo più importante della provincia è il Porto di Pozzallo che, oltre al traffico mercantile e peschereccio, vanta anche un collegamento di linea passeggeri con la vicina Malta. Nel 2008 il porto di Pozzallo ha movimentato 1.521.095 tonnellate di merci e 166.406 passeggeri[45].

Oltre a quello di Pozzallo esistono anche altri porti da pesca e da diporto: Scoglitti, Marina di Ragusa, Donnalucata e Punta Secca, località che ha ospitato le riprese della serie televisiva Il commissario Montalbano. Il nuovo porto di Marina di Ragusa, è stato dichiarato operativo il 3 luglio del 2009, ha oltre 800 posti barca e sarà uno dei tre "Hub" per la nautica da diporto della Sicilia[46].

Porti lungo la costa ragusana RWB Fähre(L).svg Tipologia Posti barca
  • diporto, peschereccio, commerciale
  • diporto, peschereccio
  • diporto, peschereccio
  • diporto
  • diporto
  • 210
  • 110
  • 50
  • 723
  • 180

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

La pista dell'aeroporto di Comiso, testata 23.

Sul territorio provinciale insiste l'Aeroporto di Comiso, dal quale fino all'inizio degli anni settanta l'ATI effettuava collegamenti con alcune località della Sicilia e della penisola. Dato il modesto traffico[47], tuttavia, il collegamento venne soppresso e dal 1983 la struttura fu destinata a Base Nato. Dopo vari decenni di pressioni operate da parte dei settori produttivi ed imprenditoriali della provincia[48], è stato riconvertito da aeroporto militare in aeroporto civile. Lo scalo è stato aperto al traffico civile il 30 maggio del 2013. Sul territorio provinciale sono presenti anche strutture minori:

Struttura RWBA Flughafen(R).svg Pista Lunghezza
  • asfalto
  • asfalto
  • terrabattuta
  • terrabattuta
  • asfalto
  • 2.546 m
  • 680 m
  • 720 m
  • 330 m
  • 250 m

Economia[modifica | modifica sorgente]

I livelli occupazionali e il reddito medio pro capite erano nel 2005, nell'intera provincia, fra i più elevati dell'Italia meridionale[50], e quella di Ragusa era la provincia con il più basso tasso di disoccupazione in Sicilia (non superava il 16%, mentre nel comune di Ragusa presentava perfino un valore in linea con la media nazionale[51]. Nel 2013 il tasso di disoccupazione è cresciuto al 19,3%, inferiore al dato regionale e del mezzogiorno ma superiore di quasi 6 punti percentuale al dato nazionale [52]. È presente inoltre la Banca Agricola Popolare di Ragusa, primo istituto di credito della provincia che con i suoi 40 sportelli sul territorio provinciale è fra le banche più rappresentate nel territorio. Fra le banche di una certa dimensione è l'unica che abbia mantenuto la sua sede in Sicilia dopo che il Banco di Sicilia è stato inglobato nel gruppo Unicredit.

L'indice di libertà economica (che tiene conto non solo del Pil prodotto ma anche di elementi quali economia, lavoro, contesto sociale, finanza, fisco e trasferimenti) pone il ragusano ai livelli di province del nord Italia, collocando la provincia al cinquantunesimo posta della classifica nazionale, con un indice di 64,8 su 100[51].

Industria[modifica | modifica sorgente]

La pietra-pece

La pietra-pece[53], conosciuta anche come pietra-oro, è quel particolare tipo di roccia che impera nel panorama architettonico del barocco ibleo. Si tratta di una roccia sedimentaria calcarea risalente al Cenozoico, che essendo impregnata di bitume, in proporzioni che variano dal 4% al 10%, non è particolarmente soggetta a sgretolarsi ed è particolarmente atta all'uso in ambienti soggetti a forte umidità. Il colore varia in proporzione alla quantità di bitume contenuto e può assumere varie gradazioni dal marrone al quasi nero.
Essa viene utilizzata da secoli per usi ornamentali, come nel caso del Castello di Donnafugata; viene usata anche come pavimentazione, decorazione e per lapidi sepolcrali. In contrada Tabuna, ad esempio, sono stati ritrovati dei sarcofagi pre-ellenici. Altri esempi del XVI secolo sono i capitelli del Duomo di San Giorgio.
La pietra pece attivò gli interessi di società francesi ed inglesi, e in seguito anche tedesche, per l'estrazione di idrocarburi, tra la fine del XIX secolo e la prima guerra mondiale. L'estrazione avveniva con l'impiego di bassa manodopera locale; un grosso esercito di minatori, anche adolescenti, e carrettieri erano impiegati per estrarre dalle cave migliaia di tonnellate di roccia, parte lavorata sul posto e parte imbarcata verso Gran Bretagna, Francia, Germania e altre località europee.
La Grande guerra mise fine all'opera delle aziende tedesche e vide la nascita di quelle italiane che poi si svilupparono, a causa dell'autarchia, nel periodo fascista. Infatti dal minerale veniva prodotto carburante per autotrazione, ma probabilmente non tanto quanto si diceva che fosse anche perché il contenuto in frazioni leggere era molto scarso. In ogni caso fu questa, probabilmente, una delle motivazioni principali che portarono alla costituzione della provincia di Ragusa.
Dopo la seconda guerra mondiale venne avviata la produzione di cemento pozzolanico utilizzando proprio la pietra-pece, privata dell'idrocarburo. Tuttavia venuta meno la convenienza economica dell'estrazione, dalla fine degli anni ottanta solo qualche azienda specializzata, per lo più nel restauro conservativo di edifici antichi, continua nella lavorazione della roccia scura.

Le affiorazioni bituminose nell'area ragusana erano note sin dall'antichità ed erano perciò sorte attività estrattive e di lavorazione della pece; il prodotto è presente negli scisti bituminosi di cui è ricca l'area. Nei primi decenni del XIX secolo società francesi ed inglesi acquisirono le licenze di produzione ed esportazione di roccia petrolifera, con ampio uso di manodopera locale. A metà degli anni venti iniziò la distillazione, di idrocarburi come benzina per autotrazione e gasolio, anche da parte di aziende italiane a mezzo di impianti situati intorno alla città di Ragusa. Fino al 1957, anno in cui venne attivato l'oleodotto che univa l'area di estrazione (Ragusa) e quella di raffinazione (Augusta) venivano impiegati tra 7 e 8 treni giornalieri di carri cisterna per il trasporto del greggio[54].

Dalla fine degli anni cinquanta in poi sono sorti anche stabilimenti di raffinazione di petrolio dalla Gulf Oil Corporation e dell'ENI e stabilimenti di produzione di prodotti derivati[55].

A Comiso è fiorente l'attività di lavorazione di vari tipi di roccia e di marmi, nazionali ed esteri, per uso edilizio ed architettonico.

È presente un sistema di piccole e medie imprese, articolato in sei raggruppamenti merceologici[56]: agroalimentare e mangimistico, materiali e complementi per l'edilizia, marmi e graniti, legno-arredo, chimico-plastico e metalmeccanico-impiantistico. Più recentemente si è sviluppata l'attività industriale legata al settore lattiero-caseario, con la nascita di aziende di respiro nazionale. L'industria vanta il 60% della produzione lattiero-casearia dell'isola[57] ed un'importante produzione di polietilene e di materiali plastici per l'agricoltura, utilizzati prevalentemente per la copertura delle serre.

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

L'agricoltura della provincia presenta molti aspetti tradizionali: sui terreni dell'altopiano sono prevalenti i seminativi asciutti, soprattutto cereali, e le colture arboree. Un mosaico di colture arboree e impianti ortofrutticoli caratterizza le aree di Ispica e Pozzallo, le zone collinari e la pianura tra Vittoria, Comiso ed Acate. Ma il settore più rilevante e innovativo è quello delle serre, soprattutto sui suoli sabbiosi che si distendono da Vittoria fino al litorale; milioni di metri quadrati di coltivazioni, realizzati con grande economia di materiali, in cui si realizza una produzione di zucchine, melanzane, pomodori e fiori (questi ultimi, specialmente nel territorio di Vittoria) che interessa l'intero anno. La coltura in serra si presenta – in ambiti monofunzionali o con altre tipologie di insediamento polifunzionali – nell'area di Ispica, tra Donnalucata e Scicli, oltre che lungo la costa e nell'entroterra tra Punta Secca e Santa Croce Camerina e tra Marina di Acate ed Acate. Nei primi anni settanta l'esplosione delle serre ragusane ha costituito, secondo Antonio Saltini, uno dei fenomeni di vivacità più singolari dell'intera agricoltura italiana[58] creando, su terreni che non offrivano praticamente alcun reddito, un flusso di produzione di decine di miliardi di lire, coinvolgendo una serie ingente di settori connessi, dal commercio di sementi e antiparassitari a quello del polietilene, dal gas in bombole per il riscaldamento invernale delle serre agli impianti di refrigerazione ed ai trasporti su strada.

La viticoltura ha un posto importante nell'economia del ragusano; molti sono i vini IGT e DOC prodotti, tra i quali primeggia il Cerasuolo di Vittoria, prodotto dall'unione di uve Nero d'Avola e Frappato.

Allevamento[modifica | modifica sorgente]

La Provincia di Ragusa, tra le province siciliane, è quella che ha sviluppato su vasta scala l'allevamento del bestiame, soprattutto di bovini da latte tra cui primeggia una razza autoctona detta razza modicana. Questa particolare vocazione l'ha resa leader nella produzione lattiero-casearia regionale. I dati statistici relativi al 2005 registrano infatti ben 2.169 aziende del settore con una produzione di 437.737 tonnellate di latte vaccino[59]. Numerose anche le aziende correlate, alcune di grandi dimensioni, che producono formaggi e derivati del latte tra cui il caciocavallo ragusano dop. Una caratteristica stabilita per legge prescrive che la zona di provenienza del latte per la produzione del Ragusano comprende l'intero territorio dei comuni di Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria. Il formaggio viene prodotto esclusivamente con latte di vacca intero, crudo: l'alimentazione delle mucche da cui deriva il latte è costituita prevalentemente da erbe spontanee dell'altopiano ibleo.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Ispica:Loggia Santa Maria

Il Terremoto del Val di Noto del 1693, a cui ha fatto seguito il fervore della ricostruzione, ha prodotto nell'intera provincia una serie di città il cui patrimonio architettonico, facente parte del barocco siciliano, è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità: si tratta di Ragusa, Modica e Scicli, le cui architetture sono state rese note dai film e dalle serie televisive cui hanno fatto da sfondo (da Il Gattopardo di Luchino Visconti all'L'uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore, fino alla serie televisiva Il commissario Montalbano).

Oltre al turismo culturale, che oltre alle già città del barocco interessa anche le zone archeologiche di Kamarina e Casmene, è sviluppato un turismo di balneare grazie alla costruzione, avvenuta negli ultimi quindici anni, di diversi villaggi turistici ed infrastrutture, che date le condizioni climatiche favorevoli, consentono la balneazione per almeno sei mesi all'anno.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Dal 1997 la Provincia gestisce il Liceo Linguistico Paritario "John Kennedy", sito nel Comune di Ispica (ex Liceo Linguistico comunale, fondato nel 1979).

Università[modifica | modifica sorgente]

La Provincia non ha propri atenei, ma Ragusa ospita alcuni corsi di laurea dell'Università degli Studi di Catania: Agraria, Lingue e letterature straniere, Scienze del Governo, Medicina e chirurgia e Giurisprudenza. Esiste un "Consorzio universitario della Provincia di Ragusa", costituito nel 1995 con il fine di gestire iniziative universitarie e culturali del territorio ibleo. Il consorzio, fondato dalla Provincia, dal Comune di Ragusa e dall'"Associazione per la Libera Università degli Iblei" a cui si sono aggiunti altri comuni, associazioni di categoria e professionali, enti finanziari e associazioni culturali, si propone di assicurare la prosecuzione degli studi universitari a Ragusa, nella volontà di realizzare il quarto polo universitario statale dell'isola[60].

Uomini illustri[modifica | modifica sorgente]

Il Castello di Donnafugata
Castello di Donnafugata

Il suo nome è di origine araba dato probabilmente ad una costruzione o alla località. Le origini di una parte dell'edificio, tra cui la torre, risalgono alla metà del Settecento ma nel suo complesso il possente edificio è dovuto al Barone Corrado Arezzo che lo fece realizzare un secolo dopo inserendo nella facciata principale, in stile neo-gotico con richiami del veneziano, la bella loggia con gli eleganti archi trilobati. L'edificio si sviluppa su una superficie di 2500 m² e consta di ben di 122 vani. Il piano nobile è dotato dell'arredamento originale dell'epoca; vi si accede mediante una grande scalinata monumentale in pietra-pece (tipica della zona ragusana ricca di bitume e olio minerale). Notevoli il salone degli stemmi, con affreschi parietali di insegne nobiliari delle grandi famiglie siciliane, il salone degli specchi, la sala della musica, la stanza del biliardo e la stanza da letto della principessa di Navarra. Le stanze, le sale e i corridoi sono decorati con stucchi ed affreschi. Il Castello è attorniato da un parco lussureggiante di quasi 8 ettari con grandi alberi di Ficus, ed altre essenze esotiche. Al suo interno si trovano un labirinto, un tempietto circolare, una coffee-house e delle grotte artificiali. Il castello è stato acquisito dal Comune di Ragusa nel 1982 e in seguito restaurato. Le sale del castello vengono spesso utilizzate come set di produzioni cinematografiche.

Eventi culturali[modifica | modifica sorgente]

  • Festival organistico internazionale. Si svolge a Ragusa tra novembre e dicembre e consiste in una rassegna di 6 serate con concerti organistici di musica barocca eseguiti, nelle chiese cittadine dotate di organi, da organisti italiani e stranieri.
  • Festival ibleo del jazz si svolge in ottobre, per la durata di una settimana, a Ragusa Ibla ed è dedicato al jazz sperimentale con la presenza di jazzisti da tutto il mondo.
  • Eurochocolate Modica è una manifestazione promossa per valorizzare la ultra centenaria tradizione cioccolatiera di questa città ragusana e che nella sua ancor breve tradizione, è giunta alla sua quarta edizione, ha saputo riscuotere già grande successo tanto che nella edizione del 2007 ha richiamato, nel corso di nove giorni, quasi 200.000 visitatori[61].
  • I Sapori della Cultura a Modica il 7, 8 e 9 dicembre. Evento organizzato dalla Cooperativa Etnos, in collaborazione con l'Assessorato Regionale ai Beni e alle attività Culturali, il Comune di Modica, la Provincia di Ragusa, il Distretto Culturale del sud-est e l'UNESCO. Il programma prevede visite guidate ai musei di Modica, all'interno della Chiesa Bizantina di San Nicolò inferiore, del XII secolo, alla Casa Museo di Salvatore Quasimodo, alle Grotte Vestite, tradizionali abitazioni in grotta situate nella parte ovest dello sperone roccioso su cui sorge il castello. Appuntamenti gastronomici e cioccolato esclusivo.

Eventi religiosi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Settimana Santa ad Ispica.

Tra gli eventi religiosi della provincia vi è il complesso di manifestazioni che si svolgono a Ispica durante la settimana santa. Caratteristica è la processione del giovedì santo, detta del "Cristo alla colonna". Nata nel Medioevo, originariamente era formata da un gruppo di "flagellanti" che, a torso nudo e con una corona di spine, si percuotevano le spalle con cordicelle con vetro, ferro e chiodi: quest'ultima cruenta cerimonia è lentamente caduta in disuso mentre è ancora oggetto di grande culto la processione del simulacro.

Modica
Cattedrale di San Giorgio
  • A Ragusa si svolgono due feste principali.
    • La festa di San Giovanni Battista, patrono della città e della Diocesi di Ragusa, è l'evento religioso più importante. Si svolge in tre giornate alla fine del mese di agosto con una processione che, partendo dalla cattedrale di San Giovanni, si snoda fino alla chiesa dell'Ecce Homo. Il giorno seguente la processione si svolge in senso opposto fra due ali di folla devota. Il terzo giorno la statua del santo patrono ed i cerrei votivi effettuano un giro che prevede il rientro a tarda notte nella stessa cattedrale.
    • La festa di San Giorgio è celebrata l'ultima domenica di maggio. La chiesa omonima viene infiorata e addobbata con stendardi policromi con la statua del santo al centro della chiesa. Vengono aperte le porte scolpite, occultate da paratie per il resto dell'anno, e la statua viene sollevata dai portatori, che le fanno compiere evoluzioni a suon di musica facendola roteare e lanciandola in aria per poi riprenderla. San Giorgio, come da iconografia, è vestito da soldato romano e uccide il drago con la lancia. Insieme al simulacro, anche il reliquiario del santo viene portato in processione.
  • A Comiso si svolgono tre feste principali:
    • La festa di Pasqua, denominata A' Paci: dalla Chiesa di Maria SS. Annunziata in mattinata vengono portati fuori i simulacri di Gesù Risorto e della Madonna Annunziata e per l'intera giornata percorrono le principali vie cittadine, ripetendo in ogni parrocchia della città il cosiddetto rito della Paci durante il quale i due simulacri, posti l'uno di fronte all'altro, vengono avvicinati e allontanati correndo per tre volte tra due ali di folla. La festa affonda le sue radici nel periodo della dominazione spagnola.
    • La terza domenica di maggio si svolge la festa di Maria SS. Addolorata, patrona della Chiesa Madre, Santa Maria delle Stelle. Caratteristica principale è la Svelata del settecentesco simulacro di Maria SS. Addolorata, che viene fatta il sabato vigilia della festa; per l’occasione l’altare maggiore viene adornato da fiori, tende, stucchi, elementi architettonici appositamente creati, candelabri, ceri e quant’altro occorrente al fascino della festa. Altro momento caratteristico della domenica è a Sciuta (l'uscita): il fercolo dorato della Madonna non appena esce dalla Chiesa Madre viene trasportato nella vicina piazza Fonte Diana ove migliaia di fedeli attendono il canto dell'Inno all'Addolorata cui segue lo sparo di mortai a volantini ed una nutrita moschetteria. Segue poi la lunga processione per le strade cittadine fino alla mezzanotte e, al termine, un imponente spettacolo pirotecnico.
    • La seconda domenica di luglio si festeggia il patrono San Biagio, a cui i comisani attribuiscono la salvezza del paese dalla peste e dal terremoto del 1693; la festa è un susseguirsi di Messe officiate da tutti i parroci delle parrocchie mentre la chiesa di San Biagio per tutta la giornata è affollata di fedeli. La processione pomeridiana con il simulacro del Santo è caratterizzata da fedeli che fanno "u viaggiu" (la processione) per espletare il loro voto chi percorrendola a piedi scalzi chi portando a spalla il simulacro o portando le torce votive decorate (i 'ntocci) con i ceri accesi.
  • A Chiaramonte Gulfi la festa di San Giovanni Battista, compatrono e protettore della città, è una delle due più importanti; si svolge il 23 e 24 giugno preceduta da dodici giorni di preparazione con manifestazioni di fede, folclore e cultura; il 23 con la sacra rappresentazione della vita del santo e il 24, al tramonto, con uscita del Santo seguita dalla processione per le vie della città. L'altra ricorrenza è quella della Beata Maria Vergine di Gulfi, patrona principale della città, che si svolge la domenica in Albis e il terzo martedì dopo Pasqua.
  • A Giarratana tra la fine di luglio ed i primi giorni di agosto si svolge la Festa della Madonna della Neve con caratteristiche processioni che si tramandano da centinaia di anni. L'evento più importante è la festa del Patrono ab antiquo, san Bartolomeo Apostolo venerato quasi da 1000 anni con il titolo patronale; importantissima è la fiera che si svolge 3 giorni prima della festa.
  • A Modica si celebrano due feste principali.
    • La processione della Madonna Vasa-Vasa[62] si svolge nella mattinata della domenica di Pasqua. Risale alla metà del Settecento e si svolge con l'incontro fra il simulacro di Maria che muove le braccia, impartisce benedizioni e si china a baciare il petto del Cristo morto. A mezzogiorno in punto, cade il mantello nero che la ricopre mostrandola nella sua veste azzurra mentre viene liberato un nugolo di colombe bianche dal basamento posto ai piedi del simulacro della Vergine.
    • Altra festa importante è quella di San Pietro, compatrono della città (il principale è San Giorgio), che si svolge il 29 giugno. Fino alla metà del secolo scorso partecipavano alla processione pomeridiana dodici statue di cartapesta, alte circa quattro metri, rappresentanti i dodici apostoli (detti i santuni), che seguivano il simulacro del Cristo. Le statue venivano mosse dalle gambe di alcuni fedeli, nascosti all'interno, che guardavano il percorso della processione tramite una finestrella ricavata nel busto di cartapesta della statua; tale tradizione è caduta in disuso e viene portata in processione soltanto l'artistica statua in legno di quercia detta di San Pietro e il Paralitico conservata all'interno della Chiesa.
  • A Scicli nel corso dell'anno si svolgono tre eventi religiosi importanti:
    • Il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, ha luogo la "Cavalcata di San Giuseppe". È una processione, quasi una riedizione in costume, della vita della Sacra Famiglia, che si snoda per le vie della città fra falò e fuochi d'artificio fra due ali di folla festante.
    • Il giorno di Pasqua si svolge la processione dell'"Uomo vivo". Una statua del Cristo risorto viene portata in processione; le vengono fatte fare alcune evoluzioni che mandano in visibilio la numerosa folla assiepata lungo il percorso.
    • L'ultimo sabato del mese di maggio si svolge la festa della "Madonna delle Milizie", rievocazione delle lotte tra Normanni e Arabi che si contesero la Sicilia. Il momento più religioso culmina con la processione, per le vie della città, del simulacro della Madonna su un cavallo bianco posto sopra un carro infiorato[63].
  • A Vittoria è molto sentita la celebrazione del Venerdì Santo la cui tradizione esiste praticamente dalla fondazione della città. Dal 1657 la Congregazione del SS.mo Crocifisso ebbe il compito di fare una processione solenne il Venerdì santo dalla Chiesa madre al Calvario e ritorno. La processione a partire dal 1669 fu arricchita da una recita incentrata sul dramma della passione in versi dialettali recitati da popolani. Nel 1834 la Congregazione fece costruire un'urna in legno per trasportare il Cristo morto e deposto dalla croce e dall 1858 la sacra rappresentazione è incentrata sul dramma scritto dal marchese Alfonso Ricca. I Parti rappresentano la tradizione più sentita e amata dai vittoriesi, unica nel panorama della provincia in cui si preferisce festeggiare la domenica di Pasqua.

Feste e sagre[modifica | modifica sorgente]

Date le antiche tradizioni agricole del territorio sono molte le sagre che, nel corso dell'anno, si svolgono in varie località:

  • a marzo, a Santa Croce Camerina, la sagra del fiore;
  • a maggio la sagra del pomodoro a Ragusa;
  • a Giarratana la sagra della cipolla, il 14 agosto. Grosse cipolle, di colore bianco, di forma schiacciata o di altri formati vengono servite, sia crude che cotte, assieme al formaggio locale;
  • a Pozzallo, sempre in agosto, si svolge una sagra del pesce;
  • a settembre a Roccazzo e a Chiaramonte Gulfi si svolge la sagra dell'uva.
  • a settembre a Pedalino si svolge la Sagra della vendemmia.

La provincia di Ragusa nel cinema[modifica | modifica sorgente]

Corso Garibaldi in una scena di Divorzio all'Italiana

Sin dagli anni sessanta la Provincia di Ragusa e in particolare Ispica sono state scelte come set per l'ambientazione di numerosi film sulla Sicilia. Nel 1960 fu girato Divorzio all'italiana di Pietro Germi, film di grande successo che fece conoscere Ispica in tutta Italia. Sempre a Ispica, nel 1974 furono girate alcune scene de Il viaggio, un film di Vittorio De Sica con Sophia Loren, Richard Burton, Sergio Bruni e Ian Bannen; nel 1984 alcune scene di Kaos dei fratelli Taviani, nel 1995 piazza Regina Margherita e il Palazzo Comunale Bruno di Belmonte ospitarono le riprese di una serie televisiva dal titolo Non parlo più (con Anna Bonaiuto, Daniele Liotti, Lorenza Indovina e Tony Sperandeo). Nel 2002 il Teatro Comunale "Vittoria Colonna" della città di Vittoria, fece da cornice per alcune scene de Il consiglio d'Egitto, di Emidio Greco. Sempre nel 2002 Franco Battiato, nella sua prima opera cinematografica (Perdutoamor), ha utilizzato come set il loggiato della Basilica di Santa Maria Maggiore di Vincenzo Sinatra e nel 2005 sono state girate alcune scene de Il commissario Montalbano, serie televisiva poliziesca tratta dai romanzi di Andrea Camilleri.

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

A differenza di altre province della Sicilia, nelle quali domina la cucina a base di pesce, la gastronomia ragusana è orientata maggiormente sui piatti a base di carne, latte, formaggi e prodotti della terra[64].

Alcuni piatti caratteristici:

Una specialità molto conosciuta è il cioccolato modicano[68]. Il cacao venne portato a Modica, intorno alla metà del Seicento, dai padri Gesuiti; in seguito venne aperta una delle prime fabbriche artigianali d'Europa[69], ancora esistente, che produceva un tipo di cioccolato particolare mediante un procedimento di origine azteca, che gli stessi religiosi avevano appreso nelle colonie spagnole sudamericane.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Itinerari turistici[modifica | modifica sorgente]

  • Cava d'Ispica. (Il nome di "cava" nella Sicilia sud-orientale sta ad indicare le profonde gole scavate dai fiumi che scendono dall'altipiano ibleo). Si tratta di una grandiosa cava lunga circa 10 km che oltre all'aspetto decisamente panoramico offre la possibilità di una carrellata nel tempo seguendo le tracce degli insediamenti umani che qui si insediarono sin dalla preistoria; si tratta di necropoli sicule, catacombe protocristiane, cappelle rupestri bizantine e insediamenti abitativi del medioevo.

Le chiese[modifica | modifica sorgente]

La cattedrale di San Giovanni Battista a Ragusa.
La facciata del Duomo di San Giorgio di Modica.
Facciata del Duomo di Santa Maria delle Stelle di Comiso.

Le maggiori chiese in provincia sono:

Provincia di Ragusa-Stemma.png Iglesia 001.svg Chiese barocche
Ragusa Cattedrale di San Giovanni Battista
Duomo di San Giorgio
Chiesa di San Giuseppe
Chiesa di Santa Maria dell'Itria
Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio
Modica Duomo di San Giorgio
Duomo di San Pietro
Chiesa di San Giovanni Evangelista
Scicli Chiesa di San Matteo
Chiesa di San Bartolomeo
Chiesa di Santa Maria La Nova
Chiesa di San Giovanni Evangelista
Chiaramonte Gulfi Basilica di Santa Maria La Nova
Santuario della Beata Maria Vergine di Gulfi
Chiesa Commendale di san Giovanni Battista
Chiesa di San Vito Martire
Comiso Chiesa Santa Maria delle Stelle
Chiesa Maria SS. Annunziata
Giarratana Basilica di Sant'Antonio
Chiesa di San Bartolomeo
Ispica Basilica di Santa Maria Maggiore
Chiesa della Santissima Annunziata
Monterosso Almo Chiesa di San Giovanni Battista
Vittoria Basilica di San Giovanni Battista
Chiesa Santa Maria delle Grazie

Musei[modifica | modifica sorgente]

a Chiaramonte Gulfi

  • La cittadina ospita sei piccoli musei tra cui il Museo dell'olio, il Museo del ricamo e dello sfilato siciliano e la Pinacoteca Giovanni De Vita.

a Comiso

  • Il Museo civico di storia naturale possiede oltre 7000 reperti fossili di vari invertebrati e vertebrati del quaternario siciliano.

a Modica

  • Museo civico Franco Libero Belgiorno che raccoglie reperti archeologici del Paleolitico, tra cui quelli della grotta di Cava Lazzaro, del Neolitico, provenienti dal villaggio di contrada Pirrone, e di epoca paleocristiana. Vi si trovano anche materiali dell'antica età del bronzo provenienti dal villaggio di Baravitalla a Cava d'Ispica e da Cava Lazzaro. Il museo si trova in corso Umberto.
  • Casa Museo di Salvatore Quasimodo.
Casa dell'Altare di Camarina
Mosaico romano a Comiso

a Ragusa

a Vittoria

  • Museo civico polivalente prof. Virgilio Lavore, Museo Italo Ungherese, Museo d'arte Sacra Mons – Federico La China e il Museo della civiltà contadina.

Aree Archeologiche[modifica | modifica sorgente]

Provincia di Ragusa-Stemma.png Capitello modanatura mo 01.svg Aree archeologiche
Chiaramonte Gulfi Zona archeologica di Scornavacche
Comiso Mosaici delle Terme Romane
Giarratana Zona archeologica di Kasmenai
Villa Romana di C.da Orto Mosaico
Ispica Parco archeologico della "Forza e del Fortilitium"
Modica Parco archeologico della Cava Ispica Nord
Cava Lazzaro
Ragusa Parco archeologico di Kamarina
Zona archeologica di Hybla Heraia
Zona archeologica di Castiglione
Santa Croce Camerina Parco archeologico di Kaukana

Altri siti[modifica | modifica sorgente]

  • Monte Arcibessi. Nel territorio di Monte Arcibessi sono presenti insediamenti fortificati ("castellieri") dell'età del Bronzo e dell'età del Ferro. Abitati preistorici, resti di insediamenti abitati greci arcaici, testimonianze di epoca ellenistico-romana e resti bizantini e medievali.
  • Monte Casasia. Necropoli ellenistica del VII-VI secolo a.C. con tombe a grotticelle artificiali nei pressi di Monterosso Almo.
  • Akrillai. Antica colonia siracusana fondata nel VII secolo a.C. vicino Chiaramonte Gulfi come avamposto militare sulla strada per Gela ed Agrigento.
  • Grotta delle Trebacche. Sito archeologico di architettura funebre a carattere monumentale dell'epoca romana e bizantina.
  • Riparo neolitico di Fontana Nuova non lontano da Marina di Ragusa.
  • la "Pompei medievale", così è stata definita Terravecchia, l'antica città di Giarratana, da illustri archeologi francesi dell'università di Amiens.

Castelli[modifica | modifica sorgente]

Il Castello dei Conti di Modica.
Il castello dei Naselli d'Aragona.
Provincia di Ragusa-Stemma.png Castelli Stato attuale
Acate Castello del Principe di Biscari (XV secolo) Buono
Chiaramonte Gulfi Castello dei Chiaramonte (XIII secolo) Arco dell'Annunziata
Castello di Santa Maria (contrada Cicimia) (XVI secolo) Rovine
Torre di Mazzaronello(XVI secolo) Buona
Comiso Castello dei Naselli d'Aragona (XVI secolo) Buono
Giarratana Castello di Terravecchia (XIII secolo) Poche rovine
Ispica Fortilitium del Parco Forza (XII secolo) Rovine
Modica Castello dei Conti (XIII secolo) Buono
Torretta dell'Orologio (XIII-XVIII secolo) Buono
Monterosso Almo Castello C.da Casale (XIII secolo) Distrutto
Pozzallo Torre Cabrera (XVI secolo) Ottimo
Ragusa Castello di Donnafugata (XIV secolo) Ottimo
Castello di San Filippo (XIV secolo) Ottimo
Castello Normanno di Ragusa (XI secolo) Poche mura
Torre Cabrera (Marina di Ragusa) (XVI secolo) Buono
Torre Vigliena (XVI secolo) Rovine
Santa Croce Camerina Torre Scalambri (XVI secolo) Buono
Torre di Mezzo (XVII secolo) Rovine
Scicli Castellaccio "Castrum Magnum" (XIV secolo) Rovine
Castello dei tre Cantoni "Castrum Parvum" (XIV secolo) Rovine
Vittoria Castello (XVIII secolo) Buono

Demografia[modifica | modifica sorgente]

La provincia di Ragusa ha una popolazione di 311.800 (dato di novembre 2013)[70] abitanti con densità abitativa di circa 193 abitanti per km².

Il capoluogo, Ragusa, è il comune più popolato, ma vista la considerevole estensione del territorio comunale, con 167 abitante per km², risulta soltanto settimo quanto a densità abitativa.

La popolazione della provincia, dal 1982 al 2001 ha avuto un incremento pari al 7,6% con un differenziale positivo di 20.811 abitanti[71].

Degli altri undici comuni della provincia, Vittoria e Modica superano i cinquantamila abitanti mentre gli altri hanno una popolazione fra i trentamila ed i tremila abitanti. Il comune meno popoloso è Giarratana mentre quello più densamente popolato è Pozzallo con una densità abitativa di 1.230,05 ab./km². Pozzallo è anche il comune meno esteso con una superficie di soli 14,94 km².

Comuni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Ragusa.

Appartengono alla provincia di Ragusa i seguenti 12 comuni:

Stemma Città Popolazione
(ab)[72]
Superficie
(km²)
Acate-Stemma.png Acate 10.192 101,40 km²
Chiaramonte Gulfi-Stemma.png Chiaramonte Gulfi 8.297 126,00 km²
Comiso-Stemma.png Comiso 30.569 64,93 km²
Giarratana-Stemma.png Giarratana 3.158 43,47 km²
Ispica-Stemma.png Ispica 15.573 113,5 km²
Modica-Stemma.png Modica 55.328 290,77 km²
Monterosso Almo-Stemma.png Monterosso Almo 3.191 56,30 km²
Pozzallo-Stemma.png Pozzallo 19.378 14,94 km²
Ragusa-Stemma.png Ragusa 74.018 442 km²
Santa Croce Camerina-Stemma.png Santa Croce Camerina 10.160 40,76 km²
Scicli-Stemma.png Scicli 26.550 137,57 km²
Vittoria (Italia)-Stemma.png Vittoria 63.589 181,31 km²

Ecco la suddivisione dei comuni:

http://barbapaci.blogspot.it/

Sport[modifica | modifica sorgente]

Nidia Pausich, esperta giocatrice della nazionale italiana di basket impegnata nell'europeo 1968.

La crisi economica ha coinvolto anche lo sport organizzato ragusano. Le più importanti società sportive sono fallite, altre sono state costrette a spostarsi in cerca di fondi. La provincia di Ragusa non ha preso parte all'importante evento della XIX Universiade. Importante evento organizzato nel 1968 a Ragusa (FIBA EuroBasket Women 1968) fu l'Europeo femminile di basket. Nel capoluogo si disputarono le eliminatorie del gruppo A, vinte dalla nazionale jugoslava e le finali di consolazione, in cui si affermò la Romania[73].

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Nel calcio sono quattro le società ragusane ad aver raggiunto i campionati nazionali, anche se alcune sono incorse in difficoltà economiche di rilievo:

Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

Valente società sportiva ragusana è la Pro Scicli, che nella stagione 2006-2007 è stata promossa per la prima volta in Serie A di calcio a 5[74].

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

Rugby[modifica | modifica sorgente]

Il Ragusa Rugby Club rappresenta il rugby provinciale dal 1967: al massimo è arrivato in Serie B[75].

Automobilismo[modifica | modifica sorgente]

  • Coppa Monti Iblei, cronoscalata che si svolge ogni settembre a Chiaramonte Gulfi
  • Rally del Barocco, sul territorio provinciale.

Tamburello[modifica | modifica sorgente]

Le società ragusane ad aver vinto titoli nazionali sono:

  • G.S. Tamburello Ragusa che ha vinto pure molti titoli europei di tamburello a 3 e tambeach
  • Tambeach Kaukana di Ragusa che ha vinto titoli nazionali di tambeach
  • G.S.A. Modic che ha vinto nel tamburello a 3 femminile
  • Tambeach Cava d'Aliga che ha vinto molti titoli nazionali in tutte le specialità di tambeach

Tennis Tavolo[modifica | modifica sorgente]

Atleti[modifica | modifica sorgente]

Danilo Napolitano.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Il principale impianto sportivo ragusano è lo Stadio Aldo Campo, situato in contrada Selvaggio, nel capoluogo. È stato edificato nel 1972 ed è impiegato per calcio e rugby potendo ospitare un massimo di 3.500 spettatori[77]. Nella stessa zona, si trova il principale Palazzetto dello sport provinciale, il PalaMinardi, che può ospitare 3.500 persone. Impiegato fino a poco tempo fa per la pallavolo (ha ospitato anche la nazionale italiana[78]) e per la pallacanestro (vi giocava la Virtus Ragusa in Legadue[79]), è stato poi impiegato anche per le arti marziali[80]. Altri impianti sportivi della provincia sono il PalaPadua di Ragusa con 2.000 posti a sedere, il PalaMarsala (Ragusa) con 500 ed a Comiso il PalaDavolos che ha 620 posti.

Il Comunale di Vittoria, con 5.000 posti è diventata la struttura più capiente della provincia di Ragusa ed è il secondo impianto calcistico per importanza, seguito dal Caitina di Modica, che arriva a 2.500 posti a sedere[81]. Il comunale di Comiso può ospitare 1800 spettatori mentre la Pro Scicli gioca al campo Geodetico di villaggio Jungi[82].

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito istituzionale
  2. ^ Fonte ISTAT. URL consultato il 23 maggio 2014.
  3. ^ Scheda su treccani.it.
  4. ^ Scheda dell'Archivio di Stato di Ragusa.
  5. ^ Bacino idrogeologico dei monti Iblei, p. 1
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • Antonio Saltini, Sicilia fra feudi e giardini, Bologna, Edagricole, 1982.
  • AA. VV., Almanacco illustrato del calcio, Panini, Modena, 2006.
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  • AA. VV., Bell'Italia-Sicilia 2, Editoriale Giorgio Mondadori, 1994.
  • AA. VV., Bell'Italia-Sicilia 4, Editoriale Giorgio Mondadori, 1998.

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