Provincia di Ragusa
| Provincia di Ragusa provincia |
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Palazzo della Provincia, attuale sede dell'amministrazione provinciale. |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Capoluogo | Ragusa | ||||
| Presidente | Giovanni Scarso (Comm. straord.[1]) dal 25-05-2012 | ||||
| Data di istituzione | 1927 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate del capoluogo |
36°55′30″N 14°43′50″E / 36.925°N 14.73056°ECoordinate: 36°55′30″N 14°43′50″E / 36.925°N 14.73056°E | ||||
| Superficie | 1 614 km² | ||||
| Abitanti | 320 003 (31-12-2011) | ||||
| Densità | 198,27 ab./km² | ||||
| Comuni | 12 comuni | ||||
| Province confinanti | Caltanissetta, Catania, Siracusa | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Lingue | italiano, siciliano | ||||
| Cod. postale | 97100-97010-97019 | ||||
| Prefisso | 0932 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 088 | ||||
| Targa | RG | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
La provincia di Ragusa (ufficialmente provincia regionale di Ragusa, pruvincia di Rausa in siciliano) è una provincia della Sicilia di 320.003 abitanti[2].
Ha una superficie di 1.614 km² e una densità abitativa di 196 abitanti per km² piazzandosi al settimo posto, per numero di abitanti, fra le nove province siciliane. Assieme a quella di Siracusa è la provincia più meridionale della Sicilia e confina con le province di Siracusa, Catania e Caltanissetta mentre la sua parte meridionale si affaccia sul mar Mediterraneo. L'istituzione della provincia risale al 1927, durante il periodo fascista.
La Provincia di Ragusa ospita tre siti, precisamente le Città di Ragusa, Modica e Scicli, dal 2002 insigniti del titolo di Patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO, insieme con la Val di Noto.
Indice |
Geografia fisica [modifica]
Monti e pianure [modifica]
Circa due terzi del territorio provinciale è collinare con la parte centrale costituita dall'altipiano ibleo, ad un'altitudine media compresa tra i 400 e i 600 metri s.l.m.. I picchi più elevati della provincia non raggiungono i 1.000 m e si trovano ai confini settentrionali della provincia. I monti maggiori sono il Monte Lauro (986 m), il Monte Casale (910 m) e il Monte Arcibessi (906 m).[3]
Le uniche pianure presenti si trovano sulla parte occidentale della provincia dove si sviluppa la piana di Vittoria ed all'estremita' orientale con il territorio comunale di Pozzallo e parzialmente quello di Ispica.
La geomorfologia dell'altipiano ibleo è molto variegata. Il territorio spesso degrada verso il mare con un progressivo terrazzamento e con incisioni profonde delle colline, dette cave, disposte generalmente in direzione sud. Tali cave, che sono il risultato dell'erosione dei fiumi nel lungo corso delle ere geologiche, presentano frequentemente delle improvvise variazioni di livello, rispetto al fondo (anche di 200 m), come si riscontra nel caso del fiume Irminio. Andando verso la costa si alternano falesie calcarenitiche-sabbiose e piccole pianure alluvionali marnose o argillose, che spesso formano paludi costiere (quasi tutte prosciugate) delimitate da dune sabbiose. In altre località – Marina di Ragusa, Cava d'Aliga e Pozzallo – si protendono invece sul mare, con scogliere di modesta elevazione.[4]
La parte centrale, nota come "Tavolato ibleo", è costituita da formazioni vulcanitiche come il Monte Lauro, che ne è la massima elevazione, segmentate da un complesso sistema di faglie.
È in questo sistema che si inquadrano le strutture geologiche che, nell'area attorno a Ragusa, determinano affioramenti di petrolio con concentrazioni asfalto-bituminose. In passato la pietra scura presente in tali aree, meglio conosciuta come "pietra-pece", veniva utilizzata come caratteristico materiale da costruzione e decorazione. Fino alla seconda guerra mondiale tale pietra veniva estratta in grandi quantità e trasportata con i treni merci della ferrovia a scartamento ridotto dell'Anapo al Porto di Siracusa; trasportata via mare agli impianti di trattamento era oggetto di lavorazione per estrarne gli idrocarburi in essa contenuti.
Fiumi e laghi [modifica]
Non vi sono fiumi di grande portata, ma solo "cave" a carattere torrentizio. A essere definiti "fiumi" sono soltanto l'Irminio, il Dirillo, il Tellaro e l'Ippari. Un altro corso d'acqua degno di nota è il Tellesimo.
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Gli unici laghi della provincia sono due bacini artificiali costruiti a cavallo degli anni settanta ed i primi anni ottanta. Il lago Santa Rosalia[5] che si trova nel comune di Ragusa ed una piccola porzione del lago Dirillo che ricade sul territorio di Monterosso Almo.
Anticamente lungo la costa ragusana esistevano numerose paludi e pantani che vennero prosciugate a seguito dell'intervento dell'uomo con varie bonifiche occorse tra gli anni '30 e '60. Sul territorio di Ispica sono ancora presenti diversi pantani che sono le uniche superfici lacustri naturali rimaste in provincia. I pantani salati i più importanti sono il pantano Longarini, il pantano Bruno ed il Gorgo Salato, mentre il pantano Gariffi ed il pantano Arezzi sono di acqua dolce. Tra il promontorio di Kamarina e Scoglitti si estendeva la Palude di Kamarina, formatasi al riparo dalle dune di sabbia alla foce dell'Ippari e prosciugata dai coloni greci della città nel III secolo a.C..
Coste [modifica]
La linea costiera della provincia si affaccia sul Mar Mediterraneo, a sud, tra la foce del fiume Dirillo e il Pantano Longarini. La spiaggia, detta I Macconi tra la foce del Dirillo e la foce dell'Ippari, è sabbiosa e lunga. Più oltre, in direzione di Punta Secca, la costa diventa rocciosa, alternando piccole spiagge e scogliere. Tra Marina di Ragusa e Cava d'Aliga il litorale è prevalentemente sabbioso e riprende ad essere roccioso fino a Punta Religione, intervallando falesie e piccole spiagge come quella di Sampieri, costituita da finissima sabbia dorata). Tra Pozzallo e Punta Ciriga tornano nuovamente a prevalere le spiagge sabbiose. In corrispondenza di Punta Ciriga si trovano, l'isola di Iannuzzo e il microarcipelago dei Porri[6].
Clima [modifica]
La varietà orografica comporta la presenza di differenti tipologie climatiche.
Nelle aree più meridionali e costiere la piovosità è in genere scarsa: una media dei rilevamenti del trentennio 1961-1990, registrati dalle due stazioni di rilevamento di Gela[7], e di Cozzo Spadaro[8][9] evidenzia, per il trimestre giugno-agosto, precipitazioni di appena 2–3 mm di pioggia. In inverno la piovosità sale a 45–60 mm (ottobre-febbraio), con una punta di 71 mm nel mese di ottobre, soltanto nella seconda località. L'umidità relativa media è invece significativa e risulta maggiore nelle aree pianeggianti del vittoriese, dove per tutto l'anno si mantiene a una media del 72-79%. Sostanzialmente simile, salvo una flessione al 66-69% nel trimestre giugno-agosto, quella dell'area tra Ispica, Pozzallo e Marina di Ragusa.
Diversa invece è la quantità di pioggia che cade sulle zone elevate dell'altopiano, dove in autunno, inverno e primavera i livelli di piovosità sono più elevati. Nella zona di Acate la quantità di pioggia annua varia tra i 205 mm dell'anno meno piovoso e i 588 mm dei picchi, mentre nell'area di Chiaramonte Gulfi l'oscillazione è compresa tra 377 e 1481 mm complessivi[10].
I venti si mantengono in genere moderati, al disotto degli 8,5 nodi con prevalenza da ovest-sud-ovest. I mesi meno ventosi sono giugno per l'area occidentale e settembre per quella orientale[8].
Anche la temperatura media annua è correlata, in linea di massima, con la quota altimetrica: si va dai 13°-14° dell'area montana (tra Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo e Giarratana) ai 14°-15° del capoluogo provinciale, per finire con i 18°-19° delle aree in prossimità della costa. Per quanto riguarda la media delle temperature massime del mese più caldo, il valore è simile in tutta la provincia: 30°. Unica eccezione la zona di Vittoria, che riporta un valore leggermente inferiore. Le temperature medie del mese più freddo sono invece differenti: 2°-4° nell'area montana, 4°-6° nel ragusano e 6°-8° nel rimanente territorio. L'escursione termica è notevolissima nell'area montana: la sua media annua raggiunge i 17°[11].
Nelle aree più a sud e in quelle costiere non sono presenti stazioni meteorologiche, ma un'indicazione di massima può venire dai dati rilevati dalle stazioni presenti nelle limitrofe province di Siracusa e Caltanissetta (Gela e Cozzo Spadaro): i valori e i dati statistici possono essere assimilati a quelli dei territori confinanti, dato che le stazioni rilevatrici sono ubicate a pochi chilometri dai confini con la Provincia di Ragusa.
| COZZO SPADARO (51 metri s.l.m.)[8][9] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Temperatura massima media (°C) | 15 | 15 | 17 | 19 | 22 | 26 | 30 | 30 | 28 | 24 | 20 | 17 | 21,9 |
| Temperatura minima media (°C) | 9 | 9 | 10 | 12 | 15 | 19 | 21 | 22 | 21 | 17 | 14 | 11 | 15 |
| Piogge (mm) | 61 | 43 | 33 | 18 | 13 | 27 | 2 | 5 | 25 | 78 | 51 | 71 | 427 |
| GELA (33 m s.l.m.)[7][8] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Temperatura massima media (°C) | 15 | 15 | 16 | 18 | 21 | 24 | 28 | 27 | 26 | 23 | 19 | 18 | 20,8 |
| Temperatura minima media (°C) | 9 | 9 | 9 | 11 | 15 | 18 | 20 | 21 | 20 | 16 | 13 | 10 | 14,3 |
| Piogge (mm) | 46 | 36 | 29 | 24 | 17 | 3 | 3 | 11 | 20 | 56 | 54 | 55 | 354 |
Riserve naturali [modifica]
Solo recentemente nel territorio provinciale sono state istituite alcune riserve naturali e aree di interesse naturalistico, mentre altre sono ancora in fase propositiva:
| Denominazione | Zona geografica | Comuni interessati | Sito istituzionale |
|---|---|---|---|
| Riserva naturale Pino d'Aleppo | comune di Vittoria | Vittoria, Ragusa | Regione Siciliana |
| Riserva naturale macchia foresta del fiume Irminio | area costiera tra Marina di Ragusa (Ragusa) e Donnalucata (Scicli) | Ragusa, Scicli | |
| Riserva naturale integrale Cava Randello[12] | area costiera tra Cozzo Campisi e Passo Marinaro | Ragusa | |
| Parco forestale Calaforno[12] | area montana boscata | Chiaramonte Gulfi, Ragusa | |
| Riserva naturale orientata Pantani della Sicilia Sud-Orientale | area costiera | Ispica |
La Riserva naturale Pino d'Aleppo, presso Vittoria, è stata istituita[13] con lo scopo «di salvaguardare le formazioni residue autoctone di Pinus halepensis e di ricostituire la pineta nelle aree a gariga degradata per azione dell'uomo». La Riserva naturale macchia foresta del fiume Irminio si trova sulla costa, tra Marina di Ragusa e Donnalucata[14][15], mentre la Riserva naturale integrale Cava Randello è sita nel tratto di costa prospiciente la zona archeologica di Kamarina.
Aree boschive demaniali della provincia:[senza fonte]
- Complesso boscato Canalazzo in comune di Monterosso Almo.
- Complesso boscato Mangiagesso tra i comuni di Modica e Scicli.
- Area attrezzata Mangiameli a Monte Arcibessi in comune di Chiaramonte Gulfi.
- Complesso boscato Sampieri nel Comune di Scicli.
- Complesso boscato Santa Maria del Focallo in comune di Ispica.
- Complesso boscato "Pineta Monte Renna" nel comune di Giarratana
È in corso di attuazione l'iter di realizzazione del Parco Nazionale degli Iblei, previsto dall'art. 26, comma 4 septies, della Legge 222 del 29 novembre 2007[16][17]. Si tratta del primo parco nazionale della Sicilia e anche della più grande area naturale protetta dell'isola, che abbraccia i territori di Siracusa (60%), Ragusa (30%), Catania (10%). L'8 febbraio 2011 il consiglio provinciale ha approvato una proposta di perimetrazione del parco[18]. Tale proposta, che esclude le principali aree di interesse del biotopo ibleo e addirittura alcune aree SIC, è stata ritenuta insoddisfacente da larga parte dell'opinione pubblica e dalle associazioni naturalistiche della Provincia di Ragusa, che hanno manifestato a tutti i livelli il proprio dissenso. La Regione ha quindi chiesto a queste ultime (riunitesi nel Coordinamento delle Associazioni Naturalistiche e Ambientaliste) di presentare una propria proposta di perimetrazione, spiegandone le ragioni[19].
Storia [modifica]
| Per approfondire, vedi Storia di Modica, Storia di Ragusa, Contea di Modica e Contea di Ragusa. |
I confini ufficiali e l'autonomia amministrativa della provincia di Ragusa sono stati definiti nel 1927, durante il fascismo, ma la sua storia è legata a quella della Sicilia. Gli insediamenti umani preistorici sono a volte presenti accanto ai resti degli insediamenti greci arcaici; le testimonianze di epoca ellenistico-romana si mesolano a vestigia bizantine e medioevali.
Alla zona di Fontana nuova, nei pressi di Marina di Ragusa, spetta il primato del più antico ritrovamento di testimonianze umane finora scoperto in Sicilia: in una grotta sono state ritrovate alcuni raschiatoi e lame da taglio in pietra scheggiata, risalenti a 30.000 anni fa[20]. Nel Ragusano, a Cava d'Ispica e a Cava Lazzaro, vi sono testimonianze archeologiche di attività minerarie riconducibili alla Cultura di Castelluccio, mentre nella zona di Monte Arcibessi sono presenti numerosi insediamenti fortificati (castellieri) dell'Età del bronzo e dell'Età del ferro.
In epoca storica, i più antichi abitati (sicani e siculi) di cui si ha testimonianza sono Motyca e Hybla Heraia. Ma la nascita delle prime città vere e proprie si deve ai commercianti fenici e ai Greci, che colonizzarono l'area a partire dall'VIII secolo a.C. e fondarono, tra le altre, Kamarina, Kasmenai e Akrillai. I Romani eressero la Sicilia a provincia, ma della loro lunga presenza (241 a.C.-440) non sono sopravvissute tracce apprezzabili nel territorio ragusano attuale. Si succedettero poi varie invasioni di Vandali e Goti. Gli Ostrogoti di Teodorico nel 491 la conquistarono tenendola in possesso fino a quando, nel 535, non venne loro strappata dal bizantino Belisario. Nel 549 i Goti di Totila decisero di conquistare di nuovo l'isola e per due anni saccheggiarono varie zone dell'interno fino a quando ne vennero definitivamente scacciati da Artaban nel 551.[21]
I Bizantini, che ressero la regione dal 535 all'830, hanno lasciato tracce visibili in alcune cappelle e chiese rupestri. Gli Arabi, padroni della Sicilia tra il IX e il XI secolo, favorirono un certo sviluppo economico che proseguì durante il successivo dominio dei Normanni, i quali favorirono anche un notevole sviluppo culturale. Il successivo malgoverno angioino ebbe fine nel 1282 con la rivolta dei Vespri Siciliani e, in seguito, il nuovo sovrano, Pietro III di Aragona, elevò a sede comitale sia Ragusa sia Modica. Nel 1296 le due contee vennero unificate grazie al matrimonio tra Manfredi Chiaramonte e Isabella Mosca eredi, rispettivamente, delle due contee di Ragusa e di Modica. La Contea di Modica, corrispondente grosso modo alla provincia attuale, nacque il 25 marzo 1296, quando Federico III di Aragona conferì la concessione a Manfredi Chiaramonte, come conte di Modica e signore di Ragusa, Caccamo, Scicli, Gulfi, Pozzallo e Spaccaforno (antico nome di Ispica).
In età moderna il feudo dei Chiaramonte divenne un'entità amministrativa del tutto autonoma rispetto al Regno di Sicilia: aveva tribunali con tre gradi di giudizio (compreso quello delle II Appellazioni, che non esisteva neppure a Palermo), un governatore, amministratori per le singole "università" (cioè gli attuali comuni) e forze di polizia municipale e comitale. Rispetto all'attuale territorio provinciale quello del feudo incluse i comuni di Acate (detta Biscari fino al 1930), Comiso, Ispica e Santa Croce Camerina solo nel periodo dal 1392 al 1457, essendo Conti Bernat Cabrera e suo figlio Giovanni Bernardo. Quest'ultimo, a causa di un debito di 60.000 fiorini, fu costretto ad alienare alcuni feudi per far cassa. Fu così che, fra il 1453 e il 1457, Comiso fu ceduta ai Naselli, Giarratana ai Settimo, Ispica ai Caruso-Statella, Santa Croce al modicano Pietro Celestre, Acate ai Paternò-Castello. Per lungo tempo, invece, il feudo comprese anche Caccamo, Calatafimi e Alcamo, città della Sicilia occidentale, queste ultime due fino all'annessione al regio demanio, avvenuta nel 1802, delle terre della Contea di Modica.
Nel 1607 venne fondata la città di Vittoria in onore della nobildonna Vittoria Colonna sposa di Ludovico III Henriquez de Cabrera conte di Modica dal 1596. La provincia, come tutto il Val di Noto, venne sconvolta nel 1693 dal terremoto che distrusse territori e città intere come Scicli, Ragusa, Chiaramonte, Modica, Ispica, Vittoria ed altri centri abitati. Il sisma causò circa 60.000 vittime e la distruzione di tante testimonianze delle epoche e delle civiltà passate. La ricostruzione diede tuttavia nuovo lustro al territorio della provincia, donandole i numerosi capolavori del barocco.
Agli inizi del XX secolo anche nel ragusano si diffusero le idee socialiste ma nella metà degli anni venti si già era affermata una forte presenza fascista. Nel 1927, in seguito all'attività politica di Filippo Pennavaria, (esponente locale di rilievo del fascismo), Ragusa venne eretta a capoluogo di provincia[22] a scapito delle aspirazioni di Modica, che per seicento anni era stata la quarta città della Sicilia, per importanza e popolazione, dopo Palermo, Catania e Messina. All'atto dell'istituzione della provincia Ragusa aveva una popolazione quasi uguale a quella di Modica ed era divenuta un importante centro industriale ed economico.
Durante la Seconda guerra mondiale la vita della provincia venne scossa dai bombardamenti, a partire dal 1942 e per tutto il 1943, dovuti alla presenza di alcuni aeroporti militari (Comiso, Vizzini e Gela), dalle cui piste partivano i cacciabombardieri dell'Asse. Nel 1943 la provincia fu teatro dello Sbarco in Sicilia degli Alleati, ritornando comunque rapidamente alla normalità alla fine della guerra.
Fonetica [modifica]
Come per le altre aree italiane, quella che nel parlato di tutta la Sicilia, in generale, permane indelebile è la traccia romana, o meglio del latino popolare o volgare. La quasi totalità delle popolazioni che facevano parte dell'ex contea di Modica hanno in comune l'evoluzione[23] dei nessi cl e pl, che nel territorio ragusano sono resi in /t∫/, quando nel resto della Sicilia l'esito è espressi in /K/[24]. Mentre difatti di clavis (chiave), plangere(piangere) e plenus (pieno) gli altri isolani ne fanno "chiavi", "chianciri" e "chinu", il ragusano ne fa "ciavi", "cianciri" e "cinu".
Lessico [modifica]
Questa parlata popolare deve parte del suo bagaglio lessicale, oltre che al latino, anche alla lingua greca oltre che all'arabo, al francese (per essere più precisi bretone, provenzale e antico normanno) e allo spagnolo. Le varie dominazioni hanno lasciato una grande quantità di parole che si ritrovano nel linguaggio locale con padronanza: per esempio a Comiso, quando qualcuno vuole dare dello stupido a un suo compaesano lo chiama "lòllu": buffa parola proveniente probabilmente dal basso greco λωλοζ – lolos[25](appunto "stupido")[26].
Sempre di origine greca sono vocaboli[23] come "ammàtila" (μάτην – maten) cioè inutilmente, invano, o anche "scàffa" (σκαφή – scafè) che vuol dire conca, fossa e da (θάπτω – tapto) "tabbùtu", ovvero la cassa da morto[27][28][29][30]. L'arabo quela si è trasformato in "càlia" che vuol dire ceci abbrustoliti; "fara" è l'aria infuocata (tipica estiva) che in arabo è fadha; e ancora da dijeb discende la "ghièbbia", che è la cisterna . Dalle lingue francesi deriva "alluciàri", con cui si intende abbagliare, che proviene da allucer; mucher ha generato "ammucciàri" cioè nascondere; "lumèra" è la lampada e proviene da lumière. Le lingue iberiche (Castigliano e Catalano) hanno lasciato parecchi ricordi, infatti da queste provengono tantissime parole: "attrivìtu", da atrevido che significa audace, o il termine "cagghiàri" da callar che sta per tacere[31]; sempre da questa lingua proviene la parola "truppicàri" che deriva da trompicar e cioè "inciampare". Non si esclude che molti vocaboli catalani o spagnoli a loro volta provengano dall'arabo. Alcuni termini di questo attuale dialetto provengono dall'antico catalano: è il caso della parola faxeta che avrebbe il senso di fiscella, cioè un cestello di vimini di forma tronco-conica usato per la produzione della ricotta, che qui si chiama "vascèdda"; da volcar, (nello spagnolo moderno abocar) che significa rovesciare, è venuto il termine "abbuccàri"; de banda si è trasformato in "‘ddabbànna" ovvero "dall'altra parte"; con l'aggregazione "pi-‘llammìcu", venuto da por alàmbique, si intende "per desiderio" (di qualcosa di particolare, generalmente cibo o specifiche pietanze). Sono da ricordare anche altri vocaboli[32], ormai in disuso nel dialetto corrente ma che qualcuno tende ancora a utilizzare, come la parola "saccuòsima", dal greco σαχχόσειρα – saccoseira, per indicare la cordicella con cui il popolano di un tempo legava la sua bisaccia; o ancora, sempre il popolano, chiamava "libânu", dall'arabo liban, quel mozzicone di "corda" che una volta metteva al collo per penitenza in certi giorni dell'anno. "Tannùra" era quel "fornello rusticano", comune presso la povera gente, che gli arabi appellano tannor. Dal francese couturier proviene il termine "custuriéri" che starebbe a identificare il sarto e con l'aggettivo "firrànti", che deriva dall'antico normanno ferraut, si individua una certa razza d'asini grigi molto apprezzati.
La grande ondata migratoria che si è avuta in questa terra nel tempo ha lasciato il segno anche nei nomi[33]. Parte dell'onomastica di tali posti infatti proviene proprio dal popolo catalano e dai loro nomi che, avendo subito lievi alterazioni, si risentono negli odierni cognomi con la scomparsa della "s" o "de" finale, l'aggiunta di una vocale alle terminazioni consonantiche, la trasposizione dell'accento tonico. Alcuni cognomi dove si possono fare molteplici riscontri sono i seguenti: per "Assenza", di cui si hanno molte varianti come Asens, Asensi, Asensio, si rileva la presenza di una Serra d'Asens nei Pirenei, nella vecchia Catalogna c'era il culto per "Sant'Asensio" e "Don Erasmo Assenzo" fu governatore del territorio di Comiso nel 1636; "Borgese": molti i Borgés d'Aragona; Cascone e Gascone: da Gascon che significa guascone cioè proveniente dalla Guascogna; Catalano: si trovano molte persone in possesso di questo cognome la cui origine è chiara; Lucente o Lucenti: da Luciente cioè Luccicante, che brilla per qualità morali; Pelligra: da peligro = pericolo o peligra = minaccia; Surano: da Suriano, abitante di Suria, cittadina spagnola.
La diversità odierna di alcuni cognomi[33] dalla loro forma originaria non è dovuta a cambiamenti intervenuti nel tempo, bensì al fatto che sicilianizzatisi sulla bocca del popolo, successivamente furono deformati nella stesura di atti pubblici a causa di molteplici motivi: la mutevolezza o assenza di regole dell'ortografia o ancora l'errata percezione dei fonemi da parte di scriventi incolti, il che può accadere anche in tempi moderni. Queste possono essere le cause di alcune alterazioni di certi cognomi, come Incardona, Intorrella, Inglieri, derivati da toponimi e quindi un tempo preceduti dal "de" che ne indicava la provenienza. Così de Cardona, comune spagnolo della Catalogna, de Torrella o Torroella anch'essi paesini spagnoli della Catalogna. Per Inglieri o Ingleri, tra le possibili derivazioni, la più probabile sembra essere de Lérida cittadina catalana, che nella lingua locale diventa Lleida, oppure de Illier, villaggio nei Pirenei.
- Modi di dire[34]
"Firriari la Lecca e la Mecca", che viene dallo spagnolo firar de Leca en Meca, si dice di chi, per gusto o per esigenze di vita, vada girovagando qua e là per il mondo: Leca era il nome di una famosa moschea di Cordova, dove si usava andare con la stessa riverenza che alla Mecca;
"sintìrisi pigghiàtu rê turchi" è il sentirsi oppresso dagli eventi, smarrirsi per l'incombere di un pericolo o il verificarsi di avvenimenti sfavorevoli, essere agitato, ansioso, irrequieto: in Sicilia -ma non solo- turco era sinonimo di saraceno, musulmano, arabo, moro, nordafricano e un tempo questi corsari infestavano il Mar Mediterraneo con navi da corsa veloci e bene armate, pronti all'arrembaggio di qualsiasi altra imbarcazione che incrociasse la loro rotta. Le coste siciliane erano particolarmente esposte ai loro assalti repentini che seminavano morte e distruzione.
- Flora e Fauna[35]
Alloro = "addàuru", Carrubo = "carrùa", Olivastro = "aulivàstru", Camomilla = "umìdda", Ruta = "arùta". Volpe = "vùrpi", Riccio = "rìzzu", Pipistrello = "taddarìta", Coniglio = "cunìgghiu", Colomba = "palùmma", Gazza = "Caccaràzza", Rondine = "rinìna", Quaglia = "quàgghia", Corvo = "cuòrvu", Asino = "scieccù",
Infrastrutture e trasporti [modifica]
Strade ed autostrade [modifica]
Ancora a tutto il 2010 la provincia non è stata dotata di tratte autostradali sul proprio territorio nonostante, dalla fine degli anni sessanta, esista il progetto di un'autostrada Siracusa-Gela i cui lavori sono stati realizzati lentamente e con lunghi periodi di interruzione. L'autostrada citata è stata realizzata solo tra Siracusa e Rosolini, fermandosi a poco meno di un chilometro dal confine provinciale. Il II tronco da Rosolini a Ragusa è solo parzialmente finanziato.
L'asse principale della rete viaria ragusana è la strada statale 115, che proviene da Siracusa, attraversa i maggiori centri urbani e prosegue poi per Gela. La trafficatissima e pericolosa[36] strada statale 514 convoglia il traffico automobilistico da e per Catania; sulla stessa direttrice – ma attraverso i centri di Monterosso Almo e Giarratana – si snoda anche la tortuosa ed altrettanto pericolosa[37] strada statale 194. L'intero sistema viario della provincia necessita di interventi radicali[38], anche in considerazione del fatto che si tratta di uno dei poli produttivi agro-alimentari più importanti d'Italia[39]; non avendo un sistema ferroviario efficiente, è costretto ad un intenso uso del trasporto su gomma. La strada provinciale 25 collega il capoluogo ibleo a Marina di Ragusa.
Strada statale 115 Sud Occidentale Sicula
Vecchia sede Modica-Ragusa
Strada statale 514 di Chiaramonte
Strada statale 194 Ragusana
Strada provinciale 25 Ragusa Mare
Autostrada A18 Siracusa-Gela
Ferrovie [modifica]
| Per approfondire, vedi Ferrovie siciliane, Ferrovia Siracusa-Gela-Canicattì, Ferrovia Siracusa-Ragusa-Vizzini, Stazione di Ragusa e Stazione di Modica. |
Il territorio provinciale è attraversato dalla ferrovia Siracusa-Gela-Canicattì, gestita da RFI, per poco più di 119 km di binari; la tratta per molti decenni è stata tenuta in condizioni precarie e con una bassissima velocità commerciale[40]; nonostante un ammodernamento e un potenziamento delle opere d'arte (ponti e viadotti), tra Vittoria e Siracusa, eseguito nell'ambito del Programma integrativo FS con i fondi stanziati dalla legge 12 febbraio 1981[41][42] è, al 2011, ancora fortemente sottoutilizzata[43]. La linea, pur tortuosa e con elevate pendenze, attraversa e collega direttamente alcuni tra i più grandi centri urbani ragusani, le province confinanti (Siracusa e Caltanissetta) e le grandi aree metropolitane di Palermo e Catania. Il traffico merci su rotaia è quasi inesistente (al 2011)[43], nonostante l'alto potenziale[44] costituito dalle aree di grande produzione ortofrutticola di Vittoria, Scicli e Ispica.
Fino alla fine degli anni cinquanta era attivo anche un collegamento ferroviario diretto tra Ragusa e Siracusa; la piccola ferrovia a scartamento ridotto, Ragusa-Bivio Giarratana-Vizzini/Siracusa la cui stazione di Ragusa era a fianco dello scalo FS, permetteva di raggiungere il capoluogo costiero attraversando la Valle dell'Anapo e Pantalica. Inoltre rappresentava il più breve e diretto collegamento ferroviario con Catania tramite il bivio Giarratana raggiungendo direttamente la stazione di Vizzini, sulla Ferrovia Catania-Caltagirone-Gela, a Vizzini Scalo.
Porti [modifica]
Lo scalo marittimo più importante della provincia è il Porto di Pozzallo che, oltre al traffico mercantile e peschereccio, vanta anche alcuni collegamenti passeggeri con Malta e Catania. Nel 2008 il porto di Pozzallo ha movimentato 1.521.095 tonnellate di merci e 166.406 passeggeri[45].
Oltre a quello di Pozzallo esistono anche altri porti da pesca e da diporto: Scoglitti, Marina di Ragusa, Donnalucata e Punta Secca, località che ha ospitato le riprese della serie televisiva Il commissario Montalbano. Il nuovo porto di Marina di Ragusa, è stato dichiarato operativo il 3 luglio del 2009, ha oltre 800 posti barca e sarà uno dei tre "Hub" per la nautica da diporto della Sicilia[46].
| Porti lungo la costa ragusana |
Tipologia | Posti barca |
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Aeroporti [modifica]
Il territorio provinciale ospita l'Aeroporto di Comiso, dal quale fino all'inizio degli anni settanta l'Alitalia effettuava collegamenti con alcune località della Sicilia e della penisola. Dato il modesto traffico[47], tuttavia, il collegamento venne soppresso.
Recentemente, dopo vari decenni di pressioni operate da parte dei settori produttivi ed imprenditoriali della provincia[48], è stata avviata la riconversione della dismessa Base NATO Comiso in aeroporto civile. La piena operatività dello scalo, in sinergia con quello di Catania Fontanarossa, è prevista per il 2011. Sul territorio provinciale sono presenti anche quattro strutture minori:
| Struttura |
Pista | Lunghezza |
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Economia [modifica]
I livelli occupazionali e il reddito medio pro capite sono, nell'intera provincia, fra i più elevati dell'Italia meridionale[50], e quella di Ragusa è la provincia con il più basso tasso di disoccupazione in Sicilia (non supera il 16%, mentre nel comune di Ragusa presenta perfino un valore in linea con la media nazionale[51]. È presente inoltre la Banca Agricola Popolare di Ragusa, primo istituto di credito della provincia che con i suoi 40 sportelli sul territorio provinciale è fra le banche più rappresentate nel territorio. Fra le banche di una certa dimensione è l'unica che abbia mantenuto la sua sede in Sicilia dopo che il Banco di Sicilia è stato inglobato nel gruppo Unicredit.
L'indice di libertà economica (che tiene conto non solo del Pil prodotto ma anche di elementi quali economia, lavoro, contesto sociale, finanza, fisco e trasferimenti) pone il ragusano ai livelli di province del nord Italia, collocando la provincia al cinquantunesimo posta della classifica nazionale, con un indice di 64,8 su 100[51].
Industria [modifica]
| La pietra-pece |
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La pietra-pece[52], conosciuta anche come pietra-oro, è quel particolare tipo di roccia che impera nel panorama architettonico del barocco ibleo. Si tratta di una roccia sedimentaria calcarea risalente al Cenozoico, che essendo impregnata di bitume, in proporzioni che variano dal 4% al 10%, non è particolarmente soggetta a sgretolarsi ed è particolarmente atta all'uso in ambienti soggetti a forte umidità. Il colore varia in proporzione alla quantità di bitume contenuto e può assumere varie gradazioni dal marrone al quasi nero. |
Nella provincia di Ragusa sono presenti di consistenti giacimenti di petrolio, divenuti solo di recente oggetto di attenzione grazie alle trivellazioni ormai operate in tutto il territorio. Sin dall'antichità erano però sorte e sviluppate attività estrattive e di lavorazione della pece, prodotto contenuto negli scisti bituminosi di cui è ricca la zona. A partire dalla metà del XIX secolo società francesi ed inglesi acquisirono le licenze di produzione ed esportazione di roccia petrolifera, con ampio uso di manodopera locale. All'inizio degli anni venti iniziò la distillazione, anche da parte di aziende italiane, di idrocarburi come benzina per autotrazione e gasolio, a mezzo di impianti situati intorno alla città di Ragusa. A partire dal secondo dopoguerra sono stati impiantati anche stabilimenti di raffinazione di petrolio dalla Gulf Oil Corporation e dall'ENI e stabilimenti di produzione di prodotti derivati. Un oleodotto di 75 km porta inoltre il greggio estratto nel ragusano alle grandi raffinerie di Augusta.
A Comiso è fiorente l'attività di lavorazione di vari tipi di roccia e di marmi, nazionali ed esteri, per uso edilizio ed architettonico.
È presente un sistema di piccole e medie imprese, articolato in sei raggruppamenti merceologici[53]: agroalimentare e mangimistico, materiali e complementi per l'edilizia, marmi e graniti, legno-arredo, chimico-plastico e metalmeccanico-impiantistico. Più recentemente si è sviluppata l'attività industriale legata al settore lattiero-caseario, con la nascita di aziende di respiro nazionale. L'industria vanta il 60% della produzione lattiero-casearia dell'isola[54] ed un'importante produzione di polietilene e di materiali plastici per l'agricoltura, utilizzati prevalentemente per la copertura delle serre.
Agricoltura [modifica]
L'agricoltura della provincia presenta molti aspetti tradizionali: sui terreni dell'altopiano sono prevalenti i seminativi asciutti, soprattutto cereali, e le colture arboree. Un mosaico di colture arboree e impianti ortofrutticoli caratterizza le aree di Ispica e Pozzallo, le zone collinari e la pianura tra Vittoria, Comiso ed Acate. Ma il settore più rilevante e innovativo è quello delle serre, soprattutto sui suoli sabbiosi che si distendono da Vittoria fino al litorale; milioni di metri quadrati di coltivazioni, realizzati con grande economia di materiali, in cui si realizza una produzione di zucchine, melanzane, pomodori e fiori (questi ultimi, specialmente nel territorio di Vittoria) che interessa l'intero anno. La coltura in serra si presenta – in ambiti monofunzionali o con altre tipologie di insediamento polifunzionali – nell'area di Ispica, tra Donnalucata e Scicli, oltre che lungo la costa e nell'entroterra tra Punta Secca e Santa Croce Camerina e tra Marina di Acate ed Acate. Nei primi anni settanta l'esplosione delle serre ragusane ha costituito, secondo Antonio Saltini, uno dei fenomeni di vivacità più singolari dell'intera agricoltura italiana[55] creando, su terreni che non offrivano praticamente alcun reddito, un flusso di produzione di decine di miliardi di lire, coinvolgendo una serie ingente di settori connessi, dal commercio di sementi e antiparassitari a quello del polietilene, dal gas in bombole per il riscaldamento invernale delle serre agli impianti di refrigerazione ed ai trasporti su strada.
La viticoltura ha un posto importante nell'economia del ragusano; molti sono i vini IGT e DOC prodotti, tra i quali primeggia il Cerasuolo di Vittoria, prodotto dall'unione di uve Nero d'Avola e Frappato.
Allevamento [modifica]
La Provincia di Ragusa, tra le province siciliane, è quella che ha sviluppato su vasta scala l'allevamento del bestiame, soprattutto di bovini da latte tra cui primeggia una razza autoctona detta razza modicana. Questa particolare vocazione l'ha resa leader nella produzione lattiero-casearia regionale. I dati statistici relativi al 2005 registrano infatti ben 2.169 aziende del settore con una produzione di 437.737 tonnellate di latte vaccino[56]. Numerose anche le aziende correlate, alcune di grandi dimensioni, che producono formaggi e derivati del latte tra cui il caciocavallo ragusano dop. Una caratteristica stabilita per legge prescrive che la zona di provenienza del latte per la produzione del Ragusano comprende l'intero territorio dei comuni di Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria. Il formaggio viene prodotto esclusivamente con latte di vacca intero, crudo: l'alimentazione delle mucche da cui deriva il latte è costituita prevalentemente da erbe spontanee dell'altopiano ibleo.
Turismo [modifica]
Il Terremoto del Val di Noto del 1693, a cui ha fatto seguito il fervore della ricostruzione, ha prodotto nell'intera provincia una serie di città il cui patrimonio architettonico, facente parte del barocco siciliano, è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità: si tratta di Ragusa, Modica e Scicli, le cui architetture sono state rese note dai film e dalle serie televisive cui hanno fatto da sfondo (da Il Gattopardo di Luchino Visconti all'L'uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore, fino alla serie televisiva Il commissario Montalbano).
Oltre al turismo culturale, che oltre alle già città del barocco interessa anche le zone archeologiche di Kamarina e Casmene, è sviluppato un turismo di balneare grazie alla costruzione, avvenuta negli ultimi quindici anni, di diversi villaggi turistici ed infrastrutture, che date le condizioni climatiche favorevoli, consentono la balneazione per almeno sei mesi all'anno. La prossima apertura dell'aeroporto di Comiso dovrebbe favorire un ulteriore sviluppo di questo tipo di turismo.
Cultura [modifica]
Istruzione [modifica]
Dal 1997 la Provincia gestisce il Liceo Linguistico Paritario "John Kennedy", sito nel Comune di Ispica (ex Liceo Linguistico comunale, fondato nel 1979).
Università [modifica]
La Provincia non ha propri atenei, ma Ragusa ospita alcuni corsi di laurea dell'Università degli Studi di Catania: Agraria, Lingue e letterature straniere, Scienze del Governo, Medicina e chirurgia e Giurisprudenza. Esiste un "Consorzio universitario della Provincia di Ragusa", costituito nel 1995 con il fine di gestire iniziative universitarie e culturali del territorio ibleo. Il consorzio, fondato dalla Provincia, dal Comune di Ragusa e dall'"Associazione per la Libera Università degli Iblei" a cui si sono aggiunti altri comuni, associazioni di categoria e professionali, enti finanziari e associazioni culturali, si propone di assicurare la prosecuzione degli studi universitari a Ragusa, nella volontà di realizzare il quarto polo universitario statale dell'isola[57].
Uomini illustri [modifica]
| Il Castello di Donnafugata |
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Il suo nome è di origine araba dato probabilmente ad una costruzione o alla località. Le origini di una parte dell'edificio, tra cui la torre, risalgono alla metà del Settecento ma nel suo complesso il possente edificio è dovuto al Barone Corrado Arezzo che lo fece realizzare un secolo dopo inserendo nella facciata principale, in stile neo-gotico con richiami del veneziano, la bella loggia con gli eleganti archi trilobati. L'edificio si sviluppa su una superficie di 2500 m² e consta di ben di 122 vani. Il piano nobile è dotato dell'arredamento originale dell'epoca; vi si accede mediante una grande scalinata monumentale in pietra-pece (tipica della zona ragusana ricca di bitume e olio minerale). Notevoli il salone degli stemmi, con affreschi parietali di insegne nobiliari delle grandi famiglie siciliane, il salone degli specchi, la sala della musica, la stanza del biliardo e la stanza da letto della principessa di Navarra. Le stanze, le sale e i corridoi sono decorati con stucchi ed affreschi. Il Castello è attorniato da un parco lussureggiante di quasi 8 ettari con grandi alberi di Ficus, ed altre essenze esotiche. Al suo interno si trovano un labirinto, un tempietto circolare, una coffee-house e delle grotte artificiali. Il castello è stato acquisito dal Comune di Ragusa nel 1982 e in seguito restaurato. Le sale del castello vengono spesso utilizzate come set di produzioni cinematografiche. |
- Giovan Battista Odierna (1597-1660), insigne scienziato, allievo della scuola galileiana, scoprì M47, inoltre progettò e seguì la realizzazione della città di Palma di Montechiaro fondata nel 1637.
- Tommaso Campailla (1668 – 1740), filosofo, poeta e medico.
- Antonio Statella (1785-1864), Ministro degli esteri (1840) e ultimo Primo Ministro del Regno delle Due Sicilie (1860).
- Giuseppe De Leva Gravina (1786 – 1861), patriota risorgimentale.
- Serafino Amabile Guastella (1819-1899), antropologo e studioso delle tradizioni popolari siciliane.
- Vincenzo Statella (1825-1866) - Medaglia d'argento. Medaglia d'oro al valor militare e aiutante di campo di Giuseppe Garibaldi, la cui onorificenza gli venne conferita per aver salvato la vita, il 20 luglio 1860, al suo comandante.
- Maria Schininà (1844-1910) - Beata della Chiesa cattolica.
- Maria Crocifissa Curcio (1877-1957) - Beata della Chiesa cattolica.
- Biagio Pace (1889-1955), archeologo.
- Giuseppe Lupis (1896-1979), giornalista e politico del Partito Socialista Democratico Italiano.
- Emanuele Guerrieri (1900-1968), avvocato, parlamentare, uomo di governo.
- Quintino Cataudella (1900-1984), sciclitano, filologo, latinista e grecista italiano.
- Salvatore Quasimodo (1901-1968), modicano di nascita, insigne grecista, premio Nobel per la letteratura che ha trasfuso nelle sue poesie il ricordo della sua terra natale.
- Giorgio La Pira (1904-1977), è stato un politico italiano, Sindaco di Firenze, servo di Dio per la Chiesa cattolica.
- Carmelo Ottaviano (1906 – 1980), filosofo.
- Raffaele Poidomani (1912 – 1979), romanziere e storico.
- Salvatore Fiume (1915-1997), pittore.
- Gesualdo Bufalino (1920-1996), scrittore di romanzi, spesso ambientati nei territori iblei.
- Vincenzo Giummarra (1923-2010), politico, ex presidente della Regione Siciliana e già parlamentare europeo.
- Piero Guccione (1935), pittore, figura carismatica del Gruppo di Scicli.
- Salvatore Adamo (1943), cantautore.
- Anna Finocchiaro (1955), politico, senatore della Repubblica.
- Aurelio Grimaldi (1957), regista e sceneggiatore.
- Valeria Solarino (1978), attrice.
- Francesco Cafiso (1989), sassofonista jazz.
- Anna Favella, attrice di teatro, cinema e televisione. Parte della sua famiglia è originaria della provincia di Ragusa.
Eventi culturali [modifica]
- Festival Organistico Internazionale. Si svolge a Ragusa tra novembre e dicembre e consiste in una rassegna di 6 serate con concerti organistici di musica barocca eseguiti, nelle chiese cittadine dotate di organi, da organisti italiani e stranieri.
- Festival Ibleo del Jazz si svolge in ottobre, per la durata di una settimana, a Ragusa Ibla ed è dedicato al jazz sperimentale con la presenza di jazzisti da tutto il mondo.
- Eurochocolate Modica è una manifestazione promossa per valorizzare la ultra centenaria tradizione cioccolatiera di questa città ragusana e che nella sua ancor breve tradizione, è giunta alla sua quarta edizione, ha saputo riscuotere già grande successo tanto che nella edizione del 2007 ha richiamato, nel corso di nove giorni, quasi 200.000 visitatori[58].
- I Sapori della Cultura a Modica il 7, 8 e 9 dicembre. Evento organizzato dalla Cooperativa Etnos, in collaborazione con l'Assessorato Regionale ai Beni e alle attività Culturali, il Comune di Modica, la Provincia di Ragusa, il Distretto Culturale del sud-est e l'UNESCO. Il programma prevede visite guidate ai musei di Modica, all'interno della Chiesa Bizantina di San Nicolò inferiore, del XII secolo, alla Casa Museo di Salvatore Quasimodo, alle Grotte Vestite, tradizionali abitazioni in grotta situate nella parte ovest dello sperone roccioso su cui sorge il castello. Appuntamenti gastronomici e cioccolato esclusivo.
Eventi religiosi [modifica]
| Per approfondire, vedi Settimana Santa ad Ispica. |
Tra gli eventi religiosi della provincia vi è il complesso di manifestazioni che si svolgono a Ispica durante la settimana santa. Caratteristica è la processione del giovedì santo, detta del "Cristo alla colonna". Nata nel Medioevo, originariamente era formata da un gruppo di "flagellanti" che, a torso nudo e con una corona di spine, si percuotevano le spalle con cordicelle con vetro, ferro e chiodi: quest'ultima cruenta cerimonia è lentamente caduta in disuso mentre è ancora oggetto di grande culto la processione del simulacro.
- A Ragusa si svolgono due feste principali.
- La festa di San Giovanni Battista, patrono della città e della Diocesi di Ragusa, è l'evento religioso più importante. Si svolge in tre giornate alla fine del mese di agosto con una processione che, partendo dalla cattedrale di San Giovanni, si snoda fino alla chiesa dell'Ecce Homo. Il giorno seguente la processione si svolge in senso opposto fra due ali di folla devota. Il terzo giorno la statua del santo patrono ed i cerrei votivi effettuano un giro che prevede il rientro a tarda notte nella stessa cattedrale.
- La festa di San Giorgio è celebrata l'ultima domenica di maggio. La chiesa omonima viene infiorata e addobbata con stendardi policromi con la statua del santo al centro della chiesa. Vengono aperte le porte scolpite, occultate da paratie per il resto dell'anno, e la statua viene sollevata dai portatori, che le fanno compiere evoluzioni a suon di musica facendola roteare e lanciandola in aria per poi riprenderla. San Giorgio, come da iconografia, è vestito da soldato romano e uccide il drago con la lancia. Insieme al simulacro, anche il reliquiario del santo viene portato in processione.
- A Comiso si svolgono tre feste principali:
- La festa di Pasqua, denominata A' Paci: dalla Chiesa di Maria SS. Annunziata in mattinata vengono portati fuori i simulacri di Gesù Risorto e della Madonna Annunziata e per l'intera giornata percorrono le principali vie cittadine, ripetendo in ogni parrocchia della città il cosiddetto rito della Paci durante il quale i due simulacri, posti l'uno di fronte all'altro, vengono avvicinati e allontanati correndo per tre volte tra due ali di folla. La festa affonda le sue radici nel periodo della dominazione spagnola.
- La terza domenica di Maggio si svolge la festa di Maria SS. Addolorata, patrona della Chiesa Madre, Santa Maria delle Stelle. Caratteristica principale è la Svelata del settecentesco simulacro di Maria SS. Addolorata, che viene fatta il sabato vigilia della festa; per l’occasione l’altare maggiore viene adornato da fiori, tende, stucchi, elementi architettonici appositamente creati, candelabri, ceri e quant’altro occorrente al fascino della festa. Altro momento caratteristico della domenica è a Sciuta (l'uscita): il fercolo dorato della Madonna non appena esce dalla Chiesa Madre viene trasportato nella vicina piazza Fonte Diana ove migliaia di fedeli attendono il canto dell'Inno all'Addolorata cui segue lo sparo di mortai a volantini ed una nutrita moschetteria. Segue poi la lunga processione per le strade cittadine fino alla mezzanotte e, al termine, un imponente spettacolo pirotecnico.
- La seconda domenica di Luglio si festeggia il patrono San Biagio, a cui i comisani attribuiscono la salvezza del paese dalla peste e dal terremoto del 1693; la festa è un susseguirsi di Messe officiate da tutti i parroci delle parrocchie mentre la chiesa di San Biagio per tutta la giornata è affollata di fedeli. La processione pomeridiana con il simulacro del Santo è caratterizzata da fedeli che fanno "u viaggiu" (la processione) per espletare il loro voto chi percorrendola a piedi scalzi chi portando a spalla il simulacro o portando le torce votive decorate (i 'ntocci) con i ceri accesi.
- A Chiaramonte Gulfi la festa di San Giovanni Battista, compatrono e protettore della città, è una delle due più importanti; si svolge il 23 e 24 giugno preceduta da dodici giorni di preparazione con manifestazioni di fede, folclore e cultura; il 23 con la sacra rappresentazione della vita del santo e il 24, al tramonto, con uscita del Santo seguita dalla processione per le vie della città. L'altra ricorrenza è quella della Beata Maria Vergine di Gulfi, patrona principale della città, che si svolge la domenica in Albis e il terzo martedì dopo Pasqua.
- A Giarratana tra la fine di luglio ed i primi giorni di agosto si svolge la Festa della Madonna della Neve con caratteristiche processioni che si tramandano da centinaia di anni. L'evento più importante è la festa del Patrono ab antiquo, san Bartolomeo Apostolo venerato quasi da 1000 anni con il titolo patronale; importantissima è la fiera che si svolge 3 giorni prima della festa.
- A Modica si celebrano due feste principali.
- La processione della Madonna Vasa-Vasa[59] si svolge nella mattinata della domenica di Pasqua. Risale alla metà del Settecento e si svolge con l'incontro fra il simulacro di Maria che muove le braccia, impartisce benedizioni e si china a baciare il petto del Cristo morto. A mezzogiorno in punto, cade il mantello nero che la ricopre mostrandola nella sua veste azzurra mentre viene liberato un nugolo di colombe bianche dal basamento posto ai piedi del simulacro della Vergine.
- Altra festa importante è quella di San Pietro, compatrono della città (il principale è San Giorgio), che si svolge il 29 giugno. Fino alla metà del secolo scorso partecipavano alla processione pomeridiana dodici statue di cartapesta, alte circa quattro metri, rappresentanti i dodici apostoli (detti i santuni), che seguivano il simulacro del Cristo. Le statue venivano mosse dalle gambe di alcuni fedeli, nascosti all'interno, che guardavano il percorso della processione tramite una finestrella ricavata nel busto di cartapesta della statua; tale tradizione è caduta in disuso e viene portata in processione soltanto l'artistica statua in legno di quercia detta di San Pietro e il Paralitico conservata all'interno della Chiesa.
- A Scicli nel corso dell'anno si svolgono tre eventi religiosi importanti:
- Il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, ha luogo la "Cavalcata di San Giuseppe". È una processione, quasi una riedizione in costume, della vita della Sacra Famiglia, che si snoda per le vie della città fra falò e fuochi d'artificio fra due ali di folla festante.
- Il giorno di Pasqua si svolge la processione dell'"Uomo vivo". Una statua del Cristo risorto viene portata in processione; le vengono fatte fare alcune evoluzioni che mandano in visibilio la numerosa folla assiepata lungo il percorso.
- L'ultimo sabato del mese di maggio si svolge la festa della "Madonna delle Milizie", rievocazione delle lotte tra Normanni e Arabi che si contesero la Sicilia. Il momento più religioso culmina con la processione, per le vie della città, del simulacro della Madonna su un cavallo bianco posto sopra un carro infiorato[60].
- A Vittoria è molto sentita la celebrazione del Venerdì Santo la cui tradizione esiste praticamente dalla fondazione della città. Dal 1657 la Congregazione del SS.mo Crocifisso ebbe il compito di fare una processione solenne il Venerdì santo dalla Chiesa madre al Calvario e ritorno. La processione a partire dal 1669 fu arricchita da una recita incentrata sul dramma della passione in versi dialettali recitati da popolani. Nel 1834 la Congregazione fece costruire un'urna in legno per trasportare il Cristo morto e deposto dalla croce e dall 1858 la sacra rappresentazione è incentrata sul dramma scritto dal marchese Alfonso Ricca. I Parti rappresentano la tradizione più sentita e amata dai vittoriesi, unica nel panorama della provincia in cui si preferisce festeggiare la domenica di Pasqua.
Feste e sagre [modifica]
Date le antiche tradizioni agricole del territorio sono molte le sagre che, nel corso dell'anno, si svolgono in varie località:
- a marzo, a Santa Croce Camerina, la sagra del fiore;
- a maggio la sagra del pomodoro a Ragusa;
- a Giarratana la sagra della cipolla, il 14 agosto. Grosse cipolle, di colore bianco, di forma schiacciata o di altri formati vengono servite, sia crude che cotte, assieme al formaggio locale;
- a Pozzallo, sempre in agosto, si svolge una sagra del pesce;
- a settembre a Roccazzo e a Chiaramonte Gulfi si svolge la sagra dell'uva.
- a settembre a Pedalino si svolge la Sagra della vendemmia.
La provincia di Ragusa nel cinema [modifica]
Sin dagli anni sessanta la Provincia di Ragusa e in particolare Ispica sono state scelte come set per l'ambientazione di numerosi film sulla Sicilia. Nel 1960 fu girato Divorzio all'italiana di Pietro Germi, film di grande successo che fece conoscere Ispica in tutta Italia. Sempre a Ispica, nel 1974 furono girate alcune scene de Il viaggio, un film di Vittorio De Sica con Sophia Loren, Richard Burton, Sergio Bruni e Ian Bannen; nel 1984 alcune scene di Kaos dei fratelli Taviani, nel 1995 piazza Regina Margherita e il Palazzo Comunale Bruno di Belmonte ospitarono le riprese di una serie televisiva dal titolo Non parlo più (con Anna Bonaiuto, Daniele Liotti, Lorenza Indovina e Tony Sperandeo). Nel 2002 il Teatro Comunale "Vittoria Colonna" della città di Vittoria, fece da cornice per alcune scene de Il consiglio d'Egitto, di Emidio Greco. Sempre nel 2002 Franco Battiato, nella sua prima opera cinematografica (Perduto amor), ha utilizzato come set il loggiato della Basilica di Santa Maria Maggiore di Vincenzo Sinatra e nel 2005 sono state girate alcune scene de Il commissario Montalbano, serie televisiva poliziesca tratta dai romanzi di Andrea Camilleri.
Gastronomia [modifica]
A differenza di altre province della Sicilia, nelle quali domina la cucina a base di pesce, la gastronomia ragusana è orientata maggiormente sui piatti a base di carne, latte, formaggi e prodotti della terra[61].
Alcuni piatti caratteristici:
- I pasteri[62] che consistono sostanzialmente in un pasticcio di carne di agnello e capretto con l'impiego di formaggio.
- Il caciocavallo ragusano.
- Le tagliatelle casarecce cco maccu:[61] un piatto il cui condimento sono le fave secche cotte e ridotte a crema (maccu) e aromatizzate con finocchietto selvatico.
- La pasta a picurara: pasta condita con una salsa di cipolle e patate cotte nel latte, spolverata con pecorino siciliano stagionato[61].
- I turciniuna[63] sono budella ovine cotte in tegame.
- Le scacce[64], tipiche focacce coperte a forma di mezzaluna, farcite con salsiccia sbriciolata o carne tritata, cipolle stufate, verdure lesse e caciocavallo ragusano.
- Dolci tipici, i cannoli con ricotta e i mpanatigghi, dolci a base di mandorle, carne di manzo e cioccolata[61].
Una specialità molto conosciuta è il cioccolato modicano[65]. Il cacao venne portato a Modica, intorno alla metà del Seicento, dai padri Gesuiti; in seguito venne aperta una delle prime fabbriche artigianali d'Europa[66], ancora esistente, che produceva un tipo di cioccolato particolare mediante un procedimento di origine azteca, che gli stessi religiosi avevano appreso nelle colonie spagnole sudamericane.
Turismo [modifica]
Itinerari turistici [modifica]
- Cava d'Ispica. (Il nome di "cava" nella Sicilia sud-orientale sta ad indicare le profonde gole scavate dai fiumi che scendono dall'altipiano ibleo). Si tratta di una grandiosa cava lunga circa 10 km che oltre all'aspetto decisamente panoramico offre la possibilità di una carrellata nel tempo seguendo le tracce degli insediamenti umani che qui si insediarono sin dalla preistoria; si tratta di necropoli sicule, catacombe protocristiane, cappelle rupestri bizantine e insediamenti abitativi del medioevo.
- Castello di Donnafugata. Unico castello della provincia, conservato a cura del comune di Ragusa che ne cura anche le visite turistiche. Di origini arabe poi modificato in stile gotico e rinascimentale, si trova 20 km a sud-ovest di Ragusa. Contiene una biblioteca con circa 4.000 volumi ed è dotato di un ampio parco.
Le chiese [modifica]
Le maggiori chiese in provincia sono:
Musei [modifica]
- La cittadina ospita sei piccoli musei tra cui il Museo dell'Olio, il Museo del Ricamo e dello Sfilato siciliano e la Pinacoteca Giovanni De Vita.
a Comiso
- Museo civico di storia naturale possiede oltre 7000 reperti fossili di vari invertebrati e vertebrati del quaternario siciliano.
a Modica
- Museo Civico Franco Libero Belgiorno che raccoglie reperti archeologici del Paleolitico, tra cui quelli della grotta di Cava Lazzaro, del Neolitico, provenienti dal villaggio di contrada Pirrone, e di epoca paleocristiana. Vi si trovano anche materiali dell'antica età del bronzo provenienti dal villaggio di Baravitalla a Cava d'Ispica e da Cava Lazzaro. Il museo si trova in Corso Umberto.
- Casa Museo di Salvatore Quasimodo.
a Ragusa
- Museo Archeologico Ibleo accoglie reperti archeologici da tutto il territorio della provincia.
- Museo Archeologico Regionale di Kamarina custodisce la maggior parte dei reperti rinvenuti negli scavi della città greca.
- Civica Raccolta Carmelo Cappello raccolta di opere dello scultore ragusano che nel 1994 furono donate alla città.
- Lista dei musei di Ragusa.
a Vittoria
- Museo civico polivalente prof. Virgilio Lavore, Museo Italo Ungherese, Museo d'arte Sacra Mons – Federico La China e il Museo della civiltà contadina.
Aree Archeologiche [modifica]
Altri siti [modifica]
- Monte Arcibessi. Nel territorio di Monte Arcibessi sono presenti insediamenti fortificati ("castellieri") dell'età del Bronzo e dell'età del Ferro. Abitati preistorici, resti di insediamenti abitati greci arcaici, testimonianze di epoca ellenistico-romana e resti bizantini e medievali.
- Monte Casasia. Necropoli ellenistica del VII-VI secolo a.C. con tombe a grotticelle artificiali nei pressi di Monterosso Almo.
- Akrillai. Antica colonia siracusana fondata nel VII secolo a.C. vicino Chiaramonte Gulfi come avamposto militare sulla strada per Gela ed Agrigento.
- Grotta delle Trebacche. Sito archeologico di architettura funebre a carattere monumentale dell'epoca romana e bizantina.
- Riparo neolitico di Fontana Nuova non lontano da Marina di Ragusa.
- la "Pompei medievale", così è stata definita Terravecchia, l'antica città di Giarratana, da illustri archeologi francesi dell'università di Amiens.
Castelli [modifica]
Demografia [modifica]
La provincia di Ragusa ha una popolazione di 318.478[67] abitanti ed è al settimo posto fra le province siciliane, come numero di abitanti, mentre è al quarto posto come densità abitativa con 197,3 ab./km².
Il capoluogo, Ragusa, è il comune più popolato ma vista la considerevole estensione del territorio comunale, con 167 ab./km² risulta soltanto settimo quanto a densità abitativa.
La popolazione della provincia, dal 1982 al 2001 ha avuto un incremento pari al 7,6% con un differenziale positivo di 20.811 abitanti[68].
Degli altri undici comuni della provincia, Vittoria e Modica superano i cinquantamila abitanti mentre gli altri hanno una popolazione fra i trentamila ed i tremila abitanti. Il comune meno popoloso è Giarratana mentre quello più densamente popolato è Pozzallo con una densità abitativa di 1.230,05 ab./km². Pozzallo è anche il comune meno esteso con una superficie di soli 14,94 km².
Comuni [modifica]
| Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Ragusa. |
Appartengono alla provincia di Ragusa i seguenti 12 comuni:
| Stemma | Città | Popolazione (ab)[69] |
Superficie (km²) |
|---|---|---|---|
| Acate | 10.192 | 101,40 km² | |
| Chiaramonte Gulfi | 8.297 | 126,00 km² | |
| Comiso | 30.569 | 64,93 km² | |
| Giarratana | 3.158 | 43,47 km² | |
| Ispica | 15.573 | 113,5 km² | |
| Modica | 55.328 | 290,77 km² | |
| Monterosso Almo | 3.191 | 56,30 km² | |
| Pozzallo | 19.378 | 14,94 km² | |
| Ragusa | 74.018 | 442 km² | |
| Santa Croce Camerina | 10.160 | 40,76 km² | |
| Scicli | 26.550 | 137,57 km² | |
| Vittoria | 63.589 | 181,31 km² |
Sport [modifica]
Lo sport organizzato ragusano sta vivendo in questi anni una grave crisi, principalmente economica. Le più importanti società sportive sono fallite, altre sono state costrette a spostarsi in cerca di fondi. La provincia di Ragusa non ha preso parte all'evento più importante della storia dello sport siciliano, la XIX Universiade. Il principale evento di risonanza internazionale è stato ospitato da Ragusa nel 1968, quando la FIBA Europe organizzò l'Europeo femminile di basket in Sicilia. Nel capoluogo si disputarono le eliminatorie del gruppo A, vinte dalla nazionale jugoslava, e le finali di consolazione, in cui si affermò la Romania[70].
Calcio [modifica]
Nel calcio sono quattro le società ragusane ad aver raggiunto i campionati nazionali, anche se alcune sono incorse in difficoltà economiche di rilievo:
- Unione Sportiva Ragusa, fallita nel 2007, squadra che ha militato per diversi anni in C2.
- Football Club Vittoria, fallito nel 2006 dopo aver raggiunto nel 2004 la serie C1.
- Modica Calcio, scomparso nel 2006.
- Polisportiva Comiso, che nel 2007 si è trasferita a Vittoria.
Calcio a 5 [modifica]
Valente società sportiva ragusana è la Pro Scicli, che nella stagione 2006-2007 è stata promossa per la prima volta in Serie A di calcio a 5[71].
Pallacanestro [modifica]
- È fallita nel 2006 la Virtus Ragusa, società di pallacanestro maschile che, a cavallo tra gli anni novanta e il duemila, ha disputato la Legadue, rappresentando la massima espressione del basket siciliano.
- La Nova Virtus Ragusa, milita nel campionato nazionale di serie C1.
- L'Olympia Comiso, ha anch'essa raggiunto la serie C1.
Altri sport [modifica]
Rugby [modifica]
Il Ragusa Rugby Club rappresenta il rugby provinciale dal 1967: al massimo è arrivato in Serie B[72].
Automobilismo [modifica]
- Coppa Monti Iblei, cronoscalata che si svolge ogni settembre a Chiaramonte Gulfi
- Rally del Barocco, sul territorio provinciale.
Tamburello [modifica]
Le società ragusane ad aver vinto titoli nazionali sono:
- G.S. Tamburello Ragusa che ha vinto pure molti titoli europei di tamburello a 3 e tambeach
- Tambeach Kaukana di Ragusa che ha vinto titoli nazionali di tambeach
- G.S.A. Modic che ha vinto nel tamburello a 3 femminile
- Tambeach Cava d'Aliga che ha vinto molti titoli nazionali in tutte le specialità di tambeach
Tennis Tavolo [modifica]
- Emaia Vittoria, che ha vinto i campionati italiani femminili di tennis tavolo nel 1991 e 1992.[73]
Atleti [modifica]
- Giorgio Lucenti di Ragusa, calciatore, è cresciuto nell'U.S. Ragusa e ha giocato in Serie A con Empoli Football Club, Cagliari Calcio e Calcio Catania.
- Santino Coppa di Ragusa, allenatore di pallacanestro, è il fondatore e il tecnico del Trogylos Priolo dal 1970 e ha diretto anche la nazionale maltese di basket femminile.
- Danilo Napolitano di Vittoria, ciclista, ha vinto la Coppa Bernocchi e il Giro di Romagna del 2005 ed è stato convocato per i mondiali di ciclismo su pista.
- Luca Marin di Vittoria, nuotatore, detiene il primato italiano dei 400 metri misti in vasca da 25 metri con il tempo di 4‘01‘‘71. Ha vinto la medaglia d'oro sulla stessa distanza in vasca breve ai Campionati europei del 2006 a Helsinki.
Impianti sportivi [modifica]
Il principale impianto sportivo ragusano è lo Stadio Aldo Campo, situato in contrada Selvaggio, nel capoluogo. È stato edificato nel 1972 ed è impiegato per calcio e rugby potendo ospitare un massimo di 3.500 spettatori[74]. Nella stessa zona, si trova il principale Palazzetto dello sport provinciale, il PalaMinardi, che può ospitare 3.500 persone. Impiegato fino a poco tempo fa per la pallavolo (ha ospitato anche la nazionale italiana[75]) e per la pallacanestro (vi giocava la Virtus Ragusa in Legadue[76]), è stato poi impiegato anche per le arti marziali[77]. Altri impianti sportivi della provincia sono il PalaPadua di Ragusa con 2.000 posti a sedere, il PalaMarsala (Ragusa) con 500 ed a Comiso il PalaDavolos che ha 620 posti.
Il Comunale di Vittoria, con 5.000 posti è diventata la struttura più capiente della provincia di Ragusa ed è il secondo impianto calcistico per importanza, seguito dal Caitina di Modica, che arriva a 2.500 posti a sedere[78]. Il comunale di Comiso può ospitare 1800 spettatori mentre la Pro Scicli gioca al campo Geodetico di villaggio Jungi[79].
Galleria immagini [modifica]
-
Arco dell'Annunziata, XIV secolo a Chiaramonte Gulfi
-
Cava Ispica vista dal Parco Forza
Note [modifica]
- ^ [1], [2]
- ^ Fonte ISTAT. URL consultato in data 31 dicembre 2011.
- ^ Provincia regionale di Ragusa: Il territorio della Provincia di Ragusa
- ^ Provincia regionale di Ragusa: La valle dell'Irminio e le cave tributarie
- ^ Diga Santa Rosalia. URL consultato in data 31 dicembre 2007.
- ^ Sito ufficiale Provincia regionale di Ragusa
- ^ a b La stazione di Gela si trova a pochi chilometri dal comune di Vittoria ed è indicativa delle condizioni meteorologiche della zona costiera ragusana.
- ^ a b c d Eurometeo. URL consultato in data 31 dicembre 2007.
- ^ a b La stazione di Cozzo Spadaro si trova a pochi chilometri dal confine con la provincia di Ragusa ed è indicativa delle condizioni meteorologiche della stessa.
- ^ Sias Regione Siciliana. URL consultato in data 29 dicembre 2007.
- ^ Sias Regione Siciliana. URL consultato in data 31 dicembre 2007.
- ^ a b Proposta dalla Provincia Regionale ma ancora non riconosciuta dalla Regione Siciliana
- ^ D.A. n. 536/90 dell'Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana.
- ^ Istituita con Legge Regionale n° 98/1981. Gestita con D.A. n° 352 del 1989 dalla Provincia Regionale di Ragusa.
- ^ Fotografando Donnalucata. URL consultato in data 31 dicembre 2007.
- ^ Parlamento italiano; conversione in legge
- ^ Provincia regionale diSiracusa. Parco nazionale degli Iblei
- ^ Approvata la perimetrazione del Parco nazionale degli Iblei. Ragusa, 8 febbraio 2011
- ^ C I R S Ragusa | IL PARCO CHE VORREMMO- Iblei un Geomorfosito carsico di elevato valore ambientale
- ^ Salvatore Spoto, Sicilia Antica. Newton e Compton editori.
- ^ Jean Hurè, Storia della Sicilia dalle origini ai giorni nostri, Brancato editore, 2005. ISBN 88-8031-078-X
- ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1
- ^ a b F.Stanganelli, Vicende Storiche di Comiso Antica e Moderna, Rotary Club, Vittoria 2004, pp. 6-7. (ed. orig. Stab. Tip. S. Di Mattei & C., Catania 1926).
- ^ All'interno della provincia di Ragusa si trova qualche eccezione di questo caso linguistico, come per esempio Acate che mantiene il /K/, ma in proposito bisogna aggiungere che questo fenomeno è presente anche in qualche paese al di fuori di queste zone: una di queste è Licata, in provincia di Agrigento, dove pure il /t∫/ ha il sopravvento sul /K/.
- ^ F.Stanganelli, Vicende Storiche di Comiso Antica e Moderna, Rotary Club, Vittoria 2004, pp. 7. (ed. orig. Stab. Tip. S. Di Mattei & C., Catania 1926).
- ^ Infatti il cittadino della provincia, in generale, tende ad appellare l'abitante di Comiso "lòllu cumisàru", evidenziando lo strano uso di questa buffa parola che si ha soltanto nella cittadina di Comiso.
- ^ Etimologia Greco-Latina di Vocaboli Dialettali
- ^ Riti funerari Arabi
- ^ Riti funerari Arabi
- ^ Riti funerari Arabi
- ^ Tipico esempio la classica frase con cui anche oggi[quando?] si usa questo vocabolo ovvero "t'à cagghiàri a fàcci" cioè devi avere vergogna (per quello che hai fatto!), ma letteralmente è traducibile in "devi far tacere la faccia" (riferito, si pensa, ai muscoli espressivi del volto e quindi anche in relazione alla bocca e quindi allo star zitti).
- ^ F.Stanganelli, Vicende Storiche di Comiso Antica e Moderna, Rotary Club, Vittoria 2004, p. 7. (ed. orig. Stab. Tip. S. Di Mattei & C., Catania 1926).
- ^ a b Comiso Viva, Pro Loco, Comiso 1976, p.216.
- ^ Uomini e tradizione. Storia e memoria tra l'Ippari e il Dirillo, a cura di Paolo Monello, Regione Siciliana, Vittoria 2000, p. 159.
- ^ F.Stanganelli, Vicende Storiche di Comiso Antica e Moderna, Rotary Club, Vittoria 2004, p. 6. (ed. orig. Stab. Tip. S. Di Mattei & C., Catania 1926).
- ^ Regione Siciliana, Piano regionale dei trasporti e della Mobilità-parte I,12/2003:punto I-3.4
- ^ Regione Siciliana, Piano regionale dei trasporti e della Mobilità-parte I, 12/2003:punto I-3.4.1
- ^ Regione Siciliana, Piano regionale dei trasporti e della Mobilità-parte I, 12/2003:punto I-3.4 [...] le caratteristiche delle SS 194 e SS 514 [...] sono al disotto degli standard normativi.
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Bibliografia [modifica]
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- Denis Mack Smith, Storia della Sicilia medioevale e moderna, Bari, Giuseppe Laterza e figli, 1976.
- Giuseppe Iacono, Perle di Sicilia - Avola, Modica, Noto, Ragusa, Scicli , Edizioni Affinità Elettive, 1998.
- Piero Guccione, Il Parco degli Iblei in Provincia di Ragusa , Argo Software, 2006.ISBN 978-88-88659-24-4
- AA. VV., Sicilia , Milano, Touring Club Italiano, 2005.ISBN 977-03-9010701-6
- Giuseppe Iacono, Folklore religioso nella Contea di Modica , Edizioni Tomaselli, 2005.
- Giuseppe Iacono, Le riserve naturali della Provincia di Ragusa , Edizioni Tomaselli, 2006.
- Antonio Saltini, Sicilia fra feudi e giardini , Bologna, Edagricole, 1982.
- AA. VV., Almanacco illustrato del calcio, Panini, Modena, 2006.
- AA. VV., Almanacco illustrato del basket, Panini, Modena, 1989.
- AA. VV., Bell'Italia-Sicilia 2, Editoriale Giorgio Mondadori, 1994.
- AA. VV., Bell'Italia-Sicilia 4, Editoriale Giorgio Mondadori, 1998.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Foto, video e news della ferrovia della Sicilia sud est
- Il convento della Croce (video)
- Provincia di Ragusa su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Provincia di Ragusa")
- Provincia di Ragusa (informazioni turistiche dal sito ufficiale della Regione Siciliana)
- Museo Archeologico Ibleo di Ragusa
- Ragusa e Dintorni Fan Page
