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I Monti Iblei sono un altopiano collinare localizzato nella parte sud-orientale della Sicilia, compresa tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania. Monte Lauro è la cima più alta, con un'altezza di 986 m s.l.m. Altre cime della catena sono Monte Casale (910 m) e Monte Arcibessi (906 m).
Le città appartenenti al comprensorio degli Iblei sono: Buccheri, Buscemi, Cassaro, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Ferla, Giarratana, Melilli, Militello, Noto, Ispica, Licodia Eubea, Modica, Monterosso Almo, Palazzolo Acreide, Ragusa, Scicli, Siracusa, Solarino, Sortino, Vittoria, Vizzini, Grammichele, Mineo.
Il complesso montuoso dei M. Iblei è costituito da un massiccio calcareo-marnoso bianco conchiglifero del Miocene (Plateau degli Iblei) in cui, nonostante il sollevamento tettonico che lo ha portato in emersione, gli strati rocciosi si sono mantenuti orizzontali. L'altopiano è stato inciso da numerosi fiumi e torrenti che hanno scavato profonde forre e gole a volte con andamento meandriforme. Antiche condotte freatiche fossili ed antri evidenziano la maturità del fenomeno carsico profondo dell'area. Nelle zone costiere, nei pressi del mare, si trova una roccia sedimentaria più recente (Pleistocene), una arenaria calcarea che nel sud-est della Sicilia viene denominata "giuggiulena" ("semi di sesamo" in lingua siciliana), perché è facile si sgretoli in granuli di dimensioni simili al sesamo. La stessa roccia altrove in Sicilia è chiamata "tufo". Alcune estese aree dei Monti Iblei presentano rocce di origine vulcanica. Si tratta di basalti a cuscino, lave a "pillow", risultato di espandimenti lavici sottomarini del Miocene. Affiorano nei pressi di Monte Lauro, e soprattutto nella porzione settentrionale dell'altopiano ibleo. Il nome Iblei si fa risalire al legendario re siculo Hyblon che regnava in questi luoghi e che concesse una porzione di territorio costiero ai primi coloni greci per erigere Megara Iblea.
Il paesaggio tipico di quest'area della Sicilia è caratterizzato dall'andamento dolce dei rilievi, delle vallate nette che interrompono l'altopiano e dall'estrema varietà di sottotipi: la parte centrale e la zona litoranea. Nella parte centrale alcuni boschi a prevalenza di leccio (Quercus ilex) interrompono la maglia regolare dei muri a secco tipici di tutta la punta sud-orientale della Sicilia. L'area litoranea invece, più antropizzata, alterna alle colline terrazzate semicoperte da macchia mediterranea, l'altopiano a campi chiusi con enormi distese di ulivi e carrubi centenari, vigneti e agrumeti. Durante i secoli l'opera di dissodamento dei mezzadri del luogo, ha creato una maglia di muretti a secco di notevole fattura.
Dai Monti Iblei hanno origine vari fiumi, tra cui l'Irminio (che divide l'altopiano in direzione nord-sud scorrendo tra Modica e Ragusa), il Dirillo, l'Ippari, il Tellaro, l'Ánapo che sfocia in mare nei pressi di Siracusa ed il fiume Cassibile.
Le cime più alte dei Monti Iblei sono:
Specie endemiche [modifica]
Tipica di quest'area e la coltivazione arborea del carrubo, dell'ulivo del mandorlo. Il sistema di campi chiusi inoltre permette la coltivazione di grano, mais (come foraggio) primizie in generale. Con l'avvento delle moderne tecniche di agricoltura in serra, vengono coltivate molte specie diffuse in Italia di frutta e ortaggi, tale da rendere questo settore indispensabile per l'economia di molti paesi come Vittoria, Comiso e Santa Croce Camerina.
Parco nazionale degli Iblei [modifica]
A tutela del biotopo ibleo è stata prevista legislativamente dal governo nazionale, dopo un contenzioso con la Regione siciliana risolto solo dalla Consulta,[1] l'istituzione del Parco nazionale degli Iblei (che si perfezionerà con l'emanazione di decreto Presidenziale), grazie all'art. 26 comma 4 septies della Legge 222/2007[2]. Si tratterà quindi del primo parco nazionale della Sicilia e abbraccerà territori delle provincie di Siracusa (60%), Ragusa (30%), Catania (10%).
L'8 febbraio 2011 il consiglio provinciale di Ragusa ha approvato una proposta di perimetrazione del parco [3]. Tale proposta, che esclude le principali aree di interesse del biotopo ibleo e addirittura alcune aree SIC, è stata ritenuta insoddisfacente da larga parte dell'opinione pubblica e dalle associazioni naturalistiche della Provincia di Ragusa, che hanno manifestato a tutti i livelli il proprio dissenso. La Regione ha quindi chiesto a queste ultime (riunitesi nel Coordinamento delle Associazioni Naturalistiche e Ambientaliste) di presentare una propria proposta di perimetrazione [4], spiegandone le ragioni. Sul tavolo del Ministro dell'Ambiente sono pervenute, pertanto, tre proposte: quella originaria della Regione, quella minima degli enti locali, quella delle associazioni ambientaliste [5].
- ^ sentenza della Corte Costituzionale 23 gennaio 2009 n. 12
- ^ Legge 222/2007
- ^ Approvata la perimetrazione del Parco nazionale degli Iblei. Ragusa, 8 febbraio 2011
- ^ Iblei un Geomorfosito carsico di elevato valore ambientale
- ^ 2012 DECISIVO PER PARCO DEGLI IBLEI E PIANO PAESAGGISTICO
Voci correlate [modifica]
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