Simeto
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| Simeto | |
|---|---|
| Lunghezza: | 113 km |
| Portata media: | 25 m³/s |
| Bacino idrografico: | 4.186 km² |
| Altitudine della sorgente: | 1.700 m s.l.m. |
| Nasce: | monti Nebrodi |
| Sfocia: | Mar Ionio |
| Stati/regioni attraversati: | province di Messina, Enna e Catania
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Il Simeto è il principale fiume della Sicilia sia dal punto di vista idrografico che da quello antropico (il suo bacino idrografico è abitato da oltre 1 milione di persone, comprendendo anche la parte meridionale dell'area metropolitana di Catania). È solo il secondo fiume dell'isola per lunghezza dopo l'Imera Meridionale con 113 km di corso ma è di gran lunga il primo per estensione del bacino idrografico (4.186 km² quasi il doppio di quello dell'Imera) e portata d'acqua alla foce (minima 1 mc/sec, media 25 mc/sec e massima assoluta 5.000 mc/sec). L'intero corso del fiume è compreso nella provincia di Catania, mentre il suo bacino si estende anche nelle province di Messina e di Enna. Nel suo percorso non attraversa nessun centro importante, ma sfiora Bronte, Adrano e Paternò.
Indice |
[modifica] Corso del fiume
Nasce a circa 10 km a nord-ovest di Bronte, dall'unione del fiume di Cutò, il fiume del Martello e il fiume della Saracena, tutti sgorganti dalle pendici dei monti Nebrodi. Subito dopo essere transitato sotto il Ponte della Cantera, il Simeto riceve il primo notevole affluente da destra: il Troina. Da qui il fiume assume direzione verso Sud, incassandosi in uno spettacolare tratto ingolato costituito da materiale lavico proveniente dalle eruzioni dell'Etna. Il grande vulcano è infatti vicinissimo, in quanto lo stesso fiume ne lambisce tutta la parte ovest della sua base. Giunto nei pressi di Adrano, il Simeto scorre fungendo da confine tra le province di Catania e Enna ricevendo da destra uno dei suoi principali affluenti: il fiume Salso (da non confondere con l'omonimo fiume della Sicilia occidentale), da alcuni considerato come uno dei suoi maggiori rami sorgentizi. Da questa confluenza il fiume prosegue puntando leggermente verso Sud-Est, allargando il proprio letto in ampio greto ciottoloso e lambendo il territorio comunale di Paternò. Giunto presso la località la Rotondella, il fiume viene scavalcato dall'Autostrada A19 ed entra nell'ampia Piana di Catania scorrendo con andamento lento e sinuoso. Qui riceve da destra rispettivamente a 8 Km e a 2 Km dalla foce gli ultimi 2 importanti affluenti del suo bacino: il Dittaino e il Gornalunga dopodiché sfocia nel Mar Ionio (Golfo di Catania), a sud dell'area metropolitana di Catania.
[modifica] Regime
Il regime del Simeto è quello tipico dei fiumi della Sicilia e più in generale del Sud-Italia, ovvero estremamente torrentizio, con piene nella stagione autunnale e invernale (anche superiori a 1.500 mc/sec) e forti magre estive. Il Simeto tuttavia può contare sulla notevole permeabilità del suo medio bacino (grazie alla presenza dell'Etna) e sull'alta piovosità annua dei Nebrodi che sono la zona della Sicilia con la più alta concentrazione di precipitazioni annue. Di conseguenza la portata media annua del fiume, seppur estremamente irregolare, è la più elevata tra i fiumi dell'isola con 25 mc/sec. mentre in estate, pur riducendosi pesantemente (1 mc/sec.) rimane perenne. Non mancano piene eccezionali dovute a precipitazioni straordinarie: nel 1951 il fiume tocco durante una memorabile piena il valore di 5.000 mc/sec presso la foce.
[modifica] Ponti antichi sul Simeto
- Ponte dei Saraceni
Partendo da Paternò e percorrendo la statale 121 per Regalbuto, nei pressi di Adrano, si prende la provinciale per Bronte, nei pressi del Mendolito si devia per una strada di campagna che porta, dopo qualche chilometro di sterrato, al fiume e quindi al Ponte dei Saraceni. La parte bassa del ponte testimonia l’architettura romana mentre il resto è di matrice saracena. La lava dell’Etna incisa dalle acque del fiume ha dato vita all’ingrottato lavico sottostante. Risalendo per qualche centinaio di metri il fiume camminando sul basalto lavico, si raggiunge la zona del "Salto del pecoraio" dove le acque si incuneano e attraversano la roccia.
Lasciato il Ponte dei saraceni si segue la provinciale fino al Ponte Maccarrone, dove si prosegue in direzione Troina. Il ponte, sul Simeto, venne costruito nel XVIII secolo dal principe Ignazio Paternò di Castello per irrigare, con le acque del Salso, i suoi possedimenti. L’acquedotto corre su arcate per cinquecento metri; solo gli archi laterali sono originali: la parte centrale è stata rifatta.
- Ponte romano di Pietra-lunga
Per la statale 121, direzione Paternò, dopo la stazione ferroviaria di Schettino si svolta a destra; dopo due chilometri, ancora a destra sino alle pendici di Monte Castellaccio: quivi si incontra il fiume e percorrendo l’argine destro, si nota il Ponte romano di Pietralunga, di cui si ammira un pilone ribaltato dalla furia delle acque e parte delle arcate che sostenevano la carreggiata.
[modifica] La foce del Simeto
La foce del Simeto è compresa nella riserva naturale Oasi del Simeto, un'importante zona umida con uccelli caratteristici, tra cui il tuffetto (Tachybaptus ruficollis), il tarabusino (Ixobrynchus minutus), la sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides), l'airone cenerino (Ardea cinerea), il germano reale (Anas platyrhynchos), il porciglione (Rallus aquaticus), la gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), la folaga (Fulica atra), il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), il corriere piccolo (Charadrius dubius), il fratino (Charadrius alexandrinus), il martin pescatore (Alcedo atthis), l'usignolo di fiume (Cettia cetti), la cannaiola (Acrocephalus scirpaceus), il beccamoschino (Cisticola juncidis), il pendolino (Remiz pendulinus) e la moretta tabaccata (Aythya nyroca).

