Centuripe

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Centuripe
comune
Centuripe – Stemma
Centuripe – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Enna-Stemma.png Enna
Amministrazione
Sindaco Antonino Biondi (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 37°37′00″N 14°44′00″E / 37.616667°N 14.733333°E37.616667; 14.733333 (Centuripe)Coordinate: 37°37′00″N 14°44′00″E / 37.616667°N 14.733333°E37.616667; 14.733333 (Centuripe)
Altitudine 730 m s.l.m.
Superficie 173,18 km²
Abitanti 5 540[1] (31-08-2013)
Densità 31,99 ab./km²
Frazioni Carcaci
Comuni confinanti Adrano (CT), Biancavilla (CT), Bronte (CT), Castel di Iudica (CT), Catenanuova, Paternò (CT), Randazzo (CT), Regalbuto
Altre informazioni
Cod. postale 94010
Prefisso 0935
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 086007
Cod. catastale C471
Targa EN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 769 GG[2]
Nome abitanti centuripini
Patrono santa Rosalia e san Prospero da Centuripe
Giorno festivo 18 - 19 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Centuripe
Posizione del comune di Centuripe nella provincia di Enna
Posizione del comune di Centuripe nella provincia di Enna
Sito istituzionale

Centuripe (Centuorbi in siciliano) è un comune italiano di 5 540 abitanti della provincia di Enna in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Centuripe dista 69 chilometri da Enna ed è il comune più ad est della provincia. Dista invece 46 chilometri da Catania (via S.S.121, ma solo 30 in linea d'aria) ed è situato a cavallo di una formazione montuosa disposta a stella ad un'altitudine di 733 m s.l.m. da cui si scorge il versante occidentale dell'Etna.

Panorama nord di Centuripe

Centuripe confina con i comuni di Adrano, Biancavilla, Paternò, Bronte, Randazzo, Castel di Iudica, tutti appartenenti alla Provincia di Catania, e con Catenanuova e Regalbuto che fanno parte della Provincia di Enna. Il suo vasto territorio, quasi del tutto montagnoso, si estende per 17.295 ettari tra le vallate dei fiumi Dittaino e Salso. Il suo fondovalle è sulla direttrice autostradale Palermo-Catania. Il territorio è costituito di arenarie e di rocce argillose e conglomeratiche.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Centuripe.
CENTURIPE Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 10,1 11,3 13,6 12,4 22,4 24,8 26,4 27,8 26,9 20,9 15,7 11,4 10,9 16,1 26,3 21,2 18,6
T. min. mediaC) 3,5 3,6 5,2 14,8 14,8 15,7 18,3 20,6 12,0 11,5 8,2 5,3 4,1 11,6 18,2 10,6 11,1

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Centuripe sono remotissime e affondano le loro radici ad oltre 4000 anni fa, quando l'isola era abitata dai Sicani; ne sono testimonianza i resti di tombe dell'età del bronzo. Sia Tucidide che Polibio ricordano la presenza nella penisola italiana di popoli, chiamati col nome di Ausoni, Enotri o Morgeti che risultano presenti anche in Sicilia. Si ritiene che un secolo prima della fondazione di Roma i Siculi, popolazione d'origine Osco-Umbra che emigrò in Sicilia probabilmente in epoca anteriore al X secolo a.C. scelsero il luogo, in posizione militarmente inespugnabile, per edificarvi la cittadina.

L'esistenza di un legame tra i popoli protolatini e i Siculi è confermata da un'iscrizione oggi ritenuta la più importante nella comprensione delle origini dei Siculi, contenuta su un famoso askos centuripino del VI secolo a.C. L'iscrizione contiene inequivocabili elementi di stretta affinità con la lingua latina.[3]

Età antica[modifica | modifica sorgente]

La città lentamente divenne ellenizzata (chiamandosi Kentoripa in greco antico) e prosperò nel periodo greco alternando periodi di tirannia a periodi di libertà.

Nella seconda metà del IV secolo a.C., si sviluppò un'importante officina di produzione ceramica artistica con un grande repertorio figurato caratterizzata da un particolare gusto per il cromatismo. Nel secolo successivo la produzione raggiunse alti livelli; si producevano vasi di grandi dimensioni policromici e con decorazioni plastiche riportate. Ma sarà il III secolo a.C. il momento della ricchissima produzione di statuette fittili in terracotta dette tanagrine, per decorazioni funerarie, la cui grazia e ricercatezza di soggetti, come eroi, dei e animali varrà a Centuripe il titolo di Tanagra della Sicilia. Due bellissimi esemplari si trovano nel Museo Pepoli di Trapani. L'importanza raggiunta dalla città è dimostrata anche dalla ricca produzione di monete del periodo.

Verso il 404 a.C. Centuripe cadde sotto la tirannia di Damone alleato di Dionisio I di Siracusa; Nel 368 prese il potere Nicodemo e governò fino al 339 a.C., anno in cui il siracusano Timoleone lo costrinse a fuggire. Ventisette anni dopo la città cadde sotto il brutale controllo del tiranno siracusano Agatocle.

Vaso centuripino (280-220 a.C.)
Lekanis centuripino al museo di Düsseldorf

Nel 263 a.C. i consoli romani Manio Valerio Massimo Messalla e Manio Otacilio Crasso iniziarono la campagna contro i Cartaginesi; Centuripae si sottomise spontaneamente e venne dichiarata città libera ed esentata da qualunque tassa, come dichiara Cicerone nelle sue Verrine. Da questo momento conobbe un grandissimo sviluppo e divenne una delle più importanti città romane della Sicilia. Lo attestano sia le dichiarazioni di Cicerone, forse un po' troppo enfatiche, che la grande quantità di vasellame e gli imponenti resti monumentali. Interessante una iscrizione in greco del II secolo a.C. con il racconto di una missione diplomatica centuripina a Roma e a Lanuvio e una parte del trattato con Lanuvio con cui risulta gemellata per le comuni origini.

Nel 30 a.C. Sesto Pompeo la prese d'assedio e la distrusse per la sua fedeltà ad Ottaviano, ma questi la fece ricostruire e diede ai suoi abitanti la cittadinanza romana. La Centuripe di età romana imperiale è quella che ha lasciato i resti monumentali più imponenti. Grandiosi resti monumentali, un ricco complesso di sculture, numerose iscrizioni: tutta una serie di elementi sembrano segnare i successi di una famiglia locale che nel II secolo è arrivata ad esprimere un console, a sua volta figlio di uno dei componenti dell'entourage dell'imperatore Adriano. Una grande quantità di resti monumentali sono andati perduti per sempre a causa dell'incuria del passato e del sistematico depredamento che ha rifornito collezionisti e raccolte di ogni dove. Oggi rimangono, il Tempio degli Augustali del I-II secolo che si affacciava, sopraelevato, su una via colonnata e due tombe monumentali a torre, la Dogana, di cui è visibile solo il piano elevato e il castello di Corradino. A nord-ovest del paese, in contrada Bagni, una strada lastricata conduce ai resti di un Ninfeo, sospeso sul vallone del torrente sottostante, di cui rimane una parete in mattoni con cinque nicchie, resti di una vasca di raccolta delle acque e parti dell'acquedotto. Inoltre reperti dall'VIII secolo a.C. al Medioevo come le statue provenienti dal tempio degli Augustali, riferibili a imperatori e familiari, una testa dell'imperatore Adriano appartenuta a una enorme statua di almeno 4 metri, due urne funerarie della famiglia degli Scribonii, terrecotte di produzione locale dal III al I secolo a.C. oltre a tante maschere teatrali.

Notevoli sono le emissioni monetali di età romana repubblicana.

Vaso centuripino al museo archeologico di Palermo (280-220 a.C.)

Età medievale[modifica | modifica sorgente]

Le sorti della città seguirono quelle dell'impero romano. Verso il Mille venne assediata dai Saraceni che uccisero 40 monaci basiliani dell'omonimo convento; la conquista normanna portò solo un breve periodo di pace nel quale la città rifiorì. Venne distrutta, in periodo svevo nel 1232, da Federico II che ne deportò gli abitanti ad Augusta e poi ancora, tra il 1267 e il 1270, nuovamente assediata ai tempi di Corradino di Svevia dagli Angioini che espugnatala ne trucidarono gli abitanti. Centuripe fu poi distrutta, il sito venne dimenticato e rimase disabitato fino alla metà del XVI secolo. Nel 1408 un forte terremoto e una grande eruzione dell'Etna devastarono molte zone attorno a Catania per cui alcune famiglie si rifugiarono a Centuripe tra i resti della città distrutta e vi fissarono la propria dimora.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Madre Immacolata Concezione (sec. XVII)

Fu rifondata però solo nel 1548, e prese il nome di Centorbi, dai Moncada di Adernò, dei quali rimase feudo. Venne eretta la Chiesa Madre, completata però solo agli inizi dell'Ottocento. Nel 1628 Centorbi contava circa 800 abitanti.

Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Nel XVII secolo la Sicilia passò sotto il dominio dei Borbone che, a partire dal 19 aprile 1819, adottarono un nuovo sistema amministrativo dividendo la Sicilia in sette province: Palermo, Messina, Catania, Girgenti, Noto, Trapani e Caltanissetta. Centorbi fu innalzato a capoluogo di circondario e furono posti sotto la sua giurisdizione Regalbuto, Catenanuova e Carcaci. Con l'arrivo di Garibaldi in Sicilia, nel 1860, anche i Centuripini accorsero volontari; una lapide ricorda che egli ebbe a definire Centuripe "balcone della Sicilia".

La cittadina vide un periodo di relativa prosperità in concomitanza con lo sfruttamento delle miniere di zolfo presenti nel territorio ed oggi abbandonate. La popolazione raggiunse i 15.000 abitanti intorno agli anni venti ma con l'entrata in crisi dell'esportazione zolfifera siciliana, allora leader mondiale, iniziò la regressione demografica fino ai poco più di cinquemila abitanti odierni. Nel 1926 con provvedimento regio venne istituita la provincia di Enna e Centuripe venne aggregato ad essa con tutto il suo circondario.

Nell'agosto del 1943 in seguito allo sbarco degli alleati nell'Isola Centuripe si trovò ad essere un caposaldo della resistenza tedesca e subì duri bombardamenti. Tra il 2 e il 3 agosto, la sua conquista da parte delle truppe britanniche, obbligò la Wehrmacht ad abbandonare tutta la parte occidentale della Piana di Catania e della valle del Simeto[4].

Il museo archeologico

L'immenso patrimonio di reperti archeologici che testimonia dello splendore passato oggi è tuttavia nella maggior parte fuori dalla propria sede disseminato com'è nei musei di Parigi, Berlino, Londra, New York, all'estero, e a Catania, Siracusa, Palermo, Trapani, Napoli, Roma e Milano.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Altare Privilegiato di Maria SS. Immacolata (1880)

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Museo Civico di Centuripe, esistente sin dagli anni venti, ricollocato in una nuova e moderna sede nel 2000. Il Museo rappresenta una delle più importanti esposizioni di reperti romani della Sicilia, e conserva numerosi esempi di vasellameria e soprattutto pregiate opere scultoree d'età imperiale, con statue ben conservate e altri interessanti reperti del vicino bacino archeologico, con le Terme Romane.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Il passato importante di Centuripe è testimoniato dai numerosi siti di interesse archeologico un po' dappertutto sia nel centro urbano che nelle aree circostanti:

Mausoleo Romano, detto Castello di Corradino
Terme romane di epoca imperiale in contrada Bagni
  • Zona Acqua Amara: Resti termali di età ellenistico-romana
  • Sorgiva Bagni: Resti termali di età romana
  • Contrada Agliastrello: resti di abitato
  • Contrada Bagni: Necropoli
  • Contrada Casino: Necropoli
  • Contrada Cuba a Muglia: Insediamento e necropoli di età preistorica dall'età neolitica al Bronzo antico
  • Contrada Difesa: antiche fornaci per ceramica
  • Contrada Piano Pozzi: Resti di abitato
  • Frazione Carcaci : Necropoli rupestre; resti dell'età del bronzo; strutture di età romana
  • Castellaccio: fornace ellenistica; resti di castello medioevale
  • Castello di Corradino: Mausoleo romano
  • Monte Calvario - Resti di abitato
  • Fondo Castiglione Muro d'argine
  • Fondo Testai: cisterna antica
  • Gelso: resti di abitato
  • Monte Porcello: Resti di abitato greco-ellenistico
  • Mulino Barbagallo: Complesso monumentale (antica sede degli "Augustali") con statue marmoree di Augusto, Druso, ecc.
  • Panneria: casa ellenistica
  • Piano Capitano: Necropoli
  • Strada Provinciale Catenanuova - Centuripe: antica fornace
  • Strada Comunale Panaria - Casa delle maschere e resti di abitato
  • Vallone Difesa: localizzazione dell'antico ginnasio

Nel centro urbano:

  • Centro ellenistico-romano con mura, abitato e fornaci.
  • Chiesa del Crocifisso: strutture ellenistico-romane con mosaico "stanze antiche"
  • La Dogana:Fontana-cisterna di età romano-imperiale

Ruderi, muri e resti di costruzioni nei pressi delle chiese:

  • Chiesa del Crocifisso: muro d'argine nei pressi della chiesa
  • Chiesa della Maddalena: muro antico
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie: muro antico
  • Chiesa Madre: ruderi
  • Chiesa Addolorata: resti antichi
  • Colle dell'Annunziata
  • Convento di Sant'Agostino: Ruderi
  • Fondo Calcerano: Antica costruzione
  • Le Stalle Antiche
  • Via Fragalà: stanze antiche
  • Via Scipione: resti di abitato
L'askos di Centuripe

Nei primi anni sessanta, a Centuripe, è stato ritrovato un askos (vaso schiacciato) risalente al V secolo a.C., oggi conservato al museo archeologico di Karlsruhe, in (Germania), che riporta la più lunga iscrizione esistente in Siculo che risulta essere una lingua di origine indo-europea, molto imparentata con il latino.

L'epigrafe dell'antico gemellaggio con Lanuvio

Nel 1962 il ritrovamento casuale di una lastra di pietra calcarea tra i ruderi della contrada Crocefisso su cui era incisa un'iscrizione greca in dialetto dorico ha permessa la conoscenza del più antico gemellaggio finora conosciuto tra la città ellenizzata di Centuripe e la città latina di Lanuvio

La lastra, frammentata, della misura di 41 cm di larghezza e 30 di altezza e dello spessore di 10 cm, faceva parte di una stele di almeno un metro di altezza.[5]

L'antica iscrizione riporta un trattato di pace tra Centuripe e Lanuvio nel Lazio, che mette in risalto l'origine comune delle due città raccontando di una missione diplomatica che gli ambasciatori centuripini Filarkos, Lampon e Zoarkos, intorno al II secolo a.C., avrebbero svolto recandosi a Lanuvio e a Roma per rinnovare la loro parentela.

La zecca di Centuripe
Moneta di bronzo del 240 a.C. con testa di Giove protettore della città
Moneta di bronzo del 240 a.C. con i fulmini di Giove e la scritta

La città si è presto dotata di una propria moneta, segno di prosperità economica e di prestigio. La zecca centuripina ha iniziato a coniare moneta nel 346 a.C.

Un bell'esempio di coniazione centuripina: la moneta, in bronzo, è del 240 a.C., e raffigura la testa di Giove (patrono della città siculo-ellenistica) coronata di lauro e sull'altra faccia un fulmine, al centro, con la scritta Kento-Ripinon (centuripino).

Il ponte romano

Una strada lastricata lungo il fiume Simeto e il ritrovamento del ponte per secoli dimenticato, distrutto, forse in epoca medioevale, durante una delle tante invasioni, fanno avanzare ad alcuni studiosi l'ipotesi del ritrovamento della via frumentaria, l'importante strada romana che collegava Catania con Centuripe ed Enna. Il ponte, genericamente indicato come Ponte romano di Centuripe è situato nei pressi del Ponte Barca di Biancavilla ed è costituito da quattro grossi segmenti allineati in senso ONO/ESE, della larghezza di circa 3 metri e della lunghezza di 6-8 metri ciascuno, non più perfettamente in asse[6].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Uscita di San Prospero martire - Patrono di Centuripe
  • Settimana Santa: la domenica delle Palme inizia con la solenne processione delle palme che, partita dalla Chiesa del Collegio, giunge in Chiesa Madre. La sera stessa i confratelli dell'arciconfraternita del Santissimo Sacramento iniziano l'adorazione delle quarantore e il giovedì Santo saranno in processione con la statua lignea del Cristo alla colonna e l'Addolorata. Il venerdì Santo nella chiesa Madre: al mattino viene rappresentata la crocefissione di Gesù, sulla croce dell'altare, e al tramonto i presenti assistono alla ascisa a cruci (discesa dalla croce). La resurrezione, il giorno di Pasqua, sempre nella chiesa Madre è celebrata con la caduta della tela, un drappo enorme che ricopre tutta l'abside con dipinta la scena della Deposizione.
  • Festa dei patroni Santa Rosalia e San Prospero da Centuripe: dal 15 al 19 settembre. Funzioni religiose, manifestazioni ricreative e culturali, concerti di musica classica, moderna e rock. Il 20 il mercato con bancarelle.
  • Rappresentazione della Pasqua di Gesù: il sabato precedente la domenica delle palme una suggestiva rappresentazione della passione, morte e risurrezione di Gesù.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

A Centuripe erano presenti: l'istituto comprensivo Filippo Ansaldi (scuola elementare, scuola materna) e le scuole medie di Carcaci (chiuse a fine anno scolastico 2011/2012). Le scuole medie in sede (che comprendono anche la scuola materna) e le scuole elementari a Carcaci. Esisteva anche un istituto classico e professionale riconvertito in istituto alberghiero (che ha sede in via Dante Alighieri). All'inizio dell'anno scolastico 2012/2013 è avvenuto l'accorpamento delle scuole elementari con la scuola media Giovanni Verga; l'istituto comprensivo è stato ribattezzato con il nome della scuola elementare, Filippo Ansaldi, con sede in via Giacomo Leopardi.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Inaugurato nel dicembre del 2000, il museo archeologico di Centuripe è ospitato in un edificio la cui costruzione è iniziata negli anni cinquanta; si trova in posizione panoramica verso l'Etna e la valle del Simeto. Le collezioni, che fin dagli anni venti erano custodite nella vecchia sede del palazzo comunale, sono integrate dai reperti forniti dagli scavi condotti sin dal 1968 dalla Sovrintendenza per i Beni Culturali.

British Museum: statuetta centuripina di Afrodite (forse)

Gli spazi utilizzati sono su due livelli: la saletta d'ingresso del museo presenta la storia e la topografia della città. Il piano terra documenta i siti abitativi, le attività economiche, i ritrovamenti con significative sculture di età romana. Inoltre le terrecotte locali del periodo ellenistico con maschere e statue che esprimono l'alto livello tecnico raggiunto e l'originale tipologia di forme e soggetti che sono alla base della diffusione dei manufatti nei mercati più esigenti. Alcuni reperti del primo livello:

  • Una raffinata statua ellenistica di Musa
  • Una colossale testa dell'imperatore Adriano (II secolo)
  • Sculture provenienti dall'edificio degli Augustali, che ritraggono membri della famiglia imperiale e imperatori.
  • Un eccezionale torso marmoreo loricato, probabilmente di Augusto
  • Statua femminile acefala con abbigliamento che avviluppa il corpo con artificiosi panneggi.

Al secondo piano:

  • Preziosa collezione di ceramica preistorica, materiali da necropoli greche e iscrizioni funerarie latine.
  • Vasi di tipo centuripino pregevoli prodotti di fabbriche locali fra III e II secolo a.C. decorati con motivi a rilievo e scene dipinte con tempere policrome; soggetti del culto dionisiaco.
  • Lastra fittile di un monumento funerario, con scena a rilievo.

Arte[modifica | modifica sorgente]

La produzione ceramica di Centuripe affonda le sue radici nella Preistoria della Sicilia come dimostrano alcuni dei reperti del museo; molto rimane, tuttavia, ancora da studiare e catalogare dato che i reperti del territorio sono disseminati un po' dappertutto a causa del saccheggio, protratto nel tempo, a cui è andato incontro il territorio circostante. Il territorio circostante risulta essere stato intensamente abitato anche prima degli insediamenti greci; insistono infatti nell'area anche varie altre città, delle quasi si sono trovate le tracce come Mendolito ove sorgeva il famoso santuario del dio siculo Adranos e Inessa, con le quali si svilupparono certamente i commerci e gli scambi ma la mancanza di progetti finanziati di ricerca archeologica a vasto raggio non ne ha ancora evidenziato la reale portata.

È comunque in coincidenza con l'ellenizzazione di Centuripe che si evidenzia ancor più l'arte ceramica locale e se ne sviluppa il commercio per tutto il bacino del Mediterraneo centro orientale. A partire dal III secolo a.C. la coroplastica esprime una ricchissima produzione di statuette fittili in terracotta che prendono il nome tipico di tanagrine perché simili a quelle già conosciute trovate nella necropoli di Tanagra in Beozia. Si tratta di arte a chiara destinazione funeraria che raggiunge elevati livelli di esecuzione con leggiadre figurine femminili danzanti, divinità di età ellenistica e figure di amorini e satiri. La produzione ceramica di Centuripe risalta e si esprime in tutte le forme di anfore producendone di proprie che vengono dette appunto vasi centuripini per la loro caratteristiche forme e decorazioni a rilievo. Vengono dipinte spesso a freddo con delicati colori a tempera. Uno studioso, il Libertini, ne cataloga ben 39 modelli differenti.[8] Quattro pregevoli esemplari sono esposti dal 1929 al Metropolitan Museum di New York. Anche la decorazione parietale era molto praticata; nonostante le distruzioni della città nel periodo medioevale ne abbiano quasi disperso le tracce, ne è sopravvissuta una, probabilmente del III secolo a.C., trovata in una casa privata.

Persone legate a Centuripe[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

La planimetria dell'abitato risulta impostata secondo uno schema planimetrico polilobato a forma di stella a cinque lobi o di rondine ad ali spiegate seguendo pedissequamente l'andamento orografico del sito. L'impianto urbanistico ha continuato ad espandersi secondo le direttrici primitive. Il tessuto urbano è suddiviso in comparti trasversali a stecca costituiti prevalentemente da case a schiera spesso a più piani, intersecati da stradine, spesso a gradoni, che si affacciano e scendono verso valle a causa dell'accentuata pendenza delle aree rocciose su cui insistono. L'aspetto architettonico delle strutture abitative non risulta eccessivamente alterato dalle ristrutturazioni eseguite nel tempo più recente e mantiene, di massima, l'immagine medioevaleggiante della città.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carcaci.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia è prevalentemente agricola e zootecnica con predominanza di agrumi dal fondovalle tutt'intorno fino alla quota di circa 400 metri s.l.m.; dopo tale quota predominano alberi di olivo e di mandorlo. Il rimanente territorio è a pascolo o a seminativo.

Nel territorio di Centuripe è presente anche un'area artigianale nella quale insistono piccole industrie e laboratori ceramici con notevole produzione di eccellenti copie della antica ceramica centuripina molto apprezzate dai turisti. L'area dista dal centro abitato di Centuripe circa 4 chilometri procedendo verso la stazione ferroviaria dismessa di Mandarano della linea Motta-Regalbuto chiusa all'esercizio.

Il territorio presenta ancora molte miniere di zolfo, utilizzate attivamente fino agli anni venti e pian piano abbandonate in seguito al crollo della richiesta di zolfo siciliano e cave di salgemma. Le cinque zolfare più estese del territorio di Centuripe erano quelle di: Muglia, Salina, Marmora, Chieffo e Torricchia. Sono presenti anche sorgenti di acque minerali.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Centuripe è raggiungibile da Catania e da Palermo per mezzo dell'Autostrada A19 con uscita Catenanuova e da questa località per mezzo di una strada provinciale. È possibile raggiungere Centuripe anche per mezzo della Strada statale 121 Catanese da Catania, dopo avere attraversato il ponte sul Simeto, deviando sulla strada comunale indicata e da Enna. Anche la Strada statale 192 permette di raggiungerlo dal lato sud, attraverso la Piana di Catania sia dalla località Muglia che dalla cittadina di Catenanuova.

La linea ferroviaria Catania Palermo permette di raggiungerlo per mezzo della stazione di Catenanuova-Centuripe da dove ha origine un servizio di autolinea extraurbana per Centuripe. Il territorio comunale, fino agli anni ottanta, si avvaleva anche delle stazioni ferroviarie di Mandarano, Carcaci e Leto della linea ferroviaria Motta Sant'Anastasia-Regalbuto per la spedizione degli ottimi agrumi prodotti nel proprio territorio del versante ennese del fiume Salso e del fiume Simeto. Oggi la linea è chiusa al traffico e il commercio si svolge con altri vettori.

L'Etna vista dal Castello di Carcaci

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ The inscription of Centuripe: language, meaning and historic background
  4. ^ BBC History; An MC at Centuripe by BasilsNiece
  5. ^ Il rinnovo del gemellaggio. URL consultato il 14 marzo 2011.
  6. ^ Vedi la descrizione su Siciliantica.eu
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Guido Libertini. Osservazioni e nuovi documenti sull'autenticità dei tondi centuripini. Catania, 1943

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Denis Mack Smith, Storia della Sicilia medioevale e moderna-volume I, Bari, Laterza, 1976.

Moses Finley, Storia della Sicilia Antica, Bari, Laterza, 1979.

Salvatore Spoto, Sicilia Antica, Newton Compton, 2002, ISBN 88-8289-750-8.

autori vari, Elio Manzi,Flavia Trucco,Leila Nista,Daniela Delpesco, Conoscere l'Italia-Sicilia-volume I, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1991.

Gisela M. A. Richter, Polychrome Vases from Centuripe in the Metropolitan Museum, Vol 2, New York, Metropolitan Museum Studies, 1930.

Guido Libertini, Osservazioni e nuovi documenti sull'autenticità dei tondi centuripini, Catania, Libertini, 1943.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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