Beozia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Unità periferica della Beozia
unità periferica
Περιφερειακή ενότητα Βοιωτίας
Grecia, evidenziata la regione attorno al lago Copaide in Beozia
Grecia, evidenziata la regione attorno al lago Copaide in Beozia
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Periferia Grecia Centrale
Amministrazione
Capoluogo Livadeia
Data di istituzione 1º gennaio 2011
Territorio
Coordinate
del capoluogo
38°25′N 23°50′E / 38.416667°N 23.833333°E38.416667; 23.833333 (Unità periferica della Beozia)Coordinate: 38°25′N 23°50′E / 38.416667°N 23.833333°E38.416667; 23.833333 (Unità periferica della Beozia)
Superficie 2 952 km²
Abitanti 130 768 (2001)
Densità 44,3 ab./km²
Comuni 6
Altre informazioni
Cod. postale 32x xx 190 12
Prefisso 226x0
Fuso orario UTC+2
ISO 3166-2 GR-03
Targa BI
Cartografia
Unità periferica della Beozia – Mappa
Sito istituzionale

La Beozia (in greco antico Βοιωτία, traslitterato in Boiotìa; in latino: Boeotia) è una regione storica dell'antica Grecia ed è anche una delle 5 unità periferiche (in greco Περιφερειακή ενότητα Βοιωτίας) in cui è suddivisa la periferia della Grecia Centrale. Il capoluogo è Livadeia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Beozia antica[modifica | modifica wikitesto]

La Beozia antica confinava a nord con la Locride, a nord-est col canale d'Eubea, a ovest con la Focide, a sud con il golfo di Corinto, la Megaride e l'Attica. La parte sudorientale della Beozia era montuosa, le altre zone erano invece pianeggianti. Al centro della zona pianeggiante vi era il lago Copaide, prosciugato poi ai primi del 1900, le cui inondazioni erano molto favorevoli per la produttività agricola, ma rendevano il territorio paludoso e malarico. Diversamente dalle altre regioni dell'antica Grecia, l'economia della Beozia era quasi esclusivamente agricola. Dei monti che circondavano la Beozia basterà ricordare il Parnaso, l'Elicona e il Citerone; tra i fiumi, il Cefiso, che alimentava il lago Copaide.

Le città principali erano: Tebe, Orcomeno, Aliarto, Cope, Aspledone, Coronea, Platea, Leuttra e Tanagra.

Sebbene la Beozia fosse patria di persone insigni (per es. Esiodo, Pindaro, Corinna, Epaminonda, Plutarco, ecc.) per gli ateniesi "beota" era sinonimo di persona dappoco e stupida. Il disprezzo aveva alla base la struttura economica delle due società: la Beozia era una regione agricola e gli abitanti delle aree rurali sono stati spesso oggetto di disprezzo da parte di mercanti e borghesi[1].

La lingua parlata in Beozia era un particolare dialetto eolico, e in eolico erano scritte le poesie di Corinna; Pindaro adoperò invece il dialetto dorico.

Prefettura di Beozia[modifica | modifica wikitesto]

La regione confina ad ovest con la Focide, a nord con la Ftiotide, a sud con il golfo di Corinto e ad est con il mar Egeo. Le principali risorse economiche sono legate all'agricoltura e all'allevamento. Importante anche l'estrazione di marmo.

La Beozia era una prefettura della Grecia, abolita a partire dal 1º gennaio 2011 a seguito dell'entrata in vigore della riforma amministrativa detta piano Kallikratis[2].

La riforma amministrativa ha anche modificato la struttura dei comuni che ora si presenta come nella seguente tabella:

Comuni (dal 2010): 1- Livadeia; 2- Aliartos; 3- Distomo-Arachova-Antikyra; 4- Tebe; 5- Orcomeno; 6- Tanagra.
Nuovi comune Vecchio comune Sede
Aliartos Aliartos Aliartos
Thespies
Distomo-Arachova-Antikyra Distomo Distomo
Arachova
Antikyra
Livadeia Livadeia Livadeia
Davleia
Koroneia
Kyriaki
Cheronea
Orcomeno Orcomeno Orcomeno
Akraifnia
Tanagra Tanagra Schimatari
Dervenochori
Oinofyta
Schimatari
Tebe (Thiva) Tebe Tebe
Vagia
Thisvi
Plataies

Precedente suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1997, con l'attuazione della riforma Kapodistrias[3], la prefettura della Beozia era suddivisa in 18 comuni e 2 comunità.

Comuni della Beozia (fino al 2010): 1- Livadeia; 2- Akraifnia; 3- Aliartos; 4- Arachova; 5- Vagia; 6- Davleia; 7- Dervenochori; 8- Distomo; 9- Thespies; 10- Tebe; 11- Thisvi; 12- Koroneia; 13- Oinofyta; 14- Orchomenos; 15- Plataies; 16- Schimatari; 17- Tanagra; 18- Cheronea; 19- Antikyra; 20- Kyriaki
Comune codice YPES Capoluogo (se differente) Codice postale
Akraifnia 0801 Akraifnio 322 00
Aliartos 0802 322 01
Arachova 0804 320 04
Cheronea 0820 321 00
Davleia 0806 320 08
Dervenochori 0807 Pyli 190 12
Distomo 0808 320 05
Koroneia 0812 Agios Georgios 320 07
Livadeia 0814 321 00
Oinofyta 0815 320 11
Orcomeno 0816 323 00
Plataies 0817 Kaparelli 322 00
Schimatari 0818 320 09
Tanagra 0819 Arma 322 00
Tebe 0810 322 00
Thespies 0809 320 02
Thisvi 0811 Domvraina 320 10
Vagia 0805 320 02
Comunità codice YPES Capoluogo (se differente) Codice Postale
Antikyra 0803 320 12
Kyriaki 0813 320 06

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una mappa della Beozia antica
Beozia, mura ciclopiche (età micenea)
Moneta d'argento con scudo beota (V secolo a.C.)
Tebe, resti della rocca Cadmea

La Beozia era popolata già in epoche molto antiche; ma sugli antichissimi abitanti della Beozia, a parte i rilievi archeologici, si hanno soltanto notizie leggendarie. Secondo gli antichi storici, i primi popoli della regione furono gli Ecteni, i sudditi del re Ogige, che perirono di una pestilenza. Seguirono gli Ianti e dagli Aoni. Con l'arrivo di Cadmo dalla Fenicia, gli Ianti avrebbero abbandonato la Beozia, mentre gli Aoni si sarebbero fusi con i sudditi di Cadmo[4].

I più antichi resti archeologici risalgono all'età del rame. In seguito, in età micenea, in Beozia fiorirono importanti centri, soprattutto Tebe e Orcomeno: erano città ricche ed opulente la cui economia si basava soprattutto sulla coltura del grano e sull'allevamento dei cavalli. Dapprima fu forse Orcomeno a esercitare il primato su tutta la Beozia; ma col tempo Tebe crebbe di importanza di a tal punto che la storia della Beozia si identificò con quella di quest'ultima città. È possibile che in origine, in base ai nomi di antichi re ricordati dalla tradizione, le città della Beozia avessero ordinamenti monarchici; alcuni storici sostengono invece che il paese fosse fin dall'inizio diviso in 13 o 14 repubbliche città unite in una confederazione detta "lega beotica" (o panbeotica) retta da 4 consigli presieduti da un beotarco di nomina annuale. La lega beotica era pertanto una confederazione fondata sulla sympoliteia[5], ma sotto l'egemonia (ossia, il comando in caso di guerra) di Tebe. La lega aveva per centro il tempio di Atena Itonia a Coronea, dove si celebravano le Pambeozie; altro importante centro religioso era il sacrario di Poseidone a Onchesto. Sono note monete di argento della lega beotica dalla metà del VI secolo a.C.

Nel V secolo a.C. la Beozia fu coinvolta nelle guerre persiane. Già nel 519 a.C. Platea si era staccata dalla lega beotica alleandosi con Atene e fu l'unica alleata di Atene durante la prima guerra persiana (490 a.C.). Alla ripresa della guerra (Seconda guerra persiana) anche i Beoti aderirono alla lega ellenica antipersiana; nel 480 a.C. Tebe tuttavia si arrese a Serse, dopo l'annientamento dei trecento Spartani di Leonida nella battaglia delle Termopili, mentre il resto della Beozia fu devastato dai Persiani, come l'Attica. Pertanto, dopo la battaglia di Platea (479 a.C.), Tebe fu invasa da un esercito panellenico guidato da Pausania e il governo oligarchico venne sostituito da un governo democratico. Atene costrinse tutte le città della Beozia a riconoscere la sua supremazia.

La Beozia riconquistò l'indipendenza dieci anni dopo, in seguito alla sconfitta di Atene a Coronea (447 a.C.). La successiva disfatta ateniese nella battaglia di Delio (424 a.C.) mise fine alle speranze di Atene di predominio sulla Beozia. La lega beotica ebbe una nuova costituzione oligarchica su abbiamo notizie attraverso le Elleniche di Ossirinco: la Beozia venne divisa in 11 distretti, ognuno dei quali eleggeva un membro del collegio di 11 beotarchi, e una bulè di 660 membri (60 per ogni beotarco) di cui 240 forniti da Tebe che aveva 4 polemarchi[6]. In tal modo la Beozia si organizzò come uno stato sovrano[7].

Durante la guerra del Peloponneso Tebe si barcamenò fra i due principali contendenti cambiando talora schieramento. Dapprima fu alleata di Sparta e nel 427 a.C. distrusse Platea, alleata di Atene. In seguito si alleò con Atene; anzi Trasibulo, che si era rifugiato a Tebe dopo che i trenta tiranni avevano preso il potere ad Atene (404 a.C.), proprio da Tebe si mosse per la riscossa democratica ad Atene.

Nel IV secolo a.C. si ebbe, sia pure per breve tempo, l'egemonia tebana sul resto della Grecia. Durante la guerra di Corinto (395-386 a.C.) Tebe fu alleata di Atene. Nel 373 a.C. Tebe distrusse ancora una volta Platea, e poi sconfisse gli Spartani a Leuttra (371 a.C.); in questo periodo, sotto il comando di Pelopida e di Epaminonda i Tebani arrivarono persino a Sparta, fino ad allora mai violata. Le morti di Pelopida nella battaglia di Cinocefale (364 a.C.) e di Epaminonda nella battaglia di Mantinea (362 a.C.) posero fine all'egemonia tebana.

Tebe, alleandosi con Atene, tentò di arrestare l'egemonia macedone di Filippo II in Grecia per cui, dopo la battaglia di Cheronea (338 a.C.) subì la dura vendetta di Filippo. Nel 335 a.C. si ribellò, con Atene, al dominio macedone, ingannata dalla falsa notizia della morte di Alessandro Magno; la vendetta di Alessandro fu atroce: Tebe fu tutta distrutta, eccetto la casa dove era nato Pindaro, e gli abitanti venduti come schiavi.

Nel 316 a.C. Tebe fu ricostruita da Cassandro I; e anche la lega beotica fu ricostituita. Essendosi tuttavia la lega ribellata a Demetrio Poliorcete (293 a.C.), furono sospese le garanzie costituzionali e fu nominato un armosta nella persona dello storico Ieronimo di Cardia.

Nel 146 a.C. la lega beotica fu sciolta dai Romani e la regione non ebbe più importanza militare autonoma. La decadenza della Beozia fu tale che nel II secolo d.C. era abitata solo la Cadmea, ossia la rocca di Tebe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Georg Busolt e Heinrich Swoboda, Griechische Staatskunde, vol. II, Munchen : C. H. Beck, 1926
  2. ^ piano Kallikratis. URL consultato il 1 marzo 2011.
  3. ^ riforma Kapodistrias. URL consultato il 19 aprile 2011.
  4. ^ Pausania, Descrizione della Grecia op. cit. IX, V, pp. 220-1 (on-line)
  5. ^ Cinzia Bearzot, Federalismo e autonomia nelle Elleniche di Senofonte. Milano: Vita e Pensiero, 2004, pp. 176, ISBN 978-88-343-1113-4
  6. ^ Elleniche di Ossirinco, post Victorium Bartoletti edidit Mortimer Chambers, 19, 2-4. Stutgardiae et Lipsiae : in aedibus B. G. Teubneri, 1993, pp. 32-33
  7. ^ M.A. Levi, "XIV, Le istituzioni della polis" in Peter Levi et al., La Grecia e il mondo ellenistico, op. cit., pp. 306-357

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenica Paola Orsi, Sull'ordinamento della Beozia da Coronea alla pace di Antalcida. Bari: Carlucci, 1974
  • Uberto Pedroli, La Beozia dalla restaurazione di Tebe alla riduzione a provincia romana. Pistoia: Giuseppe Fiori, 1899
  • Luigi Moretti (a cura di), Iscrizioni storiche ellenistiche, Vol. 1, Attica, Peloponneso, Beozia. Firenze: La nuova Italia, 1967
  • Peter Levi, Riccardo Giglielmino, Mario Attilio Levi, Giovanni Giorgini, La Storia: 2. La Grecia e il mondo ellenistico. Milano: Mondadori, 2004
  • Pausania il Periegeta, Descrizione della Grecia, Libro IX; traduzione di Antonio Nibby, Roma: Poggioli, 1817, vol. III, pp. 212–304 (on-line)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]