Nicosia (Italia)

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Nicosia
comune
Nicosia – Stemma Nicosia – Bandiera
Nicosia – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Enna-Stemma.png Enna
Sindaco Sergio Malfitano (UDC)
Territorio
Coordinate 37°45′00″N 14°24′00″E / 37.75°N 14.4°E37.75; 14.4 (Nicosia)Coordinate: 37°45′00″N 14°24′00″E / 37.75°N 14.4°E37.75; 14.4 (Nicosia)
Altitudine 724 m s.l.m.
Superficie 217 km²
Abitanti 14 340[1] (31-12-2012)
Densità 66,08 ab./km²
Frazioni Villadoro
Comuni confinanti Calascibetta, Castel di Lucio (ME), Cerami, Gagliano Castelferrato, Gangi (PA), Geraci Siculo (PA), Leonforte, Mistretta (ME), Nissoria, Sperlinga, Agira
Altre informazioni
Cod. postale 94014
Prefisso 0935
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 086012
Cod. catastale F892
Targa EN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 760 GG[2]
Nome abitanti Nicosiani
Patrono San Nicola da Bari / san Felice da Nicosia
Giorno festivo 6 dicembre / 21, 22 e 23 ottobre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Nicosia
Posizione del comune di Nicosia nella provincia di Enna
Posizione del comune di Nicosia nella provincia di Enna
Sito istituzionale

Nicosia (Nẹcọscia in gallo-italico locale[3], Nicusìa in siciliano[4]) è un comune italiano di 14.340 abitanti della provincia di Enna in Sicilia ed è sede di diocesi.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Nicosia, di tipo collinare-montuoso, fa parte della Riserva Naturale Orientata Sambuchetti - Campanito.

Nicosia dista 38 km dalla A19 Palermo-Catania (Mulinello) e 49 km dalla A20 Palermo-Messina (Santo Stefano di Camastra).

In epoca fascista erano stati avviati i lavori per il collegamento ferroviario di Nicosia con Leonforte (avrebbe dovuto essere un'importante linea per il trasporto minerario nel circondario). I lavori non furono mai terminati.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Nicosia.

Il clima è mite, classico delle regioni mediterranee. Essendo situata a 724 metri sul livello del mare, presenta inverni freddi ed umidi con temperature che scendono fin sotto lo zero durante i picchi minimi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto gallo-italico di Sicilia e Lombardi di Sicilia.
« Sotto questo Principe (Guglielmo II o il Buono) avvenne un notevole cambiamento nella nostra città (Nicosia). Era essa abitata promiscuamente da Greci, antichi suoi fondatori, e da Lombardi e Normanni, nuovi coloni. Or fosse che troppo venissero moltiplicandosi, o che nascessero tra loro discordie, qual che la cagione si fosse, fatto sta che i Greci, abbandonate le alture, si consigliarono di segregarsi dagli altri e discendere al piano che sta alle radici del monte. Quivi un nuovo quartiere si vennero fabbricando, diviso dall'antico per una porta, che dall'un canto serbasse la comunicazione tra' due popoli, ma ne mantenesse dall'altro la distinzione. Ciascuno di essi ebbe una chiesa madre: quei di sopra ritennero l'antica di Santa Maria, quei di sotto ne dirizzarono una ad onore di San Nicolò. Indi ne venne pei tempi appresso quel perpetuo rivaleggiare dei due quartieri, quel continuo contendere sul primato, quel vantare ciascuno la maggioranza della sua chiesa, onde non una, ma due rimasero le matrici per fino al secol nostro. »
(Giuseppe Beritelli e La Via barone di Spataro, Notizie Storiche di Nicosia, Palermo, 1852 [5])

L'origine antica di Nicosia è incerta; Engio, Erbita e Imachara sono le tre città dell'antichità con cui gli storici hanno cercato di identificare Nicosia, ma non esistono prove certe.

Il nome attuale della cittadina suggerisce origini greche: secondo alcuni significa "città di San Nicola" (Νίκου Οικος, Níkou Oikos), secondo altri sta a significare "città della Vittoria" (Νικες Οικος, Níkes Oikos), e secondo una terza ipotesi il toponimo Nicosia deriva da un'alterazione del greco Λευκωσία (traslitterato Leukosia), a sua volta generato da Λευκός (leukos), con il significato di "bianco" o "luminoso". Si puo' ipotizzare che i Bizantini attorno al VII secolo innalzassero una fortezza tra i Nebrodi e le Madonie per difendersi dai Musulmani.

Sotto la dominazione degli Arabi, Nicosia venne chiamata Niqusìn e fece parte di un sistema di città fortificate. Dopo la conquista da parte dei Normanni, durante il processo di latinizzazione della Sicilia, Nicosia venne ripopolata da una colonia di lombardi (in realtà nella maggioranza piemontesi provenienti dai territori Aleramici). Con l'arrivo dei lombardi, i quali si stanziarono nella parte alta del borgo nel quartiere di Santa Maria perché aveva come chiesa di riferimento Santa Maria Maggiore di rito latino, la popolazione greco-bizantina si spostò nella parte più bassa fondando un nuovo quartiere che gravitava intorno alla chiesa di rito greco di San Nicolò (o San Nicola), detta San Nicolò del Piano. La difficile convivenza tra i lombardi, detti anche Mariani, e i greco-bizantini, detti anche Nicoleti, degenerò, sin dall'inizio, in una vera e propria lotta etnica. Ma dal Quattrocento, questa rivalità tra Mariani e Nicoleti, da contrasto etnico si trasformò più in un antagonismo religioso, per imporre l’una o l’altra chiesa come chiesa matrice.[6] Tracce dell'immigrazione lombarda rimangono ancora oggi nel dialetto parlato a Nicosia e che viene detto gallo-italico.

Nel Medioevo Nicosia divenne la quarta città demaniale della Sicilia, preceduta solo da Palermo, Messina, e Catania; sotto gli Svevi ebbe una grande ascesa e nel 1209 venne nominata Civitas Costantissima da Federico II.

Il municipio

Durante la dominazione degli Spagnoli, ricevette nel 1535 la visita dell'imperatore Carlo V. Gli artigiani del luogo, in tale occasione, realizzarono un apposito piccolo trono, che viene tuttora conservato nella Basilica di S. Maria Maggiore e che è appunto ricordato come sedia di Carlo V. Nel 1700 a Nicosia si contavano 24 Baroni, due Marchesi, un Conte e più di 260 famiglie nobili. Essendo città demaniale c'era un gran numero di chiese ed istituti religiosi: agli inizi del '700 si contavano 84 chiese, sei conventi e quattro monasteri.
Sotto i Borboni nel 1817 Nicosia divenne sede vescovile (prima dipendeva dall' arcidiocesi di Messina), con l'erezione a cattedrale della Chiesa di San Nicolò. Sotto Vittorio Emanuele II di Savoia, Nicosia divenne capoluogo di circondario e tale rimase fino al 1927, quando passò dalla provincia di Catania alla nuova provincia di Enna.

La città vanta un considerevole patrimonio artistico e naturalistico ereditato dal suo passato di città demaniale, tra cui il soffitto ligneo dipinto (sito nella Cattedrale di San Nicolò e attualmente non accessibile); due Chiese, Santa Maria Maggiore (nel 1825) e San Nicolò (nel 1967), sono state erette a Basilica Minore. Oggi tra le viuzze della città si possono scorgere bellissimi palazzi nobiliari e molte chiese con opere di interesse storico - artistico tra cui la Chiesa di San Vincenzo Ferreri con dipinti di Guglielmo Borremans (anno 1717), la Chiesa di San Calogero con dipinti di Filippo Randazzo e la Chiesa di San Biagio con meravigliosi stucchi rococò. Nel territorio si contano due Riserve Naturali, Monte Campanito-Sambughetti e Monte Altesina .

Fa parte della città di Nicosia la frazione di Villadoro. Dagli ultimi anni Nicosia è sede di numerose manifestazioni estive.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Nicolò Petit, detta anche San Nicolò il Piccolo, la più antica del paese, nei pressi del castello, secondo un'iscrizione fondata nel 820 d. C.
  • Santa Maria della Scala, chiesa normanna fondata intorno al 1000, inglobata nella Basilica di Santa Maria Maggiore.
  • Basilica di Santa Maria Maggiore, risalente all'alto medioevo, ricostruita nel 1767, storicamente è la chiesa della comunità di rito latino (Mariani), elevata a basilica minore nel 1825.
  • Cattedrale di San Nicolò, dedicata a San Nicola di Bari, detta anche San Nicolò del Piano, per distinguerla dalla più antica San Nicolò Petit. Ampliata nel XIV secolo, in seguito alla scissione fra Mariani e Nicoleti, avvenuta dopo la conquista normanna della Sicilia, è stata elevata a basilica minore il 19 giugno 1967 da papa Paolo VI. Storicamente chiesa della comunità di rito greco (Nicoleti), è oggi di rito latino.
  • Chiesa di San Vincenzo Ferreri, con affreschi del pittore fiammingo Giglielmo Borremans.
  • Chiesa di San Michele Arcangelo, chiesa di epoca normanna, la cui facciata è stata rifatta nel 1700.

Altri monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Castello normanno, ormai in rovina.
  • Palazzo Falco
  • Palazzo Marrocco
  • Palazzo Nicosia
  • Palazzo La Via)
  • Palazzo La Motta di S. Silvestro
  • Palazzo Vescovile del XVIII sec.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Persone legate a Nicosia[modifica | modifica sorgente]

  • San Luca Casale da Nicosia (IX secolo), monaco e santo
  • San Felice da Nicosia (Nicosia 1715 - 1787), religioso e santo
  • Francesco Testa (Nicosia 1704 - Monreale 1773), arcivescovo e giurista
  • Filippo Planzone (Nicosia 1610 - Genova 1636), scultore
  • Pietro Vinci (Nicosia 1535 - 1584), musicista e madrigalista
  • Gabriele Bonomo (Nicosia 1694 - Palermo 1760), filosofo, matematico e teologo
  • Marcello Capra (XVI secolo), filosofo e medico
  • Filippo Randazzo (Nicosia 1695 - 1744), pittore
  • Nicola Mirabella (Nicosia sec. XVII), pittore
  • Pietro Martorana (Nicosia 1700 - Palermo 1759), pittore
  • Gioacchino Martorana (Palermo 1735 -1779), pittore (era figlio di Pietro Martorana)
  • Giuseppe Li Volsi (sec. XVII), scultore
  • Gian Battista Li Volsi (Nicosia sec. XVII), scultore
  • Stefano Li Volsi (Nicosia sec. XVII), scultore
  • Padre Antonio Cottone (Nicosia 1613 - Roma 1682), filosofo e teologo
  • Giuseppe Villardita, maestro di scherma (nacque nel XVII sec. a Nicosia e morì il 10 febbraio 1675 a Palermo)
  • Niccolò Speciale (XV secolo), viceré di Sicilia
  • Mariano Pantaleo (Nicosia 1811 - Palermo 1896), ostetrico
  • Carmelo La Giglia (Nicosia 1862-1922), farmacista e poeta
  • Nicola Cirino (Nicosia 1802 - Palermo 1851), magistrato e poeta
  • Giuseppe Beritelli - La Via (XIX secolo), storico
  • Michele Foresta, in arte Mago Forest, comico, showman e conduttore televisivo
  • Fabio Bartolo Rizzo, in arte Marracash (Nicosia 22-05-1979),autore, rapper e conduttore televisivo.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Aa.Vv., Studi glottologici italiani, Volume 5 Editore E. Loescher, 1910, p. 108.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 441.
  5. ^ Giuseppe Beritelli e La Via barone di Spataro, Notizie Storiche di Nicosia, riordinate e continuate per Alessio Narbone, Stamperia di Giovanni Pedone, Palermo, 1852, pp. 34-35.
  6. ^ Salvatore Trovato, Virescit vulnere virtus, in “Saggi di toponomastica nicosiana", Edizioni Valdemone, Nicosia 1997, pagg. 83-86.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gaetano Amalfi, Nicosia e il suo dialetto, Priore, Napoli 1907.
  • Giuseppe Beritelli e La Via barone di Spataro, Notizie Storiche di Nicosia, Palermo, 1852.
  • Mariano La Via, Rivalità e lotte tra Mariani e Nicoleti in Nicosia di Sicilia, in Archivio Storico della Sicilia, XXIII, 1898, p. 478 e seguenti.
  • Aa.V.v, Le novelle popolari nicosiane di Mariano La Via Bonelli, Volume 5 di Progetto Galloitalici, a cura di Salvatore Trovato, Il Lunario, Catania 2005

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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