Biancavilla

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Biancavilla
comune
Biancavilla – Stemma Biancavilla – Bandiera
La Basilica di Maria Santissima dell'Elemosina
La Basilica di Maria Santissima dell'Elemosina
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Glorioso (centrosinistra) dal 24/06/2013
Territorio
Coordinate 37°38′43″N 14°51′49″E / 37.645278°N 14.863611°E37.645278; 14.863611 (Biancavilla)Coordinate: 37°38′43″N 14°51′49″E / 37.645278°N 14.863611°E37.645278; 14.863611 (Biancavilla)
Altitudine 555 m s.l.m.
Superficie 70 km²
Abitanti 23 982[1] (31-12-2011)
Densità 342,6 ab./km²
Frazioni Badalato, Badia, Casina, Montalto, Sajola, Sberno, San Giuseppe, Sopra l'Orto, Spartiviale, Martina, Quattro Vanedde
Comuni confinanti Adrano, Belpasso, Bronte, Castiglione di Sicilia, Centuripe (EN), Nicolosi, Paternò, Randazzo, Sant'Alfio, Santa Maria di Licodia, Zafferana Etnea
Altre informazioni
Cod. postale 95033
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087008
Cod. catastale A841
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Biancavillesi o Biancavilloti in siciliano
Patrono Maria SS. dell'Elemosina (principale), S. Zenone Martire, S. Placido Abate e Martire (Compatroni)
Giorno festivo 5 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Biancavilla
Posizione del comune di Biancavilla nella provincia di Catania
Posizione del comune di Biancavilla nella provincia di Catania
Sito istituzionale

Biancavilla è un comune italiano di 23.982 abitanti della provincia di Catania in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il comune è situato alle falde dell'Etna, a 555 metri sul livello del mare, a nord-ovest della città di Catania, su di un lastrone magmatico che strapiomba sulla valle del Simeto a meno di 4 km in linea d'aria dal fiume.

Il territorio del comune nel Parco dell'Etna

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale[2] condivide la sommità dell'Etna in un punto geometrico teorico con altri nove comuni, in direzione sud-ovest, fino al fiume Simeto, e scorre come una lunga colata lavica dalla sommità dell'Etna con un dislivello complessivo di oltre 3.000 metri. Comprende 3.830 ettari del Parco dell'Etna a cui partecipano altri 10 comuni pedemontani. Confina a nord-ovest con il comune di Adrano, a nord-est con Ragalna e Belpasso, a sud-est con quello di Santa Maria di Licodia e a sud-ovest con il comune di Centuripe.

Clima[modifica | modifica sorgente]

In base ai dati dell'INAF - Osservatorio Astrofisico di Catania, la temperatura media nel mese di gennaio è di 9 °C, nel mese di luglio è di 30 °C con una media annuale di 18 °C.[3]

Biancavilla Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,6 15,4 19,5 24,6 28,5 31,6 32,7 35,4 30,0 24,0 21,2 17,6 14,9 24,2 33,2 25,1 24,3
T. min. mediaC) 2,0 2,5 5,8 6,9 8,0 18,6 20,7 20,9 17,6 16,3 9,8 3,2 2,6 6,9 20,1 14,6 11,0
Precipitazioni (mm) 60 42 40 26 15 8 2 8 34 121 43 67 169 81 18 198 466
Giorni di pioggia 9 6 8 5 3 2 1 1 4 7 4 10 25 16 4 15 60
Eliofania assoluta (ore al giorno) 5,2 5,7 5,8 7,6 8,9 10,2 11,5 10,9 8,6 6,3 6,0 4,9 5,3 7,4 10,9 7,0 7,6
Vento (direzione-m/s) NE
4,6
SW
4,9
NE
4,9
NE
4,7
NE
4,3
NE
4,1
NE
4,1
NE
4,1
NE
4,5
NE
4,5
SW
4,3
SW
4,8
4,8 4,6 4,1 4,4 4,5

Geologia[modifica | modifica sorgente]

Ignimbrite di Biancavilla-Montalto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ignimbrite di Biancavilla-Montalto.

Nelle vicinanze dell'abitato di Biancavilla, all'interno del Vallone San Filippo, a contatto con i cumulo - duomi del Monte Calvario, è presente il deposito lavico noto come ignimbrite di Biancavilla-Montalto, formatosi nel periodo pleistocenico a seguito di numerose stratificazioni eruttive dell'Etna.

Impatto ambientale[modifica | modifica sorgente]

Per alcune sue modalità di cristallizzazione, di tipo asbestiforme, la fluoro-edenite presente nei depositi è oggetto di attenzione per la potenziale azione carcinogena, che si manifesta con lo sviluppo di mesoteliomi pleurici e peritoneali[4].

Lo sviluppo tumorale è confermato solo da alcuni "fattori ambientali vulcanici" ovvero una elevata concentrazione di alcuni elementi (HCO3- ,SO4 ,SiO4, silicato, X2-Si8O22(OH)2 ,Ca, Mg, F, Cl, B, Mn, Fe e V) nelle acque provenienti dalle falde del vulcano Etna[5], ed anche la concentrazione di altri elementi detti Inosilicati asbestiformi Anfibolici, classificati come Fluoro-edenite (NaCa2Mg5(Si7Al) O22F2 ) trovati nelle cave in aree vulcaniche di natura ignimbritica (cioè fibre nel sistema di fratture centrali con minerali ricchi di fluoro, innanzitutto presenti nei pori e cavità delle rocce ricche di fluoroapatite)[6].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Periodo paleolitico[modifica | modifica sorgente]

Grazie all'abbondante presenza di sorgenti naturali e di grotte laviche, il territorio di biancavilla fu abitato sin dal paleolitico superiore, dai Sicani prima, e dai Siculi dopo, come testimoniato dai reperti conservati presso il museo civico di Adrano[2] ritrovati in diversi siti archeologici esistenti nel comune.

Periodo della fondazione[modifica | modifica sorgente]

La fondazione dell'attuale città risale al XV secolo, quando un gruppo di profughi albanesi provenienti dai balcani, guidati da Cesare Masi, ottennero il permesso di abitare nel sito,[7], dal conte Moncada, il quale chiese ed ottenne la "licentia populandi" dai presidenti del Regno di Sicilia Santapau e Centelles. La colonia fu insediata nella zona allora chiamata Callicari o Poggio Rosso[8][9]

Per un breve periodo il comune venne chiamato "Casale dei Greci" e raramente Greci-Moncada, e per ultimo dal 1599 Biancavilla, forse in omaggio alla regina Bianca di Navarra.

Il XVII secolo[modifica | modifica sorgente]

Il salvataggio della città dalle lave dell'Etna, da epidemie, dalla siccità e da diverse vicende belliche, fu attribuita grazie all'intercessione della Madonna dell'Elemosina. Il 3 ottobre 1948 l'icona della principale patrona, venne solennemente incoronata e il consiglio comunale deliberò l'atto di consacrazione della città alla Vergine Maria[10].

Il culto di San Placido, considerato compatrono della città, si diffuse a Biancavilla nel XVII secolo, quando l'abate del vicino monastero di Santa Maria di Licodia nel 1602 alla chiesa madre cittadina le reliquie del santo, il cui culto si era diffuso in tutta la Sicilia, a seguito del rinvenimento a Messina di numerosi resti di martiri nella chiesa di San Giovanni Battista. San Placido fu dichiarato santo patrono e protettore della città il 23 settembre 1709 dal vescovo di Catania Mons. Andrea Riggio, per avere risparmiato la città dal terremoto del gennaio 1693. Al 1783, a causa di un deciso sviluppo popolare e urbanistico, risalgono provvedimenti di risistemazione dell'assetto viario del paese.

« Si sappia quanto amore è insito in me, verso la mia diletta Patria, la quale ho cercato di illustrare, colla speranza di trasmettere ai miei concittadini questo ardente amore, affinché sia loro incitamento a rendere grande e illustre la Città.(da Storia di Biancavilla, Gutenberg, 1953) »
(Placido Bucolo)

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Le onorificenze assegnate alla città di Biancavilla in vari periodi sono elencate in:

gran croce ordine delle Due Sicilie - nastrino per uniforme ordinaria gran croce ordine delle Due Sicilie
medaglia al merito del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria medaglia al merito del lavoro
«segnalandosi nell'agricoltura, nell'industria, nel commercio, nell'artigianato -Presidenza del consiglio, 12-05-2008»
medaglia al merito della Repubblica - nastrino per uniforme ordinaria medaglia al merito della Repubblica
«benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell'economia e nell'impegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari - Presidenza del Consiglio, 29 maggio 2009»
Medaglia d'oro per i benemeriti dell'Ambiente - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro per i benemeriti dell'Ambiente
«con le sfide ambientali dal Documento di sintesi sullo stato dell'ambiente in Italia, 2009 dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Presidenza del Consiglio, 28-10-2009»
Medaglia d'argento per i benemeriti della salute pubblica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento per i benemeriti della salute pubblica
«Regione Siciliana Piano di contenimento e di riqualificazione del Servizio Sanitario Regionale - Presidenza del Consiglio, 21-04-2010»
Medaglia d'argento per i benemeriti della sanità pubblica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento per i benemeriti della sanità pubblica
«Piano Nazionale Integrato - Relazione annuale 2008 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione - Presidenza del Consiglio, 30-09-2009»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Le architetture religiose di Biancavilla sono state edificate principalmente in stile barocco siciliano, ma dal Settecento si determinò lo sviluppo ancora attuale, soprattutto nelle chiese dove è conservato la maggior parte del patrimonio artistico, con edifici risalenti ai primi dell'Ottocento ed altre architetture appartenenti alla fine del Novecento:

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Ville
  • Villa delle Favare, residenza signorile settecentesca al limite del centro storico, appartenuta ai marchesi delle Favare. Dopo anni di totale abbandono, la dimora gentilizia venne acquistata dal comune e quindi restaurata e nel 2008 riaperta al pubblico. Ospita delle sale per mostre, esposizioni, saloni di rappresentanza ed è sede della biblioteca comunale.
Palazzi
  • Palazzo Bruno, elegante edificio ottocentesco di via Vittorio Emanuele, casa natale del poeta Antonio Bruno.
  • Palazzo Portale-Cantarella, fine XIX - inizi XX sec, piazza Roma.
  • Palazzo Salomone, XVII secolo, dietro la Matrice.
  • Palazzo Ciraolo, XVIII secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Portale-Levi, XVIII sec, sopra ex-Arco Portale, oggi via Preside Caruso.
  • Palazzo Spampinato, XIX secolo, via Alcide De Gasperi.
  • Palazzo Giuliano, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Milone, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Portale-Ciraulo, XVIII secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Uccellatore, XVIII - XIX se., via Mongibello.
  • Palazzo Spina, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Sciacca, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Orto botanico
  • situato nell'omonima via, ospita numerose specie floreali
Mulini ad acqua
  • a valle del territorio di Biancavilla esistono, ormai dei ruderi, cinque mulini utilizzati sino alla prima metà del XIX secolo per macinare il grano e legumi per ottenere farina. Al mulino si trasformavano in farina anche i ceci, le fave e le lenticchie; con queste "farine particolari", in tempi di carestia si formava un impasto particolare che veniva consumato al posto del pane o della pasta, i famosi "frascatuli", in pratica la polenta siciliana. Di questi mulini sono intatti e visibili gli acquedotti, in lingua siciliana saje sovrastanti gli archi, che adducevano forzatamente l'acqua verso le pale dei mulini. Erano, a partire dal più alto in quota, i mulini di Rollo, della Fontanavecchia, dello Spasimo, di Mezzo e Ultimo o di Ciappe. Del mulino Rollo rimane ancora integra tutta la parte relativa all'acquedotto ed un accenno di quella che una volta era la stanza della macina, lo stesso si può affermare dei mulini di Mezzo, di Ciappe od Ultimo, del mulino della Fontana Vecchia esiste ancora solo il rudere della stanza della macina, purtroppo il mulino dello Spasimo è andato completamente distrutto, al suo posto oggi esiste un capannone per la lavorazione di marmi.[10][11]
Teatri
  • Teatro comunale La Fenice: situato lateralmente alla Chiesa Matrice è una struttura del Seicento con un ampie entrate principali, restaurata sul finire del XX secolo. Si svolgono gran parte delle manifestazioni culturali e delle rappresentazioni teatrali cittadine.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

La demografia ISTAT della città fino al 2001; Abitanti censiti[12]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

La Santa Pasqua, il giorno della Resurrezione di Gesù, si avvia con le celebrazioni liturgiche e la santa messa del mattino, e prosegue con la rappresentazione denominata A Paci.

L'icona dell'Angelo esce dalla chiesa dell'Annunziata accompagnata da musiche di banda e si reca nella Matrice verso la statua di Gesù. La statua dell'Angelo balla con dei frutti di fave (faviani) legati alla gamba destra e sfilano davanti a Lui la banda e le confraternite con in testa gli stinnardi. Di nuovo viene portato a spalla verso la chiesa dell'Annunziata dove incontra la statua della Madonna. Le due icone ritornano alla Matrice dove li aspetta la statua del Cristo resuscitato, che viene portata fuori. Proprio davanti alla chiesa incontra l'icona della Madre[13].

Gastronomiche[modifica | modifica sorgente]

Le tradizioni gastronomiche tramandano la preparazione delle conserve, come le pregiatissime olive, i capperi e i carciofi sott'olio e sott'aceto preparate per le festività Pasquali. La tradizione è anche nell'uso dei buttigghi, una passata di pomodoro preparata tra agosto e settembre, fatta in casa, alla cui produzione partecipano tutti i componenti familiari[13]. Il Lunedì dell'Angelo segna la fine delle festività minori e viene festeggiata con la manciata, un fastoso pranzo tra amici e parenti, con doppi primi piatti, tripli secondi piatti a base di carne e i dessert.

San Martino[modifica | modifica sorgente]

Il giorno di San Martino si spilla il Vino novello prodotto dalle vendemmie dell'anno nei vigneti delle contrade a nord della città. Il vino locale (vinu de vigni) è prodotto ancora nei secolari palmenti ha una gradazione alcolica moderata, viene da cultivar di antico lignaggio, è di colore rosso cupo e rosato, denso e pastoso con profumi delicati non aspri. Viene maturato ancora in botti di rovere del XVI secolo[13]. La prima degustazione del vino avviene in boccali di terracotta, accompagnato da biscotti secchi (ad esse).

La Ciaramella per le novene

Le novene[modifica | modifica sorgente]

In vari periodi, nei mesi di maggio, aprile e dicembre per tradizione i fedeli seguono una serie di Sante messe con folti gruppi di preghiera, chiamate novene. Questo periodo varia da una settimana ad un mese. Nei primi del Novecento, nel periodo natalizio si eseguivano le novene . Erano dei canti tradizionali che i suonatori di zampogna e ciaramella effettuavano presso gli altarini (simulacri dedicati alla Madonna) abbelliti con fiori di zàgara e arance. I canti perduravano per due settimane fino al Natale, ed erano propiziati con offerte devozionali[13].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Fra le testate giornalistiche della carta stampata si annoverano: Biancavilla Notizie edita negli anni Novanta dal Comune, Bloc Notes della Pro Loco di Adrano (direttore editoriale: Nino Reina, direttore responsabile: Orazio Longo), Symmachia dell'omonima associazione culturale (direttore responsabile: Vincenzo Ventura).

Radio[modifica | modifica sorgente]

Tra frequenze e onde radio, negli anni si sono avute a Biancavilla varie emittenti radiofoniche come Top Etna Radio (FM 90.6), Radio K2 (FM 92.1), Radio Antenna1 (FM 95.4) e Radio Studio 88 (FM 87,5) con programmazione spalmata sulle 24 ore, occupando diverse fasce orarie con musica, sport, intrattenimento e notizie.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

La TV biancavillese Video Star, fondata nel 1986 si occupa di intrattenimento, notizie e quant'altro riguardi la città di Biancavilla, in tutti i suoi aspetti popolari e amministrativi. I servizi giornalistici e il palinsesto sono curati da professionisti dell'informazione.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Un'immagine bizantina della Madonna dell'Elemosina (o della Misericordia), che la leggenda vuole sia stata portata dai profughi albanesi, è detta "di San Luca" e ha stranamente il volto dal colorito bruno, di rifacimento più recente, insieme ad un reliquiario d'argento di san Zenone, ad una croce di legno, e una campana.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del XVI secolo, mentre nasceva lo Studio orientato alle novità galileane e sperimentali, i Gesuiti giunsero in Sicilia e la riempirono di un'attenzione particolare che rese possibile il fiorire di numerosi collegi, tali da costituire la provincia gesuitica di Sicilia. I collegi dei capoluoghi siciliani furono elevati alla dignità di accademia, con l'insegnamento delle facoltà superiori di filosofia e di teologia e il conferimento del dottorato, dove dominante era la cultura umanistica, letteraria, filosofica e teologica. Nel Seicento le Accademie furono numerosissime e sorsero un po' ovunque: a Messina (gli Argonauti, Abbarbicati, Clizia, Fucina), a Catania (i Chiari, Incogniti, Informi, Cassinesi), Acireale (gli Zelanti, gli Intiepiditi, gli Intricati, gli Oscuri), Adrano (i Temperati), ad Agrigento, Biancavilla, Caltanissetta, Castelbuono, Naso (gli Audaci), a Modica ( gli Affumicati e poi Affocati ) a Pietraperzia (i Cauloniani), infine a Paternò (la Fenice e i Rinnovati). Proprio da questi ultimi e dagli Audaci nacque il pensiero di mettere in vivo le proprie opere attraverso la rappresentazione teatrale e la costruzione di un teatro che prese il nome di LA FENICE. La letteratura siciliana del Cinquecento pertanto non poteva che essere già profondamente inserita nel vasto ambito italiano, con personaggi attenti alle realtà culturali italiane.[14] Gli usi letterari dell'Aulico siciliano dominano nell'ambito lirico e in quello teatrale, la rappresentazione teatrale in tutti i suoi generi, dalla commedia alla tragedia al dramma pastorale al teatro comico, la tragedia sacra, il teatro gesuitico, il teatro spagnolo, il melodramma, e infine la commedia dell'arte in latino o in volgare, classica o contemporanea[15]

Teatro Spagnolo[modifica | modifica sorgente]

Il teatro spagnolo si diffuse nel Regno di Napoli ed in Sicilia, con i testi, originali o tradotti, di Lope de Vega e Calderon de la Barca, caratterizzati da storie di fantasia, da colpi di scena, duelli, imboscate,da uno stile ricco d'iperbole e di metafore, di barocchismi e di alta raffinatezza. L'esperienza teatrale era molto diffusa nei paesi e si realizzava durante le feste patronali, a Natale, nelle principali ricorrenze religiose, oltre che in occasioni private. Vennero rappresentate commedie degli autori autori accademici siciliani, del catanese Squillaci, del siracusano Arezzo e del palermitano Pandolfo e del Belando (detto il Cataldo siculo). Altre opere dei commediografi Maiorana, del Cavanna e dell'Errico, nominate in La Babilonia distrutta, L'Occhiale appannato , Le Rivolte di Parnaso, Le Guerre di Parnaso, la tragedia Notte di Palermo e il melodramma La Dalila. Il teatro venne definito dalla critica del tempo come: ricco di decorazioni, sontuoso pei tempi e arricchito di tutti i più maravigliosi ordegni, un grande teatro moderno pubblico [15] ; ma purtroppo si rovinò con gli anni. Difatti per somma incuria e per mancati restauri venne abbandonato sino dalla metà del 'Novecento e riebbe i suoi fasti solo agli inizi del 2000 con un restauro integrale ad opera della pubblica amministrazione, che ad oggi ne fa il maestoso Teatro Comunale La Fenice.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Biancavilla è rinomata per i prodotti di pasticceria e gastronomia[16]; di esse alcune specialità come lo Scumuni, il gelato tradizionale di cioccolato e zabaione; le Granite di fabbricazione artigianale, il biscotto ricoperto di cioccolata chiamato bersagliere, e prodotti dolciari da forno come iris e cornetti; le paste di mandorla prodotte con mandorle e zucchero, un vanto per la città, la pasticceria mignon e cioccolateria prodotta dai maestri pasticceri del luogo, i Cannoli siciliani, fatti con crema, ricotta e canditi; le torte alla crema, guarnite a crema pasticcera, le arancine le pizzette e la scacciata, fatta con formaggio tuma, ed i mastazzoli, dolci siciliani fatti con ficodindia dell'Etna.

Persone legate a Biancavilla[modifica | modifica sorgente]

  • Cesare Masi: (XV secolo), fondatore e primo Capitano del Casale dei Greci.
  • Michele Greco (XV secolo), fondatore e secondo Capitano del Casale dei Greci.
  • Alessi Tacci (XV secolo), fondatore e diverse volte Giurato del Casale dei Greci.
  • Bernardino Neri, detto Grecus o Niger (XVI secolo), pittore. Dipinse numerose opere per diverse chiese catanesi. Altre sue meravigliosi lavori sono custoditi a Ragusa.
  • Francesco Rametta (1686 - ?), frate francescano e guardiano del Convento dei frati minori di Biancavilla. Scrisse le vicende del Convento S. Francesco, dalla sua fondazione fino al 1733.
  • Placido Portale, sacerdote e scultore vissuto nella prima metà del XVIII secolo;
  • Giuseppe Tamo da Brescia, pittore settecentesco, sepolto nella chiesa dell'Annunziata;
  • Carlo Sada, valente architetto della fine dell'Ottocento; progettò numerosi edifici in Sicilia, tra cui il Teatro Massimo V.Bellini di Catania
  • Antonio Bruno (1891-1932), poeta poliglotta e scrittore futurista, fondatore a Catania della rivista letteraria Pickwick:
  • Francesco Fisichella (1841 - 1908), sacerdote ed insigne filosofo. Insegnò presso l'Istituto teologico di Messina.
  • Zenone Lavagna (Biancavilla, 14 febbraio 1863 – Palermo marzo 1900) è stato un pittore di notevole risalto italiano.
Chiesa del Rosario - Facciata del Sada
  • Salvatore Franco (1868 - 1934), sacerdote. Inventò il Calendario perpetuo meccanico con il quale, ancora oggi, si calcola l'intero anno liturgico: Pasqua, feste mobili, ecc. Per queste invenzioni ricevette diverse riconoscenze presso la città del Vaticano, e una medaglia d'oro all'Esposizione mondiale di Parigi del 1900.
  • Placido Bucolo (1870 - 1957), sacerdote e storiografo. Scrisse la "Storia di Biancavilla" nel 1953.
  • Giuseppe Salomone (1886 - 1982), scultore e intagliatore del legno. sue opere in diverse chiese e palazzi residenziali di Biancavilla.
  • Placido Caselli (+1948), Canonico della Collegiata, Fondatore del Seminario diocesano minore di Biancavilla e Padre Spirituale. Morto in Odore di santità.
  • Vincenzo Uccellatore, Presidente del Consiglio di Stato Italiano
  • Francesca Messina, Nobile e benefattrice. Lasciò vasti terreni ed immobili per istituire Opere pie cattoliche.
  • Giuseppe Tomaselli, sacerdote salesiano; scrittore. Morto in odore di santità.
  • Francesco Ricceri (1903-1980), Vescovo di Trapani; partecipò ai lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II.
  • Giosuè Calaciura (1915-1998), Prevosto della Collegiata, Prelato di Sua Santità; benefattore dell'Ospedale civico, fondatore dell'Opera Cenacolo e di molteplici altre iniziative solidali anche in terra d'Africa.
  • Giuseppe Coco (1936 - 2012), fumettista e disegnatore italiano
  • Alfio Cantarella (1941), batterista, manager e produttore musicale, che ha suonato nel gruppo Equipe 84
  • Dino Distefano (1974), matematico, informatico e professore universitario

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Feste patronali[modifica | modifica sorgente]

Maria Ss. dell'Elemosina, San Placido e S. Zenone sono i santi patroni di Biancavilla. I loro festeggiamenti si svolgono ogni anno nella prima settimana di ottobre. Il 4 ottobre è dedicato alla Vergine dell'Elemosina, mentre il 5 e 6 a S. Placido. Il 14 febbraio si venera S. Zenone. L'ultima domenica di agosto è dedicata alla "Grande Festa Estiva" in onora della Madonna dell'Elemosina, preceduta da un Novenario di preparazione.

Settimana Santa[modifica | modifica sorgente]

  • Il Venerdì Santo, alle 6.00 del mattino, dalla chiesa del Purgatorio prende avvio la lunghissima processione del simulacro settecentesco in cera dell'Addolorata, che lungo il tragitto, fa sosta in tutte le chiese del centro urbano, nella Casa di riposo e nell'Ospedale biancavillese. La processione si conclude alle 13.00, allorquando all'interno di una Chiesa Madre gremita di fedeli, la Madre Addolorata trova il Figlio morto. L'antico simulacro settecentesco del Cristo morto, dotato di arti snodabili e posto inizialmente su di una croce, nel tardo pomeriggio, al termine della solenne Azione liturgica della Passione nella Chiesa Madre, viene staccato dalla croce e deposto in un'urna, nel corso dell'antico rito chiamato per l'appunto "a scisa da cruci" ("la discesa dalla croce"). All'imbrunire prende avvio la suggestiva processione dei Tri Misteri (dal 2008 inserita nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana, istituito sotto l'altro patrocinio dell'UNESCO); il nome fu dato all'inizio del XVIII secolo, quando i simulacri che vi prendevano parte erano solo tre (il Cristo alla colonna, l'Ecce Homo e il Cristo morto), accompagnati dalle confraternite più antiche (quella del Rosario, dell'Annunziata e del SS. Sacramento). Nei secoli successivi sono divenuti sette ed, infine, otto (a partire dal 2010). Tutti gli otto fercoli vengono portati a spalla dai membri delle confraternite cittadine ed escono uno alla volta dalle chiese in cui sono custoditi durante tutto l'anno.
  • Il Sabato Santo, durante la veglia pasquale in Chiesa Madre, allo scoccare della mezzanotte e al canto del gloria, il simulacro del Cristo o insorge solenne dall'altare maggiore o avviene la tradizionale "Cascata da tila" Contemporaneamente, nella chiesa dell'Annunziata si svolge l'antico rito della "Cascata da tila": il grande telone con i simboli della Passione che nasconde l'abside centrale della chiesa durante la Settimana Santa viene fatto cadere al suolo rivelando sull'altare maggiore la statua del Risorto.
  • La domenica di Pasqua i riti esterni della Settimana Santa si concludono solennemente con la processione per il cosiddetto "giro dei santi" dei simulacri del Cristo risorto (protagonista del toccante ingresso in Chiesa Madre nella notte precedente e portato a spalla dai membri della confraternita del SS. Sacramento), della Madonna e dell'Arcangelo Gabriele (che escono dalla chiesa dell'Annunziata e sono portati a spalla dai membri della omonima confraternita): per due volte lungo il tragitto, nelle piazze Collegiata e Annunziata, le statue del Cristo e della Madonna vengono fatte avvicinare l'una all'altra fino a sfiorarsi in un vero "bacio" che sancisce il momento culminante della processione, chiamata della "Pace". Il simulacro dell'Angelo esce per primo di buon mattino dalla chiesa dell'Annunziata accompagnato dalle marce della banda e si reca nella Matrice, all'interno della quale è custodita la statua del Risorto. La statua dell'Angelo, adorna di fave (faviani), tipico frutto primaverile, viene portata in processione con la tradizionale andatura gioiosa (la cosiddetta "ballata") ed è preceduta dalle confraternite Del Sacramento e dell'Annunziata con in testa i rispettivi stendardi. Dopo aver raggiunto la Matrice una prima volta, l'Angelo ritorna nella chiesa dell'Annunziata, dove incontra la statua della Madonna. I due simulacri ritornano quindi dinanzi alla Chiesa Madre dove li aspetta la statua del Cristo resuscitato, che viene portata sul sagrato, in piazza Collegiata. Proprio davanti alla chiesa avviene l'incontro con la Madre[13]. La processione prosegue per il giro dei santi.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Biancavilla è un grosso centro agricolo della provincia catanese. Estesi sono soprattutto i boschi, date le vicinanze al parco etneo, ma non mancano i pascoli permanenti, e aziende artigiane che operano nei settori alimentari, come nella produzione e commercio di mandorle, uva, agrumi, fichi d'India; aziende del vestiario, del mobilio, dei materiali da costruzione e diverse concessionarie automobilistiche.

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

La varietà di arance rosse o Citrus x Sinensis, prodotte nel territorio

L'economia si basa principalmente sull'agricoltura; in particolare si producono ficodindia dell'Etna (ficurinnia) specialmente fioroni ottenuti da una seconda fioritura, sino agli anni settanta da mandorle dolci, le olive con la DOP Nocellara dell'Etna, le pregiate arance rosse, tarocchi e prodotti ortofrutticoli di notevole qualità. Ottima la produzione nel territorio di uve e vini da tavola come il pregiato Etna Rosso. La trasformazione dei prodotti avviene nei Palmenti e frantoi oleari del territorio a dare Olio d'oliva di superbe qualità.

Sviluppato anche l'allevamento soprattutto di bovini, ovini, caprini e equini, dovuto alla presenza nel territorio di vasti pascoli a foraggio e fieno.

Fiere e mercati[modifica | modifica sorgente]

Nel mese di aprile si teneva una fiera agricola, mentre nel mese di luglio si teneva una fiera dell'artigianato locale di ampio interesse artistico regionale. Ogni mercoledì mattina si svolge il mercato settimanale locale, tra la via Tutte Grazie e il Belvedere.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il piano commerciale - turistico mette in evidenza numerosi centri di ristorazione rinomati nel territorio, centri di lavorazione artigianale della pietra lavica, lavorazione della ceramica e vendita varia di oggetti artistici.

Storicamente, gravissime per l'economia della comunità si rivelarono, in particolare, le conseguenze dei moti del 1820-1821. Ma dagli inizi del '90 vi si è sviluppato il settore turistico, con la pineta, estesa fino a lambire la località di Serra la Nave e l'Osservatorio Astrofisico dell'Università degli Studi di Catania (a quota 1750 m) ed i sentieri curati dall'Ente Parco dell'Etna[2] .

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Strade extraurbane
Strada Statale 284 Italia.svg
Strada Provinciale 80 Italia.svg
Strada Provinciale 44 Italia.svg

Le strade extraurbane mettono in collegamento la città di Biancavilla con Catania ed i comuni pedemontani attraverso la SS 284 mentre il territorio a Nord-Ovest e Sud-Est verso le città di Adrano e Santa Maria di Licodia è collegato dalla SP 220-II, a Nord dalla SP 80 verso la pineta (in lingua siciliana: ò voscu) e la stazione turistica del versante Sud dell'Etna. A Sud dalla SP 44 verso la città di Centuripe (EN). Il territorio a valle, verso il fiume Simeto, è collegato tramite la SS 121, a destra verso le città di Regalbuto, Troina (EN) e Nicosia (EN) ed a sinistra verso le contrade Sferro e Schettino e la città di Paternò. Di recente costruzione la Circumvallazione Nord che collega velocemente Piazza Sgriccio con lo svincolo della SS 284.

Strade urbane

Le strade urbane della città di Biancavilla sono disposte a scacchiera, nella parte superiore il viale Cristoforo Colombo, (in lingua siciliana: circumvallazìoni) mentre nella parte inferiore le vie Innessa, viale Europa e via del Mietitore, (in lingua siciliana: quarteri spartiviali), assicurano la viabilità del perimetro della città biancavillese. Inoltre la via Cristoforo Colombo e la via Vittorio Emanuele, ad Sud-Est, confluiscono nella via Arti e Mestieri, collegando la SP 220-II, verso la città di Santa Maria di Licodia. Dalla SS 284, tramite la SP 80 si arriva a piazza Roma, centro cittadino con la superba Pontificia Basilica di Santa Maria dell'Elemosina, attraverso le vie Marconi, via Mongibello e via San Giovanni Bosco. La via principale è la via Vittorio Emanuele che da Sud-Est a Nord-Ovest, ha inizio dalla via Arti e Mestieri arrivando fino a piazza Scriccio, immettendo al viale dei Fiori verso la città di Adrano.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Catania Borgo staz ferr automotrice.jpg

La città di Biancavilla è servita dal servizio treni e autolinee della Ferrovia Circumetnea - F.C.E. - che dal 1898 attua il collegamento[17] da e per Catania e verso Giarre-Riposto. Il servizio dispone la prima fermata alla Stazione di Biancavilla e la seconda fermata (Casello) ubicati alla periferia della città ed alle estremità della via Cristoforo Colombo. Lungo la stessa via si dispongono le fermate del servizio Autolinee Circumetnea, con partenze mattutine e serali ad ogni ora. La Linea ferroviaria nell'ultimo decennio ha subito ammodernamenti delle strade ferrate e delle gallerie, con un previsto ampliamento della Metropolitana di Catania che da Catania collegherà le città pedemontane[17] , il tratto metropolitano di Biancavilla è previsto in funzione verso il primo semestre del 2013. Il servizio è svolto tramite la Direzione di Esercizio in via Caronda a Catania e le numerose stazioni locali. A valle il territorio è attraversato dalla dismessa linea delle Ferrovie dello Stato, Paternò - Regalbuto, che supera il fiume Simeto, nella contrada "Ponte Barca di Biancavilla", attraverso un ardito ponte ad archi campate costruito nel 1904 in cemento armato.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

{{ComuniAmminPrec

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 ottobre 1945 17 aprile 1946 Prof. Antonio Sangiorgio Democrazia Cristiana Sindaco
17 aprile 1946 25 aprile 1952 Farm. Salvatore Uccellatore Democrazia Cristiana Sindaco
25 aprile 1952 6 marzo 1953 Farm. Salvatore Uccellatore Democrazia Cristiana Sindaco [18]
20 marzo 1953 25 aprile 1956 Dott. Giosuè Leocata Democrazia Cristiana Sindaco

{{ComuniAmminPrec

25 aprile 1956 25 aprile 1960 Giuseppe Pace [[Partito Comunista Italiano Sindaco

I 30 giugno 1960 I giugno 1964 avv. Placido Laudani Democrazia Cristiana Sindaco

giugno 1994 giugno 1998 Dott. Pietro Manna Democratici di Sinistra Sindaco
giugno 1998 giugno 2003 Dott. Pietro Manna Democratici di Sinistra Sindaco [19]
10 giugno 2003 15 giugno 2008 Prof. Mario Cantarella Alleanza Nazionale Sindaco [20]
2 luglio 2008 in carica Dott. Giuseppe Glorioso Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

La città di Biancavilla è recentemente gemellata con: Francia Gap (Francia), dal 2010 Italia Brescia, dal 2008

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

L'Accademia Sportiva Biancavilla nata nel 1965, dopo aver disputato per tanti consecutivi i campionati di Seconda Categoria, negli anni 90 venne promossa in Prima Categoria, rimanendoci fino alla sua scomparsa nel 2003.

L'A.S.D. Biancavilla è stata la prima squadra biancavillese a raggiungere prima il campionato di Promozione a fine della stagione 2006-2007 per poi raggiungere l'Eccellenza a finire della stagione 2007-08, la squadra fondata nel 2005, era partita dalla Terza Categoria, ha giocato nel massimo campionato regionale per 2 anni consecutivi ad ottimi livelli prima che la squadra con tutta la sua dirigenza decidesse di trasferirsi ad Adrano; infine, a partire dal campionato 2012-2013, la squadra è stata ceduta ad una cordata di imprenditori di Paternò.

L'A.S.D. Cometa Calcio Biancavilla gioca nel campionato di Prima categoria dalla stagione 2002-2003 e che più volte ha sfiorato la Promozione, opera dal 1986 con cinque stagioni associata al C.S.I., ufficialmente dal 1990 associata alla F.I.G.C..

Infine ci sono l'A.S.D. Atletico Biancavilla in Seconda Categoria e l'A.C. Real Biancavilla in Terza Categoria.

Altri Sport[modifica | modifica sorgente]

Molto praticata è l'atletica leggera che con diverse associazioni ha raggiunto livelli eccezionali[senza fonte]. L'unica infrastruttura sportiva comunale a disposizione per il calcio, l'atletica e il tennis è lo Stadio Comunale Orazio Raiti nato negli anni '70 del ventesimo secolo.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Biancavilla è anche il nome di una città fittizia del mondo dei Pokémon, nella regione di Kanto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b c Provincia Reg. Catania, pianificazione Territoriale,Cap. I-IX-XII
  3. ^ Medie che riguardano i confini urbani, poiché le differenze termiche rilevabili ai margini della piana di Catania ed ai 3.300 metri del cratere sono ovviamente considerevoli in tutte le stagioni.
  4. ^ Soffritti M., Minardi F., Bua L., Esposti D., Belpoggi F.(2000),First experimental evidence of peritoneal and pleural mesotheliomas induced by fluoro-edenite fibres in Etnean volcanic material from Biancavilla (Sicily, Italy), European Journal of Oncology
  5. ^ note: da S Giammanco,M Valenza, Pignato S, Giammanco G.(1996) Concentrazioni di Mg, Mn, Fe, e V nelle acque sotterranee del Monte Etna (Sicilia), Ricerca sulle Acque
  6. ^ Note: da S.Tagliani,(2006),Caratteri minero-genetici degli anfiboli fibrosi di interesse ambientale presenti nell'area di Biancavilla (CT, Italia),Univ. La Sapienza, Dip. Sci. Terra,Roma
  7. ^ assai prossimo all'antica città di Adernò (oggi Adrano)
  8. ^ Filadelfio Mugnos, Teatro genealogico delle famiglie nobili di Sicilia, Palermo, 1647. URL consultato 1º settembre 2010
  9. ^ Comune di Biancavilla, La città e la storia - Sito Ufficiale - URL consultato il 1º settembre 2010
  10. ^ a b Placido Bucolo,Storia di Biancavilla, Gutenberg,1953,ISBN 97888..consultato il 1º settembre 2010
  11. ^ Enzo Meccia - I mulini ad acqua di Biancavilla - Biancavilla Notizie nº31 agosto 1991 - consultato il 5 ottobre 2010-
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ a b c d e Sicilia e Folclore -Tradizioni popolari dell'Isola - URL consultato il 10 settembre 2010
  14. ^ G. Nigido Dionisi, L'Accademia della Fucina di Messina (1639-1678) nei suoi rapporti con la storia della cultura in Sicilia Cenni biografici, indicazioni e bibliografia, Catania, ed. Giannotta, 1903 - consultato nel dicembre 2010
  15. ^ a b G. Isgrò, Festa citazione : tra gli autori degni di essere ricordati citeremo Giattino, Eredia e Glozio, i catanesi Squillaci, Capaccio, il messinese Musarta, il siracusano Arezzo, Fiorito, Mazara.- consultato nel dicembre 2010
  16. ^ Salvatore Farina, Dolcezze di Sicilia. Arte cultura storia tradizioni e ricette dei dolci e della pasticceria di Sicilia, Lussografica, 2009. ISBN 88-8243-214-9
  17. ^ a b Ferrovia Circumetnea Catania, La storia dei treni,- F.C.E. M - URL consultato il 10 settembre 2010
  18. ^ Note : venne rieletto il 25 aprile '52 e mori il 6 marzo'53, stroncato nella notte da un infarto del miocardio.
  19. ^ Note : Lascia la carica nel 2003 in seguito a regolari elezioni, da www.comune.biancavilla.cte-egov.it - URL consultato nel dicembre 2010.
  20. ^ Note : Lascia la carica nel 2008 in seguito a regolari elezioni, da www.comune.biancavilla.cte-egov.it - URL consultato nel dicembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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