Palagonia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Palagonia
comune
Palagonia – Stemma Palagonia – Bandiera
Palagonia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Valerio Marletta (Partito della Rifondazione Comunista) dal 21 maggio 2012
Territorio
Coordinate 37°20′00″N 14°45′00″E / 37.333333°N 14.75°E37.333333; 14.75 (Palagonia)Coordinate: 37°20′00″N 14°45′00″E / 37.333333°N 14.75°E37.333333; 14.75 (Palagonia)
Altitudine 200 m s.l.m.
Superficie 57 km²
Abitanti 16 547[1] (31-12-2010)
Densità 290,3 ab./km²
Comuni confinanti Lentini (SR), Militello, Mineo, Ramacca
Altre informazioni
Cod. postale 95046
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087032
Cod. catastale G253
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti palagonesi
Patrono santa Febronia
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palagonia
Posizione del comune di Palagonia nella provincia di Catania
Posizione del comune di Palagonia nella provincia di Catania
Sito istituzionale

Palagonìa (Palagunìa o Palaunìa in siciliano[2]) è un comune italiano di 16.429 abitanti della provincia di Catania in Sicilia.

Anticamente il nome della città era "Palica" (Palikè, Παλική in greco antico) .

Sito al margine sud della piana di Catania, Palagonia si sviluppa a circa 200 metri sul livello del mare, ed è nota soprattutto per i suoi vasti agrumeti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Palagonia nella provincia di Catania

Il sito risulta abitato già nella preistoria; lo prova il ritrovamento di un insediamento paleolitico nei pressi dell'attuale cittadina. Sembra che Palikè, nei pressi dell'odierna Palagonia, sia stata fondata da Ducezio nel 453 a.C. che ne fece la capitale del suo stato.

Ai tempi dei Siculi, Paliké era probabilmente già diventata un centro politico e religioso importante. A Paliké era situato un celebre santuario. La tradizione narra che gli dei chiamati Palici, oggetto di venerazione da parte dei Siculi, fossero nati dalle acque sulfuree del lago di Naftia, di origine vulcanica. Il tempio ad essi dedicato era probabilmente situato sulle sponde del lago stesso; nel tempio venivano praticati rituali oscuri e vaticini. Oggi il laghetto, detto anche mofeta dei Palici, non è visibile in quanto i suoi gas sono sfruttati industrialmente.

Nella zona è installata anche una stazione di monitoraggio del flusso di gas esalante dai suoli dell'area etnea, facente parte di una rete costituita da 10 stazioni di monitoraggio del flusso di CO2 e CH4 e dei parametri meteorologici. Le stazioni sono ubicate sui fianchi del vulcano ed in prossimità di Mofeta dei Palici per lo studio della geodinamica dell'area.

Durante il Medioevo il sito cadde sotto la dominazione normanna. Il conte Ruggero, nel 1169, inserì il feudo ed il territorio all'interno dell'arcidiocesi di Siracusa. Appartenne tra il XII ed il XIV secolo ad alcune tra le famiglie aristocratiche più importanti della Sicilia (Alagona, Ventimiglia, Passaneto, ecc.) Nel 1407 Giacomo Gravina divenne signore del feudo. Da allora in poi le vicende della città saranno legate al nobile casato dei Gravina-Cruyllas, fino alla morte di Francesco Paolo Gravina, ottavo e ultimo principe di Palagonia, avvenuta nel 1854.

Tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento furono edificati alcuni palazzi di notevole pregio architettonico in stile neoclassico e liberty. Tra questi spiccano palazzo Ponte in via Umberto, casa della famiglia del prof. Gaetano Ponte, fondatore della prima cattedra in vulcanologia d'Europa, ove tra l'altro aveva sede un osservatorio geodinamico; palazzo Blandini, prospiciente la piazza Garibaldi, di recente restaurato per ospitare un piccolo museo comunale; palazzo Politini di via Duca degli Abruzzi; palazzo Blandini (ex sede delle Orsoline) sito in piano Barresi, casa natale dei fratelli Gaetano e Giovanni Blandini, rispettivamente vescovi di Agrigento e Noto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

L'eremo di Santa Febronia[modifica | modifica sorgente]

Il principale monumento della città è l'eremo di Santa Febronia, basilica rupestre risalente al VI-VII secolo d.C. sita in contrada Coste. Si tratta di un ambiente con molta probabilità ricavato da una precedente tomba preistorica e che, attraverso varie trasformazioni, venne adibito successivamente a luogo di culto. La parete di fondo della basilica, che ospita l'abside, su cui sono affrescati il Cristo Pantocratore, contornato da un'Annunciazione e da altre quattro figure sullo sfondo (databili intorno al XV secolo); ai lati dell'abside sono raffigurati il martirio di santa Febronia e quello di san Bartolomeo, databili tra il XVI e il XVII secolo; mentre nella parete posta di fronte all'ingresso sono raffigurati: santa Lucia, un santo vescovo, un Angelo orante racchiuso entro un tondo, sant'Agata, sant'Anastasia, ed il peccato originale anche questi databili tra il XVI e il XVII secolo. In questa parete è ricavato anche un secondo altare con nicchia atta ad ospitare una probabile icona, mentre nella parete a destra sono intagliati gli scranni per sedersi durante l'officiatura dei riti. Tra una delle finestrelle aperte sulla parete prospettica e l'affresco di santa Febronia, si notano tracce di un altro affresco rimosso, raffigurante san Giovanni Battista. Al centro dell'ambiente dal piano di calpestio si scende attraverso dei gradini lapidei in un ambiente a "T" nelle cui pareti sono ricavate le nicchie con funzione di colatoi per i corpi dei monaci dopo la loro morte. Il processo serviva a mummificarli parzialmente. Un altro accesso all'oratorio è costituito da una scala lapidea posta sul retro.

Ogni anno si svolge una processione in cui la reliquia di santa Febronia, patrona della città soprannominata a' Santuzza viene portata all'eremo.

L'eremo è situato 5 km a est di Palagonia, sulla SS385 che conduce a Catania.

Rocchicella[modifica | modifica sorgente]

L'altura di contrada Rocchicella (oggi in territorio di Mineo), si eleva nella Valle dei Margi. È facilmente raggiungibile dalla superstrada Catania-Gela (S.S. 417), dalla Catania-Caltagirone (S.S. 385), o dal centro abitato di Palagonia, da cui dista poco più di un chilometro. Sito di grande interesse storico-archeologico, sede di insediamenti umani fin dalla remota antichità (12.000/10.000 anni a.C.), nonché centro del culto misterico delle divinità paliche (personificazione dei laghi ribollenti di Naftia). Esso è menzionato da autori classici greci e latini come sede sia del celebre santuario dei Palici, che della città di Paliké. Da visitare i resti dell'Estaterion ed il Museo dei reperti archeologici rinvenuti in sito.

Basilica paleocristiana di San Giovanni[modifica | modifica sorgente]

È una costruzione singolare di cui si conservano l'abside ed alcune colonne, databile al VII secolo d.C. Molta piccola, era poco adatta a contenere i fedeli, tanto che si ipotizza la possibilità che essi assistessero dall'esterno, alle funzioni religiose. La chiesa non aveva vere e proprie pareti laterali ma una leggera cortina di archeggiati entro i quali erano inserite delle porte che venivano aperte durante le funzioni. Alcuni documenti della metà del XVI secolo, ci informano della sua appartenenza all'Ordine dei cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme.

Pozzo Blandini[modifica | modifica sorgente]

Con l'impianto degli agrumeti, già esistenti alla fine del XVI secolo, vennero scavati dei pozzi per reperire acqua necessaria a coprire i fabbisogni estivi. Intorno ai pozzi vennero costruite delle strutture, come il pozzo Blandini che con i suoi oltre sei metri di altezza domina la piana circostante. All'esterno del pozzo vi era un ingegno, una "noria", azionata da animali per il sollevamento dell'acqua.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Sagra dell'arancia a polpa rossa[modifica | modifica sorgente]

Organizzata nel mese di marzo, ha come protagonista il prodotto principale del paese: l'arancia a polpa rossa. Per la festa sono previsti stands riguardante il prodotto, intrattenimenti artistici e culturali, escursioni nei siti archeologici e mostre che raffigurano attrezzi agricoli e fotografie antiche.

Santa Lucia[modifica | modifica sorgente]

Notevole importanza, da parte della cittadinanza, viene data a santa Lucia, la cui festa celebrativa è datata 13 dicembre. Le tradizioni popolari sono celebrate per la vigilia, con il tradizionale focolare per le vie del paese (Falò degli Usi) e la preparazione della Cuccia.

Settimana Santa[modifica | modifica sorgente]

Il fulcro delle celebrazioni è rappresentato dalla venerazione del Cristo alla Colonna: il mercoledì, alle 4.00 del mattino, ha luogo l'apertura della chiesa Maria Ausiliatrice, per l'esposizione del Cristo; nella serata ha luogo la prima parte della processione per le vie del centro storico fino alla chiesa madre. La notte tra il giovedì ed il venerdì ha luogo una veglia di preghiera in detta chiesa, da dove, nella tarda mattinata del venerdì, prende il via la seconda parte della processione del Cristo alla Colonna fino alla chiesa Maria Ausiliatrice. Tali processioni sono accompagnate da numerosi confratelli in camice bianco e dai Cantori del Popule Meus che eseguono gli antichi canti della tradizione popolare. La sera del venerdì si tiene la processione con i simulacri del Cristo morto e dell'Addolorata.

Santa Febronia, patrona della città[modifica | modifica sorgente]

Certamente la ricorrenza cittadina più importante tra quelle religiose. I festeggiamenti si tengono in magna pompa ogni anno, dal 20 giugno al 2 luglio. Il fulcro si ha la sera del 24 giugno, vigilia della festa, con il tradizionale rito della "Spaccata 'o pignu", ossia la rievocazione scenica dell'apoteosi della santa in paradiso. Il 25 giugno, festa liturgica di santa Febronia, in ricordo del suo martirio avvenuto nella città di Nisibis (odierna Nusaybin) l'anno 305, è contrassegnato da solenni celebrazioni e processioni per le vie cittadine, rituali che si ripetono anche il 2 luglio, ottava della festa. Particolarmente suggestivo è il pellegrinaggio che si tiene in un giorno dell'ottavario, presso la contrada Coste, con la reliquia della santa. Completano il programma dei festeggiamenti, spettacoli, manifestazioni culturali e folkloristiche.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia di Palagonia è principalmente incentrata sulla coltivazione e sulla commercializzazione degli agrumi, principalmente delle arance, che vengono esportate in tutta Europa riscuotendo notevole apprezzamento tra i consumatori per le caratteristiche e alquanto uniche proprietà organolettiche. .

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Palagonia è attraversata dalla SS385 che la mette in collegamento con Caltagirone e Catania dalle quali città dista rispettivamente 30 e 52 km. A pochi chilometri passano, la strada statale 194 Ragusana che collega Ragusa a Catania e la Strada statale 417 di Caltagirone che collega Catania a Gela. I collegamenti con le varie destinazioni sono assicurati da autolinee extraurbane. La stazione ferroviaria di Palagonia dista dal centro quasi 18 chilometri. Fino a qualche decennio fa vi era un notevole movimento di treni merci per trasporto di agrumi, oggi quasi del tutto spediti con autotreni via strada.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l' A.S.D. Palagonia 2012 che milita nel girone H siciliano di 2° Categoria. E' nata nel 2012. I colori sociali sono: il bianco ed il rosso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 468.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Sicilia Portale Sicilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sicilia