Misterbianco

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Misterbianco
comune
Misterbianco – Stemma Misterbianco – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Antonino Di Guardo (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 37°31′00″N 15°00′00″E / 37.516667°N 15°E37.516667; 15 (Misterbianco)Coordinate: 37°31′00″N 15°00′00″E / 37.516667°N 15°E37.516667; 15 (Misterbianco)
Altitudine 213 m s.l.m.
Superficie 37 km²
Abitanti 47 539[1] (31-05-2013)
Densità 1 284,84 ab./km²
Frazioni Belsito, Lineri, Montepalma, Piano Tavola, Piano del lupo, Poggio del lupo, Serra Superiore
Comuni confinanti Camporotondo Etneo, Catania, Motta Sant'Anastasia, San Pietro Clarenza
Altre informazioni
Cod. postale 95045
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087029
Cod. catastale F250
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 078 GG[2]
Nome abitanti misterbianchesi
Patrono sant'Antonio abate
Giorno festivo 17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Misterbianco
Posizione del comune di Misterbianco nella provincia di Catania
Posizione del comune di Misterbianco nella provincia di Catania
Sito istituzionale

Misterbianco (Mustarjancu in siciliano[3]) è un comune italiano di 47 539 abitanti[1] della provincia di Catania in Sicilia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Anticamente l'abitato si sviluppava su di un rilievo alle pendici dell'Etna con terre fertili e attraversato dal fiume Amenano. Il nome cittadino deriva da un monastero i cui monaci indossavano un saio bianco, probabilmente domenicani, Monasterium Album, che venne distrutto, assieme all'antico borgo, dall'eruzione del 1669. La ricostruzione nel nuovo sito avvenne grazie all'autorizzazione ad erigere il nuovo comune che gli abitanti chiesero subito al Tribunale del Regio Patrimonio, autorizzazione che si concluse con l'acquisto del nuovo territorio, quello attuale più a valle, avvenuta il 24 novembre 1670 che apparteneva al Convento delle Moniali di S. Giuliano di Catania e pagato al prezzo di 501 onze, 12 tarì e 10 grana. La ricostruzione fu condotta in maniera per quanto possibile fedele alla precedente struttura cittadina. Fu riedificata la piazza dei Quattro Canti, le chiese, i quattro palazzi signorili - Santonocito, Scuderi, Anfuso e Santagati - e buona parte dei monumenti, ivi compresa la stele con la croce, trasportata dall'antico comune e che fu installata sul poggio da cui ha preso il nome l'attuale Poggio Croce.

Casale di Catania fino al 1642, divenne Terra indipendente a seguito dell'acquisto da parte di Gian Andrea Massa, nobile famiglia genovese che lo cedette dopo qualche giorno alla famiglia Trigona, allora baroni di S. Cono e Dragofosso, che nel 1685 ottenne il titolo di duca di Misterbianco.

Ruderi di terme romane

A Misterbianco vi sono alcune aree archeologiche con reperti del Neolitico, insediamenti greco - romani e bizantini (nella contrada Erbe Bianche) e i resti di un acquedotto d'età romana. Da ricordare i resti dell'antica Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria de Monasterio Albo, citata in alcuni documenti trecenteschi, e in alcuni cinquecenteschi sotto il titolo di Santa Maria delle Grazie. Dell'originaria costruzione, distrutta dall'eruzione del 1669, restava fino ai primi anni del 2000 solo parte dell'antico campanile. Adesso a seguito degli scavi archeologici è stata riportata alla luce l'intera navata, il pavimento originale, l'abside, gli altari laterali e gli ambienti circostanti.

Fino alla metà degli anni cinquanta Misterbianco era solo un grosso centro agricolo alle porte di Catania. Negli anni sessanta iniziarono a svilupparsi, nell'area a nord ovest, insediamenti industriali per lo più connessi al settore produttivo edile. La popolazione al censimento del 1971 risultava essere di 18.836 abitanti. A partire dagli anni settanta, in conseguenza dello sviluppo caotico ed irrefrenabile delle costruzioni nelle zone dove ora sorgono le frazioni di Lineri, Poggio Lupo, Serra, Belsito e Montepalma si è verificato un vertiginoso aumento della popolazione, confluitavi dall'hinterland Etneo più povero e dai quartieri più disagiati della città di Catania. Contemporaneamente si è sviluppata a macchia d'olio l'area commerciale/industriale arricchendosi di anno in anno di nuove aziende sempre più importanti, soprattutto nel settore della grande distribuzione, senza trascurare quello ad alto contenuto tecnologico come nel caso dell'Alenia. Il censimento del 1991 registrava già un numero di abitanti di 40.785 unità, dei quali la metà residenti nelle varie frazioni. Il fenomeno, pur in scala più ridotta, prosegue e ciò a causa del sempre più alto costo delle unità immobiliari nel centro di Catania, che spinge molti a cercare alloggio nei comuni circostanti, come Misterbianco.

Chiese e Monumenti[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa Madre dedicata a S. Maria delle Grazie (parrocchia, situata a Misterbianco, in piazza papa Giovanni XXIII),
  • Chiesa di San Nicolò (parrocchia, situata a Misterbianco, con ingresso principale in via San Giuseppe e secondario in via San Nicolò),
  • Chiesa di S. Angela Merici (parrocchia, situata a Misterbianco, in via Sant'Antonio Abate),
  • Chiesa della Divina Misericordia (parrocchia, situata a Misterbianco, in via Giuseppe Barone),
  • Chiesa S. Bernadetta (parrocchia, situata a Lineri, in piazza Enrico Berlinguer e con ingresso principale in via Bernadette),
  • Chiesa S. Carlo Borromeo (parrocchia, situata a Serra Superiore, in via Piano del lupo),
  • Chiesa S: Massimiliano Kolbe (parrocchia, situata a Belsito, in via delle viole),
  • Chiesa Beato Cardinale Dusmet (parrocchia, situata a Montepalma, in via Bologna),
  • Chiesa della Madonna del Carmine, (situata a Misterbianco, in piazza Carmine),
  • Chiesa di S. Giuseppe, (situata a Misterbianco, in via San Giuseppe),
  • Chiesa di S. Rocco, (situata a Misterbianco, in via Giacomo Matteotti),
  • Chiesa di S. Lucia o S. Orsola, (situata a Misterbianco, in via Giacomo Matteotti),
  • Chiesa di S. Margherita, (situata fuori dal centro abitato di Misterbianco, in via Santa Margherita),
  • Chiesa della Madonna degli Ammalati, (situata fuori dal centro abitato di Misterbianco, in via Madonna degli ammalati)
  • Chiesa di Campanarazzu (vecchia chiesa Madre, situata fuori dal centro abitato di Misterbianco, in via Campanarazzu),
  • Monumento ai Caduti, (situato a Misterbianco, in piazza Giuseppe Mazzini)
  • Monumento a Garibaldi, (situato a pochi metri dal precedente monumento)
  • Monumento a Nunzio Caudullo, (situato a Misterbianco, nella sua ex residenza, in via Vittorio Veneto)
  • Terme romane, (situate a Misterbianco, in piazza della Resistenza)
  • Poggio Croce, (situato a Misterbianco, all'interno del parco comunale, in piazza XXV aprile)
  • Palazzo del Senato, (situato a Misterbianco, in via Municipio, attualmente adibito agli uffici comunali)
  • Palazzo Ducale, (situato a Misterbianco, in piazza Dante Alighieri, ex residenza della stirpe dei duca di Misterbianco)
  • Ospizio (situato a Misterbianco, in via Giacomo Matteotti, attuale biblioteca comunale),
  • Stabilimento Monaco (situato a Misterbianco, in via Municipio, attualmente, in parte adibito agli uffici comunali e in parte adibito a museo dei costumi di carnevale)

Persone legate a Misterbianco[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Trasporti e vie di comunicazione[modifica | modifica sorgente]

Strade principali di collegamento[modifica | modifica sorgente]

Misterbianco è attraversata dalla S. S. 121, che da Catania porta a Paternò, Adrano, Regalbuto, Agira ed Enna. È collegata a San Giovanni Galermo per mezzo della S. P. 12, che la attraversa collegandola alla S. S. 192. È inoltre collegata per mezzo della Tangenziale di Catania alla A18 e alla S. S. 114 per Siracusa mediante il nuovissimo tratto autostradale. Il servizio di trasporto urbano consisteva di tre linee (A, B e C) di minibus, che collegavano il centro alla Zona Commerciale e alle frazioni di Serra e Belsito (attualmente dismesso), e di servizi urbani e suburbani con autobus della Ferrovia Circumetnea e dell'A.S.T., che lo collegano a Catania e all'hinterland. È attivo anche un collegamento con l'Aeroporto di Catania-Fontanarossa.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Stazione di Misterbianco della Ferrovia Circumetnea

Il territorio comunale è attraversato dalla Ferrovia Circumetnea (F.C.E.) e servito da una stazione ferroviaria (posta in periferia, in piazza Orazio Costorella) e da una fermata in corrispondenza della frazione di Montepalma-Lineri, situata a cavallo tra due strade, da una parte via Alcide De Gasperi (Lineri) e dall'altra in via Ferrara (Montepalma). È quindi ben collegato con Catania e con tutti i comuni del circondario etneo come Paternò, Adrano, Bronte, Randazzo, fino a Giarre e Riposto.

In futuro (il progetto è in corso di finanziamento), il tracciato ferroviario attuale sarà sostituito da quello della Metropolitana (sempre F.C.E.), attualmente in esercizio tra il porto di Catania e la Stazione Borgo della stessa città; il percorso, in sotterraneo, avrà una stazione in corrispondenza dell'area commerciale, una al centro, ed una ulteriore alla periferia nord.

Industria e Commercio[modifica | modifica sorgente]

Tra Misterbianco e Catania si trova la più importante zona commerciale della provincia. Si trovano presenti quasi tutte le principali imprese di grande distribuzione di livello europeo. Imprese sia all'ingrosso che al dettaglio, operanti nei settori dell'abbigliamento e dell'arredamento, dell'informatica e delle forniture da ufficio, del bricolage e della refrigerazione.

Una grande area, tra l'attuale zona commerciale e la frazione di Montepalma, ospitava fino a qualche decennio fa una delle più grandi imprese del settore costruzioni, l'impresa Costanzo, travolta dagli scandali del periodo di Tangentopoli[7]. In essa si producevano prefabbricati pesanti in calcestruzzo per uso autostradale, ferroviario e civile, nonché interi edifici industriali, commerciali e per uso civile; l'impresa ebbe anche l'appalto di due lotti dell'allora costruendo Tunnel della Manica ed occupava diverse migliaia di persone nei suoi vari settori di attività, oggi è del tutto abbandonata.

Periferie e frazioni[modifica | modifica sorgente]

Madonna degli Ammalati è una località estiva frequentata dai misterbianchesi posta in zona collinare a nord-est del centro urbano. La frazione è sorta su una parte dell'area dell'antico abitato di Misterbianco, seppellito dalla lava del 1669, di cui rimasero intatte soltanto alcune parti, ancor oggi visibili oltre alla chiesetta della Madonna degli Ammalati e il campanarazzu, cioè il campanile della chiesa madre sepolta e una parte della costruzione di quella di San Nicolò. Quanto rimasto della chiesetta crollò in seguito al terremoto del 1693 eccetto la parete nord sulla quale si trovava l'affresco raffigurante Maria SS. Aegrotorum (degli Ammalati). Nella prima metà del Settecento il sacerdote Domenico Bruno iniziò a ricostruire la chiesetta restaurando i frammenti di intonaco sopravvissuti e dando inizio al culto alla Madonna degli Ammalati la cui festa dura quattro giorni concludendosi la seconda domenica di settembre; questa inizia con una processione di fedeli che accompagna una campana di 51 kg, sopravvissuta alla lava, ma rifusa nell'Ottocento, dalla chiesa di S. Nicolò, nel centro cittadino, fino alla chiesa del cosiddetto Chianu 'e malati; vengono celebrate varie messe, si esegue la tradizionale "Cantata" nei pressi del "Piano" ove i membri della commissione per i festeggiamenti, con un sacco in mano, aspettano 'o passu (al passaggio) i fedeli per la raccolta delle offerte. Durante le giornate si svolgono aste sacre; la festa si conclude con fragorosi fuochi d'artificio fino a notte fonda. Oggi è una zona residenziale del paese.

L'antico sito di Campanarazzu è raggiungibile lungo la strada che collega la frazione alla strada provinciale 12/1 Misterbianco-San Giovanni di Galermo.

Piano Tavola è suddivisa amministrativamente tra i comuni di Belpasso, Misterbianco, Camporotondo Etneo e Motta Sant'Anastasia. È un grosso borgo circondato da insediamenti industriali ed artigianali che aspira ad essere eretto in comune autonomo. Ha una sua stazione ferroviaria della Ferrovia Circumetnea (situata in via Nazionale).

Lineri, e Montepalma sono due grosse frazioni, nelle quali abita circa un terzo della popolazione di Misterbianco, site ad est del centro principale, vicine alla città di Catania.

Le frazioni di Belsito, Serra Superiore, Piano del lupo e Poggio del lupo si trovano immediatamente a nord di Lineri, a ridosso della strada provinciale 12/1; le ultime due sono sede di numerose imprese di produzione e commercializzazione di materiale edile.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Qui sotto sono illustrati i dati riguardanti i vari sindaci che si sono susseguiti dai primi anni ottanta a oggi.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1983 1988 Salvatore Saglimbene centro-destra Sindaco
1988 1989 Antonino Di Guardo centro-sinistra Sindaco
1989 1993  ?  ? Commissario
1993 1998 Antonino Di Guardo centro-sinistra Sindaco
1998 2003 Antonino Di Guardo centro-sinistra Sindaco
2003 2007 Antonina Caruso centro-destra Sindaco
2007 2012 Antonina Caruso lista civica Sindaco
2012 in carica Antonino Di Guardo lista civica Sindaco

Informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Misterbianco fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.8 (Piana di Catania)[8].

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Universal Misterbianco che milita nel girone B dell'Eccellenza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/05/2013
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 398.
  4. ^ Nel corso della seconda guerra mondiale ricevette prima la Croce di guerra al Valor Militare sul fronte greco-albanese; nell'estate del 1942 fu poi inviato in Russia in un ospedale vicino al fronte dove, nonostante l'ordine di ritirata, non volle abbandonare i feriti e venne fatto prigioniero continuando la sua opera di medico chirurgo anche durante la prigionia nell'ospedale da campo di Ivanovo; per tali meriti ebbe la Medaglia d'Argento al Valor Militare (vd. anche in pabel.it). Su di lui Santi Correnti ha scritto Il chirurgo prof. Nunzio Caudullo, Edizioni Greco (Catania)
  5. ^ Via Nunzio Caudullo a Misterbianco su Google Maps
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ La Repubblica, 20 novembre 1992
  8. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 5 luglio 2011.

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