Misterbianco

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Misterbianco
comune
Misterbianco – Stemma Misterbianco – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Sindaco Antonino Di Guardo dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 37°31′0″N 15°0′0″E / 37.51667°N 15°E / 37.51667; 15 (Misterbianco)Coordinate: 37°31′0″N 15°0′0″E / 37.51667°N 15°E / 37.51667; 15 (Misterbianco)
Altitudine 213 m s.l.m.
Superficie 37 km²
Abitanti 47 602[1] (30-11-2012)
Densità 1 286,54 ab./km²
Frazioni Belsito, Lineri, Montepalma, Piano Tavola, Poggio Lupo, Serra Superiore
Comuni confinanti Camporotondo Etneo, Catania, Motta Sant'Anastasia, San Pietro Clarenza
Altre informazioni
Cod. postale 95045
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087029
Cod. catastale F250
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 078 GG[2]
Nome abitanti misterbianchesi
Patrono sant'Antonio abate
Giorno festivo 17 gennaio
Localizzazione
Misterbianco è posizionata in Italia
Misterbianco
Posizione del comune di Misterbianco nella provincia di Catania
Posizione del comune di Misterbianco nella provincia di Catania
Sito istituzionale

Misterbianco (Mustarjancu in siciliano[3]) è un comune italiano di 47.602 abitanti[4] della provincia di Catania in Sicilia.

Indice

Storia [modifica]

Anticamente l'abitato si sviluppava su di un rilievo alle pendici dell'Etna con terre fertili e attraversato dal fiume Amenano. Il nome cittadino deriva da un monastero i cui monaci indossavano un saio bianco, probabilmente domenicani, Monasterium Album, che venne distrutto, assieme all'antico borgo, dall'eruzione del 1669. La ricostruzione nel nuovo sito avvenne grazie all'autorizzazione ad erigere il nuovo comune che gli abitanti chiesero subito al Tribunale del Regio Patrimonio, autorizzazione che si concluse con l'acquisto del nuovo territorio, quello attuale più a valle, avvenuta il 24 novembre 1670 che apparteneva al Convento delle Moniali di S. Giuliano di Catania e pagato al prezzo di 501 onze, 12 tarì e 10 grana. La ricostruzione fu condotta in maniera per quanto possibile fedele alla precedente struttura cittadina. Fu riedificata la piazza dei Quattro Canti, le chiese, i quattro palazzi signorili - Santonocito, Scuderi, Anfuso e Santagati - e buona parte dei monumenti, ivi compresa la stele con la croce, trasportata dall'antico comune e che fu installata sul poggio da cui ha preso il nome l'attuale Poggio Croce.

Casale di Catania fino al 1642, divenne Terra indipendente a seguito dell'acquisto da parte di Gian Andrea Massa, nobile famiglia genovese che lo cedette dopo qualche giorno alla famiglia Trigona, allora baroni di S. Cono e Dragofosso, che nel 1685 ottenne il titolo di duca di Misterbianco.

Ruderi di terme romane

A Misterbianco vi sono alcune aree archeologiche con reperti del Neolitico, insediamenti greco - romani e bizantini (nella contrada Erbe Bianche) e i resti di un acquedotto d'età romana. Da ricordare i resti dell'antica Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria de Monasterio Albo, citata in alcuni documenti trecenteschi, e in alcuni cinquecenteschi sotto il titolo di Santa Maria delle Grazie. Dell'originaria costruzione, distrutta dall'eruzione del 1669, restava fino ai primi anni del 2000 solo parte dell'antico campanile. Adesso a seguito degli scavi archeologici è stata riportata alla luce l'intera navata, il pavimento originale, l'abside, gli altari laterali e gli ambienti circostanti.

Fino alla metà degli anni cinquanta Misterbianco era solo un grosso centro agricolo alle porte di Catania. Negli anni sessanta iniziarono a svilupparsi, nell'area a nord ovest, insediamenti industriali per lo più connessi al settore produttivo edile. La popolazione al censimento del 1971 risultava essere di 18.836 abitanti. A partire dagli anni settanta, in conseguenza dello sviluppo caotico ed irrefrenabile delle costruzioni nelle zone dove ora sorgono le frazioni di Lineri, Poggio Lupo, Serra, Belsito e Montepalma si è verificato un vertiginoso aumento della popolazione, confluitavi dall'hinterland Etneo più povero e dai quartieri più disagiati della città di Catania. Contemporaneamente si è sviluppata a macchia d'olio l'area commerciale/industriale arricchendosi di anno in anno di nuove aziende sempre più importanti, soprattutto nel settore della grande distribuzione, senza trascurare quello ad alto contenuto tecnologico come nel caso dell'Alenia. Il censimento del 1991 registrava già un numero di abitanti di 40.785 unità, dei quali la metà residenti nelle varie frazioni. Il fenomeno, pur in scala più ridotta, prosegue e ciò a causa del sempre più alto costo delle unità immobiliari nel centro di Catania, che spinge molti a cercare alloggio nei comuni circostanti, come Misterbianco.

Chiese e Monumenti [modifica]

  • Chiesa Madre dedicata a S. Maria delle Grazie (parrocchia),
  • Chiesa di San Nicolò (parrocchia),
  • Chiesa di S. Angela Merici (parrocchia),
  • Chiesa della Divina Misericordia (parrocchia),
  • Chiesa S. Bernadetta (parrocchia),
  • Chiesa S. Carlo Borromeo (parrocchia),
  • Chiesa S: Massimiliano Kolbe (parrocchia),
  • Chiesa Beato Cardinale Dusmet (parrocchia),
  • Chiesa del Carmine,
  • Chiesa di S. Giuseppe,
  • Chiesa di S. Rocco,
  • Chiesa di S. Lucia o S. Orsola,
  • Chiesa di S. Margherita,
  • Chiesa della Madonna degli Ammalati,
  • Chiesa di Campanarazzu (vecchia chiesa Madre),
  • Monumento ai Caduti,
  • Monumento a Garibaldi,
  • Monumento a Nunzio Caudullo,
  • Terme romane,
  • Poggio Croce,
  • Palazzo del Senato,
  • Palazzo Ducale,
  • Ospizio,
  • Stabilimento Monaco

Personalità legate a Misterbianco [modifica]

  • Nunzio Caudullo (Misterbianco, 1910-1984), chirurgo e docente di Semeiotica chirurgica all'Università di Catania[5]. Nel 1990 gli è stata intitolata una via cittadina [6] e un monumento bronzeo a bassorilievo da parte dell'amministrazione comunale del paese.
  • Pino Cerami (Misterbianco, 1922), ciclista italo-belga.
  • Raimondo Todaro, ballerino.
  • Cesare Basile, cantautore.
  • Orazio Russo, ex calciatore.

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[7]

Trasporti e vie di comunicazione [modifica]

Strade principali di collegamento [modifica]

Misterbianco è attraversata dalla S. S. 121, che da Catania porta a Paternò, Adrano, Regalbuto, Agira ed Enna. È collegata a San Giovanni Galermo per mezzo della S. P. 12, che la attraversa collegandola alla S. S. 192. È inoltre collegata per mezzo della Tangenziale di Catania alla A18 e alla S. S. 114 per Siracusa mediante il nuovissimo tratto autostradale. Il servizio di trasporto urbano consisteva di tre linee (A, B e C) di minibus, che collegavano il centro alla Zona Commerciale e alle frazioni di Serra e Belsito (attualmente dismesso), e di servizi urbani e suburbani con autobus della Ferrovia Circumetnea e dell'A.S.T., che lo collegano a Catania e all'hinterland. È attivo anche un collegamento con l'Aeroporto di Catania-Fontanarossa.

Ferrovie [modifica]

Stazione di Misterbianco della Ferrovia Circumetnea

Il territorio comunale è attraversato dalla Ferrovia Circumetnea (F.C.E.) e servito da una stazione ferroviaria (posta in centro) e da una fermata periferica in corrispondenza della frazione di Montepalma-Lineri. È quindi ben collegato con Catania e con tutti i comuni del circondario etneo come Paternò, Adrano, Bronte, Randazzo, fino a Giarre e Riposto.

In futuro (il progetto è in corso di finanziamento), il tracciato ferroviario attuale sarà sostituito da quello della Metropolitana (sempre F.C.E.), attualmente in esercizio tra il porto di Catania e la Stazione Borgo della stessa città; il percorso, in sotterraneo, avrà una stazione in corrispondenza dell'area commerciale, una al centro, ed una ulteriore alla periferia nord.

Industria e Commercio [modifica]

Tra Misterbianco e Catania si trova la più importante zona commerciale della provincia. Si trovano presenti quasi tutte le principali imprese di grande distribuzione di livello europeo. Imprese sia all'ingrosso che al dettaglio, operanti nei settori dell'abbigliamento e dell'arredamento, dell'informatica e delle forniture da ufficio, del bricolage e della refrigerazione.

Una grande area, tra l'attuale zona commerciale e la frazione di Montepalma, ospitava fino a qualche decennio fa una delle più grandi imprese del settore costruzioni, l'impresa Costanzo, travolta dagli scandali del periodo di Tangentopoli[8]. In essa si producevano prefabbricati pesanti in calcestruzzo per uso autostradale, ferroviario e civile, nonché interi edifici industriali, commerciali e per uso civile; l'impresa ebbe anche l'appalto di due lotti dell'allora costruendo Tunnel della Manica ed occupava diverse migliaia di persone nei suoi vari settori di attività, oggi è del tutto abbandonata.

Periferie e frazioni [modifica]

Madonna degli Ammalati è una località estiva frequentata dai misterbianchesi posta in zona collinare a nord-est del centro urbano. La frazione è sorta su una parte dell'area dell'antico abitato di Misterbianco, seppellito dalla lava del 1669, di cui rimasero intatte soltanto alcune parti, ancor oggi visibili oltre alla chiesetta della Madonna degli Ammalati e il campanarazzu, cioè il campanile della chiesa madre sepolta e una parte della costruzione di quella di San Nicolò. Quanto rimasto della chiesetta crollò in seguito al terremoto del 1693 eccetto la parete nord sulla quale si trovava l'affresco raffigurante Maria SS. Aegrotorum (degli Ammalati). Nella prima metà del Settecento il sacerdote Domenico Bruno iniziò a ricostruire la chiesetta restaurando i frammenti di intonaco sopravvissuti e dando inizio al culto alla Madonna degli Ammalati la cui festa dura quattro giorni concludendosi la seconda domenica di settembre; questa inizia con una processione di fedeli che accompagna una campana di 51 kg, sopravvissuta alla lava, ma rifusa nell'Ottocento, dalla chiesa di S. Nicolò, nel centro cittadino, fino alla chiesa del cosiddetto Chianu 'e malati; vengono celebrate varie messe, si esegue la tradizionale "Cantata" nei pressi del "Piano" ove i membri della commissione per i festeggiamenti, con un sacco in mano, aspettano 'o passu (al passaggio) i fedeli per la raccolta delle offerte. Durante le giornate si svolgono aste sacre; la festa si conclude con fragorosi fuochi d'artificio fino a notte fonda. Oggi è una zona residenziale del paese.

L'antico sito di Campanarazzu è raggiungibile lungo la strada che collega la frazione alla strada provinciale 12/1 Misterbianco-San Giovanni di Galermo.

Piano Tavola è suddivisa amministrativamente tra i comuni di Belpasso, Misterbianco, Camporotondo Etneo e Motta Sant'Anastasia. È un grosso borgo circondato da insediamenti industriali ed artigianali che aspira ad essere eretto in comune autonomo. Ha una sua stazione ferroviaria della Ferrovia Circumetnea.

Lineri, e Montepalma sono due grosse frazioni, nelle quali abita circa un terzo della popolazione di Misterbianco, site ad est del centro principale, vicine alla città di Catania.

Le frazioni di Belsito CT, Serra Superiore e di Poggio Lupo si trovano immediatamente a nord di Lineri, a ridosso della strada provinciale 12; le ultime due sono sede di numerose imprese di produzione e commercializzazione di materiale edile.

Amministrazione [modifica]

Altre informazioni amministrative [modifica]

Il comune di Misterbianco fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.8 (Piana di Catania)[9].

Sport [modifica]

Calcio [modifica]

La squadra di calcio della città è l' A.S.D. Universal Misterbianco che milita nel girone B dell'Eccellenza.

Note [modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 398.
  4. ^ Dato Istat al 30/11/2011
  5. ^ Nel corso della seconda guerra mondiale ricevette prima la Croce di guerra al Valor Militare sul fronte greco-albanese; nell'estate del 1942 fu poi inviato in Russia in un ospedale vicino al fronte dove, nonostante l'ordine di ritirata, non volle abbandonare i feriti e venne fatto prigioniero continuando la sua opera di medico chirurgo anche durante la prigionia nell'ospedale da campo di Ivanovo; per tali meriti ebbe la Medaglia d'Argento al Valor Militare (vd. anche in pabel.it). Su di lui Santi Correnti ha scritto Il chirurgo prof. Nunzio Caudullo, Edizioni Greco (Catania)
  6. ^ Via Nunzio Caudullo a Misterbianco su Google Maps
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ La Repubblica, 20 novembre 1992
  9. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato in data 05-07-2011.

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Collegamenti esterni [modifica]

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