Vizzini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Vizzini (disambigua).
Vizzini
comune
Vizzini – Stemma Vizzini – Bandiera
Vizzini – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sicilia – stemma Sicilia
Provincia Catania – stemma Catania
Sindaco dott. Vito Saverio Cortese (lista civica) dal 15/05/2007
Territorio
Coordinate 37°10′0″N 14°45′0″E / 37.16667°N 14.75°E / 37.16667; 14.75 (Vizzini)Coordinate: 37°10′0″N 14°45′0″E / 37.16667°N 14.75°E / 37.16667; 14.75 (Vizzini)
Altitudine 586 m s.l.m.
Superficie 112 km²
Abitanti 6 656[1] (31-12-2010)
Densità 59,43 ab./km²
Frazioni Camemi, Vizzini Scalo
Comuni confinanti Buccheri (SR), Francofonte (SR), Giarratana (RG), Licodia Eubea, Monterosso Almo (RG), Militello in Val di Catania, Mineo
Altre informazioni
Cod. postale 95049
Prefisso 0933
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087054
Cod. catastale M100
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti vizzinesi
Patrono san Gregorio Magno papa
Giorno festivo 3 settembre
Localizzazione
Vizzini è posizionata in Italia
Vizzini
Posizione del comune di Vizzini nella provincia di Catania
Posizione del comune di Vizzini nella provincia di Catania
Sito istituzionale

Vizzini è un comune italiano di 6.718 abitanti della provincia di Catania in Sicilia.

È la città natale di Giovanni Verga. Dista 30 km da Caltagirone, 37 da Ragusa e 66 da Catania.

Indice

[modifica] Storia

La presenza di insediamenti umani a Vizzini risale a tempi molto antichi: ciò è testimoniato dalla presenza di numerose grotte trogloditiche e da ritrovamenti risalenti alla tarda età del bronzo (di questo periodo sarebbe il "ripostiglio" ritrovato da Ippolito Cafici, in contrada Tre Canali, oggi esposto nel Museo Paolo Orsi di Siracusa). Secondo alcuni storici Vizzini sarebbe in realtà l'antica Bidi menzionata da Tucidide, Cicerone e Plinio. Tucidide, in particolare, narra di un certo Feace inviato in Sicilia dagli Ateniesi come ambasciatore per procurare, tra le colonie ioniche di Sicilia, alleati in favore dei Leontinesi per la guerra che questi condussero contro Siracusa nel V secolo a.C. Il fatto che Vizzini rispose a quell'appello conferma (insieme ai reperti archeologici rinvenuti in epoca greca) che la cittadina esistesse già prima del V secolo a.C. e che avesse raggiunto uno sviluppo tale da suscitare le attenzioni della potenza ateniese. Il nome della città quindi avrebbe origine dal greco "BE-DIS" (andò due volte) in riferimento al fiume Dirillo-Acate che lambisce due volte i fianchi della città, poi divenuto Bidi o Bidini in epoca romana, modificato in Bizini dagli Arabi, che rimase tale anche sotto le successive dinastie normanna, sveva, angioina e aragonese, fino all'attuale Vizzini con il viceregno spagnolo. Poche notizie si hanno quindi delle dominazioni greca, romana, bizantina e araba. Al periodo normanno risale la descrizione del celebre geografo Al Idrisi, che la descrive così: "siede alle falde d'un monte, ha i campi da seminagione e un buon terreno". Nel 1105 è signore di Vizzini il normanno Achinus de Bizino, padre di Charluuri e di Galduino. Nel 1177 figura tra i testimoni alle nozze del re di Guglielmo II di Sicilia con Giovanna d'Inghilterra il conte Robertus de Bizino. È in questo periodo che si andò formando, attorno al Castello (che diventerà carcere in epoca borbonica, oggi non più presente), il primo nucleo della città, circondato da mura. Secondo la tradizione, nel 1224, Sant'Antonio da Padova fondò nella cittadina il Convento dell'Annunziata, cosa per altro improbabile, visto che il santo di Padova era già partito con dei frati da Messina per salire l'Italia. La città conobbe un momento importante della sua storia quando, nel 1252, l'imperatore Corrado IV di Svevia le concesse il privilegio di "perpetua demanialità", impegnandosi a non concederla più in feudo. E anche quando, per ben 6 volte, fu ceduta ad un feudatario, la città riuscì sempre a liberarsi. Nel 1255 papa Alessandro IV concesse Vizzini a Ruggero Fimetta, ma quando Manfredi diventò re di Sicilia, questi nominò conte di Vizzini Federico Maletta, alla cui morte, nel 1260, la città tornò verosimilmente demaniale. Nel 1266 Vizzini passò con il resto della Sicilia sotto la dominazione angioina, ma nel 1282 la cittadina partecipò alla rivolta dei Vespri siciliani. Secondo Filadelfo Mugnos i baroni che organizzarono il moto a Vizzini furono il castellano Arnaldo Callari e Luigi Passaneto. Con l'intervento di Pietro III d'Aragona, passò con il resto della Sicilia sotto la dinastia aragonese. Nel 1299, in piena guerra tra Federico III d'Aragona e Carlo II d'Angiò per il possesso dell'isola, la città, guidata dai suoi nobili cittadini Giovanni Callari (o di Callaro), Tommaso Lalia e Giovanni Landolina, si ribellò al sovrano aragonese riconoscendo come re di Sicilia il secondo. In questa fase di vera e propria guerra civile siciliana (in tale periodo iniziano infatti le lotte tra la fazione dei Latini, filoangioina, e la fazione dei Catalani, filoaragonese), i Vizzinesi saccheggiarono la vicina città di Gulfi (oggi Chiaramonte Gulfi). Da qui nacque la storica rivalità tra le due cittadine. Dopo la pace di Caltabellotta (1302), la città passò definitivamente sotto la dinastia aragonese e venne concessa prima a Manfredi Alagona, quindi al conte di Licodia Ughetto Santapau, nonostante fosse stata assegnata alla "Camera Reginale", istituita da Federico III nel 1361. Solo nel 1403, dopo la ricostituzione della "Camera Reginale" a favore di Bianca di Navarra, Vizzini riacquisì la libertà. Nei primi anni del XV secolo, la città modificò la sua struttura urbanistica espandendosi oltre le mura medievali, soprattutto verso est, sulla collina del Calvario, trovando tre assi principali di espansione che corrispondono alle attuali via Roma, via V. Emanuele e via San Giovanni. Durante il regno di Carlo V d'Asburgo la città, sia per arginare le pretese dei baroni vicini, sia per ingraziarsi il potere dei sovrani, cominciò ad acquistare, con ingenti somme, una serie di "privilegi" e "titoli", come quello di "Perpetua Demanialità", "Mero e Misto Impero", "Città Obbedientissima", ed ottenne anche la possibilità di eleggere un vero e proprio Consiglio Municipale. Vizzini fino alla prima metà del seicento ebbe una continua espansione, fino a raggiungere i 16.000 abitanti (più del doppio degli attuali 7.000 circa). Tuttavia, pur essendo diventata un centro sempre più influente, non si interruppe mai l'altalenante storia (già vissuta nel periodo medievale) che la vedeva sempre in lotta con i signori di turno, a cui la città era venduta per rimpinguare le casse reali. Così fu nel 1648, quando venne data in feudo al genovese Nicolò Squittini. Solo dopo trent'anni, nel 1679, grazie all'opera di Giovanni Caffarelli riuscì, come era accaduto altre volte, a riconquistare la propria libertà. Nel 1693 anche Vizzini subì le conseguenze devastanti del terribile terremoto che rase al suolo molti altri centri del Val di Noto. Morirono circa 2.500 persone, di cui 400 per il solo crollo della cupola della Chiesa Madre, mentre erano in preghiera proprio per scongiurare il pericolo del terremoto che aveva dato un "avvertimento", con alcune scosse di entità minore, proprio due giorni prima di quella letale. Tuttavia, nonostante il terribile evento, Vizzini, così come molti dei centri colpiti, risorse e la ricostruzione fu un evento di grande portata sul piano sia sociale, che artistico e culturale. Ne sono testimonianza i numerosi monumenti religiosi e civili sorti in questo periodo, alcuni dei quali di pregevole fattura. Durante tutto il XVIII secolo Vizzini seguì le sorti di quasi tutti gli altri centri della Sicilia, con le dominazioni degli Asburgo, dei Savoia, dagli Austriaci e dei Borboni. Nel 1848, Vizzini partecipò al moto carbonaro, e sventolò per la prima volta in cima al Municipio il Tricolore, ma per poco tempo: le truppe borboniche repressero la rivolta ed i liberali vennero perseguitati. Nel 1860 molti Vizzinesi seguirono Giuseppe Garibaldi che era sbarcato in Sicilia ed entrarono a far parte delle camicie rosse. Quindi la città votò l'annessione al Regno d'Italia nascente. I sindaci, anche con la nuova monarchia, continuarono ad essere scelti tra i nobili locali: Catalano, Cafici, Passanisi, Gaudioso, Giusino e Caffarelli. Vizzini, come molti altri centri della Sicilia e del Mezzogiorno d'Italia, subì una grande ondata emigratoria dopo l'ultima guerra mondiale (soprattutto verso l'Australia), passando dai 20.885 agli attuali 6.777 abitanti.


[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Cultura

[modifica] Manifestazioni

[modifica] Personalità legate a Vizzini

[modifica] Economia

A Vizzini ha sede la Di Blasi, casa costruttrice di ciclomotori, biciclette e tricicli pieghevoli.

[modifica] Trasporti e comunicazioni

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione di Vizzini-Licodia.

Il traffico ferroviario si avvale di una stazione della Rete Ferroviaria Italiana sulla linea Catania-Caltagirone-Gela.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: dott. Vito Saverio Cortese (lista civica) dal 15/05/2007 (2º mandato)

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Vizzini su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Vizzini")

Sicilia Portale Sicilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sicilia
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue