Scordia

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Scordia
comune
Scordia – Stemma
Piazza Umberto I
Piazza Umberto I
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Franco Tambone (Partito Democratico) dal 24/06/2013
Territorio
Coordinate 37°18′00″N 14°51′00″E / 37.3°N 14.85°E37.3; 14.85 (Scordia)Coordinate: 37°18′00″N 14°51′00″E / 37.3°N 14.85°E37.3; 14.85 (Scordia)
Altitudine 150 m s.l.m.
Superficie 24 km²
Abitanti 17 266[1] (31-12-2010)
Densità 719,42 ab./km²
Comuni confinanti Lentini (SR), Militello in Val di Catania
Altre informazioni
Cod. postale 95048
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087049
Cod. catastale I548
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti scordiensi (o scordienzi)
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Scordia
Posizione del comune di Scordia nella provincia di Catania
Posizione del comune di Scordia nella provincia di Catania
Sito istituzionale

Scordìa (Scurdìa in siciliano) è un comune italiano di 17.266 abitanti della provincia di Catania in Sicilia.

Dista 41 km da Caltagirone e 37 da Catania.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Adagiata a 150 metri di altitudine, Scordia rappresenta un terrazzo dal quale lo sguardo può volgere alle innevate pendici dell'Etna, fino alla Playa, il litorale a sud di Catania, passando per i verdi agrumeti che hanno sempre dato un importante contributo al commercio. Il suo nome, di origine greco-bizantina, forse si richiama alla mitica colonia lentinese di Scordion, che significa "aglio", quasi ad indicare la fertilità del suolo; nei dintorni, infatti, vi sono tracce d’insediamenti umani preistorici, che risalgono all’età dei Siculi (VI e V secolo a.C.). Successivamente, conobbe anche la civiltà greco-romana e quella bizantina; in possesso feudale alla Sede Apostolica, passò poi alle nobili famiglie di Virgilio Scordia, di Russo Rosso e sotto i Branciforti di Militello che la governarono sino al 1812, anno in cui, abolito il feudalesimo, ottenne l’autonomia comunale.

Oggi Scordia è uno dei principali centri agrumicoli della Sicilia, sia per la qualità del prodotto, sia per la sua commercializzazione. Oltre trenta aziende, nella stagione invernale, sono impegnate nella lavorazione delle arance; il prezioso frutto, alla fine, è destinato ai mercati più lontani. L'economia è inoltre sostanziata da attività di artigianato di ogni tipo, comprese industrie manifatturiere che occupano diverse centinaia di lavoratori.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

La denominazione di Scordia deriva dal greco skordion, che vuol dire aglio. Questo per la grande presenza di coltivazioni di aglio presenti nel passato in territorio scordiense. Tuttavia, sebbene sia la più accreditata, tale tesi non è necessariamente vera.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La facciata barocca della chiesa madre di Scordia

Chiesa Madre San Rocco[modifica | modifica sorgente]

Voluta dal principe di Scordia Antonio Branciforte, la chiesa madre di Scordia fu costruita, insieme al palazzo principesco, nel 1628. Essa fu vittima del terremoto del 1693, dal quale uscì completamente distrutta. Quindi, fu fatta ricostruire su progetto di fra' Michele della Ferla e riaperta al culto nel 1712. La forma attuale, squisitamente barocca, si deve a don Mario De Cristofaro, arciprete parroco dal 1830 al 1867, che commissionò la costruzione del transetto, dando alla chiesa la forma di una croce latina, tipica dell'architettura barocca. In essa sono custoditi pregevoli quadri di artisti come Marcello Vieri e Pietro Gabrini, oltre ad una tela attribuita alla scuola caravaggesca, se non allo stesso Caravaggio. In essa è, inoltre, presente un simulacro ligneo, tradizionalmente donato dai Branciforte, sistemato entro un fercolo a tempietto biforo ricoperto in oro del 1884 e completamente riindorato in occasione del centenario della festa patronale nel 1960 da maestranze catanesi. Il simulacro, originariamente dipinto, era stato rivestito in argento, per devozione dei fedeli, nel 1796. Il prezioso ornamento è stato però sacrilegamente trafugato nel 1977 ed il simulacro è stato restaurato nel 1779.[2] È questo simulacro che, ancora oggi, viene portato in processione il 16 agosto.

Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica sorgente]

Costruita a più riprese nel corso del XIX secolo, la chiesa di San Giuseppe è realizzata secondo canoni tipicamente neoclassici, in pieno centro cittadino. Alla sua prospettiva nuove l'edificio del mercato coperto (oggi diventato centro di aggregazione giovanile), la cui realizzazione ha rimpicciolito la piazza antistante. L'interno è ad una sola navata e presenta cinque altari laterali in marmo. In essa sono custodite diverse sculture lignee e pale d'altare di alto valore artistico, come la Madonna degli Ammalati di Giuseppe Barchitta, collocata nel secondo altare di destra. La devozione a San Giuseppe ruota attorno ad un simulacro ligneo sistemato entro un fercolo che richiama molto, come molti fercoli barocchi, il tempio di Gerusalemme, che però, nel 2009 è stato privato sacrilegamente degli angioletti decorativi. Dell'arredo liturgico originario resta solamente l'altare maggiore, ripristinato nel 2013. Il resto, come l'ambone, l'organo a canne e la balaustra, è stato rimosso nel periodo postconciliare.

Chiesa di Santa Maria Maggiore[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Santa Maria Maggiore sorge in piazza Regina Margherita sulle fondamenta di quella che era la chiesa di Santa Maria vecchia, esistente già quando Scordia era ancora un Casale, la cui prima attestazione risale al 1308. Questa chiesa fu, nel corso dei secoli XIV- XVI l'unica chiesa sacramentale di Scordia. Avviati nel 1628 i lavori per la chiesa di San Rocco, la chiesa di S. Maria perse i diritti parrocchiali, trasferiti alla nuova matrice. Distrutta dal terremoto del 1693, la chiesa fu gravemente distrutta, ma venne presto restaurata. Tuttavia, nel 1770, la chiesa, di cui nel 1696 era attestato il titolo di Maggiore, cadde del tutto in rovina. L'attuale chiesa, realizzata in un elegante stile barocco, fu ultimata nel 1780, sotto lo stimolo dell'inquisitore don Matteo Imperia, che dovette fronteggiare una prima opposizione del Vescovo di Siracusa Giovanni Battista Alagona, e fu dedicata dal cardinale Antonio Colonna Branciforti, a cui l'Imperia dedicò la chiesa, che fu eretta a parrocchia il 25 luglio 1942. L'interno, ad una sola navata preziosamente decorata, presenta quattro altari laterali, sormontati da tre pale di Marcello Vieri e dall'artistico ligneo simulacro di Santa Maria Madre di Dio, realizzato intorno alla fine del XVIII secolo, che fu incoronata dal vescovo Capizzi nel 1946. L'abside è arricchita da un altare a piramide in marmo policromo, sormontato dalla pala della Madonna con i santi che, dopo l'ultimo restauro, ha assunto forma centinata. Il catino, invece, è dominato da un elegante stucco raffigurante il Padre Eterno con gli angeli.[3]

Chiesa di Sant'Antonio al Convento[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di S. Antonio, fu fortemente voluto dal principe di Scordia Antonio Branciforte su sollecitazione del fratello Ottavio, Vescovo di Cefalù, il cui mezzo busto è collocato nel timpano del portale della chiesa. La stessa committenza ordinò la costruzione del convento dei Frati Riformati, che divennero ora dodici. Otto, infatti, erano già residenti nell'antico ospizio di contrada Calvario nuovo. Entrambe le costruzioni furono realizzate nel 1644, come attesta la data iscritta sulla facciata, costruita in un armonioso stile barocco. Non conosciamo, però, la data in cui i padri riformati presero possesso del convento. La chiesa è ad una sola navata ricca di stucchi, affreschi, tele e sculture di grande valore artistico. Tra queste, spicca la statua lignea del Cristo alla Colonna, che reca, sul basamento del fercolo, la data del 1739, e la pala posta nell'ultimo altare laterale di destra raffigurante l'Immacolata con i santi Lucia e Vito. Nel presbiterio, è presente un marmoreo altare maggiore sormontato da un prezioso reliquiario in legno, presente in gran parte delle chiese di matrice francescana, che ha preso il posto dell'organo a canne una volta presente e di cui resta testimonianza soltanto da una fotografia. È degno di attenzione anche il pavimento in ceramica di Caltagirone. A sinistra dell’altare maggiore una lapide incisa nel 1862 ricorda, con un'iscrizione di don Mario De Mauro, che lì vi sono sepolti il primo principe di Scordia, Antonio Branciforte, con la moglie, Giuseppina Campulo, ed alcuni dei loro discendenti. [4] Il Convento dei padri riformati, costruito in pietra calcarea, è addossato alla chiesa nel suo lato orientale. Presenta un chiostro quadrangolare con un portico colonnato, nelle cui pareti si trovano degli affreschi di fattura del tempo, che presentano scene bibliche e scene di vita dei frati. [5]In questa chiesa ha sede la confraternita del SS. Crocifisso.

Chiesa di San Gregorio Magno, detta del Purgatorio[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Gregorio Magno è conosciuta dagli scordiensi con il titolo "del Purgatorio", per via di una tela in essa conservata raffigurante le anime purganti. Con il suo prospetto semplice barocco è orientata verso sud. Probabilmente anch’essa fu fatta costruire dal principe Antonio Branciforte, piccola e ad una sola navata. Molto interessante è il suo altare maggiore, in cui, tra due colonne tortili, era posta la pala raffigurante San Gregorio Magno, la Madonna con gli angeli e le anime purganti avvolte dalle fiamme. Attualmente, però, pur essendo ancora presente la pala, l'altare è stato sostituito da una squallida parete bianca. Nella chiesa si conserva il Gruppo della Passione, costituito dalle statue lignee del Cristo morto adagiato in un prezioso cataletto, che può certamente essere annoverato tra i più belli dell'arte sacra siciliana, anch’esso in legno, di autore rimasto ignoto. Oltre ad esso vi sono i lignei simulacri, con vestiti in stoffa, dell'Addolorata, di San Giovanni e di Maria Maddalena. Si tratta di opere di artisti anonimi del 1700. Tale gruppo è protagonista della processione del venerdì santo, organizzata dall'antica confraternita di Maria SS. Immacolata, che ha sede presso questa chiesa. Vi è, inoltre, una statua raffigurante San Francesco di Paola. La chiesa del Purgatorio funzionò come pro-matrice negli anni immediatamente successivi al terremoto del 1693, che distrusse la chiesa madre di San Rocco fino al 1704[6].

Chiesa di Santa Liberata[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Santa Liberata

La chiesa di Santa Liberata è stata realizzata nei primi anni del secolo scorso. Con il suo prospetto semplice, realizzato secondo i canoni del

neoclassicismo, è orientata, come quella del Purgatorio, verso sud. L’interno, di piccole dimensioni ma ben decorato, è, differentemente da tutte le altre chiese scordiensi, a croce greca. Tutta la parte destra della chiesa ospita una grotta in pietra lavica che rievoca l'apparizione di Lourdes, con le statue della Vergine e di Santa Bernadette. Nella chiesa si custodiscono delle tele di buona fattura, tra le quali Santa Liberata in croce, opera di Giuseppe Barchitta. Molto belli sono l'altare e l'ambone, realizzati in marmo policromo con decorazioni tipicamente neoclassiche. Interessante è la statua in legno di Santa Liberata, collocata entro una nicchia laterale della chiesa, che forse raffigurava originariamente Santa Cecilia.

Chiesa di San Domenico Savio[modifica | modifica sorgente]

Dedicata il 23 settembre 1995, la chiesa rappresenta il nuovo tempio per la parrocchia San Domenico Savio, presente a Scordia già dal 1967, ospitata all'interno di un garage. Presenta una struttura molto irregolare, con una grande aula liturgica. Ad essa adiacente è collocata una cappella, in cui è presente il tabernacolo per la conservazione dell'Eucaristia e in cui viene celebrata la messa feriale. Di pregevole fattura sono le poche opere d’arte presenti all’interno della chiesa. Il Crocifisso, posto nell'abside, è una copia in tela del Crocifisso del santuario di Rivotorto ad Assisi. Due quadri, una "Madonna orante", copia in olio su pietra dell'opera del Sassoferrato, (2008) e "Don Bosco e Domenico Savio" (2012), che impreziosiscono le pareti della chiesa, sono opera della pittrice scordiense Angela Marta Paolillo. Infine, le due statue, San Domenico Savio e la Madonna della Stella, venerate in questa chiesa, sono opere lignee realizzate negli anni ’60 dall’artista bolzanese Luigi Santilaffer, di Ortisei. All'esterno si erge un'alta torre in cemento armato sormontata da una croce luminosa.

Chiesa della Madonna della Stella[modifica | modifica sorgente]

Nell’amena e panoramica contrada Montagna, si trova una piccola chiesa dedicata alla Madonna della Stella, desiderata già dal 1889, quando un comitato spontaneo promosse la

L'interno della chiesa della Madonna della Stella. Nella nicchia, il simulacro originario della Madonna della Stella.

raccolta dei fondi necessari alla costruzione della cappella. La donazione del terreno da parte del parroco di Scordia, don Antonino Colomba, e il contributo delle famiglie più cospicue del paese furono decisivi per la realizzazione del progetto. La cappella venne aperta al culto intorno al 1910 e i baroni Antonino Modica e Teresa Laganà donarono una statua in cartapesta policroma, libera copia del simulacro della Madonna della Stella di Militello. Successivamente, nei pressi della chiesa, furono realizzati, per iniziativa dell’Opera Pia fondata da Ippolito De Cristofaro, i locali destinati ad ospitare la Casa delle Fanciulle “San Vincenzo Ferreri” e il relativo asilo infantile. In seguito, gli stessi locali furono utilizzati come residenza estiva delle Suore Cappuccine dell’Immacolata, il cui convento era ospitato in un’ala del palazzo Branciforte di Scordia. Fra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60, accanto alla vecchia cappella, oggi adibita a sagrestia, venne costruita la nuova chiesa della Madonna della Stella attualmente aperta al culto. In questo contesto va inserita la realizzazione di una nuova statua della Madonna della Stella (1963), iconograficamente diversa, che sostituì quella più antica (finita in un deposito), e che oggi è venerata in occasione dell’annuale festa di settembre. L'originaria statua è ora esposta nuovamente nella sua sede originaria.

Chiesa di Gesù Redentore[modifica | modifica sorgente]

Quella di Gesù Redentore è la chiesa più recente presente nel territorio di Scordia. Si trova nel nuovo quartiere di Pignatazza. Essa, dedicata nel giugno 2005, presenta, nella semplice facciata moderna, una torre campanaria, sotto la quale si apre il portale, su cui sono incise le parole apocalittiche che onorano la gloria di Gesù Cristo e i nomi delle persone che hanno inaugurato la chiesa. L'aula liturgica presenta una pianta circolare, i cui pavimenti sono realizzati in marmo di due eleganti tonalità di avorio e rosso. L'arredo liturgico, anch'esso in marmo, è molto semplice come stile, ma molto elegante. Particolarmente notabile è l'ambone, realizzato in marmo a più livelli, che assume anche la forma di pulpito.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Museo civico etno-antropologico ed archivio storico "Mario De Mauro"[modifica | modifica sorgente]

A Scordia è presente un museo Civico etno-antropologico, dedicato a Mario De Mauro. In esso sono contenuti molti oggetti e testimonianze del passato, accuratamente conservati ed archiviati dal prof. Nuccio Gambera. In esso è possibile fare un giro per conoscere i vari strumenti usati per gli antichi mestieri, insieme a molti giocattoli ed oggetti antichi di Scordia. Inoltre, il Museo è anche editore di numerose pubblicazioni di interesse storico - culturale su Scordia. Esso è attualmente ospitato in un'area del piano terra di palazzo Vecchio-Majorana.

Lettura[modifica | modifica sorgente]

Biblioteca Comunale "Giuseppe Barchitta"[modifica | modifica sorgente]

La Biblioteca Comunale "Giuseppe Barchitta" è un luogo di cultura in cui sono conservati numerosissimi volumi di vario genere. Essa diventa anche un luogo di studio e di ricerca, una grande opportunità per gli scordiensi. Essa è sita attualmente al primo piano di palazzo Vecchio-Majorana.

Natura e Archeologia[modifica | modifica sorgente]

Parco Cava - Grotta del Drago[modifica | modifica sorgente]

Molto interessante è il parco naturalistico "Cava - Grotta del Drago". Una vasta area immersa nella natura che ruota attorno alla grotta del Drago e al torrente Cava, che si estende da contrada Pollicino a contrada Montagna, attraversando interamente il centro urbano, in cui è possibile trascorrere giornate immersi nella natura. Da tempo abbandonato ed incolto, esso è stato adesso sistemato e rivalutato. È possibile, infatti, fare passeggiate tra i sentieri che sono stati in esso ricavati e visitare le numerose scoperte archeologiche che sono state fatte in quei luoghi. E', infine, palcoscenico di numerosi eventi culturali, organizzati dal comitato che, gratuitamente, se ne prende cura.

Xirumi-Serravalle e Colle San Basilio[modifica | modifica sorgente]

Interessanti dal punto di vista archeologico sono i siti di Xirumi-Serravalle e il Casale di Scordia Superior, nel colle San Basilio. In questi posti, infatti, sono presenti numerose grotte scavate nella roccia, testimonianza che questi sono stati, in passato, insediamenti protostorici. Di questi siti, alcuni reperti sono esposti al museo archeologico regionale "Paolo Orsi" di Siracusa.

Astronomia[modifica | modifica sorgente]

Osservatorio astronomico[modifica | modifica sorgente]

A Scordia sorge un osservatorio astronomico privato in contrada Salto di Primavera, a pochi chilometri dal paese. Si svolge in esso attività didattico-divulgativa e di fotografica astronomica. È visitabile dal pubblico gratuitamente nei giorni d'apertura.

Musica[modifica | modifica sorgente]

La musica a Scordia è molto presente visto l'esistenza di due band musicali. Queste sono la Banda Musicale "Città di Scordia" e la Banda Musicale "Stesicorea Scordia". Quest'ultima è diretta dal maestro Marco Monitto, e nel 2007 ha partecipato nel film I Vicerè (film). Dalla scuola di musica dei vari professori di questa banda è poi nata, nel giugno 2011, la Stesicorea Junior Band, diretta dal maestro Giuseppe Muscarnera. Di Scordia è anche il compositore Paolo Buonvino, che si è occupato delle colonne sonore di numerosi film italiani. Inoltre è presente un coro polifonico, che svolge numerosi concerti e rassegne, ricevendo numerosi consensi, anche a livello regionale e nazionale: l'associazione culturale e musicale coro polifonico "San Domenico Savio", diretta da Salvo Gangi. Essa organizza due appuntamenti fissi a luglio e ad agosto: la rassegna polifonica regionale "Laetantes in Choro", nel sagrato della chiesa di San Domenico Savio, e la stagione concertistica internazionale "Musica al Chiostro", nel suggestivo chiostro dei Padri Riformati della chiesa del Convento.

Feste[modifica | modifica sorgente]

San Rocco, patrono di Scordia[modifica | modifica sorgente]

La festa patronale di Scordia si svolge in piena estate, nella prima metà di agosto, ma il giorno festivo è il 16 agosto. Dopo un novenario, nella cui domenica si svolge la processione con la reliquia di San Rocco, un ex ossibus conservato nella chiesa madre di Scordia, il 15 agosto, solennità dell'Assunta, viene celebrata la Messa in piazza Umberto I insieme a tutte le altre comunità parrocchiali. Il 16 agosto, invece, dopo la Messa, il simulacro di San Rocco attraversa alcune vie della città. La processione si ripete otto giorni dopo, in occasione dell'ottava della festa, il 23 agosto.

Carnevale[modifica | modifica sorgente]

A Scordia, come in tanti altri paesi, la settimana precedente il mercoledì delle ceneri si svolge la festa del carnevale, una festa particolarmente legata ai giovani, durante la quale si balla in piazza con l'animazione di famose band musicali. I giorni principali sono il giovedì grasso, che apre i festeggiamenti, la domenica, giornata dedicata ai bambini in maschera che ricevono un dono sul palco in piazza Umberto I, e il martedì, chiusura del carnevale. Inoltre, fino a qualche anno fa, il sabato e il martedì aveva luogo la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati. Ad oggi, tuttavia, la tradizione del carnevale sta inesorabilmente perdendo importanza tra i giovani, che non vanno più a divertirsi in piazza, ma partecipano a feste private in pub e discoteche.

San Giuseppe[modifica | modifica sorgente]

Una festa importante e molto sentita a Scordia è quella in onore di san Giuseppe, che si celebra il 19 marzo. La mattina, tradizionalmente, si svolge la processione dei 'tre poverelli' a cui la gente offre qualche offerta. Questi tre poverelli, raffiguranti la Sacra Famiglia, sfilano per le vie del centro storico insieme ai cavalli agghindati secondo la tradizione siciliana. Ritornati in chiesa, sul sagrato, ai tre santi è offerto un tradizionale pranzo. Nel primo pomeriggio si svolge l'asta, molto partecipata dagli scordiensi, durante la quale vengono venduti gli oggetti appositamente offerti dai fedeli. La sera, infine, il fercolo con il ligneo simulacro del Santo viene portato in processione per le vie del paese. In piazza Risorgimento si svolge uno spettacolo pirotecnico e, al rientro, vengono sorteggiati degli oggetti.

Triduo pasquale[modifica | modifica sorgente]

A Scordia, il Triduo pasquale è molto solennizzato. Il mercoledì santo, viene portato in processione il ligneo simulacro del Cristo alla Colonna, custodito nella chiesa del Convento. Il venerdì, dopo la Cerca di Gesù, una processione dei simulacri dei tre santi della passione, Maria Addolorata, Maria Maddalena e San Giovanni, viene esposto sulla croce il Cristo, che, dopo una celebrazione religiosa, viene sistemato entro un artistico cataletto ligneo, molto decorato. Ha così inizio, dalla chiesa del Purgatorio, la processione del Cristo morto. Entrambe le processioni fanno sosta presso la chiesa madre, in cui viene proclamata una predica, un tempo nota come meditazione dei setti parti 'i priedica. Suggestivo e di grande impatto emotivo è il canto del tradizionale "Popolo Meo" intonato dal coro polifonico "San Domenico Savio" all'inizio del corso vittorio Emanuele e al rientro del simulacro presso la chiesetta di s. Gregorio (detta del purgatorio). La domenica di Pasqua, dopo la Messa del precetto nella chiesa madre, le quattro confraternite cittadine sfilano in un festoso corteo. La sera dello stesso giorno, sul sagrato della chiesa madre, viene esposto il simulacro del patrono San Rocco. A fare da cornice a questi riti sono le quattro confraternite di Scordia: quella del SS. Crocifisso, che ha sede nella chiesa del Convento, quella del SS. Sacramento, nella chiesa madre, quella di Maria SS. Immacolata, nella chiesa del Purgatorio, e quella della Misericordia, nella chiesa di San Domenico Savio.

Feste Mariane[modifica | modifica sorgente]

A Scordia si svolgono tre feste mariane. Quella di Santa Maria Madre di Dio, celebrata il 31 maggio presso la parrocchia Santa Maria Maggiore. Preceduta da un Triduo, essa prevede una S. Messa seguita da una processione. L'8 settembre, viene celebrata nella chiesetta di contrada Montagna la festa di Maria SS. della Stella, culto giunto a Scordia dalla vicina Militello in Val di Catania. Essa è una festa molto legata alla tradizione e molto sentita dagli scordiensi che da sempre hanno avuto la consuetudine di trascorrere questo giorno nell'amena contrada Montagna. Infine, l'8 dicembre, viene portata in processione dalla chiesa del Convento il simulacro dell'Immacolata Concezione di Maria. A fare da cornice a questa processione sono, ancora una volta, le confraternite.

San Domenico Savio[modifica | modifica sorgente]

Tradizione esistente dal 1967, anno di fondazione dell'omonima parrocchia, ma da tempo isolata. Da un paio di anni è stata riscoperta e il giovane santo, il cui simulacro è custodito nella parrocchia lui dedicata, viene festeggiato ogni anno la seconda domenica di luglio, giorno che, dopo un triduo di preparazione, prevede la processione del Santo per le vie del quartiere. È una festa, questa, che piace molto ai cittadini scordiensi, in quanto ogni sera è allietata da spettacoli musicali o teatrali.

Il Natale[modifica | modifica sorgente]

A Scordia, il Natale è particolarmente sentito, e inizia già il 16 dicembre, primo giorno della Novena. Per la novena, gli scordiensi realizzano dei piccoli altarini votivi raffiguranti la natività situati fuori la porta di casa, davanti ai quali la banda musicale suona le note delle marce natalizie, scritte appositamente da un anonimo artista scordiense. Il 24 dicembre sera, la Banda si riunisce alla Colonna, munumento simbolo di Scordia, per dare inizio alla "Calata a Chiazza" e lungo tutta la via V. Emanuele sfila suonando la melodia natalizia fino in piazza S. Rocco. Da quella sera al 6 gennaio si svolgono numerosi concerti di musica sacra natalizia.

Persone legate a Scordia[modifica | modifica sorgente]

  • Ippolito De Cristofaro, politico italiano, senatore del regno d'Italia nella XVIII legislatura.
  • Ippolito De Cristofaro figlio, detto Don Popò, politico italiano, deputato della repubblica Italiana, tra i fondatori, al fianco di Sturzo, del Partito popolare italiano e, nel dopoguerra, leader indiscusso della Democrazia cristiana locale.
  • Domenico Centamore, attore.
  • Paolo Buonvino, direttore d'orchestra, musicista, compositore, arrangiatore.
  • Salvo Basso, poeta

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

L'unica squadra di calcio a 11 della città è l'A.S.D. Gymnica Scordia che milita nel campionato di Eccellenza. Forte è anche la presenza del calcio a 5. È presente, infatti, una squadra di FIGC: lo Sport Club Scordia, che disputa il campionato di serie C2.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Unica società di pallavolo della città è l'Hobbit Scordia che prende parte al campionato di serie C femminile.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Le notizie riguardo il fercolo e il simulacro di S. Rocco ci vengono da: V. Valenti, Notizie sulla statua del Patrono San Rocco, in Zeta. Saggi e documenti, Museo Civico Etno-Antropologico ed Archivio Storico "M. De Mauro", Scordia 2012.
  3. ^ Cfr. M. Malgioglio, Storia della chiesa parrocchiale di S. Maria Maggiore. elementi per una sua configurazione, in AmpeloScordia (a. IX n. 1), Museo Civico Etno-Antropologico ed Archivio Storico "M. De Mauro", Scordia 2008.
  4. ^ cf. M. De Mauro, Notizie storiche sopra Scordia Inferiore, Catania 1868. Ristampa anastatica con note bio-bibliografiche e saggio introduttivo a cura di D. Ventura, Museo Civico Etno-Antropologico ed Archivio Storico "M. De Mauro", Scordia 2000, pp.148-154
  5. ^ V. S. Basso, Reliquiae seu de iis quae supersunt, Scordia 1924, pp. 44 ss. L'opera si trova in ristampa anastatica in AmpeloScordia. Bollettino di Storia e cultura, Anno IV nn. 1 e 2, Museo Civico Etno-Antropologico ed Archivio Storico "M. De Mauro", Scordia 2003.
  6. ^ cf. M. De Mauro, opera citata, p.197.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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