Provincia di Siracusa

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Provincia di Siracusa
provincia
Provincia di Siracusa – Stemma Provincia di Siracusa – Bandiera
L'ex-chiesa di Santa Maria della Concezione, sede della Provincia.
L'ex-chiesa di Santa Maria della Concezione, sede della Provincia.
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Capoluogo Siracusa
Presidente Nicola Bono (Il Popolo della Libertà) dal 17-06-2008
Data di istituzione 1865
Territorio
Coordinate
del capoluogo
37°5′0″N 15°17′0″E / 37.08333°N 15.28333°E / 37.08333; 15.28333 (Provincia di Siracusa)Coordinate: 37°5′0″N 15°17′0″E / 37.08333°N 15.28333°E / 37.08333; 15.28333 (Provincia di Siracusa)
Superficie 2 109 km²
Abitanti 404 271 (30-11-2011)
Densità 191,69 ab./km²
Comuni 21 comuni
Province confinanti Catania, Ragusa
Altre informazioni
Cod. postale 96100, 96010-96019
Prefisso 0931, 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 089
Targa SR
Localizzazione

Provincia di Siracusa – Localizzazione

Sito istituzionale
Province of Syracuse map-bjs.png

La provincia di Siracusa (ufficialmente provincia regionale di Siracusa, pruvincia di Sarausa in siciliano) è una provincia italiana della Sicilia di 404.271 abitanti. Occupa una superficie di 2.109 km quadrati con una densità di popolazione di 188,8 abitanti per chilometro quadrato e confina a nord e nord-ovest con la provincia di Catania, ad ovest con la provincia di Ragusa, mentre ad est ed a sud è bagnata rispettivamente dai mari Ionio e Mediterraneo.

Punto di riferimento commerciale grazie al porto di Augusta, con i tre siti di Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica, Noto, Palazzolo Acreide (gli ultimi due insieme con il Val di Noto) insigniti dall'UNESCO del titolo di Patrimonio dell'umanità la Provincia di Siracusa rappresenta un rilevante polo d'attrazione turistico, storico, artistico ed archeologico. Nei suoi confini sorge il Lago di Lentini, attualmente il bacino artificiale più grande d'Europa. Il capoluogo, Siracusa, è infine un importante snodo stradale e ferroviario della Sicilia.

Indice

Geografia[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della provincia di Siracusa.

Territorio[modifica]

La provincia di Siracusa è la parte ionica della regione fisico-geografica degli Iblei, composta da un vasto sistema di tavolati, è ricompresa in un articolato territorio che accoglie gli espandimenti lavici di Francofonte e una porzione della Piana di Catania a nord; i ripiani calcarei e tufacei, verso il Modicano e gli asfalti tipici del Ragusano ad ovest; mentre ad est si affaccia per tutta la sua lunghezza con il Mar Ionio terminando con la sua estremità sud nel Mar Mediterraneo. Proprio la vastità di caratteristiche geomorfologiche ha portato alla suddivisione dell'area in quattro sub regioni fisiche, che per le loro peculiarità danno luogo a paesaggi anche molto diversi tra loro.

  1. La zona nord (Lentini, Carlentini e Francofonte) appartiene alla Valle del Simeto, altrimenti detta Piana di Catania, caratterizzata dall'affiorare dei territori lavici ideali per le colture agrumicole.[1]
  2. L'altopiano ibleo si distingue per l'aspetto prevalentemente agricolo del territorio, segnato dai solchi delle cave e dalla presenza di vasti campi chiusi da caratteristici muretti a secco.
  3. La sub-regione dell'Anapo, comprende la parte centrale del territorio della Provincia, dove è più intenso l'insediamento umano. Essa presenta una linea di costa ricca di insenature e di ripari naturali (il Golfo di Augusta, Punta d'Izzo, il Porto Grande di Siracusa, Ortigia) ed un articolato sistema di aree pianeggianti e collinari che fungono da collegamento con l'area iblea.[2]
  4. Il cono sud, fortemente condizionato dall'azione delle acque: da una parte, la presenza del mare, che con le sue infiltrazioni salmastre penetra nella falda acquifera costiera creando il fenomeno dei pantani; dall'altra, i torrenti che modellano il tavolato carsico su cui scorrono.

Monti[modifica]

Cartina fisica della Provincia di Siracusa

L'orografia dell'intera provincia mostra i segni di antichi fenomeni vulcanici che hanno dato origine a sollevamenti superficiali a carattere prevalentemente collinare e che costituiscono la maggior parte del territorio interno, mentre lungo la costa sono dislocate le poche aree in pianura. I rilievi più importanti fanno parte della catena dei Monti Iblei, che segna il confine con la provincia di Ragusa, ma non superano i mille metri. La cima più alta è il Monte Lauro che raggiunge appena 986 m s.l.m., seguono: il Monte Contessa (914 m), il Monte Casale (910 m), il Monte Santa Venera (869 m) ed il Monte Erbesso (821 m) - tra i rilievi Iblei - quindi, il Monte Pàncali (m 485) nei pressi di Carlentini ed i Monti Climiti che fronteggiano il Golfo di Augusta (416 m).[3]

Altra caratteristica geomorfologica della zona è la presenza di profonde fenditure causate dall'erosione superficiale dei vari corsi d'acqua che solcano gran parte dell'altopiano su cui sorge la Provincia, che sono alla base del fenomeno dei canyon e che vengono denominate cave. Tra queste, le più significative sono quelle di Pantalica, Cavagrande del Cassibile,[4] nelle vicinanze di Avola, nonché Cava d'Ispica, compresa tra Rosolini, Modica ed appunto, Ispica; anche se può affermarsi che quasi ogni corso d'acqua presenta tali caratteristiche. L'importanza delle cave, però, non è solo di carattere naturale o geologico, ma anche e soprattutto storico-antropologico),[5] poiché tali erosioni formavano nascondigli ed anfratti naturali, ideali per i primitivi insediamenti umani della zona, che si svilupparono, in buona parte, proprio in grotte scavate nel calcare. Ne sono un esempio la stessa Pantalica e la Cava del Rivettazzo.

Fiumi e laghi[modifica]

La provincia è piuttosto ricca di acqua. Dal Monte Lauro si diparte una raggiera di corsi fluviali a prevalente carattere torrentizio che disegnano l'intero territorio siracusano: il Margi-San Leonardo, che è il fiume del comprensorio leontino; il Ciane e l'Anapo molto conosciuti anche da un punto di vista turistico, che sfociano in una piccola piana a sud di Siracusa; il Cassibile e l'Asinaro che delimitano a nord e a sud il Comune di Avola; il Tellaro che solca l'intero territorio di Noto.[6]

A nord, presso Lentini, si trova il Biviere di Lentini, un tempo grande lago paludoso, prima prosciugato e poi intorno agli anni settanta ricostruito come bacino artificiale al fine dell'irrigazione agricola;[7] altri due invasi artificiali sono stati creati, poi, lungo il corso dell'Anapo tra Solarino, Sortino, Priolo Gargallo e Floridia, al fine di alimentare l'omonima centrale idroelettrica.[8]

Sulla costa nordorientale, si trovano le saline di Augusta, oramai prosciugate, e quelle di Priolo,[9] e di Siracusa trasformate in Riserve naturali.

Mentre nella zona sud della provincia, oltre ai laghetti di Cavagrande del Cassibile, sono presenti alcuni pantani, fondamentali per la fauna locale, i più famosi sono quelli di Vendicari,[10] il Pantano Grande e il Pantano Roveto, ma vanno ricordati anche i pantani Longarini, Cuba e Morghella tra Pozzallo e Pachino.

Le coste[modifica]

La costa siracusana è bagnata dal Mar Ionio a est e dal canale di Sicilia, a sud oltre la punta estrema di Capo Passero. Il suo aspetto è piuttosto frastagliato, presentando diverse insenature (Golfo di Augusta, Porto Grande di Siracusa, Golfo di Noto), isole Ortigia, Augusta, Isola di Capo Passero) e penisole (penisola Magnisi, Maddalena, Capo Passero); anche per quanto concerne la conformazione morfologica, vi è una varietà di aspetti, coesistendo spiagge e scogliere.[11]

Le isole della provincia sono (da nord a sud):

Clima[modifica]

Il clima della provincia è abbastanza simile agli altri climi della regione con inverni miti (intorno ai 10 °C) ed estati abbastanza calde (fino a 45 °C[senza fonte]). Tuttavia sussistono delle micro differenze legate soprattutto all'altezza e alla posizione di certi comuni, laddove persiste una maggiore esposizione ai venti, all'influenza dei monti limitrofi o del mare.

Nelle tabelle sottostanti sono riportati i valori medi delle stazioni meteorologiche di Siracusa,[12] Cozzo Spadaro (nei pressi di Portopalo di Capo Passero)[13] e Sigonella (territorio di Lentini) del servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare, rilevati nel trentennio (1961-1990)[14].

Siracusa (23 m s.l.m.) Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 14,8 15,3 17,1 19,7 23,7 28,2 31,3 31,2 28,1 24 19,6 16,3 22,4
Temperatura minima media (°C) 7,3 7,5 8,7 10,7 13,9 17,8 20,7 21,2 19,2 16 12,1 9 13,7
Piogge (mm) 75 52 44 30 16 5 3 7 44 78 94 78 526
Cozzo Spadaro (51 m s.l.m.) Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 15 15 17 19 22 26 30 30 28 24 20 17 21,9
Temperatura minima media (°C) 9 9 10 12 15 19 21 22 21 17 14 11 15
Piogge (mm) 61 43 33 18 13 27 2 5 25 78 51 71 427
Sigonella (22 m s.l.m.) Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 16 16 18 21 25 30 33 33 30 25 20 17 23,6
Temperatura minima media (°C) 5 5 6 8 12 16 19 19 17 14 10 7 11,5
Piogge (mm) 59 47 30 36 23 6 2 14 37 75 49 68 446

Storia[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Siracusa, Storia di Lentini e Storia di Solarino.

Le origini[modifica]

Gli scavi archeologici di Megara Hyblaea

Seppur la fondazione di Siracusa viene storicamente fissata nell'VIII secolo a.C. ad opera di un gruppo di Corinzi guidati da Archia, che si insediarono nell'isola di Ortigia, nel 734 o nel 733 a.C., la zona corrispondente all'odierna provincia aretusea, era già abitata dalla popolazione autoctona dei siculi fin dal IV millennio a.C., la cui presenza è rinvenibile nella stessa città di Siracusa con i reperti ritrovati sia ad Ortigia che in altre zone, ed è rinvenibile nei villaggi preistorici di Stentinello, Ognina, Plemmirio, Matrensa, Cozzo Pantano, Thapsos - che già da allora avevano allacciato rapporti commerciali con i Micenei - e nella Cava del Rivettazzo, nella Necropoli di Cassibile e a Pantalica; sito molto importante per la storia della Sicilia, situato tra Ferla e Sortino, nell'ampia Valle dell'Anapo, che rappresenta, con le sue 5.000 tombe, la testimonianza più rilevante della cultura sicana e sicula, per la sua ampiezza è infatti stata definita "Capitale dei Siculi" (e probabilmente prima lo fu dei Sicani).
La maggior parte degli insediamenti era situata su modeste pianure alluvionali, caratteristica che, unita alla possibilità di aggirare i Monti Iblei dal mare, favorì la rapida espansione militare e commerciale dei corinzi/siracusani verso l'entroterra (Ragusa, Palazzolo Acreide, Lentini) ed il conseguente dominio su un territorio compreso tra gli ostacoli naturali del fiume San Leonardo, a nord e del fiume Maroglio ad ovest. Ovviamente, non si era di fronte alla nascita di una struttura politico-organizzativa unitaria simile al concetto attuale di provincia, bensì di una grande polis (formata dalle colonie greche popolate dai siracusani) appoggiata su di un vasto territorio.

Raffigurazione di Ducezio Re dei Siculi

Al periodo greco risalgono le lotte interne tra popolazioni autoctone, come siculi, sicani ed elimi, e i greci conquistatori. Tra tutti si distinse Ducezio, combattente siculo, la cui nascista è contesa tra le città di Nea e Mene, corrispondenti alle attuali Noto, in provincia siracusana, e Mineo, in provincia catanese.
Ducezio ha rappresentato una figura molto importante per i siciliani, poiché esso è considerato il primo nella storia ad aver fondato una lega federale, cioè una lega, denominata "La Lega Sicula o Syntèleia, la quale univa sotto un'unica bandiera tre popolazioni diverse che facevano fronte comune per battere i greci. Il suo ruolo durante queste battaglie lo fece diventare popolare, al punto tale che nel 460 a.C. venne eletto Re dei Siculi.
Siracusa, essendo il centro principale del potere greco in Sicilia, fu l'obiettivo militare di Ducezio, la città che volle espugnare e per farlo conquistò prima Aitna (già Katane ovvero Catania) la tolse dalle conquiste siracusane e poi fondò e distrusse altre città. Siracusa (Syrakos) e Agrigento (Akragas) gli dichiararono guerra e dopo varie battaglie venne infine sconfitto ed esiliato a Corinto.[15][16]

Da citare in questo periodo è anche la cittadina di Megara Iblea, sorta sulla costa, nei pressi dell'attuale Augusta, fu la madrepatria di Selinunte, nota per i suoi templi e per le sue lotte contro Segesta. Megara Iblea venne abitata solo in epoca ellenistica, poi fu distrutta. Ma di essa è rimasto un importante sito archeologico che mostra l'epoca greca del territorio.[17]

Durante la spedizione di Atene contro Siracusa, un ruolo importante lo gioca Leontinoi (l'attuale Lentini), la quale si allea con Atene appoggiandone la venuta in Sicilia per conquistare la città aretusea e bloccarne le mire espansionistiche. Il leontinese Gorgia, con l'ambasciata del proprio paese, viene mandato ad Atene a ribadire l'appoggio agli alleati ateniesi (con Camarina e Reggio). Ma la capitale della Grecia viene sconfitta, anche grazie a Sparta che volle allearsi con Siracusa, per cui molti territori che aspiravano all'indipendenza dalla città siceliota, non ottennero l'effetto sperato, così come non lo ottennero gli ateniesi, il cui scopo principale sicuramente non era la libertà dei siciliani, ma interessi politici propri, dato che la spedizione ateniese in Sicilia avvenne durante la guerra del Peloponneso.

Anche il periodo romano, si caratterizzava per la presenza di un'organizzazione territoriale basata sulla "rete di città" presenti tra la costa jonica e le valli della pianura alluvionale iblea, consolidando il predominio dei centri costieri.[18].
Durante l'Impero Romano Siracusa venne nominata Capitale della Provincia Romana di Sicilia, comprendente i territori di Sicilia e Malta. Fu quindi sede amministrativa del pretore romano.

Epoca medievale - Ricostruzione del 1693 - Istituzione della Provincia[modifica]

L'entrata con il ponte del Castello Maniace

Nel Medioevo, la situazione cominciò a mutare a causa di due importanti fattori. Da una parte, le ripetute distruzioni di Siracusa - che fin dall'assedio di Marcello avevano lasciato un mare insicuro tra Catania e Agrigento - le guerre e la paura delle invasioni causarono lo spostamento, da parte dei Normanni, dei centri abitati verso l'hinterland, in posizione difensiva, con il conseguente fenomeno dell'incastellamento; è così che sorgono città come Lentini e Buccheri, circondate da mura e protette da castelli[19]. Dall'altra, il conseguente bisogno di razionalizzazione dell'assetto territoriale, a causa dei fenomeni anzidetti che avevano comportato una regressione dei traffici commerciali verso l'esterno e l'intensificarsi del commercio interno, attraverso la formazione di unità amministrative paragonabili a forme embrionali di provincia, i cosiddetti Valli (dapprima quattro: Val di Noto, Val Demone, Vallo di Mazara e Val d'Agrigento, e poi tre, con la soppressione di quest'ultimo) che dureranno fino al 1810.

Di epoca normanna è anche la fondazione del comune di Augusta sorta per volere dell'imperatore svevo-normanno Federico II, il quale fece costruire al suo interno un castello denominato Castello Svevo.
Federico II fece costruire un altro importante castello nei pressi d'Ortigia, in Siracusa, il Castello Maniace, così chiamato in ricordo del generale bizantino Giorgio Maniace, che aveva in epoca araba tentato di riportare la città sotto l'Impero Bizantino e che durante la sua impresa aveva costruito, nel luogo dove poi Federico fece sorgere il castello, un forte.

Il barocco di Noto

Di grande rilevanza nella storia geopolitica della Provincia fu il terremoto dell'11 gennaio 1693 con epicentro, secondo alcuni Carlentini,[20] secondo altri, il Golfo di Augusta,[21] che sconvolse l'intero territorio, ridisegnandone la fisionomia. La ricostruzione conseguente al sisma, infatti, pur non essendo frutto di una pianificazione centralizzata, vide effettivamente, quali protagonisti principali Giuseppe Lanza, duca di Camastra, vicario generale di Carlo V, incaricato dal Re a coordinare le operazioni di ricostruzione, ed il Vescovo di Siracusa, che doveva vigilare sulla corretta applicazione delle norme del Concilio di Trento in materia di "culto divino". Tali controlli portarono, perciò, ad una sostanziale uniformità architettonica del paesaggio, caratterizzato dal Barocco e da un numero impressionante di edifici religiosi, al punto che l'Abate di Saint-Non, scrisse di Noto: «la città nuova sembra esser stata destinata ad ospitare un popolo fatto solo di preti e monache, perché i soli edifici completi...sono unicamente chiese e conventi».[22] A ciò si aggiunse il fatto che gran parte dei centri del Vallo furono ricostruiti in siti diversi da quelli che occupavano prima del sisma (Noto, Avola e Sortino tra gli altri); mentre in quelli ricostruiti in situ furono adottati nuovi modelli urbanistici applicabili a piazze e strade, vale a dire una sorta di piano regolatore ante litteram. A tale cambiamento urbanistico, però, non ne seguì alcuno amministrativo. Affinché ciò avvenga, bisognerà attendere il 1810, anno i cui i Borbone, nel tentativo di modernizzare la Sicilia, divisero i tre valli in 23 distretti, che a loro volta vennero raggruppati, con decreto dell'11 ottobre 1817 in sette valli minori, sedi di "Intendenze", sulla falsariga dei departments francesi sorti durante la rivoluzione. Tra le sedi d'Intendenza vi era pure Siracusa, che comprendeva il distretto omonimo, nonché i distretti di Noto e Modica.

Il 9 dicembre 1820, con l'emanazione della Costituzione da parte di Ferdinando I delle Due Sicilie, i sette valli vennero rinominate province. Nacque così la Provincia di Siracusa.[23] Nel 1837, però, a causa dei tumulti verificatisi in città[24], tra il 18 luglio ed il 6 agosto per l'epidemia di colera e per il malcontento dei rivoluzionari contro i Borbone, il Governo borbonico, con decreto dell'11 ottobre 1837, declassò Siracusa a capoluogo di distretto, mentre, il capoluogo della provincia venne spostato a Noto.[25] Tale provvedimento punitivo nei confronti della città aretusea durerà fino alla nascita del Regno d'Italia.
Questa modifica creò la Provincia di Noto e non di Siracusa. S'instaurò una sorta di sfida tra le due cittadine, anche perché Noto era già stata capoluogo ai tempi degli arabi, cioè quando essi divisero la Sicilia in tre grandi valli, e il Val di Noto ebbe come sede amministrativa Noto, poi passata a Siracusa. Adesso la questione del capoluogo si ripeteva, ed inoltre la città netina divenne anche sede arcivescovile, per decreto di Papa Gregorio XVI nel 1844; quindi la Diocesi di Noto prese parte dei territori della Diocesi di Siracusa. Il siracusano Emmanuele de Benedictis[26] annota questa rivalità persino nel suo manoscritto riguardante la città aretusea ai tempi dei Borbone.[27] E questa vicenda ha lasciato un passaggio culturale nei cittadini di Siracusa, al punto tale che ancor oggi è usanza tra di essi dire un proverbio locale che recita "Si Noto avisse u portu Sarausa fussi mortu" che tradotto in italiano vuol dire "Se Noto avesse il porto Siracusa sarebbe morto", cioè si associa la presenza di un porto navale, quindi del mare, alle sorti di una città.

Dall'Unità d'Italia ai giorni nostri[modifica]

Ragazze a lezione di economia domestica durante l'epoca fascista, Canicattini Bagni

Nel 1865, a seguito dell'Unità d'Italia, Siracusa ritornò ad essere il capoluogo della provincia[28] Nonostante le vicissitudini legate al cambio politico-amministrativo del capoluogo, la Provincia mantenne comunque la medesima configurazione territoriale dei secoli precedenti fino agli inizi del XX secolo.

La provincia seguì in seguito le sorti dell'Italia, quindi quando questa entrò nella prima guerra mondiale, molti siracusani dovettero partire per combattere sulle Alpi e da qui, molti di loro, rimasero uccisi in guerra. Tuttò ciò comportò anche una grave ripercussione sull'economia locale, poiché vennero a mancare le forze lavorative indispensabili per lo sviluppo economico della provincia.
Dopo il conflitto s'instaurò il fascismo, il quale non riuscì a portare nuovo sviluppo sul territorio. Nel frattempo continuava la grande emigrazione che portò molti abitanti della provincia siracusana a trasferisi in territori nuovi come l'Australia, le Americhe, il Nord Europa.

Il 2 gennaio 1927, avvenne poi per opera politica del senatore Filippo Pennavaria il distacco di 12 comuni, appartenuti un tempo alla Contea di Modica, i quali andarono a formare la nuova Provincia di Ragusa; ci furono diverse polemiche da parte dei siracusani per il distaccamento di Ispica, divenuto comune ragusano.

Soldati inglesi nel siracusano (Cassibile)
I componenti della Decima Mas ad Augusta

Nel corso della seconda guerra mondiale la provincia fu il teatro di scontri tra le truppe alleate e quelle nazi-fasciste. Nell'ambito dell'Operazione Husky, nella notte tra il 9 ed il 10 luglio 1943 gli alleati, guidati dal generale Bernard Law Montgomery sbarcarono nel tratto di costa compresa tra Capo Ognina e Punta Castellazzo (5ª, 50ª e 51ª Divisione britannica e 18ª Divisione canadese) e tra Ognina e Calabernardo (13º Corpo d'armata britannica). Con la successiva Operazione Ladbroke che riguardava la conquista del capoluogo, si giunse alla progressiva liberazione della Sicilia. Il 3 settembre 1943 viene firmato segretamente l'armistizio di Cassibile sotto una tenda, in località Santa Teresa Longarini, nei pressi della frazione di Siracusa, con cui si dichiarava cessata la guerra contro gli alleati. Questo armistizio, che sarà poi reso noto l'8 settembre, segnò del tutto le sorti della guerra.[29]
A testimonianza di quel difficile periodo vissuto da tutto il territorio, sono oggi rimasti visibili numerosi bunker, rifugi anti-aerei, e nei pressi di Priolo Gargallo è stato ritrovato un campo di prigionia costituito dagli inglesi tra il 1943 e il 1944, nel quale vennero internati prigionieri di guerra provenienti da più parti della Sicilia. Il campo arrivò a contare circa 7.000 prigionieri, tra cui si ricorda anche Orazio Condorelli, senatore della Repubblica e allora Rettore dell'Università di Catania. Il suo elevato numero di internati lo fece annoverare tra i campi di prigionia più grandi del Meridione d'Italia.[30][31]

Nel dopoguerra, mentre si era già avviata la ricostruzione degli edifici distrutti dai bombardamenti, la provincia di Siracusa fu interessata da un progetto di investimento industriale che fece sorgere il Polo petrolchimico siracusano, edificato nella zona costiera di Priolo, Melilli, Augusta, che ebbe un grande impatto sull'economia locale, poiché favorì un grande afflusso di manodopera, ma ebbe anche effetti negativi; uno di questi fu che l'industria tolse risorse umane all'agricoltura[32] e un altro aspetto molto importante fu che inquinò la zona nella quale sorse e tutt'oggi la questione ambientale di quel petrolchimico è ancora irrisolta.

Dopo le modifiche territoriali dei primi anni del Novecento si registreranno variazioni amministrative riguardanti i Comuni. Nel 1975, Portopalo di Capo Passero, frazione di Pachino, ottenne l'autonomia comunale e, nel 1979 venne istituito il Comune di Priolo Gargallo, il cui territorio venne formato dalla già frazione di Siracusa, dalla contrada San Focà e da parte del territorio di Marina di Melilli, queste ultime, appartenenti, fino ad allora, al Comune di Melilli. Nel 1986, poi, a seguito della Legge regionale n. 9 che attuava quanto stabilito dallo Statuto della Regione Siciliana del 1946, tutte le circoscrizioni provinciali dell'isola vennero soppresse e sostituite da liberi consorzi comunali, denominati "Province Regionali". Tale mutamento amministrativo, però, non portò alcuna variazione nel territorio provinciale di Siracusa, rimanendo inalterato. Tuttavia, tale assetto territoriale potrebbe nuovamente mutare, a seguito del'opera dei comitati cittadini sorti nelle frazioni di Belvedere e Cassibile che rivendicano l'autonomia dal capoluogo attraverso l'indizione di un referendum, sospeso dal TAR di Catania nel 2012, su ricorso del Comune di Siracusa.[33]

Il 13 dicembre 1990 la provincia fu colpita da un violento sisma denominato poi "Terremoto di Santa Lucia", così chiamato perché avvenne nel giorno dedicato a Santa Lucia.
Il terremoto procurò 17 morti e ben 15.000 famiglie senza tetto.[34] Il patrimonio edilizio fu vistosamente danneggiato e molti cittadini di Augusta, Melilli, Sortino, Carlentini, Lentini e Francofonte trovarono rifugio presso dei container per diversi anni. Il fatto che la provincia non ottenne lo stato di calamità naturale e il fatto che venne dichiarata una graduazione del sisma inferiore rispetto a quella che fu in realtà, fece passare alla storia questo terremoto con il nome di "terremoto dei silenzi", proprio a causa della sua sottovalutazione.[35][36]

Negli anni 2000 la provincia ottiene due importanti riconoscimenti dall'Unesco, vengono infatti inserite nella lista dei Patrimoni mondiali dell'umanità, nel 2002, le Città tardo barocche del Val di Noto e ne fanno parte per la provincia siracusana i comuni di Noto e Palazzolo Acreide, mentre nel 2004 vengono dichiarate, come unico sito, la Città di Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica.[37]

Stemma provinciale[modifica]

Provincia di Siracusa-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Di verde tagliato in trasversale da un filetto d'argento, accostato a destra dal diritto della moneta d'argento Demarateion raffigurante la leggenda Συρακοσιον; a sinistra il verso della stessa moneta, sopra la vittoria volante nell'atto di incoronare i cavalli, sotto un leone corrente »
(Comuni-italiani.it)

Lo stemma ufficiale è stato approvato con regio decreto legge dell'11 aprile 1938 e regio decreto del 21 settembre 1938.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica]

Il Duomo di Siracusa
Il Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa
La Cattedrale di Noto
Particolare di arte religiosa delle chiese siciliane; Chiesa Madre di Solarino
La Chiesa Madre di Sortino

La provincia siracusana ha innumerevoli monumenti divisi per periodo, età e rilevanaza storica. Di seguito una lista completa dei monumenti e luoghi d'interesse di ciascun comune:

Le chiese[modifica]

Tra le maggiori chiese in provincia si annoverano: Il Duomo di Siracusa, ex Tempio di Atena in epoca greca, divenuto nel VII secolo chiesa cattolica, quindi Cattedrale della città. Di espressione largamente barocca, il suo architetto fu il siciliano Andrea Palma.
Il Santuario della Madonna delle Lacrime, sito in Siracusa, simboleggia il ricordo della miracolosa lacrimazione di un'effigie in gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, posta al capezzale dei coniugi Iannuso presso la loro umile abitazione in via degli Orti a Siracusa, nel 1953. Costruito da due architetti francesi, Michel Andrault e Pierre Parat, la sua struttura moderna in ferro è considerata come espressione di architettura religiosa contemporanea.
Chiesa di San Giovanni alle catacombe, sita in Siracusa, rappresenta l'antica cattedrale cittadina, con la cripta di San Marciano, luogo in cui nel 61 d.C. predicò l'apostolo Paolo di Tarso, sotto la chiesa si trovano le monumentali catacombe siracusane.
Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, sita in Siracusa, struttura in stile gotico, rinascimentale e barocco.
Chiesa di San Tommaso al Pantheon, Siracusa, costruita dall'architetto Gaetano Rapisardi, in epoca fascista, ha uno stile moderno; comunemente chiamata dai siracusani "il Pantheon", è considerata come il principale "Monumento ai Caduti della I guerra mondiale", perché al suo interno riposano le spoglie dei soldati siracusani periti al fronte durante il primo conflitto mondiale.
Basilica Cattedrale di San Nicolò, rappresentante lo stile del Barocco siciliano, è la chiesa più importante della città di Noto. Restaurata negli anni da più architetti tra i quali Vincenzo Sinatra e Rosario Gagliardi, al suo interno vi sono numerosi affreschi apportati da più pittori: Oleg Supereko, Armando Baldinelli.
Chiesa del Santissimo Crocifisso, è la seconda struttura religiosa più grande di Noto, essa fu progettata da Rosario Gagliardi nei primi decenni del Settecento.
Chiesa di San Carlo al Corso, dedicata a Carlo Borromeo, è la chiesa del convento dei gesuiti di Noto.
Chiesa di San Domenico, sita in Noto, è fra le più importanti e meglio conservate testimonianze del barocco netino.
Chiesa di Santa Chiara, rappresenta, specialmente all'interno, lo stile barocco, edificata nel 1700 sul modello delle chiese ellittiche romane edificate tra Cinquecento e Seicento.
Chiesa di San Paolo e Chiesa di San Sebastiano a Palazzolo Acreide, sono entrambe state dichiarate patrimonio dell'umanità Unesco, per il loro notevole stile barocco.
Chiesa di San Domenico, sita in Augusta, La facciata in stile neoclassico, presenta ai lati pilastri adornati di lesene a cui si accoastano due semicolonne sormontate da capitelli in ordine corinzio.
Chiesa di Santa Maria Assunta (Augusta), è la chiesa principale di Augusta, Il prospetto è articolato su di un duplice ordine, raccordato da ampie volute laterali.
Chiesa di San Paolo, è la chiesa madre di Solarino, a facciata è caratterizzata, da due piani rialzati di due ordini diversi: ionico, quello superiore, e dorico.
Chiesa della Madonna del Carmine, sita in Floridia, costruita nel XVIII secolo, in stile barocco ed aun unica navata e ampliata nel XIX secolo.
Chiesa Madre (San Bartolomeo Apostolo), sita in Flortia, costruito nel XVIII secolo, anch'essa in stile barocco.
Chiesa Madre San Giovanni Apostolo ed Evangelista, sita in Sortino, ricostruita nel 1734, dopo un primo ripristino avvenuto dopo il terremoto del 1693, la sua architettura è in stile barocco.
Chiesa di San Sebastiano Martire, Melilli, ricostruita dopo il terremoto del 1693 che la distrusse, venne edificata con un'elegante facciataa da maestranze siracusaei: Luciano Alì, Carmelo Mudanò, Nicolò Sapia.
Chiesa di San Sebastiano, è la chiesa più grande di Ferla; fu costruita nel 1481 ma venne completamente ricostruita dopo il terremoto del 1693. L'interno è a tre navate, la facciata esterna è impreziosita dall'apparato plastico del maestro Michelangelo Di Giacomo, raffigurante il Santo affiancato da due soldati e due mori che reggono le volute dell'architrave.
Chiesa di Santa Maria Maddalena, è un'antica pregiata chiesa barocca di Buccheri, di fondazione incerta era esistente gia nel '400. L'edificio attuale risale al XVIII sec. (1702-1794). La chiesa contiene numerose opere d'arte tra cui una statua di marmo di Maria Maddalena del 1508 opera di Antonello Gagini.
La Chiesa Madre di Buscemi, ha pianta basilicale a croce latina, costruita sui resti di una precedente chiesa distrutta dal terremota del 1693. La facciata a tre ordini si innalza sopra una scalinata di pietra lavica. Le decorazioni barocche, le statue di fattura artigianale poste nel secondo ordine e il materiale utilizzato per la costruzione dona a questo monumento delle caratteristiche di eccezionalità. Nell’altare di sinistra si venera il corpo imbalsamato di Santo Pio, proveniente dalle catacombe di S. Callisto a Roma, donato da Papa Benedetto XIV ai buscemesi per proteggerli dai terribili eventi sismici.
Chiesa Santissima Trinità e San Marziano a Lentini, monumento nazionale, fu costruita sulle rovine del cinquecentesco palazzo La Palumba. Conserva all'interno il pavimento in ceramica di Caltagirone del XVIII sec., gli affreschi della volta di Sebastiano Lo Monaco, un polittico della scuola di Antonello da Messina ed il tabernacolo dell'altare maggiore in lapislazzuli.
Chiesa Madre di Avola, costruita dal 1693 su disegno dell'architetto frate Angelo Italia ed seguito da Michelangelo Alessi da Siracusa. La chiesa ha tre entrate e ad esse corrispondono le tre navate, di cui la centrale più grande e le due laterali più piccole. Queste sono formate a loro volta da 4 arcate laterali con altrettanti altari. All'interno vi sono notevoli opere d'arte religiose.
La Chiesa Madre di Francofonte, è l'edificio sacro più importante della città. Essa è posta nel punto più alto del centro storico francofontese. E' consacrata a "Sant'Antonio Abate" ma in città è considerata come la "Chiesa della Madonna della Neve" Patrona di Francofonte.
Chiesa di S. Antonio Abate, sita in Cassaro, in stile barocco, epoca seicentesca e settecentesca. L'interno a unica navata contiene una tela opera di Giuseppe Crestadoro raffigurante Sant'Antonio Abate. La facciata fu progettata nel 1758 dal Maestro Domenico Blamato di Floridia.

Palazzi e Ville[modifica]

Mosaici di epoca romana alla Villa del Tellaro
Palazzo Ducezio, sede del comune di Noto
Palazzo Vemexio, sede del comune di Siracusa
Particolare barocco di Palazzo Impellizzeri

La Provincia è nota per i suoi palazzi che rappresentano molto lo stile del Barocco siciliano. In particolar modo sono famosi gli edifici barocchi, neoclassici, rococò e liberty di Noto, Palazzolo Acreide e Siracusa, le tre città iserite tra i patrimoni Unesco proprio per le loro particolarità e quantità architettoniche. Tra questi si annoverano:

  • Palazzo Ducezio (Noto): sede del Municipio netino, porta questo nome in onore di Ducezio, re dei siculi. Progettato da Vincenzo Sinatra nel 1746 e completato nel 1830.
  • Palazzo Astuto (Noto): in stile barocco, la facciata è caratterizzata da un ampio portale arcuato sulla cui sommità vi è un pregevole altorilievo con eleganti pilastri bugnati.
  • Palazzo Nicolaci di Villadorata (Noto): sorto come residenza nobiliare urbana della famiglia Nicolaci, edificato in stile barocco conta circa 90 stanze. Fu iniziato verso il 1720 su progetto attribuito a Rosario Gagliardi (Alune fonti indicano come progettista Paolo Labisi), con la partecipazione di Vincenzo Sinatra (allievo del Gagliardi), venne terminato nel 1765. Il Palazzo è caratterizzato da una sequenza di balconi barocchi con diverse figure.
  • Palazzo Vescovile (Noto): situato a destra della cattedrale, è stato costruito nel XVIII sec. d.C., in stile neoclassico.
  • Palazzo Ferla - Pricone (Palazzolo Acreide): è considerato il più antico palazzo nobiliare dl Palazzolo Acreide. La facciata è di aspetto semplice ma con un imponente portale arcuato caratterizzato da un arco completamente rifinito da blocchi di pietra iblea, nella sua estremità vi è un bassorilievo raffigurante lo stemma della Famiglia Ferla. Accanto ad esso vi sono i balconcini laterali con decorazioni pregievoli.
  • Palazzo Calendoli (Palazzolo Acreide): di epoca settecentesca, in stile barocco.
  • Palazzo Iudica (Palazzolo Acreide): risalente al XVIII secolo d.C., ricco di particolari architettonici del tardo barocco con decorazioni neoclassiche. Il suo portale è definito "maestoso" con un arco a tutto sesto e ai lati tre lesene riccamente decorate da capitelli corinzi. Sopra il portale vi sono quattro balconi muniti di mensole riccamente ornate.
  • Palazzo Pricone (Palazzolo Acreide: considerato un gioiello del barocco palazzolese, presenta linee strutturali e semplici con il portale ad arco di bugnato liscio e sporgente con lo stemma di una famiglia gentilizia. Vi sono quattro balconi sostenuti da mensole scolpite raffiguranti mascheroni e sembianze di animali. Caratteristiche sono le inferriate ricurve.
  • Palazzo del Vermexio (Siracusa): è la sede del Municipio di Siracusa. Si trova a Piazza Duomo e la sua costruzione fu commissionata dal governo della città nel 1629 e venne affidata all'architetto siracusano di origini spagnole, Giovanni Vermexio, il quale diede al palazzo un tocco di stile tipico della Spagna, mescolato allo stile tipico siracusano.
  • Palazzo Spagna (Siracusa): costruito nel 1760 in stile barocco.
  • Palazzo Beneventano del Bosco (Siracusa): situato di fronte al Duomo, è di epoca quattrocentesca, venne restaurato alla fine del settecento, per mano dell'architetto siracusano Luciano Ali. In stile rococò.
  • Palazzo Borgia del Casale (Siracusa): è uno dei più belli edifici in stile rococò d'Ortigia, edificato nel 1760 da Giuseppe Maria Borgia dei baroni del Casale. Appartenuto a Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, sposa morganatica del re Ferdinando I di Borbone.
  • Palazzo Montalto (Siracusa): nel XV secolo fu donato dalla regina d'Aragona, a "Filippo Montalto"; è di stile gotico-chiaramontano. Sul prospetto si aprono una trifora, una bifora e una semplice monofora.

E tra le ville storiche, notevole fra tutte, è la Villa del Tellaro, di epoca tarda imperiale romana, che si trova nei pressi di Noto, la quale custodisce dei presiosi mosaici di età classica.
Tra le altre ville pregiate della provincia si annoverano la Villa Landolina e la Villa Politi a Siracusa.

Teatri[modifica]

Decorazioni sul soffitto del teatro netino Vittorio Emanuele
Interno del teatro Giuseppe Garibaldi di Avola
Il soffito del teatro avolese Giuseppe Garibaldi

Le principali strutture architettoniche teatrali della provincia sono:

  • Il Teatro greco di Siracusa; di epoca greca, è tra i teatri classici in pietra più grandi dell'antichità. Ancor oggi ospita al suo interno spettacoli e concerti teatrali.
  • L'Anfiteatro romano di Siracusa; di epoca romana, viene annoverato tra gli anfiteatri italiani maggiori per le sue notevoli dimensioni. Non più in uso teatrale, poiché terremoti e conquiste esterne ne hanno distrutto gran parte della struttura, resta comunque uno dei monumenti architettonici siracusani di maggior valore.
  • Il Teatro greco di Akrai; posto nel sito archeologico di Akrai (Palazzolo Acreide), di epoca greca, il teatro non è scavato nella roccia, come quello siracusano, ma è adagiato su un pendio naturale preparato con pietrame a secco su , sovrapposti, vi poggiano i blocchi delle gradinate. Ancor oggi il teatro ospita spettacoli teatrali.[38]
  • Il Teatro Comnunale di Siracusa;[39] il teatro nacque per sostituire quello mobile, in legno, che fino al XIX secolo fu ospitato nelle sontuose sale del palazzo del Municipio. Contenente 700 persone, la sua prima stagione teatrale fu nel 1897, rimase attivo fino al 1956, quando a causa di contrasti interni il teatro è stato dapprima chiuso e poi non più restaurato per oltre 50 anni. Ai giorni attuali è stato oggetto di restauro.
  • Il Teatro Vasquez[40] esso ha da sempre accompagnato la sua esistenza al cinema, nasce infatti nel 1957, con il nome di Cine Teatro Vasquez. Fondato dai fratelli Vasquez, originari di Canicattini Bagni, il teatro fu protagonista indiscusso degli spettacoli teatrali siracusani. Nel 1986, in base ad un'indagine fatta dall'AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) tramite l’Università la Sapienza di Roma, il Teatro Vasquez risultò al 58° posto sugli 800 teatri italiani.[41]. Attualmente ha una capienza di 600 posti.
  • Il Teatro Comunale Vittorio Emanuele[42]; situato a Noto, sorge nella parte sud est di Piazza XVI Maggio. E' stato progettato dall'architetto Francesco Cassone e inaugurato nel 1870, venne intitolato al re d'Italia Vittorio Emanuele. Presenta una facciata di tipo neoclassico ed una capienza di 320 posti in fila più 80 in galleria.
  • Il Teatro Giuseppe Garibaldi[43]; situato ad Avola, costruito sul finire del 1800, il teatro prese il nome di Giuseppe Garibaldi quando, il 2 giugno, gli avolesi appresero della morte del generale dei mille e vollero dare al loro teatro il suo nome. La struttura ha una capienza di 348 posti, presenta decorazioni, ornamenti, dorature, affreschi e un grande telone rosso sopra il palco.
  • Il Cine teatro Olden di Lentini, che dal 2010 ha cambiato il suo nome in Cine teatro Carlo Lo Presti; come il Vasquez, è un teatro che svolge la doppia funzione di sala teatrale e cinematografica.
  • Il Cine teatro Italia di Sortino; struttura che funge sia da teatro che da cinema.
  • Il Teatro Stabile di Augusta; è il teatro comunale augustese.
  • Il Teatro di Verdura; è molto caratteristico poiché si trova all'interno della Latomia dei Cappuccini, per cui la sua struttura non è formata da legno, mattoni o velluto ma da nuda roccia calcarea bianca, la tipica roccia siracusana. Il teatro è immerso nella natura, il palcoscenico è formato da una roccia sopraelevata.
  • Il Piccolo Teatro dei Pupi di Siracusa; è un piccolo teatro situano nella città di Siracusa, il quale si occupa di curare e portare in scena la tradizione siciliana dell'Opera dei Pupi. Il teatro può ospitare poche decine di persone, tipica caratterista di questi generi di teatri, ed il palco è fatto su misura per i "pupi" e i "pupari".

Templi[modifica]

I templi più noti sono:

  • Tempio di Apollo; pur non essendo il più pregiato è considerato sicuramente il tempio greco siracusano più conosciuto. Dedicato ad Apollo, il dio greco del sole.
  • Tempio di Atena; le sue larghe colonne oggi sono state incorporate nell'attuale Duomo di Siracusa. Originariamente era dedicato ad Atena, la dea della caccia.
  • Tempio di Zeus Olimpico; sorge lungo le rive del fiume Anapo, alle porte di Ortigia. Presso il tempio si accamparono gli Ateniesi, a più riprese i Cartaginesi e infine i Romani nelle loro guerre di conquista contro Siracusa. Il tempio infatti fu depredato più volte nella storia. Dedicato a Zeus, il padre degli dei dell'Olimpo greco.
  • Tempio di Afrodite;[44] posto ad Akrai, rimangono visibili solo le basi delle colonne: alto diciotto metri e lungo trentanove, fu costruito in stile dorico. Dedicato ad Afrodite, la dea della bellezza.

Altro[modifica]

La Porta Spagnola di Augusta
La Tonnara di Vendicari

Statue, piazze e porte ornano spesso in svariati punti le città siracusane. Ma anche antiche tonnare, elementi architettonici tipici dei luoghi di mare, diventano sorte di munumenti a cielo aperto e visitabili. Tra tutte queste opere, le più conosciute della provincia sono:

  • Piazza Duomo, Siracusa
  • Piazza Archimede con la relativa Fontana di Diana, Siracusa
  • Piazza Regina Margherita, Marzamemi (Pachino)
  • La Fonte Aretusa; la famosa fonte di acqua dolce alla quale è legata la leggenda di Aretusa e Alfeo, sita in Ortigia (Siracusa)
  • La Fontana di Ercole, Noto
  • La Porta Spagnola di Augusta
  • La Porta Spagnola della Marina, Siracusa
  • La Porta Reale di Noto;
  • L'Antica Tonnara di Avola
  • Tonnara di Marzamemi; presso Pachino, risale al tempo della dominazione degli arabi in Sicilia; nel 1630, venne venduta dal proprietario al Principe di Villadorata.
  • Tonnara di Vendicari, presso l'Oasi faunistica di Vendicari (Noto)
  • Latomia dei Cappuccini; famose cave di petra bianca siracusana.
  • Guglia di Marcello o Aguglia d'Agosta (rudere); colonna obelisco di epoca romana presso Priolo Gargallo
  • Dolmen di Avola
  • Ponte di Sant'Alfano; nei pressi di Canicattini Bagni. Costruito in pietra locale nel 1796, è caratterizzato da due grandi figure scolpite in bassorilievo posti ai due lati del ponte, le quali recano sulle braccia una bottiglia e un pane, raffigurano probabilmente due soldati spagnoli.
  • Ponte Umbertino; unisce la terraferma all'isola di Ortigia.
  • Le Neviere di Buccheri; strutture per la raccolta della neve, tipiche delle zone montane iblee.
  • Acquedotto di Nettuno; presso Noto.
  • Acquedotto Galermi; millenario acquedotto, costruito con maestranze cartaginesi, porta l'acqua da Pantalica fino a sboccare presso la Grotta del Ninfeo, al teatro greco di Siracusa.
  • Monumento alle vittime del terremoto del 1693; posto a Cassaro, è un obelisco di forma piramidale, sormontato da una piccola sfera in pietra bianca.
  • Monumento ai Caduti italiani d'Africa; posto a Siracusa, è un monumento di epoca fascista, in memoria delle vittime italiane delle guerre d'Africa volute dal fascismo.
  • Monumento della Pace a Solarino; costruito nel 1990 seguendo il progetto dell'artista Francesco Caldarella, rappresenta un Mercurio alato stilizzato ed è posizionato all'ingresso sud-est del paese, nel largo Gandhi.

Castelli[modifica]

Castello Eurialo 360°.jpg

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Veduta dell'altopiano del Castello Eurialo, il monte Epipoli

Numerosi sono i castelli, le fortezze e le torri presenti in provincia di Siracusa e che servivano sia da residenza dei signori del luogo ov'era ubicato, sia come fortificazione[45]. Solo alcuni sono ben conservati, come ad esempio il Castello Maniace o il Castello Svevo di Augusta[46]. Di molti, invece, ne esistono soltanto i ruderi delle fondamenta o sono in stato di completo abbandono (come i castelli di Buccheri e Buscemi); di altri ancora non vi è più traccia. Ne sono un esempio: il Castello Marchetto, a Siracusa, ubicato nella "piazza d'armi", area compresa tra il corso Umberto e via Malta e distrutto da un terremoto nel 1542; il castello o torrione di Casa Nova, sempre a Siracusa, si ergeva lungo le mura di Ortigia, a difesa dell'imboccatura del Porto Piccolo, fu distrutto dal sisma del 1693[47]; il "Castellum novum" di Lentini, che si trovava sulla collina compresa tra la valle di Sant'Eligio e contrada Cappuccini; il Castello di Altavilla ed il Castello di Curcuraci (o Curcuraggi) a Melilli, i cui resti sono stati inglobati in costruzioni successive e, pertanto, risultano non visibili.

Lista dei castelli:

Castello di Brucoli, Augusta
Portopalo di Capo Passero, Castello Tafuri.
  • Castello Svevo (XIII secolo) (Augusta)
  • Forte Garcia (XVI secolo) (Augusta)
  • Forte Vittoria (XVI secolo) (Augusta)
  • Torre Avalos (XVI secolo) (Augusta)
  • Castello di Brucoli (XV secolo) (Brucoli, Augusta)
  • Castello di Avola (XIII secolo)
  • Castello di Buccheri (XIII secolo)
  • Castello Requisenz (XIV secolo) (Buscemi)
  • Castel di Lega (XIII secolo) (Ferla)
  • Castello di Gàdera (XIII secolo) (Francofonte)
  • Castello di Francofonte (XIV secolo)
  • "Castellaccio" (XII secolo) (Lentini)
  • "Castelluccio" (o mocta Sancti Calogeri) (XIV secolo) (Lentini)
  • Castello di Ossena (XIV secolo) (Lentini)
  • Castello di Xirumi-Serravalle (XVI secolo) (Lentini)
  • Castello Reale (XI secolo) (Noto Antica)
  • "Castelluccio" (Castelluccio di Noto) (XIV secolo) (Noto
  • Torre Xibini (o Scibini) (XIV secolo) (Pachino)
  • Castello di Palazzolo (o Castelvecchio)(XIV secolo) (Palazzolo Acreide)
  • Castello Tafuri (anni trenta) (Portopalo di Capo Passero)
  • Fortezza di Carlo V (Isola di Capo Passero) (XIV secolo) (Portopalo di Capo Passero)
  • Castello Platamone (XVII secolo) (Rosolini)
  • Castello Eurialo (V secolo a.C.) (Siracusa)
  • Castello Maniace (fondazione bizantina, rivisto nel XIII secolo) (Siracusa)
  • Castello di Cassibile (XIV secolo) (Cassibile, Siracusa)
  • Castello di Sortino (XIV secolo)

Siti archeologici[modifica]

Molte sono le testimonianze archeologiche presenti in provincia che ripercorrono tutta la storia dell'uomo, dal Paleolitico all'ellenismo[48]. A Siracusa, la maggior parte delle vestigia è contenuto all'interno del Parco Archeologico di Neapolis, dove si trovano sia reperti greci come il Teatro greco, l'Orecchio di Dionisio e le latomìe - cavità artificiali ricavate dall'estrazione della pietra - e l'Ara di Ierone, altare monumentale voluto dal tiranno Gerone II; sia resti romani, come l'Anfiteatro ed il Ginnasio romano.
Altre testimonianze del passato, poi, sono rintracciabili in ogni zona della città.
Nei pressi di Noto, a circa 8 km, sorge Eloro dove è possibile ammirare i resti delle mura, del teatro e del santuario di Demetra e Kore ed ancora più a sud, si trovano la villa del Tellaro - risalente alla tarda età imperiale romana - e gli insediamenti preistorici di Finocchito e Castelluccio, da cui prende il nome l'omonima cultura sviluppatasi nella prima età del bronzo. A nord della città barocca, invece, lungo la Statale 287 in direzione di Palazzolo si trovano i resti di Noto Antica, fondata nel V secolo a.C. e distrutta dal terremoto del 1693.
Risalendo verso Palazzolo Acreide, si incontra il sito di Akrai, del VII secolo a.C. ove è possibile visitare un teatro, un'agorà e due latomie.
Poi vi sono le importanti necropoli di Pantalica, Cassibile e Cava del Rivettazzo
Nella zona settentrionale della provincia, infine, si trovano i siti di Leontinoi, città sicula ellenizzata in cui è possibile visitare il sistema di fortificazione cosiddetto a tenaglia; Megara Hyblaea, posta a 10 km da Augusta e dai cui scavi sono emerse ceramiche di stile eoliano e due kouroi; e Thapsos, importantissimo villaggio protostorico che sorse intorno al XV secolo a.C. sulla penisola di Magnisi - antistante il litorale priolese- e che diede il nome alla cultura che in Sicilia orientale identifica la media età del bronzo.

Il teatro greco di Siracusa
Provincia di Siracusa-Stemma.png Capitello modanatura mo 01.svg Aree archeologiche
Augusta Megara Hyblaea
Avola Avola Antica
Buscemi Serra Casale
Casmene
Lentini Leontinoi
Noto Eloro
Villa del Tellaro
Noto Antica
Noto e Palazzolo Acreide Castelluccio di Noto
Palazzolo Acreide Akrai
Priolo Gargallo Thapsos
Siracusa Parco Archeologico della Neapolis
Ortigia
Stentinello
Cava Grande del Cassibile
Necropoli di Cassibile
Solarino Cozzo Collura
Cava del Rivettazzo
Sortino e Cassaro e Ferla Pantalica

Aree Naturali[modifica]

Riserve Naturali Protette[modifica]

Pantalica in primavera
Il fiume Anapo nei pressi di Siracusa
Il fiume Ciane con la sua vegetazione di Papiri
Le Saline di Priolo

A protezione del territorio paesaggistico e della fauna sono state istituite diverse riserve naturali e aree di interesse naturalistico, che fanno di Siracusa la provincia siciliana con il maggior numero di aree protette. In via di istituzione è la Riserva naturale orientata di Capo Passero, il cui decreto istitutivo, emesso nel 1995, per garantire la salvaguardia e la conservazione dell'intera area, è stato bloccato da una sentenza del TAR, a seguito di ricorso presentato dal proprietario dell'area in questione. Previsto legislativamente (in attesa del decreto presidenziale) è poi il Parco Nazionale dei Monti Iblei[49][50], coperto finanziariamente per la fase di avvio con un emendamento alla Legge finanziaria del 2007[51];
Nel 2011, sotto richiesta del WWF e di altre associazioni ambientaliste, sono state costituite con due decreti dell'assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana, due nuove riserve protette: La Riserva della Penisola della Maddalena e Capo Murro di Porco (nei pressi del Plemmirio) e la Riserva Pantani di Pachino, estrema zona umida del continente europeo di vitale importanza per le grandi migrazioni.[52]

Habitat naturali[modifica]

La Provincia ha numerosi siti che sono stati dichiarati come bene naturale comunitario e si suddividono in:

Siti di interesse comunitario (SIC), per la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.

Elenco Siti di interesse comunitario della Provincia di Siracusa

Zone di protezione speciale (ZPS), poste lungo le rotte di migrazione dell’avifauna, finalizzate al mantenimento ed alla sistemazione di idonei habitat per la conservazione e gestione delle popolazioni di uccelli selvatici migratori.

Zone ZPS del territorio provinciale

  • Biviere di Lentini, tratto mediano e foce del Fiume Simeto e area antistante la foce
  • Fiume Ciane e Saline di Siracusa
  • Saline di Priolo
  • Saline di Augusta
  • Pantani della Sicilia sud-orientale, Morghella, di Marzamemi, di Punta Pilieri e Vendicari

Important Bird Area (IBA), area considerata un habitat importante per la conservazione di popolazioni di uccelli.

Zone IBA del territorio provinciale

  • Saline di Priolo
  • Pantani di Vendicari

Inoltre Vendicari è uno dei quattro siti siciliani inseriti nella lista italiana delle Zone Umide Ramsar, ovvero quegli habitat dichiarati di importanza internazionale per la conservazione della biodiversità (specialmente habitat di uccelli acquatici).

Pinete e Ville comunali[modifica]

Alcuni comuni della provincia dispongono di ampie pinete presso le quali si può sostare in aree attrezzate, nel rispetto della natura, e fare attività ricreative come i picnic.
Le pinete più note a livello popolare sono la Pineta del Gelsomineto, nei pressi di Cassibile; la Pineta di Madonna della Scala, presso Noto Antica; la Pineta di Buccheri, presso Buccheri.
Tra le altre aree attrezzate nella natura, si annovera l'importante sito di Calamosche, all'interno dell'Oasi di Vendicari e quella del Fiume Manghisi, entrambe nei pressi di Noto.
Importanti aree verdi comunitarie sono le Ville comunali situate in ciascun comune; di notevole grandezza è la Villa Comunale di Floridia, la quale al suo interno, oltre a disporre di un'ampia flora, ospita anche dei campi sportivi, area ricreativa, fontana monumentale, parco giochi. Tra le ampie ville comunali è da annoverare anche quella di Palazzolo Acreide.

Società[modifica]

Demografia[modifica]

La provincia di Siracusa, con i suoi oltre 400.000 abitanti, risulta essere la sesta delle provincie siciliane per popolazione, e con una densità abitativa di 188,8 abitanti per chilometro quadrato si colloca al quinto posto tra le provincie siciliane con maggior densità di popolazione.

Siracusa è il comune più popoloso[53] della provincia concentrandosi in esso più di un terzo della popolazione; seguono Augusta ed Avola, con popolazioni superiori ai 30.000 abitanti. Il comune più densamente popolato, invece, con 800 abitanti per chilometro è Floridia, seguono Siracusa (606) e Solarino (566).
Cassaro risulta invece essere il comune con il minor numero di abitanti.[54]

La Provincia e l'emigrazione[modifica]

Emigranti siciliani in partenza dal porto di Siracusa

Negli anni passati, la Provincia vide molta della sua gente emigrare all'estero o nel Nord Italia in cerca di lavoro. Nei primi anni del Novecento iniziò infatti il fenomeno italiano dell'emigrazione di massa. Tale fenomeno interessò anche la Sicilia, facendola divenire, verso il 1915, la regione d'Italia con il più alto numero di cittadini che emigravano.[55][56] Le mete verso le quali si dirigevano erano soprattutto gli Stati Uniti d'America, che offrivano una grande quantità di risorse lavorative. Ma vi fu una forte presenza siciliana anche in Australia, dove ancor oggi, grazie agli emigrati siracusani sbarcati lì decenni prima, continua un legame tra quelle comunità e la Provincia di Siracusa.

In una seconda fase invece, verso il 1950, l'emigrazione si spostò verso l'Europa del Nord e verso l'Italia settentrionale. Questo fenomeno, dovuto ad una politica scarsamente prodigata ad un piano di risanamento per i problemi meridionali, provocò ulteriori danni al sistema sociale del Sud, il quale vedeva andar via la sua forza lavoro impiegata nelle grandi e medie industrie del settentrione. Tutto ciò comportò diverse situazioni; anzitutto il distacco, la separazione umana di chi partiva e di chi restava. Molti libri, poesie e testi di canzoni sono stati dedicati alle storie di emigranti, dimostrando come questo fenomeno è entrato a far parte dell'aspetto storico-culturale del territorio.[57] Un altro aspetto che comportò fu l'instaurazione di un legame tra il luogo nel quale questi migranti approdavano e la città natale che avevano lasciato. Infatti da questo presupposto oggi molti comuni siracusani sono gemellati con città di Stati d'oltreoceano; per esempio Solarino, Floridia e Sortino, tre comuni che hanno avuto una forte emigrazione verso le terre australiane, mantengono anche ai giorni nostri i rapporti con l'Australia; Solarino e Floridia sono gemellati con Melbourne, seconda città australiana più popolosa dopo Sydney, mentre Sortino ha di recente portato sugli schermi nazionali un documentario avente per titolo "Storie di una comunità siciliana emigrata in Australia", realizzato dal Sortino Social Club, un'associazione che riunisce gli emigrati sortinesi.[58] E questi stessi comuni sono inoltre gemellati con altre città negli Stati Uniti, come Hartford, legata a Floridia, la quale ha anche una via, nel proprio comune, intitolata "Via dei floridiani di Hartford" e New Britain legata a Solarino e Priolo Gargallo, altro comune siracusano.[59]
Nel Connecticut sorse una "Little Melilli" così chiamata in riferimento alla popolazione di Melilli, la quale emigrò in massa verso quella zona, nella città statunitense di Middletown, oggi gemellata con i mellilesi.[60]
Anche il nome di Siracusa venne esportato all'estero, per esempio vi sono diverse città statunitensi che si chiamano Syracuse,[61] di cui la più importante è la Syracuse di New York, la quale però non si chiama così per via di emigrati siracusani stabilitisi là, ma perché questo nome volle darglielo un suo influente cittadino, John Wilkinson, dopo avere letto un trattato sulla Siracusa siciliana e dopo esserne rimasto affascinato, trovandovi varie similitudini geografiche con la località americana.[62]

Ai giorni nostri ci sono molte associazioni sul territorio che si occupano di abitanti emigrati e che organizzano incontri e rimpatriate con le popolazioni locali.

Immigrazione[modifica]

La storia della provincia siracusana non è fatta solo di emigrazione, ma anche di immigrazione. Come risulta dal testo del libro "L'emigrazione in Sicilia: 1652-1961", secondo l'autore Francesco Renda, negli anni '60 e '70, ovvero negli anni dell'industrializzazione, la mobilità siracusana risulta essere la più attiva in Sicilia.[63] La popolazione ha da sempre vissuto momenti nei quali è arrivata gente che si è poi integrata nella società locale. Il territorio infatti, trovandosi in prossimità della costa, è stato spesso soggetto a sbarchi in diverse epoche fino a giungere a quella attuale.

In tempi antichi, oltre alla colonizzazione greca, si ricorda l'arrivo della comunità ebraica. A Siracusa infatti risiedeva una delle comunità ebraiche più numerose di Sicilia: circa 5.000 abitanti, pari a quella di Palermo. Gli ebrei erano integrati nella società, lavoravano e contribuivano alla spesa pubblica, vennero infine cacciati con l'editto spagnolo nel 1492,[64][65] anche se molti di loro, in qualche maniera, riuscirono a restare. Nel 2010, dopo diversi secoli, a Siracusa si è nuovamente celebrato un matrimonio ebraico, segno che la comunità ebraica fa ancora parte della società locale. Altra presenza costante è quella araba, non solo per la conquista avvenuta da parte dei musulmani del medioevo, ma anche per l'attuale situazione di sbarchi che avvengono dal Medio Oriente verso l'Europa; di tutti quelli che giungono nel territorio siracusano, sono pochi coloro che decidono di restare, poiché la Provincia attualmente non offre molto lavoro, quindi il siracusano svolge la funzione di terra di frontiera tra il mar mediterraneo e l'Italia continentale.

In Siracusa, nel febbraio 2013, si è tenuta una conferenza avente come tema l'immigrazione in terra siciliana; organizzata da Emergency e Arci, esposta dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Laura Boldrini.[66] I cittadini stranieri residenti, provenienti anche da stati come la Romania, Cina e Sri Lanka, risiedono per la maggior parte nel comune di Siracusa, il quale conta una popolazione straniera di circa 4.000 abitanti, pari al 3,3% della popolazione totale.[67] Nell'ambito dell'integrazione, la frazione siracusana di Cassibile è stata al centro dell'attenzione dei media italiani per un conflitto sociale avvenuto verso il 2006 e che vide contrapposti i cassibilesi e gli immigrati stranieri. I cassibilesi si lamentavano dell'abbandono della politica nei loro confronti, essendo quel paese composto da 5.000 abitanti si era visto d'un tratto sovraffollato da molti immigrati, i quali vivevano in condizioni sociali trascurate, anch'essi abbandonati dalla politica.[68]. Quella situazione ha dimostrato come ancora non si è giunti ad una esauriente integrazione sociale che accordi la popolazione locale con la popolazione straniera.

La Provincia di Siracusa è stata interessata da un altro fenomeno migratorio, stavolta interno. Si è verificato infatti che, specialmente negli anni '60, molti cittadini provenienti da più parti d'Italia vennero ad abitare nel siracusano. Tale fatto avvenne per due diversi motivi: il primo motivo era derivato dal rientro dei coloni italiani in Libia,[69] i quali rientrando in Italia decisero di prendere residenza a Siracusa; un altro motivo fu l'installazione del Polo petrolchimico siracusano che attrasse molta manodopera, la quale poi rimase integrata nella società locale.

Cultura[modifica]

Università[modifica]

La provincia di Siracusa non ha università proprie, ma sono attivi 3 consorzi universitari che collaborano con le facoltà di Catania e Messina per la realizzazione di corsi di laurea e master:

La provincia dispone inoltre di istituti culturali con provenienza internazionale:

  • The Mediterranean Center for Arts and Sciences (MCAS)[77], fa parte dell'Arcadia University[78] (Pennsylvania, Stati Uniti), un'università privata la quale ha in Italia due centri di facoltà: uno a Roma e l'altro a Siracusa[79]; il suo ramo siciliano: Centro Mediterraneo per le Arti e le Scienze è indirizzato a studenti statunitensi che vogliono conseguire crediti in materia di studi mediterranei.
  • Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali (ISISC)[80], è un istituto internazionale senza scopo di lucro (ONLUS) fondato a Siracusa nel 1972, si occupa dello studio, della ricerca e della formazione nel campo della giustizia penale internazionale e comparata e dei diritti umani. E’ una organizzazione non governativa (ONG) riconosciuta con decreto del Ministero degli Affari Esteri. L’Istituto gode di status consultivo speciale presso le Nazioni Unite e il Consiglio d'Europa.

Musei[modifica]

Museo Civico di Noto
Vaso greco al museo Paolo Orsi di Siracusa
Antiquarium del tempio ionico, Palazzo del Vermexio
Corona di alloro in bronzo, V secolo a.C
Provincia di Siracusa-Stemma.png Musei
Augusta Antiquarium di Megara Hyblaea
Avola Museo Civico
Buscemi Rete Museale "I luoghi del lavoro contadino"[81]
Canicattini Bagni Museo del tessuto e Casa dell'emigrante[82]
Museo di Memorie e Ricordi dei Canicattinesi[83]
Carlentini Museo Paleontologico
Floridia Museo della civilità contadina iblea[84]
Lentini Museo Archeologico
Melilli Museo di Storia Naturale
Noto Museo Civico[85]
Palazzolo Acreide Casa Museo "Antonino Uccello"[86]
Museo dei Viaggiatori in Sicilia[87]
Siracusa Museo archeologico regionale Paolo Orsi[88]
Galleria Regionale di Palazzo Bellomo[89]
Museo del Cinema[90]
Museo del Dramma Antico dell'INDA[91].
Museo del Papiro[92].
Archimedeion
Solarino Ecomuseo Hyblon[93]
Museo permanente di pizzi e ricami artistici[94]
Casa del Novecento[95]
Sortino Museo dell'Opera dei Pupi
Museo dell'Apicoltura " 'A casa do fascitraru"

Folklore e manifestazioni[modifica]

Scena teatrale durante le Rappresentazioni Classiche al Teatro greco di Siracusa

Il folclore in provincia di Siracusa è caratterizzato soprattutto dalle feste religiose, sagre popolari e manifestazioni storico-culturali che si tengono in ogni periodo dell'anno[96].
Tra queste, le più famose, anche per il loro richiamo internazionale, sono la Festa di Santa Lucia, che si svolge in diversi periodi dell'anno; principalmente il 13 dicembre nella città di Siracusa e in diversi altri comuni, ma vi sono poi altre località, come Carlentini, dove la santa viene festeggiata l'ultima domenica di agosto. Inoltre, sempre a Santa Lucia è legata la festa di maggio, intitolata Festa di Santa Lucia delle Quaglie, particolare perché si svolge in abiti d'epoca settecenteschi. E la Festa di Sant'Alfio a Lentini, che si svolge tra la fine di maggio e l'inizio di settembre, ed è nota poiché i patroni della città di Lentini (Alfio, Filadelfo e Cirino) sono compatroni di altre città italiane e vengono festeggiati in altri luoghi del mondo, come negli Stati Uniti e in Australia, lì dove vi sono comunità di emigrati italiani.
Di grande richiamo locale sono inoltre La Festa di San Sebastiano a Palazzolo Acreide, la Festa di Sant'Anna a Belvedere, la Festa della Madonna Immacolata a Siracusa.
Come manifestazioni enogastronomiche invece sono da segnalare le due più rinomate e importanti della provincia: La Sagra del Miele a Sortino; la quale si svolge verso ottobre e dà l'occasione di assaggiare diversi prodotti fatti con questo antico e pregiato miele locale e la Festa della Fragola a Cassibile; la quale si svolge verso maggio/giugno e per tutta la sua durata espone specialità culinarie preparate con la fragola (dal salato al dolce). Infine vi sono degli eventi culturali importanti, con richiamo nazionale e internazionale, ovvero le Rappresentazioni Classiche che si svolgono all'interno del Teatro greco di Siracusa, organizzate dall'INDA; tali rappresentazioni consistono in spettacoli recitati aventi come protagonisti i famosi racconti delle tragedie greche, scritte dai più grandi drammatughi e commediografi dell'epoca classica.
Pur con eco minore nei media giornalistici, ma comunque con grande interesse partecipativo, sono le Rappresentazioni Classiche che si svolgono al Teatro greco di Palazzolo Acreide, dove, annualmente, giovani provenienti dall'Italia e dall'Europa si esibiscono recitando nelle sopracitate opere teatrli.

Di seguito una lista più dettagliata degli appuntamenti con le festività siracusane:

Cinema[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco dei film girati nella Provincia di Siracusa.
Festival del Cinema di Frontiera, a Marzamemi

Tra le manifestazioni culturali della provincia, particolare importanza assume la cinematografia. Infatti, in Ortigia, è presente il Museo del Cinema, che sorge su una superficie di circa 2000 m² (il terzo museo cinematografico più grande d'Italia) in cui vengono raccolti più di 20.000 cimeli e film di ogni tempo[99].

Tra gli eventi della Provincia di rilievo internazionale, vi è proprio un concorso cinematografico, il Festival del Cinema di Frontiera, che si tiene ogni estate a Marzamemi con proiezioni riguardanti il tema delle "frontiere" (geografiche, artistiche e culturali)[100]; infine, grazie alle sue località ricche di bellezze artistiche e archeologiche ed alla presenza di scenari naturali in parte selvaggi ed incontaminati, la Provincia aretusea è stata più volte scelta come location del set di film e fiction[101].

Musica[modifica]

La provincia di Siracusa è famosa per la presenza di diversi gruppi musicali e cantanti noti in campo nazionale e internazionale. Vari sono i generi in cui è possibile rintracciare artisti siracusani. Si va dal pop, con Fiorello, Silvia Salemi e Mario Venuti, allo ska di Roy Paci & Aretuska, dal metal dei No Fear (heavy e power) e dei Fiaba (folk metal e progressive) alla musica dance degli Eiffel 65, che vedeva come componente il francofontese Gianfranco Randone ("Jeffrey Jey"), per giungere al neomelodico Carmelo Zappulla, solo per citarne alcuni.

Molto diffusi sono i musicisti folk che ripropongono i canti e le musiche popolari siciliane, sia negli aspetti più tradizionali come ad esempio i Cantunovu, gli Sciroccu, Carlo Muratori ed il percussionista lentinese Alfio Antico, sia nel melting pot con altri generi (funk, latino, jazz) come i Qbeta. A tutto ciò, si deve aggiungere la tradizione delle bande musicali presenti in quasi tutti i centri del siracusano, alcune delle quali risalgono alla seconda metà dell'Ottocento (Orchestra di Fiati "F. Mulè" di Noto, del 1840, Associazione Musicale "M° G. Passanisi" di Augusta del 1863 e Corpo Bandistico Città di Canicattini Bagni)[102] e che vive la sua massima espressione nel raduno bandistico nazionale che ogni anno, dal 1981, si svolge a Canicattini Bagni.

Menzione a parte merita poi il gruppo "Musici e sbandieratori Città di Floridia" che si esibisce nelle varie manifestazioni medievali organizzate in ogni parte della Sicilia. La penuria sul territorio aretuseo di strutture idonee alla realizzazione e alla rappresentazione di spettacoli musicali (dalle sale d'incisione agli auditorium, agli stadi e ai palasport poco capienti) causa un notevole disagio sia agli artisti che sono costretti ad "emigrare", chi al nord (ne sono un esempio Fiorello, Silvia Salemi e Roy Paci), chi nella vicina Catania (Mario Venuti, Qbeta); sia agli spettatori ed ai fans che per assistere alle performance dei più importanti nomi della scena nazionale ed internazionale devono recarsi a Catania o al palasport di Acireale. Nonostante ciò, ugualmente numerose sono le manifestazioni a carattere musicale che si svolgono in Provincia, soprattutto nella stagione estiva, quando è possibile utilizzare i suggestivi scenari del Teatro greco di Siracusa e del Palalive Summer Arena (già Palalido), sulla spiaggia di Fontane Bianche. Tra le manifestazione si ricordano l'Ortigia Festival e Lithos, nonché i vari concerti pop e di musica leggera che si tengono in occasione delle feste patronali in tutti i comuni della provincia.

Cucina[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina siracusana.

La gastronomia siracusana vanta numerevoli prodotti di qualità, tra questi, cinque, sono riconosciuti da tradizione e sono soprannominati "le cinque perle siracusane": il miele, le mandorle, gli agrumi, il pesce, il vino rosso d’Avola.

Prodotti Agroalimentari[modifica]

  1. L'Arancia Rossa di Sicilia (I.G.P.), prodotta nel territorio dei seguenti comuni: Lentini, Francofonte, Carlentini, Buccheri, Melilli, Augusta, Priolo Gargallo, Siracusa, Floridia, Solarino, Sortino e Noto.
  2. L'olio d'oliva Monti Iblei (D.O.P.), prodotto nelle sottozone Val Tellaro, Val d'Anapo, Trigona Pancali e Monte Lauro[103].
  3. Il Pomodoro di Pachino (I.G.P.)
  4. Il Caciocavallo ragusano (D.O.P.), formaggio prodotto anche nei comuni di Noto, Palazzolo Acreide e Rosolini.
  5. Il Limone di Siracusa (I.G.P.-P.T.N.), prodotto nei comuni di Augusta, Avola, Floridia, Melilli, Noto, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Solarino, Sortino.[104]

Vini[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Vini DOC della provincia di Siracusa.
  1. Eloro (frappato, Nero d'Avola, Pachino, Pignatello, rosato e rosso).
  2. Moscato di Noto (liquoroso e spumante).
  3. Moscato di Siracusa.

Personaggi illustri[modifica]

Lo showman augustano Fiorello

Molte sono le personalità legate al territorio siracusano, che, sin dai tempi più remoti, si sono distinte nelle proprie attività di competenza:

Lo scrittore pachinese Vitaliano Brancati

.

Economia[modifica]

L'economia si sviluppa su diversi fronti non sempre sviluppati e all'altezza dei mercati nazionali ed internazionali. In generale l'economia del territorio siracusano è piuttosto stagnante (seppur vivacizzata negli ultimi anni dall'apertura di diversi centri commerciali nel capoluogo), con un tasso di disoccupazione del 18% e inconsistenti prospettive di sviluppo determinati da carenze strutturali e mancata programmazione economica.

Nella provincia di Siracusa sono presenti anche diversi centri commerciali: il Parco Commerciale Belvedere sito nei pressi di Città Giardino con 70 negozi, un ipermercato Auchan e store Decathlon e MediaWorld, I Papiri (già Carrefour) a Siracusa con 60 negozi e ed ipermercato Iperspar, Il Giardino ad Avola con 35 negozi ed un ipermercato Iperspar, Conforama a Melilli con 20 negozi e un Conad Superstore, la galleria Ipersimply Sma a Lentini con 5 negozi, e La Vela, a Carlentini, con 6 negozi tra cui l'ex Standa ora Conad. Di fronte al Parco Commerciale Belvedere, inoltre, è presente anche un outlet village, denominato Melilli Outlet Fashion District. Infine, è in fase di realizzazione un ulteriore centro commerciale nei locali dell'ex centro fieristico Fiera del Sud a Siracusa, nella zona Epipoli. Il centro dovrebbe contare 40 negozi e un Carrefour Market.

Nel 2013 era ufficializzata la riapertura di Carrefour presso I Papiri, nei locali dell'ex Iperspar (in seguito alla chiusura del maxi pv di Despar dovuta a causa del fallimento di Aligrup). Purtroppo il nuovo Carrefour non è durato molto: il 7 Giugno ha chiuso nuovamente, e stavolta in modo definitivo.

Settore Primario[modifica]

Il Pomodoro "ciliegino" o "Pomodorino" di Pachino, uno dei prodotti di punta dell'agricoltura siracusana.

Fino agli anni sessanta, prima della nascita del petrolchimico di Priolo e la conseguente industrializzazione del territorio, l'economia della provincia di Siracusa era prevalentemente improntata sull'agricoltura e l'allevamento. Quest'ultimo, soprattutto, di bovini, nella maggior parte della provincia; ma anche di ovini e caprini nella zona iblea.[105]

A seconda della zona morfologica, poi, diverse sono le colture di riferimento: agrumeti nel nord e nella Piana di Siracusa ed oliveti, mandorleti e carrubeti sugli Iblei e nel sud, dove molta importanza assume la produzione ortofrutticola (Pomodorino di Pachino, in primis, ma anche la fragola di Cassibile e la Patata novella di Siracusa).

Nei tempi più recenti, la riconversione economica del territorio ha visto la nascita di un vero e proprio "artigianato agricolo", specie nei comuni dell'hinterland, legato, da una parte, alla diretta produzione dei frutti della terra (cereali, olive, carrube, mandorle, frutta ed ortaggi), e dall'altra, organizzato in termini di lavorazione ed esportazione dei prodotti derivati (dolci locali, miele, olio, conserve). Esempi illuminanti di questo New Deal dell'agricoltura siracusana sono i comuni di Cassaro per l'olivocultura; Sortino ed Avola per l'apicoltura; Floridia per l'industria conserviera e Solarino, su cui converge gran parte della produzione locale delle olive, per la molitura, e delle mandorle, per la sgusciatura, trasformando, così, dei lavori stagionali in stabili fonti di reddito, grazie anche all'esportazione su scala internazionale del prodotto finito[106]; nonché il triangolo Lentini-Carlentini-Francofonte, per la produzione e lavorazione agrumicola. Tuttavia, negli ultimi anni, una persistente crisi del settore ha determinato una diminuzione nella produzione. Crisi dell'agricoltura in Provincia di Siracusa ha significato, soprattutto, crisi della coltura del limone, antico caposaldo della ricchezza delle campagne provinciali. Centinaia di ettari di limoneti sono stati sradicati e per alcuni anno hanno assicurato una valida alternativa, ricoperti da grandi serre in cemento e vetro, con la coltura del pomodoro, che ha conosciuto, peraltro, successivamente, difficoltà saltuarie di mercato e l'apertura ai mercati internazionali del "Ciliegino" di Pachino.[107]

La diminuzione quantitativa della produzione agricola, tuttavia non ha inciso sulla qualità dei prodotti che, anzi, rappresentano il "fiore all'occhiello" dell'economia siracusana, come si desume dalle certificazioni ed attestazioni di qualità conferite sia a livello nazionale che europeo. Tra questi si ricordano: Prodotti a Denominazione di origine protetta (DOP), a Indicazione geografica protetta (IGP), Specialità tradizionale garantita (STG) e a Denominazione di Origine Protetta - Protezione Transitoria Nazionale (D.O.P.-P.T.N.) e Denominazione di Origine Protetta - Protezione Transitoria Nazionale (I.G.P.-P.T.N.).

Ben sviluppata la pesca nel comprensorio di Portopalo, Marzamemi e Noto, oltre alla presenza di coltivazioni di mitili e cozze specie a Siracusa e Augusta.

Da segnalare, infine, il vivace sviluppo del commercio vinicolo col marchio famoso del Nero d'Avola e del Moscato di Siracusa ormai sulle tavole di tutta Italia.

Settore Secondario[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Polo petrolchimico siracusano.

L'industria presenta la sua massima ed unica concentrazione nel triangolo di Priolo, Augusta e Melilli, con la presenza di raffinerie di petrolio e industrie chimiche nonché della produzione di energia elettrica. Se agli inizi degli anni cinquanta il settore si presentava in completa espansione, oggi[quando?] esso risulta in crisi. Molti impianti chimici sono stati chiusi perché obsoleti e non era conveniente investire su di essi a causa delle oscillazioni del mercato. Ciò che resta principalmente sono tre raffinerie (ERG, Esso e ex Agip), nonché alcuni impianti di proprietà della Polimeri Europa e Air Liquide. Tuttavia nuovi investimenti per la conversione delle centrali elettriche a gasolio in centrali elettriche con turbine a gas e la controversa costruzione del rigassificatore[108], rendono il settore ancora importante per l'economia locale e per la presenza di un cospicuo indotto.

Da menzionare anche la presenza della centrale elettrica Enel Tifeo, prossima ad essere convertita in termovalorizzatore, e la Centrale solare termodinamica Archimede in cui dopo la conversione alla produzione di energia tramite turbogas viene utilizzato il progetto innovativo di sfruttamento dell'energia solare denominato progetto Archimede. Sempre nell'ambito della produzione di energia elettrica, è da menzionare una cospicua presenza di impianti che utilizzano fonti d'energia rinnovabili quali la centrale idrolettrica dell'Anapo,[109] i parchi eolici presenti sul monte S. Venera presso Pedagaggi, a Francofonte in contrada San Leo ed a Buccheri, oltre a diversi impianti fotovoltaici e di pannelli solari installati presso edifici pubblici e privati.

Settore Terziario[modifica]

Turismo
Ortigia e il mare

Infine il turismo, risorsa in costante crescita in tutta la provincia, trainato soprattutto dalle attrattive del capoluogo. Negli ultimi anni, poi, con i molteplici investimenti effettuati in questa direzione, si è avuto un aumento della ricettività alberghiera con la presenza di 4.798 posti letto per 2.671 camere, suddivisi tra alberghi, bed and breakfast e villaggi turistici.[senza fonte] Il flusso più intenso, ovviamente, riguarda il capoluogo ed i siti facenti parte della lista dell'UNESCO, (Noto, Palazzolo Acreide e Pantalica), nonché le zone balneari (Noto, Avola, Portopalo, Fontane Bianche, Arenella, Marzamemi, Brucoli e Agnone Bagni) che richiamano presenze stagionali dal nord Italia e dall'estero; ma anche le aree archeologiche (Leontinoi, Akrai, Megara Hyblaea, Eloro, Avola Antica, Noto Antica), oltre alle anziddette riserve naturali.

L'itinerario del folclore è ben presente in quasi ogni Comune[non chiaro], con le feste patronali, le sagre e le manifestazioni.

Trasporti[modifica]

Collegamenti stradali[modifica]

Autostrade[modifica]

La provincia è servita dalle autostrade NSA339 Catania-Siracusa e A18 Siracusa-Gela. La prima si innesta sul tracciato della strada statale 114 dallo svincolo per Augusta-Villasmundo sino all'imbocco con la tangenziale di Catania ed è stata ultimata ed aperta al traffico nel dicembre del 2009, mentre la seconda non è ancora terminata. Dopo l'apertura di un primo tratto alla fine degli anni settanta di 9,5 km da Siracusa fino a Cassibile, i lavori si sono protratti per oltre venti anni, sino a quando, il 24 ottobre del 2008 è stato aperto un ulteriore tratto di 32 km sino a Rosolini. Al momento, sul territorio provinciale insistono complessivamente 57 km di autostrade di cui 40 km della A18 e 17 km della NSA339.

Strade[modifica]

L'inizio del tratto siracusano della SS 114 in località Corridore del Pero (Carlentini).

La provincia è attraversata da 9 strade statali, per un totale di 246 km. Tra queste, le più importanti sono la 114 e la 115 per i collegamenti verso Catania e verso Ragusa e che risultano ormai sottodimensionate e pericolose per la mole di traffico veicolare che quotidianamente le attraversano.

Il quadro dei collegamenti su gomma è poi completato dalla presenza di 106 strade provinciali, 15 strade regionali, 49 strade di bonifica e 12 strade rurali, per uno sviluppo complessivo di circa 1.500 chilometri di rete stradale[110].

Collegamenti ferroviari[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovie siciliane, Ferrovia Messina-Siracusa, Ferrovia Siracusa-Gela-Canicattì, Ferrovia Siracusa-Ragusa-Vizzini, Stazione di Siracusa e Stazione di Siracusa Nuova.

La rete ferroviaria provinciale è costituita da due linee, ambedue di RFI, la Siracusa Catania elettrificata e a binario unico, e la Siracusa-Ragusa, anch'essa a binario unico ma non elettrificata[111]. La rete provinciale è notevolmente ridotta rispetto al passato a causa della malaugurata politica dei rami secchi; la provincia contava infatti anche su un collegamento utile, ma soppresso negli anni settanta, con Pachino avente origine nella stazione di diramazione di Noto[112], sulla Siracusa-Canicattì. Fino alla metà degli anni cinquanta era presente anche una linea ferroviaria a scartamento metrico che con diramazione a Giarratana arrivava sino a Ragusa e a Vizzini dove permetteva lo scambio dei viaggiatori con la Catania-Caltagirone. Tale linea dismessa, attraversava tutta la valle dell'Anapo ove aveva anche una stazione denominata Necropoli Pantalica[113], in corrispondenza della importantissima zona archeologica, patrimonio UNESCO[114].

La rete ferroviaria attuale, quasi tutta a binario singolo (eccetto il tratto a doppio binario Siracusa-Targia) ed elettrificata solo in direzione di Catania, meriterebbe di essere e ammodernata visto che attraversa molti centri urbani di rilevante importanza. Per quanto riguarda la direttrice costiera, la Siracusa-Catania, sono già stati elaborati i progetti per la velocizzazione, correggendone il tracciato tortuoso, e il successivo raddoppio. Anche per la Siracusa-Ragusa sembra aprirsi qualche prospettiva di riammodernamento. Rimangono tuttavia lunghi i tempi previsti per tali riclassificazioni.

Porti[modifica]

Pur se affacciata sul mare per tutto il suo sviluppo di costa,[115][116] la provincia non è provvista di grandi strutture portuali: da menzionare sono il Porto di Siracusa, un tempo importante perché origine di linee di navigazione viaggiatori che dopo un lungo periodo di decadenza è attualmente[quando?] oggetto di progetti di ammodernamento per essere convertito in porto crocieristico e quello commerciale di Augusta, sede anche di un'importante base navale della Marina Militare. Vanno ricordati inoltre i pontili petroliferi a nord di Siracusa a servizio del polo petrolchimico. Importante porto peschereccio è il porto di Portopalo sede di una consistente flotta da pesca. Le rimanenti strutture sono riservate al diporto e alla pesca locale.

Porti lungo la costa siracusana RWB Fähre(L).svg Tipologia Posti barca
  • diporto
  • comm., milit., diporto
  • commerciale
  • diporto, pesch., comm.
  • diporto, peschereccio
  • diporto
  • diporto, peschereccio
  • diporto
  • diporto, peschereccio
  • -
  • -
  • -
  • 40
  • 640
  • -
  • -
  • 150
  • 20

Aeroporti[modifica]

Nella provincia non sono presenti aeroporti civili ma solo l'aeroporto militare di Sigonella che si trova sul territorio di Lentini. L'idroscalo di Siracusa al momento non ha movimenti degni di nota. A circa 5 km dal capoluogo si trova un'aviosuperficie con pista in asfalto di 500 metri. L'aeroporto civile più vicino alla provincia si trova a Catania.

Sport[modifica]

Eventi[modifica]

La volata finale del XXIV Trofeo Pantalica, a Solarino.

La Provincia di Siracusa ha ospitato ed organizzato, in passato, alcune manifestazioni sportive di carattere internazionale, quali ad esempio: il Gran Premio di Siracusa, gara automobilistica riservata alle vetture della Formula 1, che però non valeva come prova del mondiale e che si svolse nell'Autodromo di contrada Pantanelli, tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta; il Trofeo Pantalica ed il Giro della Provincia di Siracusa, competizioni ciclistiche riservate ai professionisti (cat. élite) che si sono corse, il primo dal 1975 al 2003, ed il secondo, tra il 1998 ed il 2001, rispettivamente nella Val d'Anapo e nel comprensorio Eloro; nonché, il Rally Mare Monti, che si è corso per 18 edizioni, dal 1982 fino al 2000. Manifestazioni che non sono riuscite a perdurare quasi sempre a causa dell'endemica penuria di risorse finanziarie degli enti organizzatori.

Negli anni passati, inoltre, la provincia aretusea è stata scelta per lo svolgimento di alcune tappe del Giro d'Italia: nel 1965 (Agrigento-Siracusa), nel 1976 (Catania-Siracusa e Siracusa-Caltanissetta) e nel 1999 (Noto-Catania).

Nella provincia di Siracusa si svolgono le seguenti manifestazioni sportive:

  • Cronoscalata Coppa Val d'Anapo Sortino: organizzata dall'ACI di Siracusa e dal comune di Sortino, prevede il disputarsi di due manche sul percorso che si snoda lungo la S.P. 28 "Solarino-Fusco-Sortino" che collega la contrada Fusco al centro abitato di Sortino, con una lunghezza di 5,7 km, un dislivello partenza/arrivo di 286 metri e una pendenza media del 4,9%. Il tracciato è costituito principalmente da due tratti: il primo veloce e pianeggiante ed il secondo tecnico e in salita.
  • Siracusa City Marathon: nata nel 1999, è riservata alle seguenti categorie: juniores (18\19 anni), promesse (20\22 anni), seniores (23+), amatori e master maschili e femminili. Accanto alla maratona a carattere competitivo, sono poi organizzate la "mezza maratona", la marcia di 10 km e la "stracittadina" di 5 km di natura non competitiva[117].

Infine, accanto agli eventi propriamente sportivi, la Provincia di Siracusa è ricca di manifestazioni in cui l'aspetto sportivo è quasi marginale, poiché fortemente integrato e caratterizzato da quello tradizionale e folclorico, è il caso delle corse ippiche denominate "Pali cittadini", come il Palio di San Domenico ad Augusta, il Palio di Santa Venera ad Avola ed il Palio dell'Ascensione a Floridia.

Società sportive[modifica]

La formazione del Siracusa Calcio vincitrice della Coppa Italia di Serie C nel 1979.

Il territorio siracusano ha una lunga tradizione sportiva, legata soprattutto alla pallamano, specialmente a Siracusa e Rosolini, alla pallanuoto e al basket femminile (Priolo Gargallo), con squadre che hanno partecipato o che partecipano ai massimi campionati nazionali. Ne sono un esempio, per la stagione 2007/08, l'Acer Priolo, squadra di pallacanestro femminile, che milita in Serie A1, l'A.S. Albatro Handball Siracusa che disputa la Serie A d'élite di pallamano, l'IGM Ortigia Siracusa di pallanuoto che gioca in Serie A1 femminile, l'Augusta F.C., squadra della Serie A1 di calcio a 5.

il calcio, invece, è presente solo a livelli dilettantistici o semiprofessionistici. Tutte le compagini aretusee militano in campionati minori. Tra queste, il Siracusa Calcio 1924 che dopo aver preso parte a sette campionati consecutivi di Serie B dal 1946 al 1953 ed aver sfiorato la Serie A con un quinto posto nel 1950-51, il 29 marzo 2009 ha conquistato la matematica promozione in Seconda divisione (ex Serie C2) con sei giornate d'anticipo e successivamente è stata ripescata in Prima Divisione (ex serie C1) nella stagione 2010-11; la Leonzio di Lentini che nel 1994 disputò la Serie C1 e che nella stagione 2011/12 è iscritta al campionato regionale di Eccellenza, così come il Real Avola; il Megara Augusta 1908 che nel 1948 disputò la Serie C e, dopo esser fallita nel 2006, nella stagione 2011/12 gareggia nel campionato di Prima Categoria, col nome di Augusta Brucoli; la Notinese, anch'essa in Serie C nel 1948 e che dal 2010-11 disputa il campionato di Serie D con il nome di Noto, così come il Palazzolo, anch'esso iscritto al campionato di Serie D per la stagione 2011-12.

Molto diffuse, in provincia, sono pure le società ciclistiche, soprattutto nei comuni di Avola, Canicattini Bagni, Floridia e Solarino e quelle di atletica leggera, ma sempre a livello dilettantistico[118]. Negli altri sport, per quanto riguarda i risultati ottenuti dalle squadre siracusane, la società più vittoriosa è stata l'Ortigia Siracusa di pallamano maschile, vincitrice, consecutivamente, di tre scudetti, dal 1987 al 1989 e di due Coppe Italia nel 1996 e nel 1997[119].

Altre compagini vincitrici di trofei in campo nazionale ed internazionali sono: la Trogylos Priolo, che nel tempo ha cambiato varie denominazioni a seconda dello sponsor (quella attuale è Acer Priolo), vincitrice di due scudetti, nel 1989 e nel 2000 e di un'Eurolega, il massimo trofeo europeo del basket femminile, nel 1990; l'Ortigia di pallanuoto femminile che ha conquistato due Coppe LEN nel 2004 e nel 2005; l'Eos Siracusa che ha vinto lo scudetto nella pallamano femminile nel 2000; l'Associazione Sportiva Augusta vincitrice di una Coppa Italia di calcio a 5 ed il Siracusa Calcio che ha conquistato la Coppa Italia di Serie C nel 1979.

Atleti[modifica]

Gli sportivi siracusani più famosi sono sicuramente l'arbitro internazionale di calcio Concetto Lo Bello, protagonista assoluto negli anni sessanta-settanta e l'apneista Enzo Maiorca, più volte detentore del record di immersione in apnea.

Oltre ad essi si ricordano: nell'atletica leggera, l'astista siracusano Giuseppe Gibilisco; nell'automobilismo, il pilota megarese Giovanni Lavaggi; nel calcio, i siracusani Rosario Lo Bello, arbitro, figlio del già citato Concetto ed il calciatore Giovanni Pisano, nonché il rosolinese Salvatore Guastella; nel canottaggio, il due volte campione del mondo (due senza e otto pesi leggeri) siracusano Carlo Grande; i ciclisti Carmelo Barone, Giampaolo Caruso e Paolo Tiralongo di Avola, Giuseppe Di Grande di Belvedere, Nicola Miceli di Canicattini Bagni e Giuseppe Palumbo di Solarino; nelle immersioni in apnea, Rossana Maiorca, anch'essa figlia d'arte; il tennista Alessio Di Mauro; il pallanuotista Paolo Caldarella, vincitore della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Barcellona '92 con il Settebello e campione europeo a Sheffield nel 1993, tragicamente scomparso in un incidente stradale; il pattinatore e commissario tecnico della nazionale italiana di pattinaggio Pippo Cantarella.

Impianti sportivi[modifica]

L'Ippodromo del Mediterraneo, nei pressi di Cassibile.

Gli impianti principali sono ovviamente concentrati nel capoluogo, non ne mancano, però, di importanti anche negli altri paesi, come nel caso del PalaAcer a Priolo Gargallo e dell'Ippodromo del Mediterraneo, nei pressi di Cassibile. Per il resto, a parte queste due eccezioni, gli altri impianti della provincia hanno una mera rilevanza locale, essendo stati concepiti per le esigenze dello sport dilettantistico e per essere destinati alla fruizione da parte del solo pubblico della zona o tuttalpiù di zone immediatamente limitrofe.

Tra le strutture più importanti possono essere annoverate:

  • La Cittadella dello Sport: sita in Siracusa, è un centro polivalente che ospita strutture per quasi tutti gli sport: una piscina olimpionica (dove ha anche giocato la nazionale di pallanuoto azzurra), senza copertura; un campo di pallacanestro e pallamano, una pista per il pattinaggio di velocità e un campo da tennis ed uno da calcetto, nonché il "PalaLoBello", il Palazzetto dello sport con capienza di circa 2.000 posti, dedicato alla memoria dell'arbitro e presidente dell'Ortigia di pallamano, Concetto Lo Bello.[120]
  • Il Campo Scuola Pippo di Natale: struttura inaugurata l'11 gennaio 1964 ed adibita all'atletica, nonché primo campo di allenamento di Giuseppe Gibilisco, e di molti altri atleti siracusani.[121]
  • Lo Stadio Nicola De Simone: già Stadio "Vittorio Emanuele III", che si trova a Siracusa, nel quartiere Borgata Santa Lucia, ha una capienza di circa 8.000 posti ed è lo stadio del Siracusa Calcio.
  • L'Autodromo sito in contrada Pantanelli, nell'area a sud ovest di Siracusa, è fruibile ed utilizzato per prove libere di auto e moto e per corsi di guida sicura e veloce in auto; in futuro, a completazione ultimata, non si esclude che potrebbe essere utilizzato per ospitare le gare di Formula 1.
  • L'Ippodromo del Mediterraneo: esteso su un'area di circa 55 ha in contrada Maeggio, a pochi chilometri da Cassibile, ha una capienza di circa 20.000 posti e comprende tre piste di corsa al galoppo delle quali una in sabbia e due in erba, ulteriori due piste in sabbia e la "corona" della pista in erba per l'allenamento dei cavalli e 400 stalle che formano la "zona scuderie"; nonché dei servizi collaterali quali una sala conferenze, un ristorante ed una discoteca.[122]
  • Il "PalaAcer": situato in contrada San Focà, alle porte di Priolo Gargallo, si sviluppa su un'area di circa 19.000 m², con una capienza di 4.000 posti ed oltre ad essere il campo di gioco della Trogylos Priolo, spesso viene utilizzato per concerti rock e pop.[123]

Amministrazione[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti della Provincia di Siracusa.

Dal 17 giugno 2008, l'attuale Presidente della Provincia è Nicola Bono del Popolo della Libertà, sostenuto da una coalizione di centro-destra di cui fanno parte anche l'UdC, il Movimento per le Autonomie e la lista civica Alleanza Azzurra.

Gemellaggi[modifica]

La Provincia di Siracusa è gemellata con

Comuni[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Siracusa.

Appartengono alla provincia di Siracusa i seguenti 21 comuni:

Stemma Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Augusta-Stemma.png Augusta 34.062 109,33 km²
Avola-Stemma.png Avola 31.679 74,27 km²
Buccheri-Stemma.png Buccheri 2.182 57,43 km²
Buscemi-Stemma.png Buscemi 1.153 51 km²
Canicattini Bagni-Stemma.png Canicattini Bagni 7.354 15 km²
Carlentini-Stemma.png Carlentini 17.586 157 km²
Cassaro-Stemma.png Cassaro 839 19,38 km²
Ferla Stemma Colori.jpg Ferla 2.636 24,77 km²
Floridia-Stemma.png Floridia 22.600 26,22 km²
Francofonte-Stemma.png Francofonte 12.523 73,95 km²
Lentini-Stemma.png Lentini 24.036 215,75 km²
Melilli-Stemma.png Melilli 12.897 163,03 km²
Noto-Stemma.png Noto 24.004 550,86 km²
Pachino-Stemma.png Pachino 21.731 50,47 km²
Palazzolo Acreide-Stemma.png Palazzolo Acreide 9.061 86,34 km²
Portopalo di Capo Passero-Stemma.png Portopalo di Capo Passero 3.684 14,87 km²
Priolo Gargallo-Stemma.png Priolo Gargallo 12.189 57,58 km²
Rosolini-Stemma.png Rosolini 21.581 76,15 km²
Siracusa-Stemma.png Siracusa 124.016 204 km²
Solarino-Stemma it.png Solarino 7.503 13,01 km²
Sortino-Stemma.png Sortino 8.986 93,19 km²

Note[modifica]

  1. ^ Antonella Battaglia, 2004, op. cit.
  2. ^ Santi Rametta (Maggio - Giugno 2001). La valle dell'Anapo. I Siracusani 31: pag. 47.
  3. ^ Giuseppe Silluzio (Novembre - Dicembre 2001). Il monte Climiti. I Siracusani 34: pag. 59.
  4. ^ Giovanni Di Maria, Corrado Nastasi (Settembre - Ottobre 2000). Cava Grande del Cassibile. I Siracusani 27: pag. 44.
  5. ^ Giuseppe Silluzio (Settembre - Ottobre 2001). I boschi degli Iblei. I Siracusani 33: pag. 35.
  6. ^ Melinda Miceli, 2006, op. cit.
  7. ^ Melinda Miceli, 2004, op. cit.
  8. ^ Costantino De Martino (Novembre - Dicembre 2005). Fra natura e archeologia nella valle dell'Anapo. I Siracusani 52: pag. 59.
  9. ^ Giuseppe Piccione, Salvatore Baglieri (Luglio - Agosto 2004). Saline di Priolo - Riserva Naturale Orientata. I Siracusani 52: pag. 20.
  10. ^ Angelo Magnano (Marzo - Aprile 2002). L'oasi di Vendicari. I Siracusani 36: pag. 17.
  11. ^ Giuseppe Piccione, Salvatore Baglieri (Luglio - Agosto 2004). Le coste siracusane. I Siracusani 50: pag. 19.
  12. ^ tabella climatica della stazione di rilevamento di Siracusa. URL consultato in data 24 marzo 2008.
  13. ^ Medie climatiche della stazione di rilevamento di Cozzo Spadaro. URL consultato in data 21 gennaio 2008.
  14. ^ Medie climatiche della stazione di rilevamento di Sigonella. URL consultato in data 21 gennaio 2008.
  15. ^ Tributo al condottiero siculo Ducezio
  16. ^ Ducezio come simbolo attuale
  17. ^ L'AREA ARCHEOLOGICA DI MEGARA IBLEA
  18. ^ Carlo Morrone (Luglio - Agosto 1998). Un impero chiamato Siracusa. I Siracusani 14: pag. 57.
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  21. ^ Così il prof. Mario Cosentino dell'Istituto di Geologia e Geofisica dell'Università degli Studi di Catania: «La disposizione delle isosiste del terremoto del 1693...suggerisce l'esistenza di una struttura orientata approssimativamente Ne-Sw ed estesa per buona parte in mare... da uno studio dettagliato dei terremoti del 1169 e del 1693 in particolare emerge che gli epicentri..furono in mare al largo della costa tra Augusta e Catania. L'ubicazione in mare degli epicentri..ulteriormente confermata dal verificarsi del maremoto che interessò quasi tutta la costa della Sicilia Orientale» in Cosentino, Mario (gennaio 1993). Dossier:300 anni dopo. La Sicilia.
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Bibliografia[modifica]

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Voci correlate[modifica]

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Collegamenti esterni[modifica]