Melilli

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Melilli
comune
Melilli – Stemma Melilli – Bandiera
Melilli – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Siracusa-Stemma.png Siracusa
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Cannata (centrosinistra) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 37°11′00″N 15°07′00″E / 37.183333°N 15.116667°E37.183333; 15.116667 (Melilli)Coordinate: 37°11′00″N 15°07′00″E / 37.183333°N 15.116667°E37.183333; 15.116667 (Melilli)
Altitudine 310 m s.l.m.
Superficie 136,03 km²
Abitanti 13 304[2] (31-12-2010)
Densità 97,8 ab./km²
Frazioni Città Giardino, Villasmundo[1]
Comuni confinanti Augusta, Carlentini, Priolo Gargallo, Siracusa, Sortino
Altre informazioni
Cod. postale 96010
Prefisso 0931
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 089012
Cod. catastale F107
Targa SR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 133 GG[3]
Nome abitanti melillesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 4 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Melilli
Posizione del comune di Melilli nella provincia di Siracusa
Posizione del comune di Melilli nella provincia di Siracusa
Sito istituzionale

Melilli (Miliddi in siciliano) è un comune italiano di 12.764 abitanti[4] della provincia di Siracusa in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Melilli dista 22 chilometri da Siracusa, è nel nord est della provincia nel comprensorio dei Monti Climiti a 310 m sul livello del mare.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La seguente frase campeggia sullo stemma della città: “DAT MEGARA ORTUM HYBLAE LEO MARTEM ALVEARE MELILLI” (Megara dà a Ibla Melilli la nascita; il leone dà la forza e la prosperità).

Melilli ha avuto una storia molto variegata dove la presenza dell’uomo è attestata fin dall’età del bronzo. La sua posizione strategica tra le maggiori città di Augusta e Siracusa ha svolto un ruolo cruciale per la sua crescita. Nel periodo feudale divenne dominio di Augusta e, più tardi, della famiglia Moncada. Melilli è riuscita a sopravvivere a due devastanti terremoti nel 1542 e nel 1693. Dal 1842 detiene l’autonomia.

Melilli sorge nell’ex feudo Mezzamontagna sulle colline dei monti Iblei, digradanti verso il Mar Ionio e l’ampio golfo di Augusta. Il toponimo Melilli, ”sentiero trafficato”, è probabilmente di origine berbera (Malilah e Malili), dovuto alla posizione geografica occupata dal paese tra Catania e Siracusa. Il territorio di Melilli è stato abitato fin dalla preistoria: infatti sono molte le necropoli che testimoniano la presenza dell’uomo in questa parte della Sicilia. Il vasto territorio di Melilli, infatti, racchiude molte necropoli dell’età di Castelluccio (XVII – XV secolo a.C.), su cui gli archeologi hanno puntato i loro studi. La presenza di numerose necropoli rupestri fece affermare a numerosi storici e archeologi dei secoli scorsi che all’interno del territorio di Melilli fosse da ricercare l’antica Hybla sicula, il cui re Hyblon concesse ai megaresi dell’ecista Lamis la terra su cui fondare, nella seconda metà dell’VIII secolo a.C. Megara Hyblaea anche se gli archeologi identificano Hybla con Pantalica.

Nell’epoca bizantina, Melilli doveva essere un piccolo agglomerato rurale, che in seguito alle incursioni arabe e berbere, iniziate nell’827 d.C., richiamò per la sua naturale posizione fortificata gli abitanti dei villaggi circostanti, di cui restano ancora oggi tracce nelle varie contrade del territorio melillese. Certamente anche il piccolo agglomerato di Melilli dovette essere occupato successivamente da questi popoli che probabilmente diedero nuovo impulso economico ed edilizio al piccolo centro agricolo con la produzione del miele e della canna da zucchero, arrivate in Sicilia proprio grazie a queste popolazioni berbere.

Sull’odierna cittadina, però, si hanno notizie storiche certe a partire dal XII secolo, quando il Casale di Melilli venne aggregato dall’Infante Federico II di Svevia, re a soli tre anni sotto la tutela della regina Costanza, alla cittadina di demanio regio Augusta da lui stesso fondata.
Durante il periodo feudale Melilli fu feudo di diversi principi e baroni fino al 1406 quando passò al regio demanio. Nel 1466 divenne baronia dei Moncada che la mantennero fino al 1812.
Dopo due ricostruzioni in seguito ai devastanti terremoti del 1542 e del 1693 il reale decreto del 27 agosto 1842 elevò il Comune di Melilli a capoluogo di circondario di terza classe, con aggregato Villasmundo, fondato nel 1711 dal patrizio Consalvo Asmundo dei marchesi di San Giuliano.

Il centro storico di Melilli visto dalla "panoramica"

Il 29 luglio 1860, a seguito della spedizione dei Mille di Garibaldi, conclusasi con la cacciata dei Borboni, il consiglio comunale di Melilli rinnovò il suo voto di annessione alle province d’Italia sotto Vittorio Emanuele II, Re d’Italia.
Gli ultimi anni del XIX secolo, poi, registrarono la partenza di parecchie famiglie di melillesi verso i paesi extraeuropei. Fu l’inizio dell’emigrazione, che ad ondate successive e fino agli anni sessanta, porterà migliaia di melillesi a raggiungere soprattutto gli Stati Uniti d'America, popolando la cittadina di Middletown (Connecticut) nel quale sorgerà la Little Melilli, dove gli emigrati faranno rivivere le tradizioni del loro paese di origine.

Nel XX secolo gli avvenimenti più importanti da ricordare sono ovviamente la prima guerra mondiale, che costrinse molti giovani melillesi ad abbandonare la loro famiglie per andare al fronte nel nord Italia, la seconda guerra mondiale, nel corso della quale Melilli fu bombardata per ben due volte ed occupata dalle forze alleate. Il bombardamento navale avvenne il 12 luglio 1943, due giorni dopo lo sbarco alleato in Sicilia, il secondo più grave avvenne la sera del 9 agosto 1943, quando gli aerei tedeschi per alleggerirsi del peso sganciarono il loro carico di bombe sul quartiere Santa Rosalia, che fu distrutto. La fine del secondo conflitto mondiale lasciò l’Italia economicamente in ginocchio, a soffrirne soprattutto furono le classi più deboli: contadini, braccianti ed artigiani che presero la via dell’emigrazione verso gli Stati Uniti bloccata durante il ventennio fascista.

L’avvio dell’industrializzazione, nel dopoguerra, trasformò il territorio di Melilli verso la metà del 1948 con l’installazione a Punta Cugno della RASIOM, la prima raffineria di petrolio. A questa si aggiunsero successivamente la Sincat, la Montecatini, la Celene, la Liquigas, l’Isab e la centrale termoelettrica dell’Enel.In quasi trent’anni dal 1948 al 1976, la fascia costiera del territorio melillese subì l’installazione di tutte le industrie chimiche e petrolchimiche che si trovano nella provincia di Siracusa.

La cessione di parte del suo territorio costiero a Priolo Gargallo che fu eretto a comune autonomo nel 1979 portò alla perdita da parte della cittadina iblea di alcune delle industrie che furono assegnate al nuovo comune, nonché la popolosa frazione di San Focà. Contemporaneamente gli abitanti di Marina di Melilli furono costretti a trasferirsi in altre zone della provincia a causa dei gravi problemi ambientali provocati dai complessi industriali. Di Marina di Melilli oggi non resta che un esempio di archeologia industriale con case abbandonate e sventrate.

L’ultimo avvenimento importante di Melilli risale alla notte del 13 dicembre 1990 alle ore 1:25 quando una forte scossa di terremoto compresa tra il 6° e l’8º grado della scala Mercalli con epicentro sul golfo di Augusta, preceduta da un forte boato, colpì la cittadina che in 45 secondi rimase gravemente danneggiata.

« 

Sono dieci anni, o vaga Ibla natia,
che da le tue montagne erro lontano;
e son dieci anni che sospiro invano
i tuoi floridi colli, o patria mia!

 »
(Giuseppe Aurelio Costanzo)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa Madre
  • Chiesa Madre di San Nicola: il duomo di Melilli è posto in Piazza Duomo, un tempo il centro urbanistico e religioso della città, oggi riveste una posizione di secondo livello dopo la costruzione della chiesa di San Sebastiano Martire. La chiesa madre di San Nicola si presenta con una pianta a croce latina a tre navate ed un campanile sulla parte posteriore; al suo interno conserva opere d'arte d'ogni epoca quali pitture ad olio raffiguranti vite di Santi e Apostoli, oggi opportunamente restaurate tra le quali sono da considerare quelle di Olivio Sozzi; particolare importanza artistica riveste l'altare posto nella cappella della navata sinistra del quale è possibile ammirare la presenza delle stalagmiti, patrimonio delle grotte del territorio di Melilli. È stato rimosso il grande organo in legno che un tempo sovrastava l'ingresso principale, andato distrutto a causa del devastante terremoto del 13 dicembre 1990. La chiesa custodisce la statua della Madonna Immacolata di Pasqua che viene portata in processione nella domenica di Resurrezione. Dopo essere rimasta chiusa per anni a causa dei danneggiamenti del terremoto, l'attuale amministrazione comunale ha voluto ristrutturare del tutto la chiesa per renderla nuovamente disponibile ai suoi parrocchiani.
  • Chiesa della Madonna del Soccorso
  • Chiesa della Madonna delle Grazie
  • Chiesa della Madonna del Carmine
  • Chiesa del Convento dei padri Cappuccini
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate
  • Chiesa dello Spirito Santo
  • Chiesa di San Sebastiano Martire
La Chiesa di S. Sebastiano sull'omonima piazza
Facciata della Chiesa di San Sebastiano
Particolare per la sua facciata in stile barocco, quella di San Sebastiano è oggi la principale chiesa della città. È infatti qui che ogni anno, per i festeggiamenti in onore del santo patrono San Sebastiano, centinaia di fedeli accorrono da ogni parte della provincia (i "nuri") per venerare la statua. La chiesa di San Sebastiano è posta sull'omonima piazza, la maggiore della città, dove si trova anche il monumentale loggiato ottocentesco a fianco della chiesa. La maestosa facciata, realizzata in pietra giuggiolona, fu disegnata nel secondo ordine dall’architetto siracusano Nicolò Sapia nel 1762 ed i lavori furono eseguiti dai maestri muratori siciliani Luciano Alì e Carmelo Modanò. I tre portali della facciata e quello laterale sono stati realizzati in bronzo dallo scultore catanese Domenico Girbino. L’interno della chiesa a croce latina e a tre navate, sembra essere una pinacoteca per le numerose opere d’arte che custodisce. Una pittura su tela applicata a legno, rappresenta nel quadrone centrale “la gloria di San Sebastiano” il Bimartire portato in gloria dagli angeli verso la Madonna.


La statua di San Sebastiano Martire di Melilli[modifica | modifica sorgente]

Particolare per il suo fascino e la sua unicità nelle forme ed espressioni di qualità artistiche oltre che religiose, la statua di San Sebastiano è un'opera scolpita sul legno nella cui manifattura l'artista è rimasto attento ai particolari delle proporzioni fisionomiche umane e nelle espressioni di dolore del volto; il santo viene trafitto da frecce argentee ed è legato ad una elegante colonna anch'essa d'argento; nel corso degli anni i devoti hanno coperto la statua originale con un telo rosso ricoperto di oggetti d'oro.

Per questo motivo, più volte la statua è stata oggetto di vani tentativi di furto di cui una volta ha anche subito una esplosione che l'ha ridotta in frantumi e a cui successivamente è seguito un attento e accurato restauro per riportarla al suo stato originale.

La venerata statua del santo patrono di Melilli ha una storia centenaria. Il suo arrivo a Melilli infatti è fatto risalire al 1º maggio 1414, anno in cui, seconda la leggenda, la statua arrivò a Marina di Melilli a bordo di una barca proveniente da Roma. Sempre secondo la leggenda, un concorso di popoli fra le diverse città della provincia (fra cui Siracusa) venne fatto per decidere in quale paese dovesse essere portata la statua. Miracolosamente il simulacro divenne pesante per tutti coloro che provarono a sollevarlo tranne che per gli abitanti di Melilli che riuscirono a trasportalo fino al paese. La statua ridivenne pesante nel punto in cui scelse dove doveva essere costruita la sua casa, l’odierna chiesa di San Sebastiano posta sull'omonima piazza. Da allora la presenza della statua in paese portò una serie di eventi miracolosi fra la popolazione, di cui sono ancora oggi vive testimonianze e documenti ufficiali. Per questo San Sebastiano di Melilli accrebbe la sua popolarità anche fuori provincia e fino ad oggi mantiene viva questa devozione di massa che è rappresentata nella notte fra il 3 e il 4 maggio con l'arrivo dei cosiddetti nuri (= nudi), pellegrini vestiti di bianco con una fascia rossa e piedi scalzi che svolgono lunghi ed estenuanti viaggi lungo la Via di San Sebastiano per ottenere miracoli su intercessione del santo.

Il simulacro del santo viene esposto ai fedeli dal 20 al 27 gennaio e durante la festività che vanno dal 4 al 11 maggio.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Megara Hyblaea

Il centro storico di Melilli è ricco di palazzi sontuosi, indubbia testimonianza di un passato “nobile”, in cui molte famiglie signorili vivevano nel centro ibleo. Molti di questi palazzi sono chiusi a causa dell’abbandono da parte di molti nuclei familiari proprietari. Palazzi signorili, alcuni dei quali sono susseguenti al terremoto del 1693 e quindi ricostruiti secondo i canoni architettonici del tempo, altri sono invece dell’ottocento e del Novecento. Molti di questi palazzi sono ubicati lungo la Via Iblea, l’arteria principale di Melilli.

  • Palazzo Vinci
  • Palazzo Rossi-Matera-Rizzo-Vinci, con splendide balconate e mensole in pietra, con figure grottesche.
  • Palazzo Municipale (ex convento benedettino)
  • Loggiato Monumentale - Piazza San Sebastiano

Di grande rilevanza archeologica sono i siti di:

  • Megara Iblea (Megara Hyblaea)- resti della colonia greca Megara
  • Necropoli sparse sul territorio
  • Thapsos (penisola Magnisi - Marina di Melilli)

Aree di interesse naturalistico[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la presenza dell'area industriale sul territorio di Melilli possa far presupporre che sia un argomento poco rilevante, è interessante considerare anche l'aspetto naturalistico del territorio. Il fiume Marcellino, che scorre sul territorio di Melilli, offre un incantevole ambiente naturale ed una antica necropoli; una menzione particolare va alle vicine saline di Augusta, un tempo importante risorsa economica fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Monti Climiti

Di notevole interesse naturale sono da considerare anche:

  • Grotta Palombara (presenza di stalagmiti e stalattiti)
  • Grotta di Mastropietro (presenza di stalagmiti e stalattiti)
  • Riserva Naturale Integrale "Complesso speleologico Villasmundo-Alfio" (cavità carsiche di grande interesse scientifico; ambiente epigeo con presenza di piante e animali di notevole valore biogeografico)
  • "Pirrera" (imponente cava di pietra a "cielo coperto")
  • Museo di Scienze Naturali, oggi Eco Museo dei Monti Climiti (curato dal CUTGANA dell'Università degli Studi di Catania)
  • Fiumi: Marcellino, Mulinello
  • Torrenti e cave: Belluzza, Canniolo, Cannizzoli, Càntera, Fiumara, Fontanelle, Ladroni, Li Margi, Molini, S.Cusumano, Sorciaro, Vallone della neve
  • Monti Climiti

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Melilli[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Aurelio Costanzo (Melilli, 6 marzo 1843 - Roma, 14 luglio 1913), letterato, poeta e professore universitario
  • Giulio Emanuele Rizzo (Melilli, 28 maggio 1865 - Roma, 1º febbraio 1950), archeologo, professore universitario, accademico dei Lincei
  • Frat'Alfio da Melilli (Melilli, 1635 - Noto, 1708), al secolo Alfio Cazzetta, eremita, morto in odore di santità
  • Filippo Crescimanno (1823-1887), medico, poeta, patriota e cospiratore antiborbonico
  • Sebastiano Crescimanno (1863-1923), medico, autore di opere storiche, etnologo
  • Gianbattista Rizzo (Melilli, 5 settembre 1908 - Roma, 8 ottobre 1986), senatore
  • Emilio Prazio (Melilli, 1897 - Siracusa, 1977), artista, scultore del ferro battuto
  • Rosario Carta (Melilli, 16 maggio 1863 - Siracusa, 21 gennaio 1962), disegnatore e restauratore, collaboratore dell'archeologo roveretano Paolo Orsi
  • Pino Valenti (Melilli, 9 aprile 1930), pittore, scenografo
  • Max Biagio Corvo (1920-1994), capo delle operazioni in Italia dell' Oss (Office of Strategic Services), in servizio durante la seconda guerra mondiale.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Carnevale
Fra gli appuntamenti laici di maggior rilievo, nel corso dell’anno, spicca il Carnevale Melillese, che vanta una tradizione antica e consolidata. Il primo carro allegorico melillese “Vivere – Non si muore mai” fu allestito dalla comitiva “a Someggiata” nel lontano 1936.Lo scoppio della guerra d’Africa, prima, e della seconda guerra mondiale, poi, interruppero forzatamente questa tradizione. Fu solamente nel 1958, con l’istituzione da parte del Comune di premi per i carri allegorici, che si diede nuovo impulso alle festività carnevalesche. La baldoria per le vie cittadine inizia il giovedì grasso con la sfilata di “Re Carnevale” accompagnato da gruppi mascherati. Il sabato pomeriggio sfilano i bambini in maschera di età compresa fra i 3 ed i 6 anni. La domenica pomeriggio sfilano per il primo giorno i carri allegorici che da Piazza Don Bosco (o Piazza Umberto I) raggiungono Piazza San Sebastiano. Il lunedì pomeriggio è il turno delle comitive, che gareggiano indossando abiti sfarzosi ed eleganti rappresentando temi di attualità o di burla politica locale e nazionale. Martedì, poi, è la serata finale in cui sfilano i carri allegorici (e la neo categoria minore dei minicarri), allestiti da veri artisti del ferro e della cartapesta, che, per bellezza delle figure e la spettacolarità dell’insieme, possono gareggiare, senza timore reverenziale, con quelli dei centri più pubblicizzati. Le manifestazioni in onore del “Re Burlone”, che coinvolgono giovani e meno in una sana competizione, si concludono nella giornata di martedì con la premiazione dei migliori gruppi in maschera e dei migliori carri allegorici che hanno preso parte al concorso.
  • Periodo natalizio: presepe vivente (Convento dei frati Cappuccini), presepe popolare monumentale e mostra dei presepi artistici provenienti da tutto il mondo (Chiesa Madre)
  • Settimana santa (rappresentazione teatrale della Via Crucis vivente; processione del venerdi Santo con i simulacri del Cristo morto e della Madonna Addolorata portati lungo le strette e caratteristiche vie del centro storico; domenica di Pasqua "u 'ncontru", ossia il tradizionale incontro tra i simulacri del Cristo risorto e della Madonna in piazza Salvatore Rizzo)
  • Festa di San Sebastiano (4 maggio) con pellegrinaggio da parte di fedeli provenienti da tutta la provincia (vedi San Sebastiano Martire di Melilli)
  • Ottava di San Sebastiano (11 maggio) "cunsirbata" (= conservata) del Santo presso la chiesa San Sebastiano, fuochi pirotecnici, concerti.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Melilli, come gran parte della Sicilia Orientale, è fortemente influenzato da numerose attività sismiche e quindi costantemente a rischio sismico, oltre che industriale, data la presenza sul suo territorio del grande polo petrolchimico siracusano che interessa anche i comuni di Augusta e Priolo Gargallo. Gli ultimi eventi sismici rilevanti della storia di Melilli risalgono al 1693, quando l'intera città venne rasa al suolo, e più di recente alla notte del 13 dicembre 1990 (8º grado della scala Mercalli). Melilli deve anche fare i conti con il rischio di incidente industriale rilevante dovuto ai numerosi episodi che si sono verificati nel corso degli anni; fra questi si ricordano quello all'impianto Montedison del 1985 e l'ultimo, ancora nelle menti della popolazione residente, del 31 aprile 2006 all'impianto di raffinazione ERG. Terremoti e Petrolchimico sono una pericolosa e costante minaccia per la popolazione residente.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Polo petrolchimico siracusano.
Il polo petrolchimico visto da Melilli

A partire dagli anni '70, Melilli ha subito un boom economico dovuto al crescente sviluppo del più grande polo petrolchimico d'europa esteso su gran parte del suo territorio. La popolazione locale, che prima viveva di agricoltura e pastorizia, ha trovato occupazione e redditi prima insperati nella grande industria. Con il passare degli anni però al boom è seguito un graduale e crescente degrado dell'ambiente.

La commistione tra la mancanza cronica di sbocchi occupazionali, gli interessi economici delle industrie e la corruzione della classe politica locale hanno generato una situazione stagnante di clientelismo basato sull'accettazione del superamento sistematico dei limiti di inquinamento delle industrie in cambio di posti di lavoro, e quindi voti, ai politici locali. La situazione, attualmente, non evidenzia segni di miglioramento.

Diversi sono stati gli incidenti pericolosi causati dalla mancanza di manutenzione e amplificati dalla alta concentrazione di industrie. Il 20 maggio 1985 l'esplosione di due serbatoi di etilene causò un grave incidente, 2 feriti ed un morto (da infarto, a causa dello shock). Più di recente sono state frequenti le emissioni di nubi tossiche che sono arrivate nei vicini comuni di Augusta, Priolo e Melilli.

Attualmente il controllo ambientale viene effettuato dalle stesse industrie costituite in forma di consorzio (CIPA). Questo genera un conflitto di interessi a causa della mancanza di una distinzione tra controllore e controllato.

La fuga di competenze, la mancanza cronica di figure imprenditoriali e l'assistenzialismo politico, minano fortemente l'economia basata attualmente solo sull'occupazione industriale. Attualmente molte delle industrie chimiche, a seguito della crisi del settore, stanno dismettendo gli impianti creando una situazione di crisi lavorativa.

Negli ultimi anni l'economia locale ha avuto nuovo impulso dalla nascita di nuove aree commerciali. Grandi catene di negozi e grandi magazzini hanno aperto sul territorio di Melilli offrendo un bacino importante, anche se limitato, di posti di lavoro. Un altro punto importante di questa vasta area commerciale è il parco acquatico a tema Aretusa Park.

L'incapacità complessiva dell'amministrazione nel riconoscere le reali esigenze del territorio è evidenziata dal mancato riconoscimento delle esigenze quotidiane della collettività; opere di manutenzione e miglioramento legate alla vivibilità del paese sono praticamente assenti.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Melilli - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Dati Istat al 31 dicembre 2006
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ (EN) Sito della città di Middletown

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Magnano, Melilli alla scoperta del territorio, Arnaldo Lombardi Editore.
  • Melinda Miceli, Attraversando Melilli terrazza degli Iblei, Carlentini, APED - Angelo Parisi Editore.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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