Buscemi

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Buscemi
comune
Buscemi – Stemma Buscemi – Bandiera
Buscemi – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Siracusa-Stemma.png Siracusa
Amministrazione
Sindaco Nellino Carbè (Nuova Rinascita) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 37°05′00″N 14°52′00″E / 37.083333°N 14.866667°E37.083333; 14.866667 (Buscemi)Coordinate: 37°05′00″N 14°52′00″E / 37.083333°N 14.866667°E37.083333; 14.866667 (Buscemi)
Altitudine 761 m s.l.m.
Superficie 51 km²
Abitanti 1 147[1] (31-12-2010)
Densità 22,49 ab./km²
Comuni confinanti Buccheri, Cassaro, Ferla, Giarratana (RG), Modica (RG), Palazzolo Acreide
Altre informazioni
Cod. postale 96010
Prefisso 0931
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 089004
Cod. catastale B287
Targa SR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti buscemesi
Patrono Madonna del bosco
Giorno festivo Ultima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Buscemi
Posizione del comune di Buscemi nella provincia di Siracusa
Posizione del comune di Buscemi nella provincia di Siracusa
Sito istituzionale

Buscemi (Pronucia IPA: [bu'ʃɛːmi]; Buscema in Siciliano, Buxema o Bussema in latino; Qal'at abî Śâmah in arabo pronunciato [qal'ɑh aˌbuːʃaː'mɑh]) è un comune italiano di 1.147 abitanti della provincia di Siracusa in Sicilia.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome odierno viene fatta risalire all'arabo Qal'at abî Śâmah che può essere inteso come castello dell'uomo dal neo o dalla voglia da quanto viene riportato dal geografo Idrisi[2].

Qal'at che sta per castello o rocca lo ritroviamo in molte altre città siciliane (Caltagirone, Calatafimi, Calascibetta) perché sta ad indicare un posto di grande importanza strategica e Buscemi appunto possiede tuttora un'ottima visuale della Valle dell'Anapo, la differenza con queste città è che nel tempo il toponimo indicante la fortificazione è andato perduto.

L'uomo dal neo invece è un probabile riferimento ad uno dei tanti epiteti di Maometto, al riguardo si narra che egli avesse sulla schiena questo grande neo che venne individuato come il Sigillo della profezia (Arabo: ختم النبوه, Khatam an-Nabuwwah) cioè il simbolo che secondo i musulmani dimostrava il suo destino da profeta; infatti secondo un'interpretazione tratta dalla Bibbia l'Ultimo profeta si sarebbe contraddistinto da questo segno portato sulla spalla[3].

Altre denominazioni sono state Abu Xamah, Abuxama (dove la x viene pronunciata come una [ʃ]) e da alcuni corrotta in Abisama; latinizzata nel periodo normanno in Buxemma e Bussema. Inoltre Buscemi è un cognome molto diffuso in Sicilia, specie in quella orientale[4]. Tra i più famosi personaggi con questo cognome c'è l'attore Steve Buscemi.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Buscemi si trova 52 chilometri ad Ovest di Siracusa, 45 a Nord di Ragusa e 70 a Sud di Catania. Il paese sorge sul versante meridionale del Monte Vignitti (788 m.s.l.m.), situato nella parte centrale dei Monti Iblei, fra il rilievo di contrada Contessa ed il fiume Anapo ed è circondato dai luoghi storici dell'antica Akrai, di Casmene e dalla Necropoli di Pantalica. I comuni più vicini da raggiungere sono Buccheri e Palazzolo Acreide che distano entrambi meno di dieci chilometri. È il tredicesimo comune della provincia per estensione del territorio con 51 km², nonostante il centro abitato si estenda solo per poco più di 1 km².

Buscemi e Ruderi del "Castello Requisenz" sulla sinistra

Storia[modifica | modifica sorgente]

La storia del paese ha origini nell'Età del bronzo, di cui Paolo Orsi individua alcuni insediamenti. Sempre l'archeologo di Rovereto rinviene nel suo territorio anche i l'antica Casmene (Κασμέναι, Kasménai) colonia greca risalente al 644 a.C. circa.

« Acre e Casmene furono fondate dai Siracusani: Acre settant'anni dopo Siracusa, Casmene vent'anni circa dopo Acre. Anche la colonizzazione più antica di Camarina si deve attribuire ai Siracusani, circa centotrentacinque anni dopo che si fondò Siracusa; ne furono nominati ecisti Dascone e Menecolo. »
(Tucidide, La guerra del Peloponneso, Libro VI 5)

Si rifà molto probabilmente al periodo bizantino il primo l'insediamento protourbano del luogo, sullo stesso sito in cui è situato attualmente il centro abitato. Restano di questo periodo la chiesa rupestre di san Pietro e un ulteriore chiesa rupestre adibita nell'ultimo secolo a frantoio. Le prime fonti storiche che parlano di una rocca si hanno durante il periodo della dominazione araba. La traccia più significativa fu data dal geografo Idrisi nel suo Libro di Ruggero in cui accenna a un Forte dedicato a quello con il neo che attesta quindi l'esistenza del castrum già prima del 1154. Durante il periodo normanno tale forte venne ricostruito da Riccardo Montalto sui ruderi del fortino musulmano dopo il 1313[5]. Durante il devastante terremoto del 1693, Buscemi venne rasa completamente al suolo risultando uno dei paesi più colpiti con la scomparsa del 41% degli abitanti[6]. Con la ricostruzione del centro abitato, spostato rispetto al precedente sito, si ha l'inizio della Buscemi contemporanea con gli esempi di architettura barocca religiosa e civile.

Alcune famiglie che detennero il possesso di Buscemi furono i Ventimiglia e i Requesens o Requisenz, di questi ultimi restano le rovine del castello all'entrata del paese.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa Madre: completata nel 1769 è di chiaro stampo barocco come si evince dalla facciata. Costituita da tre navate separate da colonne semplici che ricordano l'ordine dorico i cui capitelli sono invece un misto di ionico e corinzio. Le navate laterali sono riempite da altari sovrastati da dipinti di buona fatturazione. Uno di questi altari contiene il corpo imbalsamato di san Pio, proveniente dalle Catacombe di San Callisto di Roma;
  • Chiesa di san Giacomo: è una chiesa tardo barocca la cui pianta è ellittica con atrio ovale e abside rettangolare. Dopo l'unità d'Italia fu tra i beni ecclesiastici acquisiti al demanio comunale. Non più utilizzata quindi a scopo religioso, oggi fa parte del complesso municipale del comune viene per tanto utilizzata come sala conferenze, iniziative culturali e mostre.
  • Chiesa di sant'Antonio da Padova: fu ricostruita dopo il terremoto del 1693 dopo aver subito il crollo di una parte della struttura. Pare che la facciata dovesse essere a tre ordini, ma ne fu ricostruito solo il primo. Dal Boscarino è stata definita un esempio particolare nel panorama barocco siciliano per il movimento dato alla facciata. L’interno, che ricalca probabilmente l’impianto architettonico seicentesco, custodisce una statua lignea settecentesca dell’Addolorata di grande intensità plastica, e alcune tombe di componenti della famiglia Requesenz. Questa chiesa era infatti la chiesa votiva della famiglia Requisenz.
  • Chiesa di san Sebastiano: ricostruita completamente dopo il terremoto del 1693, si trova inserita al centro del paese allineata con la chiesa di san Giacomo e rialzata per ottenere un effetto di slancio. Il terrazzino antestante è chiuso da un cancello in ferro battuto guardato da due leoni in pietra. Nonostante i lavori di consolidamento, la chiesa rimane chiusa al pubblico.
  • Santuario della Madonna del bosco: ricostruita dopo il terremoto nello stesso luogo, si tratta dell'unica chiesa esterna al paese rimasta dopo il sisma. La chiesa costituita solo da una navata possiede all'interno l'affresco della Madonna del Bosco, che vuole la leggenda fosse stato rinvenuto miracolosamente da due frati sordo muti. Recentemente l'affresco ha subito vari restauri, che l'hanno portato alla forma originale dopo aver rimosso parecchi strati aggiunti nel tempo.
  • Chiesa del Carmine: costruita nel XVI secolo insieme all'annesso convento delle suore domenicane presenta una facciata semplice e incompleta, che ricorda quasi lo stile romanico. L'interno è costituito da un'unica navata in cui sono conservate un'importante testimonianza scultorea della bottega del Gagini raffigurante l'Annunciazione, composta da due statue marmoree poste su due basamenti scolpiti, delle tele di Paolo Tanasi e un'ottima tela di san Biagio.
  • Chiesa rupestre di san Pietro: rappresenta uno dei pochi monumenti bizantini presenti della Sicilia orientale. Paolo Orsi lo esplorò e descrisse nel 1899. Si trova a quattro chilometri da Buscemi nel vallone denominato Cava di Santa Rosalia. Nel 1855 Vito Amico annota la presenza di "molte sacre immagini in greco stile" e un'antichissima immagine di san Marco oltre a quella recentemente individuata come quella di santa Sofia. Di queste immagini oggi sono rimaste pochissime tracce. La chiesa è costituita da un vano rettangolare sorretto da quattro grossi pilastri, ricavati dalla roccia, di cui i primi due sagomati, nella parte superiore, a forma di capitello di ispirazione dorica. Il vano per la celebrazione dei riti religiosi è ricavato sul lato destro, rialzato da due gradini, con un altare e una cattedra ricavati sempre dalla viva roccia.
  • Ruderi del castello dei Requisenz: di probabile origine araba, sulla sommità del colle denominato Monte dal quale si domina uno stupendo paesaggio della valle dell'Anapo, e ruderi del convento di San Francesco, costruito dopo il terremoto del 1693.
  • Casmene: fu una colonia siracusana nell'immediato entroterra, in una posizione strategica per il controllo della Sicilia centrale, e utilizzata come avamposto militare sulla via interna che da Siracusa portava a Selinunte. È stata riportata alla luce agli inizi del XX secolo da Paolo Orsi. Posizionata su Monte Casale si trova a 830 m sul livello del mare, nei pressi di Monte Lauro.
  • Museo dedicato ai "Luoghi del Lavoro Contadino": si tratta di un museo articolato attraverso un percorso etno-antropologico che coinvolge tutto il centro abitato, proprio per questo Buscemi ha acquisito la definizione di "Paese museo", da considerare un esempio particolare in Europa. Oltre a far visitare le vie del paese si visitano soprattutto i luoghi tipici della vita contadina del XX secolo, che sono: la casa del massaro, il palmento, la bottega del fabbro, la casa del bracciante, la bottega del calderaio, la bottega del falegname, la bottega del calzolaio e del concia brocche. In più ci sono le sezioni: ciclo del grano, scalpellini, arte popolare, il laboratorio didattico relativo al ciclo del grano, il Centro di documentazione della vita popolare iblea e il mulino ad acqua "Santa Lucia", presente nel territorio di Palazzolo Acreide.
Stemma di Buscemi dal 1985
Il vecchio stemma

Araldica[modifica | modifica sorgente]

Stemma odierno[modifica | modifica sorgente]

Il seguente stemma del comune è stato adottato dal 1985[7], dopo deliberazione comunale. Descrizione dello stemma: nel primo, d'argento, al castello di rosso, aperto del campo, murato di nero, fondato sulla partizione; nel secondo, di verde, alla banda diminuita, d'azzurro. Ornamenti esteriori da comune.

Stemma vecchio[modifica | modifica sorgente]

Il precedente stemma era costituito da un monte all'italiana di tre colli verde e una mezza luna rossa; lo stesso era poi attraversato da una banda azzurra su fondo argento.

Il vecchio gonfalone di Buscemi

Gonfalone[modifica | modifica sorgente]

Blasonatura del Gonfalone: drappo partito di bianco e d'azzurro riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrata in argento: Comune di Buscemi. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L'asta verticale è ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.

Partizione del Campo: Troncato

Colori: Argento, azzurro, nero, rosso, verde[8]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]


Eventi[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ “Il sollazzo per chi si diletta di girare il mondo”, altrimenti detta il “Libro di Ruggero”.
  3. ^ Isaia 9:6, cita "ci è nato un bambino, ci è dato un figlio: e il governo sarà sulla sua spalla"
  4. ^ G. Rohlfs: Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, Palermo, 1984, p.55
  5. ^ F. San Martino DE SPUCCHES, La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni, Palermo 1924-1941, vol I pag 438
  6. ^ Salvatore Nicolosi. Apocalisse in Sicilia, Il terremoto del 1693. Catania, Tringale
  7. ^ Tratto dallo statuto comunale: Il Comune ha uno stemma ed un gonfalone approvato con deliberazione del consiglio comunale n. 26 del 30 gennaio 1985, riconosciuto con D.P.C.M. n. 2644 del 22 giugno 1985:
  8. ^ Statuto del Comune di Buscemi, da Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 11 del 6 marzo 1993
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Statistiche Buscemi
  11. ^ Ballate d'amore
  12. ^ Aurelio Caliri – artista e sognatore – di Salvo Zappulla | VDBD – Viadellebelledonne

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Salvatore Distefano, Stemmi e famiglie notabili dei centri urbani del Val di Noto in Quaderni del Mediterraneo, nº 5, 1998, pp. 109–158.
  • Salvatore Distefano, Buscemi — Storia di un Castello Medievale di Sicilia in Ricerche, anno 7, 1–2, 2003, pp. 133–172.
  • Salvatore Distefano, Buscemi: il castello dei conti Ventimiglia tra Storia ed Archeologia, III Congresso Nazionale di Archeologia Medievale, Salerno 2–5 ottobre 2003, pp. 496–503.
  • Salvatore Distefano, Il «fortilicium» dei conti Ventimiglia signori di Buscemi e Gulfora in I Siracusani, nº 52, 2004, pp. 30–32.
  • Salvatore Distefano, Buscemi (SR) — L'Oratorio della Benedicente, ricerche e studi per una storia della Chiesa Acrense in età Bizantina e Medievale in Ricerche, anno 13, nº 1, 2009, pp. 127–171.
  • Salvatore Distefano, Buscemi (Siracusa): La chiesa rupestre e il complesso cimiteriale di cava S. Giorgio in Archivio Storico Siracusano, s. III, n. XIX, 2005, pp. 19–42.
  • Distefano Salvatore, Notiziario della Buona Cucina,Manuale dell'Arte di Convitarea Palazzolo Acreide dalle origini all'Unita d'Italia,Canicattini Bagni 2011

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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