Pachino

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Pachino
comune
Pachino – Stemma Pachino – Bandiera
Pachino – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Siracusa-Stemma.png Siracusa
Amministrazione
Sindaco Roberto Bruno (PD) dal 09/06/2014
Territorio
Coordinate 36°43′00″N 15°06′00″E / 36.716667°N 15.1°E36.716667; 15.1 (Pachino)Coordinate: 36°43′00″N 15°06′00″E / 36.716667°N 15.1°E36.716667; 15.1 (Pachino)
Altitudine 65 m s.l.m.
Superficie 50,47 km²
Abitanti 22 025[1] (31-12-2011)
Densità 436,4 ab./km²
Frazioni Granelli, Marzamemi, Pantano Cuba, Pantano Longarini, Pantano Morghella, Torrefano
Comuni confinanti Ispica (RG), Noto, Portopalo di Capo Passero
Altre informazioni
Cod. postale 96018
Prefisso 0931
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 089014
Cod. catastale G211
Targa SR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona B, 780 GG[2]
Nome abitanti pachinesi
Patrono Madonna Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pachino
Posizione del comune di Pachino nella provincia di Siracusa
Posizione del comune di Pachino nella provincia di Siracusa
Sito istituzionale
« ...Meglio è con lungo indugio e lunga volta
girar Pachino e la Trinacria tutta,
che, non ch'altro, veder quell'antro orrendo,
sentir quegli urli spaventosi e fieri
di quei cerulei suoi rabbiosi cani...
...Rademmo di Pachino i sassi alpestri,
scoprimmo Camarina, e 'l fato udimmo,
che mal per lei fôra il suo stagno asciutto... »
(Virgilio, Eneide, III-1095)

Pachino (Bachinu o Pachinu in siciliano) è un comune italiano di poco più di 22.000 abitanti della provincia di Siracusa in Sicilia.

Pachino è la città che ospita la coltivazione IGP del pomodoro ciliegino detto, appunto, Pachino.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Pachino è situata nell'estremo sud est della Sicilia, a 51 chilometri da Siracusa. I comuni limitrofi sono: Noto a nord, Portopalo di Capo Passero a sud e Ispica a ovest.

Le spiagge[modifica | modifica sorgente]

Le spiagge del territorio di Pachino modellano la costa per un totale di 8 chilometri. Le più conosciute sono quelle di Lido, Cavettone e Morghella sulla costa ionica (a partire da Marzamemi verso sud), mentre sulla costa mediterranea ci sono quella di Cuffara (conosciuta anche come Carratois), Costa dell'Ambra, in zona Contrada Concerie, Scarpitta, Chiappa e Raneddi (Granelli), fino al porto Ulisse. Il mare, limpido e di un intenso azzurro sulla costa ionica, anche in considerazione dei fondali, è invece di colore verde smeraldo sulla costa mediterranea; ricco di fauna ittica, è assai pescoso, il che rende la zona un importante riferimento commerciale, soprattutto per il mercato ittico catanese. La ristorazione a base di pesce e il mare assai pulito fanno della zona di Pachino un luogo turistico molto apprezzato, con un flusso di stanziali e di turisti piuttosto rilevante, anche considerando l'interesse dei surfisti per una zona che, con le sue correnti ventose, si rivela particolarmente adatta alla pratica sportiva del windsurf.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Posta a 65 metri sul livello del mare, nella parte sud-orientale della provincia di Siracusa, a cavallo del mar Mediterraneo e dello Ionio, ha un clima mite dall'autunno alla primavera, un cielo molto spesso terso nel corso dell'intero anno[3] ed un clima caldo in estate. Secondo un'indagine svolta dall'Unione Europea nel 2001 è stato rilevato che Pachino è la zona più soleggiata e con il cielo più limpido di tutta l'Europa.

La neve è un fenomeno assai raro, essendo gli episodi più significativi occorsi nel gennaio 1905 e nel febbraio 1956.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Madre SS Crocifisso
Le origini del nome

Il nome deriverebbe dal fenicio pachum, che significa "guardia". Secondo il Fazello, l'origine deriverebbe invece dal greco antico pachys, che significa "abbondante", "fertile". Esistono altre teorie che ne fanno risalire il significato a Pachys Oinos, che significa "terra abbondante di vino", oppure, riferendosi all'isola di Capo Passero, a Pacheia Nesos, ovvero "isola dalla larga circonferenza".

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Il promontorio di Pachino si è formato nel periodo del Cretaceo (più di 70 milioni di anni fa). Pare che il Promontorium Pachyni fosse abitato sin dalle prime epoche preistoriche, anche se di queste presenze non restano molte testimonianze: circa 10.000 anni fa fu abitata la grotta Corruggi, nella quale vennero rinvenuti moltissimi reperti archeologici, che si trovano conservati in gran parte presso il Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa. Si tratta di raschiatoi, coltelli, lance, punteruoli, aghi e altri oggetti di uso quotidiano. Dalle grotte Corruggi e del Fico, durante il periodo neolitico (tra l'8000 e il 1500 a.C.), l'uomo passò a vivere nelle grotte (una delle più note di questa zona è quella di Calafarina). Successivamente, nell'età del ferro, del rame e del bronzo, fino all'arrivo dei Siculi, le abitazioni rupestri si spostarono nella vicina zona denominata "Cugni di Calafarina". Qui nacquero villaggi e necropoli, un dolmen per i defunti ed un forno sotterraneo per la lavorazione dei metalli, i cui resti, portati alla luce da Paolo Orsi, sono tuttora ben visibili e discretamente conservati.

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Nel 750 a.C., il territorio di Pachino fu abitato da fenici, punici e greci.

Dal 200 al 400 d.C., a dominare la zona furono i romani, che ne fecero un centro di attività commerciali e di colonizzazione. Con loro si sviluppò notevolmente l'agricoltura, e specialmente la coltivazione della vite e del frumento. Nel periodo ellenistico, furono edificati alcuni templi, di cui uno dedicato ad Apollo Libystino. Ancora oggi rimangono i resti di un tempietto votivo agreste in contrada Cugni, località nella quale furono tracciate le rotaie della via Elorina, tuttora ben visibili sulla roccia. La contrada Cugni, per l'alta concentrazione di resti antichi, risulta essere una sorta di "parco archeologico".

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Dopo i romani, arrivarono i bizantini (dal 300 all'800), quindi gli arabi (dall'800 al 1090) ed, infine, i normanni. Gli arabi diedero il nome alla frazione di Marzamemi, nella quale costruirono la tonnara, rimasta funzionante fino agli anni cinquanta, introdussero la coltivazione degli agrumi, bonificarono le campagne, completarono l'acquedotto della Torre Xibini, costruirono le saline e i pozzi Senia per l'irrigazione dei campi (tuttora funzionanti), di cui uno alle porte di Marzamemi, detto u puzzu de quattru uocchi, utilizzato nei secoli, anche a livello industriale, da popoli diversi, pirati compresi.

Il declino della città inizia con i normanni, gli aragonesi ed gli angioini. In questo periodo furono erette le fortificazioni di Torre Xibini e Torre Fano contro le invasioni piratesche dei turchi.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Dal 1583 al 1714, nascono in Sicilia un centinaio di nuove terre feudali. In questo periodo si determina un sostanziale cambiamento della geografia dell'agro netino, con la fondazione, nella fascia costiera tra le tonnare di Marzamemi e Capo Passero e dei porti di Portopalo e della Marza, di Pachino e Portopalo.

Palazzo Tasca

La storia dell'attuale Pachino ha inizio quando, nel 1734, gli Starrabba di Piazza Armerina, proprietari dei feudi Scibini e Bimmisca e, come tali, aventi su tali feudi il titolo baronale oltre a quello di principi di Giardinelli, decisero di risiedere sul territorio per meglio curare i loro interessi. A tal fine, i fratelli Gaetano e Vincenzo Starrabba chiesero, nel 1758, a Carlo III di Borbone e, successivamente, nel 1760, a Ferdinando IV delle Due Sicilie l'autorizzazione a fondare una città (licentia populandi), decreto che fu emesso a Napoli, in data 21 luglio 1760, e che fu reso esecutivo in data 1º dicembre 1760, ottenendo così l'investitura del titolo di Barone della neonato feudo.

Il 10 luglio 1943, nel tratto di costa che va da Licata a Pachino, ebbe inizio con l'operazione Husky, lo sbarco in Sicilia da parte degli Alleati. L'attacco all'Italia fu deciso da americani ed britannici durante la Conferenza di Casablanca; la pianificazione e organizzazione vennero affidate al generale Dwight Eisenhower. L'operazione Husky costituì uno dei più grandi sbarchi della seconda guerra mondiale, permise il ritorno in Europa delle potenze anglosassoni e l'attacco alla potenza più debole dell'Asse. Una narrazione degli avvenimenti è contenuta anche in C'era una volta una guerra. Cronache della Seconda guerra mondiale, del celebre scrittore americano John Steinbeck, il quale vi prese parte in qualità di giovane ufficiale addetto alla cronistoria. Fu la prima città italiana liberata dagli anglo-americani, e l’avvocato Pacca divenne il primo sindaco dell’Italia libera.

Colonia maltese[modifica | modifica sorgente]

Il principe Ferdinando I volle mettere in esecuzione le condizioni del Real Decreto. Invitò perciò i vicini maltesi a popolare il nuovo paese e più di trenta famiglie accettarono l'invito. Le prime famiglie furono: Agius, Azzoppard, Arafam, Bughagiar, Bartolo, Caldies, Cultraro, Bonelli, Cammisuli, Borgh, Cassar Scalia, Boager, Fenech, Ferruggia, Grech, Mizzi, Meilach, Micalef, Mallia, Ongres, Saliba, Sultana, Xueref ed altri.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa Madre SS. Crocifisso: edificata nel 1790 dal marchese Vincenzo Starrabba per la comunità cristiana, si presenta con una semplice struttura comprendente una sola navata con una cappella a destra dell’abside; vi si conservano i resti di Gaetano e Vincenzo Starrabba. Restaurata nel 2010.
  • Torre Scibini: fatta costruire nel 1494 dal conte Antonio de Xurtino per rimediare alle ruberie del feudo e se necssario, correre in aiuto per le scorrerie dei pirati saraceni[4]
  • Tonnara di Marzamemi: risale al tempo della dominazione degli arabi in Sicilia; nel 1630, venne venduta dal proprietario al Principe di Villadorata
  • Palazzo e Chiesa della tonnara: edificati nel 1752.
  • Palazzo Tasca: costruzione ottocentesca, che ospita un suggestivo cortile pavimentato con basole di pietra calcarea.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Ingresso della Grotta Calafarina

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Dal 2007 la città di Pachino è gemellata con il comune svizzero di Bienne.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

La città consta di 3 istituti comprensivi statali, 2 istituti privati e 2 istituti di istruzione secondaria superiore:

  • I istituto comprensivo "Silvio Pellico" comprendente il plesso "Barbara la Ciura" di Portopalo;
  • II istituto comprensivo "Giovanni Verga";
  • III istituto comprensivo "Vitaliano Brancati" comprendente il plesso "Carmelo Sgroi";
  • Istituto privato delle suore Adoratrici del SS Sacramento "Don Francesco Spinelli";
  • Istituto privato delle suore Salesiane "Domenico Savio"


  • I istituto di istruzione secondaria superiore "Michelangelo Bartolo":
  • Liceo Classico;
  • Liceo Scientifico tradizionale;
  • Liceo Scientifico opzione 'Scienze Applicate' ;
  • Liceo delle Scienze Umane tradizionale;
  • Istituto tecnico Elettronica ed Elettrotecnica;
  • Istituto tecnico Meccanica, Meccatronica ed Energia;
  • Istituto tecnico Trasporti e Logistica.


  • II istituto di istruzione secondaria superiore "Paolo Calleri":
  • Istituto professionale Agricoltura, Ambiente e Sviluppo Rurale;
  • Istituto professionale Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera;
  • Istituto professionale Servizi Socio Sanitari.


Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa del SS Crocifisso (Chiesa Madre);
  • Chiesa San Francesco;
  • Chiesa Madonna del Rosario di Pompei;
  • Chiesa San Corrado;
  • Chiesa San Giuseppe;
  • Chiesa Sacro Cuore di Gesù;
  • Chiesa Santi Angeli;
  • Chiesa Santi Pietro e Paolo;
  • Chiesa San Francesco di Paola (Marzamemi).

Persone legate a Pachino[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Festival del Cinema di Frontiera a Marzamemi

La città di Pachino e i suoi dintorni sono stati più volte scelti come location di diversi set cinematografici, fra cui:

Pachino è stata inoltre il set di alcune puntate della fiction "Il commissario Montalbano".

Dal 2000 la città ospita il Festival del Cinema di Frontiera, che si svolge nella piazza principale di Marzamemi, con proiezioni di film e cortometraggi provenienti da diverse zone del mondo.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Marzamemi è il borgo marinaro di Pachino. Il suo nome deriva dall’arabo Marsa-al-hamem, che significa "rada delle tortore", ultima frontiera dell’isola, punta estrema della Sicilia. In principio fu un villaggio arabo. Il centro di Marzamemi, con le sue architetture (tra cui le saline, la tonnara e le prime "casuzze arabe" risalgono a questo primo insediamento. L'attuale Marzamemi ha preso forma e una veste ufficiale nel 1752, quando il Principe di Villadorata fece costruire il palazzo, la loggia, la nuova tonnara e la chiesetta.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Pachino è un paese che fonda la sua economia essenzialmente sull'agricoltura. Nel XIX secolo si era sviluppata la coltivazione del cotone, ma già dalla fine dell'Ottocento si diffuse e si consolidò la coltura della vite: il territorio pachinese aumenta l'importanza dell'esportazione di mosti e vini destinati ai mercati del nord Italia e della Francia come vini da taglio.

A Marzamemi viene costruito in località Fossa il Porto Grande, con una profondità tale da permettere l'attracco dei "vapori" che così potevano caricare direttamente il vino, tramite apposite tubazioni che originavano dal vicino palmento Rudinì. Le navi così cariche partivano alla volta di Marsiglia dove scaricavano il prezioso carico. Attività poi proseguita "su ferro" fino alla fine degli anni sessanta; infatti dalla Stazione di Pachino partivano per le dette destinazioni numerosi lunghi treni di carri ferroviari cisterna, spinti da una o due sbuffanti locomotive a vapore, carichi del robusto ed apprezzato vino locale.

Negli anni settanta la viticultura pachinese ha attraversato un periodo di crisi, che ha portato all'abbandono e all'estirpazione di molti vigneti, sostituiti da colture in serra di prodotti ortofrutticoli che costituiscono oggi la produzione prevalente. Questo mercato genera un elevatissimo fatturato e occupa almeno 4000 persone solo nel circondario pachinese. Come negli altri casi, anche l'ortofrutta sta vivendo momenti di difficoltà, dovuta a crisi di mercato e infrastrutturali.

Si assiste ad una ripresa dei vigneti, dedicati però a produzioni di qualità come il Nero d'Avola ( territorio tra i più vocati dell'isola) e altri vini DOC (Eloro- sotto zona Pachino).

Famosa è anche la produzione locale della bottarga di tonno rosso, che viene prodotta artigianalmente, secondo antiche tradizioni arabe, a Marzamemi. Sviluppata è anche la conservazione, artigianale, di prodotti ortofrutticoli, e del pescato locale, custode di tradizioni culinarie antiche, e oggi molto ricercate.

Negli ultimi decenni, con la creazione presso Marzamemi del porto turistico, si è assistito ad una forte espansione del turismo nautico.

Sostanzialmente la maggior parte dell'economia è ancora vincolata alla produzione dell'ortofrutta, nella quale spiccano il Ciliegino di Pachino (IGP) e il "costoluto", ma le speranze degli agricoltori sono indirizzate alla ripresa della viticultura e, soprattutto, alla produzione di vini di qualità.

Il comune fa parte dell'associazione Città del Vino.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sindaco: Roberto Bruno (dal 09/06/2014)

Giunta comunale: Andrea Rabito (vice sindaco), Andrea Nicastro (assessore), Gisella Calì (assessore), Carmelo Piccione (assessore).

Sindaci dal 1946 ad oggi[modifica | modifica sorgente]

  • Dott. Sebastiano Fortuna (1946-1952);
  • Dott. Sebastiano Fortuna (1952, elezioni annullate);
  • Geom. Nicola Caruso (1952, dimissionario);
  • Avv. Paolo Cultrera (1953, anziano in sede vacante);
  • Salvatore Petruzzello (1953-1956);
  • Dott. Sebastiano Fortuna (1956-1961);
  • Prof. Pietro Moncada (1961-1962);
  • Salvatore Di Martino (1962-1965);
  • Dott. Sebastiano Fortuna (1965-1966);
  • Salvatore Di Martino (1966-1968);
  • Ins. Carmelo Geraci (1968-1970);
  • Dott. Attilio Trovato (1970-1973, commissario straordinario)
  • Dott. Sebastiano Fortuna (1973-1974);
  • Dott. Gaetano Costa (1974-1975);
  • Salvatore Di Martino (1975-1976);
  • Geom. Andrea Amenta (1976);
  • Avv. Vincenzo Olindo (1976);
  • Dott. Pietro Ferrara (1976-1978);
  • Avv. Salvatore Ardilio (1978);
  • Dott. Emanuele Cimino (1978-1982);
  • Dott. Pietro Ferrara (1982-1983);
  • Antonino Trombetta (1983);
  • Francesco Bartolo (1983-1985);
  • Prof. Modestino Preziosi (1985);
  • Avv. Emanuele Mazzara (1985-1986);
  • Dott. Angelo Maione (1986-1987);
  • Prof. Modestino Preziosi (1987);
  • Avv. Salvatore Ardilio (1987-1988);
  • Avv. Emanuele Mazzara (1988-1989);
  • Giuseppe Bufardeci (1989);
  • Dott. Pietro Ferrara (1989-1990);
  • Dott. Angelo Maione (1990-1991);
  • Giuseppe Bufardeci (1991);
  • Sebastiano Ferrara (1991-1992);
  • Avv. Giuseppe Tripisciano (1992, commissario straordinario);
  • Dott. Antonino Savarino (1992-1993, commissario straordinario);
  • Prof. Modestino Preziosi (1993-1997);
  • Prof. Carmelo Latino (1997-1999);
  • Dott. Rodolfo Casarubea (1999, commissario straordinario);
  • Mauro Adamo (1999-2000)
  • Vice sindaco Giuseppe Santacroce (2000-2001, periodo vacante per decesso del sindaco);
  • Ing. Pietro Tramuto (2001, commissario straordinario);
  • Dott. Sebastiano Barone (2001-2006);
  • Giuseppe Campisi (2006-2009);
  • Paolo Bonaiuto (2009-2014);
  • Roberto Bruno (2014- in carica).

Pachino in letteratura[modifica | modifica sorgente]

Molti sono gli storici ed i poeti che hanno scritto o cantato di Pachino:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Pachino Calcio che milita nel girone C siciliano di Promozione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Un'indagine della Unione Europea del 2001 l'ha definita la città più assolata e con il cielo più limpido e terso dell'intera Comunità Europea.
  4. ^ La torre Xibini
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Margareth Madè: "Miracolo Baaria il mio paese delle meraviglie"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Salvo Sorbello La pesca del tonno nel capolinea del sud. Le tonnare di Vendicari, Marzamemi e Portopalo di Capo Passero ISBN 978-88-7428-093-3

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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