Emigrazione

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New York - Welcome to the land of freedom; Frank Leslie's illustrated newspaper, pp. 324-325

L'emigrazione è il fenomeno sociale che porta un singolo individuo o un gruppo di persone a spostarsi dal proprio luogo originario verso un altro luogo. Tale fenomeno può essere legato a cause ambientali, economiche e sociali, spesso tra loro intrecciate. È l'opposto dell'immigrazione.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Quando vengono a mancare le condizioni necessarie al pieno compimento dei desideri dell'uomo, questo è spinto a cercare un luogo diverso da quello di origine "dove aver miglior fortuna". Le motivazioni possono essere le più diverse: economiche, politiche, guerre in atto, persecuzione. La separazione dalla terra d'origine è sempre sentita come una frattura nella vita personale.

Sono sempre esistiti due tipi di emigrazione: quella temporanea e quella permanente.

L'emigrazione temporanea è quella che caratterizza i fenomeni migratori di manovalanza. Nell'Ottocento molti braccianti agricoli veneti andavano in Argentina nei periodi di pausa nella loro terra.

È più difficile descrivere l'emigrazione quando si tratta di una permanenza nello Stato ospitante per vari anni. Queste persone cercano di far fortuna ed accumulare quel capitale necessario per acquistare un terreno o una attività propria nella terra d'origine.

Storia dell'emigrazione in Italia[modifica | modifica sorgente]

Nella penisola italiana prima del 1860 il termine è usato per lo più per descrivere il fenomeno dei compromessi politici, prima con Napoleone, poi con i vari moti rivoluzionari. Questi erano intellettuali, militari, artigiani. Dopo il 1830 molti di loro affluirono nella Legione Straniera che la Francia aveva istituito in Algeria; si calcola che quasi la metà dei legionari proveniva dalla penisola italiana.

Dopo l'Unità d'Italia, ed una fase in cui a partire furono gli intellettuali ed industriali favorevoli ai Borbone di Napoli, il termine emigrazione fu legato a quello economico. Il fenomeno ebbe grandissima rilevanza nell'italia meridionale: infatti ad esempio marinai napoletani erano presenti in tutto il mediterraneo, spesso li si trovava anche sul Danubio.

Benché tutt'oggi si tenda a dimenticarlo, il primo grande flusso emigratorio di italiani partì dalla zona di Comacchio, dall'Abruzzo, ed un grande ruolo l'ebbe anche l'emigrazione veneta. La lotta al brigantaggio causò la partenza di un gran numero di calabresi.

Pescatori di corallo italiani erano inoltre presenti sulle coste algerine, in particolare ad Annaba. Varie comunità storiche italiane erano presenti nel Mediterraneo.

All'inizio del Novecento vi fu una grande ondata di emigrazione dalle regioni meridionali, in particolare la Sicilia, verso gli Stati Uniti e l'Argentina. Collegamenti diretti dai porti di Palermo e di Castellammare del Golfo raggiungevano New York.

Dopo la seconda guerra mondiale l'emigrazione meridionale si spostò verso la Svizzera, il Belgio e la Germania occidentale. Vi fu anche una emigrazione verso le regioni dell' alta Italia, in particolare i siciliani in Piemonte (per lavorare alla Fiat di Torino) e i calabresi in Lombardia.

Storia dell'emigrazione mondiale[modifica | modifica sorgente]

L'emigrazione non fu un fenomeno esclusivamente italiano ma di tutto il mondo. Tra gli altri popoli che lasciarono in massa la loro terra vi furono gli irlandesi,[1] i tedeschi e gli ebrei d'Europa.

Il Paese che in rapporto ebbe più emigranti in quel periodo fu appunto l'Irlanda, dove la carestia e il malgoverno britannico furono la principale causa d'espatrio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ vedi emigrazione irlandese

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