Persecuzione

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Si intende per persecuzione l'insieme delle azioni di forza e di atti ostili, diretti contro una o più persone. Di solito le persecuzioni sono rivolte a comprimere un movimento politico o religioso o a eliminare un gruppo etnico o sociale, economicamente, politicamente o tecnologicamente inferiore a un gruppo dominante che si ritiene superiore culturalmente.

Definizione del Diritto internazionale[modifica | modifica sorgente]

Una definizione di ciò che s'intende come persecuzione è indicato dallo Statuto di Roma della Corte penale internazionale (17 luglio 1998) che all'articolo 7, riguardante i crimini contro l'umanità, recita che per: «"persecuzione" s’intende la intenzionale e grave privazione dei diritti fondamentali in violazione del diritto internazionale, per ragioni connesse all’identità del gruppo o della collettività»[1]

Nello stesso Statuto viene indicata una casistica di ciò che rientra nel crimine di persecuzione: «Persecuzione contro un gruppo o una collettività dotati di propria identità, ispirata da ragioni di ordine politico, razziale, nazionale, etnico, culturale, religioso o di genere sessuale ai sensi del paragrafo 3, o da altre ragioni universalmente riconosciute come non permissibili ai sensi del diritto internazionale, collegate ad atti previsti dalle disposizioni del presente paragrafo o a crimini di competenza della Corte»[2]

Persecuzioni in Europa[modifica | modifica sorgente]

Persecuzioni di religioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Persecuzioni dei cristiani, Persecuzione dei cristiani nell'Impero romano e Persecuzioni dei pagani.

Persecuzioni dei cristiani[modifica | modifica sorgente]

Le persecuzioni dei cristiani nell'antica Roma, consistettero in azioni repressive contro gli appartenenti a questa religione che si stava diffondendo presso diverse popolazioni dell'impero. La leggenda Romana, che abbiamo grazie alla storiografia di Tacito (per secoli considerata storia a tutti gli effetti, ma in realtà solo leggenda, in quanto discorde con i reali eventi storici e scritta solo per aumentare la potenza e la grandezza di Roma basata sempre su numeri pieni di significato come il 10) vuole che siano appunto dieci; ma in realtà le uniche persecuzioni ufficiali, che vennero come ordine dall'autorità centrale furono solo tre: la prima sotto Marco Aurelio, la seconda con Decio e Valeriano e la terza, la più pesante, nominata la "grande persecuzione", con Diocleziano. Finirono con l'editto di Nicomedia del 311 emanato dall'imperatore Galerio, confermato dall'editto di Milano del 313 promulgato da Costantino I.

Il culto pubblico della tradizionale religione romana era strettamente intrecciato allo stato: fare sacrifici agli dèi e rispettare i riti significava stabilire un patto con le divinità, in cambio della loro protezione. Era facile integrare gli dèi, i riti e le credenze di altre popolazioni in questo sistema, mentre la religione cristiana rifiutava il sacrificio agli dèi tradizionali, ponendosi in tal modo agli occhi dei romani in antitesi allo stato, a differenza dell'ebraismo, accettato da Roma fin dai tempi di Giulio Cesare. Pare comunque che all'inizio i cristiani venissero facilmente confusi con gli ebrei stessi, tanto che Svetonio e Dione Cassio riportano che l'imperatore Claudio (41-54) avrebbe scacciato da Roma i "Giudei" che creavano disordini a nome di "un certo Chresto".

Persecuzioni dei pagani[modifica | modifica sorgente]

Le persecuzioni dei pagani furono episodi di intolleranza religiosa che segnarono la progressiva sostituzione del Cristianesimo al Paganesimo soprattutto nel corso del IV, fino alla scomparsa di quest'ultimo, mentre secondo altri[3] sarebbero attestate anche in seguito.

Di recente, con la rinascita del Paganesimo, si sono manifestati casi di discriminazione nei confronti di queste nuove correnti religiose.[4]

Persecuzioni ad opera del nazismo tedesco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Politica razziale nella Germania nazista e Olocausto.

In questo ambito il crimine contro l'umanità riguardò il genocidio compiuto dalla Germania nazista di tutte quelle persone ed etnie ritenute "indesiderabili", in particolare gli Ebrei.

Persecuzione degli ebrei[modifica | modifica sorgente]

Per la persecuzione degli ebrei il termine olocausto viene principalmente utilizzato per indicare lo sterminio sistematico di milioni di ebrei (le stime vanno da 5[5] a 7, con una media accreditata di 6 milioni circa[6][7][8][9]) che vivevano in Europa prima della seconda guerra mondiale.

Persecuzioni dei Testimoni di Geova[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi I Testimoni di Geova e l'olocausto.

Nella settimana dall'8 al 16 aprile del 1933 vennero distribuiti in tutta la Germania più di due milioni di opuscoli di propaganda e, come risposta, durante la stessa settimana il movimento dei Bibelforscher (così come venivano chiamati i testimoni di Geova) venne proibito per decreto in molti Länder: il 10 aprile nel Meclemburgo-Schwerin, il 13 in Baviera il 18 in Sassonia e così via. Il 22, 23 e 24 aprile furono sequestrate tutte le pubblicazioni, sequestrate e chiuse sia la stamperia di Magdeburgo che la sede del movimento. Secondo i nazisti sia l'Associazione degli Studenti Biblici che la Società Torre di Guardia erano strettamente legati con i comunisti. Le restrizioni e proibizioni nei confronti dei testimoni di Geova culminarono alla fine di settembre 1939 con la deportazione di 145 detenuti col “Triangolo viola” a Dachau.

Persecuzione degli omosessuali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia degli omosessuali nella Germania nazista e durante l'Olocausto e Paragrafo 175.

Gli omosessuali erano un altro dei gruppi presi di mira durante l'olocausto. Ad ogni modo il partito nazista non fece mai nessun tentativo di sterminare tutti gli omosessuali; in base alle prime leggi naziste, essere omosessuali in sé non era un motivo sufficiente per l'arresto, occorreva avere compiuto qualche atto omosessuale, punibile in base al paragrafo 175. Dopo la fine delle SA e il trionfo delle SS, però, la persecuzione si aggravò, anche se rimase sempre limitata ai gay tedeschi, ariani. Erano questi che rifiutando di unirsi alle donne intralciavano la crescita della "razza ariana". I nazisti si disinteressarono in genere degli omosessuali maschi di altri popoli considerati inferiori, per concentrarsi e tentare di "curare" i maschi gay tedeschi.

Persecuzione degli zingari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porajmos.

La campagna Hitleriana di genocidio nei confronti dei popoli zigani principalmente Rom e Sinti dell'Europa venne vista da molti come un'applicazione particolarmente bizzarra della scienza razziale nazista. Gli antropologi tedeschi erano disorientati dalla contraddizione che gli zingari erano discendenti degli originali invasori ariani dell'India, che tornarono poi in Europa. Ironicamente, questo li rendeva, in pratica se non in teoria, non meno ariani della stessa gente tedesca. Questo dilemma fu risolto dal Professor Hans Gunther, uno dei principali scienziati razziali, che scrisse:

« Gli Zingari hanno effettivamente mantenuto alcuni elementi della loro origine nordica, ma essi discendono dalle classi più basse della popolazione di quella regione. Nel corso della loro migrazione, hanno assorbito il sangue delle popolazioni circostanti, diventando quindi una miscela razziale di Orientali e Asiatici occidentali con aggiunta di influssi Indiani, Centroasiatici ed Europei. »

Gli zingari dunque rientravano nelle "razze impure".
Alcuni gruppi di Rom, comprese le tribù tedesche dei Sinti e dei Lalleri, vennero risparmiati dalla deportazione e dalla morte. I restanti gruppi zingari soffrirono all'incirca come gli ebrei (e in alcuni casi vennero degradati ancor più degli ebrei).

Persecuzione dei Pentecostali[modifica | modifica sorgente]

Dei Pentecostali deportati nei campi di sterminio non se ne conosce il numero preciso in quanto considerati malati di mente a motivo della glossolalia. In Italia venne emanata l'apposita circolare Buffarini Guidi che ne metteva al bando il culto[10].

Persecuzioni in America[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nativi americani#dalla colonizzazione ad oggi.

Quanti fossero i nativi prima della colonizzazione europea delle Americhe è difficile da stabilire: le cifre dell'entità dello sterminio sono ancora al centro di un ampio dibattito storiografico. Secondo le ultime ricostruzioni si tratterebbe del 90% della popolazione indigena morta in meno di un secolo.

Secondo quanto afferma lo storico David Carrasco, docente all'HDS di Cambridge, Massachusetts, specializzato in storia e religioni mesoamericane,: «Gli storici sono stati in grado di stimare con una certa plausibilità che nel 1500 circa 80 milioni di abitanti occupavano il Nuovo Mondo. Nel 1550 solo 10 milioni di indigeni sopravvivevano. In Messico vi erano circa 25 milioni di persone nel 1500. Nel 1600 solo un milione di indigeni mesoamericani erano ancora vivi»[11]

Le cause di una tragedia di così ampie dimensioni sono molteplici: gli stermini perpetrati dai conquistadores, le guerre intestine sovente aizzate da questi ultimi per rendere più facile la conquista con la politica del divide et impera, le nuove malattie, i lavori forzati in stato di semi-schiavitù e non ultimo il senso di smarrimento e di perdita di senso dovuto all'annientamento della loro fede e delle loro tradizioni che portarono talvolta a suicidi di massa.[12]

Persecuzioni in Africa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genocidio.
  • Congo - la politica del re belga Leopoldo II, avrebbe provocato la morte di 10 milioni di persone (metà della popolazione) attraverso la militarizzazione del lavoro forzato (con donne e bambini presi in ostaggio) e un duro sistema di quote di produzione e crudeli punizioni (amputazione delle mani).
  • Costa d'avorio - tra il 1900 e il 1911, la popolazione si è ridotta da 1,5 milioni a 160.000
  • Sudan - sotto il dominio inglese (1882 - 1903) la popolazione si è ridotta da 9 a 3 milioni.
  • Herero - fra il 1904 e il 1906 i tedeschi sono stati responsabili, nella regione dell'attuale Namibia, di uno sterminio che è oggi considerato da molti come un vero e proprio genocidio: dal 50 all'80% degli Herero e il 50% dei Nama sono stati uccisi o fatti morire, per un totale che varia da 24.000 a 75.000 vittime.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Statuto di Roma, art.7, § 2, lett. c
  2. ^ Statuto di Roma,art. 7, § 1, lett. h
  3. ^ Secondo il polemista V. Rassias, Demolish Them!, Atene 2000, Anichti Poli Editions, ISBN 960-7748-20-4, il periodo principale delle persecuzioni si colloca tra il 312 e il 612 circa, quindi primariamente nel periodo tra Costantino e Giustiniano, ma anche Maurizio ed Eraclio sarebbero attestati come persecutori dei gentili.
  4. ^ Un episodio riguarda la proposta di non consentire la pratica di culti Wicca nelle caserme della Georgia (Stati Uniti) (in inglese: First Amendament Center - Senate Republican joins call to end military accommodation of Wicca); inoltre i gruppi neopagani della Grecia lamentano di non riuscire ad ottenere il riconoscimento legale del loro culto a causa dell'ostilità della Chiesa ortodossa e rivendicano il diritto di celebrare i propri riti negli antichi templi pagani (in inglese: Telegraph.co.uk - Modern Athenians fight for the right to worship the ancient Greek gods e Guardian Unlimited - Greek gods prepare for comeback): in Grecia si sono avuti anche episodi vandalici (in greco: Supreme Council of Ethnikoi Hellenes - incendio di una libreria neopagana).
  5. ^ De Bernardi, Guarracino, Balzani, Tempi dell'Europa, tempi del mondo, Milano, Mondadori, p. 215
  6. ^ Israel Gutman. Encyclopedia of the Holocaust, Macmillan Reference Books; Reference edition (October 1, 1995.
  7. ^ Benz, Wolfgang, Dimension des Völkermords. Die Zahl der jüdischen Opfer des Nationalsozialismus., Dtv, 1996, ISBN 3-423-04690-2.
  8. ^ Gilbert, Martin, Atlas of the Holocaust, New York, William Morrow and Company, Inc, 1993.
  9. ^ Dawidowicz, Lucy, The War Against the Jews, Bantam, 1986.
  10. ^ Rochat Giorgio, Regime fascista e chiese evangeliche, Claudiana
  11. ^ D. Carrasco, Religions of Mesoamerica, Harper and Row, San Francisco 1990.
  12. ^ In Patagonia - negli anni '70 del 1800 il governo argentino, principalmente per mano del generale Julio Argentino Roca, intraprese la cosiddetta conquista del deserto per strappare la Patagonia al controllo delle popolazioni indigene. Che tale campagna possa essere considerata un genocidio, è recentemente materia di dibattito.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pier Franco Beatrice (a cura di), L’intolleranza cristiana nei confronti dei pagani (Cristianesimo nella storia. Ricerche storiche esegetiche teologiche, XI, 3), Edizioni Dehoniane, Bologna, 1990.
  • Richard Fletcher, La conversione dell'Europa. Dal paganesimo al cristianesimo 371-1386 d.C., Corbaccio, Milano, 2000.
  • Lidia Storoni Mazzolani, Sant'Agostino e i pagani, Sellerio, Palermo, 1987.
  • E. Testa, Legislazione contro il paganesimo e cristianizzazione dei templi (sec. IV-VI), in Liber Annuus, 41, 1991, pp. 311–326.
  • Enrico Deaglio, La banalità del bene - Storia di Giorgio Perlasca, Milano, Feltrinelli, 1993, ISBN 88-07-81233-9.
  • Hans Jonas, Il concetto di Dio dopo Auschwitz, Il nuovo melangolo, 2005, ISBN 88-7018-197-9.
  • Sylvie Graffard, Léo Tristan, I Bibelforscher e il nazismo (1933-1945) I dimenticati dalla Storia, ISBN 2-908527-25-1
  • Minoranze Coscienza e dovere della Memoria Jovene Editore Napoli 2001
  • Matteo Pierro, Fra Martirio e Resistenza. La persecuzione nazista e fascista dei Testimoni di Geova, Actac, Como, 2002
  • L'olocausto dimenticato nel racconto degli omosessuali sopravvissuti alla persecuzione nazista . Articolo di Peter Tatchell pubblicato sul The Independent del 12 giugno 2001.
  • Circolo Pink (a cura di), Le ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo, Ombre corte, Verona 2002.
  • A forza di essere vento. Lo sterminio nazista degli Zingari", Rivista A, Cofanetto composto da 2 cd rom di documentari e testimonianze, ed un libriccino di 72 pagine. Reperibile in http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/aforzadiesserevento/index.htm
  • Giovanna Boursier, Gli zingari nell'Italia fascista, in «Italia Romanì», n. 1, Roma, 1996
  • Giovanna Boursier, La persecuzione degli zingari nell'Italia fascista, in «Studi Storici», n. 4, Roma, 1996
  • Giovanna Boursier, Lo sterminio degli zingari durante la seconda guerra mondiale, in «Studi Storici», n. 2, Roma, 1995
  • Virgilia Donati, Porrajmos. La persecuzione razziale dei Rom-Sinti durante il periodo nazi-fascista, Istituto di cultura sinta, Mantova, 2003
  • Guenter Lewy, La persecuzione nazista degli zingari, Einaudi, Torino, 2002
  • Disselhoff, H.-D., Le civiltà precolombiane, Bompiani, 1983
  • Erdoes, R. e Ortiz, A. - "Miti e leggende degli indiani d'America" - Arnoldo Mondadori - 1994
  • Erdoes, R. e Ortiz, A. Marchiori, M. - American Indian myths and Legend, "Miti e Leggende degli Indiani d'America" - Arnoldo Mondadori Editore
  • Fiorentino D., L' America indigena: popoli e società prima dell'invasione europea, Giunti, 1992
  • Gonzalez, R. et al. "Craniometric evidence for Palaeoamerican survival in Baja California", Nature 425, pp. 62 - 65, 4 settembre 2003
  • Jacquin P. - "I Pellerossa, Popolo delle praterie" - Universale electa/ gallimard - 1987
  • Lowie, R. H. - Indians of the Plains, "Gli Indiani delle Pianure" - Arnoldo Mondadori Editore
  • Riccardo Borsari, Diritto punitivo sovranazionale come sistema, Wolters Kluwer Italia, 2007 ISBN 88-13-27236-7
  • Bernard Bruneteau, Il secolo dei genocidi, ed. Il mulino, 2006, ISBN 88-15-11408-4
  • R. Gellately, B. Kiernan, Il secolo del genocidio, ed. Longanesi, 2006, ISBN 88-304-2234-7
  • Jacques Sémelin, Purificare e distruggere. Usi politici dei massacri e dei genocidi, ed. Einaudi, 2007, ISBN 88-06-18411-3

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]