Mario Scelba

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Stemma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Mario Scelba

Luogo di nascita Caltagirone
Data di nascita 5 settembre 1901
Luogo di morte Roma
Data di morte 29 ottobre 1991
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Avvocato
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura
Gruppo Democrazia Cristiana
Coalizione
Circoscrizione
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari
[ Pagina istituzionale]

Mario Scelba (Caltagirone5 settembre 1901 – Roma29 ottobre 1991) è stato un politico italiano, eletto come presidente del Consiglio dei Ministri italiano dal 10 febbraio 1954 al 2 luglio 1955.

Membro della prima ora del Partito Popolare. Con le elezioni del 1948 diventò deputato al Parlamento Italiano.

Fu ministro dell'interno dal 2 febbraio 1947 al 7 luglio 1953 (dal 11 luglio 1952 al 18 settembre 1952 supplito per malattia) e dal 10 febbraio 1954 al 2 luglio 1955 e Presidente del Consiglio dal 10 febbraio 1954 al 2 luglio 1955.

Mario Scelba rimase profondamente impressionato dalla facilità con cui il fascismo prese il potere e dall'ignavia degli esponenti politici liberali che cedettero progressivamente a Mussolini tutte le leve del potere. Questa impressione di debolezza dello stato di diritto fu probabilmente la motivazione principale che lo spinse, una volta ministro dell'Interno nel 1947, a diffidare sempre della piazza e a reprimere duramente ogni manifestazione. La riorganizzazione della polizia da lui effettuata permise una riduzione dei delitti politici ed un miglioramento della sicurezza dei cittadini.

Nell'Italia di quegli anni, le manifestazioni erano organizzate soprattutto dai partiti Comunista e Socialista, per cui Scelba si fece rapidamente fama di nemico e persecutore del comunismo. Con le elezioni del 1948 diventò frattanto deputato al Parlamento Italiano. La percezione di una repressione mirata da parte dei simpatizzanti del Partito Comunista e del Partito Socialista era motivata anche dal fatto che la repressione delle manifestazioni avveniva di norma in modo molto cruento: la cronaca di quei sei anni riporta in tutto circa 150 morti fra scioperanti e manifestanti vari e migliaia di feriti ad opera delle forze di polizia, in particolare della famigerata polizia celere che era preposta a queste operazioni.

Scelba perse la Presidenza del Consiglio e il ministero dell'interno dopo l'elezione a Presidente della Repubblica di Giovanni Gronchi, evento che segna l'uscita dal dopoguerra e una progressiva democratizzazione del paese, con la riforma della censura, il varo della Corte Costituzionale, fino ad allora avversata proprio dalla DC, del Consiglio Superiore della Magistratura e l'attuazione delle prescrizioni costituzionali sulle Regioni. Lo riguadagnò brevemente nel 1960, nel governo provvisorio varato in fretta e furia da Gronchi dopo il disastro del governo Tambroni sui fatti di Genova: in un clima tanto surriscaldato e vicino a una insurrezione generale del paese, questa nomina testimonia sia le sue capacità sia il suo antifascismo.

Con l'avvento dei governi di Centrosinistra perdette il suo spazio e fu solo nel 1969 che ritornò ad avere un proprio ruolo con la nomina a presidente del Parlamento Europeo, carica che avrebbe mantenuto fino al 1971. Da quel momento non ebbe più incarichi istituzionali di rilievo, mantenendo tuttavia il suo seggio al Senato della Repubblica (dove era stato eletto nel 1968, lasciando Montecitorio), fino al 1979, anno in cui si ritirò dalla vita politica.

I suoi funerali si tennero, di fronte a pochi intimi (fra cui non mancarono tuttavia i massimi dirigenti della Democrazia Cristiana del tempo), nel pomeriggio del 31 ottobre 1991 alla Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, a Roma.

La figura di Scelba rimane controversa: certamente come ministro dell'interno porta una pesante responsabilità per le azioni della polizia di quegli anni, e non fu mai chiarito il rapporto fra lui, Salvatore Giuliano e la mafia (vedi sotto). Bisogna considerare però anche il quadro politico di "democrazia bloccata" in cui l'Italia si trovava allora, con le sinistre impossibilitate a prendere il potere senza provocare una reazione internazionale, per cui una repressione tanto dura era forse il male minore. A seconda dei punti di vista può essere considerato o l'uomo che, riorganizzando le forze dell'ordine, ha salvato lo Stato democratico dal sovversivismo comunista e dal revanscismo neofascista, oppure l'uomo simbolo della repressione poliziesca del dissenso negli anni '50.

[modifica] Scelba e la strage di Portella della Ginestra

Dopo la strage di Portella della Ginestra, avvenuta il 1 maggio 1947, il suo nome venne fatto da Gaspare Pisciotta, luogotenente di Salvatore Giuliano, e da altri banditi in relazione ai gravissimi fatti avvenuti in Sicilia. Da diversi storici è stato investigato quale elemento chiave delle connessioni di potere che in un modo o in un altro contribuirono alla strage medesima e che, al fine di eliminare definitivamente ogni traccia, decretarono poi l'uccisione del capobanda di Montelepre, avvenuta il 5 luglio 1950. Ricostruzioni e ipotesi attendibili su quei fatti risultano nell'opera Il binomio Giuliano-Scelba di Carlo Ruta (1995), in Salvatore Giuliano di Giuseppe Casarrubea (2001) e in Segreti di Stato di Paolo Benvenuti (2003). Tuttavia non fu mai portata alcuna prova e nulla fu mai accertato. È invece accertata la ferma decisione e sensibili risultati ottenuti nello stroncare il terrorismo, assai diffuso in molte regioni d'Italia in quel periodo.

[modifica] Legge Scelba

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n°143 il 23 giugno 1952, la legge n° 645 (più comunemente chiamata "Legge Scelba") vieta l'apologia del regime fascista e del Partito Nazionale Fascista, classificate come reato.

[modifica] Voci correlate

Predecessore: Ministro dell'Interno della Repubblica Italiana Successore:
Alcide De Gasperi 1947 - 1953 Amintore Fanfani I
Giulio Andreotti 1954 - 1955 Fernando Tambroni II
Giuseppe Spataro 1960 - 1962 Paolo Emilio Taviani III
IV
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VII
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con con con
Alcide De Gasperi {{{data}}} Amintore Fanfani
Predecessore: Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano Successore: Bandiera italiana
Amintore Fanfani febbraio 1954 - luglio 1955 Antonio Segni I
Presidenti del Consiglio dei Ministri
Repubblica Italiana
Alcide De Gasperi | Giuseppe Pella | Amintore Fanfani | Mario Scelba | Antonio Segni | Adone Zoli | Fernando Tambroni | Giovanni Leone | Aldo Moro | Mariano Rumor | Emilio Colombo | Giulio Andreotti | Francesco Cossiga | Arnaldo Forlani | Giovanni Spadolini | Bettino Craxi | Giovanni Goria | Ciriaco De Mita | Giuliano Amato | Carlo Azeglio Ciampi | Silvio Berlusconi | Lamberto Dini | Romano Prodi | Massimo D'Alema
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