Portella della Ginestra

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Coordinate: 37°58′34″N 13°15′20″E / 37.976111°N 13.255556°E37.976111; 13.255556

Portella della Ginestra (Purtelja e Jinestrës in albanese) è una località montana di Piana degli Albanesi, situata a 3 km circa dall'abitato, in provincia di Palermo.

Prende il nome dai fiori selvatici che vi sbocciano in abbondanza in primavera, ed è nota per essere stata teatro il 1º maggio 1947 della prima strage dell'Italia repubblicana. Sul luogo della tragedia ora sorge un Memoriale (Përmendorja), opera dell'artista Ettore de Conciliis, costituito da numerose iscrizioni incise su pietre locali di grandi dimensioni, poste attorno al "Sasso di Barbato", dal nome del socialista italo-albanese di Piana degli Albanesi, Nicola Barbato, fra i principali fondatori dei Fasci dei Lavoratori.

È conosciuta per la Strage di Portella della Ginestra, l'eccidio di lavoratori che avvenne il 1º maggio 1947 ad opera della banda criminale di Salvatore Giuliano.

Il Memoriale di Portella della Ginestra[modifica | modifica wikitesto]

« Una strage [nazionale] che parla albanese. »
(I sopravvissuti alla strage di Portella della Ginestra[1])

Il Memoriale di Portella delle Ginestra (Përmendorja e Purteles së Jinestrës) è una originale sistemazione naturale-monumentale del luogo, situato nella contrada omonima di Piana degli Albanesi. La sistemazione monumentale di Portella della Ginestra è un'opera di land art (arte della terra, del territorio) di cui vi sono altri svariati esempi nel mondo. Il Memoriale è stato progettato e realizzato tra il 1979-1980 da Ettore de Conciliis, pittore e scultore, con la collaborazione del pittore Rocco Falciano e dell'architetto Giorgio Stockel.

L'opera, a carattere non effimero né ideologico, è stata immersa nella natura e nel paesaggio per evitare di chiudere la memoria della strage in un blocco architettonico o in un chiuso gruppo di figure. Andando oltre le sistemazioni monumentali concepite in modo più tradizionale, l'artista ha tentato di imprimere un gigantesco e perenne segno della memoria sul pianoro sassoso di Portella della Ginestra. Un muro a secco fiancheggiato da una tipica trazzera, per una lunghezza di circa 40 metri, taglia la terra, come una ferita, nella direzione degli spari. Tutt'intorno, per un'area di circa un chilometro quadrato, dove vi furono i caduti del 1º maggio 1947, si innalzano grandi massi in pietra locale, alti da 2 a 6 metri, cavati sul posto della pietraia. Uno di essi è il masso di Nicola Barbato, da dove il prestigioso dirigente arbëreshë dei Fasci Siciliani dei Lavoratori era solito parlare alla sua gente. Altri figurano sinteticamente corpi, facce e forme di animali caduti. In altri due sono rispettivamente incisi i nomi dei caduti e una poesia. Essendo stata una strage che ha colpito una minoranza etno-linguistica, una nuova opera di Ettore de Conciliis prevede un altro grande masso, sempre in pietra locale, con incisa una poesia in lingua albanese.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli abitanti di Piana degli Albanesi chiamano il luogo in albanese anche "Gryka e Spartavet", letteralmente "Gola/imboccatura delle Ginestre" nella lingua locale.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ignazio Plescia (classe 1931), Serafino Petta (1931), Girolamo Sirchia (1921), Mario Nicosia (1925), Antonino Parrino (1930), Pietro Schirò (1924)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Manali (a cura di), Portella della Ginestra 50 anni dopo (1947-1997), S. Sciascia editore, Caltanissetta-Roma, 1999, con 2 volumi di Documenti.
  • Francesco Petrotta, Portella della Ginestra. La ricerca della verità. Ediesse, 2007 (realizzato dalla Camera del Lavoro di Palermo e dalla Fondazione Di Vittorio) ISBN 978-88-230-1201-1
  • Francesco Petrotta, La strage e i depistaggi. Il castello d'ombre su Portella della Ginestra, 2009, Ediesse.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]