Paolo Gentiloni

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Paolo Gentiloni
Paolo Gentiloni Silveri daticamera.jpg

Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
In carica
Inizio mandato 31 ottobre 2014
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Federica Mogherini

Ministro delle comunicazioni
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Mario Landolfi
Successore Claudio Scajola

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
In precedenza:
La Margherita (2002-07)
Tendenza politica Socioliberale
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Professione Giornalista
on. Paolo Gentiloni Silveri
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito DL (XIV-XV), PD (XV-XVI-XVII)
Legislatura XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo La Margherita - L'Ulivo (XIV), Partito Democratico - L'Ulivo (XV), Partito Democratico (XV-XVI-XVII)
Coalizione L'Ulivo (XIV), L'Unione (XV), PD - IdV (XVI), Italia. Bene Comune (XVII)
Circoscrizione Piemonte 2 (XIV)
Lazio 1 (XV, XVI)
Pagina istituzionale

Paolo Gentiloni Silveri (Roma, 22 novembre 1954) è un politico italiano. Dal 31 ottobre 2014 ricopre l'incarico di Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nel Governo Renzi.

Deputato dal 2001, dal 17 maggio 2006 all'8 maggio 2008 Gentiloni è stato anche Ministro delle comunicazioni nel Governo Prodi II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia e studi[modifica | modifica wikitesto]

Discendente della famiglia dei conti Gentiloni Silverj, imparentata con Vincenzo Ottorino Gentiloni (noto per l'omonimo Patto)[1], può fregiarsi dei titoli di nobile di Filottrano, nobile di Cingoli e nobile di Macerata[2].

Studente al liceo Tasso a Roma, si è poi laureato in scienze politiche presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Giornalista professionista dal 1990, dal 1984 al 1993 ha diretto il mensile di Legambiente "La Nuova ecologia"[3].

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Militante vicino al Movimento Studentesco di Mario Capanna, dopo la confluenza di questo in Democrazia Proletaria, rimane nel Movimento Lavoratori per il Socialismo (MLS) sino alla sua unificazione con il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo.[senza fonte]

Negli anni novanta è designato portavoce dell'allora sindaco di Roma Francesco Rutelli. In seguito ha ricoperto anche l'incarico di assessore al Giubileo e al Turismo.

Candidato alle elezioni politiche del 2001, Gentiloni è stato eletto deputato nelle liste di Democrazia è Libertà - La Margherita, di cui è stato uno dei fondatori[4]. Nella XIV legislatura è stato membro della IX commissione (trasporti, poste e telecomunicazioni) e della commissione sui servizi radiotelevisivi. Dal 2005 al 2006 ha inoltre presieduto la commissione di vigilanza Rai.

Responsabile della comunicazione de La Margherita, ha organizzato e curato campagne elettorali per lo stesso partito. Alle consultazioni politiche del 2006 è nuovamente eletto alla Camera dei deputati, dove ricopre, dal 2006 al 2008, l'incarico di ministro delle comunicazioni all'interno del governo Prodi II.

Tra i 45 membri del comitato promotore nazionale del Partito Democratico nel 2007, Gentiloni è stato poi nominato, nel 2009 presidente del forum commercio dello stesso partito dall'allora segretario Pierluigi Bersani, in rappresentanza della mozione Franceschini.

Ricandidato ed eletto deputato nella XVI legislatura, dal 2008 al 2013 è membro della IX commissione (trasporti, poste e telecomunicazioni) e della commissione sui servizi radiotelevisivi.

Il 5 dicembre 2012 Gentiloni annuncia via Twitter la sua candidatura alle primarie del centrosinistra come sindaco di Roma[5]. Alle elezioni si è poi classificato al terzo posto con una percentuale di consensi intorno al 15%, venendo superato da David Sassoli e da Ignazio Marino[6].

Alle elezioni politiche del 2013 è nuovamente eletto deputato. Nella XVII legislatura ricopre anche gli incarichi di membro della III commissione (Affari esteri e comunitari), del Comitato permanente Africa e questioni globali e di presidente della sezione Italia-Stati Uniti dell’unione interparlamentare. 

Considerato vicino alle posizioni di Matteo Renzi, nel 2014 Gentiloni è tra i sostenitori della scalata dell'ex sindaco di Firenze al governo.

Il 31 ottobre 2014 il premier Matteo Renzi lo sceglie come nuovo Ministro degli Affari Esteri in sostituzione a Federica Mogherini.

Incarichi governativi[modifica | modifica wikitesto]

Ministro delle Comunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Governo Prodi II.

Riforma del sistema televisivo[modifica | modifica wikitesto]

In quanto ministro delle Comunicazioni aveva fra le sue competenze la riforma del settore televisivo.

A questo proposito è stato ospite a un dibattito televisivo[7] per discutere della futura riforma con Fedele Confalonieri, il presidente di Mediaset, azienda accusata di posizione dominante nel settore televisivo. Per la partecipazione a questo dibattito è stato criticato da Marco Travaglio in un articolo nel quale ha stigmatizzato che «...chi dovrebbe smantellare il conflitto d'interessi e il trust ne discuta col presidente dell’azienda che incarna il conflitto d'interessi e il trust.»[8].

Il rilievo è stato confutato da chi vedeva come motivazione più urgente della riforma televisiva non già quella di risolvere il conflitto d'interesse (fatto interno italiano) ma di adempiere ai rilievi comunitari[9] soprattutto in ordine alla mancata conformità della legge Gasparri rispetto alla direttiva comunitaria "Televisione senza frontiere".[10] L'azione del ministro è stata perciò interpretata come volta alla costruzione di un provvedimento non contra personam, ma teso a far rientrare l'Italia dentro i limiti fissati in sede Europea, soprattutto in tema di tetti di pubblicità che, allo stesso tempo, avrebbero secondo alcuni analisti l'effetto di rompere lo schema oligopolistico.

Varo del disegno di legge[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di ottobre del 2006 il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge presentato dal ministro Gentiloni. Il testo ha dovuto superare anche all'interno della maggioranza dure critiche di opposto orientamento; è stato giudicato dall'Unione come un "coraggioso ribaltamento delle storture dell'attuale situazione", da Berlusconi (proprietario di Mediaset) come "un atto di banditismo" e "disegno criminale".

La televisione in Italia è caratterizzata da molti anni da un duopolio quasi perfetto che nasce soprattutto dall'accentramento degli incassi pubblicitari. Su un monte totale di 4,7 miliardi di euro le quote attuali sono 3,1 Publitalia '80 Mediaset e 1,4 Sipra Rai [2]. Nel 1994 la Corte Costituzionale sancì che per garantire il pluralismo le frequenze occupate da una rete Mediaset (verosimilmente Rete 4) dovevano essere assegnate ad altri operatori. La sentenza è stata ribadita da un ulteriore pronunciamento della Corte nel novembre 2002, ma le leggi varate dai vari governi hanno sempre rinviato la riassegnazione delle frequenze.

Il testo del nuovo provvedimento prevedeva il passaggio di una rete Rai e Rete 4 dall'analogico al digitale e sono stati posti più severi tetti alla pubblicità. Un'accelerazione dell'iter legis è stata causata dallo scandalo Rai-Mediaset sulle intercettazioni tese a influenzare il servizio pubblico.

Il ddl non ha più visto la luce.

Riforma della RAI[modifica | modifica wikitesto]

A maggio 2007, è stato varato un secondo testo di riforma che riguarda soltanto la RAI. Tra gli aspetti principali, la proprietà dovrebbe passare dal Ministero dell'Economia a una Fondazione; si avrebbe inoltre una separazione tra tv finanziata dal canone e tv finanziata dalla pubblicità, inoltre cambiano le regole di nomina del consiglio di amministrazione.

Ministro degli Affari Esteri e delle Cooperazione Internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Governo Renzi.

Il 31 ottobre 2014 Gentiloni è designato come nuovo ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale del governo Renzi[11], in sostituzione di Federica Mogherini, chiamata ad assumere la carica di Alto rappresentante per la politica estera dell'UE. Gentiloni ha poi giurato nelle mani del capo dello Stato Giorgio Napolitano il pomeriggio del giorno stesso della nomina[12] ed effettuato il passaggio di consegne alla Farnesina il 1º novembre 2014[13].

Il primo atto ufficiale che ha fatto è stato quello di contattare i due sottufficiali di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone coinvolti nella crisi diplomatica tra india e Italia. Sulla questione è poi tornato durante l'audizione davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato affermando assicurando una "rapida soluzione" della questione[14]. La prima missione ufficiale lo ha visto protagonista di un tour nella più importanti capitali europee quindi Berlino, Parigi e Madrid[15].

A pochi giorni dalla sua nomina a Ministro, vengono rilasciati gli ostaggi Marco Vallisa, 54 anni tecnico modenese scomparso a Zuwara in Libia a luglio 2014 e Gianluca Salviato, tecnico veneto malato di diabete rapito a Tobruk a marzo dello stesso anno.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Di Stefano, proprietario della rete televisiva Europa 7, in una intervista pubblicata l'11 luglio 2007 sul blog del comico Beppe Grillo, ha denunciato la posizione abusiva di Rete 4, mentre a latere era riportata una lettera di Piero Ricca, denunciante la chiusura del proprio blog da parte della Procura di Roma, in seguito a una querela di Emilio Fede. Nel post, Grillo accusava Gentiloni d'immobilismo verso la situazione illegale in cui si trovava Rete 4 e quindi di essere corresponsabile del potere mediatico che ancora può esercitare il giornalista. Infine, Grillo ha fatto un appello ai cittadini affinché essi scrivessero a Gentiloni lasciando un commento sul blog di quest'ultimo.

Il ministro Gentiloni ha replicato affermando di aver subito una scomunica[16] da parte di Grillo e negando di aver tentato di salvare Rete 4 o di avere un ruolo nelle vicende giudiziarie di Ricca, cosa, quest'ultima, di cui, per cattiva comprensione del post di Beppe Grillo, molti commentatori del suo blog lo hanno accusato.

Il comico genovese ribatte dal suo sito, richiamando il ministro a una maggiore dignità politica e a una maggiore determinazione nei confronti di una battaglia, quella contro la illegalità della rete del gruppo Mediaset, che pare non voglia essere combattuta nemmeno dalla sinistra, dopo che la giustizia ha dato la sua risposta, sotto forma di una sentenza della Corte Costituzionale non rispettata, e di una "messa in mora" nei confronti dell'Italia da parte della Commissione Europea, per il non rispetto delle direttive europee da parte della "legge Gasparri".

Tuttavia il ministro, in un'intervista al Messaggero, ha ricordato l'irrisolta questione.

Anche Marco Travaglio, l'8 ottobre dello stesso anno, ha criticato Gentiloni, su un decreto che spostava la transizione al DTT al 2012, ritenendolo un "regalo" a Berlusconi. 24 ore dopo il ministro ha contattato telefonicamente il giornalista, il quale avrebbe poi riconosciuto le ragioni di tale scelta.

Sempre nel 2007 Gentiloni è stato oggetto di critica per una proposta di regolamentazione della comunicazione su internet che nel primo testo avrebbe costretto gran parte dei siti internet a registrazioni e adempimenti amministrativi; il testo è stato poi considerato un grave errore da parte dello stesso Gentiloni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quel ministro rutelliano che era renziano prima ancora del premier.
  2. ^ Sentenza n.101 del 1967 i titoli nobiliari non costituiscono contenuto di un diritto e, più ampiamente, non conservano alcuna rilevanza: in una parola, essi restano fuori del mondo giuridico
  3. ^ Biografia sul sito web del Governo Italiano (2007). URL consultato il 31 ottobre 2014.
  4. ^ Profilo sul sito web del Partito Democratico.
  5. ^ Campidoglio, Gentiloni su Twitter: «Mi candido alle primarie» in Il Messaggero.it, 5 dicembre 2012. URL consultato il 31 ottobre 2014.
  6. ^ Carlo Musilli, Primarie Pd, a Roma stravince Marino, secondo Sassoli, terzo Gentiloni in firstonline.info, 8 aprile 2013. URL consultato il 31 ottobre 2014.
  7. ^ Nel programma Otto e mezzo di Giuliano Ferrara, sulla rete televisiva La7, il 23 maggio 2006.
  8. ^ Nei secoli Fidel, Marco Travaglio, rubrica Uliwood Party, l'Unità, 25 maggio 2006; nella critica Travaglio ha citato il caso di Bill Gates e la riforma della Microsoft imposta dall'amministrazione americana
  9. ^ Parte infrazione, La Repubblica 19 luglio 2006 [1]
  10. ^ Gentiloni: “A metà ottobre riformeremo la Gasparri� su Pubblicità Italia
  11. ^ Gentiloni nuovo ministro degli Esteri
  12. ^ Gentiloni giura al Quirinale, è il nuovo ministro degli Esteri: "Governo dev'essere all'altezza" in Repubblica.it, 31 ottobre 2014. URL consultato il 31 ottobre 2014.
  13. ^ Paolo Gentiloni alla Farnesina: passaggio di consegne.
  14. ^ Marò, Gentiloni: «Soluzione rapida», 20 novembre 2014.
  15. ^ Prima missione di Gentiloni in Europa - Berlino, Parigi, Madrid identita' di vedute dalla Libia all'Ucraina, 14 novembre 2014.
  16. ^ Definita fatwa

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro degli affari esteri della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Federica Mogherini 31 ottobre 2014 in carica
Predecessore Ministro delle comunicazioni della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Mario Landolfi 17 maggio 2006 - 8 maggio 2008 accorpamento allo Sviluppo economico con Scajola

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