Maurizio Martina

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Maurizio Martina

Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
con delega all'Expo 2015
In carica
Inizio mandato 22 febbraio 2014
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Enrico Letta
(ad interim)

Sottosegretario di Stato del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
Durata mandato 2 maggio 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Titolo di studio Laurea in scienze politiche

Maurizio Martina (Calcinate, 9 settembre 1978) è un politico italiano, dal 22 febbraio 2014 Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, con delega ad Expo, nel Governo Renzi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Martina è cresciuto in una famiglia operaia della provincia di Bergamo. Ha conseguito il Diploma di maturità presso l’Istituto tecnico Agrario di Bergamo e si è poi laureato in Scienze Politiche.

Alla passione giovanile per il teatro (“Partecipavo alle rassegne per le scuole mettendo in scena spettacoli ambientalisti e contro il razzismo” ha dichiarato in un’intervista a “Corriere della Sera – Sette” http://www.vittoriozincone.it/2014/09/01/maurizio-martina-sette-agosto-2014/) ha unito quella per il mondo agricolo e agroalimentare. Oltre, naturalmente, all’interesse per la politica.

Attività politica

Maurizio Martina inizia a far politica con il Movimento degli studenti nel 1994.

Nel 1999 viene eletto consigliere comunale di Mornico al Serio con una lista civica.

Nel 2002 diventa segretario regionale della Sinistra Giovanile ed entra a far parte della segreteria nazionale della medesima organizzazione, in qualità di responsabile "Lavoro".

Nel 2004 diviene segretario provinciale dei Democratici di Sinistra di Bergamo ed entra nelle segreteria regionale del partito.

Nel 2006 assume la carica di Segretario Regionale dei Democratici di Sinistra in Lombardia.

Nel 2007 viene eletto segretario regionale dei DS. Il 14 aprile 2007 è stato eletto segretario regionale del Partito Democratico lombardo,[1] incarico confermato poi nel 2009.

Dal 24 febbraio 2009 viene nominato Responsabile nazionale Agricoltura nella nuova Segreteria Pd.

Nel 2010 è eletto Consigliere della Regione Lombardia, incarico riconfermato nelle consultazioni popolari del febbraio 2013.

Durante i mandati di Consigliere Regionale Lombardo è componente della Commissione Affari Istituzionali e della Commissione Attività Produttive. È primo firmatario della legge n. 21 del 13 dicembre 2011, approvata dal Consiglio regionale della Lombardia, che ha previsto l’abolizione dei vitalizi, il taglio delle indennità e la forte riduzione del trattamento di fine mandato per gli eletti.

Il 2 maggio 2013 viene nominato sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali nel Governo Letta.[2]

Il 22 febbraio 2014 viene nominato Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali del Governo Renzi.

Dal 1 luglio 2014 assume anche la carica di Presidente di turno del Consiglio europeo dei Ministri dell’Agricoltura e della Pesca, nell’ambito del Semestre di Presidenza italiana dell’Ue.

Attività ministeriale

Nel corso del suo incarico di Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali sono stati elaborati e approvati diversi provvedimenti in favore dell’occupazione giovanile in agricoltura, della semplificazione burocratica per le imprese, del ricambio generazionale e della competitività e internazionalizzazione delle imprese. Inoltre, durante il suo mandato, è stata approvata definitivamente la Politica agricola comune (PAC) in vigore dal 1 gennaio 2015.

Tra le principali azioni:

“Campolibero”[3], un piano di interventi contenuti nel Dl cosiddetto "Competitività" (legge 116/2014) per i giovani, per il lavoro e per la competitività delle aziende in campo agroalimentare. Il provvedimento ha introdotto mutui a tasso zero per gli under 40, la detrazione 19% per affitto terreni a giovani, lo sgravio di 1/3 del costo del lavoro per l’assunzioni di giovani, deduzioni Irap fino a 10.500 euro. E' istituito il registro unico dei controlli e sono previsti crediti d’imposta al 40% per gli investimenti e fino a 400mila euro per l’innovazione e l’aggregazione in reti d’impresa. Inoltre, sono decisi ulteriori sgravi fiscali fino a 50mila euro per la creazione di piattaforme e-commerce dei prodotti agroalimentari.

Il “Piano 2 miliardi”[4] per investimenti nella filiera agroalimentare con gli obiettivi di potenziare la produttività delle imprese, aumentare la capacità produttiva, favorire l’internazionalizzazione, accrescere la competitività sul mercato, far nascere Start-up nel settore; creare nuova occupazione nella filiera agroalimentare.

Il “Piano Agricoltura 2.0”[5], con l’obiettivo di eliminare la burocrazia inutile e ridurre a zero l'utilizzo di carta. Vengono introdotte: la Domanda Pac precompilata inoltrabile con un semplice click, l’anticipo al 100% del pagamento degli aiuti a giugno invece che a dicembre e l’istituzione dell'Anagrafe unica e della Banca dei Certificati online. L'obiettivo è evitare le file agli sportelli e ottenere un risparmio stimato di circa 25 chili l'anno di carta per azienda.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il Ministro Martina è un grande tifoso dell’Atalanta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le primarie in Lombardia
  2. ^ Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri, Consiglio dei ministri, 2 maggio 2013. URL consultato il 2 maggio 2013.
  3. ^ Ministero politiche agricole alimentari e forestali, Campolibero.
  4. ^ Comunicato stampa Mipaaf del 18/10/2014, Piano investimenti.
  5. ^ Ministero politiche agricole alimentari e forestali, Agricoltura 2.0.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Successore Emblem of Italy.svg
Enrico Letta (ad interim) Dal 22 febbraio 2014 In carica