Umberto Ambrosoli

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Umberto Riccardo Rinaldo Maria Ambrosoli (Milano, 10 settembre 1971) è un avvocato e politico italiano, figlio di Giorgio, commissario liquidatore della Banca Privata Italiana assassinato nel 1979.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Umberto Ambrosoli ha conseguito la maturità classica presso il liceo serale di Milano[1] e si è laureato in giurisprudenza all'Università degli Studi di Milano con una tesi dal titolo «La criminalità informatica nel sistema bancario italiano – Profili criminologici», ed è divenuto avvocato penalista. È sposato e ha tre figli.[2]

È stato nominato dalla Banca d'Italia in tre comitati di sorveglianza in procedure di rigore relative ad istituiti e società lombarde.

Nel 2009 ha pubblicato il libro Qualunque cosa succeda, che narra la vicenda del padre, l'avvocato Giorgio Ambrosoli, assassinato l'11 luglio 1979 da William Joseph Aricò, un sicario assoldato dal banchiere Michele Sindona. Nel 2010 il libro è stato vincitore del premio Tiziano Terzani[3][4] e, precedentemente, del premio Capalbio.[5] Nel novembre del 2009 ha altresì ricevuto il premio Laureato Benemerito da Algiusmi,[6] l'associazione dei laureati in giurisprudenza dell'Università Statale di Milano.

Nel 2011 diventa membro del comitato di esperti per lo studio e la promozione di attività finalizzate al contrasto dei fenomeni di stampo mafioso e della criminalità organizzata sul territorio milanese, presieduto da Nando dalla Chiesa.[7] Sempre nel 2011, all'atto di costituzione dell'Associazione Civile Giorgio Ambrosoli, assume la carica di presidente onorario.[8]

La candidatura alla presidenza della Regione Lombardia[modifica | modifica sorgente]

L'8 novembre 2012 ha avanzato la propria candidatura alla presidenza della Regione Lombardia nelle elezioni anticipate del 2013 per la lista Patto civico per la Lombardia,[9] sostenuto da una coalizione di movimenti civici e partiti di centro-sinistra (PD, SEL, IdV, PSI).[10]

Il 15 dicembre 2012, a seguito della vittoria alle elezioni primarie regionali con il 57,64% dei voti, è diventato ufficialmente candidato alla presidenza della Lombardia,[11] ottenendo l'appoggio di altre formazioni politiche (Sinistra per un'Altra Lombardia, Verdi, Centro Popolare Lombardo, Lombardia con Ambrosoli Presidente, Lombardi Verso Nord).

Alle Elezioni regionali in Lombardia del 2013 la coalizione che sostiene Umberto Ambrosoli ottiene il 38,24%, perdendo il confronto elettorale con Roberto Maroni, eletto Presidente della Regione, che ottiene il 42,81% delle preferenze[12].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ambrosoli: sui banchi di quella scuola, La Repubblica
  2. ^ Chi è Umberto Ambrosoli in Movimento Milano Civica, 12 novembre 2012. URL consultato il 23 novembre 2012.
  3. ^ Gianpaolo Carbonetto, Udine, il premio Tiziano Terzani assegnato a Umberto Ambrosoli in Messaggero Veneto, 7 aprile 2010. URL consultato il 23 novembre 2012.
  4. ^ La motivazione del premio in Messaggero Veneto, 9 marzo 2010. URL consultato il 23 novembre 2012.
  5. ^ Assegnato il Premio Capalbio 2009, Caselli e Lucarelli tra i vincitori in intoscana.it, 22 settembre 2009. URL consultato il 23 novembre 2012..
  6. ^ Premio Laureato Benemerito, Algiusmi. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  7. ^ Commissione antimafia, ecco i cinque esperti in Comune di Milano (Milano), 7 novembre 2011. URL consultato il 23 novembre 2012.
  8. ^ Gli organi dell'Associazione, Associazione Civile Giorgio Ambrosoli. URL consultato il 23 novembre 2012.
  9. ^ I candidati: Umberto Ambrosoli, Patto Civico per la Lombardia. URL consultato il 27 dicembre 2012.
  10. ^ Pd, Sel, Idv, Psi: con il Patto Civico costruiamo Centrosinistra aperto, rinnovato e vincente (PDF), Patto Civico per la Lombardia. URL consultato il 27 dicembre 2012.
  11. ^ Lombardia, il centrosinistra ha scelto. Il trionfo di Ambrosoli con il 57,64% in Corriere della Sera (Milano), 15 dicembre 2012. URL consultato il 16 dicembre 2012.
  12. ^ [1] repubblica.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 91126663 LCCN: no2009103668