Pier Luigi Bersani

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Pier Luigi Bersani
Bersani cropped.png

Segretario del Partito Democratico
Durata mandato 25 ottobre 2009 –
20 aprile 2013
Predecessore Dario Franceschini
Successore Guglielmo Epifani

Ministro dello
Sviluppo Economico
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Claudio Scajola
Successore Claudio Scajola

Ministro dei Trasporti
e della Navigazione
Durata mandato 22 dicembre 1999 –
11 giugno 2001
Presidente Massimo D'Alema, Giuliano Amato
Predecessore Tiziano Treu
Successore Pietro Lunardi

Ministro dell'Industria,
Commercio ed Artigianato
Durata mandato 17 maggio 1996 –
22 dicembre 1999
Presidente Romano Prodi, Massimo D'Alema
Predecessore Alberto Clò
Successore Enrico Letta

Presidente della Regione Emilia Romagna
Durata mandato 6 luglio 1993 –
17 maggio 1996
Predecessore Enrico Boselli
Successore Antonio La Forgia

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
PCI (fino al 1991)
PDS (1991-1998)
DS (1998-2007)
on. Pier Luigi Bersani
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Bettola (PC)
Data nascita 29 settembre 1951 (1951-09-29) (61 anni)
Titolo di studio Laurea in filosofia
Professione Politico
Partito Democratici di Sinistra - l'Ulivo, Partito Democratico
Legislatura XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo Partito Democratico
Coalizione L'Ulivo (XIV), L'Unione (XV), PD-IdV (XVI)
Circoscrizione XI Emilia-Romagna
Incarichi parlamentari
  • XVI Legislatura
    • Componente della V Commissione (Bilancio, Tesoro e Programmazione)
  • XV Legislatura
    • Componente della IV Commissione (Difesa)
  • XIV Legislatura
    • Componente della X Commissione (Attività produttive, Commercio e Turismo)
Pagina istituzionale
Pier Luigi Bersani
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Luogo nascita Bettola (PC)
Data nascita 29 settembre 1951 (1951-09-29) (61 anni)
Titolo di studio Laurea in filosofia
Professione Politico
Partito Uniti nell'Ulivo
Legislatura VI
Gruppo PSE
Coalizione L'Ulivo (XIV), L'Unione (XV), PD-IdV (XVI)
Circoscrizione Italia nord-occidentale
Pagina istituzionale

Pier Luigi Bersani (Bettola, 29 settembre 1951) è un politico italiano, segretario del Partito Democratico dal 2009 al 2013.

Presidente della Regione Emilia-Romagna tra il 1993 e il 1996, è stato Ministro dell'Industria, Commercio e Artigianato nei governi Prodi I e D'Alema I, Ministro dei Trasporti e della Navigazione nei governi D'Alema II e Amato II, Ministro dello Sviluppo Economico nel governo Prodi II.

È stato il leader della coalizione di centro-sinistra Italia. Bene Comune alle elezioni politiche del 2013, dopo la vittoria alle primarie del 2012.

Indice

Biografia[modifica]

Pier Luigi Bersani è nato a Bettola, in provincia di Piacenza, il 29 settembre 1951, in una famiglia di artigiani. Suo padre Giuseppe era meccanico e benzinaio. In un'intervista a Porta a Porta il parroco del suo paese natale ricorda come da bambino e da adolescente Bersani svolgeva in chiesa il servizio di chierichetto. Ricorda inoltre un curioso episodio dell'infanzia di Bersani che finì sui giornali locali: per protesta verso alcune scelte del parroco sulla destinazione delle offerte fatte dai fedeli, il piccolo Pier Luigi organizzò uno sciopero dei chierichetti. Sempre nella stessa intervista, la madre di Bersani ricorda come la famiglia, cattolica e democristiana, fu inizialmente sconvolta dalla scelta del figlio di militare nel PCI e per convincerlo a cambiare idea la madre richiamò a casa suo fratello, sacerdote missionario, affinché parlasse al figlio.[1] [2] Ha dichiarato di essere ateo. [3]

Nel 1966, appena quindicenne, partecipa assieme ai tanti "angeli del fango" al salvataggio delle opere d'arte di Firenze dopo l'alluvione del 4 novembre 1966[4].

Si è laureato con lode in filosofia all'Università di Bologna nel 1974, con una tesi sulla storia del Cristianesimo, centrata sulla figura di Papa Gregorio Magno. Una volta laureato in filosofia, svolge il servizio militare, come soldato semplice, a Macomer[5].

Si è sposato nel 1980 con la concittadina Daniela Ferrari, farmacista, dalla quale ha avuto due figlie (Elisa e Margherita). Dopo una breve esperienza da insegnante, si è dedicato completamente all'attività amministrativa e politica[6].

Attività politica[modifica]

Dal Partito Comunista Italiano al Partito Democratico della Sinistra[modifica]

Giovanissimo, è vice presidente della Comunità Montana piacentina, quindi vice presidente del Comitato Comprensoriale piacentino,dal 1985 al 1990 è consigliere comunale di Bettola eletto tra le fila del Partito Comunista Italiano. Eletto Consigliere regionale dell'Emilia-Romagna per la circoscrizione di Piacenza nelle file del Partito Comunista Italiano, assume incarichi di assessore in giunta regionale dal 1980 fino al 1990 quando ne diventa vice presidente.

Presidente della Regione Emilia Romagna[modifica]

Il 6 luglio 1993 è eletto presidente della Regione Emilia-Romagna. Nelle elezioni regionali dell'aprile 1995, le prime con l'indicazione diretta del presidente, Bersani viene eletto dal 54% dei cittadini che hanno votato la lista di centrosinistra “Progetto Democratico”. Dal gennaio al luglio del 1995 ricopre l'incarico di presidente di turno della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Nel Governo Prodi I[modifica]

Dal 18 maggio 1996 al 22 dicembre 1999 ricopre la carica di Ministro dell'Industria, del Commercio, dell'Artigianato e del Turismo nel Governo Prodi I. Dal 23 dicembre 1999 al 3 giugno 2001 ricopre la carica di Ministro dei Trasporti e della Navigazione. Alle elezioni politiche del 2001 viene eletto per la prima volta deputato nel collegio 30 Fidenza-Salsomaggiore; componente della X Commissione Attività Produttive della Camera.

Nell'estate del 2001 ha fondato NENS (Nuova Economia Nuova Società) insieme a Vincenzo Visco.[7] È presidente dell'associazione Nuova Romea.

Da responsabile economico dei Ds al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione del 2003 dichiara: "Se vuole rifondarsi, la sinistra deve partire dal retroterra di Cl. Solo l’ideale lanciato da Cl negli anni Settanta è rimasto vivo, perché è quello più vicino alla base popolare".[8]

Alle elezioni europee del 2004 viene eletto parlamentare europeo nella circoscrizione nord-ovest; membro della “Commissione per i problemi economici e monetari” e della “Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori”. Componente della delegazione alle commissioni di cooperazione parlamentare UE-Kazakistan, UE-Kirghizistan, UE-Uzbekistan e per le relazioni con il Tagikistan, il Turkmenistan e la Mongolia, della delegazione per le relazioni con la Bielorussia e della delegazione all'Assemblea parlamentare Euromediterranea. È stato membro della Presidenza del comitato politico e del Comitato nazionale dei Democratici di Sinistra.

Nel Governo Prodi II, nasce il Partito Democratico[modifica]

Dal 17 maggio 2006 all'8 maggio 2008 ha ricoperto la carica di Ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Prodi II.

Il 4 luglio 2006 viene emanato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il primo decreto Bersani, convertito definitivamente in legge il 6 luglio 2006. Le tematiche del decreto, detto anche "decreto sulle liberalizzazioni" toccano molti settori, da quello del mercato, alla tutela dei consumatori e anche quello dell'evasione fiscale. Il 31 gennaio 2007 un secondo decreto, convertito in legge il 2 aprile 2007 amplia le liberalizzazioni e le tutele dei consumatori.

Nel 2007 non si è candidato alle primarie del Partito Democratico, affermando che una sua candidatura contro Veltroni avrebbe disorientato una parte dell'elettorato.[9]

Il 13 novembre 2007 il Governo Italiano, con Bersani, allora Ministro dello Sviluppo Economico, rinnovò un accordo bilaterale di partnership con gli Stati Uniti per "lo scambio di informazioni sulla tecnologia energetica relative a vari settori energetici, quali l'energia da carbone pulito, idrogeno, l’energia nucleare, la bioenergia e altre scienze energetiche fondamentali", della durata di cinque anni. Firmatario da parte degli Stati Uniti fu il Segretario USA all'Energia Samuel Wright Bodman. La notizia è riportata anche dal sito WikiLeaksItalia.Org (sito non ufficiale su WikiLeaks). Il cable in questione riporta nel sommario che l'ex ministro avrebbe affermato che il risultato del Referendum (nota: sul nucleare del 1987) non esclude l'Italia dalla ricerca sulla generazione di energia nucleare, l'ha solo sospesa.[10] Da segnalare che la posizione di Bersani, e del partito di cui è divenuto segretario, durante il referendum del 2011 è stata espressamente contro il ritorno al nucleare.

Nel 2007 introduce una norma dall' articolo 1 del D.L 7 del 2007 « (…) è vietata, da parte degli operatori di telefonia mobile l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonché la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato (…). Le compagnie di telefonia mobile entro il 4 marzo 2007 si apprende dal comma 1, dovranno adeguare le proprie offerte commerciali, in modo da eliminare i costi fissi e i contributi sulle carte prepagate. Così facendo, il costo per l'utente sarà pari al traffico effettuato in relazione al proprio piano telefonico. Elimina pure la scadenza delle ricariche telefoniche.

Nel 2008 è stato ministro ombra dell'Economia per il Pd.[11] A Pier Luigi Bersani si devono le liberalizzazioni che consentono la stipula di un'assicurazione RCA per la prima volta utilizzando la classe di merito di uno dei componenti del nucleo familiare residente allo stesso indirizzo e l'istituzione della CARD. Tale procedura consente al danneggiato che ha subito un sinistro in un incidente di ricevere, sotto determinate condizioni, il risarcimento dalla propria compagnia, consentendo pertanto di snellire i tempi di liquidazione. Non di minore impatto sociale il Decreto sulla Surroga dei mutui, il quale consente ai titolari di mutui ipotecari di fare la portabilità del finanziamento, sovente a condizioni e tassi migliori o l'abolizione dei costi di estinzione anticipata e di ricarica del credito dei telefoni cellulari.

Elezione a segretario del PD[modifica]

Bersani nel 2009

Nel 2009, Bersani decide di candidarsi a segretario del Partito Democratico.[12]

Bersani ha incentrato la sua candidatura sull'esigenza di unire i valori cattolico-popolari con quelli del socialismo democratico e della socialdemocrazia.[13] Ha inoltre dichiarato il suo impegno per far sì che ogni cittadino possa votare non solo il segretario di partito, bensì anche ciascun parlamentare.[14]

Il 25 ottobre 2009 Bersani vince le elezioni primarie, battendo il segretario uscente Dario Franceschini e il senatore Ignazio Marino, e viene così eletto segretario nazionale del PD. Tra i sostenitori della candidatura di Bersani vi erano Massimo D'Alema,[15] Rosy Bindi,[16] Enrico Letta,[17] Livia Turco,[18] Rosa Russo Iervolino,[19] Antonio Bassolino e Marco Follini[20].

Segretario del PD[modifica]

A seguito dell'elezione Bersani ha inaugurato una serie di incontri con i leader dei partiti dell'opposizione: Antonio Di Pietro (IDV), Nichi Vendola (SEL), Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa (UDC), Emma Bonino e Marco Pannella (Radicali Italiani), Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto (PRC-PDCI) per cercare un'intesa comune sulla conduzione dell'opposizione al governo del Popolo della Libertà-Lega Nord e cercando disponibilità per un'alleanza per le prossime regionali del 2010 escludendo però un'alleanza per il governo nazionale con la Federazione della Sinistra con la quale rimane però in piedi l'ipotesi di un accordo tecnico-elettorale[21].

Dal 7 novembre 2009, tramite l'istituto dell'Assemblea Nazionale, Bersani è ufficialmente il Segretario del PD.[22]

La vittorie delle Primarie del centrosinistra[modifica]

Bersani a un comizio nel 2012

Nel luglio 2012 si candida alle Elezioni primarie di Italia. Bene Comune del 2012 indette per scegliere il candidato premier del centrosinistra alle elezioni politiche italiane del 2013. Tra gli sfidanti di Bersani: il sindaco di Firenze Matteo Renzi (Pd), il presidente della regione Puglia e presidente di SEL Nichi Vendola, il consigliere della regione Veneto Laura Puppato (Pd) e l'assessore al Bilancio del comune di Milano Bruno Tabacci (Api).

Nel primo turno delle Elezioni primarie di Italia. Bene Comune del 2012, svolto il 25 novembre 2012 con una affluenza di oltre 3 milioni di votanti, Bersani si posiziona primo tra i cinque candidati con 1.395.096 voti complessivi pari al 44.9% contro 1.104.958 voti pari al 35,5% di Matteo Renzi, 485689 voti Nichi Vendola 15,6%, 80628 voti per Laura Puppato 2,6% e 43840 voti per Bruno Tabacci 1,4%[23].

Per il turno di ballottaggio Bersani riceve il sostegno di tutti i candidati eliminati al primo turno delle primarie: Vendola, Puppato e Tabacci.[2]

Il 2 dicembre 2012, al secondo turno, Bersani vince le elezioni primarie con 1.706.457 voti, pari al 60,9%, mentre Renzi ottiene 1.095.925 voti, il 39,1%. Bersani vince in tutte le regioni italiane ad eccezione della Toscana; registra ottimi risultati al sud dove supera in diverse regioni il 70% di voti.

L'incarico per la formazione di un governo e le dimissioni da segretario del PD[modifica]

Pier Luigi Bersani è dunque il candidato ufficiale della coalizione di centrosinistra Italia Bene Comune alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per le elezioni politiche del 2013[24]. Il segretario Bersani alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 è candidato alla Camera dei Deputati come capolista del PD nelle circoscrizioni Lombardia 1, Lazio 1, Sicilia 1; viene eletto in tutte e tre le circoscrizioni ma opta per il seggio in Lombardia 1.

Le elezioni tenutesi il 24 e 25 febbraio 2013, hanno avuto come risultato una vittoria di stretta misura della coalizione di centro-sinistra sul centro-destra (vittoria che però ha garantito la maggioranza al centrosinistra solo alla Camera, e non al Senato), e una affermazione del Movimento 5 Stelle, guidato da Beppe Grillo.

Il 22 marzo 2013 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli affida un mandato esplorativo per trovare la fiducia al Parlamento necessaria per formare un nuovo Governo. Il 28 marzo in conferenza stampa al Palazzo del Quirinale comunica che il mandato esplorativo ha avuto esiti non risolutivi rimettendo lo stesso mandato nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il 19 aprile 2013, dopo l'esito fallimentare delle candidature a Presidente della Repubblica di Franco Marini e Romano Prodi, sentitosi tradito da un quarto della sua coalizione, annuncia l'intenzione di dimettersi da segretario del Partito Democratico, immediatamente dopo l'elezione avvenuta del Capo dello Stato[25]. Il 20 aprile 2013, dopo la rielezione a Presidente della Repubblica Italiana in secondo mandato di Giorgio Napolitano, si dimette[26].

Bersani nella cultura popolare[modifica]

Bersani è spesso oggetto della satira del comico Maurizio Crozza, soprattutto per le metafore che utilizza nei discorsi politici. Bersani ha sempre accettato di buon grado queste imitazioni, arrivando addirittura a partecipare con lo stesso Crozza (durante lo spettacolo Italialand) a un duello di metafore scritte ad hoc dal comico e dai suoi autori [27]. Più volte Bersani ha ribadito l'importanza della metafora come strumento per avvicinare un concetto alla mente delle persone, in maniera chiara e cristallina.

Opere[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ http://www.youtube.com/watch?v=UcmIJOjkr48
  2. ^ http://www.agi.it/politica/notizie/201211290757-pol-rt10005-bersani_feci_sciopero_chierichetti_chiedo_scusa_al_parroco
  3. ^ Cfr. intervista a Claudio Sardo per il giornale L'Unità, il 24/11/2012
  4. ^ Bersani volontario a Firenze nel '66. Corriere della Sera, 19 febbraio 2010. URL consultato in data 25 marzo 2011.
  5. ^ [1]
  6. ^ Pier Luigi Bersani in Sito ufficiale Partito Democratico. URL consultato in data 05-07-2010.
  7. ^ NENS - Associazione "Nuova Economia Nuova Società". URL consultato in data 01-11-2009.
  8. ^ Coop rosse e Compagnia delle Opere, quanto è bello realizzare affari insieme ilfattoquotidiano.it,
  9. ^ Partito democratico, Bersani "Non mi candido alle primarie", in «La Repubblica», 09 7 2007. URL consultato in data 01-11-2009.
  10. ^ CABLEGATE – Bersani pro nucleare, cable svela accordi con USA - Postato da wlitalia il 10-05-2011 alle ore 21:18:55
  11. ^ Governo ombra, tutti i nomi, in «Corriere della Sera», 09 5 2008. URL consultato in data 01-11-2009.
  12. ^ Goffredo De Marchis, Pd, Bersani prepara la sfida di ottobre "Veltroni è solo il leader dei supporter", in «La Repubblica», 06 02 2009. URL consultato in data 01-11-2009.
  13. ^ Bersani: «Il Pd deve recuperare le radici cattoliche e socialiste», in «Corriere della Sera», 19 08 2009. URL consultato in data 01-11-2009.
  14. ^ Intervista con P. Bersani sulla TV di Repubblica. La Repubblica, 6-10-2009. URL consultato in data 02-11-2009.
  15. ^ Federico Geremicca, Tranquilli, non sarà il congresso del mio ritorno D'Alema: il buon senso sarà la rivoluzione di Bersani, in «La Stampa», 09 7 2009, p. 15. URL consultato in data 01-11-2009.
  16. ^ Aldo Cazzullo, Bindi: sostengo Bersani ma niente ticket Non mi sento di promuovere il segretario, in «Corriere della Sera», 27 6 2009, p. 17. URL consultato in data 01-11-2009.
  17. ^ Enrico Letta, perché con Bersani Questo congresso è l'ultima chance, in «Il Riformista», 03 07 2009. URL consultato in data 01-11-2009.
  18. ^ Nicola Del Duce, Turco: «L'esperienza dell'Ulivo non va buttata», in «l'Altro», 19 07 2009, p. 4. URL consultato in data 01-11-2009.
  19. ^ Paolo Foschi, E per i governatori primarie con deroghe, in «Corriere della Sera», 09 09 2009, p. 17. URL consultato in data 01-11-2009.
  20. ^ Il Riformista
  21. ^ PD e Sinistra (quasi) insieme contro Berlusconi, in «newsnotizie.it», 08 11 2010. URL consultato in data 01-04-2011.
  22. ^ Pd, Bersani proclamato segretario "Adesso prepariamo l'alternativa", in «La Repubblica», 07 11 2009. URL consultato in data 07-11-2009.
  23. ^ Al ballottaggio in Sito ufficiale Partito Democratico. 26 novembre 2012. URL consultato in data 3 dicembre 2012.
  24. ^ Thanksgiving - Grazie a tutti in Sito ufficiale Partito Democratico. 3 dicembre 2012. URL consultato in data 3 dicembre 2012.
  25. ^ Bersani si è dimesso, Pd nel caos. Prodi ritirato dalla corsa al Colle. 19 aprile 2013
  26. ^ http://www.partitodemocratico.it/doc/253333/una-vicenda-di-gravit-assoluta-per-me-troppo-consegno-allassemblea-le-mie-dimissioni-operative-da-un-minuto-dopo-lelezione-del-p.htm
  27. ^ Bersani e Crozza, record di ascolti: "#masiampazzi ? un paio di giaguari li abbiamo smacchiati" in Sito ufficiale Partito Democratico. URL consultato in data 3 dicembre 2012.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

Predecessore Presidente dell'Emilia-Romagna Successore Emilia-Romagna-Bandiera.png
Enrico Boselli 1993 - 1996 Antonio La Forgia
MPE italiano Gruppo Lista di elezione Partito italiano Circoscrizione Preferenze
giugno 2004 -
maggio 2006
PSE Uniti nell'Ulivo Democratici di Sinistra Italia nord-occidentale 342.404
Predecessore Ministro dei Trasporti e della Navigazione della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Tiziano Treu 22 dicembre 1999 - 11 giugno 2001 Pietro Lunardi (Infrastrutture e Trasporti)
Predecessore Ministro dello Sviluppo Economico Successore Emblem of Italy.svg
Claudio Scajola (Attività Produttive) 17 maggio 2006 - 8 maggio 2008 Claudio Scajola
Predecessore Segretario del Partito Democratico Successore
Dario Franceschini 25 ottobre 2009 - 20 aprile 2013 Guglielmo Epifani

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