Montebelluna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Montebelluna
comune
Montebelluna – Stemma
Piazza Negrelli
Piazza Negrelli
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
Sindaco Marzio Favero (Lega Nord-liste civiche) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 45°46′31″N 12°02′20″E / 45.775278°N 12.038889°E45.775278; 12.038889 (Montebelluna)Coordinate: 45°46′31″N 12°02′20″E / 45.775278°N 12.038889°E45.775278; 12.038889 (Montebelluna)
Altitudine 109 m s.l.m.
Superficie 48,98 km²
Abitanti 30 845[1] (31-12-2010)
Densità 629,75 ab./km²
Frazioni Biadene, Busta, Caonada, Contea, Guarda, La Pieve (sede comunale), Mercato Vecchio, Pederiva, Posmon, San Gaetano, Sant'Andrea
Comuni confinanti Altivole, Caerano di San Marco, Cornuda, Crocetta del Montello, Trevignano, Vedelago, Volpago del Montello
Altre informazioni
Cod. postale 31044
Prefisso 0423
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026046
Cod. catastale F443
Targa TV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 404 GG[2]
Nome abitanti montebellunesi
Patrono Immacolata Concezione
Giorno festivo 8 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montebelluna
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Montebelluna (Montebełuna in veneto) è un comune italiano di 30 845 abitanti della provincia di Treviso, in Veneto. Si tratta di un comune sparso in quanto sede comunale è la frazione La Pieve.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Montebelluna è in gran parte pianeggiante, con altitudini che variano dai 69 m s.l.m., riscontrabili a sud di San Gaetano, ai 144 m, a nord di Pederiva. Il paesaggio si caratterizza poi per la presenza di due colline, comprendendo l'estremità occidentale del Montello (dove si ravvisa l'altitudine massima, 343 m) e il più modesto Capo di Monte (o collina di Montebelluna, o ancora collina di Mercato Vecchio, 199 m). Tra i due rilievi passa un corridoio naturale (lungo il quale transita la Feltrina) che, secondo alcuni, rappresenterebbe l'alveo originale del Piave.

La zona è naturalmente povera di corsi d'acqua ma l'approvvigionamento idrico è assicurato, sin dai tempi antichi, da un sistema di canali artificiali derivanti dal Piave. Si tratta in particolare del Canale del Bosco e del Canale di Caerano, diramazioni della Brentella di Pederobba.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima presenta estati calde e afose per gli alti tassi di umidità, sovente con forti temporali e possibili gradinate. In base alla media di riferimento (1961-1990), la temperatura passa dal valore minimo di circa 0 °C di gennaio-febbraio al valore massimo di 29 °C di luglio-agosto. La temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +3,1 °C, quella del mese più caldo, luglio, è di +23,0 °C Saltuariamente possono verificarsi nevicate ma di scarsa entità.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Montebelluna.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Età protostorica e romana[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Il toponimo è chiaramente un composto. Monte- indicherebbe la collina di Mercato Vecchio, ai piedi della quale è sorto l'abitato. Più discussa l'origine di -belluna: potrebbe essere in relazione al culto della dea Bellona; o, posticipandone l'origine, si richiamerebbe alla città di Belluno che, nel X secolo, aveva espanso la propria giurisdizione fin oltre il Piave grazie alle conquiste del vescovo Giovanni[3].

Le prime tracce di attività umana risalgono all'età della pietra e del bronzo (Paleolitico medio). La nascita di un vero insediamento si ha però verso il IX secolo a.C. Il suo sviluppo fu favorito dalla strategica posizione geografica all'imboccatura della valle del Piave, collegamento tra la pianura e l'area prealpina. Con il tempo diventerà il più importante centro del Veneto preromano. Tali informazioni ci sono date dai numerosi rinvenimenti di aree cimiteriali presso le località di S. Maria in Colle e Posmon. L'area continua ad essere abitata durante il periodo romano (dalla romanizzazione del Veneto tra il II-I secolo a.C. fino al II secolo d.C.). Montebelluna entrerà a fare parte della centuriazione del municipio romano Acelum (Asolo). Non è ancora accertata come ipotesi, tantomeno quella che Montebelluna fosse un centro residenziale (presso S. Maria in Colle) o un castra romano a difesa dei reticolati di Asolo e Treviso.

L'età medievale[modifica | modifica sorgente]

L'esistenza documentaria della pieve di Montebelluna coincide con l'esistenza, abbondantemente documentata a partire dal 1100, del castello medioevale, attraverso la concessione imperiale di Ottone III a Rambaldo II, conte di Treviso e poi divenuto feudo vescovile allorché, nel 1047 e nel 1065, Enrico III e Enrico IV lo confermeranno rispettivamente ai vescovi Rotario e Volframmo.

Del castello, un presidio, affidato, come prescrivevano gli Statuti cittadini, a due capitani in carica per sei mesi e adeguatamente stipendiati, e a sei custodi equipaggiati e armati più o meno sino ai denti, sul finire del Cinquecento, rimaneva solo la celebre descrizione del Bonifacio che val la pena di riportare:

La Rocca s'innalzava nel mezzo del Castello di Montebelluna grande e popolato assai; indi, poco discosto, erano due Gironi, l'un detto della Cisterna, e l'altro del Capitano; perché quello ad una bella cisterna era vicino, e in quest'altro il capitano del luogo dimorava: di dentro s'aggirava una spaziosa strada vicina alla muraglia, che con alcune torri era stata assai alta fabbricata: di fuori era un'ampia fossa che abbracciava il Castello, attorno al quale era una lunga strada; poi circondavano per buon spazio le Cerchie, che da un'altra fossa erano attorniate: e avea questo Castello tre porte: l'una dalla Chiesa a questo Santo consacrata, di S.Cristoforo si chiamava; l'altra era detta di sotto dal Girone; e la terza Bagnalasino. (G. Bonifacio, Istoria di Trevigi, p. 187)

Il Rinascimento[modifica | modifica sorgente]

La difesa in ogni caso continuò e produsse un'infinità di contenziosi con Treviso che prendevano la strada delle magistrature venete. Venezia sanzionava la tradizione dell'esenzione, anche e soprattutto per motivi politici (la fedeltà dei fedelissimi rustici contava molto di più degli infidi ceti urbani). E poi non si trattava solo di principi e tradizioni. Va infatti ribadito che gestire lo spazio esente del mercato sul colle assicurava alte rendite alla comunità e sicuro prestigio agli amministratori. Per governare la Fabrica bisognava essere eletti e quindi anche tale funzione amministrativa rientrava nell'alveo, sia pur discutibile, della cosiddetta democrazia diretta delle comunità rurali. Ma, contrariamente ad altre cariche locali come quella di mariga (sorta di sindaco eletto a rotazione tra i capi di casa dei rispettivi communi) governare la Fabrica era ambìto, talmente ambìto da spingere all'uso di clientele diffuse e determinate dalla rete dei rapporti di dipendenza economica. I contadini ricchi erano quasi sempre grossi prestatori di denaro e sostanzialmente degli usurai. I più arrembanti (i Dalla Riva, i Vendramini, i de Bettini, i Pellizzari) riuscivano a legare a sé decine di famiglie sui cui membri indebitati essi stendevano protezioni e procure, riscatti e ipoteche, un ombrello a larghe tese persino morali (padrini, tutele), sino all'inevitabile e legittima acquisizione dei patrimoni vincolati. I protagonisti di queste ascese patrimoniali erano, di fatto, gli amministratori della fabbriceria, una decina di persone fra loro legate da interessi economici e politici, un'alleanza sanzionata e rafforzata, non a caso, dalle strategie matrimoniali.

Il Novecento[modifica | modifica sorgente]

Come detto, la posizione di centralità dell'area nella circolazione dei beni e delle persone continuò e si rafforzò nel passaggio al Comune moderno di età napoleonica e austriaca. Tale ormai consolidata vocazione sarà all'origine delle prime forme di manifattura e di commercializzazione della calzatura, attività che, seppur presente sin dal Medioevo, si afferma in modo deciso solo nella seconda metà dell'Ottocento (dai dieci calzolai del 1808 si passa ai 36 degli anni trenta, ai 55 del 1873 per arrivare ai 200 di inizio Novecento).

Il trasporto del mercato al piano (1872) e la conseguente nascita del centro urbano segnano il passaggio alla modernità, dando alla cittadina i suoi tratti ancora riconoscibili (le grandi piazze, gli edifici). Montebelluna conta allora 7100 abitanti che, nel 1885, saliranno a 9008 per superare i 10.000 nei primi anni del '900. Sempre negli anni sessanta dell'800 gli alunni iscritti all'insegnamento elementare erano 150 e saliranno a 900 all'inizio del secolo.

Nonostante l'alto tasso di emigrazione, fenomeno ben noto in tutto il Veneto, è in questo periodo, tra la seconda metà del XIX secolo e i primi decenni del '900, che la città vive la sua fase più intensa di sviluppo, anche grazie all'arrivo della ferrovia (la tratta Treviso-Montebelluna viene inaugurata il primo aprile 1884). Rimane da ricordare la delibera del 1886 per la presa stabile del canale irriguo Brentella (l'opera verrà però realizzata solo nel 1929), la linea ferroviaria Padova-Montebelluna del 22 luglio 1886 e nel novembre dello stesso anno la Treviso-Belluno, l'elettrificazione del 1903, l'acquedotto di San Giacomo di Fener nel 1901, i lavori pubblici (costruzione delle carceri nel 1884), la decisa e imponente sistemazione della viabilità, l'istituzione della Banca Popolare (1877), la ragguardevole espansione edilizia e l'inizio dei lavori per la tratta ferroviaria Montebelluna-Susegana nonché l'elaborazione del progetto che porterà, ben dentro al ‘900, della tramvia elettrica.

All'inizio del secolo si insediano le prime aziende industriali di media portata e già nel 1904 il distretto di Montebelluna occupava il quarto posto in Provincia per potenza installata. La rapidità dello sviluppo è peraltro confermata dal fatto che, ancora nel 1885, l'unica attività non agricola di una certa rilevanza erano le sette filande di bozzoli che davano lavoro a 140 donne. L'industrializzazione dei primi del '900 annovera così la Filatura Cotonifici Trevigiani, il Cascamificio Bas (poi Filatura del Piave), gli stabilimenti in via Piave per la produzione dei perfosfati, solfati di rame e acido solforico, le manifatture tessili di Biadene e Pederiva, l'industria alimentare (i pastifici di Biadene, il molino “Cerere”) e si allarga progressivamente alla lavorazione del legno e allo sviluppo dei duecento laboratori del calzaturiero.

Alla crescita economica si accompagnarono le prime forme associazionistiche: in particolare la Società Popolare di Mutuo Soccorso, fondata nel 1870 da una classe dirigente illuminata e responsabile. Dalle iniziali e consuete finalità di assistenza a operai e artigiani, la Società Operaia si trasformò progressivamente in un volano di civiltà e di iniziativa culturale. Nel suo ambito si promosse l'iscrizione dei soci alla cassa nazionale della Previdenza Sociale, l'istituzione nel 1901 di una Scuola di Disegno applicato alle Arti e Mestieri, la promozione della Biblioteca Circolante “A. Fogazzaro” nel 1911, la Scuola Tecnica nel 1920. In questo contesto va sicuramente ricordata la costituzione, nel 1897, della Società per la costruzione e la gestione di un Teatro Sociale.

Un paese vitale dunque, come testimonia, almeno in parte, il noto Resoconto Economico-Morale del 1909 nel quale vengono riportate con enfasi le conseguenze dei primi insediamenti industriali e il continuo sviluppo commerciale della città imperniato sul volano mercantile.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Duomo dell'Immacolata Concezione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Montebelluna.
La Gloria del Paradiso, affresco sul soffitto della chiesa di Santa Maria in Colle, di Francesco Fontebasso.
Vecchio cimitero a Santa Maria in Colle

Grandioso edificio costruito in stile neogotico a partire dal 1908, è stato progettato dall'ingegnere montebellunese Guido Dall'Armi per volere del prevosto mons. Giuseppe Furlan.

Chiesa di Santa Maria in colle[modifica | modifica sorgente]

Antica chiesa prepositurale, spoglia degli altari barocchi trasportati nel nuovo duomo, conserva il grande soffitto La Gloria del Paradiso di Francesco Fontebasso, alcuni altari del XVII secolo e lo straordinario coro ligneo della fine del Seicento opera di Francesco Comin e Paolo Della Mistra.

Chiesa dei Santi Lucia e Vittore[modifica | modifica sorgente]

Edificio Settecentesco di Biadene, costruito dai Pisani e donato alla comunità. Al suo interno è presente il primo affresco del pittore Gian Battista Tiepolo (datato circa tra 1716 e 1719), raffigurante l'incoronazione della Vergine e la gloria dei Santi Lucia e Vittore. Il suo antico patrimonio artistico è stato trasferito nell'anonima parrocchiale novecentesca.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Il municipio

A Posmon (considerando anche l'antico colmello di Visnà) il quattrocentesco insediamento residenziale favorito dal passaggio del Brentella ha prodotto un proliferare di dimore signorili, a partire dalle antiche proprietà dei Pola (con lo splendido barco quattrocentesco dei paladini), dei Contarini (con le importantissime vedute di San Marco e Piazza dei Signori a Treviso di primo Cinquecento), e dei Cicogna. Per dimensioni e qualità urbana e architettonica, ricordiamo almeno le ville Amistani e Guerresco, solidi e semplici edifici di metà Ottocento appartenenti al vasto patrimonio immobiliare della famiglia Polin.

  • Palazzo Municipale – Costruito a metà dell'Ottocento su progetto di Giuseppe Legrenzi senior.
  • Loggia dei Grani – Saggio architettonico di GioBatta Dall'Armi e perno del sistema di piazze progettato in occasione del trasporto dell'antico mercato.
  • Palazzi cittadini. Si tratta di una serie di edifici ottocenteschi di nobile e dignitosa fattura costruiti negli anni immediati successivi alla nascita del nuovo centro urbano (1872). Da ricordare almeno palazzo Bolzon, Morassutti, Sarri Dall'Armi e Polin.
  • Biblioteca comunale - Un grande edificio di mattoni a vista, progettato dall'arch. Toni Follina per accogliere, dal 2002, la Biblioteca comunale di Montebelluna. Si caratterizza per le luminose strutture in vetro e acciaio e per le forti geometrie ingentilite lungo il perimetro dal verde e dall'acqua.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 3.920, ovvero il 12,6% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[5]:

  1. Cina Cina, 901
  2. Marocco Marocco, 625
  3. Romania Romania, 534
  4. Albania Albania, 399
  5. Kosovo Kosovo, 248
  6. Ucraina Ucraina, 162
  7. Macedonia Macedonia, 123
  8. Moldavia Moldavia, 111
  9. Ghana Ghana, 66
  10. Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina, 63

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo di Storia naturale e Archeologia: (Villa Biagi)
  • Museo dello scarpone e della calzatura sportiva: (Villa Zuccareda Binetti)

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Una delle manifestazioni più importanti è il Palio del vecchio mercato che si tiene sin dal 1990. La prima domenica di settembre le contrade di Montebelluna (Biadene, Busta, Caonada, Centro, Contea, Guarda, Mercato Vecchio, Pederiva, Posmon, San Gaetano e Sant'Andrea) si sfidano in una gara a squadre tirando un carro agricolo carico di prodotti tipici, lungo il percorso che dal Municipio porta a Mercato Vecchio (quasi due chilometri in salita): è la strada che un tempo i mercanti dovevano faticosamente percorrere per arrivare a vendere la loro merce al mercato che si teneva nella località.

Dal 2000 è stato anche istituito l'Europalio, manifestazione interna a quella del Palio in cui gareggiano le città gemellate con Montebelluna contro una squadra di montebellunesi.


Persone legate a Montebelluna[modifica | modifica sorgente]

Cittadinanze onorarie[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Come si legge nello statuto comunale, di Montebelluna sono riconosciute undici frazioni: Biadene, Busta, Caonada, Contea, Guarda, la Pieve (che è la sede comunale), Mercato Vecchio, Pederiva, Posmon, San Gaetano, Sant'Andrea.

Vanno tuttavia fatte delle precisazioni.

Storicamente, la comunità di Montebelluna, che si identificava con la pieve di Santa Maria in Colle, era divisa in cinque colmelli, ovvero Posmon, Visnà, Pieve, Guarda e Pederiva (quest'ultima fu in seguito associata a Mercato Vecchio). Busta, Contea, Sant'Andrea e San Gaetano erano località minori dipendenti rispettivamente da Posmon, Visnà e Pieve, mentre Caonada e Biadene avevano una propria autonomia, facendo capo alle rispettive parrocchie.

Sino alla seconda metà del secolo scorso, il territorio comunale era ancora diviso nelle sette frazioni tradizionali (i cinque colmelli più Biadene e Caonada). L'espansione urbana del secondo dopoguerra ha portato alla formazione di una grande conurbazione e allo sviluppo di nuove frazioni che ha stravolto questa organizzazione. Visnà e Pieve sono praticamente scomparsi, tant'è che la stessa cartellonistica li identifica come un unico quartiere definito "Centro". Anche Posmon e Guarda risultano ormai delle semplici appendici di questo agglomerato, e nel frattempo hanno assunto una propria autonomia Busta, Contea, Sant'Andrea e San Gaetano, un tempo località minori. D'altra parte, anche Mercato Vecchio e Pederiva hanno visto uno sviluppo tale da doverle dividere.

Questa evoluzione si è riflessa anche nell'organizzazione ecclesiastica: alle tre parrocchie "storiche" se ne sono infatti aggiunte altrettante (Busta-Contea, Guarda e San Gaetano).

Posmon[modifica | modifica sorgente]

È l'estremità occidentale dell'agglomerato di Montebelluna. Un tempo il suo territorio si estendeva anche sulla campagna a sud, comprendendo le località di Busta e Contea.

Il toponimo deriverebbe da pos bon "pozzo buon", vista la fitta presenza di pozzi artesiani tuttora sfruttati dall'agricoltura locale.

La civiltà è qui presente da tempi immemorabili, come provano i reperti oggi conservati nel Complesso di Santa Caterina, sede dei Musei civici di Treviso, (è stata rinvenuta una necropoli) e le fonti storiche (molti documenti antichi ricordano i resti di un accampamento romano). Durante la dominazione della Serenissima vi furono eretti diversi palazzi signorili (villa Cicogna, villa Loredan-Van Axel, villa Giustiniani, villa Falier).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Posta lungo la Strada statale 248 Schiavonesca-Marosticana, Montebelluna rappresenta altresì una tamma importante della cosiddetta via Feltrina, attuale strada provinciale 2.

Fra il 1913 e il 1931 il centro cittadino e le suddette direttrici stradali videro la presenza dei binari delle tranvie Montebelluna-Asolo e Montebelluna-Valdobbiadene, gestite dalla Società Veneta, che rappresentarono al tempo un importante strumento di sviluppo per l'economia della zona.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La Stazione di Montebelluna, servita da corse regionali svolte da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Veneto, un tempo comune alle tranvie, è posta sulla linea Calalzo-Padova, ed è origine della linea per Treviso. Fino al 1966 dalla medesima stazione si diramava inoltre la ferrovia Montebelluna-Susegana, costruita nel 1916 per finalità militari.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º agosto 1985 11 luglio 1990 Dino De Longhi DC Sindaco [6]
11 luglio 1990 24 febbraio 1992 Dino De Longhi DC Sindaco [7]
24 febbraio 1992 16 aprile 1993 Leopoldo Bressan DC Sindaco [8]
30 maggio 1993 14 luglio 1993 Secondo Campanelli DC Sindaco [8]
14 luglio 1993 6 dicembre 1993 Vittorio Labrocca - Commissario prefettizio
6 dicembre 1993 1º dicembre 1997 Silverio Zaffaina Liga Veneta Sindaco [9]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Silverio Zaffaina Lega Nord Sindaco [10]
11 giugno 2002 12 giugno 2007 Laura Puppato centro-sinistra (liste civiche) Sindaco [11]
12 giugno 2007 14 giugno 2010 Laura Puppato l'Ulivo Sindaco [12]
14 giugno 2010 31 maggio 2011 Franco Andolfato l'Ulivo Vicesindaco [13]
31 maggio 2011 in carica Marzio Favero Lega Nord-liste civiche Sindaco [14]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Montebelluna è gemellata con[15]:

Il comune intrattiene "legami di amicizia" anche con altre città Europee[16]:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Per un periodo al comune di Montebelluna fu assegnato il territorio di Caerano di San Marco, soppresso nel 1928 e ricostituito nel 1946 (Censimento 1936: pop. res. 3348)[17].

Sport[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al dicembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Francesco Ferrarese, Elementi di toponomastica (PDF) in Montello, Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, 2005, p. 101. URL consultato il 29-8-2010.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  6. ^ Eletto il 12 maggio.
  7. ^ Eletto il 6 maggio.
  8. ^ a b Eletto consigliere comunale il 6 maggio 1990.
  9. ^ Eletto il 21 novembre.
  10. ^ Eletto il 16 novembre.
  11. ^ Eletta il 26 maggio.
  12. ^ Eletta il 27 maggio.
  13. ^ Eletto consigliere comunale il 27 maggio e nominato vicesindaco, ha retto la giunta dopo che il sindaco Puppato è decaduta dalla sua carica in seguito alla sua elezione a consigliere regionale.
  14. ^ Eletto il 15 maggio.
  15. ^ [1]
  16. ^ [2]
  17. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Veneto Portale Veneto: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Veneto