Refrontolo

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Refrontolo
comune
Refrontolo – Stemma Refrontolo – Bandiera
Panorama di Refrontolo da sud
Panorama di Refrontolo da sud
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
Sindaco Loredana Collodel in Cicerchia (lista civica Progetto Refrontolo) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°55′00″N 12°12′00″E / 45.916667°N 12.2°E45.916667; 12.2 (Refrontolo)Coordinate: 45°55′00″N 12°12′00″E / 45.916667°N 12.2°E45.916667; 12.2 (Refrontolo)
Altitudine 216 m s.l.m.
Superficie 13,11 km²
Abitanti 1 863[1] (31-12-2010)
Densità 142,11 ab./km²
Comuni confinanti Cison di Valmarino, Pieve di Soligo, San Pietro di Feletto, Susegana, Tarzo
Altre informazioni
Cod. postale 31020
Prefisso 0438
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026065
Cod. catastale H220
Targa TV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti refrontolani o refrontolesi
Patrono santa Margherita Vergine e Martire
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Refrontolo
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Refrontolo (Refróntol in veneto[2]) è un comune di 1.804 abitanti della provincia di Treviso.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La cittadina di Refrontolo è posta in un belvedere collinare di fronte al Quartier del Piave e al Montello e in posizione centrale rispetto alle colline del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene. La zona è famosa per la produzione del vino Marzemino, qui denominato Refrontolo Passito D.O.C.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo, anticamente scritto Ronco Frontulo sembra essere composto dai termini latini roncum "terreno disboscato, dissodato" e frontulum da avvicinare a "fronda", quindi riferito a un bosco; il significato dunque sarebbe quello di "luogo abitato tra i boschi". Solo nel 1540 verrà riportata per la prima volta la denominazione corrente.

La zona di Refrontolo fu prima controllata dai Longobardi e, dal X secolo, fu dominio dei vescovi di Belluno. La prima citazione è però del 1075: nel documento detto Traditio Avasia si ricorda che Turingio, di origini longobarde, lasciava al monastero dei Santi Candido e Corbiniano di San Candido diverse proprietà, tra cui il beneficio della chiesa di Ronco Frontulo e quattro poderi situati presso lo stesso villaggio.

Il 2 gennaio 1266, dopo un'assemblea, gli abitanti di Refrontolo decisero di darsi al comune di Treviso, contro gli interessi dei Caminesi e del vescovo di Belluno. Anche sotto la Serenissima il territorio fu amministrato dai Collalto, nobili feudatari che risiedevano presso l'omonimo castello.

Dal 1797 seguì le sorti del Veneto e passò da Napoleone all'Austria per poi divenire parte del Regno d'Italia[3].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale

Chiesa parrocchiale[modifica | modifica sorgente]

Della chiesa di Santa Margherita si hanno notizie sin dall'XI secolo, quando era cappella dipendente dalla pieve di San Pietro di Feletto. Fu ricostruita nella seconda metà del XV secolo e qualche decennio dopo (la data precisa non è chiara) divenne parrocchiale. Fu ampliata a partire dal 1927 e riconsacrata l'11 aprile 1933. Il campanile è del 1613. Conserva una pala della scuola di Paris Bordone.

Ville venete[modifica | modifica sorgente]

Di seguito è riportato un elenco delle ville venete di Refrontolo:

Molinetto della Croda[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Molinetto della Croda.
Il rilassante paesaggio che circonda il Molinetto

Il Molinetto della Croda è un antico mulino che sfrutta le acque del torrente Lierza, principale affluente del Soligo, ai piedi di un salto d'acqua di 12 metri. Si trova 2 km a nord di Refrontolo.

All'interno del mulino si possono visitare l'impianto con la caratteristica macina e i vari piani dell'abitazione che accoglieva un tempo le famiglie che si sono susseguite alla gestione. Ora è diventato una sorta di casa-museo ove si susseguono ogni mese esibizioni di arti figurative di ogni tipo; è meta di turisti e luogo che ha ispirato artisti (numerosi i quadri che lo ritraggono) e poeti; compare in una scena del film del 1977 Mogliamante (con Mastroianni e Antonelli).

Il Molinetto della Croda risale circa al XVI secolo. La prima costruzione è stata ovviamente il mulino, a seguire venne costruito un alloggio per la famiglia, ed infine una stalla ed un granaio.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 102, ovvero il 5,5% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[8]:

  1. Romania Romania, 30
  2. Marocco Marocco, 21

Persone legate a Refrontolo[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Refrontolo divenne comune sotto Napoleone il 22 dicembre 1807. Tra il 1810 e il 1819 fu temporaneamente accorpato a San Pietro di Feletto, per poi tornare autonomo aggiungendo le frazioni di Barbisano e di Collalto. Quest'ultima, nel 1889, fu staccata per venire aggregata al comune di Susegana (Censimento 1881: pop. res. 726). Nel 1928 il comune è nuovamente soppresso per divenire frazione di Pieve di Soligo. Nel 1946 fu ricostituito, perdendo però Barbisano[9].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 533.
  3. ^ Cenni storici dal sito istituzionale.
  4. ^ Scheda della villa nel sito dell'Istituto Regionale Ville Venete
  5. ^ Scheda della villa nel sito dell'Istituto Regionale Ville Venete
  6. ^ Scheda della villa nel sito dell'Istituto Regionale Ville Venete
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 26 settembre 2012.
  9. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]