Spresiano

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Spresiano
comune
Spresiano – Stemma
Spresiano – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Sindaco Riccardo Missiato (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 45°47′00″N 12°15′00″E / 45.783333°N 12.25°E45.783333; 12.25 (Spresiano)Coordinate: 45°47′00″N 12°15′00″E / 45.783333°N 12.25°E45.783333; 12.25 (Spresiano)
Altitudine 56 m s.l.m.
Superficie 25,63 km²
Abitanti 11 714[2] (30-11-2012)
Densità 457,04 ab./km²
Frazioni Lovadina, Visnadello[1]
Comuni confinanti Arcade, Carbonera, Cimadolmo, Mareno di Piave, Maserada sul Piave, Nervesa della Battaglia, Santa Lucia di Piave, Susegana, Villorba
Altre informazioni
Cod. postale 31027
Prefisso 0422
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026082
Cod. catastale I927
Targa TV
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 430 GG[3]
Nome abitanti spresianesi
Patrono Madonna del Rosario
Giorno festivo primo lunedì di ottobre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Spresiano
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Spresiano (IPA: /spre'zjano/; Spresian in veneto, IPA: /spre'zjan/) è un comune italiano di 11 714 abitanti[2] della provincia di Treviso, in Veneto.

Oltre al capoluogo comunale, comprende le popolose frazioni di Lovadina e Visnadello.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale si trova al centro della pianura trevigiana ed è intersecato nella zona nord-orientale dal Piave che, uscito dalla stretta di Nervesa della Battaglia, allarga il suo alveo nel conoide di deiezione. Confinano col fiume il capoluogo e la frazione di Lovadina; più a sud, la frazione di Visnadello (attraversata dall'antico canale della Piavesella di Nervesa) tocca il Comune di Villorba, unendosi - tramite la strada statale 13 Pontebbana - alla periferia industriale del capoluogo della Marca.

Il toponimo

Spresiano è l'"ager supercilianus" sulla riva destra del Piave o, più verosimilmente, il "vicus precilianus" (campo, podere di Precilio), nome che ricorda le origini romane non solo negli affiorati reperti archeologici (il termen, cippo di confine presso il sedime della Claudia Augusta Altinate, reperti fittili presso il Piave, manufatti e corredo funerario emerso nell'area comunale), ma anche nel suo nucleo primitivo, il borgo Calessani (da "calles", strade), dislocato più a nord-est dell'attuale abitato, in prossimità della ricordata arteria imperiale condotta fra il 15 a.C. e il 47 d.C. da Altino al Danubio.

Diversa ancora, l'origine di Visnadello, anticamente denominato "Campo Rusio" dai barbari Rugi o forse legato alla storia dei nobili trevigiani Vicinatelli, ma più chiaramente indicante nella sua etimologia la pratica medievale della "vicinia" ("vicinatus", "visnà"), cioè l'adunanza dei capifamiglia del villaggio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Villaggio rivierasco, guardò alla ricorrente irruenza delle acque come a una calamità incombente sui magri raccolti di una terra alluvionale, sinché le poderose arginature (intraprese sin dall'epoca comunale e proseguite dalla Repubblica Veneta) insieme a più razionali sistemi d'irrigazione (la Piavesella, il canale della Vittoria), non vi migliorarono l'economia e le condizioni di vita. Esigui sfruttamenti a carattere paschivo-prativo, la fluitazione del legname condotto in zattere dai boschi del Cadore e del vicino Montello sino al mare, il sasso da calce offerto dal greto plavense con le connesse attività dei trasporti e delle fornaci, l'artigianato del vimine e del bottame furono le modeste varianti che scandirono gli aspetti secolari di una economia di sussistenza, legata alle povere risorse di una zona oggi peraltro sopravvissuta come habitat ecologico e naturalistico (il Parco Grave).

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Luogo strategico e passaggio obbligato per il guado sul fiume e il raccordo conseguente fra il Trevigiano, il Coneglianese, il Friuli e l'Oltralpe, il territorio di Spresiano vide nei secoli una sequela di scorrerie e di invasioni; al passo di Lovadina, nella primavera del 569, secondo il racconto di Paolo Diacono, sarebbe anzi avvenuto l'incontro del condottiero longobardo Alboino, sceso dalle Alpi Giulie, con Felice vescovo di Treviso, che seppe muoverlo a pietà risparmiando il saccheggio alle proprietà della chiesa diocesana. Da sempre fu terra di transiti e di confine; lo testimonia l'erezione della chiesa di Santa Maria del Piave (o "del Talpon"), per concorde volontà di trevigiani e cenedesi, che vi aggiunsero un ospizio per i pellegrini diretti ai luoghi santi lungo la via Hungarica, od Ongaresca (così denominata dalle reiterate incursioni degli Ungari, e localmente "Cal Trevisana").

In realtà, fu Lovadina (Lupatina, Lwadine) il primitivo e più importante agglomerato della zona, già tappa militare sugli itinerari delle legioni imperiali, poi corte di Berengario e Adalberto re d'Italia, da questi donata nel 958 a Rambaldo di Collalto.

La prima cappella intitolata ai Santi Filippo e Giacomo si trova sin dal 1021 assegnata da Enrico I di Germania all'abbazia veronese di San Zeno, con altre sei chiese trevigiane, per passare poi, in pieno Trecento, ai Cavalieri Gerosolimitani di Venezia (1588) e, infine, sotto la giurisdizione della Commenda Cornaro di San Gaetano di Treviso e della patrizia famiglia veneta dei Mocenigo. Il modesto centro, sempre ecclesiasticamente compreso nella pieve di Povegliano, ma - come Spresiano e Lovadina - causa di vertenze fra i patroni e l'ordinario diocesano, venne attraversato nel Quattrocento dal canale della Piavesella, lungo il quale si esercitarono attività legate a mulini, magli e cartiere, lontano preludio dei più cospicui insediamenti industriali (lanifici) che attualmente lo caratterizzano. Sotto le differenti vicende ecclesiastiche, la realtà storica dei tre centri si accomuna per carestie, miseria ed epidemie intercalate da passaggi di genti in arme. Devastati dai padovani, questi villaggi subirono le lotte degli Ezzelini e dei Carraresi contro i trevigiani, e le spaventose incursioni degli Ungari. Il dominio veneziano vi insediò poi la nuova aristocrazia terriera lagunare.

XIX secolo[modifica | modifica sorgente]

Agli inizi dell'Ottocento una nuova strada militare, voluta da Napoleone per puntare decisamente al cuore dell'Austria, la Pontebbana, rivoluzionerà la millenaria viabilità consolidata all'interno del territorio; la ferrovia e l'industrializzazione daranno al capoluogo, sull'ultimo scorcio del secolo, la fisionomia attiva e moderna che ne costituisce la storia più recente.

Dalle invasioni francesi (non va dimenticata la battaglia del 1809, combattuta e vinta sul Piave dal viceré Eugenio di Beauharnais contro gli Austriaci) alla dominazione asburgica, attraverso il considerevole contributo del Comune alle lotte del Risorgimento (diversi concittadini parteciparono infatti alla strenua difesa di Venezia e alle campagne per l'indipendenza), traffici e commerci locali vennero esercitandosi lungo la nuova 'Strada maestra d'Italia', dotata di servizio postale, che col ponte della Priula tolse importanza al più antico passo sul Piave, interessando particolarmente villaggi come Visnadello e Spresiano, che vi si trovarono allineati.

Sviluppo socio-economico e considerevole incremento demografico accompagnarono, sul finire dell'Ottocento, il prestigioso primato di Spresiano nell'industria del legno e nelle connesse attività sociali intorno allo Stabilimento Lazzaris. Un'industria allora d'avanguardia in Italia, che alla vigilia del primo conflitto mondiale giunse a occupare localmente quasi un migliaio di addetti.

Dalla coscienza operaia, concreti impegni: cooperative di consumo, società di mutuo soccorso fra dipendenti, edificazioni di quartieri popolari a riscatto e, perla di questa intraprendenza, il Patronato Operai Lazzaris, affidato ai padri Giuseppini del Murialdo, finalizzato alla formazione morale e civile e all'avviamento al lavoro della gioventù spresianese.

XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Spresiano fu duramente colpito dagli eventi bellici della prima guerra mondiale: per effetto della battaglia del Piave la popolazione fu costretta prima ad evacuare l'abitato e poi a preoccuparsi della sua ricostruzione. Solo dopo la seconda guerra mondiale il comune ha sviluppato una spiccata vocazione industriale, che non si limita al tradizionale settore del mobile-arredamento.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Spresiano[modifica | modifica sorgente]

Arcipretale[modifica | modifica sorgente]

Le operazioni belliche della resistenza sul Piave (1917-18) la sconvolsero appena consacrata nel 1911, dopo radicali lavori, distruggendo il campanile adibito a osservatorio. Il nuovo complesso sorto sulle macerie datato 1925, con l'indennizzo dello Stato e il disegno dell'architetto Lorenzo Rinaldo, è sempre in stile rinascimentale e conserva le opere artistiche superstiti, come due quadretti attribuiti al Pordenone (XVI secolo), già incorporati nel distrutto coevo altar maggiore, ricco di sculture lignee; le pale ottocentesche della Vergine del Rosario (L. Gavagnin), di Sant'Antonio (G.A. De Lorenzi), e del Crocifisso (L. Querena). Tra le ulteriori dotazioni vanno ricordati un dipinto del Titolare (Lepsky, 1929), le acqueforti della Via Crucis del Graziosi (1920) e gli affreschi del tiepolesco Jacopo Guarana (1760), acquistati nel 1942 dalla demolita chiesa di Piombino Dese (Padova) per una degna sostituzione del soffitto crollato del Canaletto, nonché due tele dì Alessandro Pomi (1948) all'altare del Sacro Cuore, e le moderne vetrate del trevigiano Lino Dinetto. Il Campanile è opera dell'architetto Antonio Beni.

Villa Giustinian-Recanati[modifica | modifica sorgente]

Testimonianza di architettura lasciata, a partire dal Cinquecento, dalla penetrazione veneziana in terraferma. Eretta sul finire del secolo XVI, e appartenuta anche ai Dolfin, dalle semplici linee secentesche bene inserite nel vasto parco circostante (parte del quale oggi è stato riattivato con destinazione pubblica), dove natura e arte si fondono attorno alla cappella, alla grotta e al laghetto artificiale. Simbolo delle facoltà fondiarie dei Conti, consolidate in una commenda amministrata, dopo l'estinzione della dinastia, dall'Ordine Militare di Malta, il complesso appare ancora suggestivo, nonostante le stigmate del tempo e dell'abbandono, costituendo uno degli angoli più caratteristici della vecchia Spresiano. Gioiello architettonico è poi l'annesso oratorio, rifatto nel primo Ottocento da Antonio Diedo, con pala di Pietro Della Vecchia (1644), rappresentante la Vergine del Carmine la cui solennità richiama, ogni 16 luglio, l'antica "sagretta" nel vicino colmello Cesolle.

Frazioni del comune[modifica | modifica sorgente]

Visnadello[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa Sebbene lesionata e profanata nelle medesime contingenze, sfuggì a peggior rovina, subendo però nel 1921 lavori di ampliamento e di totale trasformazione. La facciata, prima volta a oriente, si allineò sulla Pontebbana e le linee classiche cedettero al gusto romanico, secondo il progetto dell'architetto Rupolo, con decorazioni interne, mosaici e vetrate dei trevigiani Mario Botter, De Tuoni e Dinetto. Perduta nella guerra la pala dei Titolari attribuita a Palma il Giovane, vi si conserva il simulacro marmoreo barocco di Sant'Antonio da Padova, proveniente dall'oratorio Gritti, e rimane - restaurato - il grazioso campanile settecentesco di Francesco Zambon.
  • Villa Gritti (poi Sartori-Corsi) altro cenno della architettura veneziana. Risale al secolo XVII, a tre piani e coronamento a timpano, completata un tempo da due barchesse e dalla cappella gentilizia. Al centro del paese, venne affiancata nel 1767 da alcuni porticati a esedra destinati al mercato settimanale del giovedì, istituito presso la Piavesella, con assenso dogale, da Giovanni e Alessandro Gritti; mercato fra i più rinomati della provincia, tuttora frequentato. I caratteristici fabbricati (oggi rifatti) attorno ai quali si animava la vita del piccolo centro trovarono suggestiva descrizione in un poemetto arcadico di Neralbo Melanteo, ospite letterario della villeggiatura dei Gritti.

Lovadina[modifica | modifica sorgente]

Analoga, dolorosa cronaca di devastazioni e ricostruzioni va segnalata anche per questo piccolo borgo. Le granate che nel maggio 1918 sconvolsero questo borgo a ridosso del Piave, ne atterrarono il campanile e lesionarono la chiesa con l'irreparabile perdita del soffitto di Noè Bordignon (1892). Resta comunque il centro più antico e relativamente meglio conservato del Comune, con i suoi valori urbanistico-architettonici del passato. E non solo negli esempi "dotti", fra cui:

  • il cinquecentesco Palazzo Bove (ora Maura)
  • la Villa, già asilo parrocchiale
  • le enigmatiche e solitarie barchesse superstiti di Ca' Ballarin
  • i complessi padronali (Case Bisello, Case Girardi, Palazzo Rosso)
  • i capitelli e gli oratori (notevole il Sacello di San Bartolomeo, in Borgo Sasso)
  • tutta una più significativa gamma di architettura campestre fatta di poche cose: il sasso, i muretti rustici, gli intonaci grezzi; tratti spontanei spesso sommati in esiti pregevoli.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Nel comune si registrano diverse realtà culturali, tra cui si segnalano la biblioteca, il Museo di Storia Naturale e l'Istituto Musicale intitolato a Tomaso Albinoni.

Persone legate a Spresiano[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 luglio 1985 1º giugno 1990 Giuseppe Fava DC Sindaco [5]
1º giugno 1990 12 giugno 1993 Giuseppe Fava DC Sindaco [6]
12 giugno 1993 24 aprile 1995 Paolo Figini DC Sindaco [7]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Mauro Sordi Liga Veneta-Lega Nord Sindaco [8]
14 giugno 1999 17 luglio 1999 Mauro Sordi lista civica Sindaco [9]
17 luglio 1999 17 aprile 2000 Pietro Signoriello - Commissario prefettizio
17 aprile 2000 27 ottobre 2004 Mauro Sordi lista civica Sindaco [10]
27 ottobre 2004 5 aprile 2005 Cristiano Belliato lista civica Vicesindaco [11]
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Cristiano Belliato lista civica Sindaco [12]
30 marzo 2010 in carica Riccardo Missiato lista civica Sindaco [13]

Sport[modifica | modifica sorgente]

A Lovadina si trova il "Lago Le Bandie", un centro sportivo ricavato da una cava realizzata negli anni 1970 durante la costruzione dell'autostrada A27. È costituito da un grande bacino cui sono annessi spazi verdi e impianti sportivi, rivolti particolarmente al nuoto (esiste una palestra con piscina olimpionica) e al ciclismo.

Nel 2008 il centro ha ospitato i campionati italiani estivi di nuoto e i campionati mondiali di ciclocross, mentre nel 2009 vi si sono svolti i campionati italiani di nuoto pinnato e la coppa del mondo di ciclocross[14].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Spresiano - Statuto.
  2. ^ a b Dato ISTAT - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Eletto il 12 maggio.
  6. ^ Eletto il 6 maggio.
  7. ^ Eletto consigliere comunale il 6 maggio 1990.
  8. ^ Eletto il 23 aprile.
  9. ^ Eletto il 13 giugno.
  10. ^ Eletto il 16 aprile.
  11. ^ Eletto consigliere comunale il 16 aprile e nominato vicesindaco, ha guidato la giunta dopo la scomparsa del sindaco Mauro Sordi.
  12. ^ Eletto il 3 aprile.
  13. ^ Eletto il 28 marzo.
  14. ^ Sito ufficiale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Spresiano: profilo storico di un comune, Giuliano Simionato; Marini (1990)
  • Una Comunità e i suoi segni: campanile e campane a Spresiano, Giuliano Simionato, Luigi Toffolo; Marini (1991)
  • Spresiano: documenti artistici del nostro passato, Giuliano Simionato; Tip. Meneghetti (1970)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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