Carraresi
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La famiglia Carraresi fu una ricca famiglia del secolo XII- XV.
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[modifica] La storia
La famiglia dei Carraresi, provenienti dall'attuale Due Carrare in provincia di Padova, era originariamente un ceppo di uomini d'arme e feudatari di campagna di origine longobarda che nel corso della loro storia si arricchiscono, diventano signori di Pernumia, guadagnano prestigio e potere fino a quando scongiurarono la minaccia di Cangrande della Scala, della famiglia veronese degli Scaligeri e regnano a Padova dal 1338 al 1388, instaurando la Signoria (precedentemente Padova era retta dalla forma di governo comunale).
Nell'antica Carrara, attuale Due Carrare (da non confondersi con l'omonimo comune toscano) i Carraresi fondarono nel 1027 la grande e splendida Abbazia di Santo Stefano, di cui oggi rimane solo l'antica e bellissima Chiesa in pietra nera.
Questa Abbazia non è molto conosciuta, ma fu una delle più potenti e ricche di tutta la Diocesi di Padova fino a quando, nel 1405, con la caduta dei Carraresi, fu trascinata nella rovina assieme ai suoi fondatori.
Intorno al 1390 i Carraresi sostengono delle lotte con il marchese Alberto d’Este, il cui capitano generale fu Orso Avogli (~1340-~1410), della nobile famiglia degli Avogli.
Nel 1405 Jacopo, figlio di Francesco Novello, cade prigioniero dei veneziani. Scoppia una epidemia di peste a Padova che si arrende; Francesco Novello, con l'altro figlio Francesco III, si consegnano ai veneziani. Successivamente Francesco Novello e i due figli vengono strangolati in carcere.
Nel 1435 Marsilio, il terzo ed unico figlio di Francesco Novello rimasto in vita, tenta il rientro a Padova ma viene catturato e decapitato in Piazza San Marco.
Da loro prese nome il Carrarese, un pezzo d'argento da 4 soldi di lira padovana emesso da Francesco I (1355-1388).
[modifica] Componenti
- Gumberto (m. av. 970)
- Gumberto (m. av. 1027)
- Litolfo da Carrara, fonda l'abbazia di Santo Stefano a Carrara nel 1027, m. av 1068.
- Artiuccio donazione all'Abbazia nel 1068
- Gumberto donazione all'Abbazia nel 1077
- Marsilio donazione all'Abbazia nel 1109
- Marsilio m. av 1210
- Jacopino m. av 1262
- Niccolò (n. 1282, m. 1344)
- Iacopo I, Signore di Padova m. 22 novembre 1324
- Marsilio, Signore di Padova m. 21 marzo 1338, sepolto all'Abbazia di S. Stefano.
- Ubertino I, Signore di Padova m. 20 marzo 1345
- Marsilietto, Signore di Padova m. 6 maggio 1345
- Jacopino II, Signore di Padova m. 1372 in carcere
- Francesco I, Signore di Padova m. prigioniero a Monza 6 ottobre 1393
- Francesco Novello Carraresi (n. 19 maggio 1359, m. 19 gennaio 1405)
- Francesco III (m. 1405) (primogenito di Francesco Novello)
- Jacopo (m. 1405)
- Marsilio (m. 1435)
[modifica] Testimonianze
Nel loro borgo natìo, Carrara (attuale Due Carrare) possedevano un Castello di cui oggi non rimane traccia.
Nel corso della loro storia, tuttavia, i carraresi arrivarono a conquistare diverse città e borghi veneti, in un gioco tutto imperniato sull'alternanza di alleanze con le due potenze locali, la Serenissima e gli Scaligeri di Verona. Molte fortificazioni devono ai Carraresi la propria esistenza, come il castello di Valbona a Lozzo Atestino (in provincia di Padova) mentre altre, come la torre civica di Camposampiero, le porte della cinta murata di Cittadella e altre ancora, conservano al loro esterno affreschi recanti lo stemma carrarese, in rosso su campo bianco, ad indicare l'abitudine della famiglia di ornare esternamente i propri manieri con questi colori.
Nel 1027 fondarono la splendida Abbazia di Santo Stefano a Carrara, di cui oggi rimane solo la chiesa.
Nella città di Padova poi commissionano la costruzione del loro palazzo, la Reggia Carrarese, della quale rimangono la Loggia dei Carraresi (oggi sede dell'Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti) e, nel piano superiore, la cappella privata la cui decorazione venne affidata a Guariento di Arpo.
Della decorazione rimangono poche tracce dopo che, alla fine del '700, gli accademici demolirono una parete allo scopo di aumentare le dimensioni della sala delle adunanze.
Restano alcune tavole con schiere angeliche che ornavano uno spazio tra le pareti ed il soffitto e che oggi si trovano al Museo Civico Eremitani di Padova ed alcuni lacerti di affreschi.
Il Castello di Padova, di origine medievale e già rafforzato dal tiranno Ezzelino da Romano, conserva manufatti e affreschi dell'epoca carrarese: la famiglia lo utilizzo durante il proprio regno sulla città e fece costruire un traghetto sopraelevato che congiungeva la reggia alle mura e, attraverso queste, al castello vero e proprio. Un ramo cadetto della famiglia, i Papafava, è ancor'oggi esistente.

