Carraresi

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Carraresi
Titoli Signori di Padova
Fondatore Gumberto
Ultimo sovrano Francesco II da Carrara
Data di fondazione X secolo
Data di estinzione XV secolo
Data di deposizione 1435
Etnia italiana
Albero genealogico delle famiglie Carraresi e Papafava (seconda metà sec. XVIII).

La famiglia Carraresi (talvolta anche da Carrara) fu una famiglia aristocratica veneta, e particolarmente padovana, dei secoli XII-XV.

La storia[modifica | modifica sorgente]

La famiglia dei Carraresi è proveniente dall'attuale Due Carrare in provincia di Padova, origina da un ceppo di uomini d'arme e feudatari di campagna di origine longobarda che nel corso della storia si arricchirono, diventando signori di Pernumia e duchi di Anguillara (dove sono proprietari dell'intero paese) guadagnando prestigio e potere fino a quando scongiurarono la minaccia di Cangrande della Scala (della famiglia veronese degli Scaligeri). Regnarono a Padova dal 1318 al 1405, con la parentesi Scaligera 1327-1338 e Viscontea 1388-1390, instaurando la Signoria (precedentemente Padova era retta dalla forma di governo comunale) anche con la consulenza del celeberrimo giurista Raniero Arsendi, noto come "il monarca delle leggi".

Nell'antica Carrara, attuale Due Carrare (da non confondersi con l'omonimo comune toscano) i Carraresi fondarono nel 1027 l'Abbazia di Santo Stefano, di cui oggi rimane solo l'antica chiesa in pietra nera.
Questa Abbazia non è molto conosciuta, ma fu una delle più potenti e ricche di tutta la Diocesi di Padova fino a quando, nel 1405, con la caduta dei Carraresi, fu trascinata nella rovina assieme ai suoi fondatori.

Intorno al 1390 i Carraresi sostengono delle lotte con il marchese Alberto d'Este, il cui capitano generale fu Orso Avogli (~1340-~1410), della nobile famiglia degli Avogli.

Nel 1405 Jacopo, figlio di Francesco Novello, cadde prigioniero dei veneziani. Secondo la storiografia ufficiale un'epidemia di peste a Padova lo costrinse alla resa; Francesco Novello, con l'altro figlio Francesco III, si consegnarono ai veneziani e successivamente, Francesco Novello e i due figli vennero strangolati in carcere. Ricerche più recenti e la stessa testimonianza dei discendi confermano che i Carraresi furono invece semplicemente costretti dai Veneziani a cambiar nome in Pappafava, famiglia ancora oggi esistente e grande possidente. [senza fonte]

Nel 1435 Marsilio, il terzo e unico figlio di Francesco Novello rimasto in vita, tenta il rientro a Padova ma viene catturato e decapitato in Piazza San Marco. Da loro prese nome il Carrarese, un pezzo d'argento da 4 soldi di lira padovana emesso da Francesco I (1355-1388).

Stemma del comune Due Carrare derivato dalla famiglia da Carrara

Componenti[modifica | modifica sorgente]

Il sepolcro di Marsilio, interno della chiesa di Santo Stefano primo martire, già parte dell'abbazia benedettina di Santo Stefano di Carrara.

Testimonianze[modifica | modifica sorgente]

Nel loro borgo natìo, i Carraresi possedevano un Castello di cui oggi non rimane traccia.
I carraresi arrivarono a conquistare diverse città e borghi veneti, in un gioco tutto imperniato sull'alternanza di alleanze con le due potenze locali, la Serenissima e gli Scaligeri di Verona. Molte fortificazioni devono ai Carraresi la propria esistenza, come il castello di Valbona a Lozzo Atestino (in provincia di Padova) mentre altre, come la torre civica di Camposampiero, le porte della cinta murata di Cittadella e altre ancora, conservano al loro esterno affreschi recanti lo stemma carrarese, in rosso su campo bianco, ad indicare l'abitudine della famiglia di ornare esternamente i propri manieri con questi colori.
Nel 1027 fondarono la splendida Abbazia di Santo Stefano a Carrara, di cui oggi rimane solo la chiesa.

Nella città di Padova poi commissionano la costruzione del loro palazzo, la Reggia Carrarese, della quale rimangono la Loggia dei Carraresi (oggi sede dell'Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti) e, nel piano superiore, la cappella privata la cui decorazione venne affidata a Guariento di Arpo.

Della decorazione rimangono poche tracce dopo che, alla fine del Settecento, gli accademici demolirono una parete allo scopo di aumentare le dimensioni della sala delle adunanze. Restano alcune tavole con schiere angeliche che ornavano uno spazio tra le pareti e il soffitto e che oggi si trovano al Museo Civico Eremitani di Padova e alcuni lacerti di affreschi.

Il Castello di Padova, di origine medievale e già rafforzato dal tiranno Ezzelino da Romano, conserva manufatti e affreschi dell'epoca carrarese: la famiglia lo utilizzò durante il proprio regno sulla città e fece costruire un traghetto sopraelevato che congiungeva la reggia alle mura e, attraverso queste, al castello vero e proprio.

Un ramo cadetto della famiglia, i Papafava, ottennero l'ascrizione al patriziato veneziano ed è ancor oggi esistente.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. Cittadella - Storia della dominazione carrarese in Padova, Volume 1 - Padova, 1842.
  • G. Vasoin - La signoria dei Carraresi nella Padova del '300 - La Garangola, Padova, 1988.
  • O. Longo - Padova carrarese - Il poligrafo, Padova, 2005, ISBN 8871153987.
  • F.Moro - Venezia in Guerra, quattordici secoli di storia, politica e battaglie, Studio Lt2 editore, Venezia 2011
  • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Carraresi di Padova, Torino, 1835. (ISBN non esistente).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]