Da Carrara

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da Carrara
Stemmacarrarese.jpg
Titoli Signori di Padova, Principi di Padova
Fondatore Gumberto
Ultimo sovrano Francesco II da Carrara
Data di fondazione X secolo
Data di estinzione XV secolo
Data di deposizione 1435
Rami cadetti Papafava
Albero genealogico delle famiglie Carraresi e Papafava (seconda metà sec. XVIII).

La famiglia da Carrara (i cui componenti sono definiti Carraresi) fu una famiglia aristocratica padovana.

Originaria dell'epoca post-longobarda, crebbe d'importanza durante l'età comunale sino a governare direttamente la città di Padova tra il 1318 ed il 1405.

La storia[modifica | modifica sorgente]

I da Carrara dovrebbero discendere da un gruppo di arimanni di origine germanica che, sul finire di X secolo, scese in Italia al seguito di qualche imperatore. Giunti nel comitato di Padova, ricevettero in allodio alcune proprietà distribuite nel Conselvano e in Saccisica[1][2].

Il primo membro noto della famiglia, Litolfo di Gumberto (citato nel 1027 come benefattore dell'abbazia di Santo Stefano), non sembra ancora godere di diritti giurisdizionali sui suoi fondi. Ma nel corso del XII secolo una serie di circostanze favorevoli permisero ai Carraresi di mettere insieme un vero e proprio feudo, ponendo il centro del potere nel castello di Carrara San Giorgio[2]. Fondamentali furono i matrimoni di Giacomino di Marsilio, vissuto nella seconda metà del secolo, che sposò prima Speronella Dalesmanini e quindi Maria da Baone, rappresentanti di due importanti casate della nobiltà rurale padovana[1].

Già qualche decennio più tardi, tuttavia, i Carraresi attraversarono un periodo di difficoltà e persero progressivamente i propri possedimenti rurali a vantaggio del nascente comune cittadino. Ulteriormente colpiti dalle lotte tra comuni e imperatore e dalla tragica parentesi ezzeliniana, venuti meno tutti i diritti feudali, nel corso del Duecento la famiglia fu costretta ad inurbare[1][2].

In questo nuovo contesto i Carraresi seppero costruirsi una nuova fortuna. Riuscirono ad uscire vittoriose dalle lotte interne e nel 1318 Giacomo di Marsilio entra in possesso del potere, dapprima come capitano del popolo, quindi come vicario imperiale, infine la signoria sulla città[1].

Regnarono a Padova dal 1318 al 1405, con la parentesi Scaligera 1327-1338 e Viscontea 1388-1390, instaurando la Signoria (precedentemente Padova era retta dalla forma di governo comunale) anche con la consulenza del celeberrimo giurista Raniero Arsendi, noto come "il monarca delle leggi".

Intorno al 1390 i Carraresi sostengono delle lotte con il marchese Alberto d'Este.

Nel 1405 Giacomo III, figlio di Francesco Novello, cadde prigioniero dei veneziani. Secondo la storiografia ufficiale un'epidemia di peste a Padova lo costrinse alla resa; Francesco Novello, con l'altro figlio Francesco III, si consegnarono ai veneziani e successivamente, Francesco Novello e i due figli vennero strangolati in carcere.

Nel 1435 Marsilio, il terzo e unico figlio di Francesco Novello rimasto in vita, tenta il rientro a Padova ma viene catturato e decapitato in Piazza San Marco. Da loro prese nome il Carrarese, un pezzo d'argento da 4 soldi di lira padovana emesso da Francesco I (1355-1388).

Stemma del comune Due Carrare derivato dalla famiglia da Carrara

Componenti[modifica | modifica sorgente]

Il sepolcro di Marsilio, interno della chiesa di Santo Stefano primo martire, già parte dell'abbazia benedettina di Santo Stefano di Carrara.

Testimonianze[modifica | modifica sorgente]

Nel loro borgo natìo, i Carraresi possedevano un Castello di cui oggi non rimane traccia.
I carraresi arrivarono a conquistare diverse città e borghi veneti, in un gioco tutto imperniato sull'alternanza di alleanze con le due potenze locali, la Serenissima e gli Scaligeri di Verona. Molte fortificazioni devono ai Carraresi la propria esistenza, come il castello di Valbona a Lozzo Atestino (in provincia di Padova) mentre altre, come la torre civica di Camposampiero, le porte della cinta murata di Cittadella e altre ancora, conservano al loro esterno affreschi recanti lo stemma carrarese, in rosso su campo bianco, ad indicare l'abitudine della famiglia di ornare esternamente i propri manieri con questi colori.
Nel 1027 fondarono la splendida Abbazia di Santo Stefano a Carrara, di cui oggi rimane solo la chiesa.

Nella città di Padova poi commissionano la costruzione del loro palazzo, la Reggia Carrarese, della quale rimangono la Loggia dei Carraresi (oggi sede dell'Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti) e, nel piano superiore, la cappella privata la cui decorazione venne affidata a Guariento di Arpo.

Della decorazione rimangono poche tracce dopo che, alla fine del Settecento, gli accademici demolirono una parete allo scopo di aumentare le dimensioni della sala delle adunanze. Restano alcune tavole con schiere angeliche che ornavano uno spazio tra le pareti e il soffitto e che oggi si trovano al Museo Civico Eremitani di Padova e alcuni lacerti di affreschi.

Il Castello di Padova, di origine medievale e già rafforzato dal tiranno Ezzelino da Romano, conserva manufatti e affreschi dell'epoca carrarese: la famiglia lo utilizzò durante il proprio regno sulla città e fece costruire un traghetto sopraelevato che congiungeva la reggia alle mura e, attraverso queste, al castello vero e proprio.

Un ramo cadetto della famiglia, i Papafava, ottennero l'ascrizione al patriziato veneziano ed è ancor oggi esistente.

Genealogia[modifica | modifica sorgente]

Giacomino
Marsilio
Giacomino
Giacomo
Albertino
Giacomo
Bonifacio
Giacomino "Papafava"
Marsilio
Ubertino il Vecchio
Giacomino
Albertino "Papafava"
Giacomo I
(1264 - 1324)
Pietro "Perenzano"
Nicolò
(seconda metà del Duecento - 1344)
da Iselgarda
Ubertino Novello
(fine del Duecento - 1345)
da Fina Fieschi
Marsilietto "Papafava"
(fine del Duecento - 1345)
da Adelaide Scrovegni
Marsilio
(1294 - 1338)
da Emidia Fieschi
Giacomo II
(inizio Trecento - 1350)
Giacomino
Beatrice
Iselgarda
Lieta
da Agnese Visconti
Francesco il Vecchio
(1325 - 1393)
da Lieta Forzatè
Carrarese
da Lieta Forzatè
Margherita
da Lieta Forzatè
Gigliola
da Lieta Forzatè
Marsilio
(anni 1330 - post 1379)
da Costanza da Polenta
Nicolò
da Costanza da Polenta
Ubertino Carlo
da Costanza da Polenta
Lieta
da Costanza da Polenta
Bonifacio
figlio naturale
Francesco Novello
(1359 - 1406)
da Fina Buzzacarini
Conte
(metà del Trecento - 1421/22)
figlio naturale, da Giustina Maconia
Stefano
figlio naturale
Ubertino
(? - 1407)
figlio naturale
Marsilio
(seconda metà del Trecento - 1435)
figlio naturale
Francesco
(1383 - 1406)
da Taddea d'Este
Giacomo
Obizzo
(? - post 1439)
Ardizzione

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Roberto Cessi, da Carrara in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931. URL consultato il 10 settembre 2014.
  2. ^ a b c Storia, Comune di Due Carrare. URL consultato il 10 settembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. Cittadella - Storia della dominazione carrarese in Padova, Volume 1 - Padova, 1842.
  • G. Vasoin - La signoria dei Carraresi nella Padova del '300 - La Garangola, Padova, 1988.
  • O. Longo - Padova carrarese - Il poligrafo, Padova, 2005, ISBN 8871153987.
  • F.Moro - Venezia in Guerra, quattordici secoli di storia, politica e battaglie, Studio Lt2 editore, Venezia 2011
  • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Carraresi di Padova, Torino, 1835. ISBN non esistente.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]